Lo streptococco rappresenta una delle infezioni batteriche più comuni a livello globale, capace di manifestarsi con una vasta gamma di sintomi e disturbi, la cui gravità può variare da lieve a severa. Questo batterio, appartenente al genere degli streptococchi, è di natura sferica e si caratterizza per l'elevata contagiosità, essendo classificato principalmente nei gruppi A e B. È rinomato per essere la causa scatenante di diverse tipologie di infezioni sia negli esseri umani che negli animali.
Comprendere la natura dello streptococco, specialmente nei bambini, è di fondamentale importanza per tutti i genitori e gli operatori sanitari. L'infezione, spesso causata dal batterio Streptococcus pyogenes, conosciuto anche come streptococco del gruppo A o SBEGA (Streptococco Beta-Emolitico di Gruppo A), è particolarmente nota per provocare mal di gola, mal di testa, febbre ed eruzioni cutanee. In situazioni meno comuni, può evolvere in forme più serie, quali la scarlattina o, in casi estremamente rari, la febbre reumatica. La presenza di un valore elevato, come 90000 UFC (Unità Formanti Colonia), in un test diagnostico indica una significativa carica batterica, segnalando un'infezione attiva che richiede attenzione e trattamento.
Che Cos'è lo Streptococco e i Suoi Tipi Principali
Lo streptococco, e nello specifico lo Streptococcus pyogenes (SBEA o SBEGA), è un batterio che frequentemente colonizza la nostra flora microbica senza necessariamente causare patologie. Tuttavia, quando l'organismo si trova in uno stato di debilitazione, questo microrganismo può proliferare con maggiore facilità, in particolare in prossimità del cavo orale, dando origine a mal di gola e a un'ampia serie di altri sintomi. Questo batterio è il principale responsabile della faringite streptococcica e della scarlattina.
Esistono diversi tipi di streptococco che possono colpire l'organismo. Tra i più noti, lo Streptococcus pyogenes (Streptococco Beta-Emolitico di Gruppo A) è indubbiamente il più diffuso e quello più frequentemente associato a patologie come la faringite e la scarlattina. Altri tipi includono lo Streptococcus pneumoniae (pneumococco), che fa parte del gruppo degli alfa-emolitici e può causare infezioni dell'orecchio, dei seni paranasali, polmoniti, batteriemia, sepsi e meningite. Gli streptococchi beta-emolitici del gruppo B, invece, possono provocare infezioni del sangue, polmoniti e meningiti in età neonatale, ma possono interessare anche gli adulti. Meno comuni, ma comunque presenti, sono forme come lo Streptococcus mitis, lo Streptococcus viridans o lo Streptococcus gamma emolitico, che talvolta possono presentare sintomi più lievi o atipici, rendendo la diagnosi più complessa.

Come si Trasmette lo Streptococco: Vie di Contagio e Periodo di Incubazione
Lo streptococco è un agente patogeno estremamente contagioso, capace di diffondersi rapidamente da una persona all'altra attraverso un contatto ravvicinato. La trasmissione avviene principalmente in diverse modalità:
- Goccioline respiratorie: Il metodo più comune di trasmissione è attraverso le goccioline di saliva e muco disperse nell’aria. Quando un individuo infetto tossisce, starnutisce o anche semplicemente parla, rilascia piccole particelle che contengono i batteri. Queste possono essere inalate da altre persone nelle vicinanze, permettendo al batterio di stabilirsi nelle vie respiratorie superiori. Per questo motivo, si dice che lo streptococco si "attacca per via aerea".
- Contatto diretto con superfici o oggetti contaminati: Il batterio può sopravvivere per un certo periodo su superfici o oggetti. Ad esempio, un bambino può toccare un giocattolo, una maniglia di una porta o un altro oggetto su cui sono presenti i batteri e poi toccarsi il naso o la bocca, favorendo il loro ingresso nel corpo. Lo scambio di oggetti personali, come bicchieri o posate, è un'altra via di contagio significativa.
- Contatto diretto con lesioni cutanee infette: Meno frequentemente, lo streptococco può diffondersi anche da lesioni cutanee infette, come quelle causate dall'impetigine. Se un bambino tocca una ferita infetta e poi tocca la propria pelle lesionata, può facilitare la trasmissione del batterio.
Il periodo in cui un individuo infetto è più contagioso si colloca al culmine della sintomatologia. Gli individui con mal di gola da streptococco possono essere contagiosi per alcuni giorni prima che i sintomi diventino evidenti. In assenza di trattamento antibiotico, il bambino può rimanere contagioso fino a 21 giorni dopo l'insorgenza dei sintomi. Tuttavia, dopo sole 24 ore dall'inizio di una terapia antibiotica efficace, il rischio di trasmettere l'infezione si riduce drasticamente. I portatori asintomatici, ovvero coloro che risultano positivi al tampone ma non manifestano sintomi, hanno una minore probabilità di diffondere i batteri ad altri.
Il periodo di incubazione dello streptococco nei bambini generalmente varia da 1 a 3 giorni prima della comparsa dei sintomi. È importante notare che il bambino può essere contagioso anche in questa fase pre-sintomatica, trasmettendo il batterio prima di mostrare segni evidenti di malattia come mal di gola o febbre. Questo rende il controllo della diffusione particolarmente impegnativo in ambienti come asili e scuole.
Sintomi dello Streptococco nei Bambini: Come Riconoscerli
I sintomi dell’infezione da streptococco nei bambini possono manifestarsi in modo improvviso e la loro intensità può variare notevolmente. Il primo segnale spesso è un mal di gola acuto, che può essere associato a febbre alta. Riconoscere precocemente i sintomi dello streptococco è fondamentale per prevenire la diffusione del contagio e per intraprendere un trattamento efficace su consiglio di un esperto.
Ricapitolando i principali sintomi dello streptococco nei bambini:
- Mal di gola intenso e improvviso: Si presenta rapidamente e provoca dolore durante la deglutizione, spesso descritto come un bruciore pungente.
- Febbre alta: La temperatura corporea può superare i 38°C (lo streptococco porta febbre oltre i 38°C), accompagnata da brividi. La febbre è un segno di una reazione immunitaria attiva contro l'infezione.
- Tonsille arrossate e gonfie: Spesso presentano placche bianche o essudato/secrezioni biancastre, visibilmente infiammate.
- Linfonodi del collo ingrossati e dolenti: Facilmente palpabili da uno specialista.
- Difficoltà a deglutire: Conseguenza del mal di gola e dell'infiammazione delle tonsille, che può portare a una perdita di appetito.
- Nausea, vomito o diarrea: Sintomi gastrointestinali che possono accompagnare l'infezione.
- Dolori addominali: Frequenti nei bambini con streptococco.
- Mal di testa e malessere generale: Sintomi aspecifici di indisposizione.
- Eruzione cutanea (eritema da streptococco): Tipica della scarlattina, si può sviluppare dal petto e su altre parti del corpo. Quando si verifica in presenza di una carica batterica molto alta, è causata dalla liberazione di tossine da parte dello streptococco.
- Lingua a fragola: In caso di scarlattina, la lingua può assumere un colore rosso vivace e apparire gonfia con piccoli puntini.
- Irritabilità e affaticamento, debolezza: Segni generali di malessere.
- Dolore alle gambe: Occasionalmente, sebbene sia una complicanza più rara legata alla febbre reumatica, può manifestarsi con infiammazione delle articolazioni.
In alcuni casi, è possibile riscontrare lo streptococco senza febbre nei bambini, con sintomi più lievi ma comunque riconoscibili. Questa condizione, insieme allo streptococco asintomatico, può rendere più complessa l'identificazione precoce e la prevenzione della diffusione. I bambini molto piccoli (fino a 3 anni) possono avere sintomi meno visibili, mentre superati i 10 anni, la patologia è più difficile da contrarre e i sintomi tendono ad essere meno accentuati e fastidiosi. Alcuni bambini possono essere "portatori sani" di SBEGA, risultando positivi al tampone ma senza manifestare sintomi, con un rischio minimo di complicanze e scarsa contagiosità; per loro, la terapia antibiotica solitamente non è consigliata.

Lo Streptococco negli Adulti: Un Quadro Spesso Più Sfocato
Anche se l'attenzione si concentra spesso sui bambini, l'infezione da streptococco può colpire anche gli adulti, sebbene il quadro sintomatologico possa essere più sfumato. Negli adulti, i sintomi dello streptococco possono includere:
- Mal di testa.
- Dolori articolari.
- Affaticamento e malessere generale.
- Arrossamento della gola, anche in assenza di febbre.
In alcune persone, può manifestarsi una tosse persistente da streptococco, oppure sintomi cutanei o legati ai reni, come quelli che si osservano nelle complicanze renali dello streptococco. Anche per gli adulti, il contagio avviene principalmente attraverso saliva e superfici contaminate, e le precauzioni per prevenire la diffusione sono le medesime che per i bambini.
Diagnosi dello Streptococco: Dal Tampone Faringeo al Valore di 90000 UFC
La diagnosi di infezione da streptococco, in particolare nei bambini, richiede un approccio mirato e accurato, data la somiglianza di molti sintomi con quelli di altre infezioni, come le faringiti e le faringotonsilliti virali. Quest'ultime, infatti, sono spesso accompagnate da raffreddore, raucedine o congiuntivite, sintomi solitamente assenti nello streptococco. Anche la presenza di placche in gola non è un segnale sicuro di infezione da streptococco, poiché possono comparire anche in alcune faringotonsilliti di origine virale.
Per confermare la presenza del batterio Streptococcus pyogenes, si ricorre a due principali metodi diagnostici:
- Test rapido per lo streptococco: Questo comporta la raccolta di un tampone faringeo e l'esecuzione immediata di un test su di esso. Il test rapido è in grado di mostrare rapidamente (entro 5-10 minuti) se i batteri dello streptococco di gruppo A sono la causa della malattia. Ha un'attendibilità elevata, intorno al 96%. È importante che venga eseguito correttamente, strofinando delicatamente il batuffolo di cotone sulle tonsille (o sull'essudato che le ricopre) e sulla parete posteriore del faringe, senza toccare il cavo orale. Le Linee Guida, come quelle proposte dalla regione Emilia Romagna ("Dossier n. 253/2015 - Faringotonsillite in età pediatrica"), raccomandano l'approccio diagnostico con test rapido per i bambini di età superiore ai due anni con faringodinia e sospetta faringite streptococcica.
- Coltura faringea: Anche questo metodo prevede la raccolta di un tampone faringeo, ma richiede più tempo (18-36 ore) per ottenere una risposta, poiché il campione viene seminato in coltura microbiologica per osservare la crescita dello streptococco. La coltura faringea è particolarmente utile per rilevare infezioni che il test rapido potrebbe non identificare, quindi può essere effettuata quando il medico mantiene il sospetto che il mal di gola sia causato da questo batterio, nonostante un test rapido negativo. La coltura è di fondamentale importanza nei bambini e negli adolescenti, poiché possono contrarre la febbre reumatica da un'infezione da mal di gola non trattata.
Test rapido per lo streptococco: ecco come farlo a casa
Il significato di "90000 UFC": Nel contesto di un esame colturale, il valore "90000 UFC" (Unità Formanti Colonia) indica una carica batterica molto alta. Questo risultato non è solo una conferma della presenza dello streptococco, ma suggerisce anche un'infezione significativa e attiva. Una quantità così elevata di UFC è un indicatore forte che il batterio è in fase di proliferazione attiva e probabilmente è responsabile dei sintomi manifestati dal paziente. In presenza di una carica batterica molto alta, come nel caso della scarlattina in cui si liberano tossine, la diagnosi è chiara e la necessità di un trattamento antibiotico è quasi sempre indicata, soprattutto per prevenire complicanze. Questo valore differenzia nettamente una vera e propria infezione sintomatica da un semplice stato di portatore asintomatico, dove la carica batterica è solitamente inferiore o assente al test rapido.
È cruciale che la diagnosi sia posta da personale medico qualificato. Un tampone fai-da-te, specialmente se eseguito in modo impreciso, può portare a falsi negativi, ritardando un trattamento necessario.
Durata dell'Infezione e Contagiosità
La durata dell'infezione da streptococco e il periodo di contagiosità dipendono in larga misura dall'instaurazione di una terapia adeguata.
- Con trattamento antibiotico: Se l'infezione viene trattata con antibiotici, la febbre tende ad abbassarsi già dopo il primo giorno, e gli altri sintomi migliorano entro un paio di giorni. Dopo sole 24 ore dall'avvio della terapia antibiotica, il rischio di trasmissione si riduce drasticamente, e il bambino può rientrare a scuola, purché le sue condizioni di salute generali siano buone. È fondamentale, tuttavia, completare l'intero ciclo di antibiotici, che di solito dura dieci giorni, anche se i sintomi sono già scomparsi.
- Senza trattamento: Se l'infezione non viene trattata, il paziente rimane contagioso per circa 21 giorni dopo la comparsa dei primi sintomi. Inoltre, l'infezione può protrarsi più a lungo e, cosa più grave, aumenta significativamente il rischio di sviluppare complicanze serie.
In generale, i sintomi iniziano ad attenuarsi entro 24-48 ore dall'inizio del trattamento e tendono a scomparire completamente entro 7-10 giorni.
Cura dello Streptococco: Terapia Antibiotica e Supporto Sintomatico
La gestione delle infezioni da streptococco prevede diverse strategie, con la terapia antibiotica come fulcro, ma anche con il supporto di rimedi per alleviare i sintomi e, in alcuni casi, approcci naturali integrativi.
Terapia Antibiotica: La terapia più efficace per lo streptococco consiste nell'assunzione di antibiotici prescritti dal medico. Generalmente, il trattamento include penicillina o amoxicillina. In assenza di allergia al farmaco, l'amoxicillina è l'antibiotico di prima scelta, somministrata per una durata di 10 giorni, con una dose di 50 mg per chilo al giorno, divisa in due dosi. È di fondamentale importanza completare l'intero ciclo di antibiotico-terapia, anche se ci si sente meglio o i sintomi sono scomparsi. Questo perché i batteri rimanenti possono continuare a moltiplicarsi, causando una ricaduta, favorendo lo sviluppo di resistenza agli antibiotici e aumentando il rischio di gravi complicanze come la febbre reumatica. In caso di allergia alla penicillina, lo specialista può suggerire l'uso di cefalosporine, macrolidi come eritromicina, azitromicina o claritromicina. In situazioni più estreme, se il bambino ha difficoltà a deglutire a causa del dolore intenso, si può considerare la somministrazione di antibiotici per via intramuscolare.
Rimedi per i Sintomi: Per alleviare il disagio e i sintomi associati al mal di gola da streptococco, possono essere utili:
- Antipiretici: Farmaci come la Tachipirina per la gestione della febbre e del dolore.
- Spray e pastiglie per la gola: Prodotti come NeoBorocillina possono fornire sollievo locale.
- Integratori di vitamina C: A supporto del sistema immunitario, sebbene non curino l'infezione direttamente.
Rimedi Naturali e Supporto: Sebbene la terapia antibiotica sia essenziale per eliminare il batterio, alcuni rimedi naturali e pratiche di supporto possono contribuire al benessere del bambino:
- Gargarismi con acqua e sale: Possono aiutare ad alleviare l'irritazione della gola.
- Miele e limone: Conosciuti per le loro proprietà lenitive.
- Riposo e idratazione: Garantire un adeguato riposo e una buona idratazione sono fondamentali per supportare il recupero dell'organismo.
- Approcci omeopatici: Alcune persone cercano supporto nell'omeopatia; questi approcci devono essere considerati complementari e non sostitutivi alla terapia medica indicata.

Quando non servono gli antibiotici: È importante sottolineare che non sempre è necessaria una terapia antibiotica. Chi risulta positivo al tampone per identificare lo streptococco, ma non presenta sintomi (ovvero è un portatore sano), in genere non ha bisogno di antibiotici. Questo perché i portatori hanno una ridotta probabilità di diffondere i batteri ad altri e un rischio molto basso di sviluppare complicanze. Le Linee Guida indicano che se, nonostante un tampone positivo e una diagnosi clinica di faringite, non si osserva una pronta risposta alla terapia antibiotica (dopo 24-48 ore), è probabile che si tratti di un paziente con un'infezione virale che era già portatore sano di streptococco. A termine terapia, non si eseguono test di controllo; il criterio di guarigione è la risoluzione clinica dei sintomi.
Prevenzione: Misure Essenziali per Limitare la Diffusione
Non esiste una prevenzione assoluta contro lo streptococco, data la sua elevata contagiosità e la presenza di numerosi "siero-tipi" che possono causare infezioni multiple. Tuttavia, l'adozione di buone pratiche igieniche è fondamentale per limitare la diffusione del batterio:
- Lavarsi spesso e accuratamente le mani: È il modo più efficace per evitare di contrarre o diffondere lo streptococco. Insegnare ai bambini a lavare le mani con acqua e sapone, specialmente dopo aver tossito, starnutito o usato il bagno, e prima dei pasti.
- Coprirsi bocca e naso quando si tossisce o starnutisce: Utilizzare un fazzoletto o, in assenza, l'incavo del gomito, per contenere le goccioline respiratorie.
- Non condividere oggetti personali: Evitare di condividere bicchieri, posate, giocattoli e altri oggetti che possono veicolare la saliva o le secrezioni.
- Evitare contatti ravvicinati con persone infette: Se possibile, mantenere una certa distanza da individui che presentano sintomi di infezione.
Non è necessario sottoporre un bambino asintomatico a un tampone, anche se un compagno di classe è risultato positivo. È invece opportuno effettuare il tampone se il bambino presenta i sintomi tipici dello streptococco (febbre alta, tonsille infiammate e gonfie), preferibilmente da personale qualificato per garantire l'attendibilità del test.
Complicanze dello Streptococco: Le Conseguenze di un Trattamento Inadeguato
Se l'infezione da streptococco non viene trattata adeguatamente o viene trascurata, può dare origine a complicanze serie, alcune delle quali possono avere ripercussioni significative sulla salute a lungo termine. La cura della faringite da SBEGA è cruciale proprio per prevenire queste sequele.
Tra le complicanze più temute e note si annoverano:
- Febbre Reumatica (FR): Questa è la complicanza più grave e la ragione principale per cui la tonsillite da streptococco viene trattata con antibiotici. La febbre reumatica è una malattia infiammatoria che può colpire cuore (causando endocardite), articolazioni (artrite), cute e sistema nervoso. È una patologia post-infettiva, ovvero non causata direttamente dal batterio ma da una risposta immunitaria anomala dell'organismo dopo l'infezione. Colpisce con maggiore frequenza i bambini tra i 5 e i 15 anni, mentre è rara al di sotto dei 4 anni.
- Glomerulonefrite Post-Streptococcica (GNPS): Si tratta di un'infiammazione dei glomeruli renali, le piccole unità filtranti dei reni. È la più comune tra le nefriti che colpiscono i bambini e può portare a danni renali se non gestita correttamente. Anche questa è una sindrome post-infettiva, in cui il batterio non è il protagonista diretto del danno.
- PANDAS (Pediatric Autoimmune Neuropsychiatric Disorders Associated with Streptococcal Infections): Questi sono disturbi neuropsichiatrici infantili autoimmuni associati alle infezioni da streptococco. Si caratterizzano per la comparsa o l'esacerbazione improvvisa di disturbi ossessivo-compulsivi (DOC) e/o tic motori e vocali. In questi casi, lo streptococco, a causa di una risposta immunitaria alterata, può determinare tali disturbi. Tuttavia, la PANDAS è un'area di ricerca attiva e non ci sono ancora prove sufficienti per concludere che sia una vera e propria malattia ben definita.
- Estensione dell'Infezione a Tessuti Vicini: La faringotonsillite da streptococco beta emolitico di gruppo A può causare l'estensione dell'infezione a strutture adiacenti, provocando:
- Ascessi peritonsillari, parafaringei o retrofaringei.
- Linfoadenite laterocervicale (infiammazione dei linfonodi del collo).
- Otite media (infezione dell'orecchio medio).
- Sinusite.
- Mastoidite.
- Infezioni Invasive: In casi rari ma gravi, l'infezione può diffondersi nel sangue, portando a condizioni che mettono a rischio la vita del paziente, come:
- Sepsi (infezione generalizzata del sangue).
- Polmoniti.
- Artriti settiche (infezioni delle articolazioni).
- Endocardite (infezione che colpisce il cuore).
- Osteomielite (infezione dell'osso).
- Meningite.
- Cellulite e fascite necrotizzante (gravi infezioni della pelle e dei tessuti molli).
- Sindrome da shock tossico.
Le infezioni da streptococco nel sangue sono condizioni rare ma estremamente gravi. È per questo motivo che un trattamento tempestivo e completo è fondamentale per minimizzare il rischio di queste sequele.

Particolarità e Recenti Epidemie: Il Contesto Attuale
Negli anni recenti, in particolare dopo la pandemia di Covid-19, si è osservato un aumento dei casi di mal di gola legati allo streptococco, specialmente tra i bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni. Le epidemie da streptococco tra i bambini sono diventate più frequenti, generando allarmi nelle scuole e preoccupazioni nelle famiglie.
Questo fenomeno è stato ampiamente discusso e spesso ricondotto a un concetto di "debito immunologico". Durante il periodo del Covid-19, le rigorose misure di sicurezza - come l'isolamento, il distanziamento sociale, l'uso massiccio delle mascherine e la frequente igiene delle mani - hanno drasticamente ridotto la circolazione di molti germi e virus, incluso lo streptococco. Di conseguenza, il sistema immunitario dei più piccoli non è stato adeguatamente stimolato né "allenato" a riconoscere e affrontare questi patogeni con le difese naturali.
Una volta allentate o eliminate le restrizioni, i bambini sono tornati a contatto con i germi, incontrando agenti patogeni che il loro sistema immunitario, "impigrito" o meno esperto, ha faticato a fronteggiare. Questo ha portato a un numero significativamente più alto di infezioni respiratorie, tra cui quelle da streptococco. A partire dal 2023, i casi hanno visto un aumento, e oggi si mantengono su livelli più elevati rispetto al periodo pre-pandemico, anche se si sono stabilizzati. Lo streptococco è attualmente la causa del mal di gola in circa il 10% dei casi pediatrici.
Un aspetto da considerare è che il batterio Streptococcus pyogenes è presente in circa un quinto della popolazione, sia bambini che adulti, senza sempre causare problemi. Questa alta frequenza di portatori asintomatici, combinata con la minore esposizione durante la pandemia, ha creato un terreno fertile per la ripresa e la diffusione delle infezioni una volta ripristinata la socialità.
Gestione dell'Infezione e Ruolo Cruciale del Pediatra
La gestione di un'infezione da streptococco nei bambini richiede tempestività e la consulenza del pediatra, il professionista specializzato nella salute e nelle malattie infantili. Il pediatra è la figura chiave che può valutare i sintomi, effettuare un esame fisico accurato e, se necessario, eseguire un tampone faringeo per confermare la presenza del batterio Streptococcus pyogenes.
Il ruolo del pediatra è molteplice:
- Diagnosi differenziale: Distinguere tra infezione da streptococco e altre patologie virali, che possono presentare sintomi simili.
- Esecuzione e interpretazione del tampone: Assicurarsi che il tampone sia eseguito correttamente e interpretarne i risultati, incluso il significato di una carica batterica elevata come 90000 UFC. Questo è fondamentale anche per evitare l'uso inappropriato di antibiotici, che contribuisce alla resistenza batterica.
- Prescrizione della terapia adeguata: In caso di test positivo, il pediatra prescriverà il trattamento antibiotico più appropriato. È essenziale seguire scrupolosamente le sue indicazioni, completando l'intero ciclo di antibiotici per eradicare completamente l'infezione e ridurre il rischio di complicanze e ricadute.
- Monitoraggio e follow-up: Il medico seguirà l'andamento della malattia e valuterà la risposta alla terapia. Qualora non si osservasse un miglioramento dopo 24-48 ore dalla terapia antibiotica, il pediatra potrebbe rivalutare la diagnosi. A termine terapia, il criterio di guarigione è la risoluzione dei sintomi clinici, e di solito non sono richiesti test di controllo.
- Prevenzione delle ricadute e delle complicanze: Fornire consigli sulle buone pratiche igieniche e informare i genitori sui segni delle possibili complicanze, come la febbre reumatica, per intervenire tempestivamente.
In casi più rari o complicati, il pediatra potrebbe avvalersi della collaborazione di altri specialisti, come un otorinolaringoiatra o un infettivologo pediatrico, per fornire cure più mirate ed efficaci. La consultazione tempestiva del medico è sempre la migliore strategia in presenza di sintomi sospetti.
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