Le infezioni batteriche rappresentano una delle principali cause di malattia nei bambini, soprattutto in età scolare. Tra i patogeni più diffusi e contagiosi si colloca lo streptococco di tipo A, responsabile della tipica faringite infettiva, nota ai più come “mal di gola da streptococco”. L'infezione colpisce frequentemente i più piccoli e, se non trattata tempestivamente, può comportare complicanze di natura seria. Per questa ragione, è fondamentale che i genitori siano in grado di riconoscere i sintomi, comprendere le dinamiche di trasmissione e adottare le misure necessarie per gestire il quadro clinico in tempi rapidi.

Che cos’è l’infezione da streptococco?
L’infezione da streptococco è causata da una qualsiasi variante dello Streptococcus, un batterio gram-positivo che prolifera in particolare nel cavo orale e si trasmette prevalentemente per via aerea. Gli streptococchi sono suddivisi in venti gruppi diversi, ognuno dei quali provoca infezioni e sintomatologie specifiche. Le tipologie di streptococco che mostrano una maggiore propensione a causare malattie nell’uomo includono:
- Streptococco del gruppo A: è il batterio più comune e contagioso, responsabile della faringite streptococcica. Colpisce prevalentemente i bambini in età scolare, ma nel 5-15% dei casi può manifestarsi anche negli adulti.
- Streptococco del gruppo B: è normalmente presente nell’uomo e, pur non causando solitamente problemi, diventa pericoloso se trasmesso da madre a figlio durante la gravidanza o il parto.
- Streptococco del gruppo D (o enterococchi): sono batteri facenti parte della “flora residente” che causano patologie solo in determinate condizioni, ad esempio quando penetrano dall’intestino in altre aree dell’organismo.
- Streptococco Viridans: risiede naturalmente nella bocca di individui sani, ma se invade il torrente ematico può infettare le valvole cardiache, causando endocardite.
Trasmissione e dinamiche di incubazione
Il ceppo di tipo A è altamente contagioso e può diffondersi rapidamente, specialmente in ambienti chiusi e affollati come le aule scolastiche. La trasmissione avviene principalmente attraverso il contatto aerobico (goccioline respiratorie rilasciate parlando, tossendo o starnutendo) e il contatto diretto (lesioni cutanee infette, ferite o piaghe). È bene ricordare che il 20-30% dei bambini risulta essere portatore sano: in questi casi lo streptococco è asintomatico, ma rimane presente nelle vie respiratorie superiori.
Il periodo di incubazione si estende per circa 4-5 giorni, dopo i quali emergono i sintomi distintivi. Una volta avviata una terapia antibiotica mirata, il pericolo di contagio si riduce drasticamente dopo le prime 24 ore di trattamento.

Riconoscere i sintomi nei bambini
Lo streptococco di tipo A si insedia tipicamente nelle vie respiratorie superiori, esordendo con un mal di gola improvviso che rende dolorosa la deglutizione. Tra i segni clinici principali si annoverano:
- Tonsille rosse e gonfie, spesso con presenza di macchie bianche o strisce di pus.
- Piccole macchie rosse sul palato (petecchie).
- Febbre e linfonodi ingrossati nella parte anteriore del collo.
Esistono inoltre sintomi meno comuni, quali mal di testa, dolore addominale, nausea, vomito o eruzioni cutanee caratteristiche della scarlattina. È cruciale distinguere questa condizione dalle infezioni virali: lo streptococco, infatti, non è quasi mai associato a tosse, raucedine o congiuntivite. Se questi ultimi sintomi fossero presenti, è probabile che si tratti di un’infezione virale, che evolve spontaneamente senza la necessità di antibiotici.
Streptococco nei bambini
Rischi, complicanze e importanza della diagnosi precoce
Sebbene l’infezione mostri un miglioramento entro 1-2 giorni dall'inizio della cura, è necessario rivolgersi al medico qualora si riscontrino difficoltà respiratorie, capogiri, sensazione di svenimento o pallore anomalo alle dita e alle labbra. Se non individuata, o se la terapia antibiotica viene interrotta prematuramente, il batterio può persistere nell’organismo provocando complicanze rare ma pericolose, come ascessi peritonsillari, infezioni dei seni paranasali, otiti, febbre reumatica o glomerulonefrite post-streptococcica.
La diagnosi precoce è fondamentale. Ad oggi vengono impiegati diversi esami:
- Test rapido: un tampone faringeo che rivela in pochi minuti la presenza dello Streptococcus di tipo A.
- Coltura faringea: un esame più approfondito di laboratorio, che richiede più tempo ma offre una maggiore accuratezza, riducendo il rischio di falsi negativi.
- Titolo antistreptolisinico (TAS): un test sierologico che quantifica la concentrazione di anticorpi prodotti contro la streptolisina.
Dove effettuare il test: dai laboratori alle farmacie
Per chi si interroga su dove eseguire il tampone, le opzioni sono numerose e accessibili. È possibile rivolgersi a centri diagnostici specializzati, come i centri prelievo Butterfly Lab, che dispongono di una vasta rete sul territorio nazionale. In questi contesti, la rapidità del test e l'affidabilità dei risultati consentono di garantire ai bambini una cura efficace senza ritardi.
Anche nelle città, la sanità privata offre soluzioni rapide ed efficienti. A Torino, ad esempio, piattaforme come Cup Solidale permettono di prenotare il tampone faringeo in tempi brevissimi, confrontando le strutture per prezzo e vicinanza. I costi sono trasparenti, generalmente oscillanti tra i 13,9 e i 20 euro, e le liste d'attesa sono praticamente inesistenti rispetto al servizio pubblico.

Inoltre, grazie alla normativa del 2022, è possibile effettuare il tampone per lo streptococco anche in molte farmacie. Strumenti digitali come l'App Farmacia Aperta consentono di individuare rapidamente le farmacie aderenti al servizio. Questo rappresenta un notevole vantaggio in termini di capillarità: il test, spesso eseguito tramite prelievo salivare o tampone oro-faringeo, permette di ottenere un risultato immediato.
Il procedimento è semplice: il tampone viene strofinato sulla parte posteriore della faringe e sulle tonsille. In caso di positività - indicata dalla comparsa di due linee sul dispositivo - è necessario consultare immediatamente il medico di base per la prescrizione della terapia antibiotica, che deve essere assunta preferibilmente entro 5 giorni dalla comparsa dei sintomi per scongiurare le complicanze sopra citate. La digitalizzazione della rete delle farmacie rende oggi questi servizi di screening sempre più "a portata di smartphone", garantendo una gestione moderna e tempestiva della salute infantile.
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