La salute dei capelli durante l'allattamento: comprendere il fenomeno e scegliere i trattamenti in sicurezza

Diventare mamma è un’esperienza unica e meravigliosa, ma può portare con sé anche qualche cambiamento indesiderato. Tra questi, molte neomamme notano con preoccupazione i capelli che cadono durante l’allattamento. In un periodo in cui il corpo sta ancora recuperando dallo sforzo del parto e la routine quotidiana è stravolta, ritrovarsi con ciocche di capelli tra le mani può essere demoralizzante. Dopo il parto, la chioma che in gravidanza appariva forte e lucente può iniziare a indebolirsi e diradarsi, riempiendo la spazzola di ciocche perdute. Questo fenomeno, per quanto allarmante possa sembrare, è in realtà molto comune e solitamente temporaneo.

illustrazione schematica del ciclo vitale del capello e dei cambiamenti ormonali post-parto

Il ciclo vitale del capello e la fisiologia post-parto

Normalmente, ogni capello segue un ciclo vitale suddiviso in tre fasi: anagen (crescita), catagen (transizione) e telogen (riposo e caduta). Gli estrogeni, tra le loro svariate funzioni, sono coinvolti nel ciclo vitale del capello. Durante la gestazione, gli alti livelli di estrogeni tengono i capelli più a lungo nella fase anagen, riducendo temporaneamente la normale caduta quotidiana. Il risultato? I capelli diventano di fatto più folti e sani, con una riduzione dell'attività delle ghiandole sebacee che rende la chioma meno grassa e più luminosa.

Tuttavia, dopo il parto, si verifica un brusco calo dei livelli ormonali, in particolare degli estrogeni. Viceversa, la prolattina, l’ormone dell’allattamento per eccellenza, aumenta. A una diminuzione degli estrogeni corrisponde inoltre un aumento di attività degli ormoni androgeni. Tutto ciò porta molti capelli, che erano rimasti più a lungo del solito nella fase di crescita, a passare contemporaneamente alla fase telogen. Questo squilibrio ormonale causa il cosiddetto "effluvio telogen post-gravidanza" o "alopecia post-partum". Se di norma, in un giorno, perdiamo circa un centinaio di capelli, in questo periodo il numero di "perdite" può aumentare sensibilmente, raggiungendo un picco verso il terzo-quarto mese dopo il parto.

Fattori che influenzano il diradamento

L’allattamento in sé non è la causa diretta della caduta, ma può contribuire indirettamente attraverso diversi meccanismi. Il corpo sta affrontando un elevato dispendio energetico e la neomamma deve gestire lo stress fisico ed emotivo derivante dai nuovi ritmi di vita.

  • Stress e fatica: Le notti insonni e lo stress cronico possono innalzare i livelli di cortisolo, che non giova né ai capelli né al benessere generale.
  • Aumento del fabbisogno nutrizionale: Produrre latte richiede molta energia e nutrienti. Una dieta povera di ferro, zinco, biotina, vitamina D o vitamine del gruppo B può indebolire la fibra capillare, rendendola più fragile e soggetta a rotture.
  • Comportamenti dannosi: L'uso di piastre ad alte temperature, acconciature troppo strette, lavaggi troppo frequenti con prodotti aggressivi o l'esposizione prolungata ai raggi UV possono aggravare il diradamento già innescato dagli ormoni.

Approcci cosmetici e trattamenti topici

Se la caduta dei capelli è intensa, è fondamentale intervenire con un trattamento mirato e specifico. Esistono numerose soluzioni in commercio, ma è imperativo verificarne la sicurezza in allattamento. Mentre alcuni prodotti sono studiati per essere compatibili, altri, come il trattamento DEFENCE ANAGENIX-K, riportano esplicitamente di non utilizzare in gravidanza e allattamento senza prima consultare un medico.

Fiale e lozioni anticaduta

I trattamenti in fiale agiscono direttamente sul cuoio capelluto. Ad esempio, la lozione Pertrifol utilizza una formula ricca di sostanze naturali, antiossidanti e oligoelementi come Zinco e Rame per contrastare l'involuzione del follicolo pilifero. Altri prodotti, come le Fiale Rinforzanti Capelli Adenosina e Trichogen®, mirano a prolungare la fase anagen. È importante ricordare che, per trattamenti come Immuno Xidil Fiale (basato su tecnologia a microemulsione), la tollerabilità è alta, ma la scelta deve sempre essere mediata da un parere professionale.

infografica sulle modalità di applicazione corretta delle fiale anticaduto sul cuoio capelluto

Le modalità d'uso prevedono solitamente l'applicazione sul cuoio capelluto asciutto o umido, seguita da un massaggio circolare con i polpastrelli. Questo gesto non serve solo a distribuire il prodotto, ma favorisce la penetrazione delle sostanze e riattiva il microcircolo, contrastando la secchezza cutanea.

La detersione e la cura quotidiana

Una chioma sana inizia sempre dalla giusta detersione. Durante l’allattamento, è fondamentale scegliere uno shampoo delicato che non solo pulisca il cuoio capelluto, ma rafforzi anche la struttura del capello. L'utilizzo di proteine idrolizzate di soia e grano può nutrire la fibra capillare, mentre l'uso di un balsamo nutriente sulle lunghezze facilita il districamento senza strappi o traumi meccanici.

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Nutrizione e stile di vita per la ricrescita

Non bisogna dimenticare che la salute dei capelli dipende in gran parte dall'interno. Seguire una dieta equilibrata e ricca di proteine (fondamentali perché i capelli sono costituiti da cheratina) è il primo passo. Carne magra, pesce, uova e legumi sono essenziali, così come l'apporto di ferro per ossigenare i bulbi piliferi. Anche il miglio, ricco di silicio, e il lievito di birra, fonte di vitamine del gruppo B, sono considerati validi supporti naturali.

È fondamentale evitare diete drastiche dopo il parto. Un calo ponderale troppo rapido può privare l'organismo di nutrienti necessari, accentuando la caduta. In casi specifici, su consiglio medico, l'integrazione con multivitaminici (contenenti acido folico, ferro, zinco e Omega-3) può essere utile non solo per la mamma, ma anche per sostenere la salute della chioma.

Quando consultare lo specialista

Sebbene il defluvio post-partum sia un passaggio fisiologico che tende a risolversi spontaneamente entro 6-12 mesi, non bisogna ignorare segnali di malessere prolungato. Se la caduta persiste oltre l'anno dal parto o se si notano aree di diradamento con chiazze vuote, è necessario rivolgersi a un tricologo o a un dermatologo. Questi professionisti potranno escludere problematiche correlate, come la tiroidite post-partum o carenze ferroprive severe, e suggerire il percorso terapeutico più indicato per la specifica condizione della paziente, garantendo sempre la massima tutela per l'allattamento.

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