Il percorso verso la genitorialità può essere una sfida, e per molte coppie il desiderio di concepire può generare stress, trasformando l'intimità in una pressione anziché in un momento di piacere. Tuttavia, è utile ricordare che circa un terzo delle coppie impiega più di un anno per realizzare il sogno di avere un figlio. L'infertilità è definita come l'inabilità di una coppia di procreare dopo un anno di tentativi. Questo problema riguarda dal 10 al 15% delle coppie ed è particolarmente diffuso in alcuni paesi del ricco occidente. Dato che una percentuale non trascurabile di coppie riesce ad avere un figlio dopo due anni di tentativi e in base ai criteri dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), molti preferiscono parlare di infertilità dopo 24 mesi.

Questo articolo esplora approcci basati su evidenze scientifiche per supportare la fertilità di donne e uomini in modo olistico, fornendo consigli e stili di vita che possono fare la differenza. Ogni gesto quotidiano, ogni esposizione ambientale, ogni abitudine consolidata può avere un effetto diretto sul nostro sistema riproduttivo.
Il Ciclo Femminile: Una Danza Ormonale Essenziale
Ogni ciclo è unico, proprio come ogni donna. Affinché una cellula uovo possa maturare, essere fecondata e impiantarsi, è fondamentale che gli ormoni sessuali femminili lavorino in equilibrio.
La durata media del ciclo mestruale è di 28 giorni, ma questo vale solo per il 10-15% delle donne. Una durata compresa tra 24 e 38 giorni è considerata normale. L'ovulazione, in un ciclo regolare di 28 giorni, avviene intorno al 14°-15° giorno. È importante sapere che gli spermatozoi possono sopravvivere fino a 5 giorni prima dell’ovulazione e fecondare, creando così una "finestra fertile". La donna è fertile durante la fase di ovulazione del ciclo mestruale, in particolare nei cinque giorni precedenti e nel giorno dell’ovulazione. Questi sono i cosiddetti giorni fertili, il momento in cui la probabilità di fecondazione è massima. I giorni fertili si collocano di solito a metà ciclo, circa 12-16 giorni prima dell’inizio della mestruazione successiva.
Per un ciclo di 30 giorni, l’ovulazione probabilmente avverrà il 16° giorno (14 + 2). Per cicli irregolari, il calcolo diventa più complesso. In questi casi, metodi come l’osservazione del muco cervicale, la misurazione della temperatura basale o i test di ovulazione possono aiutare a identificare i giorni fertili. La temperatura corporea basale aumenta da 0,4 a 1,0 °C dopo l'ovulazione. Sì, è possibile rimanere incinta dopo l’ovulazione, ma solo entro un breve lasso di tempo di circa 12-24 ore, poiché l’ovulo è fecondabile solo per questo periodo. La probabilità di concepire varia in base a fattori come l’età, lo stato di salute della donna e la qualità dello sperma.
I giorni fertili della donna. L'ovulazione quando avviene?
L'Età e la Fertilità
L'età è un fattore sicuramente importante: la fertilità raggiunge un picco per poi calare, più o meno rapidamente, in entrambi i sessi.
Fertilità Femminile e Età
Per le donne, l’età può essere un problema. Infatti, mentre nell’uomo gli spermatozoi vengono prodotti continuamente, il numero delle cellule uovo è limitato e con il passare del tempo sono sottoposti ad invecchiamento naturale. Per questo motivo la fertilità femminile diminuisce già dopo i trent’anni, dopo i 35 anni è del 50% e subisce un calo molto significativo dopo i 40. Con l’età, inoltre, aumenta il rischio fisiologico di anomalie cromosomiche nel bambino, come ad esempio la Sindrome di Down e di malattie che colpiscono l’apparato riproduttivo femminile, come l’endometriosi o i miomi uterini. Alla nascita la donna possiede già da seicentomila a due milioni di ovociti immaturi, ma soltanto 400-500 di questi andranno incontro a maturazione durante il periodo fertile che va dalla pubertà alla menopausa. L’età aumenta il tempo necessario affinché la donna rimanga incinta, in particolar modo oltre i 36 anni, con un incremento del rischio di anomalie genomiche e aborti spontanei. Se hai intenzione di diventare mamma dopo i 40 anni, considera che troppe sigarette possono anticipare fino a quattro anni l’arrivo della menopausa e quindi la fine della tua fertilità.
Fertilità Maschile e Età
Nell’uomo la qualità del seme inizia a scemare dai 35 anni in poi: diminuisce il volume prodotto mentre per gli spermatozoi cala la motilità e aumenta la quantità di cellule anormali o con danni al DNA, con un aumento significativo del tempo necessario ad avere una gravidanza quando l’uomo supera i 45 anni.

Nutrizione e Fertilità: Un Pilastro Fondamentale
Per favorire lo sviluppo ottimale dell’embrione fin dal primo giorno, è fondamentale preparare il corpo fin da subito. Una dieta equilibrata, ricca di frutta e verdura fresca, legumi di qualità, noci, prodotti integrali e fonti proteiche magre, rappresenta la base perfetta per un apporto ottimale di micronutrienti. Le donne che cercano una gravidanza dovrebbero prestare particolare attenzione all’assunzione di nutrienti essenziali, come l’acido folico.
Nutrienti Essenziali per la Fertilità Femminile
- Acido Folico: Essenziale per prevenire malformazioni come i difetti del tubo neurale. L’acido folico è particolarmente noto tra le future mamme come uno degli integratori più importanti da prendere pre-concezionalmente e nelle primissime fasi della gravidanza, con lo scopo di garantire il corretto sviluppo del feto. L'integrazione di acido folico combinato con l'inositolo può rivelarsi utile anche per aumentare la fertilità femminile, soprattutto nelle donne che hanno un ciclo irregolare perché soffrono di ovaio policistico. Le verdure a foglia sono particolarmente preziose, ricche di folati. I folati presentano anche un ben noto effetto protettivo nei confronti dei difetti del tubo neurale del feto.
- Vitamina D: Regola gli ormoni estrogeni e progesterone. Ovaie, endometrio e placenta sono ricche di recettori per la vitamina D e vari studi hanno mostrato che donne con fertilità ridotta - soggetti con ovaio policistico e forte carenza di vitamina D - hanno registrato miglioramenti con integrazione della vitamina.
- Vitamina B12: Supporta numerose funzioni dell'organismo, inclusi il sistema immunitario, la salute dei nervi e la protezione contro l'anemia, in quanto è necessaria per la maturazione delle cellule del sangue. Le vitamine del gruppo B, in particolare la B12, hanno buone evidenze per la fertilità femminile.
- Ferro: Le donne in età fertile, soprattutto se hanno un flusso mestruale molto abbondante, spesso non riescono a soddisfare con la dieta il proprio fabbisogno di ferro, che si trova in prodotti animali (ferro eme) e in prodotti dal mondo vegetale (ferro non eme).
Nutrienti Essenziali per la Fertilità Maschile
- Zinco: L’oligoelemento “maschile” per eccellenza. È fondamentale per mantenere livelli normali di testosterone, supporta la divisione cellulare e garantisce la corretta copiatura del codice genetico durante la produzione degli spermatozoi.
- Folati: Sono molto importanti per la spermatogenesi e una loro carenza può determinare anomalie cromosomiche degli spermatozoi.
- Acidi Grassi Omega-3: La composizione in acidi grassi della membrana dello spermatozoo è molto importante per la corretta funzione degli spermatozoi e si riflette con gli acidi grassi della dieta. Privilegiare una maggiore assunzione di acidi grassi omega-3, che si trovano soprattutto nel pesce, nelle noci, nei semi di lino. Nel caso in cui i livelli fossero bassi, valutare anche l’uso di integratori. Pesce, crostacei e molluschi hanno un ruolo positivo grazie al contenuto di acidi grassi insaturi, in particolar modo omega 3.

Consigli Alimentari Generali
Quando l’alimentazione è squilibrata, in eccesso o in difetto, si crea un ambiente interno sfavorevole alla riproduzione. Il cibo che scegliamo ogni giorno costruisce - letteralmente - il nostro corpo, influisce sull’infiammazione, sul metabolismo e sulla qualità dei nostri tessuti.
- Frutta e Verdura: Consumare ogni giorno una colazione completa e almeno una porzione di verdura di stagione ad ogni pasto, cruda o cotta. La varietà nella scelta permette di introdurre correttamente i sali minerali, le vitamine e gli antiossidanti necessari per l’organismo. Consumare circa due-tre frutti di medie dimensioni al giorno, preferibilmente con la buccia (ben lavata). Un buon consumo di verdure, vegetali e cereali integrali, alimenti ricchi di acqua, vitamine, minerali e fitonutrienti ad azione antiossidante ha mostrato un effetto positivo sullo stato ossidativo degli spermatozoi, cellule nelle quali si accumulano in quantità radicali liberi. Se gli antiossidanti presenti non sono sufficienti a neutralizzare le specie reattive man mano che si formano, queste possono produrre danni ai lipidi, alle proteine e al DNA degli spermatozoi, riducendone concentrazione, vitalità e motilità; inoltre possono aumentare aborti e malformazioni del feto. Nella donna il ruolo degli antiossidanti non appare così netto come nell’uomo.
- Cereali Integrali: Riso, pasta e pane integrali in alternativa ai corrispettivi raffinati. I carboidrati complessi andrebbero consumati ad ogni pasto.
- Pesce: È consigliabile consumarlo, nelle dosi prescritte, almeno tre volte alla settimana, preferibilmente cucinato alla griglia, al forno, al vapore o arrosto. Il consumo di pesce, ricco di omega 3, potrebbe essere un fattore positivo ma va considerato il potenziale rischio, dovuto al possibile accumulo di metalli pesanti, in specie mercurio.
- Carne: Manzo, vitello, vitellone, pollo, coniglio, tacchino, lonza di maiale, cavallo, scelte nelle parti più magre e private del grasso visibile. Cucinate alla griglia, arrosto, bollite, al forno o anche in umido, purché il tutto venga cucinato senza far friggere i condimenti. Consumi elevati di carni lavorate e carne rossa possono causare problemi per la fertilità maschile: si tratta di alimenti ricchi di grassi saturi e di grassi trans naturali, sostanze che hanno un impatto negativo sulla salute maschile, con possibile riduzione dei livelli di testosterone e riduzione della spermatogenesi. Un eccessivo consumo di carne pare essere deleterio anche per la fertilità femminile.
- Legumi: Ceci, fagioli, piselli, fave, ecc., sono un’importante fonte di proteine vegetali (possono pertanto essere considerati dei veri e propri secondi piatti) da preferire a tutti gli alimenti ricchi di proteine. Si consiglia di consumarli in associazione ai cereali (2-3 volte alla settimana), componendo così dei piatti unici.
- Formaggi e Uova: Formaggi da consumare come secondo, al posto di carne (2 volte a settimana) o due uova (1 volta a settimana). Consigliati 100 g di formaggi freschi come mozzarella, certosino, scamorza fresca, caciottine fresche oppure 50 g di formaggi stagionati come Grana Padano DOP, che è possibile consumare anche giornalmente grattugiato (1 cucchiaio è pari a 10 g) per condire pasta, riso e verdure al posto del sale. Grana Padano DOP è un concentrato di latte, ma ha meno grassi del latte fresco intero con cui è fatto perché parzialmente decremato durante la lavorazione e il 32% dei grassi che contiene sono insaturi. Inoltre, è ricco di proteine, compresi i 9 aminoacidi essenziali tra cui 3 ramificati (leucina, isoleucina e valina). Il consumo di uova è importante, ma non deve essere superiore a 2-4 porzioni alla settimana, compreso il loro utilizzo per la preparazione di altri piatti.
- Latte e Derivati: Importanti fonti di calcio e di vitamina D. È doveroso ricordare che, oltre ad essere assunta con la dieta, la vitamina D viene sintetizzata in maggior misura dal nostro organismo. Il consumo di latte intero è associato a riduzione della qualità dello sperma, forse per la presenza di estrogeni di origine animale, mentre il consumo di prodotti scremati è associato ad un miglioramento.
- Grassi: Nella donna si conferma il ruolo problematico dei grassi trans-, mentre non paiono avere impatto determinante quelli saturi.
- Soia: La soia e i suoi derivati sono spesso indicati come un potenziale problema per la fertilità maschile per la rilevante presenza di fitoestrogeni, sostanze che teoricamente potrebbero interferire con l’azione degli ormoni maschili. Gli studi indicano invece che il consumo di soia e derivati sembra esercitare un debole effetto positivo nella donna.
- Cosa Limitare: Dolci e dolciumi come creme elaborate, prodotti da forno soprattutto se farciti, gelati, caramelle, merendine, ecc. Sale. Caffè. Anche tè, caffè e alcol se consumati in quantità eccessive possono contribuire ad una riduzione della fertilità, anche se i dati disponibili sono molto sfumati e di non facile interpretazione.
Quando una donna è incinta, il suo corpo lavora al meglio per permettere alla nuova vita di crescere dentro di lei. Per garantire che madre e figlio siano ben nutriti fin dall'inizio della gravidanza, è consigliabile assumere integratori alimentari.

Il Ruolo del Peso Corporeo sulla Fertilità
Il peso della donna può avere un ruolo importante nella fertilità: circa il 12% dell'infertilità dipende dall’eccesso di peso o dall’eccessiva magrezza della donna. Per poter avviare efficacemente una gravidanza è, infatti, molto importante avere un peso nella norma. In una persona normopeso, l'indice di massa corporea (BMI) è compreso tra 18,5 e 25. Se il BMI è inferiore a 18,5, si parla di sottopeso, se è superiore a 25 si è in presenza di sovrappeso, mentre da 30 si parla di obesità.
Sovrappeso e Obesità
Se il peso corporeo aumenta oltre i limiti di normopeso, i cicli mestruali possono diventare irregolari e può verificarsi uno scompenso della funzione riproduttiva. Nelle donne obese, l'infiammazione cronica di basso grado, nota come inflammaging, può compromettere sia l'ovulazione che la ricettività dell'endometrio. Le donne obese hanno spesso le prime mestruazioni (menarca) presto, e possono, in alcuni casi, presentare una crescita anomala di peli sull’addome, sul viso e tra i seni. Il flusso mestruale talvolta si presenta irregolare, abbondante e prolungato, o al contrario può comparire amenorrea, ossia l’assenza del flusso mestruale. Donne obese o in forte sovrappeso sono più soggette alla sindrome dell’ovaio policistico. L’obesità, inoltre, può favorire l’infertilità anche nell’uomo. Nei soggetti obesi si riduce numero e motilità degli spermatozoi e aumenta in maniera significativa il danno al DNA dei gameti. A livello del tessuto adiposo è presente in quantità l’enzima aromatasi che è responsabile della conversione del testosterone ad estrogeno con un aumento del rischio di problemi d’erezione. In donne obese si hanno importanti modifiche a livello follicolare, con alterazione dei livelli di ormoni chiave che possono influenzare negativamente l’ovulazione. I problemi legati al sovrappeso paiono essere reversibili e si riducono o scompaiono quando il soggetto perda peso. È importante che chi è infertile e ha problemi di peso, prima di sottoporsi a terapie specifiche, recuperi il proprio peso-forma, seguendo una dieta equilibrata e facendo esercizio fisico.
Sottopeso
Anche il sottopeso, spesso legato a restrizioni alimentari severe o disturbi del comportamento alimentare, può alterare il ciclo mestruale e ridurre drasticamente la probabilità di concepimento. Le donne con forte magrezza (sottopeso) e quelle che praticano un’attività fisica eccessivamente intensa, possono avere difficoltà nell’ovulazione e quindi nel concepimento. Ricordiamo che il sottopeso della madre può rappresentare un rischio per la crescita del bambino.
Per l'uomo, in caso di sovrappeso od obesità, si raccomanda la riduzione del peso e del “giro vita” o circonferenza addominale, indicatore della quantità di grasso depositata a livello viscerale. Valori di circonferenza vita superiori a 80 cm nella donna e 94 cm nell’uomo si associano a un rischio cardiovascolare “moderato". Mantenere un buon peso, con un Indice di Massa Corporea inferiore a 25, è un obiettivo cruciale per la fertilità.
Stile di Vita e Abitudini che Influenzano la Fertilità
Nel ritmo serrato della vita quotidiana, la fertilità è spesso percepita come un tema distante. Eppure, la nostra capacità di generare vita inizia a modellarsi molto prima di quando iniziamo a desiderarla. La ricerca scientifica ha ormai chiarito che comportamenti come il fumo, l’abuso di alcol, un’alimentazione scorretta, la sedentarietà e uno stato di stress cronico influiscono profondamente sulla qualità degli ovociti e degli spermatozoi, sull’equilibrio ormonale e persino sulla capacità dell’utero di accogliere una nuova vita. Scelte quotidiane, silenziosi cambiamenti e abitudini che lasciano un’impronta sul futuro della nostra fertilità.
Fumo
Fumare non è solo una cattiva abitudine, è un atto che lascia un’impronta precisa e negativa sulla fertilità. Le sostanze contenute nel fumo di sigaretta, come il benzopirene e la nicotina, sono in grado di danneggiare direttamente le cellule ovariche e di modificare le condizioni fisiologiche degli ovociti, rendendoli meno vitali e meno fertili. Anche chi non fuma in prima persona, ma è esposto al fumo passivo del partner, può subire danni riproduttivi. Secondo alcuni studi, l’impatto del fumo sulla fertilità femminile è paragonabile a quello dell’invecchiamento di oltre dieci anni. Le donne che fumano sono meno fertili: hanno un indice di fecondabilità (possibilità di concepire per ciclo) ridotta, e impiegano più tempo ad ottenere una gravidanza (in media più di un anno). Il fumo, infatti, è dannoso per le ovaie femminili, perché le sostanze tossiche come la nicotina alterano la motilità tubarica, ostacolando così il trasporto degli ovociti e l’incontro con gli spermatozoi. Inoltre, il fumo di sigaretta provoca la diminuzione della produzione di progesterone con possibile alterazione del ciclo mestruale ostacolando potenzialmente l’annidamento dell’embrione. Naturalmente la gravità del danno causato dal fumo dipende dal numero di sigarette fumate al giorno e dal tempo: danni sono stati accertati con 20 o più sigarette al giorno, ma effetti negativi ci sono anche con 10. Il fumo aumenta la produzione di radicali liberi, può interferire con i livelli di alcuni ormoni coinvolti nell’ovulazione, e riduce la motilità di quelle cellule che si trovano nelle tube di Falloppio e hanno il compito di “aiutare” gli spermatozoi a raggiungere l’ovulo da fecondare. Il fumo di sigaretta riduce la fertilità nell’uomo e nella donna. Se le donne bevono o fumano eccessivamente, ha un effetto cumulativo che probabilmente avrà un impatto sulla qualità complessiva delle uova. Sia fumare che bere può ridurre la probabilità di impianto di un ovulo fecondato.
Alcol
Un bicchiere di vino ogni tanto può sembrare innocuo, ma quando il consumo diventa abituale o eccessivo, l’alcol può diventare un fattore di rischio importante per la fertilità. Agisce sul sistema ormonale, riducendo la secrezione dell’FSH e alterando l’ovulazione. Ma non solo: può interferire con la maturazione dell’ovocita, ridurre la qualità della blastocisti e compromettere l’impianto dell’embrione. Gli effetti non si limitano alla fase del concepimento, ma possono proseguire anche durante la gravidanza, aumentando il rischio di anomalie fetali. Bere alcol, anche in quantità non elevate, danneggia la salute riproduttiva. Per la donna, che nella maggior parte dei casi, ha una capacità ridotta di metabolizzare l’alcol, la quantità di consumo giornaliero non deve superare 1 o al massimo 2 bicchieri di una qualsiasi bevanda alcolica. L’alcol, oltre alle conseguenze generali sulla salute, può causare una minore produzione di ormoni femminili in particolare degli estrogeni. Anche il consumo eccessivo di alcol occasionale non è innocuo e può causare, se frequente, irregolarità mestruali, assenza di ovulazione e conseguente infertilità temporanea. L’alcol, invece, ostacola il concepimento perché - sia nell’uomo che nella donna - interferisce con la produzione di gonadotropine, tre ormoni fondamentali per la regolare funzione dell’apparato riproduttore. L’alcol riduce la fertilità maschile; tra i bevitori si osserva infatti una netta riduzione del numero di spermatozoi presenti e della loro motilità. Si ritiene inoltre che l’uso pesante di alcol influenzi la riserva ovarica e porti a disturbi dell’ovulazione. Gli uomini dovrebbero cercare di bere entro il limite di assunzione di alcol raccomandato, 14 unità a settimana, e dovrebbero smettere, o almeno ridurre, il fumo.
Stress
Lo stress non si vede, ma si sente. E il corpo lo ascolta attentamente. Quando siamo sottoposti a pressioni emotive, lavorative o relazionali costanti, il nostro sistema neuroendocrino reagisce, producendo ormoni che possono inibire o disturbare l’ovulazione e la produzione di spermatozoi. L’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi, che regola la funzione riproduttiva, è estremamente sensibile agli stati psicologici. Un ciclo mestruale irregolare, l’assenza di ovulazione, la riduzione della libido: spesso sono segnali di uno squilibrio interno che nasce proprio dallo stress. La probabilità che uno spermatozoo vinca questa competizione è estremamente bassa: meno di 1 su 500 milioni. Tuttavia, lo stress influisce negativamente sulla capacità del corpo di concepire. Nella donna lo stress ha un impatto negativo, come dimostra la fertilità ridotta di soggetti che lavorano oltre le 32 ore settimanali rispetto a quelli con lavori meno impegnativi. Alcuni ricercatori fanno notare come tra le cause di stress possano esserci anche l’ansia e la depressione che spesso si accompagnano a diagnosi di infertilità e ai successivi trattamenti. Anche le tecniche di rilassamento, come yoga e meditazione, possono essere di grande aiuto. Infine, non stressatevi troppo! Lo stress è un elemento estremamente soggettivo e può essere legato a tante situazioni diverse, dalla frenesia di tutti i giorni a cambiamenti radicali come un trasferimento o un nuovo lavoro, ma soprattutto al modo in cui le si affronta; in ogni caso, quando ci si sente stressate l’organismo rilascia quantità elevate di cortisolo e adrenalina, sostanze che possono interferire con l’ovulazione.

Sonno
La qualità del sonno è un fattore cruciale per la fertilità. Gli studi dimostrano che la mancanza di sonno stressa il corpo, compromettendo il desiderio di avere figli.
Attività Fisica
Rendere lo stile di vita più attivo (abbandona la sedentarietà!) è un consiglio fondamentale. L'attività fisica ha un impatto decisamente positivo nell’uomo. Soggetti attivi, impegnati in almeno tre ore di esercizio vigoroso a settimana, hanno un seme con parametri migliori rispetto ai sedentari. La ricerca ha anche scoperto che gli uomini che facevano circa tre ore di esercizio a settimana avevano il 40% in più di numero di spermatozoi rispetto a quelli che erano inattivi. L’attività fisica nella donna ha un effetto positivo in soggetti sovrappeso, che probabilmente beneficiano della perdita di peso determinata dal movimento, ma può diventare problematica se eccessiva, in grado di alterare il bilancio energetico del soggetto, con importanti ricadute sull’equilibrio ormonale: tra le atlete non è raro rilevare disturbi del ciclo mestruale e in effetti un aumento di durata, intensità e frequenza dell’attività fisica sembrano ridurre la fertilità. Tuttavia un’attività fisica moderata risulta debolmente correlata con un aumento della fecondità, indipendentemente dal peso corporeo della donna. Consigliamo alle donne di fare esercizio fisico regolare ma non eccessivo. Troppo esercizio fisico può inibire l’ovulazione, che è necessaria per la gravidanza. L’altro elemento chiave per tenersi in forma, e quindi aumentare la fertilità, è l’attività fisica: mezz’ora di esercizio aerobico al giorno, che può essere una camminata a passo sostenuto, una corsa, una nuotata o un corso “cardio” in palestra, favorisce la funzionalità delle ovaie.
Calore Eccessivo (Maschile)
Lo sperma sano dovrebbe essere di circa 3° C al di sotto della normale temperatura corporea. È consigliabile per l’uomo evitare eccessivo calore nella zona scrotale (molte ore alla guida, abiti troppo stretti, tessuti sintetici, etc.). Uno studio ha anche dimostrato che i panettieri, che sono esposti al calore, e i conducenti professionisti avevano meno probabilità di mettere incinta i loro partner per oltre sei mesi rispetto agli uomini in altri lavori. Gli spermatozoi sono molto sensibili al caldo, e potrebbero risentire della temperatura elevata anche in situazioni apparentemente normali, che non fanno percepire particolare disagio: non si tratta infatti solo di chi lavora negli altoforni o in cucina, ma anche di chi passa molte ore seduto alla scrivania o al volante. Anche il calore eccessivo, dovuto ad ambienti lavorativi o abbigliamento inadatto, può compromettere la spermatogenesi.
Esposizione a Sostanze Chimiche e Inquinanti Ambientali
Viviamo immersi in un mondo in cui l’esposizione a sostanze chimiche è costante. Alcuni inquinanti ambientali, detti interferenti endocrini, riescono a mimare o bloccare gli ormoni naturali, alterando il funzionamento del sistema riproduttivo. Sono presenti nei pesticidi, nei contenitori in plastica, nei cosmetici e perfino nella polvere domestica. Le ricerche hanno mostrato come composti come il BPA, i ftalati o i PCB possano ridurre la qualità ovocitaria, interferire con l’impianto embrionale e compromettere il successo delle tecniche di fecondazione assistita. Anche le nanoplastiche, sempre più presenti nel nostro organismo, possono causare infiammazione e alterazioni cellulari che minacciano la fertilità.

Controlli Medici Regolari e Igiene
Sottoporsi a controlli medici regolari, anche quando si gode di buona salute, è il modo migliore per mantenerla. Per le donne, in particolare, una visita dal ginecologo almeno una volta all’anno è utile per verificare che non ci siano polipi o fibromi uterini, che potrebbero ostacolare il concepimento, e per diagnosticare un’eventuale endometriosi che, se non trattata adeguatamente, a lungo andare potrebbe compromettere la fertilità femminile. Le infiammazioni dell’apparato genitale femminile sono una delle cause più diffuse di infertilità. Sono provocate da infezioni sessualmente trasmesse come la Sifilide, la Gonorrea e la Chlamydia. Quest’ultima, in particolare, è molto insidiosa perché largamente diffusa e difficile da riconoscere in quanto spesso si presenta in modo asintomatico.
I giorni fertili della donna. L'ovulazione quando avviene?
Rimedi Naturali e Terapie Complementari
Fin dall'antichità, i nostri antenati hanno affrontato il tema della fertilità attraverso riti e l’utilizzo di piante selvatiche, nella speranza di migliorarla. Se desiderate sostenere la pianificazione familiare con rimedi a base di erbe, è sempre consigliabile consultare un medico fitoterapeuta esperto o la vostra ostetrica. L'agopuntura, ad esempio, aiuta a regolare l’equilibrio ormonale e migliora l’afflusso di sangue all’utero.
Comprendere l'Infertilità e le sue Cause
Le cause possono essere molteplici: disturbi ormonali, problemi alle tube di Falloppio, endometriosi o qualità ridotta degli spermatozoi. Anche fattori come stress, sovrappeso o sottopeso e abitudini di vita (fumo, alcol) possono influire negativamente sulla fertilità. Le cause di infertilità sono tante, ma negli ultimi anni si è registrato un aumento delle patologie della sfera riproduttiva, sia acute che croniche. Tra quelle in aumento e più frequenti, che interessano sia le donne che gli uomini, vi sono le infezioni trasmesse sessualmente.
Fertilità Maschile: Oltre il Numero
Spesso si parla solo della fertilità femminile, ma anche gli uomini sono pienamente coinvolti. Fumo, alcol, sovrappeso, uso di cannabis e sedentarietà influiscono sulla produzione, la motilità e la qualità degli spermatozoi. Anche il calore eccessivo, dovuto ad ambienti lavorativi o abbigliamento inadatto, può compromettere la spermatogenesi. La salute riproduttiva maschile, proprio come quella femminile, è lo specchio dello stile di vita e delle condizioni ambientali. Uno stile di vita sano può migliorare significativamente la qualità dello sperma. I cambiamenti nello stile di vita non producono effetti immediati. La qualità del seme maschile deve essere valutata in centri specializzati, considerando almeno due eiaculati. Nell’uomo lo stress può ridurre la qualità del seme: depressione e stress riducono il testosterone e altri ormoni impegnati nella spermatogenesi, anche se è ancora dubbio se sia la depressione a ridurre il testosterone oppure se un ridotto testosterone possa essere tra le cause di depressione.

Il Lavoro e la Fertilità
Anche il lavoro può incidere sulla fertilità, spesso in modi poco evidenti. Turni stressanti, esposizione a calore, radiazioni o sostanze chimiche come solventi e metalli pesanti sono condizioni comuni in molti settori professionali. Le donne che lavorano in ambito sanitario, per esempio, possono essere esposte a vapori nocivi come il protossido di azoto o la formaldeide. Negli uomini, professioni come camionisti, operai, agricoltori o lavoratori dell’industria chimica sono associate a una maggiore incidenza di infertilità.

Il Tempo e la Pazienza
Il tempo necessario per concepire varia da coppia a coppia. Per la maggior parte, la gravidanza si verifica entro un anno di rapporti sessuali regolari e non protetti. Un ultimo consiglio, il più banale ma senz’altro il più importante: non limitatevi ad avere rapporti solo durante il periodo fertile. Anche l’astinenza sessuale prolungata non fa bene agli spermatozoi.
La fertilità non è una certezza scontata, ma un potenziale che si costruisce nel tempo. È il frutto di un equilibrio tra corpo, mente e ambiente. Non si tratta di vivere con ansia o di sentirsi in colpa per ogni scelta, ma di diventare più consapevoli. Ascoltare il proprio corpo, scegliere cibi più sani, muoversi di più, ridurre le sostanze dannose, dormire meglio e rallentare quando serve. In un mondo che ci spinge sempre a correre, scegliere di prendersi cura della propria fertilità è un atto controcorrente. È un modo di dire: “Mi rispetto, mi ascolto, mi preparo”.
Riferimenti Scientifici
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- Ahmad, M. K., et al. (2010).
- Wang, L. et al. 2021. Oxidative stress in oocyte aging and female reproduction.
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- Hadanny, A. et al. 2020. The Hyperoxic-Hypoxic Paradox. Biomolecules. 25;10(6):958.
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- Bao, S. et al. 2024. Ovarian aging: energy metabolism of oocytes.
L’alimentazione è soltanto uno dei tanti fattori che possono contribuire all’infertilità, sia maschile che femminile. Quando esistono problemi di questo tipo è importante essere seguiti da professionisti - ginecologi e andrologi in primis - in modo da verificare se non esistano patologie in atto e intervenire in maniera mirata con modifiche del proprio stile di vita: mangiare bene non serve soltanto a dimagrire, ma a vivere meglio, al massimo delle proprie possibilità.