Guida completa alla gestione dell'igiene del gatto dopo il parto e alla cura dei neonati

La nascita di una cucciolata in casa è un evento emozionante e delicato, che richiede una preparazione attenta da parte del proprietario. La gravidanza della gatta dura circa 65 giorni, ma solo un’ecografia del veterinario potrà dirti più o meno quanto manca al parto. La gatta, così come la cagna, ha una gravidanza che dura circa 2 mesi, ma c’è una variabilità che dipende dalla razza. Durante la gravidanza la gatta è piuttosto tranquilla e sonnecchiosa; chiedete consiglio al veterinario che potrà indicarvi come arricchire la dieta con cibi specifici per la gestazione e il futuro parto. Sia che tu abbia trovato un micio abbandonato, sia che la mamma sia presente, la tua figura sarà molto importante affinché il cucciolo possa crescere e svilupparsi nelle prime settimane di vita.

Gatta con i suoi gattini appena nati in una cesta confortevole

Preparazione al parto e gestione del nido

Quando la data fatidica si avvicina, ti consigliamo di preparare un giaciglio comodo dove la mamma potrà distendersi durante il parto. Prima del parto la gatta sceglierà un posto intimo, caldo e morbido dove far nascere i gattini; potete aiutarla nella scelta posizionando una cesta o un contenitore morbido in un punto appartato e sicuro della casa. Se avete una gatta potreste ritrovarvi in casa una cucciolata di gattini. Come gestire la gravidanza? Cosa fare prima del parto? E dopo, come aiutare la neo-mamma e i gattini appena nati?

I segnali da riconoscere per capire che la gatta sta per partorire sono: inizia a respirare affannosamente, si distende su un fianco, miagola, perde liquidi, si lecca i genitali, i capezzoli risultano arrossati, potrebbe vomitare. La gatta è autonoma nel parto: non disturbatela, lasciatela fare e non interferite in nessun modo. Preparatevi a intervenire solo in caso di reale bisogno (se, per esempio, dopo qualche ora la gatta soffre, respira ancora male o ha gonfiore alla vagina). La gatta nel giro di 20-30 minuti espelle il primo gattino e poi di seguito gli altri, in totale il parto dura dalle 2 alle 6 ore.

Igiene post-parto: la gestione del giaciglio

Dopo il parto, molti proprietari si pongono il problema della pulizia del nido. La gatta taglia da sola il cordone ombelicale, pulisce i suoi gattini appena nati leccandoli e mangia la placenta (è un ricco nutrimento durante l’allattamento). Non intervenite, non sottraete le placente nella foga di aiutarla o ripulire il tutto, siate pazienti. Se la cuccia è sporca dei liquidi del parto, è consigliabile attendere che mamma gatta esca a mangiare e cogliere l’attimo per sostituire il telo sporco con uno pulito. Tutto dipende dal carattere della gatta e da quanto si fida di te: l'igiene è importante, ma evitare di stressare la mamma è la priorità assoluta per il benessere dei piccoli.

Schema illustrativo di un nido ideale per una gatta che ha appena partorito

Il ruolo della mamma nella pulizia dei piccoli

L’igiene personale caratterizza l’esistenza del felino, che sia un randagio anche se trascurato oppure un esemplare domestico. L’autopulizia è una pratica che il gatto apprende sin dai primi giorni di vita grazie alle cure di mamma gatta che, per prima, si occupa di liberarlo dalla placenta e dai residui del parto. Mamma gatta si occuperà personalmente del benessere dei suoi cuccioli appena nati, lavandoli accuratamente così da eliminare la placenta e i residui del parto, aiutandoli nella prima fase dell’allattamento e proteggendoli con tutto il suo amore.

È indispensabile fare il bagno a un gattino appena nato? La risposta quasi sempre è negativa perché il cucciolo è ancora troppo fragile, con un sistema immunitario troppo delicato per sopportare questa tipologia di pratica. Il lavaggio con acqua e prodotti specifici andrà rimandato di qualche mese, almeno intorno ai tre mesi, meglio se a sei mesi compiuti.

Quando e come intervenire: casi estremi

Se la gattina non ha latte a sufficienza e non riesce a nutrirli correttamente, oppure se i piccoli sono stati tratti in salvo perché ormai orfani, e se sono sporchi e debilitati, è importante prendersene cura così da permettergli di crescere e diventare grandi. Fare il bagno a un gattino appena nato è una pratica non necessaria ma che può rivelarsi tale in alcuni casi estremi. Per effettuarlo è necessario agire rapidamente, preparando una bacinella con acqua con una temperatura di circa 38 gradi. Non immergere il cucciolo nell’acqua, ma sostenerlo con una mano e aggiungere con l’altra qualche goccia di shampoo specifico per gattini. Una detersione rapidissima seguita da un’asciugatura accurata nei minimi dettagli, con l’aiuto di un asciugamano morbido, evitando così che il piccolo si raffreddi o ammali.

Accudire un GATTINO PICCOLO

Consigli per le prime settimane di vita

Ricordati, comunque, che i gatti sono animali curiosi e, appena possibile, tenteranno sicuramente di uscire per esplorare l’ambiente. Per evitare pericoli nelle prime settimane ti consigliamo di usare un trasportino o una scatola con dei bordi alti: in questo modo i cuccioli saranno al sicuro e rimarranno al caldo. Con un panno pulito e umido dovrai detergere i cuccioli di gatto con attenzione e delicatezza. Inizialmente il micio avrà necessità di mangiare ogni 2 o 4 ore. In questa fase dovrai passare dal cibo liquido a quello semisolido per introdurlo a un’alimentazione solida. Dopo il primo mese si può cominciare lo svezzamento. Qualche ora dopo il parto e nei giorni successivi fornite cibo e acqua fresca a mamma gatta, fino a quando inizierà ad allontanarsi dal nido e riprenderà le sue abitudini quotidiane.

La cura del mantello nel gatto adulto

Prima di tutto, i felini sono animali conosciuti per la loro pulizia e la loro igiene a cui si dedicano autonomamente. In generale, i gatti sono animali molto puliti e dedicano una parte significativa del loro tempo alla toelettatura personale. Ogni giorno, i gatti passano molte ore a leccarsi e pulirsi. La loro lingua ruvida rimuove impurità e peli morti dal manto e, durante questa operazione di pulizia, vengono rilasciate dalle ghiandole alcune sostanze che impermeabilizzano il pelo e stimolano la produzione di endorfine dall’effetto calmante.

Tuttavia, se il gatto non è in grado di eseguire la toelettatura regolarmente, è possibile lavarlo. Per educare il gatto alla presenza dell’acqua, basta abituarlo alla pratica sin dalla più tenera età. Lavare un gatto può essere una sfida, ma con pazienza e preparazione, è possibile farlo senza farsi graffiare ed evitando stress inutile per il tuo pet. Preparazione graduale, utilizzo di premi e coinvolgimento di un aiuto sono strategie fondamentali.

Spazzolatura regolare di un gatto come alternativa al lavaggio completo

Alternative al bagno completo per un gatto stressato

Pulire il pelo del gatto senza lavarlo può essere una buona opzione, specialmente se il tuo gatto non gradisce i bagni. La spazzolatura regolare è la prima difesa: utilizza una spazzola adatta al tipo di pelo del tuo gatto e spazzolalo regolarmente per eliminare i nodi e prevenire la formazione di altri. Esistono inoltre salviette umidificate specifiche per la pulizia del pelo del gatto. In alternativa, puoi utilizzare polvere di amido di mais o farina d’avena per assorbire l’olio in eccesso nel pelo, oppure optare per shampoo a secco che consentono di pulire il pelo senza utilizzare acqua. Passare delicatamente un panno umido sul pelo del gatto è spesso sufficiente per rimuovere lo sporco leggero.

Il costo di queste pratiche può variare in base alla scelta del "fai da te" a casa, all'utilizzo di servizi di toelettatura professionale o, nel caso di problematiche di salute (come allergie o intolleranze alimentari che causano problemi cutanei), al ricorso a servizi veterinari. In definitiva, la chiave è osservare attentamente le condizioni del gatto e agire in base alle necessità individuali, rispettando sempre la sua natura e la sua sensibilità.

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