La scelta degli accessori destinati alla prima infanzia rappresenta per ogni genitore una delle decisioni più delicate e cruciali. In un mercato vasto e variegato, la gomma siliconica ha conquistato una posizione di assoluto rilievo, diventando il materiale d'elezione per tettarelle, massaggiagengive e strumenti per l'aerosol. Ma cosa rende questo materiale così onnipresente e quali sono le implicazioni, spesso dibattute, legate al suo utilizzo prolungato?

Le proprietà distintive della gomma siliconica nel settore babycare
Vi siete mai chiesti perché molti prodotti babycare sono fatti di gomma siliconica? La risposta risiede in una combinazione unica di caratteristiche fisiche e chimiche che rendono questo materiale particolarmente adatto all'ambiente domestico e al contatto con i neonati.
Gli articoli per il babycare vengono prodotti in silicone proprio perché questo tipo di materiale è caratterizzato da una bassa crescita batterica e minime contaminazioni. In un contesto in cui l'igiene è la priorità assoluta per la salute dei consumatori finali, il silicone offre garanzie di affidabilità superiori ad altre soluzioni. Inoltre, i manufatti in silicone sono in grado di mantenere intatte le proprie caratteristiche fisico-meccaniche anche se sottoposti a sterilizzazione effettuata in ambito domestico per un elevato numero di cicli, risultato impossibile da ottenere utilizzando altri materiali, che tendono a diventare duri, secchi e scoloriti.
Un’altra proprietà importante riguardante il silicone è la sua resistenza alle basse e alte temperature. Quando si parla di innovazione è sempre importante ricordare che gli aspetti coinvolti possono essere numerosi. Sotto certi punti di vista, l’utilizzo del silicone in alcuni prodotti può essere considerata una vera e propria rivoluzione.
“Sappiamo quanto sia importante utilizzare materiali in grado di garantire il massimo dell’igiene e della sicurezza quando si parla di prodotti che riguardano direttamente la salute dei consumatori finali. Ecco perché per i prodotti come tettarelle, massaggiagengive oppure mascherine per l’aerosol abbiamo una linea di produzione in cui mettiamo in atto i più rigorosi controlli per garantire l’integrità del prodotto ed il rispetto delle rigide norme sanitarie sui materiali” - ha commentato Giacinto Di Stefano, Product Manager del Gruppo specializzato nel mondo del silicone.
Il dibattito sulla sicurezza e il rilascio di micro e nanoplastiche
Nonostante i vantaggi strutturali, la ricerca scientifica non si ferma e solleva interrogativi importanti. Oltre a quelle note, c’è una fonte insospettabile di micro e nanoplastiche: le tettarelle in gomma di silicone dei biberon, quando disinfettate con il calore e il vapore. Questo, naturalmente, può avere ripercussioni sulla salute dei bambini e sull’ambiente, perché ciò che non viene assunto dai piccoli va direttamente negli scarichi fognari e, da lì, in mare e nei suoli, oppure si disperde nell’atmosfera, per poi depositarsi sui terreni.
La dimostrazione del fatto che il silicone, ritenuto inalterabile anche se sottoposto al calore, in realtà invecchia e rilascia particelle di diverse dimensioni, giunge da uno studio pubblicato su Nature Nanotechnology da Baoshan Xing, ricercatore alla Stockbridge School of Agriculture della University of Massachusetts Amherst. Lo scienziato, tra i più citati al mondo negli ultimi anni nel campo delle scienze ambientali, ha messo a punto le tecnologie che stanno assicurando decisivi passi avanti allo studio degli inquinanti. In particolare, Baoshan Xing ha portato alla luce la presenza di micro e nanoplastiche nelle piante e nell’apparato gastrointestinale umano.
Addio alla plastica monouso: origine e produzione del materiale che ha causato danni e inquinamento
In quest’ultima ricerca, l’intuizione di Xing è stata quella di analizzare le particelle più piccole tramite una tecnica di microscopia e spettroscopia combinate che sfrutta l’infrarosso e permette di scendere al di sotto del diametro finora considerato limite per la sensibilità degli strumenti, ossia 20 micrometri. Peraltro, se il silicone rilascia, lo fa anche dai contenitori e da altre parti delle suppellettili per neonati, per esempio dalle ghiere, dai ciucci e così via. Considerando un’alimentazione media, ciò significa che un bambino, all’età di un anno, potrebbe aver già ingerito più di 660 mila micro e nanoplastiche derivate da elastomeri, l’81% delle quali con diametro compreso tra 1,5 e 10 micrometri. Una quantità di cui non si conoscono gli effetti né a breve né a lungo termine.
Se invece si calcola la quantità mondiale di micro e nanoplastiche rilasciate nell’ambiente in un anno, si arriva a una cifra stratosferica: 5,2 moltiplicato 10 elevato alla tredicesima potenza. Poiché l’effetto tanto sulla salute umana quanto sull’ambiente di questi particolari inquinanti è fondamentalmente ignoto, lo stesso Xing sottolinea quanto sia indispensabile approfondire entrambi gli aspetti.
Il silicone alimentare: caratteristiche e standard di qualità
Nonostante le preoccupazioni ambientali, il silicone di grado alimentare rimane uno standard riconosciuto per la sua sicurezza in termini di tossicità chimica immediata. Uno studio pubblicato sul Journal of Environmental Science and Health ha confermato che il silicone di grado alimentare non rilascia sostanze chimiche pericolose, anche se sottoposto a temperature elevate.
Il silicone alimentare è un tipo di silicone privo di sostanze chimiche nocive e sicuro per il contatto con gli alimenti. Viene spesso utilizzato in cucina per tappetini da forno, contenitori per alimenti e utensili. È atossico e privo di sostanze chimiche nocive come BPA, ftalati e PVC. Mentre non è un materiale “100% naturale” come la gomma, il silicone alimentare è un polimero atossico costituito principalmente da silice (sabbia). Può resistere al riscaldamento e al congelamento senza lisciviazione o rilascio di gas, sostanze chimiche pericolose, a differenza della plastica, che contamina gli alimenti in questi ambienti.
Inoltre, è antiodore e antimacchia, ipoallergenico e, grazie alla sua superficie liscia, molto facile da pulire. Quando si tratta di scegliere prodotti per bambini, il silicone alimentare soddisfa gli standard più elevati “sicuro per gli alimenti” garantendo che sia atossico e idoneo al contatto. Tutti i prodotti in silicone per bambini sono sottoposti a test rigorosi. Il silicone alimentare approvato dalla FDA è un tipo di silicone non tossico che non contiene sottoprodotti chimici, rendendolo completamente sicuro da usare con alimenti per neonati o da mettere direttamente in bocca.
Guida alla scelta e gestione dei biberon e delle tettarelle
Il biberon ha la funzione di contenere latte o alimenti liquidi destinati a nutrire i bambini. Le bottiglie di “silicone” e di “polipropilene”, ad esempio, quando vengono a contatto con il latte caldo, possono rilasciare alcune sostanze non ammesse dalla legge. Il polipropilene potrebbe invece rilasciare il “di-isopropilnaftalene”. Non scaldare i liquidi quando sono all’interno del biberon, in quanto si può favorire la liberazione delle sostanze potenzialmente tossiche.
La scelta della forma del biberon dipende soprattutto dall'età del bambino. I biberon tradizionali sono di forma cilindrica, mentre la forma a gomito ha la funzione di evitare l’assunzione di aria e i possibili disturbi a essa associati. I materiali utilizzati per realizzare i biberon sono vetro resistente al calore e plastica infrangibile. I biberon in plastica sono più leggeri di quelli di vetro.

Per quanto riguarda le tettarelle, la scelta avviene spesso tra silicone e lattice (caucciù):
- Silicone: non si deformano e non assorbono odori o sapori, ma hanno la caratteristica di potersi lacerare e bucare, soprattutto se il bambino le morde con i denti.
- Lattice: risultano più morbide di quelle al silicone, più resistenti alla rottura e più elastiche, ma assorbono sapori e odori col passare del tempo.
In alcune tettarelle è presente una “valvola anticolica” che, durante la suzione, consente all’aria di entrare permettendo un corretto e costante flusso di latte. Il vantaggio è quello di limitare la quantità di aria deglutita dal bambino nel caso in cui il liquido esca dalla tettarella con difficoltà.
Igiene e manutenzione consapevole
Per un bambino sano, la sterilizzazione del biberon e della tettarella non costituisce un’indicazione assoluta. Se si decide di procedere, il metodo dell'acqua bollente richiede circa 10-20 minuti di immersione. Esiste poi il metodo “a freddo”, chimico, che utilizza uno specifico disinfettante diluito in acqua. Tale modalità non espone al pericolo del rilascio di sostanze potenzialmente dannose che possono liberarsi quando si espongono materiali plastici alle alte temperature.
La sicurezza del bambino viene prima di tutto. È fondamentale ispezionare sempre i massaggiagengive in silicone e le tettarelle per eventuali crepe o altri segni di danneggiamento quando li si pulisce. Si consiglia di cambiare la tettarella ogni 4-6 settimane, o prima se si nota che è screpolata, gonfia, scolorita o appiccicosa.
Sebbene dipenda da ogni genitore, in genere si consiglia di avere a casa tra 4 e 6 biberon. L’uso del biberon andrebbe sospeso entro i primi 24 mesi di vita, iniziando a offrire una tazza con i manici a partire dai 6 mesi e procedendo con lo svezzamento graduale tra i 12 e i 18 mesi. Ricordate che, dal 2011, le normative dell'Unione Europea e degli Stati Uniti vietano l'uso del BPA nei biberon, rendendo i prodotti attualmente in commercio conformi a questi standard di sicurezza basilari.
Nella scelta finale, è necessario provare diverse combinazioni fino a trovare quella più adatta al proprio bambino, tenendo sempre presente che, al di là dei materiali, la pulizia attenta e la sostituzione tempestiva dei componenti usurati rimangono le migliori strategie per preservare la salute del piccolo.
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