Quando il neonato non dorme, è normale che i genitori si trovino nella disperata ricerca di soluzioni. Il sonno è un fenomeno complesso che subisce mutamenti nel corso della crescita del neonato. Per comprendere appieno i modelli di sonno dei neonati e come agevolarli, è fondamentale tenere conto dell’evoluzione delle loro esigenze durante la crescita. Tuttavia, è da notare che i neonati necessitano di più ore di sonno rispetto agli adulti, e questa necessità si riduce gradualmente nel tempo. Anche durante la notte, i cicli si susseguono, quindi è un errore pensare al sonno (sia dei bambini che degli adulti) come a un processo continuo.

I 60 minuti che costituiscono il ciclo di sonno di un neonato sono divisi tra fase REM e non-REM. Alla nascita, la fase REM rappresenta circa il 50% del totale, ma intorno ai 2-3 anni si riduce al 25%, raggiungendo poi, intorno ai 6 anni, un livello simile a quello degli adulti, ossia circa il 20%. I neonati e i bambini in generale dormono di più principalmente perché il sonno ha un impatto significativo sulla loro crescita.
Le basi della fisiologia del sonno infantile
Nei primi 4 mesi di vita, i problemi del sonno nei neonati derivano principalmente dalla loro ancora incompleta maturazione cerebrale per gestire efficacemente gli stati di veglia e di sonno e la transizione tra di essi. Per comprendere perché i neonati non dormono adeguatamente nelle prime settimane di vita, è utile esaminare alcuni aspetti della fisiologia del sonno e dello sviluppo. Inoltre, ci sono cambiamenti interni che riguardano la respirazione e il funzionamento del tratto gastrointestinale, influenzando alimentazione, digestione e funzioni escretorie. La gravidanza e il parto fisiologici, insieme a pratiche come il pelle a pelle e il rooming-in, favoriscono lo sviluppo delle capacità di regolazione del neonato.
Quando il neonato non dorme di notte, i genitori spesso si trovano ad interrogarsi sui frequenti risvegli notturni dei loro bambini. Ai bambini accade qualcosa di simile, ma con una maggiore frequenza, poiché i loro cicli di sonno sono più brevi, comportando cosiddetti “micro-risvegli”. Questo è del tutto normale e dipende dal fatto che i bambini si spaventano per la lontananza della figura di accudimento, un meccanismo presente anche nel mondo animale e che costituisce una difesa naturale dei cuccioli dall’aggressione dei predatori. Quando i risvegli tra un ciclo di sonno e l’altro aumentano, si parla di sleep regression.
Gestione dei ritmi e routine quotidiana
Considerando quanto detto, diventa chiaro quanto sia importante permettere al neonato o al bambino di dormire per il tempo necessario perché possa imparare a gestire autonomamente i propri ritmi. Tuttavia, in alcune situazioni, può essere necessario svegliare il neonato o il lattante, ad esempio se trascorrono molte ore tra una poppata e l’altra. In generale, il sonno del bambino richiede tempo per autoregolarsi.
Per favorire un riposo sereno, è consigliabile:
- Accettare che nei primi mesi di vita i risvegli notturni siano comuni.
- Stabilire una routine serale che preceda il momento del sonno.
- Evitare di far addormentare il bambino quando è esausto. L’agitazione causata dalla stanchezza può rendere più difficile il processo di addormentamento.
- Mettere il bambino a dormire nel suo letto, dove trascorrerà la notte.
- Trascorrere del tempo con il bambino durante la giornata e osservarlo attentamente.
Le difficoltà nel sonno possono fornire informazioni preziose sul suo benessere. È raccomandato mettere sempre il vostro bambino sulla schiena per dormire, non sulla pancia o sul fianco. Usare una superficie di sonno solida, coprire il materasso con un lenzuolo che aderisca bene e non mettere oggetti nel lettino o nella culla. Bisogna vestire adeguatamente il bambino in base alla temperatura della stanza, facendo attenzione ai segni di surriscaldamento, come la sudorazione o la sensazione di calore al tatto. È opportuno farlo addormentare con un ciuccio, a meno che non lo rifiuti.
Routine Serale. Serie di esercizi posturali da eseguire prima di andare a dormire.
L'impatto dell'ansia da separazione e lo sviluppo cognitivo
Il periodo dopo gli 8 mesi è importante e difficile. Il bambino riconosce la differenza tra volti familiari e volti estranei e teme di essere separato dal genitore. Quando non vi vede, sa che siete da qualche parte, ma non sa quando, o addirittura se, tornerete. Poiché in questa fase è consapevole solo del presente, ogni volta che vi allontanate, anche per andare nella stanza accanto, si agita e piange. L'ansia da separazione in questi mesi può creare qualche problema con il sonno. Al momento della nanna, si rifiuterà di lasciarvi per addormentarsi e può svegliarsi per cercarvi nel cuore della notte. Se questo accade, dai al tuo bambino un po' di tempo per calmarsi.
I primi 6 mesi di vita di un bambino sono un insieme di molteplici conquiste. Un’avventura che ha il sapore di una grande rivoluzione e che inizia con la capacità di stare seduti, afferrare gli oggetti per poi proseguire, a tavola con i primi assaggi. Ma cosa succede tra svezzamento e sonno? Che rapporto c’è?
Svezzamento e sonno: la transizione verso nuovi orizzonti
Lo svezzamento, o alimentazione complementare, rappresenta una tappa fondamentale per la crescita di un bambino. I primi assaggi, i nuovi odori, i sapori e le consistenze, sono una scoperta nuova da vivere insieme giorno dopo giorno. Un’autonomia alimentare che avrà bisogno di tempo per essere assimilata, interiorizzata, accolta e soprattutto, accettata. A 6 mesi, come a 12 mesi o un anno, ogni novità che si presenta sul cammino di un bambino accade spesso che venga affrontata con un comportamento di rinuncia. Prima di accettare un sapore, un odore e una consistenza diversa entra molte volte in gioco il dispiacere per una grande perdita: la fluidità e la certezza del latte, e il caldo abbraccio della mamma. L’allattamento non è solo nutrimento: è contatto, calore, conforto, legame di attaccamento.
Intorno al sesto mese di vita un neonato comincia a rendersi conto che mamma e papà sono individui distinti provando angoscia quando non li vede, tocca e sente. La paura dell’essere abbandonati è un timore ancestrale con evidenti ripercussioni sul sonno, diurno e notturno. Di fronte a notti insonni, singhiozzi, pianti disperati inaspettati, domandarsi se stiamo trascurando il nostro bambino è assolutamente lecito. L’ansia da separazione rappresenta una tappa fondamentale, necessaria e inevitabile per lo sviluppo. A volte appare prima dei sei mesi, in altri casi ci vuole più tempo. Ed ecco che il cucchiaino, il piattino o lo stare seduti sul seggiolone possono divenire veri propri oggetti di separazione. Il momento di accudimento morbido, caldo e piacevole che accompagna la poppata sparisce, per fare posto a sensazioni sconosciute che necessitano di tempo per essere interiorizzate.

Regressioni del sonno e nuove competenze motorie
Quando finalmente sembra che il nostro piccolo abbia trovato il giusto ritmo di sonno, all’improvviso cambia tutto. Risvegli notturni, fatica ad addormentarsi e irrequietezza possono comparire in concomitanza con un primo approccio con lo svezzamento. Le regressioni del sonno coincidono con i momenti più importanti nella vita di un bambino. Può essere una nuova scoperta motoria, cognitiva e linguistica a presentarsi o il consolidamento di un’attività precedentemente acquisita a svegliare un neonato frequentemente. Solitamente i primi episodi avvengono intorno ai 3 - 4 mesi e coincidono con uno scatto di crescita molto importante. In altri casi, potrà accadere che i risvegli frequenti si presentino intorno ai 5 - 6 mesi in concomitanza con un maggior interesse nei confronti del mondo esterno. In questo periodo può capitare che un bambino inizi a capire che le gambe e le braccia possono condurlo lontano con un primo accenno di gattonamento.
Il viaggio alla scoperta del mondo è veramente impegnativo. Ogni nuovo cambiamento, sia esso piccolo che grande, ha bisogno di essere rielaborato per mettere le basi per gli apprendimenti futuri. Quando potrà avvenire se non durante il sonno? Nelle ore di sonno notturno, quando il mondo fuori sembra essere rallentato, i rumori più soffusi e le luci abbassate, i bambini avranno un bel da fare per mettere tutti i tasselli al loro posto: organizzare, scartare, elaborare e immagazzinare informazioni che saranno utili nel futuro.
Alimentazione complementare: sfatare i miti comuni
Nelle fasi di crescita di un neonato, il compimento dei 6 mesi di vita coincide con una fase molto importante a livello nutrizionale: lo svezzamento. Abbiamo osservato che qualsiasi cambiamento può provocare l’insorgere di un sonno agitato, risvegli frequenti e ulteriore difficoltà nell’addormentarsi. L’impatto con un alimento differente dal latte è molto forte. Potremo notare come sia difficile accettare un sapore o un gusto differente, specialmente per il neonato allattato artificialmente il cui latte avrà sempre lo stesso gusto; l'aspetto del cibo che assume una visione differente; e la necessità di masticare, un comportamento che a livello cognitivo necessita di un lungo processo di elaborazione.
È importante osservare come, per tutto il primo anno di vita, l’alimento principale rimane il latte, sia esso materno o artificiale, come raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. È opportuno offrire un’alimentazione complementare che non vada a sostituire la poppata di latte. Allattare prima o dopo il pasto permette di incentivare il metabolismo notturno. La convinzione di anticipare lo svezzamento per farli dormire tutta la notte, addirittura dai 3 ai 5 mesi, non solo non trova evidenze e conferme scientifiche, ma è del tutto errata. I risvegli notturni non coincidono solamente con un bisogno nutritivo; tutt’al più il contrario. Gli alimenti solidi tendono ad avere un apporto di calorie inferiori se vengono rapportati al latte, portando tra l’altro a enormi carenze nutritive se vengono introdotti in fasce d’età non adeguate.
L'equilibrio tra nutrizione e riposo nelle ore serali
Soprattutto quando si introduce nella dieta dei più piccini il pasto serale, è buona abitudine proporre una sana alimentazione, preferendo prodotti di qualità e tanta frutta e verdura di stagione. È importante cenare con almeno tre ore di anticipo rispetto alla messa a letto, per dar modo ai piccini di digerire bene. Non è efficace proporre alimenti super calorici nella speranza che il bambino, con la pancia piena, dorma di più; né, viceversa, può funzionare il cercare di farlo mangiare poco per farlo stare più leggero.
La verità è che i bambini, anche piccoli, si autoregolano con la quantità di cibo di cui hanno bisogno per il proprio nutrimento e sostentamento. Il nostro compito è accompagnarli, offrendo una gamma varia e sana di alimenti. Essere genitori è un grande lavoro che richiede pazienza, attenzione e un grande equilibrio emotivo che viene messo a dura prova in alcuni momenti della vita del nostro bambino. Le eccezioni nel sonno dei bambini sono fisiologiche e non devono preoccuparci, in quanto tutto è risolvibile con tanto amore, accoglienza e coccole. Svezzamento e sonno si incontrano, ovviamente, ma non è mangiando di più, o prima del tempo, che i bambini cominceranno per magia a dormire tutta la notte.
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