Guida completa ai tagli sicuri e alle consistenze nell’autosvezzamento

L’autosvezzamento rappresenta un viaggio entusiasmante per il bambino e per i genitori, un percorso che accompagna il piccolo verso i primi assaggi a tavola. Con la diffusione di questo approccio, sorge naturale la questione dei “tagli sicuri”: ci si chiede, cioè, come offrire senza pericoli, al bambino che ancora non sa masticare, cibo diverso da una pappa di consistenza omogenea. Quando si parla di tagli sicuri per lo svezzamento si fa riferimento a come tagliare e offrire il cibo al bambino nel modo più sicuro possibile per scongiurare il pericolo di soffocamento.

illustrazione grafica dei tagli a bastoncino per neonati

Comprendere il rischio: soffocamento vs conati

È fondamentale distinguere tra un episodio di soffocamento e il naturale riflesso faringeo (gag reflex). Quest’ultimo è un impulso spontaneo che si verifica di frequente intorno ai 6-7 mesi, soprattutto nei primi assaggi, e che si attiva quando un pezzetto di cibo supera la metà posteriore della lingua senza essere stato adeguatamente masticato: la faringe si chiude e il cibo viene spinto di nuovo in avanti. In questo caso il bambino emette suoni, tossisce, può avere dei piccoli conati di vomito e il suo viso diventa rosso.

Al contrario, nel soffocamento (choking), le vie aeree sono ostruite. Il bambino non tossisce, non piange, non respira, non emette rumori e il viso o le labbra potrebbero diventare blu. Non c’è assolutamente tempo da perdere, va prestato tempestivamente soccorso attuando le manovre per la disostruzione pediatrica.

Il ruolo della consistenza: il test dello schiacciamento

Fino ai 18 mesi circa, andranno proposti solo cibi morbidi. Se si riesce a sfaldare l’alimento schiacciandolo tra pollice e indice vuol dire che la consistenza è sicura (in alternativa si può mordere un pezzetto e spingerlo con la lingua contro il palato, se il cibo diventa poltiglia la consistenza è quella giusta). Viceversa, tutti gli alimenti che si spezzano senza perdere consistenza, possono risultare pericolosi. Cibi dalle consistenze molto dure (mandorle, anacardi, frutta secca…) non sono adeguati, perché potrebbero essere inghiottiti per intero. In questo caso si procede frullando gli alimenti fino a ridurli in farina.

Tagli sicuri per le fonti di carboidrati e la pasta

Per quanto riguarda la pasta, i formati più sicuri sono fusilli e spaghetti, molto adatti per essere presi con tutto il pugno dai più piccoli e a basso rischio di ostruire le vie aeree. Le farfalle vanno bene sia intere, perché molto sottili, oppure divise a metà. Penne o maccheroni devono invece essere tagliati nel verso della lunghezza, in modo da ottenere due strisce di pasta piatte. Per quanto riguarda il riso, il basmati, avendo, di base, una consistenza dura, va cotto un po’ di più. Un’alternativa agli gnocchi molto popolare sono gli spätzle, originari del Tirolo; il formato in sé è sicurissimo.

infografica sui diversi formati di pasta e come tagliarli correttamente

Il pane non deve essere troppo morbido o con troppa mollica, poiché quest’ultima, lavorata con la saliva, diventa una palla appiccicosa che il bambino non sa gestire. Essenziale è che risulti agevole da sbriciolare con due dita; ottimo da presentare in tavola sia intero, sia con il taglio a listarelle, può essere reso più friabile passandolo per pochi minuti in padella o in forno.

Gestione delle proteine: carne, pesce e legumi

Per quanto riguarda la carne, la carne rossa, anch’essa difficile da masticare in quanto di consistenza gommosa e fibrosa, può essere proposta sotto forma di polpetta, allungata o con una forma più tondeggiante e una dimensione ridotta. Per la carne bianca, si parla di un alimento difficile da masticare da parte del piccolo, almeno fino a quando non spuntano i molari; in virtù di ciò, è consigliabile offrirla tagliata in pezzi molto piccoli, quasi come se fosse sminuzzata.

Il pesce va cotto, pulito accuratamente dalle spine e tagliato, a seconda dell’età che ha il piccolo, a striscioline o a pezzetti piccoli. I legumi, per essere proposti in sicurezza, devono essere decorticati e schiacciati con la forchetta, ridotti in hummus o utilizzati per preparare una gustosa farinata. Per quanto riguarda le uova, l’uovo in autosvezzamento può essere proposto sodo e tagliato a fettine sottili per il lungo, sminuzzato, cotto sotto forma di frittata o strapazzato.

Accortezze su verdure, frutta e cibi scivolosi

La forma del cibo è determinante: alcune forme più di altre sono pericolose, come ad esempio quelle tonde o cilindriche (pomodorini, acini d’uva, mirtilli, mozzarelline, olive, wurstel). Se aspirate, queste possono infatti bloccarsi nella faringe e impedire il passaggio di aria. I pomodorini vanno tagliati in quarti nel senso della lunghezza, ma bisogna attendere che il bambino sviluppi la presa a tenaglia.

COME e QUANDO INIZIARE lo SVEZZAMENTO e L'AUTOSVEZZAMENTO - RICETTE, PIATTI E TAGLI SICURI

Gli alimenti filamentosi, come finocchio o sedano crudi, richiedono di eliminare i filamenti e poi tagliare molto finemente l’alimento con andamento perpendicolare alle fibre. Alimenti che possono accartocciarsi formando un gomitolo in bocca, come spinaci e altre verdure a foglia cotte, vanno sminuzzati o utilizzati come ingredienti per altre ricette. Le foglie di insalata possono essere tagliate a listarelle nel verso opposto alle nervature.

Infine, va valutata la scivolosità degli alimenti. Tutti i cibi che possono appiccicarsi al palato o alle vie aeree non vanno proposti. Alcune accortezze vanno prese anche con altri alimenti molto pastosi, come la crema spalmabile di frutta secca, il burro o formaggi come il Brie. Cibi con questa consistenza non vanno mai offerti al cucchiaio, bensì mescolati in altre preparazioni oppure stesi in un velo molto sottile su una strisciolina di pane tostato. La mozzarella, in particolare, cruda e a piccoli pezzetti è perfetta durante lo svezzamento, ma una volta cotta diventa filante e quindi molto pericolosa.

tabella riassuntiva dei cibi pericolosi e come adattarli

Supervisione e buone prassi

Oltre alla selezione del cibo, è opportuno evitare di proporre il cibo mentre il piccolo è distratto, quando ad esempio gioca o sta facendo altre attività, o se si è in macchina. Inoltre, nonostante tutte le accortezze, è molto importante sapere anche come si effettuano le manovre salvavita, in caso si verifichi un vero e proprio episodio di soffocamento. Ad oggi sono molti i corsi disponibili che permettono di apprendere queste manovre, organizzati dalla Croce Rossa Italiana, dai pediatri e dai centri per l’infanzia. Durante gli incontri viene mostrato anche come riconoscere se davvero stiamo assistendo a un caso di soffocamento o se si tratta, invece, di un episodio in cui il cibo va di traverso. Imparare a masticare non è una gara; osservare le competenze del proprio bambino è il modo migliore per capire come procedere nel suo percorso di autonomia alimentare.

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