L'Arte di Ascoltare la Pelle: Quando e Come Cambiare la Tua Crema Viso

Tra i veri e falsi miti sulla skincare, ce n’è uno che lascia sempre in dubbio le consumatrici e che può essere sintetizzato in una serie di domande frequenti: la pelle si abitua all'utilizzo di un cosmetico? Ogni quanto bisogna cambiare i prodotti? Perché a volte, dopo un po’ di tempo, la beauty routine sembra essere diventata meno efficace? Ed è davvero così? Queste sono questioni che alimentano una certa confusione nel mondo della bellezza, portando spesso a decisioni sbagliate nella scelta dei prodotti. Per fare chiarezza su questo argomento complesso e sfatare credenze infondate, Harper’s Bazaar ha intervistato la cosmetologa Marilisa Franchini, nota come la Beautycologa, che ha fatto luce sulla questione, insieme ad altre esperte del settore che hanno condiviso le loro preziose intuizioni. Comprendere la dinamica della pelle e i fattori che ne influenzano le esigenze è fondamentale per una cura efficace e mirata.

Il Mito dell'Assuefazione Cutanea: Verità e Falsi Credenze

Una delle convinzioni più diffuse è che la pelle si abitui alle creme, rendendole inefficaci nel tempo. Questa tesi, tuttavia, viene categoricamente smentita dagli esperti. "La pelle non sviluppa nessun tipo di immunità né nei confronti di un prodotto specifico né di un particolare ingrediente," chiariscono gli esperti. L'idea che, dopo un determinato periodo di tempo, la pelle si abitua alle creme e, di conseguenza, i prodotti per la skincare debbano essere sostituiti periodicamente, è un mito da sfatare. In realtà, la pelle si abitua ai prodotti cosmetici esattamente come l'organismo può abituarsi a una dieta sana: se si utilizzano buone creme, è possibile applicarle per tutto il tempo che si desidera, dal momento che funzioneranno sempre, rappresentando un vero e proprio toccasana per l'epidermide.

Questo concetto si lega intimamente al turnover cutaneo, un processo fisiologico continuo e sorprendente. La pelle è l’organo più esteso del nostro corpo ed è composto da tre strati sovrapposti che lavorano in sinergia perfetta: l’epidermide è lo strato più superficiale a contatto con l'esterno, il derma è lo strato "di mezzo" che funge da impalcatura che contiene i fibroblasti e l’ipoderma è lo strato più profondo, dove gli adipociti assorbono, sintetizzano e cedono i lipidi. L’epidermide è quindi lo strato con cui si ha a che fare ogni giorno, applicando i prodotti di skincare. "Circa ogni ventotto giorni, avviene quello che viene chiamato turnover cellulare, ovvero le cellule dell’epidermide si staccano, muoiono e si rinnovano. Ecco perché giorno dopo giorno i cosmetici in realtà non vengono mai applicati sulla stessa pelle," spiega la cosmetologa Marilisa Franchini. Questo significa che la crema che applichiamo oggi agisce su cellule che saranno sostituite entro un mese, garantendo che il prodotto trovi sempre "nuovi recettori" su cui agire. Il fatto che la pelle si abitui gradualmente all'utilizzo, per esempio, del retinolo non significa che questo sia meno efficace, anzi piuttosto l'opposto. Dopo un periodo in cui si può sperimentare una lieve irritazione cutanea, si possono vedere subito dei risultati positivi, indicando che la pelle si sta adattando positivamente, non assuefacendo.

Un secondo mito consiste nella convinzione che, nel momento in cui si utilizza una sola crema per un lungo periodo di tempo e poi se ne interrompe l'applicazione, le condizioni di salute della pelle precipitino inesorabilmente. Per esempio, molte donne che usano abitualmente creme anti-age sono terrorizzate dal fatto che, se smetteranno di utilizzarle, non solo ritorneranno le vecchie rughe, ma ne sorgeranno di nuove. In realtà, l'interruzione di un trattamento efficace non peggiorerà la pelle oltre il suo stato naturale pre-trattamento, né accelererà l'invecchiamento. Semplicemente, i benefici ottenuti con il prodotto smetteranno di manifestarsi, e la pelle tornerà progressivamente al suo stato precedente.

Microscopio che mostra il turnover cellulare dell'epidermide

Perché la Tua Skincare Sembra Meno Efficace: Ascoltare i Segnali della Pelle

Quando si parla di abitudine della pelle all'utilizzo di un cosmetico, ci si riferisce a quella situazione in cui un prodotto sembra meno efficace nel tempo. Si ha l’impressione che gli ingredienti non agiscano più in modo performante oppure, addirittura, si avvertono dei disagi. "Può succedere, è vero, ma non perché la pelle si è assuefatta al prodotto," sottolinea la cosmetologa. "In realtà, proprio perché la pelle è un organ organo vivo, a cambiare possono essere le sue esigenze." La pelle non è statica; è un organo dinamico che risponde continuamente a stimoli interni ed esterni. Questo significa che la percezione di una ridotta efficacia è quasi sempre un segnale che le necessità della cute sono mutate, e non che il prodotto abbia "smesso di funzionare".

Ascoltare la pelle è, quindi, la chiave per una skincare davvero efficace. Spiega Angela Noviello, a capo della divisione beauty di Milano Estetica: "la pelle ci parla, a noi non resta che imparare ad ascoltarla." Ci sono diversi segnali che la pelle può inviare per indicare un certo disagio o un cambiamento nelle sue esigenze. Potrebbe essere giunto il momento di cambiare crema viso se sul nostro viso compaiono sfoghi, impurità, rossori, o se si percepisce una sensazione di pelle che tira. Quest'ultima sensazione indica spesso disidratazione o una barriera cutanea compromessa, che necessita di maggiore nutrimento o idratazione. Al contrario, si potrebbe avvertire una sorta di oppressione da crema troppo occlusiva e pesante, suggerendo che la texture utilizzata è eccessiva per le attuali condizioni della pelle, magari causando lucidità o l'ostruzione dei pori.

È fondamentale prestare attenzione anche alla capacità della pelle di assorbire i prodotti: se restano in superficie o sembrano inefficaci, è probabile che la barriera cutanea sia alterata o che la formulazione non sia adatta. Un aumento delle imperfezioni, specie se persistenti, potrebbe essere legato a un accumulo di sebo, a una detersione non adeguata o a uno squilibrio nella routine. Questi sono tutti indizi che la pelle sta comunicando un bisogno di attenzione e un possibile cambiamento nella propria beauty routine.

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I Fattori Che Rimodellano le Esigenze della Pelle

Se è vero che esistono falsi miti circa l'assuefazione dell'epidermide alle creme, è altrettanto vero che la pelle cambia le sue esigenze, non solo nel corso degli anni, ma anche in base a una moltitudine di fattori interni ed esterni. L'adattamento della skincare a questi cambiamenti è l'essenza di una cura della pelle consapevole e personalizzata.

1. Cambi Stagionali: Un Armadio per la Pelle

I cambiamenti climatici sono tra i fattori più evidenti e universali che influenzano la pelle. La pelle non è mai identica durante l’anno. Temperature, vento, umidità e raggi UV modificano la sua risposta fisiologica, influenzando produzione di sebo, perdita d’acqua e sensibilità cutanea. L'arrivo della stagione fredda, per esempio, porta con sé un'aria più secca e sbalzi termici significativi, riducendo la produzione di sebo e aumentando la perdita d’acqua transepidermica. La pelle appare più fragile, può diventare soggetta a irritazione e manifestare sensazioni di tensione, spesso con l'insorgenza di rossori, come il "naso rosso rosso" che alcune persone notano. Queste variazioni non sono solo superficiali, ma cambiano la funzione della barriera cutanea e il modo in cui la pelle assorbe i prodotti. Nei mesi freddi, la pelle tende a richiedere formule più ricche, capaci di offrire comfort e sostenere la barriera cutanea. Texture avvolgenti e consistenze più dense aiutano a limitare la disidratazione e a mantenere l’elasticità cutanea. Trovano spazio prodotti con attivi idratanti e protettivi della barriera cutanea, utili quando la pelle è più esposta a vento e freddo, che possono essere, per esempio, ceramidi, acidi grassi essenziali e burri vegetali.

In estate, invece, la priorità è la leggerezza. Con l'aumento delle temperature e dell'umidità, la pelle tende a produrre più sebo e a sudare maggiormente. Texture fluide e a rapido assorbimento permettono di evitare la sensazione di pesantezza e di ridurre l’effetto lucido. In questi mesi, l'esposizione solare è maggiore, rendendo indispensabile l'utilizzo di una protezione solare ad ampio spettro. Inoltre, la pelle può aver bisogno di maggiore idratazione a causa della disidratazione indotta dal calore, ma con formule che non appesantiscano. Prodotti a base di acido ialuronico leggero, gel rinfrescanti e sieri acquosi sono ideali per mantenere la pelle idratata e luminosa senza occludere i pori. La stagionalità influisce anche sulla scelta delle formule con attivi specifici, come gli antiossidanti che sono particolarmente utili in estate per contrastare i danni dei radicali liberi generati dai raggi UV.

Come regola generale, si dovrebbe cambiare la crema viso due volte l'anno: una a metà autunno, una a metà primavera. In questi periodi di mezza stagione, infatti, i livelli di idratazione cutanea e le ore di esposizione alla luce solare sono molto differenti. L'idea è questa: come si fa il cambio armadi, così si dovrebbe compiere uno switch della crema viso. Ricca, corposa e protettiva della barriera cutanea in autunno-inverno; leggera, super idratante e rinfrescante in primavera-estate.

2. Fluttuazioni Ormonali: Un Dialogo Continuo con la Pelle

Le fluttuazioni ormonali rappresentano un altro fattore significativo che condiziona le esigenze della pelle, manifestandosi in diverse fasi della vita di una donna.

  • Adolescenza: "Se nella pre-adolescenza non si ha bisogno di prodotti particolari se non un buon detergente delicato e un idratante, con l'adolescenza è facile che la pelle diventi mista o grassa e possa essere soggetta a imperfezioni. Ed ecco che arriva così il momento di passare a prodotti pensati per le pelli miste o impure," spiega la cosmetologa. L'aumento degli ormoni androgeni stimola la produzione di sebo, portando a pori dilatati, lucidità e la comparsa di brufoli e punti neri. In questa fase, la skincare deve mirare a controllare il sebo, purificare la pelle e prevenire le infiammazioni con ingredienti come l'acido salicilico, il niacinamide o estratti botanici seboregolatori.
  • Ciclo Mestruale: Anche il ciclo mestruale influenza la pelle in modo ciclico. "In fase pre-ciclo, più o meno una settimana prima delle mestruazioni, la zona T diventa particolarmente lucida e sul mento compaiono brufolini anche in età più che adulta." In questi giorni si potrebbe considerare l'uso di una crema in texture gel a base di attivi seboregolatori, detossinanti e calmanti, dall'escina alla vitamina B3, per gestire l'eccesso di sebo e le infiammazioni. Dopo il ciclo, la pelle potrebbe tendere a normalizzarsi o a essere leggermente più secca, richiedendo un ritorno a prodotti più idratanti e lenitivi.
  • Gravidanza: "Con la gravidanza capita invece che la pelle diventi secca o, al contrario, più grassa e bisogna adeguarsi a seconda del caso." I profondi cambiamenti ormonali possono alterare l'equilibrio della pelle, causando secchezza estrema, ipersensibilità, iperpigmentazione (melasma) o, per alcune, un aumento della produzione di sebo con la comparsa di acne gravidica. La scelta dei prodotti deve essere fatta con cautela, privilegiando formulazioni delicate, prive di ingredienti potenzialmente controversi (come alcuni retinoidi ad alte concentrazioni) e focalizzandosi su idratazione profonda e protezione solare.
  • Menopausa: "In menopausa la pelle tende a perdere tono, a ispessirsi e diventare più secca." La diminuzione degli estrogeni porta a una riduzione della produzione di collagene ed elastina, una perdita di acido ialuronico naturale e una minore capacità di trattenere l'acqua. Questo si traduce in una pelle che perde compattezza, elasticità, diviene più sottile o più spessa in alcune zone e appare più secca e disidratata. "E allora è importante inserire ingredienti come, per esempio, la vitamina C, gli esfolianti delicati, la retinaldeide e, in generale, texture più ricche," suggerisce la cosmetologa. Una crema densificante a base di peptidi effetto lifting diventa utile per contrastare il rilassamento dei tessuti.

Infografica: Ciclo ormonale femminile e impatto sulla pelle

3. Stile di Vita e Ambiente: Ogni Scelta Conta

Anche le abitudini quotidiane e l'ambiente in cui viviamo o che frequentiamo incidono profondamente sulle necessità della nostra pelle.

  • Esposizione Solare: Se ci si espone al sole, le esigenze della pelle cambiano drasticamente. Oltre alla protezione solare, è fondamentale inserire antiossidanti per contrastare i danni dei radicali liberi e ingredienti lenitivi e riparatori per aiutare la pelle a recuperare. In autunno, la skincare risponde al bisogno di rimpolpare e riparare i danni causati dal sole estivo, con trattamenti lenitivi e rigeneranti.
  • Sport e Attività Fisica: "Anche se si inizia a fare sport possono cambiare le esigenze di skincare." Chi va in piscina, per esempio, ha bisogno di texture più corpose perché il cloro tende a disidratare la pelle, rendendola secca e tirante. "Alcune persone, invece, quando cominciano a fare sport ad alta intensità possono accorgersi di soffrire di couperose e per questo è bene che inizino a usare prodotti anti-rossori." La sudorazione intensa può anche alterare l'equilibrio della pelle, richiedendo una detersione più accurata e prodotti che aiutino a mantenere l'equilibrio del microbioma cutaneo.
  • Farmaci e Dieta: L'assunzione di determinati farmaci può avere effetti collaterali sulla pelle, così come i cambiamenti nella dieta o lo stress. Tutti questi fattori possono spingere a dover ritarare la skincare in funzione delle nuove esigenze, introducendo prodotti più idratanti, lenitivi o specifici per eventuali problematiche indotte. Il ritmo sonno-veglia, per esempio, influisce sulla rigenerazione cellulare e sull'aspetto generale della pelle.
  • Fumo e Inquinamento: L'esposizione al fumo e all'inquinamento atmosferico genera radicali liberi che danneggiano le cellule cutanee, accelerando l'invecchiamento e compromettendo la barriera protettiva della pelle. In questi casi, la skincare deve essere ricca di antiossidanti e prodotti che rafforzino la barriera cutanea per proteggere la pelle dalle aggressioni esterne.

4. L'Età che Avanza: Esigenze in Evoluzione

Con il passare degli anni, la pelle cambia struttura e richiede trattamenti più mirati. Intorno ai 25 anni, per esempio, si inizia a prevenire i primi segni del tempo con formule leggere ma antiossidanti, che proteggano la pelle dai danni ambientali e mantengano la sua luminosità. Queste prime creme anti-età si concentrano su idratazione, protezione e ingredienti che supportano la produzione di collagene, come vitamina C, vitamina E e acido ferulico.

Successivamente, la pelle può richiedere trattamenti più nutrienti e specifici per contrastare la perdita di elasticità, la comparsa di rughe più marcate e la secchezza. Questo può significare l'introduzione di peptidi, retinoidi a concentrazioni più elevate, ceramidi e acidi grassi essenziali, per sostenere la barriera cutanea e stimolare il rinnovamento cellulare. La scelta della crema viso dipende da molti fattori, perché la pelle di donne non è mai uguale e cambia moltissimo a seconda delle varie fasi ormonali e dell'avanzare dell'età.

Adattare la Tua Routine: Quando e Come Intervenire

Il segreto, quindi, non è cambiare i prodotti perché bisogna farlo a cadenza regolare, ma è capire le variazioni della propria pelle. Il giusto approccio è quello che ascolta le esigenze della propria pelle e individua le soluzioni più adatte, anche in fase di variazioni. "Insomma, mito sfatato una volta per tutte: non sono i prodotti beauty a perdere di efficacia perché la pelle si abitua ai soliti ingredienti, ma è la pelle a richiedere attivi diversi quando si presenta la necessità dovuta a fattori interni o esterni. E la beauty routine si evolve."

1. Riconoscere i Momenti Chiave per il Cambiamento

Se non esiste una scadenza fissa per cambiare la beauty routine, in generale è utile rivedere i propri gesti e prodotti almeno due volte l'anno, in primavera e in autunno, quando il clima cambia e la pelle ha nuove esigenze. Questa è una regola pratica che tiene conto dei macro-cambiamenti stagionali.

  • In Primavera: Con l'arrivo della primavera, la skincare viso richiede un aggiornamento. Il primo passo per cambiare la skincare viso dalla stagione invernale alla primavera è quello di esfoliare delicatamente la pelle per rimuovere le cellule morte e le impurità accumulate durante l'inverno. Ciò aiuta a rendere la pelle più luminosa e uniforme, preparandola per la nuova stagione. Inoltre, è importante scegliere creme e sieri che contengono principi attivi adatti alla stagione primaverile. Uno dei principi attivi più importanti è l'acido ialuronico, che aiuta a mantenere la pelle idratata e luminosa con una texture leggera. Gli estratti di frutta e verdura, come l'estratto di uva, sono anche ottimi principi attivi da cercare in una skincare viso primaverile, poiché contengono antiossidanti che aiutano a proteggere la pelle dai danni ambientali. Infine, con il cambio di stagione, è importante prestare attenzione alla protezione solare, inserendola come un passaggio fondamentale nella routine quotidiana. Anche se il sole può non sembrare così forte in primavera, i raggi UV sono ancora presenti e possono causare danni alla pelle.
  • In Autunno: La skincare in autunno risponde al bisogno di rimpolpare e riparare i danni causati dal sole estivo, con trattamenti lenitivi e rigeneranti. È il momento di reintegrare la barriera cutanea, spesso stressata dall'esposizione solare e dal caldo. Ingredienti come ceramidi, acidi grassi, peptidi e oli vegetali ricchi sono perfetti per nutrire e proteggere la pelle dal freddo imminente.

Calendario stagionale con suggerimenti per la skincare

2. Come Effettuare il Cambio: Gradualità e Consapevolezza

Cambiare la propria beauty routine è un ottimo modo per adattarsi alle nuove esigenze della pelle, ma è importante farlo gradualmente. Meglio iniziare introducendo un solo prodotto alla volta, per monitorare eventuali reazioni. Questo approccio consente di identificare facilmente quale prodotto potrebbe causare irritazione o non essere adatto. Fondamentale è ascoltare le reazioni della propria pelle: se un prodotto causa irritazione, rossore o sfoghi, è imprescindibile sospenderne l'uso.

Anche la quantità applicata influisce sull’equilibrio cutaneo. Ridurre o aumentare leggermente il prodotto, mantenendo costante la routine, aiuta a prevenire lucidità o sensazioni di pelle che tira. Per esempio, se una crema invernale ricca in estate appare troppo pesante, si può provare a usarne una quantità minore o a miscelarla con un siero più leggero, prima di passare a un prodotto completamente diverso.

3. L'Importanza della Varietà degli Attivi

"Il mio punto di vista, secondo la mia esperienza, è che sì, la crema viso così come lo shampoo, ecc. vanno cambiati ed alternati. Onestamente però non credo si tratti di “assuefazione” della pelle ai principi attivi, quanto di una vera e propria esigenza della pelle o del cuoio capelluto di essere trattata con formulazioni differenti." Questo suggerimento riflette un approccio che valorizza la varietà degli ingredienti attivi. Come la filosofia alimentare del “mangiare di tutto un po’”, anche per la pelle apportare principi attivi differenti all’epidermide può solo farle bene. Ogni attivo ha un meccanismo d'azione specifico e offrire alla pelle una gamma diversificata di sostanze funzionali può aiutarla a mantenere un equilibrio ottimale e a rispondere meglio alle diverse sfide. L’ideale, per alcuni, sarebbe cambiare prodotti più o meno ogni 3 mesi (uno per ogni stagione dell’anno), anche se personalmente quando si finisce una crema o uno shampoo si tende ad acquistarne un altro diverso.

Tuttavia, è importante ribadire: questa non è una regola da seguire a tutti i costi. Se si è trovato il proprio prodotto ideale e ci si trova bene con esso 365 giorni l’anno, va benissimo! La cosa più importante è che la pelle sia felice e in salute.

L'Importanza della Formulazione: Quando un Prodotto "Smette di Funzionare" per Altri Motivi

A volte, la percezione che un cosmetico "non funzioni più" non deriva da una presunta assuefazione della pelle, ma piuttosto da un'incompatibilità a lungo termine con la formulazione del prodotto o con le mutevoli esigenze della cute. "Ci sono alcuni tipi di cosmetici che non è che smettono di funzionare, loro funzionano sempre alla stessa maniera, ma funzionano… male per quella specifica esigenza del momento," sottolinea un'esperta.

Facciamo un esempio: "lo shampoo pieno di condizionanti messo su un capello rovinato o bisognoso di cure funzionerà alla grande ai primi lavaggi, poi la leggerezza e lucentezza si trasformeranno in capello untuoso e che non tiene la piega, perché i condizionanti si saranno attaccati al capello e non se ne vanno coi lavaggi successivi." Il problema non è che lo shampoo ha smesso di essere condizionante, ma che l'accumulo di questi agenti ha alterato l'equilibrio del capello e del cuoio capelluto, rendendoli pesanti e unti. Allo stesso modo, "uno shampoo molto aggressivo e sgrassante le prime volte ci farà i capelli molto voluminosi, ma col tempo ci seccherà le punte." Lo shampoo continua a sgrassare, ma questa azione diventa eccessiva e dannosa per le lunghezze.

Questo principio si applica anche ai prodotti viso. Se una crema è formulata con ingredienti troppo occlusivi, come petrolati o siliconi pesanti, potrebbe inizialmente dare una sensazione di morbidezza e protezione. Tuttavia, nel tempo, la pelle potrebbe "stufarsi di essere isolata" e iniziare a ribellarsi, magari con un aumento di imperfezioni, punti neri, o una sensazione di "pelle asfittica" e pesante. Questi ingredienti, seppur non "smettendo di funzionare" in senso stretto, potrebbero creare un ambiente non ottimale per la pelle a lungo termine, alterando la sua respirazione e le sue funzioni naturali.

Un altro esempio riguarda le creme con un ingrediente comedogenico. Se una crema contiene un componente che tende a ostruire i pori, inizialmente potrebbe non causare problemi, ma con l'uso continuativo, ci si potrebbe ritrovare "riempite di punti neri." La crema non ha perso la sua azione, ma la sua formulazione si è rivelata inappropriata per la pelle nel lungo periodo, portando a conseguenze indesiderate.

Dunque, è cruciale non confondere la scarsa performance di un prodotto dovuta a una formulazione non adatta o a un uso prolungato che ne evidenzia i limiti, con l'idea che la pelle si abitui. La pelle è intelligente e comunica i suoi bisogni attraverso segnali. "Se una cosa non funziona non sei tu, ma è il prodotto." Monitorare cosa succede per non persistere in errori cosmetici è la cosa migliore. "Quando la pelle si lamenta è il momento di cambiare." Non va dimenticato di controllare la scadenza dei cosmetici e di pulire regolarmente pennelli e spugnette per evitare la proliferazione batterica che potrebbe causare ulteriori problemi alla pelle.

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