Svezzamento, banana e salute intestinale: Guida pratica alla gestione della stitichezza infantile

La gestione della funzione intestinale durante il delicato passaggio dall’alimentazione esclusivamente lattea ai primi cibi solidi rappresenta una delle sfide più comuni e, al contempo, fonte di maggiori preoccupazioni per i neogenitori. Si parla di stipsi o stitichezza in età pediatrica quando le emissioni delle feci sono meno frequenti di 3 volte a settimana o sono “faticose” oppure dolorose. Nel 95% dei casi la stipsi si definisce funzionale, cioè causata da un’alterata funzione evacuativa che, di solito, si genera dall’esperienza di un’evacuazione dolorosa, la quale inibisce lo stimolo di defecare.

illustrazione schematica dell'apparato digerente infantile durante lo svezzamento

Le cause della stitichezza nel neonato e nel lattante

La stitichezza è un problema estremamente comune nei bambini di tutte le età in tutto il mondo, con una prevalenza variabile tra il 3-9,5% a seconda delle età considerate. Dal 17% al 40% dei casi esordisce nel primo anno di vita. Le cause e le caratteristiche della stitichezza nei neonati e nei lattanti differiscono notevolmente da quelle osservate nei bambini più grandi. Il passaggio dal latte materno al latte formulato e l’introduzione nella dieta del lattante dei primi cibi solidi con lo svezzamento possono essere causa di stipsi, in quanto in questa fase l’intestino deve abituarsi all’introduzione di nuovi cibi e le feci più formate e a volte dure, vengono espulse con maggiore difficoltà, causando dolore.

Il dolore inibisce lo stimolo a defecare, il bambino impara a trattenere le feci con atteggiamenti definiti “ritentivi”, quali ad esempio, incrociare le gambe, arrossire, piangere, agitarsi. Le feci trattenute diventano sempre più dure per effetto del riassorbimento dell’acqua, rendendo l’evacuazione molto faticosa e dolorosa, provocando anche contrazioni addominali. Il bambino collega l’atto della defecazione all’esperienza dolorosa e così si innesca il circolo vizioso stipsi-dolore-stipsi. Le anse intestinali a monte del tratto ostruito dalle feci si distendono, causando dolori addominali ricorrenti e lo svuotamento gastrico avviene con più lentezza, causando la riduzione dell’appetito.

Il ruolo dell'alimentazione e la questione "banana"

La dieta gioca un ruolo cruciale nella prevenzione e nel trattamento della stitichezza. Per prevenire o risolvere la stitichezza del bambino bisogna prediligere un’alimentazione regolare nei pasti e arricchire la dieta quotidiana con la fibra, dato che la fibra aumenta il volume della massa delle feci e, pertanto, facilita la sua eliminazione. Le verdure andrebbero consumate tutti i giorni almeno una volta per pasto. I bambini amano molto le zucchine e i fagiolini: il loro sapore delicato e quasi dolce è ideale per i primi passati con verdure. Inoltre, sono verdure che si digeriscono molto bene fin dall’inizio.

È necessario però fare chiarezza su alcuni alimenti comuni. La banana è un frutto molto particolare: è molto farinoso e contiene pochissima acqua. Possiede moltissime proprietà nutritive, però tra queste non c’è la capacità di combattere la stitichezza infantile; anzi, al contrario, la favorisce ancora di più. Molti genitori riportano la presenza di filamenti scuri o puntini nelle feci dopo l'assunzione di banana; si tratta spesso di residui di fibre del frutto stesso che non si sfaldano completamente. Sebbene il fenomeno possa spaventare, non è solitamente correlato a sangue nelle feci. Tuttavia, a causa del suo alto contenuto di amido e basso contenuto di fibra insolubile, è preferibile limitarne il consumo se il bambino manifesta tendenza alla stipsi.

grafico comparativo: cibi che favoriscono il transito intestinale vs cibi astringenti

Strategie nutrizionali e idratazione

Un altro suggerimento molto importante è aumentare la quantità di liquidi che il piccolo assume. L’acqua fa sì che la popò del bambino sia più morbida e più facile da eliminare. Se il nostro bimbo sta diventando autonomo è consigliabile lasciargli in mano la tazza con l’acqua e motivarlo a bere, facendogli i complimenti ed elogiandolo.

Per quanto riguarda la frutta, la composta di pera e prugna sono ideali per favorire il transito intestinale, dato che si tratta di frutti con molta fibra che il bambino può mangiare dall’inizio dell’alimentazione complementare. Anche la mela cotta può aiutare, agendo come un eccellente regolatore intestinale. Optiamo per la crema di mais, tapioca e malto al posto di quella di riso in quanto sono cereali che si possono introdurre dall’inizio dell’alimentazione complementare. I legumi, come piselli, lenticchie, ceci e fave, vanno introdotti in piccole quantità poiché sono alimenti con una grande quantità di fibra, pertanto aiutano il transito intestinale.

Comprendere il ritmo evacuativo del lattante

È necessario ricordare un concetto che potrebbe sembrare scontato: ogni bambino è unico e questo vale anche per la frequenza delle evacuazioni. Ogni piccolo ha il proprio ritmo: per alcuni lattanti è normale evacuare dopo ogni poppata, per altri una volta al giorno, per altri ancora una volta ogni due giorni e così via. Non dobbiamo dimenticare che nel lattante un disturbo abbastanza comune è la dischezia, in altre parole episodi caratterizzati da tentativi dolorosi di evacuare, pianto e rossore in volto associati allo sforzo evacuativo. Si tratta di un disordine dell'apparato gastrointestinale dovuto all’immaturità dei muscoli che si coordinano per garantire l’evacuazione; non rappresenta una patologia, è un problema tipico del lattante sano al di sotto dei sei mesi di età.

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Interventi naturali e buone pratiche

Prima di allarmarsi e ricorrere all’aiuto del pediatra, possiamo agire naturalmente su questi piccoli problemi del bambino. Un classico rimedio è il bagnetto caldo, che aiuta il neonato a rilassare i muscoli e stimola i movimenti intestinali. Molto utile è anche un massaggio delicato del pancino del bambino procedendo in senso orario intorno all'ombelico, per facilitare la progressione delle feci verso l'uscita. Mentre il bambino è disteso, si possono muovere le sue gambe in modo da mimare una pedalata in bicicletta e così stimolare la muscolatura addominale e favorire l'attivazione della peristalsi intestinale.

Se il bambino viene alimentato solo con il biberon, si consiglia di controllare che il dosaggio sia corretto e che la quantità di acqua sia sufficiente in base all’utilizzo del misurino fornito nella confezione. Se il tuo bambino ha una predisposizione per le feci dure, potrebbe giovare passare a formulazioni apposite, previa consultazione con il medico.

Quando il supporto del pediatra diventa necessario

La diagnosi di stipsi è clinica. In presenza di un lattante con normale accrescimento e assenza di sintomi o segni di allarme, valutati dal Pediatra, non è necessario sottoporre il piccolo ad ulteriori accertamenti di laboratorio e/o strumentali. Tuttavia, è bene rivolgersi allo specialista se la ritenzione delle feci persiste per giorni, causando disagio al bambino, con evacuazioni dolorose, emissione di feci di grande diametro o dure.

Un altro aspetto fondamentale è la qualità della dieta somministrata. Spesso i genitori, nella preoccupazione per la crescita, eccedono con le proteine, dimenticando l'importanza di un corretto equilibrio tra cereali, fibre e grassi sani, come l’olio di oliva extravergine a crudo, che, oltre a migliorarne il sapore, contribuisce a lubrificare il bolo fecale e migliora il suo transito intestinale. Ogni

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