Durante la gestazione, il corpo femminile affronta trasformazioni radicali che possono portare a una serie di sintomi fisici fastidiosi. Tra questi, il mal di schiena è uno dei disturbi più comuni, capace di influenzare significativamente la qualità della vita quotidiana. Per gestire queste problematiche, molte donne ricorrono al cosiddetto sospensorio per la pancia o fascia di maternità, un ausilio progettato per offrire un supporto meccanico dove la muscolatura naturale inizia a mostrare segni di cedimento sotto il peso del nascituro.
Che cos’è la fascia di maternità e a cosa serve
Una cintura per il supporto in gravidanza, chiamata anche cintura di maternità o “pancera”, è una fascia appositamente progettata per avvolgere il pancione e, in particolare, sostenerlo dal basso. È importante chiarire fin da subito un falso mito: la pancera in gravidanza non è contenitiva. Non serve cioè a comprimere il pancione, poiché la sua funzione è assolutamente diversa: l’obiettivo è quello di sostenere la pancia quando diventa ingombrante e pesante, agendo come un supporto per far stare meglio la futura mamma alle prese con uno dei più classici disturbi della gravidanza: il mal di schiena.
Proprio come i reggiseni sostengono il seno, allo stesso modo, una cintura di maternità sostiene il pancione. Tuttavia, è sempre meglio scegliere una fascia per il ventre imbottita. La fascia sosterrà la parte bassa della schiena e il busto e aiuterà il corpo a mantenere la postura corretta. Man mano che il bambino cresce, esercita una pressione sulla regione pelvica, che può essere scomoda. La maggior parte delle donne in gravidanza tende a piegarsi all'indietro a causa del peso aggiuntivo sul loro addome, e man mano che il nascituro diventa più grande, la parte bassa della schiena si irrigidisce rendendo il movimento una sfida.

Quando il dolore diventa protagonista
La gravidanza si accompagna spesso a dolori articolari e mal di schiena che possono far sentire le donne distrutte ed esauste. Spesso si avvertono dolori acuti e intensi su entrambi i lati dell'addome, che in genere si verificano nel secondo trimestre, ma che non sono pericolosi per il bebè. Si tratta dell'articolazione vicino alla parte inferiore della colonna vertebrale, che collega l’osso sacro al bacino. Durante la gravidanza, si possono verificare diversi tipi di torsioni alla spina dorsale e il dolore pelvico posteriore è uno di questi.
Il dolore alla cintura pelvica peggiora la qualità della vita delle donne in gravidanza. In questi casi, il nastro elastico può essere un valido alleato: il nastro elastico riduce il dolore nella cintura pelvica correlato alla gravidanza. Quando si nomina la pancera, la mente corre immediatamente a quelle specie di “strumenti di tortura” che in fondo ad un cassetto, più o meno tutte noi abbiamo. Tutt’altro scenario si apre se parliamo della pancera in gravidanza, che non va confusa con le guaine contenitive post-parto.
L’uso del taping kinesiologico in gravidanza
Oltre alle fasce strutturate, esiste un metodo innovativo: il nastro kinesiologico. Il nastro kinesiologico per la gravidanza è un modo semplice per sostenere l'addome senza aver bisogno di una fascia addominale ingombrante. È un nastro elastico fatto di cotone e filato di spandex, riempito con una delicata colla medica, che aiuta a promuovere la circolazione sanguigna e a supportare il recupero.
È fondamentale sottolineare che l’utilizzo del taping kinesiologico in gravidanza deve essere eseguito sempre con l’indicazione del medico specialista. Il nastro non ha nessun impatto sul feto, ma deve essere applicato da un professionista che è stato formato, perché bisogna rispettare delle regole applicative per evitare controindicazioni. Gli studi indicano che il nastro kinesiologico ha un effetto positivo sul miglioramento della lombalgia durante la gravidanza, potendo migliorare significativamente la lombalgia e i problemi di disfunzione, migliorando la qualità della vita complessiva.
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Benefici dell'attività fisica e limitazioni dell'ausilio
Nonostante l'aiuto offerto dalle fasce, l'esercizio fisico durante la gravidanza comporta numerosi benefici: può migliorare la postura, ridurre la stanchezza e il mal di schiena, oltre ad alleviare l'ansia. Tuttavia, fare attività fisica senza cintura di supporto può provocare disagi. È importante però fare una distinzione clinica: secondo molti esperti, le fasce elastiche sostituiscono il lavoro che la muscolatura dovrebbe fare. A lungo andare, questo potrebbe essere controproducente, poiché i muscoli addominali smettono di esercitarsi come dovrebbero e finiscono per atrofizzarsi, oltre al fatto che il recupero post-parto potrebbe essere più lento.
Il consiglio è quello di non indossare la fascia per tutto il giorno. Vero è che la sensazione di benessere potrebbe far venire la tentazione di non toglierla mai, ma non si deve fare. In questo modo, i muscoli della schiena e il pavimento pelvico non si allenano e il rischio è quello dell’incontinenza urinaria. Si consiglia di utilizzarla solo quando medici o ostetriche specializzati hanno rilevato alterazioni che la fascia può correggere.
La gestione post-parto: tra necessità e riabilitazione
Oltre ad aiutare in gravidanza, la cintura di maternità può aiutare anche dopo il parto, sia che si tratti di parto normale o di un taglio cesareo. Indossare la cintura dopo la nascita supporterà l’addome e la schiena migliorando la postura. Tuttavia, questa rimane una questione controversa: c’è chi sostiene che sia un buon sostegno e che aiuti la ripresa, soprattutto dopo un cesareo, permettendo alla mamma di muoversi meglio. Al contrario, alcuni esperti ritengono che la fascia non permetta ai muscoli addominali e al pavimento pelvico di normalizzarsi.
Un problema spesso trascurato è la diastasi addominale, che riguarda circa il 30% delle donne dopo il parto. I due muscoli retti dell'addome si separano, allontanandosi dalla linea mediana e lasciando una lacuna muscolare. È un processo fisiologico che deve risolversi entro 12 mesi. In questo contesto, l'esercizio di curl-up si è dimostrato efficace nel ridurre la distanza tra i retti. Per le diastasi lievi o moderate si può intervenire con un’addominoplastica e il contestuale riposizionamento dei muscoli retto-addominali.

Tipologie di supporti disponibili
In commercio esistono vari modelli di pancere e prodotti simili, realizzati in tessuti morbidi e traspiranti. Tra i principali troviamo:
- Guaina: protegge il pancione e sostiene la zona lombare, solitamente composta da una mutandina con fascia in velcro regolabile.
- Pancera a pezzo unico: copre interamente la pancia arrivando fin sotto al seno.
- Fascia semplice: una striscia in velcro che si mette sopra gli slip e sotto il pancione.
- Fasce per monitoraggio fetale: dispositivi clinici utilizzati in ospedale, realizzati con materiali ipoallergenici e specifiche proprietà elastiche per garantire il contatto dei sensori durante il tracciato.
È importante ricordare che, per la salute della madre e del bambino, non bisogna stancarsi eccessivamente. Se si sceglie di utilizzare un supporto, è bene acquistarlo in farmacie, sanitarie o negozi specializzati, sempre sotto consiglio medico.
L’alternativa della fascia portabebè in gravidanza
Portare il pancione con una fascia portabebè può essere un’ottima soluzione per alleviare i fastidi posturali e favorire l'attaccamento. A partire dalla 32-34° settimana, è possibile utilizzare legature specifiche come l’abbraccio del pancione o la croce sul pancione. Iniziare a utilizzare una fascia già durante la gravidanza offre numerosi benefici: oltre a sostenere il peso, la fascia rigida può essere usata per familiarizzare con il tessuto, rendendo più semplice il suo utilizzo dopo la nascita del bambino. Questa pratica non è solo una questione di praticità, ma diventa un rito quotidiano che crea una continuità tra il dentro e il fuori, accogliendo il bambino in un ambiente familiare e avvolgente. A differenza delle classiche pancere, la fascia avvolge dolcemente il corpo, distribuendo il peso in modo più equilibrato.
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