La Frutta Secca in Gravidanza: Benefici, Consigli e Accorgimenti per Mamma e Bambino

La gravidanza è un momento particolare e delicato nella vita di una donna, un periodo in cui la futura mamma deve tenere conto di molteplici aspetti per garantire il benessere proprio e del nascituro. Tra le numerose attenzioni richieste, l'alimentazione gioca un ruolo cruciale. È fondamentale prestare cura alla propria dieta, non affaticarsi e fare regolari controlli ed esami del sangue. In questo contesto, una delle prime domande che molte donne incinte si pongono riguarda l'opportunità di includere alcuni alimenti specifici: si può mangiare frutta secca in gravidanza o ci sono delle controindicazioni?

La risposta a questa domanda è un sonoro "assolutamente sì!". La frutta secca, sia quella a guscio che quella polposa disidratata, rappresenta infatti un ottimo alimento, ricco di preziosi nutrienti che giovano alla salute della donna in attesa e del feto. Quest'ultimo, lo ricordiamo, si nutre di quel che mangia la mamma, rendendo la scelta degli alimenti ancora più significativa. I benefici derivanti dal consumo di frutta secca si estendono sia alla salute della mamma che a quella del bambino che sta per nascere. La frutta secca, infatti, contiene i cosiddetti grassi buoni, elementi essenziali che contribuiscono in maniera determinante al corretto sviluppo e funzionamento dell'organismo.

Frutta Secca e Gravidanza: Un Concentrato di Benefici per Mamma e Feto

Il consumo di frutta con guscio e polposa è non solo consigliato, ma evidenziato dalla moderna scienza dell’alimentazione come un vero e proprio concentrato di benessere durante la gravidanza. Questo gruppo di alimenti, infatti, è una miniera di sostanze nutritive vitali. La frutta secca contiene i cosiddetti grassi buoni, in particolare gli Omega 3, che sono considerati essenziali per l'organismo. Questi acidi grassi non solo contribuiscono a mantenere i giusti livelli di colesterolo e al buon funzionamento del cuore nella madre, ma hanno anche un impatto positivo sullo sviluppo della vista del feto, un processo che continua poi anche durante l'allattamento.

Ma i vantaggi non si limitano a questo. Recenti studi hanno messo in luce ulteriori benefici del consumo di frutta secca nelle donne incinte, a favore dello sviluppo del nascituro. Tra questi, emerge in maniera significativa il miglioramento dello sviluppo neuropsicologico dei bambini. Secondo gli scienziati, questi effetti sono da attribuire agli alti livelli di acido folico e di acidi grassi essenziali, come gli Omega 3 e gli Omega 6, presenti in abbondanza nella frutta secca. Questi elementi nutritivi incidono sulla crescita del feto, accumulandosi nel tessuto neurale, specialmente nelle aree frontali del cervello, e contribuendo così a influenzare lo sviluppo della memoria e delle funzioni esecutive. Uno studio pubblicato dai ricercatori del Barcelona Institute for Global Health nel maggio 2019 sulla rivista scientifica European Journal of Epidemiology ha sottolineato per la prima volta come, durante le prime fasi della gestazione, e in particolare nel primo trimestre della gravidanza, il consumo di frutta secca come noci, mandorle e nocciole di qualità incida positivamente sulle future capacità di attenzione e sullo sviluppo della memoria a lungo termine del neonato.

Sviluppo cerebrale del feto

La frutta secca si rivela anche una preziosa riserva di Acido folico (o Vitamina B9), un nutriente fondamentale necessario al corretto sviluppo del feto, in particolare per evitare gravi malformazioni del tubo neurale, quali spina bifida e anencefalia. Se ne consiglia una dose di 400 mg al giorno a partire da 1-2 mesi prima della gravidanza e dai 600 ai 1000 mg al giorno fino all’allattamento. La frutta secca, inoltre, è una fonte eccellente di minerali essenziali. L’elevato contenuto di magnesio, ad esempio, garantisce un effetto anti-crampo, rivelandosi un valido aiuto contro i fastidiosi crampi che possono cogliere di sorpresa le donne in gravidanza in modo doloroso, oltre a essere indispensabile per la salute delle ossa e la buona funzionalità dei muscoli. Anche potassio e calcio sono presenti in quantità significative, contribuendo al mantenimento di una pressione sanguigna equilibrata e alla salute scheletrica.

Le vitamine, in particolare la vitamina E (tocoferolo), un antiossidante che combatte i radicali liberi, e quelle del gruppo B, sono abbondantemente presenti. I semi e la frutta a guscio in generale sono anche un’ottima fonte di fattori antiossidanti, capaci di combattere lo stress ossidativo e ridurre il rischio di ipertensione e diabete. In età avanzata, il consumo regolare rallenta anche il declino cognitivo proprio dell’invecchiamento, evidenziando una protezione a lungo termine per l'organismo. Infine, questi alimenti sono particolarmente ricchi di fibra, che svolge un ruolo vitale per la salute intestinale della gestante, stimolando efficacemente la muscolatura dell’intestino, resa naturalmente più pigra dal nuovo assetto ormonale della gravidanza, e aiutando a prevenire o contrastare la stitichezza, molto frequente in gravidanza. La fibra contribuisce anche a ridurre il pericolo di complicanze della gravidanza come la preeclampsia e il diabete gestazionale.

Quantità e Modalità di Consumo: Equilibrio e Varietà

A questo punto, molte donne potrebbero chiedersi quale sia la giusta quantità di frutta secca da consumare durante la gravidanza per massimizzare i benefici senza incorrere in eccessi. Le linee guida generali suggeriscono di mangiare circa 30 grammi di frutta secca al giorno, suddivise in vari momenti della giornata. Questa porzione può essere facilmente integrata in qualsiasi pasto o come spuntino. I Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC) consigliano di mangiare 50-80 grammi di frutta secca a settimana, quanto meno nel primo trimestre di gravidanza. Lo studio spagnolo a cui si fa riferimento ha osservato madri che consumavano in media tre porzioni da 30 grammi di frutta secca sgusciata a settimana, una quantità leggermente inferiore rispetto al consumo settimanale medio raccomandato dalla Sociedad Española de Nutrición Comunitaria (SENC), che può arrivare fino a 7 porzioni a settimana, ovvero una al giorno. Gli autori dello studio suggeriscono che un consumo leggermente maggiore nel primo trimestre potrebbe apportare benefici ancora più significativi al neonato.

Vari tipi di frutta secca

La frutta con guscio è un ottimo alimento da introdurre in qualsiasi momento della giornata e pasto. Può arricchire anche diverse pietanze, aggiungendo sapore e nutrienti. Ad esempio, si può mangiare frutta secca a colazione, magari nello yogurt o con i cereali, oppure come spuntino a metà mattina o metà pomeriggio, o in qualsiasi momento si abbiano delle "voglie". Può essere utilizzata per insaporire un'insalata, per preparare piatti a base di carne (come il pollo alle mandorle) o ancora primi piatti (basti pensare al pesto coi pinoli). Anche la frutta secca polposa, cioè quella disidratata, può essere consumata in gravidanza con ottimi benefici. Tutti questi frutti contengono molti zuccheri, che danno subito energia, e diversi nutrienti, come sali minerali, fibre e vitamine. Tuttavia, la frutta secca polposa ha un alto contenuto di zuccheri e, pur essendo ricca di fibre, non contiene grassi come quella a guscio. Per questo motivo, è sconsigliata in caso di diete ipocaloriche o per chi deve tenere sotto controllo l'apporto zuccherino.

È importante sottolineare che, nonostante i tanti benefici di un consumo regolare di frutta secca in gravidanza, esagerare potrebbe essere dannoso. Una caratteristica comune a tutta la frutta a guscio è l’elevato apporto calorico: 100 grammi di noci, per esempio, forniscono quasi 700 calorie. Nonostante la loro salubrità, richiedono moderazione a tavola, soprattutto se si tende facilmente al sovrappeso, un aspetto cruciale da tenere sotto controllo durante i nove mesi per la salute della gestante e del bambino. Il consiglio è non eccedere il quantitativo massimo raccomandato di 30-40 grammi al giorno. Alcune ricerche d’oltreoceano hanno dimostrato che non tutta la frutta a guscio è sana allo stesso modo: alcuni semi, segnatamente le noci del Brasile, la macadamia e gli anacardi, contengono livelli relativamente alti di grassi saturi. È meglio limitare questi frutti a un consumo non troppo frequente. Inoltre, è bene evitare le arachidi salate come aperitivo, perché contengono un’eccessiva quantità di sodio. Potrebbe esserci anche una correlazione tra consumo di noccioline in gravidanza e allergia nei bambini, sebbene gli studi siano ancora in corso e non definitivi. Come sempre, il dialogo con il proprio medico o un professionista della nutrizione è fondamentale per un piano alimentare personalizzato.

Alimentazione in gravidanza: perché è così importante?

Uno Sguardo Dettagliato: I "Magnifici Sei" e Altri Semi Preziosi

All'interno della vasta categoria della frutta secca a guscio, alcuni tipi si distinguono per specifiche proprietà e benefici, meritando un posto d'onore nell'alimentazione in gravidanza.

Nocciole

Le nocciole sono straordinariamente ricche di acido folico, una vitamina del gruppo B particolarmente importante in gravidanza, in quanto riduce il rischio di malformazioni alla nascita. Contengono anche discreti livelli di potassio, calcio e magnesio, tutti minerali che possono aiutare a mantenere la pressione del sangue più bassa. Sono ottime nel cioccolato, nelle torte e con il gelato, e si possono provare anche arrostite con gli asparagi.

Pistacchi

Questi piccoli semi, verdi e gustosi, sono ricchi di luteina, un antiossidante che esercita un’azione protettiva nei confronti della retina. Il consumo quotidiano di una manciata di pistacchi ha anche dimostrato una marcata riduzione del livello di colesterolo. I pistacchi, eccellenti quelli che provengono da Bronte, sono perfetti per rendere goloso il gelato, ma si accompagnano bene anche ai gamberetti o tritati sul filetto di manzo.

Arachidi

Tecnicamente legumi, come fagioli e piselli, le arachidi sono comunque utilizzate come la frutta a guscio, alla quale somigliano anche nella composizione nutritiva. Vantano un basso indice glicemico, vengono digerite lentamente e aiutano a mantenere la glicemia costante. Contengono resveratrolo, utile per proteggere dalle malattie cardiocircolatorie. Il croccante, ottenuto scaldando zucchero e arachidi, è una preparazione tipica, ma è meglio limitare le arachidi salate.

Noci Pecan

Uno studio di alcuni anni fa classificò la capacità antiossidante di 100 cibi diversi e trovò che le noci pecan sono una delle 15 migliori fonti di antiossidanti. Si sono dimostrate capaci di ostacolare il deposito del colesterolo LDL sulle arterie e di abbassare i livelli di colesterolo totale. Presentano il maggior contenuto di fitosteroli, sostanze capaci di prevenire il danno cardiocircolatorio. Meriterebbero un posto più frequente a tavola, tritate nei sughi o nella panatura di carni e pesci.

Noci

Le noci sono molto ricche di un particolare omega-3 vegetale, l'ALA. Questo tipo di acido grasso, sebbene meno efficace degli omega 3 presenti nel pesce, riduce i processi infiammatori delle arterie e favorisce la salute delle ossa. Gli studi hanno mostrato anche che le noci possono aumentare i livelli di HDL (colesterolo buono) mentre l'LDL (colesterolo cattivo) si abbassa. I gherigli si accompagnano benissimo alla frutta fresca e sono perfetti come ingrediente di pesti e salse per condire la pasta.

Mandorle

La fibra di cui sono ricche le mandorle ostacola l’assorbimento dei grassi e induce un forte senso di sazietà, contribuendo a un migliore controllo dell'introito calorico. Sono ricchissime di vitamina E, un potente antiossidante, tanto che una porzione di mandorle ne fornisce il 35% del fabbisogno giornaliero. Sono ottime nello yogurt, con i cereali del mattino o per rendere più saporite le insalate di pollo e il pesce (come la trota alle mandorle!).

Oltre a questi "magnifici sei", non sono da dimenticare tutti quei piccoli semi, come quelli di zucca, di girasole, di sesamo e di papavero. Molti li considerano semplici sfiziosità, ma sono un portento di virtù. I minuscoli semi di papavero, ad esempio, sono rilassanti, antistress e calmanti della tosse. Quelli di sesamo, perfetti per potenziare la memoria e la capacità di concentrazione, sono una fonte eccezionale di calcio e di ferro (100 grammi di semi ne contengono ben 20,1 mg, cinque volte di più della carne di cavallo) e contengono fitoestrogeni che aiutano a regolare le funzioni ormonali. I semi di zucca sono efficaci contro i parassiti intestinali e contengono steroli vegetali, fitosterine e ottime quantità di vitamine F ed E, che, abbinate all'effetto del selenio, li rendono un rimedio "antiage".

Tabella valori nutrizionali frutta secca

L'Alimentazione Generale in Gravidanza: Un Contesto Cruciale

L'introduzione della frutta secca nella dieta deve essere parte di un approccio alimentare complessivo e ben bilanciato durante la gravidanza. A differenza di ciò che si potrebbe erroneamente pensare, la gravidanza non è la scusa per “mangiare per due”, ma è l’occasione per eliminare qualche abitudine non proprio corretta e per prestare maggiore attenzione a ciò che si porta in tavola. Il cibo è certamente un piacere per il palato, ma può anche contribuire alla buona salute della mamma e del bimbo che porta in grembo. Cosa mangiare in gravidanza e cosa non mangiare non è affatto una questione secondaria, tanto che già durante le visite iniziali il ginecologo fa una serie di raccomandazioni.

La dieta mediterranea, riconosciuta come “patrimonio immateriale dell’umanità” dell’UNESCO, è un vero e proprio stile di vita e si rivela particolarmente indicata in gravidanza. Le sue caratteristiche principali includono il consumo abbondante di vegetali e carboidrati complessi, e quello limitato di grassi saturi (di origine animale) e di zuccheri semplici. Le evidenze scientifiche dimostrano che la dieta mediterranea col pancione può ridurre il rischio di diabete gestazionale, preeclampsia, prematurità, difetti del tubo neurale, basso peso alla nascita o, al contrario, macrosomia (feto molto grande). Insomma, è il fondamento per una gravidanza in salute e per la crescita ottimale del bambino.

Piramide alimentare della dieta mediterranea

Per essere sana e completa, l’alimentazione deve basarsi sull’equilibrio tra i macronutrienti (carboidrati, proteine, grassi) e su un buon apporto di micronutrienti (vitamine e minerali) e di fibre. In gravidanza alcuni fabbisogni cambiano, ad esempio c’è la necessità di integrare le calorie, alcuni grassi, vitamine (come quelle del gruppo B e la D) e minerali quali il ferro e il calcio. Non servono sconvolgimenti sostanziali della propria dieta, ma solo qualche piccolo aggiustamento.

Carboidrati in Gravidanza

Quando si è in dolce attesa, l’organismo ha bisogno di un surplus di energia per far fronte ai grandi cambiamenti fisici che si verificano durante i nove mesi. Secondo i LARN (Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia), in gravidanza le calorie andrebbero aumentate di circa 69 kcal al giorno nel primo trimestre, 266 kcal al giorno nel secondo trimestre e 496 kcal al giorno nel terzo trimestre. L’incremento è simile a quello dell’European Food Safety Authority (EFSA), che parla di 70 calorie in più nel primo trimestre, 250 nel secondo e 500 nel terzo. I carboidrati sono la principale fonte energetica, fornendo il 45-60% dell’energia totale quotidiana. Il fabbisogno giornaliero è di almeno 175 grammi per garantire un adeguato apporto al cervello sia materno sia fetale. Il consiglio degli esperti è quello di prediligere i cereali integrali per il loro minore indice glicemico e il più alto contenuto di fibre, utili anche a prevenire o contrastare la stitichezza.

Proteine in Gravidanza

Le proteine - sia di origine animale che vegetale - sono basilari per una buona alimentazione in gravidanza. Il loro apporto deve essere corretto: una carenza può avere conseguenze negative sul feto in termini di peso e altezza, mentre un eccesso può interferire con il normale sviluppo fetale. Secondo i LARN, le proteine andrebbero incrementate di 1 grammo al giorno nel primo trimestre, 8 grammi al giorno nel secondo e 26 grammi al giorno nel terzo trimestre, fino a circa 71 grammi al giorno. Le proteine con alto valore nutrizionale derivano da alimenti di origine animale (carne, pesce, latte e suoi derivati, uova), ma non vanno trascurate quelle vegetali, come i legumi e la frutta secca. È consigliato assumere proteine a ogni pasto e le donne in gravidanza possono mangiare alimenti proteici solo cotti, per evitare il rischio di infezioni.

Grassi in Gravidanza

Per un'alimentazione bilanciata, è necessario assumere tutti i nutrienti, compresi i grassi. Vanno preferiti quelli “buoni” (essenziali e polinsaturi) come l’olio extravergine di oliva, cercando di evitare quelli saturi, spesso presenti nei "junk food". Gli acidi grassi sono fondamentali per la formazione di nuovi tessuti e in particolare per la formazione di alcune strutture cerebrali e di alcuni ormoni. Tra gli acidi grassi più salutari ricordiamo gli Omega 3 (trovati in oli e semi di lino, noci, alghe, avocado, vegetali a foglia verde, fagioli di soia) e gli Omega 6 (presenti in semi e frutta oleosa, oli vegetali, cereali integrali, legumi, carne, uova, pesce). Un grasso particolarmente benefico è il DHA, parte della famiglia degli Omega 3, che ha un ruolo primario per lo sviluppo della retina e del sistema nervoso. Si trova nel pesce, specialmente quello grasso come salmone, sgombro e acciughe. L’EFSA raccomanda di mangiare pesce 3-4 volte a settimana, limitando a una volta al mese i pesci grandi (come tonno e pesce spada) per la presenza di mercurio. I formaggi andrebbero consumati 1-2 volte a settimana, scegliendo quelli più magri e meno stagionati e sempre accertandosi che il latte sia pastorizzato.

Vitamine e Minerali Essenziali

Vitamine e minerali sono micronutrienti essenziali di cui gli organismi necessitano e che non siamo in grado di produrre autonomamente. La verdura e la frutta, ad eccezione di legumi e tuberi, ne sono ricchissimi. L'Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia l’assunzione di almeno 400-500 grammi di frutta e verdura ogni giorno. La verdura è ideale cruda e ben lavata, oppure al vapore o bollita. La frutta è da consumare in massimo 2 porzioni (200 grammi) al giorno, per non superare le dosi di zucchero semplice adeguate. È da tenere d’occhio la frutta più zuccherina (fichi, datteri, uva, cachi). Tra i minerali, lo iodio è fondamentale per lo sviluppo neurologico del bambino, il ferro per prevenire l'anemia materna, e il calcio e il fosforo per lo sviluppo scheletrico. Il magnesio è importante per prevenire crampi e preeclampsia.

Idratazione

L’acqua non è un vero e proprio nutriente perché non fornisce sostanze, ma è fondamentale per moltissimi processi dell’organismo e la funzionalità degli organi, nonché nella prevenzione di alcuni disturbi urinari. È essenziale assumere quotidianamente un adeguato apporto di acqua, al fine di garantire l’idratazione del bambino e un volume appropriato di liquido amniotico. Si raccomanda di bere almeno 2 litri di acqua al giorno.

Sicurezza Alimentare e Igiene: Priorità in Gravidanza

Durante la gravidanza, il sistema immunitario di una donna è più sensibile e vulnerabile, rendendo cruciale prendere tutte le precauzioni possibili per evitare infezioni alimentari. Queste possono essere causate da microrganismi come Toxoplasma Gondii, salmonella, Listeria monocytogenes, e altri virus e batteri.

Cibi da Evitare o Limitare

Per la sicurezza della madre e del feto, alcuni alimenti devono essere evitati o consumati con estrema cautela:

  • Carne e pesce crudi o poco cotti: Includono sushi, pesce affumicato, salumi freschi non stagionati (prosciutto crudo, salame, bresaola, speck, pancetta), carni trasformate crude (come i würstel). Questi possono comportare il rischio di infezioni da toxoplasma, Listeria monocytogenes, salmonella, Campylobacter ed Escherichia coli.
  • Latte crudo o non pastorizzato e prodotti derivati: Scegliere solo latte pastorizzato o UHT. Formaggi molli e erborinati a pasta molle (Brie, Camembert, Gorgonzola) se non si è certi che il latte sia pastorizzato possono essere rischiosi per l’infezione da listeria.
  • Uova crude o poco cotte: E prodotti a base di uova crude (creme, gelati, zabaione). Rischio di salmonella.
  • Paté di carne freschi o non inscatolati.
  • Acqua non sicura.
  • Bevande alcoliche: L’alcol attraversa la barriera placentare e può danneggiare la crescita del feto, soprattutto a livello cerebrale.
  • Bevande nervine: Caffè, tè, cioccolata, cola, energy drink, da limitare.
  • Dolci e zuccheri semplici in eccesso: Apportano “calorie vuote” e aumentano il rischio di diabete gestazionale e possono predisporre il neonato al sovrappeso.
  • Grassi saturi: Presenti in condimenti grassi solidi (burro, panna, lardo, strutto, margarina) e alcuni oli (palma, cocco), da controllare per il rischio cardiovascolare.
  • Sale: Da ridurre, possono essere usate spezie come alternativa.
  • Alimenti molto lavorati.
  • Fegato: Da evitare o limitare per l'alto contenuto di vitamina A, che in dosi elevate può essere dannosa per il feto.
  • Radice di liquirizia e alcune erbe medicinali: Possono alleviare alcuni sintomi, ma in quantità eccessive o in concomitanza con farmaci possono essere dannose, soprattutto nel primo e terzo trimestre.
  • Integratori non consigliati dal medico: Gli eccessi di integratori possono essere rischiosi.

Cottura e Igiene degli Alimenti

La cottura degli alimenti di origine animale è fondamentale: carne, pesce e uova devono essere sempre ben cotti, assicurandosi che la temperatura superi i 67°C per "uccidere" qualsiasi agente patogeno. I metodi di cottura migliori sono quelli semplici, come la griglia e il forno (con poco olio), per evitare di appesantire la digestione o accentuare disturbi come bruciore di stomaco o nausea. Il microonde, pur preservando i nutrienti, non è sufficiente per disinfettare adeguatamente gli alimenti.

Frutta e verdura fresca e ben lavata

Per quanto riguarda frutta e verdura, l’ideale è consumarle crude per mantenere inalterate le loro proprietà nutrizionali, ma in questo caso, sono necessarie alcune fondamentali regole per la pulizia. Frutta e verdura cruda non lavate accuratamente possono comportare il rischio di infezione da Toxoplasma, Norovirus, virus dell’epatite A e Listeria monocytogenes. È necessario un lavaggio a fondo con acqua corrente e prodotti disinfettanti specifici per alimenti. Ad esempio, Amuchina Soluzione Disinfettante Concentrata è un Presidio Medico Chirurgico Reg. n. 100/43 e, con la sua attività virucida completa, è in grado di eliminare il 99,9% dei virus e dei batteri che potrebbero trovarsi sulla superficie di frutta e verdura. Per usarla, bastano 20 ml di prodotto diluiti in un litro di acqua; si lascia agire per 5 minuti e poi si risciacqua abbondantemente con acqua potabile. In alternativa al consumo crudo, preferite sempre la cottura a vapore che, a differenza della bollitura, preserva al meglio le sostanze nutritive dei vegetali.

Gestione dei Disturbi Comuni della Gravidanza

I nove mesi di gravidanza possono essere accompagnati da alcuni disturbi comuni, che una corretta alimentazione può aiutare a mitigare.

Nausea

A causa degli sbalzi ormonali, è piuttosto comune che la futura mamma soffra di nausee, che possono essere mattutine o estendersi al resto della giornata. È bene non forzarsi a mangiare alimenti che provocano fastidi. Fare piccoli pasti e spuntini a intervalli regolari, senza lasciare lo stomaco vuoto troppo a lungo, può essere efficace. In caso di disturbi digestivi e forme di colite, sono consigliate verdure cotte al vapore, lessate o scottate, come zucchine, zucca, cavolfiore, spinaci, finocchi, biete.

Stitichezza

La stipsi può presentarsi per tutta la gravidanza, soprattutto nell’ultima fase. Per combatterla, è necessario assumere una buona quota di fibre ogni giorno (circa 35 grammi), bere molta acqua e fare moderata attività fisica. La frutta secca, ricca di fibre, può essere un valido alleato in questo.

Bruciore di Stomaco e Reflusso

Per evitare bruciori di stomaco, cattiva digestione e rigurgiti notturni da reflusso gastroesofageo, un disturbo più comune nella fase finale della gravidanza, è consigliabile consumare l’ultimo pasto almeno 2 ore prima di coricarsi, preferendo pasti leggeri.

In generale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) consiglia di arrivare al parto con un BMI normale. È importante variare molto l’alimentazione per abbassare il rischio di accumulo di sostanze poco salutari e avere un apporto di nutrienti ben diversificato, con integratori solo se concordati con il medico. Un corretto apporto di energia e nutrienti è fondamentale anche alla gestante, affinché si senta bene e non vada incontro a problemi come anemia, deficit nutrizionali o del sistema immunitario. È fondamentale rivolgersi a un professionista soprattutto in caso di celiachia e diete particolari, ad esempio vegane o vegetariane, per garantire un piano alimentare su misura. Il feto, durante la crescita, è in grado di percepire il sapore del cibo che la madre mangia ogni giorno; uno studio del 2022 ha dimostrato che si impara ad apprezzare i sapori già quando si è nella pancia della mamma. Ecco perché è importante che la dieta della gestante comprenda un’alternanza di cibi diversi, necessari sia per la propria salute e per il proprio benessere, sia per permettere al nascituro una crescita ottimale e una familiarizzazione con una vasta gamma di sapori.

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