La Gravidanza a Termine e Oltre: Comprendere l'Attesa e la Gestione del Parto Tardivo

L'avvicinarsi della data presunta del parto è un momento di grande trepidazione e aspettativa per ogni futura mamma. Tuttavia, a volte accade che il fatidico giorno arrivi e poi passi via, senza che si presenti l'ombra di una contrazione, prolungando un'attesa che sembra non finire più. Questo fenomeno, definito "andare oltre il termine", interessa circa il 30% delle donne in procinto del parto, le quali arrivano al compimento della 40ª settimana senza alcun segnale di avvio del travaglio. Queste future mamme partoriranno tra la fine della 40ª settimana e l’inizio della 42ª, e nella maggior parte dei casi questo non comporta complicazioni di alcun tipo.

In realtà, il calcolo convenzionale della durata della gravidanza, stabilita in quaranta settimane o 280 giorni dal primo giorno dell’ultimo ciclo mestruale, non è sempre preciso. Un mese lunare, infatti, dura esattamente 29,53 giorni e non 28, il che allunga fisiologicamente la gestazione di una quindicina di giorni. Insomma, fisiologicamente, la gravidanza durerebbe 294 giorni, ossia 42 settimane. È fondamentale distinguere tra diverse definizioni temporali della gestazione. La gravidanza tardiva è definita come una gravidanza tra le 41 settimane e le 41 settimane e 6 giorni, ovvero 41 0/7-41 6/7 settimane. Si considera gravidanza post-termine una gravidanza che raggiunge o supera le 42 settimane. La durata della gravidanza può essere calcolata partendo dalla presunta epoca di ovulazione, tenendo presente che questa avviene sempre 14 giorni prima dell'ultimo flusso e, mediamente, 14 giorni dopo l'inizio dell'ultima mestruazione; in quest'ultimo caso la variabilità è maggiore e dipende dalla regolarità del ciclo. Tale data coincide grosso modo con quella della fecondazione, perché la cellula uovo matura, dopo il suo rilascio, può sopravvivere al massimo 24-48 ore, dopodiché, se non fecondata, si sfalda.

Tabelle riassuntive delle definizioni di gravidanza a termine, tardiva e post-termine

La Datazione Precisa della Gravidanza: Un Punto Fondamentale

La stima accurata dell'età gestazionale è essenziale per fare una diagnosi di gravidanza oltre il termine. Nelle donne con mestruazioni regolari, i medici possono calcolare la data prevista del parto in base al primo giorno dell'ultimo periodo mestruale. Si ipotizza che il concepimento avvenga 14 giorni dopo l'inizio dell'ultima mestruazione. Tuttavia, in alcuni casi, come per le forti irregolarità mestruali della donna o perché la fecondazione è avvenuta durante un periodo di amenorrea fisiologica, patologica o iatrogena, la durata della gravidanza è piuttosto difficile da calcolare. Se una donna non dovesse avere chiara la data delle ultime mestruazioni, magari perché allatta oppure si è sottoposta a terapie ormonali nel mese precedente al concepimento, per calcolare la datazione esatta può essere di aiuto l’ecografia. Il modo più accurato per datare una gravidanza è l’ecografia, in particolare se effettuata nelle prime 12 settimane di gestazione, o comunque entro la 10a-12a settimana. Più l’ecografia è precoce, più la datazione è veritiera. Se la datazione è incerta o incoerente con la datazione mestruale, può essere effettuato un esame ecografico all'inizio della gestazione (fino a 20 settimane). L'età gestazionale viene quindi calcolata con ottima approssimazione tramite un controllo ecografico.

Fattori Che Ritardano l'Avvio del Travaglio

L’innescarsi del travaglio non è un semplice fatto meccanico, ma è legato a un insieme di fattori complessi e interconnessi che possono dipendere sia dalla madre sia dal bambino.

Condizioni Materne e Benessere Emotivo

Perché l’ossitocina, l’ormone che provoca le contrazioni, sia prodotto in quantità sufficiente, è importante innanzitutto che la donna si trovi in una condizione di benessere, che riesca a dormire, che sia in uno stato di apertura emotiva. Se al contrario, per svariate ragioni, sta vivendo un momento di stress, di vigilanza, di tensione è difficile che il travaglio possa mettersi in moto. La dimensione psicologica e l'equilibrio emotivo giocano un ruolo cruciale nella preparazione del corpo al parto.

Fattori Biologici e Storia Familiare

Esistono anche predisposizioni biologiche. Chi ha la mamma, la nonna o una sorella che hanno partorito oltre termine ha maggiori probabilità di vivere la stessa esperienza, suggerendo una componente genetica o familiare. Le donne che hanno cicli mestruali più lunghi rispetto ai 28 giorni di media partoriscono di solito più tardi rispetto a chi invece ha flussi ravvicinati, cioè ogni 25-27 giorni. La data del parto si calcola ipotizzando che il concepimento avvenga 14 giorni dopo l’inizio dell’ultima mestruazione. È stato osservato che le donne che iniziano la gravidanza nei primi tre mesi successivi alla sospensione della pillola contraccettiva tendono a partorire oltre termine. Lo stesso accade quando il concepimento avviene durante l’allattamento.

Posizionamento del Bambino

Anche il corretto posizionamento del bebè nel bacino è fondamentale per l'innesco del travaglio. Un posizionamento ottimale favorisce la pressione sulla cervice uterina, stimolando la produzione di ormoni che avviano le contrazioni.

Influenza dei Farmaci

Tutti i FANS, cioè i cosiddetti “farmaci antinfiammatori non steroidei”, di cui il capostipite è l’aspirina, possono ritardare la data del parto. Essi attenuano il dolore e l’infiammazione bloccando la produzione delle prostaglandine, ovvero sostanze che l’organismo libera per favorire la comparsa delle contrazioni dell’utero e, quindi, per dare inizio alle manifestazioni tipiche del travaglio.

Diagramma che illustra i fattori ormonali e meccanici che innescano il travaglio

Monitoraggio Approfondito Nelle Settimane Finali

Quando la gravidanza si protrae oltre la data presunta, è di vitale importanza intensificare i controlli per accertare che tutto stia procedendo per il meglio, sia per la madre che per il bambino. A partire dalla 39ª settimana e cinque giorni, la futura mamma deve sottoporsi a una serie di esami. Questi esami vengono ripetuti a 40 settimane e mezzo, quindi a 41 settimane e poi a 41 settimane e due giorni. La sorveglianza fetale prenatale deve essere considerata iniziando alla 41a settimana, monitorando una delle seguenti condizioni: il non stress test, un profilo biofisico modificato (non stress test e valutazione del volume del liquido amniotico), o un profilo biofisico completo (valutazione del volume del liquido amniotico e dei movimenti fetali, del tono, della respirazione e della frequenza cardiaca).

Tracciato Cardiotocografico

A partire da due giorni prima dell’inizio della 40ª settimana viene effettuato il cosiddetto “tracciato cardiotocografico”. Questo esame registra il battito cardiaco del piccolo e le contrazioni dell’utero. Si esegue appoggiando sul pancione un sensore collegato a un computer. Se si parla di travaglio fisiologico, il tracciato in continua non è indicato. In questi frangenti, infatti, il battito fetale si ascolta a intermittenza. Così facendo, si evita di spostare eccessivamente l’attenzione su output numerici, mantenendo un approccio più naturale e meno medicalizzato.

Ecografia Ostetrica con Flussimetria e Valutazione del Liquido Amniotico

Un altro esame a cui generalmente si fa ricorso in prossimità della data del parto è l’ecografia. Questa indaga sul cordone ombelicale e sulla placenta allo scopo di verificare che il piccolo, attraverso il flusso del sangue materno, riceva sempre il giusto ossigeno e nutrimento. Se l'ostetrica lo ritiene opportuno, si effettua l’ecografia ostetrica con flussimetria, fondamentale per farsi un’idea della fisiologia degli scambi ematici tra corpo della mamma e feto. L'ecografia è anche volta a valutare le condizioni della placenta e, soprattutto, la quantità di liquido amniotico che, se tutto procede per il meglio, non deve diminuire oltre un livello ben definito. Generalmente vengono effettuati alcuni esami a partire dalle 41 settimane per valutare il movimento e la frequenza cardiaca del feto nonché la quantità di liquido amniotico (il liquido attorno al feto), che diminuisce notevolmente nelle gravidanze post-termine. Per monitorare lo stato del feto, il medico usa un’ecografia e può utilizzare il monitoraggio elettronico del battito cardiaco fetale.

Amnioscopia

L'amnioscopia è un semplice esame che consente di valutare il colore e la trasparenza del liquido amniotico. Se tutto va bene, questo è limpido e chiaro come l’acqua. La sua alterazione può essere un segnale di sofferenza fetale.

Rischi e Complicanze della Gravidanza Oltre il Termine

Sebbene molte gravidanze che superano di poco il termine, fino a 41-42 settimane, non sviluppino problemi, una volta superato tale limite, la gravidanza post-termine aumenta i rischi sia per la donna che per il feto. Esiste evidenza scientifica sul fatto che il prolungamento della gravidanza dalla 42ma settimana in poi è associato ad un maggior numero di morti del feto.

Insufficienza Uteroplacentare e Sofferenza Fetale

Il rischio maggiore per il bambino deriva dal fatto che la placenta raggiunge la sua dimensione e superficie massima intorno alla 37ma settimana. Successivamente alla 37ma settimana la sua superficie e la sua funzione si deteriora gradualmente. Ciò può comportare una diminuzione della capacità della placenta di fornire al bambino ossigeno e sangue a sufficienza. In media, la gravidanza dura 280 giorni (40 settimane) dal primo giorno dell’ultimo ciclo mestruale. Tuttavia, superato tale temine, i problemi possono insorgere in quanto la placenta non riesce più ad apportare gli adeguati nutrienti al feto. Tale condizione è definita post-maturità. Quando la placenta non riesce a fornire l’ossigeno necessario aumenta, per il bambino, il rischio di encefalopatia ipossico ischemica. Durante la gravidanza ed il travaglio il battito cardiaco del bambino e le contrazioni della mamma possono essere tenuti sotto controllo attraverso il monitoraggio fetale. Se il bambino non è adeguatamente ossigenato durante il parto, i risultati del monitor fetale non saranno rassicuranti, indicando sofferenza fetale.

Sindrome da Post-maturità (Dismaturità)

Si verifica circa nel 20% delle gravidanze protratte ed è causata da insufficienza utero placentare, la quale determina nel bambino sofferenza fetale acuta ed ipossia (mancanza d’ossigeno). La postmaturità si riferisce alla condizione del feto che risulta quando la placenta non può più mantenere un ambiente sano per la crescita e lo sviluppo, di solito perché la gravidanza è durata troppo a lungo. Il bambino colpito da tale sindrome ha, alla nascita, un aspetto caratteristico: unghie e capelli lunghi più della norma, un corpo lungo con poco grasso, una pelle rugosa o secca. Un feto postmaturo può presentare pelle secca e che si squama, unghie molto lunghe, una grande quantità di capelli sullo scalpo, pieghe profonde sui palmi e sulle piante dei piedi, scarso grasso corporeo e macchie verdi o gialle del meconio.

Oligoidramnios e Compressione del Cordone Ombelicale

Il fluido amniotico è un fluido di colore giallo chiaro che durante la gravidanza circonda il bambino all’interno della sacca amniotica. Il fluido, inizialmente composto di acqua, intorno alla 20ma settimana diventa composto prevalentemente di urina fetale. Il bambino respira ed inghiotte fluido amniotico, che aiuta la maturazione dei polmoni, la crescita, ed il mantenimento di una temperatura costante. Nel corso della gravidanza, il volume del fluido amniotico aumenta e raggiunge il suo volume massimo intorno alla 34ma settimana. Quando si verifica una diminuzione inaspettata della quantità di fluido amniotico, si parla di oligoidramnios. Tale situazione si verifica in circa il 12% delle gravidanze post temine. L’oligoidramnios può comportare un serio rischio di compressione del cordone ombelicale, compromettendo ulteriormente l'afflusso di sangue e ossigeno al feto.

Macrosomia Fetale e Difficoltà del Parto

Quando la gravidanza dura oltre il normale termine, le dimensioni del bambino possono aumentare notevolmente, una condizione nota come macrosomia. I bimbi che nascono oltre il termine hanno di solito un peso superiore alla media. Sono quindi più affamati e dispongono anche di maggiori energie per succhiare il latte. La macrosomia fetale, tuttavia, comporta una maggiore frequenza di distocia di spalla (una spalla del feto si incastra contro l’osso pubico materno e il bambino rimane bloccato nel canale del parto) e, nel caso di travaglio prolungato a causa di distocia della spalla o di sproporzione cefalo-pelvica (testa del bambino più grande delle pelvi materne), aumenta anche la probabilità che si renda necessario il taglio cesareo. Le aumentate dimensioni del bambino rendono più difficoltoso il parto vaginale ed i medici che assistono al parto, per facilitare l’espulsione del bambino, potrebbero decidere di utilizzare il forcipe o la ventosa ostetrica. L’utilizzo di tali strumenti può aumentare il rischio di lesioni del neonato.

Sindrome da Aspirazione di Meconio

La sofferenza fetale e l’età gestazionale avanzata, a volte, possono causare una contrazione dell’intestino del bambino e un rilassamento dello sfintere che permette al meconio (il materiale di scarto che riempie l’intestino del feto durante la gravidanza) di essere espulso nel liquido amniotico con conseguente contaminazione di quest’ultimo. In questo caso la pelle del bambino, il cordone ombelicale e i letti ungueali del bambino possono essere tinti di verde o giallo. In genere il problema si risolve da sé col tempo. Talvolta il meconio può essere inalato prima o durante il parto provocando difficoltà respiratorie nel bambino subito dopo la nascita. Il disturbo è chiamato sindrome da aspirazione del meconio. La sindrome da aspirazione di meconio rappresenta un rischio.

Gravidanza a termine, il monitoraggio

Rischi per la Madre e Conseguenze Gravi

Oltre ai rischi fetali, la gravidanza post-termine aumenta i rischi per la donna, come un travaglio difficile a causa di distocia di spalla, necessità di un parto cesareo o parto vaginale operativo (con il forcipe o una ventosa ostetrica), lacerazioni dell’area tra l’apertura della vagina e l’ano (perineo), ed eccessivo sanguinamento al momento del parto (emorragia post-partum). Le complicanze più devastanti includono convulsioni neonatali, natimortalità (feto nato morto, un evento devastante in cui il bambino muore prima della nascita) o morte neonatale.

Assistenza Legale in Casi di Negligenza Medica

Qualora il bambino abbia subito lesioni durante il parto causate da malasanità, è opportuno rivolgersi al più presto ad un avvocato specializzato in negligenza medica. Avvocati specializzati in lesioni subite dal neonato a causa di errori del personale medico durante la gravidanza, il travaglio o il parto, possono determinare, con l’ausilio di staff di medici neonatologi e ginecologi, se la persona lesa ed i suoi familiari potranno aver diritto ad un risarcimento dei danni. È importante notare che tutta la procedura spesso non comporta alcun costo iniziale per i richiedenti.

Gestione Clinica del Parto Tardivo e Post-Termine

La gestione della gravidanza tardiva e post-termine è cruciale per prevenire le complicanze. Il travaglio viene avviato (indotto) se il feto ha problemi o se il liquido amniotico è diminuito troppo. Anche se non ci sono problemi evidenti, solitamente i medici cominciano a pensare di indurre il travaglio a 41 settimane.

L'Induzione del Travaglio

L'induzione del parto deve essere presa in considerazione dopo 41 settimane ed è raccomandata dopo 42 settimane e non oltre 42 6/7 settimane. Studi scientifici rivelano che, anche nel caso di gravidanze esenti da complicazioni, è meglio ricorrere al parto indotto entro la 40ma-41ma settimana di gestazione. Molti medici raccomandano il parto entro la 41ma settimana. In generale, più la gravidanza si prolunga oltre la 40ma settimana, maggiori sono i rischi per il bambino. Se tre giorni dopo la fine della 41ª settimana non succede ancora niente, il parto viene indotto. Per indurre il parto, in prima battuta viene introdotto in vagina, a intervalli di 6-8 ore, un gel a base di prostaglandine. Se anche dopo questo intervento il bimbo non si decide a nascere, viene somministrata l’ossitocina con la flebo. Il parto indotto è la migliore soluzione entro la 40ma-41ma settimana sia per la mamma che per il bambino.

Il Taglio Cesareo

Il parto cesareo non è indicato solamente per la gravidanza tardiva o post-termine, ma diventa necessario quando tutti i metodi per indurre il travaglio falliscono e, al tempo stesso, grazie ai controlli, si rileva che il bimbo inizia a dare segni di sofferenza. Può essere richiesto per ragioni ostetriche, come presentazione podalica, anomalie della frequenza cardiaca fetale, disturbi dell'arresto del lavoro, o problemi medici materni.

Evidenze e Considerazioni Cliniche

Un'accurata stima dell'età gestazionale è essenziale per fare una diagnosi di gravidanza post-termine; se la datazione mestruale è incerta, si può eseguire un esame ecografico all'inizio della gestazione (fino a 20 settimane). È importante considerare la sorveglianza fetale prenatale (p. es., non stress test, profilo biofisico) iniziando a 41 settimane. Il parto è indicato se vi è evidenza di compromissione fetale o oligoidramnios. L'induzione del travaglio può essere considerata alla 41-41 6/7 settimana, in particolare se la cervice è favorevole, ed è raccomandata dopo la 42esima settimana e non oltre 42 6/7 settimane. Se, fino ad ora, il viaggio è stato all’insegna della fisiologia, non si ha nessuna ragione di far partire l’iter della medicalizzazione immediatamente. Qualora si dovessero superare le 42 settimane, allora inizierebbe ad avere il suo senso iniziare a valutare il ricorso all’induzione, così da prevenire evenienze gravi come la diminuzione dell’efficienza della placenta.

Flowchart decisionale per la gestione della gravidanza post-termine

Sintomi e Accorgimenti Nella Quaranatesima Settimana di Gravidanza

Nulla come i sintomi che le donne avvertono durante la quarantesima settimana di gravidanza permette di capire che ogni viaggio dell’attesa è unico. Se le contrazioni non sono ancora partite, è possibile approfittare di questo tempo per prepararsi ancora meglio al viaggio del travaglio.

Segnali Pre-Parto e Cambiamenti Fisici

Tra i segnali che si possono sperimentare c’è la perdita del tappo mucoso (ci sono donne che lo perdono a fine gestazione e altre che, invece, vivono questa esperienza attorno alla trentasettesima settimana di gravidanza). Incremento delle secrezioni vaginali e senso di pressione a livello pelvico molto accentuato sono altri sintomi che caratterizzano il periodo in questione. Altro compagno delle giornate delle donne durante la quarantesima settimana di gravidanza è il mal di schiena.

Preparazione Fisica e Benessere

Importante è continuare a utilizzare un cuscino specifico per l’attesa - che deve essere diverso da quello che poi si userà durante l’allattamento - ed eseguire, con l’aiuto della fidata fitball, esercizi di mobilizzazione del bacino. Questi esercizi saranno preziosi in travaglio. Anche quelli che prevedono l’assunzione della posizione quadrupedica per lo scarico del pancione sono da includere nella routine e aiuteranno tantissimo anche nei momenti di pausa dal travaglio. Provare lo yoga con posizioni come quella della ghirlanda, o malasana, che si basa sul mantenimento di una posizione accovacciata, avendo cura di non andare, con le ginocchia, oltre le caviglie, può essere molto utile.

Caratteristiche delle Contrazioni di Travaglio

La borsa del parto è pronta da tempo ed è il momento di avere le idee chiare su come distinguere le contrazioni di inizio travaglio. La prima caratteristica a cui fare attenzione è la regolarità: la cadenza è ravvicinata e la durata va dai 30 ai 70 secondi circa (cresce man mano che il tempo passa). I sintomi sono localizzabili a livello dell’addome, ma si irradiano fino alla zona lombare. La sensazione di dolore può essere percepita anche nella zona delle gambe.

Quando Recarsi in Ospedale

Hai deciso di partorire in ospedale? Aspetta prima di salire in macchina. Attendi almeno due o tre ore dopo l'inizio delle contrazioni regolari: in questo lasso di tempo, puoi concentrarti su esercizi con la fitball o applicare calore locale tramite l’utilizzo di una boule. Il motivo per cui è bene non spostarsi subito verso l’ospedale è semplice e importantissimo: si elimina il rischio di attivazione di quei processi che spengono la parte istintiva del cervello, essenziale per connettersi con i messaggi che il corpo manda.

Il Feto alla Quaranatesima Settimana: Uno Sguardo Dettagliato

Alla quarantesima settimana di gravidanza, il feto è giunto a pieno sviluppo ed è pronto per la vita fuori dall'utero materno.

Dimensioni, Peso e Sviluppo

Lungo - in media - sui 50 cm e con un peso attorno ai 3-3,5 kg, il feto a quaranta settimane ha accumulato riserve di grasso rilevanti che, ad oggi, costituiscono circa il 15% del suo peso. In questo periodo, proprio per via dello spazio sempre più ridotto che ha a disposizione, quando il feto si muove la mamma percepisce la cosa con particolare intensità. I suoi organi sono totalmente sviluppati e sono in grado di sovrintendere a tutte le funzioni necessarie alla sopravvivenza. In questo periodo, avviene un incremento della quantità di amido assorbita dal sangue materno. Si tratta di un processo molto importante: l’amido viene infatti convertito in glucosio, la fonte di energia primaria nel corso dei primi 3-4 giorni fuori dalla pancia, prima che prende il via la produzione di latte maturo.

Accertamenti Specifici

Ecco gli accertamenti che è opportuno fare nel corso della quarantesima settimana di gravidanza: se l’ostetrica lo ritiene opportuno, si effettua l’ecografia ostetrica con flussimetria, fondamentale per farsi un’idea della fisiologia degli scambi ematici tra corpo della mamma e feto, e il tracciato per monitorare l’attività contrattile uterina nei giorni a ridosso della dpp (data presunta del parto).

Prepararsi all'Arrivo del Neonato: Consigli Pratici

Sei alla quarantesima settimana e il travaglio non è ancora partito? Approfitta di questo tempo per vedere se, in casa, c’è tutto quello che serve per accogliere il piccolo.

Il Cuscino per Allattamento

Se non l’hai ancora acquistato, procurati un cuscino per l’allattamento. Ecco alcune caratteristiche fondamentali: ergonomia, forma a C (in questo aspetto risiede una delle differenze con il cuscino gravidanza, che dovrebbe essere a goccia), riempito internamente con Fiber Balls Polyester, materiale di alta qualità, e facile da lavare. È importante non usarlo come supporto per la nanna del bambino: il rischio concreto, infatti, è che rotoli giù e si faccia male. Inoltre, sussiste il rischio di appiattimento posteriore della testa dovuto al fatto che la rotazione cervicale è di fatto ostacolata.

Abbigliamento e Pannolini

Lato abbigliamento, vanno più che bene 3 o 4 body in cotone. Procurati altrettante tutine con i piedi. Se si è deciso di usare i pannolini lavabili, per i primi giorni è consigliabile tenere a portata di mano una confezione di usa e getta, in quanto la gestione dei pannolini lavabili può richiedere un po' di pratica e organizzazione iniziale.

Alimentazione Durante il Travaglio: Energia per il Momento Clou

In questo periodo, è opportuno riflettere anche su cosa mangiare durante il travaglio, un lavoro del corpo profondissimo che richiede il massimo dell’energia. L'apporto energetico adeguato può fare una grande differenza nella gestione del dolore e nella resistenza fisica.

Cosa Includere nella Valigia del Parto

Ecco cosa non dovrebbe mancare nella tua valigia per sostenere le energie durante il travaglio: bustine di sali minerali, rigorosamente senza zuccheri aggiunti, barrette a base di frutta e frutta secca, frutta disidratata (senza esagerare, soprattutto con le prugne, in quanto potrebbero provocare un effetto lassativo) e cibi secchi - cracker, pane carasu, grissini, pane gutiau - alleati preziosi in caso di nausea. Non dimenticare di portare qualcosa da mangiare anche per il partner, che avrà bisogno di energia per sostenerti!

Attività Fisica per Favorire il Travaglio e il Benessere

Se non sono ancora partite le contrazioni, approfitta di questo tempo per prepararti ancora meglio al viaggio del travaglio. La gestione dell'attività fisica è un aspetto importante del benessere materno nelle ultime settimane di gravidanza, contribuendo sia alla preparazione fisica sia al mantenimento di uno stato d'animo sereno.

Esercizi Specifici

Utilizza la fitball per lavorare sulla mobilizzazione del bacino. Questi movimenti possono aiutare il bambino a posizionarsi correttamente e a favorire la dilatazione. Prova lo yoga con posizioni come quella della ghirlanda, o malasana, che si basa sul mantenimento di una posizione accovacciata, avendo cura di non andare, con le ginocchia, oltre le caviglie. Tali posizioni promuovono l'apertura pelvica e la flessibilità, aspetti fondamentali per un travaglio più agevole. Fare l’amore spesso nell’ultima settimana di gravidanza può rappresentare il metodo più naturale per favorire l’avvio del parto, grazie alle prostaglandine presenti nel liquido seminale e alle contrazioni uterine stimolate dall'orgasmo.

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