Le infezioni batteriche rappresentano una delle principali cause di malattia nei bambini, con una particolare incidenza in età scolare. Tra i numerosi agenti patogeni che possono colpire i più piccoli, lo Streptococcus emerge come un genere di batteri di notevole rilevanza clinica. Sebbene la faringite infettiva, comunemente nota come “mal di gola da streptococco” e causata principalmente dallo streptococco di tipo A, sia la manifestazione più conosciuta, esistono diverse varianti di questo batterio, ognuna con specifiche implicazioni per la salute umana. Tra queste, lo Streptococco Viridans merita un'attenzione particolare, data la sua peculiare natura di residente "silenzioso" nel corpo umano e il potenziale, in determinate circostanze, di scatenare patologie significative.
Questo articolo intende fornire un quadro completo delle infezioni da streptococco nei bambini, con un focus specifico sul gruppo Viridans, illustrando cosa siano questi batteri, come si manifestano le infezioni, quali sono i rischi e come è possibile gestirle efficacemente per tutelare la salute dei più giovani.
Che cos'è lo Streptococco: Una Panoramica Generale
Gli Streptococchi sono un genere di batteri Gram-positivi, il che significa che risultano positivi alla colorazione di Gram, una specifica tecnica di laboratorio utilizzata per classificarli. Questi microrganismi tendono a proliferare in particolare nel cavo orale, ma possono colonizzare diverse aree del corpo e trasmettersi aerobicamente. Il genere Streptococcus è suddiviso in venti gruppi diversi, e ciascuno di essi è associato a particolari infezioni e sintomatologie. Le tipologie di streptococco che mostrano una maggiore propensione a causare malattie nell’uomo includono:
- Streptococco del gruppo A: Questo è il batterio più comune e contagioso, spesso responsabile di infezioni come la faringite streptococcica.
- Streptococco del gruppo B: Normalmente presente nell'uomo senza causare problemi, può diventare pericoloso se trasmesso da madre a figlio durante la gravidanza o il parto, con conseguenze significative per il neonato.
- Streptococco del gruppo D (o enterococchi): Questi batteri sono definiti “flora residente” e provocano malattie solo in circostanze specifiche, ad esempio quando riescono a penetrare dall’intestino in altre parti del corpo.
- Streptococco Viridans: Un gruppo di batteri che risiede abitualmente nella bocca di individui sani. Tuttavia, se invadono il flusso sanguigno, possono infettare le valvole cardiache, causando una grave condizione nota come endocardite.
Molte specie di streptococchi risiedono nel corpo umano senza determinare conseguenze. Alcune specie, pur potendo causare infezioni, sono presenti anche nei soggetti sani senza manifestare sintomi, e questi individui sono chiamati portatori. È importante sottolineare che lo streptococco, e nello specifico il Pyogenes (anche detto streptococco beta-emolitico di gruppo A - SBEA), è un batterio che fa spesso parte della nostra flora microbica senza causare disturbi evidenti. Tuttavia, le infezioni da streptococco, responsabili di diverse patologie che possono colpire adulti e bambini, possono manifestarsi con sintomi vari e, se non trattate, possono portare a complicanze. Sebbene spesso associato al mal di gola, lo streptococco può colpire anche la pelle, i reni e, in rari casi, il sangue. Una specie specifica, lo Streptococcus pneumoniae (pneumococco), è di solito considerata separatamente, data la sua importanza nel causare infezioni respiratorie.

Lo Streptococco Viridans: Un Residente Silenzioso con Potenziale Patogeno
Il gruppo degli Streptococchi del gruppo viridans (VGS) non costituisce una singola specie batterica, ma piuttosto un ampio e variegato insieme di batteri Gram-positivi. Questi sono solitamente classificati come alfa-emolitici, una caratteristica che si manifesta con la produzione di una colorazione verdastra sui terreni di coltura in agar sangue, da cui deriva il loro nome "viridans".
In individui sani, gli streptococchi viridans sono generalmente considerati batteri a bassa virulenza, facendo parte della normale flora microbica, soprattutto del cavo orale. Tuttavia, possono trasformarsi in patogeni opportunisti significativi qualora riescano a penetrare nel flusso sanguigno. Questa transizione è particolarmente critica in soggetti con difese immunitarie compromesse o con anomalie strutturali del cuore. La causa principale di un'infezione da streptococchi viridans è la traslocazione di questi batteri dalle loro sedi abituali, come la bocca, al torrente circolatorio, un fenomeno noto come batteriemia.
Il gruppo viridans include diverse sottocategorie cliniche importanti, tra cui il gruppo S. mitis, il gruppo S. mutans (quest'ultimo è il principale responsabile della carie dentale), il gruppo S. salivarius e altri sottogruppi. Dal punto di vista clinico, l'importanza di questi batteri è strettamente legata alla loro capacità di causare l'endocardite infettiva, una grave infezione delle valvole cardiache. Sono inoltre implicati in batteriemie gravi, specialmente in pazienti oncologici o in quelli sottoposti a trapianto, dove il sistema immunitario è spesso debilitato.
Soggetti con patologie cardiache preesistenti, quali valvole cardiache artificiali, malformazioni congenite del cuore o esiti di precedenti endocarditi, sono considerati ad alto rischio di sviluppare infezioni gravi da Streptococco Viridans. Le manifestazioni cliniche di un'infezione da Viridans possono variare drasticamente a seconda della sede dell'infezione. In caso di infezioni localizzate, tipiche del gruppo S. mitis, i sintomi possono essere diversi e meno sistemici. Talvolta, forme come lo Streptococcus mitis o lo Streptococco viridans possono dare sintomi più lievi o atipici rispetto alle infezioni sistemiche.

Trasmissione e Incubazione: Come lo Streptococco si Diffonde
Lo streptococco, in particolare il tipo A, è altamente contagioso e può diffondersi rapidamente da persona a persona, specialmente in ambienti chiusi e affollati come le scuole. La trasmissione avviene principalmente attraverso il contatto aerobico: le persone infette rilasciano nell’aria gli agenti infettivi tramite le goccioline respiratorie semplicemente parlando, tossendo o starnutendo. Inoltre, lo streptococco si può diffondere anche attraverso il contatto diretto con lesioni cutanee infette, ferite, piaghe o eruzioni, a volte causate dallo stesso batterio.
Il contatto con le persone infette rappresenta la principale fonte di contagio dell’infezione da streptococco. Anche gli adulti che si trovano in prossimità dei bambini, come insegnanti e genitori, hanno una maggiore probabilità di manifestare la faringite streptococcica. È bene sapere, inoltre, che il 20-30% dei bambini è portatore sano del batterio: in questi casi lo streptococco è asintomatico, ma è comunque presente nelle vie respiratorie superiori, e questi individui possono comunque contribuire alla diffusione. Generalmente, i batteri non si diffondono attraverso il contatto casuale, ma la trasmissione può avvenire facilmente in ambienti affollati, come i dormitori, le scuole e le caserme militari.
Per quanto riguarda i tempi, il periodo di incubazione dell’infezione da streptococco si estende per circa 4-5 giorni, dopo i quali solitamente si manifestano i sintomi distintivi. Un aspetto cruciale nella gestione del contagio è che il pericolo di diffusione del batterio e di contagio si può considerare superato dopo sole 24 ore di trattamento antibiotico efficace. Questa informazione è fondamentale per permettere ai bambini infetti di rientrare a scuola o in altre comunità con sicurezza.
È importante distinguere anche la trasmissione per altri gruppi: gli streptococchi del gruppo B, per esempio, possono essere trasmessi ai neonati attraverso le secrezioni vaginali durante il parto. Come accennato, gli streptococchi viridans, sebbene risiedano nella bocca delle persone sane, possono invadere il sangue, soprattutto negli individui affetti da infiammazione parodontale o altre condizioni che facilitano la loro entrata nel torrente circolatorio.
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Sintomi dello Streptococco nei Bambini: Riconoscere i Segnali
Lo streptococco è un batterio che causa un'infezione molto diffusa nei bambini, soprattutto quando frequentano asili, scuole e centri sportivi. Nello specifico, lo streptococco di tipo A tipicamente si insedia nelle vie respiratorie superiori, manifestandosi inizialmente con il caratteristico mal di gola da infezione batterica. Questo fastidioso dolore compare rapidamente e rende dolorosa la deglutizione.
In generale, i sintomi dell’infezione da streptococco nei bambini possono variare, ma spesso comprendono:
- Tonsille rosse e gonfie, che possono presentare macchie bianche o strisce di pus, spesso chiamate placche.
- Piccole macchie rosse sul palato, note come “petecchie”.
- Febbre, talvolta alta (oltre i 38°C), e linfonodi ingrossati e dolenti nella parte anteriore del collo.
- Un generale malessere e, in alcuni casi, esordio acuto con brividi e cefalea.
È bene ricordare che esistono altri sintomi meno comuni, ma sempre riconducibili allo streptococco di tipo A, i quali includono:
- Mal di testa.
- Mal di stomaco.
- Nausea o vomito, e in alcuni casi anche diarrea.
- Eruzioni cutanee, tipiche della scarlattina.
Nei bambini, i sintomi possono anche includere irritabilità e dolori addominali. In alcuni casi, si osserva streptococco senza febbre nei bambini, con sintomi più lievi ma comunque riconoscibili. Negli adulti, il quadro può essere più sfumato, con sintomi che includono mal di testa, dolori articolari, affaticamento e gola arrossata, anche senza febbre.
È fondamentale prestare attenzione: lo streptococco non è associato a tosse, raucedine o congiuntivite. La presenza di tali sintomi suggerisce invece una possibile infezione virale, che spesso presenta anche raffreddore, afonia e forme gastrointestinali. A causa della sovrapposizione di alcuni sintomi, distinguere clinicamente tra infezione da streptococco e infezione virale può essere difficoltoso. I bambini di età inferiore ai 3 anni, molto raramente contraggono la faringite streptococcica classica, e possono presentare solamente secrezione nasale. Se un mal di gola è accompagnato da tosse, occhi rossi, raucedine, diarrea o naso chiuso, è probabile che la causa sia un’infezione virale, non streptococcica.

Faringite Streptococcica: La Manifestazione Più Comune nei Piccoli
L'uno dei ceppi più diffusi e contagiosi è lo streptococco di tipo A, responsabile di infezioni come la faringite streptococcica, comunemente chiamata mal di gola da streptococco. Questa infezione colpisce più spesso i bambini in età scolare, ma nel 5-15% dei casi anche gli adulti. Le faringo-tonsilliti streptococciche hanno un esordio acuto e spesso si accompagnano a ipertrofia tonsillare, dove le tonsille appaiono di volume aumentato, arrossate e spesso ricoperte di essudato o secrezioni biancastre. Conseguenza ne è spesso la perdita di appetito, che può creare molta preoccupazione nei familiari.
Qualche volta le tonsille possono presentare le cosiddette placche che, tuttavia, possono manifestarsi anche a seguito di un'infezione virale, rendendo la diagnosi visiva complessa. La febbre è un sintomo comune, e i linfonodi nel collo sono solitamente ingrossati e dolenti.
Un'altra manifestazione tipica dello streptococco, sebbene meno frequente, è la scarlattina, che si manifesta in circa il 10% dei casi. Si tratta di un'eruzione cutanea che, in presenza di una carica batterica molto alta, è causata dalla liberazione di tossine da parte dello streptococco. L'eruzione compare inizialmente sul viso, per poi diffondersi al tronco e agli arti. Questa eruzione ha le sembianze di carta vetrata ruvida e può peggiorare nelle pieghe cutanee, come quelle che si formano tra le gambe e il tronco. Quando l’eruzione comincia a scomparire, la pelle si desquama. Un segno caratteristico della scarlattina è la comparsa di papule rosse sulla lingua, inizialmente rivestite da una pellicola bianco-giallastra che successivamente si desquama e la lingua assume un colore rosso vivo, la cosiddetta "lingua a fragola". Attualmente, la scarlattina non è comune come in passato, ma si manifestano ancora epidemie, specialmente in contesti dove le persone sono in stretto contatto, ad esempio nelle scuole o negli asili nido. La scarlattina si manifesta principalmente nei bambini, solitamente dopo un mal di gola da streptococco, ma talora può svilupparsi anche dopo un’infezione streptococcica della pelle.
Diagnosi Precoce: Gli Strumenti per Individuare lo Streptococco
La diagnosi precoce delle infezioni da streptococco, specialmente nei bambini, è fondamentale per un trattamento tempestivo ed efficace. Per identificare la presenza del batterio, vengono impiegati diversi tipi di esami e analisi. In Italia, le ultime indicazioni pubblicate, ad esempio quelle proposte dalla regione Emilia Romagna (“Dossier n. 253/2015 - Faringotonsillite in età pediatrica. Linea guida regionale”), raccomandano un approccio diagnostico specifico.
I principali test diagnostici includono:
- Test rapido per lo streptococco: Questo test consiste in un tampone faringeo che rapidamente rivela se lo Streptococcus di tipo A sta causando un’infezione. Il test rapido ha una sensibilità pari all’85% e i risultati sono disponibili in pochi minuti. Se il tampone risulta positivo, il medico può prescrivere da subito la terapia antibiotica adatta. È raccomandato per i bambini di età superiore ai due anni con faringodinia e sospetta faringite streptococcica, ma deve essere opportunamente effettuato dal personale medico con una tecnica adeguata per un esito affidabile.
- Coltura faringea: Questo esame richiede la raccolta di un tampone faringeo e l’esecuzione di un’analisi più approfondita in laboratorio. La refertazione richiede più tempo, solitamente una notte per far crescere (in coltura) gli streptococchi del gruppo A se presenti, ma il risultato è più accurato, evitando falsi negativi e assicurando una cura adeguata. Il test colturale, pur avendo una sensibilità poco superiore al test rapido, è consigliato solamente quando ci si trova in presenza di casi che, pur sembrando streptococco dal punto di vista clinico (come una sospetta scarlattina), risultano negativi al test rapido.
- Titolo antistreptolisinico (TAS): È un test sierologico del sangue che consente di quantificare la concentrazione di antistreptolisina, un anticorpo prodotto dall’organismo per contrastare la streptolisina, una proteina prodotta dagli streptococchi. Questo test è utile per identificare infezioni pregresse o complicanze.
La diagnosi di faringite streptococcica è particolarmente importante per tentare di ridurre il rischio di complicanze gravi, come la febbre reumatica, utilizzando gli antibiotici in modo tempestivo. Poiché i sintomi della faringite causata da streptococchi del gruppo A sono spesso simili a quelli delle infezioni alla gola di origine virale (e le infezioni virali non devono essere trattate con antibiotici), per confermare la diagnosi e determinare il trattamento opportuno è necessario eseguire la coltura di un campione prelevato dalla gola o altre analisi. In presenza di risultati negativi nei bambini e negli adolescenti, è spesso necessario eseguire la coltura per escludere un falso negativo, mentre negli adulti i risultati negativi di solito non necessitano di conferma con coltura, poiché l’incidenza di infezione da streptococco e il rischio di febbre reumatica negli adulti sono molto bassi.
Un semplice esame visivo della gola non permette al medico di stabilire se una faringite sia causata da uno streptococco o da un virus; è necessaria una coltura per streptococchi o un test rapido. Per la diagnosi di infezioni da Streptococco Viridans, l'emocoltura è l'esame fondamentale. Consiste nel prelievo di diversi campioni di sangue (solitamente tre o più set da siti diversi) per identificare la presenza del batterio nel circolo ematico.
Per altre infezioni da streptococco, la diagnosi può variare: la cellulite e l’impetigine, ad esempio, possono essere spesso diagnosticate sulla base della sintomatologia, sebbene una coltura di un campione prelevato dalle ulcere dell’impetigine possa aiutare a identificare altri microrganismi, come lo Staphylococcus aureus. Per la fascite necrotizzante, i medici utilizzano di frequente la radiografia, la tomografia computerizzata (TC) oppure la risonanza magnetica per immagini (RMI) e la coltura; in rari casi, la chirurgia esplorativa è necessaria per confermare la diagnosi.
È importante considerare l'alta frequenza di portatori di streptococco: in questo caso, il batterio è presente nella gola dei bambini (si parla di una percentuale consistente, tra il 5 e il 20% in corso di epidemia) senza causare una vera e propria infezione.
Gestione e Trattamento delle Infezioni da Streptococco
La gestione delle infezioni da streptococco è cruciale per prevenire complicanze e limitare la diffusione del contagio. Sebbene la faringite streptococcica di solito guarisca in 1-2 settimane anche senza trattamento, la diagnosi e il trattamento tempestivi sono fortemente raccomandati per prevenire la febbre reumatica e le cardiopatie associate. Gli antibiotici abbreviano la durata dei sintomi nei bambini piccoli, mentre negli adolescenti e negli adulti hanno solo un effetto modesto sulla sintomatologia acuta. Tuttavia, gli antibiotici vengono somministrati perché aiutano a prevenire la diffusione dell’infezione all’orecchio medio, ai seni paranasali e all’osso mastoideo, oltre a limitare la trasmissione da soggetto a soggetto. La terapia antibiotica è fondamentale anche per prevenire la febbre reumatica, anche se potrebbe non essere sempre in grado di impedire l’infiammazione dei reni (glomerulonefrite).
La terapia per lo streptococco è generalmente semplice e si basa sull'assunzione di antibiotici prescritti dal medico. L'amoxicillina per dieci giorni è il trattamento di prima scelta. In caso di allergia alle penicilline, si può ricorrere a cefalosporine o macrolidi, come l'eritromicina, la claritromicina o la clindamicina per via orale per dieci giorni, o l'azitromicina per cinque giorni. In alternativa, è anche possibile iniettare una dose di penicillina di lunga durata (benzatina). Secondo alcune linee guida, l’utilizzo delle penicilline, e quindi l’amoxicillina, rimane di prima scelta, con una dose di 50 mg per chilo al giorno divisi in due dosi per un tempo di 6 giorni in assenza di allergia al farmaco. È fondamentale completare tutto il ciclo di terapia antibiotica per evitare lo streptococco cronico o ricadute, anche se già dopo 48 ore dall’inizio della terapia il bambino non è più da considerarsi contagioso, persino se dovesse avere ancora un tampone positivo. È un dato positivo il fatto che i batteri che causano la faringite streptococcica non sono mai diventati resistenti alla penicillina.
In genere, non è necessario somministrare subito gli antibiotici; attendere 1 o 2 giorni affinché siano disponibili i risultati della coltura prima di avviare la terapia antibiotica non aumenta il rischio di febbre reumatica. Un’eccezione a questa regola riguarda i casi in cui un familiare abbia, o abbia avuto, la febbre reumatica; in queste situazioni, è opportuno trattare il più rapidamente possibile tutti i familiari affetti da infezione da streptococco. A termine terapia, non si eseguono test di controllo; il criterio di guarigione è la risoluzione della clinica. Se nonostante un tampone positivo e una diagnosi clinica di faringite non si riscontrasse un miglioramento dopo 24-48 ore dalla terapia antibiotica, è probabile che si sia di fronte a un paziente con un’infezione virale che era già portatore sano di streptococco.
Per alleviare i sintomi correlati, come febbre, cefalea e mal di gola, possono essere trattati con paracetamolo o con i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). Tuttavia, i bambini non devono essere trattati con aspirina, perché questo farmaco aumenta il rischio della sindrome di Reye. Non sono necessari né l’allettamento né l’isolamento del paziente, una volta iniziata la terapia antibiotica.
Per le infezioni da Streptococco Viridans, il trattamento si basa quasi esclusivamente sulla terapia antibiotica mirata. Per i ceppi sensibili, la penicillina G o il ceftriaxone (una cefalosporina) sono i farmaci di scelta. In caso di resistenza o allergia alle penicilline, si ricorre alla vancomicina. Per una batteriemia semplice, possono bastare 10-14 giorni di terapia. Qualora presenti, è importante anche il drenaggio di ascessi localizzati. La prognosi per le infezioni da streptococchi viridans è generalmente favorevole se la diagnosi è tempestiva e il trattamento antibiotico è appropriato, anche se nel caso dell'endocardite infettiva, il decorso può essere più complicato.
Una tempestiva terapia antibiotica può evitare la rapida diffusione di un’infezione da streptococco al sangue e agli organi interni. Di conseguenza, la cellulite viene spesso trattata senza fare una coltura per identificare i batteri responsabili, utilizzando antibiotici (come la dicloxacillina o la cefalexina) efficaci sia contro gli streptococchi sia contro gli stafilococchi. Le infezioni da streptococco pericolose, come la fascite necrotizzante, l’endocardite e la cellulite grave, richiedono la somministrazione di penicillina per via endovenosa, talvolta associata ad altri antibiotici. Le persone affette da fascite necrotizzante vengono trattate in un’unità di terapia intensiva (UTI), con la rimozione chirurgica del tessuto infetto e necrotico.
Molte persone cercano una cura naturale per lo streptococco o si chiedono se sia possibile curare lo streptococco senza antibiotico. Sebbene la terapia antibiotica resti fondamentale, possono essere utili rimedi per i sintomi come antipiretici per la febbre, spray e pastiglie per la gola e integratori di vitamina C a supporto del sistema immunitario. Come supporto alla terapia indicata dal medico, possono essere utili gargarismi con acqua e sale, miele e limone, riposo e idratazione. Esistono anche approcci su come curare lo streptococco con omeopatia o prevenzione dello streptococco omeopatia, da considerare come complemento e mai in sostituzione della terapia medica.
Complicanze e Rischi: Quando lo Streptococco Diventa Pericoloso
Sebbene nella maggior parte dei casi lo streptococco scateni infezioni di lieve entità, a volte può essere associato a complicanze serie e pericolose per la salute dei più piccoli. Per questo diagnosticarlo e trattarlo correttamente è fondamentale. Raramente l’infezione da streptococco ha riscontri pericolosi sulla salute. Tuttavia, è bene fare attenzione e rivolgersi al medico nel caso in cui i sintomi tipici siano accompagnati da:
- Difficoltà a respirare o fiato corto.
- Difficoltà a deglutire grave.
- Capogiri, sensazione di svenimento o svenimento.
- Labbra o dita blu o pallide.
Se l’infezione non viene individuata e debellata, o se la terapia antibiotica viene interrotta prima del tempo, lo streptococco rimane nell’organismo e può provocare complicanze pericolose ma molto rare, soprattutto nei bambini più piccoli. Alcune di queste complicanze sono conseguenti alla diffusione dell’infezione ai tessuti adiacenti; per esempio, un’infezione dell’orecchio può diffondersi ai seni paranasali, causando sinusite, o al processo mastoideo (la prominenza ossea dietro l’orecchio), causando mastoidite. Altre complicanze interessano organi distanti.
Le sequele post-infettive, che però non sono complicanze dirette dell’infezione (non suppurative), includono:
- Febbre reumatica: Questa è una malattia che può colpire cuore, articolazioni, cervello e pelle. Colpisce con maggiore frequenza i bambini fra i 5 e i 15 anni, mentre al di sotto dei 4 anni è rara. È una delle complicanze più gravi e il motivo principale per cui il trattamento antibiotico delle faringiti streptococciche è essenziale.
- Glomerulonefrite post-streptococcica o acuta post-infettiva: Si tratta di un’infiammazione dei glomeruli renali ed è la più comune tra le nefriti che colpiscono il bambino. Anche questa è una complicanza a distanza che evidenzia l'importanza del trattamento tempestivo.
- Ascessi (sacche di pus) intorno alle tonsille o nel collo, e linfonodi ingrossati.
- Infezioni dei seni paranasali o infezioni dell’orecchio.
- Sindrome da shock tossico: Questa condizione provoca una grave sintomatologia rapidamente progressiva che include febbre, eruzione cutanea, un pericoloso abbassamento della pressione arteriosa e scompenso di diversi organi. È causata dalle tossine prodotte da streptococchi del gruppo A o da Staphylococcus aureus.
- Disturbi Neuropsichiatrici Pediatrici Autoimmuni Associati a Infezioni da Streptococco (PANDAS): Questo termine si riferisce a una potenziale complicanza delle infezioni streptococciche, nella quale un bambino sviluppa improvvisamente sintomi come comportamenti ossessivo-compulsivi o tic (gesti o parole ripetitivi). Secondo gli studi, lo streptococco, a causa di una risposta immunitaria alterata, può determinare tali disturbi. Tuttavia, è necessaria maggiore ricerca prima di stabilire la vera correlazione causa ed effetto tra i due, e non ci sono prove sufficienti per concludere che la PANDAS sia una vera e propria malattia ben definita.
Nel caso specifico degli Streptococchi Viridans, come già menzionato, la complicanza più temibile è l'endocardite infettiva, una grave infezione delle valvole cardiache. Nonostante le terapie moderne, l'endocardite mantiene un tasso di mortalità significativo (circa il 10-15%), sottolineando l'importanza della profilassi antibiotica secondo le linee guida internazionali (AHA/ESC) per i pazienti ad alto rischio cardiaco.
Prevenzione e Consigli per i Genitori: Proteggere i Bambini
Riconoscere tempestivamente l’infezione da streptococco, prestando attenzione ai sintomi (anche se lievi), è fondamentale per iniziare prima possibile il percorso di cure e, quindi, ridurre il pericolo di complicazioni sia nei bambini che in altri soggetti a rischio. Le infezioni sintomatiche da streptococco possono essere contratte più volte, perché numerosi sono i tipi di streptococco con cui il bambino può entrare in contatto (i cosiddetti “siero-tipi”). Una volta superata un’infezione, guarita a seconda dei casi con o senza terapia antibiotica, non deve dunque stupirci se la patologia si ripresenta.
Per prima cosa, sarebbe opportuno attuare una corretta prevenzione. La prevenzione della diffusione dello streptococco è fondamentale e si basa su pratiche igieniche semplici ma efficaci. Per evitare la diffusione è cruciale:
- Evitare contatti stretti con persone infette.
- Lavare spesso le mani con acqua e sapone, specialmente dopo aver tossito o starnutito.
- Non condividere oggetti personali come bicchieri, posate o spazzolini da denti.
- Coprirsi bocca e naso con un fazzoletto o il gomito quando si tossisce o starnutisce.
Queste misure sono particolarmente importanti in ambienti affollati come scuole, asili nido e centri sportivi, dove il contagio è più facile.
È essenziale che i genitori siano consapevoli dei rischi e delle misure da adottare. Se un bambino presenta sintomi sospetti, è importante rivolgersi al medico per identificare prontamente la malattia e perseguire le cure adeguate. Se viene prescritta una terapia antibiotica, è di vitale importanza completare l'intero ciclo, anche se i sintomi migliorano rapidamente, per eradicare completamente il batterio e prevenire le complicanze.
Epidemie di Streptococco: Le Dinamiche Recenti
Lo streptococco è un batterio che causa un'infezione molto diffusa nei bambini, soprattutto quando frequentano asili, scuole e centri sportivi. Solitamente circola nel periodo invernale e l’epidemia dura un paio di mesi. Negli ultimi tempi, tuttavia, si è osservato un fenomeno peculiare: quest’anno, infatti, i bambini contagiati sono stati molti di più rispetto al solito, e l’epidemia si è protratta molto più a lungo. Le epidemie da streptococco tra i bambini sono sempre più frequenti e, con loro, crescono gli allarmi delle scuole e le preoccupazioni delle famiglie.
Una delle spiegazioni più accreditate per questo incremento della durata e dell'aggressività delle epidemie è legata al periodo della pandemia di COVID-19. Il lungo periodo dominato da isolamento, distanziamento sociale, l'uso diffuso di mascherine e l'igiene frequentissima delle mani ha fatto sì che il sistema immunitario dei bambini non venisse stimolato a sufficienza, e per questo, in un certo senso, si indebolisse. Una volta eliminate tutte le restrizioni, si è verificato un numero di infezioni respiratorie nei bambini, tra cui lo streptococco, spaventosamente più alto, che il nostro sistema immunitario, "impigrito" dalla ridotta esposizione ai patogeni, ha fatto particolare fatica a fronteggiare. Questo ha portato a una maggiore vulnerabilità e, di conseguenza, a un aumento dei casi e a epidemie più estese e durature.
Comprendere queste dinamiche è fondamentale non solo per i medici e le istituzioni sanitarie, ma anche per i genitori, al fine di affrontare con maggiore consapevolezza le sfide poste dalle infezioni streptococciche e adottare le strategie più efficaci per la prevenzione e il trattamento.
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