La figura di Simone Barbato si staglia nel panorama televisivo italiano contemporaneo come un esempio raro e affascinante di dedizione all’arte performativa classica trasposta nel mezzo moderno. La sua presenza scenica, caratterizzata dall’impiego costante di un elemento visivo distintivo - la tutina nera - ha ridefinito il concetto di mimo televisivo, trasformandolo da mero intrattenitore di contorno a protagonista assoluto del palcoscenico comico. Nato a Ovada, in provincia di Alessandria, il 19 marzo 1980, Barbato ha saputo costruire una carriera che si muove sul sottile crinale tra l’impassibilità espressiva e la profonda complessità artistica, integrando studi accademici rigorosi con la leggerezza tipica del varietà.

Le radici dell'impassibilità: formazione e tecnica
Non sarebbe corretto ridurre l'identità artistica di Barbato alla sola gestualità; egli rappresenta una sintesi peculiare tra la tradizione del teatro gestuale del Novecento e la necessità di comunicazione immediata del piccolo schermo. Barbato, infatti, non solo si iscrive a numerosi corsi di teatro e si specializza come mimo ma prosegue gli studi al Conservatorio Antonio Vivaldi di Alessandria, conseguendo il titolo a pieni voti specializzandosi in pianoforte e canto lirico. Questa solida base musicale ha influenzato in modo determinante la sua capacità di calibrare il ritmo scenico: il silenzio del mimo è, nel caso di Barbato, scandito da un tempo musicale interiore che gli permette di dominare il palco anche senza l'ausilio della parola.
La sua ispirazione affonda le radici nella storia del cinema muto. Le sue esibizioni, ispirate alla comicità di Charlie Chaplin e Buster Keaton, convincono molto, al punto che viene confermato nelle edizioni successive del programma comico Zelig. Questa connessione con i giganti del passato non è solo una citazione estetica, ma un metodo di lavoro volto a costruire un personaggio che, indossando la tutina nera, riesce a trascendere le barriere linguistiche, puntando tutto sull'universalità del gesto.
La consacrazione televisiva: Zelig e il minimondo
Il legame tra Simone Barbato e Zelig rappresenta l'asse portante della sua visibilità mediatica. Diventa noto al grande pubblico televisivo per la sua partecipazione come mimo al programma di Canale 5 Zelig avvenuta nel 2009. Da quell'anno in poi ha portato la sua comicità in altri programmi televisivi. Primo fra tutti, Avanti un Altro di Paolo Bonolis, dove dal 2011 al 2015 ha fatto parte del "minimondo" con le sue imitazioni.
A Zelig 2021 Simone Barbato ha portato quello che si potrebbe definire uno dei suoi cavalli di battaglia. Con Vanessa Incontrada e Claudio Bisio a parlare al posto suo sul palco, il mimo ha dato vita a una serie di imitazioni espressive, ritornando incredibilmente impassibile tra una e l'altra. Si è anche cimentato in una forma tutta sua di poesia, che ha conquistato i conduttori e il pubblico, riscuotendo applausi e tante risate. La tutina nera, elemento fondamentale del suo costume, funge da tela neutra su cui l'artista proietta le sue trasformazioni: in uno spazio televisivo spesso saturo di rumore e battute verbali, la scelta di Barbato di restare "senza dire una parola" agisce come una pausa catartica per lo spettatore.
Evoluzione del mimo 450 a.C. - 2020 | Storia del mimo, Video documentario
Versatilità: dal palco del mimo al Conservatorio
Sebbene la tutina sia il suo marchio di fabbrica, Simone Barbato non è definibile solo attraverso il suo lavoro di mimo. È un artista poliedrico. Mimo di professione e anche cantante lirico. Simone, infatti, ha un diploma al conservatorio Antonio Vivaldi di Alessandria in pianoforte, ma ha studiato anche canto lirico. Questa dicotomia tra la comicità fisica e la serietà dell'opera lirica emerge chiaramente nella sua partecipazione a show dove ha saputo stupire: nel 2015 ha poi deciso di partecipare come concorrente a Italia's got talent, esibendosi come mimo ma presentandosi come cantante lirico.
La capacità di alternare registri così distanti è ciò che rende Barbato un caso di studio interessante per la critica televisiva. La sua abilità di mantenere una "impassibilità" quasi statuaria durante le imitazioni, contrapposta all'intensità emotiva richiesta dal canto lirico, rivela un controllo del corpo e della voce raro. Inoltre, la sua carriera include incursioni nel cinema: nel 2018 approda all’Isola dei Famosi e, successivamente, è nel cast del film “Colpi di fulmine” di Neri Parenti accanto a Christian de Sica, Luisa Ranieri e Arisa.

Oltre il personaggio: la sfera privata e la percezione pubblica
La figura pubblica di Barbato è spesso avvolta da un velo di riservatezza che contrasta con la sua esposizione televisiva. Simone Barbato è molto riservato sulla sua vita lontano dal palcoscenico. Nonostante le apparizioni frequenti, ha sempre mantenuto una chiara separazione tra l'artista in tutina e l'uomo privato. Tuttavia, circa un anno fa, ospite nel salotto di Pomeriggio 5 con Barbara D'Urso, il mimo ha fatto una rivelazione sulla sua vita sentimentale: "Ho 40 anni e sono vergine. Vorrei dire ai giovani che la verginità è un valore, non bisogna vergognarsi".
Questa dichiarazione ha aperto un dibattito, spesso strumentalizzato dai media, ma che rivela la coerenza di un uomo che vive fuori dai ritmi frenetici del gossip. Prima di sbarcare all’Isola dei Famosi intervistato da Tv, Sorrisi e Canzoni, Simone si era dichiarato single. ”Ho 41 anni e non ho una fidanzata, sono ancora vergine. La sua narrazione personale, lontana dai cliché del personaggio televisivo medio, contribuisce a creare un'aura di autenticità che il pubblico percepisce e rispetta.
L'evoluzione del ruolo: commentatore e figura di culto
Negli ultimi anni, la presenza di Barbato si è spostata verso nuovi ambiti, dimostrando una capacità di adattamento ai media contemporanei. Da gennaio 2021 è ospite fisso, in quanto tifoso interista, della trasmissione calcistica Diretta stadio… ed è subito goal!, in onda sulla rete televisiva 7 Gold. Qui, il mimo si spoglia parzialmente del suo personaggio fisico per abbracciare un ruolo più colloquiale, legato alla passione sportiva.
Tuttavia, l'icona della "tutina nera" rimane la pietra angolare della sua identità televisiva. Simone Barbato, con la sua tutina nera, è uno dei volti storici di Zelig. Simone Barbato è uno dei volti iconici di Zelig, lo show comico condotto da Claudio Bisio. Con la sua tutina nera e senza dire una parola, Barbato - che è anche un attore, un cantante lirico e un musicista - ha conquistato il pubblico. La sua traiettoria, da Ovada ai grandi palcoscenici nazionali, testimonia l'importanza di una disciplina ferrea e di una continua ricerca artistica.

Il suo percorso professionale, arricchito da riconoscimenti come il "Premio alla Voce" e l' "Oscar del Successo", dimostra che, al di là dell'immediatezza della comicità televisiva, esiste una solida struttura di studio. La capacità di Barbato di rimanere rilevante nel tempo - ritornando a Zelig, partecipando a reality e vivendo il calcio con la stessa dedizione - sottolinea come l'arte del mimo, se nutrita da altre competenze artistiche come il pianoforte e il canto, possa trovare nuova linfa vitale in ogni contesto, rifiutando le etichette di "meteora" televisiva per consolidarsi come una presenza costante e rassicurante nel panorama dello spettacolo italiano. Il suo contributo al linguaggio del mimo televisivo rimane, ad oggi, uno dei capitoli più coerenti e stilisticamente riconoscibili della televisione del nuovo millennio.