Lo svezzamento dei suinetti dalla scrofa rappresenta una delle fasi più critiche e complesse nell'allevamento suino, un momento di transizione che incide profondamente sulla salute, sul benessere e sulle future performance produttive degli animali. Questa procedura, che segna il passaggio da una dieta esclusivamente lattea a un'alimentazione solida, è intrinsecamente legata allo stress, che a sua volta può innescare una cascata di problemi sanitari ed economici. Comprendere a fondo gli obiettivi, le sfide e le strategie ottimali per gestire questo delicato passaggio è fondamentale per gli allevatori che mirano a ottenere suinetti di alta qualità e a massimizzare la redditività dell'azienda.
Gli Obiettivi Fondamentali dello Svezzamento di Successo
L'obiettivo primario in sala parto, e di conseguenza durante la procedura di svezzamento, è quello di ottenere un suinetto di qualità. Questo significa preparare animali non solo fisicamente pronti per la nuova fase, ma anche con un sistema immunitario robusto e un apparato digerente funzionale, in grado di affrontare i cambiamenti che questa transizione comporta. Le azioni intraprese durante questo periodo avranno conseguenze significative sul futuro degli animali, influenzando direttamente le prestazioni tecniche ed economiche dell'allevamento. Un suinetto che viene svezzato con successo è un suinetto che si adatta più facilmente e rapidamente, manifestando buone capacità di crescita e riducendo l'incidenza di patologie. La variazione del peso allo svezzamento, in particolare, è una circostanza sfavorevole che si è evidenziata con l’avvento della genetica iperprolifica, soprattutto a causa della dispersione del peso alla nascita e della ridotta assunzione di latte e colostro. Pertanto, è estremamente importante nutrire e abbeverare correttamente la scrofa per massimizzare la produzione di latte.

Il Stress dello Svezzamento: Implicazioni Fisiologiche e Comportamentali
Lo svezzamento è, per sua natura, un momento di grande stress per il suinetto. Questo stress è generato da molteplici fattori interconnessi: la separazione dalla madre, il cambiamento di ambiente, l'introduzione di nuovi compagni con la conseguente necessità di stabilire nuove gerarchie, e il passaggio da una dieta liquida a una solida. Questo stato di tensione fisiologica produce un calo delle difese immunitarie, rendendo i suinetti più suscettibili a infezioni. Di conseguenza, qualsiasi procedura aggiuntiva che possa aumentare lo stress in questo periodo critico, come le vaccinazioni, deve essere attentamente valutata o, se possibile, evitata per non aggiungere ulteriore carico stressogeno o generare febbre.
Le conseguenze comportamentali e fisiche dello stress da svezzamento possono manifestarsi in vari modi. Si osserva spesso una diminuzione dell'interesse per il cibo, che porta alla perdita di peso. L'indebolimento del sistema immunitario rende i suinetti più vulnerabili alle infezioni. Inoltre, i suini possono mostrare maggiore aggressività o combattività a causa dello stress o della competizione per le risorse. Un aumento dei guaiti o altre vocalizzazioni può indicare disagio o angoscia. Si può inoltre notare una ridotta attività, o persino zoppia, che può essere sintomo di stress, malattia o dolore. Quando i suinetti sono stressati, annoiati, frustrati o quando c'è un sovraffollamento con spazio insufficiente per muoversi, possono iniziare a mordersi a vicenda, un comportamento noto come cannibalismo, che può causare lesioni e persino la morte. Alcuni suinetti possono sviluppare cattive abitudini, come sporcare la loro lettiera o mangiare le proprie feci, potenzialmente causate da stress, disagio e servizi igienici inadeguati.
Lo svezzamento è un periodo impegnativo per i suinetti, che spesso porta a una varietà di cambiamenti fisici e comportamentali. Comprendere questi sintomi e adottare misure proattive può aiutare i suinetti a realizzare una transizione senza problemi e mantenere la loro salute.

Fattori Chiave per una Gestione Ottimale dello Svezzamento
Una corretta gestione dello svezzamento è fondamentale per ridurre lo stress del suinetto. Questo implica un'attenta pianificazione e l'adozione di pratiche mirate.
Il Momento Ideale per lo Svezzamento
Il momento in cui i suinetti vengono separati dalla scrofa è un passaggio chiave. In linea di massima, lo svezzamento deve essere effettuato al mattino presto, preferibilmente dopo che la scrofa ha ricevuto il primo pasto della giornata. Questo la renderà più tranquilla e faciliterà la sua posizione per l'allattamento, sebbene la separazione sia imminente. Per ragioni di organizzazione del lavoro negli allevamenti, svezzare la mattina presto permette di svuotare le sale parto il prima possibile, iniziando le pulizie e consentendo ai locali di asciugarsi durante la notte.
La pratica più comune consiste nello svezzare tutte le scrofe presenti nella sala parto, per poi trasferirle nel reparto gestazione e successivamente procedere al trasferimento dei suinetti nelle aree dedicate. Recentemente, alcuni allevamenti hanno implementato strutture con un numero doppio di posti parto, permettendo ai suinetti di rimanere nella stessa sala parto per l'intera fase post-svezzamento. L'idea dietro questi investimenti è di evitare ai suinetti lo stress di creare nuovi gruppi sociali in un momento così delicato, un beneficio da valutare attentamente dal punto di vista produttivo ed economico.
La scelta del giorno della settimana per lo svezzamento può influenzare l'organizzazione del lavoro, poiché il fine settimana presenta solitamente minore manodopera disponibile. L'intervallo di 4 giorni tra lo svezzamento e l'estro principale consente di coprire la maggior parte delle scrofe il lunedì e il martedì, evitando il fine settimana. Il principale svantaggio dello svezzamento del giovedì, ad esempio, può riguardare l'ispezione e le procedure delle nidiate. La somministrazione del ferro e la rifilatura di coda e dentini sono altre attività impegnative. Se lo svezzamento avviene il giovedì, l'ideale sarebbe portare la maggior parte delle scrofe in sala parto la domenica precedente per garantire sufficiente tempo di pulizia e aspirazione, permettendo alle scrofe di entrare 4 giorni prima del parto. Tuttavia, per evitare il lavoro di routine nel fine settimana, un'altra opzione è farle entrare il lunedì, 3 giorni prima del parto previsto.
Negli ultimi anni, è emerso che le scrofe iperprolifiche hanno gestazioni più lunghe, tra i 116 e i 117 giorni, il che può far coincidere lo svezzamento del giovedì con il parto alla fine della settimana, quando il personale è ridotto. In alcuni grandi allevamenti, lo svezzamento viene effettuato ogni giorno per ottimizzare l'uso dei posti parto, ma questo sistema può complicare la gestione. Lo svantaggio di svezzare il lunedì con una genetica iperprolifica è che la maggior parte delle coperture avviene il venerdì e il sabato, e se lo svezzamento avviene la domenica, molti parti si verificano nel fine settimana.
Il Decreto Legislativo n. 53 del 20 febbraio 2004, che stabilisce le "norme minime per la protezione dei suini", rende obbligatorio, in alcune interpretazioni, lo svezzamento dei suinetti di 28 giorni di vita, una pratica che, alla luce delle considerazioni fisiologiche e produttive, non dovrebbe rappresentare un problema, ma anzi potrebbe essere vantaggiosa in termini di maturità dell'animale.
5/6 - Allevamento del suino - svezzamento e ingrasso
Età e Peso allo Svezzamento: Non Solo Numeri
L'età allo svezzamento deve essere sempre considerata con grande attenzione in funzione delle strategie aziendali, sia per i cicli chiusi che per i venditori di lattoni. Il passaggio da una lattazione di 3 a una di 4 settimane determina un maggior peso dei suinetti allo svezzamento, stimato fra 1,5 e 2,5 kg/capo in più. Questo si riflette in migliori performance produttive e sanitarie nella fase di post-svezzamento, oltre a consentire l’impiego di mangimi meno costosi nella fase di avviamento. Tuttavia, l’allungamento della lattazione comporta un allungamento dell’interparto, con una conseguente riduzione del numero di parti/scrofa/anno e quindi meno svezzati/anno.
Per confrontare l'interparto teorico delle scrofe a seconda che allattino per 21 o 28 giorni, si parte dall'intervallo svezzamento-calore di 5 giorni, si aggiunge la gestazione di 114 giorni e infine la lattazione di 21 o 28 giorni. L’interparto teorico finale risulta di 140 giorni nel primo caso e 147 giorni nel secondo. Questi 7 giorni di differenza, sebbene sembrino pochi, diventano significativi nel calcolo dei parti per scrofa all’anno: 365:140 = 2.60 parti/anno per la lattazione a 21 giorni, mentre 365:147 = 2.48 parti/anno per la lattazione a 28 giorni. Moltiplicando per il numero di svezzati per parto (indicato in 11), si ottiene una produzione di 28.6 svezzati per scrofa per anno con lattazione a 21 giorni, contro 27.3 con lattazione a 28 giorni.
Tuttavia, è importante considerare variabili legate alla fisiologia dell'animale. Alcuni autorevoli fisiologi della riproduzione hanno sottolineato che una lattazione di 28 giorni permette una migliore preparazione dell’apparato genitale della scrofa alla gestazione successiva, con un potenziale aumento della natalità al parto successivo. È stato stimato che per ogni giorno di lattazione inferiore a 28, ci sia un calo della natalità totale di 0.1 suinetti al parto seguente. Questo suggerirebbe che chi svezza a 21 giorni potrebbe produrre circa 0.7 suinetti nati vivi in meno per parto rispetto a chi svezza a 28.
Indagini su realtà italiane hanno messo a confronto natalità (totali e vive) di 12 aziende significative: le aziende che svezzano a 28 giorni mostrano una natalità totale superiore di 0,53 suinetti per parto rispetto a quelle che svezzano a 21 giorni (12.60 contro 12.05). Aggiornando i calcoli, introducendo una variabilità empirica di mortalità in lattazione (10%), con una lattazione di 21 giorni si ottengono 26.44 svezzati per scrofa per anno (2.60 parti/anno x 10.17 svezzati/parto), mentre con lattazione a 28 giorni si producono 26.41 svezzati per scrofa per anno (2.48 parti/anno x 10.65 svezzati/parto). La differenza è minima, suggerendo che gli aspetti fisiologici e sanitari legati a una lattazione più lunga possono compensare la minore frequenza di parti.
Quanto più tardi viene svezzato il suinetto, tanto più generalmente è preparato. La situazione più sfavorevole si verifica quando i suinetti non solo sono immaturi, ma anche sottopeso. Questi suinetti sono molto sensibili alla mancanza di "comfort termico". Un'altra situazione critica è quella di suinetti con un peso adeguato allo svezzamento ma con una maturità intestinale insufficiente; in questo caso è fondamentale far iniziare precocemente l’alimentazione solida con strategie come l’alimentazione a scorrimento.
Un peso alla nascita adeguato segna un buon peso allo svezzamento. Difficile intervenire direttamente sul peso alla nascita, ma le conseguenze di un peso troppo basso possono essere critiche. La mortalità pre-svezzamento è significativamente influenzata dal peso alla nascita.

Alimentazione e Abbeveraggio: Pilastri della Transizione
Una gestione ideale dello svezzamento dei suinetti prevede un'attenzione particolare all'alimentazione. Man mano che maturano, è importante mantenere il loro approvvigionamento costante di cibo, evitando modifiche improvvise alla dieta che potrebbero disturbare il loro sistema digestivo. Da circa 7 a 10 giorni prima dello svezzamento, si può iniziare con un alimento speciale di pre-inizio per aiutarli a prepararsi alla dieta solida.
Fornire ai suinetti lo stesso tipo di mangime utilizzato nella fase finale della lattazione è una strategia efficace. Si raccomandano diete di alta qualità con ingredienti speciali, gustosi e appetibili. Il mangime deve essere gestito correttamente, somministrandolo più volte al giorno, disponendo di piatti supplementari, lavorando con le pappette nei primi giorni, e aggiungendo acqua con un agente reidratante nelle tramogge rotonde. L'acqua deve essere batteriologicamente di qualità e fornita a temperature adeguate.
Il suinetto, dotato di sofisticati organi sensoriali, è inizialmente riluttante a provare alimenti nuovi e sconosciuti (neofobia alimentare), un comportamento evolutivo che lo protegge dall'ingestione di potenziali ingredienti dannosi. La neofobia è più marcata nel periodo immediatamente successivo allo svezzamento, quando i suinetti possono ricorrere a preferenze di gusto innate o associazioni apprese. Ciò può alterare l'appetibilità e portare a una temporanea riduzione dell'assunzione di mangime, con conseguenti perdite nelle prestazioni. Garantire una buona assunzione di mangime prima e dopo lo svezzamento è fondamentale per mantenere un animale sano. La ricerca indica che i suinetti che assumono quantità sufficienti di mangime sono più resistenti alle perdite di produzione causate da problemi nel post-svezzamento.
La frequenza di alimentazione influisce notevolmente sul tratto gastrointestinale. Alimentare solo due volte al giorno può portare i suinetti a mangiare grandi quantità in breve tempo, sovraccaricando i sistemi digestivi e promuovendo la riproduzione batterica. Dare piccole porzioni frequentemente è più salutare e favorisce l'assimilazione dei nutrienti.
L'alimento di "inizio" (starter) è una dieta scientificamente formulata, ricca di nutrienti ed energia, spesso contenente enzimi digestivi e antibiotici, con aromatizzanti per renderlo più attraente. Questo prepara i loro sistemi digestivi al cambiamento verso alimenti solidi. L'aggiunta di probiotici e acidi organici al mangime ha un'efficacia maggiore nel ridurre la mortalità e aumentare l'incremento ponderale.
Avere un suinetto più pesante e con un apparato digerente più preparato ad alimentarsi da solo una volta svezzato aiuta ad affrontare la fase di svezzamento con maggior successo. Il sistema di somministrazione di latte e mangime insieme sotto forma di "pastoncino" durante la lattazione ha mostrato esiti interessanti nell’incrementare il peso dei suinetti e abituarli meglio alla fase successiva. Questo scopo è farli abituare, durante la lattazione, a un mangime sottoscrofa o prestarter di alta qualità, che facilita l'accettazione del primo mangime di svezzamento, allontanando il rischio di rifiuto e le complicazioni sanitarie. L’alimento ideale nella fase di svezzamento deve essere costituito da più fonti proteiche e materie prime con bassi livelli di fattori anti-nutrizionali. È fondamentale evitare che i suinetti perdano l'appetito, poiché con il digiuno perdono peso, rischiano di ammalarsi e compromettono il sistema digestivo e la salute intestinale.
È necessario ridurre il numero di cambiamenti o effettuarli gradualmente, abituando i suinetti già prima dello svezzamento al tipo di alimentazione che incontreranno una volta svezzati. Soltanto quando i suinetti mangiano con appetito si può procedere al cambio definitivo di mangime.
Un caso studio italiano ha evidenziato come suinetti "disadattati" allo svezzamento con mangimi liquidi abbiano compromesso l'avvio al mangime successivo, tardando nell'apprendere a mangiare dalla mangiatoia e disidratandosi. La soluzione è stata cambiare la formula del prestarter per renderlo più appetibile e svezzare i suinetti con lo stesso mangime sottoscrofa che mangiavano in sala parto, per far riconoscere odore e sapore ed eliminare un fattore di stress aggiuntivo. Proporre il sottoscrofa in pappina durante l'ultima settimana di lattazione mira a un migliore sviluppo dell'apparato digerente.
La gestione dell'alimentazione nella prima settimana post-svezzamento è di fondamentale importanza. È necessario che gli animali mangino, non perdano peso e abbiano sempre libero accesso all'acqua.

Comfort Climatico e Strutturale
Il comfort climatico è un elemento essenziale. Le raccomandazioni per la temperatura e la ventilazione durante la fase post-svezzamento variano a seconda del giorno dello svezzamento e della stagione. I suinetti sono molto sensibili alla mancanza di comfort termico, specialmente quando sono sottopeso o fisiologicamente immaturi. È necessario garantire un ambiente adeguato, evitando sia il freddo eccessivo che il caldo. La pavimentazione adatta è un altro fattore importante per il benessere e la sanità degli animali.

La Socializzazione Precoce: Un Fattore di Riduzione dello Stress
Studi hanno evidenziato che i suinetti di figliate senza socializzazione presentavano interazioni più aggressive e meno positive nei primi giorni dopo lo svezzamento rispetto a quelli socializzati in lattazione. La lattazione condivisa, dove i suinetti sono già socializzati in lattazione, può ridurre le lotte e lo stress dopo lo svezzamento. Questo approccio mira a promuovere un ambiente più armonioso e meno conflittuale nel nuovo gruppo.
La Lattazione: Fondamento per uno Svezzamento Robusto
La nutrizione della scrofa durante la lattazione è cruciale per massimizzare la produzione di latte e colostro. Il colostro, in particolare, fornisce anticorpi vitali per proteggere il neonato dalle infezioni nelle prime ore dopo la nascita. Una scrofa ben nutrita garantirà ai suinetti l' apporto di proteine, grassi, carboidrati, vitamine e minerali necessari per una crescita sana.
Considerazioni sulla Durata della Lattazione e le Strategie Aziendali
La durata della lattazione è un fattore determinante che influenza il peso dei suinetti allo svezzamento e, di conseguenza, le performance post-svezzamento. Mentre una lattazione più lunga (es. 28 giorni) porta a suinetti più pesanti e potenzialmente più resilienti, essa riduce il numero di parti per scrofa all'anno, impattando la produttività complessiva. Al contrario, una lattazione più breve (es. 21 giorni) aumenta la frequenza dei parti ma può portare a suinetti più leggeri e immaturi, richiedendo maggiore attenzione nella fase di svezzamento.
Le strategie aziendali devono bilanciare questi aspetti, considerando sia l'efficienza produttiva che il benessere animale. La scelta della durata della lattazione dipende anche da fattori come il numero di posti parto disponibili, la genetica delle scrofe, le condizioni sanitarie dell'allevamento e la legislazione vigente.
Pratiche di Gestione e Salute
Oltre all'alimentazione e all'ambiente, altre pratiche di gestione sono importanti. Queste includono la somministrazione del ferro, la rifilatura di coda e dentini, e la registrazione del peso corporeo. Una buona sanità è la chiave per ridurre l’incidenza delle diarree, che aiuterà il corretto sviluppo della flora intestinale. Un management che garantisca al suinetto sempre condizioni ideali contribuirà a ridurre i rischi di problemi digestivi.
Lo svezzamento è una fase critica in cui il suinetto passa dal latte al mangime. È fondamentale rispettare l'età e accompagnare l'animale durante l'allattamento con mangimi solidi. Una strategia alimentare personalizzata e specifica influisce positivamente sul benessere e la salute degli animali, fortifica le difese immunitarie naturali e supporta il microbiota intestinale. L'utilizzo di mangimi di qualità, un corretto management e l'igiene dell'ambiente permettono di migliorare le performance e prevenire problematiche gastrointestinali, riducendo drasticamente l’utilizzo di antibiotici.
Il Ruolo della Genetica e delle Nuove Tecnologie
L'avvento della genetica iperprolifica ha cambiato il panorama della suinicoltura, portando a scrofe che partoriscono un numero maggiore di suinetti. Se da un lato questo aumenta il volume di produzione, dall'altro può intensificare le sfide legate al peso alla nascita e allo svezzamento, data la potenziale dispersione del peso tra i nati. Per affrontare queste sfide, la ricerca continua a sviluppare mangimi più digeribili e appetibili, integratori alimentari e strategie di gestione innovative che mirano a ottimizzare la salute intestinale e le difese immunitarie dei suinetti in questa fase delicata. L'impiego di probiotici, prebiotici e acidi organici nel mangime sono esempi di approcci per stabilizzare la digestione e migliorare la crescita.
Considerazioni Legali e Benessere Animale
Le normative sul benessere animale, come il Decreto Legislativo n. 53 del 2004, stabiliscono standard minimi per la protezione dei suini. Queste normative, sebbene possano talvolta imporre vincoli, sono progettate per garantire che gli animali vengano allevati in condizioni che rispettino le loro esigenze fisiologiche ed etologiche. Un approccio proattivo alla gestione dello svezzamento, focalizzato sulla riduzione dello stress e sul miglioramento della salute, è in linea con questi principi e contribuisce a un allevamento più sostenibile ed etico.
In sintesi, lo svezzamento dei suinetti è un processo multifattoriale che richiede un'attenta pianificazione, una gestione scrupolosa e un approccio olistico alla salute e al benessere animale. Dalla nutrizione della scrofa alla gestione ambientale, dall'alimentazione dei suinetti alla scelta del momento ideale, ogni dettaglio contribuisce al successo di questa fase critica, determinando la salute e la produttività futura degli animali.
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