Sforzarsi per Defecare in Gravidanza: Comprendere, Prevenire e Affrontare la Stipsi Durante l'Attesa

La gravidanza è un periodo di profondi cambiamenti, non solo emotivi ma anche fisici, che coinvolgono l'intero organismo femminile. Tra i disagi meno discussi ma estremamente diffusi, la stitichezza, o stipsi, occupa un posto di rilievo. Molte donne si trovano a confrontarsi con la necessità di sforzarsi per defecare, una situazione che genera non poche preoccupazioni e imbarazzi, spesso taciuti anche al proprio medico. Questo problema è visto con grande disagio dalle donne che stanno per diventare mamme, al punto che molte faticano anche a parlarne con il loro medico. In realtà, però, la stipsi durante la gravidanza è molto più frequente di quello che si vuole credere, semplicemente non se ne parla abbastanza per imbarazzi e tabù di cui, diciamolo, possiamo felicemente sbarazzarci! Se ti stai chiedendo se è pericoloso sforzarsi per defecare in gravidanza, allora sei nel posto giusto: leggi l'articolo e scopri tutto quello che c'è da sapere. La stitichezza è un disturbo del tratto gastrointestinale molto comune in gravidanza: ne soffre circa il 40% delle donne. La prima cosa da far sapere alle future mamme è che no, non siete solo voi ad avere questo problema. Infatti, la difficoltà di defecazione è il sintomo più diffuso durante la gravidanza, subito dopo la nausea caratteristica della gestazione.

Questo articolo intende fornire una guida completa e rassicurante su questo argomento, analizzando le cause, le complicanze, ma soprattutto le strategie più efficaci per gestire e prevenire la stipsi, sfatando miti e offrendo consigli pratici, sempre con un occhio di riguardo alla sicurezza della madre e del nascituro. L'aspetto imprescindibile è che ogni approccio sia efficace, ben tollerato e sicuro, cioè non abbia effetti dannosi sul feto.

La Stipsi in Gravidanza: Un Fenomeno Diffuso e Multiforme

La stipsi è un disturbo estremamente diffuso in persone di entrambi i sessi e di ogni età, ma in gravidanza assume connotazioni particolari. La stitichezza è diffusa tra le donne incinte al punto che l'OMS, nelle sue linee guida per una gestazione serena, sottolinea l'importanza di contrastare questo disagio. Dati raccolti nell'ambito di un'indagine condotta nel Regno Unito indicano che la stipsi gravidica interessa circa 3-4 donne su 10 nel secondo/terzo trimestre di gravidanza e circa una donna su 5 al nono mese. Più in generale, la stitichezza in gravidanza interessa l’11-38% delle donne incinte, eppure se ne parla poco.

La stitichezza in gravidanza si definisce come la presenza di un numero di evacuazioni settimanali inferiore a tre. Caratterizzata da una frequenza irregolare e difficoltosa delle evacuazioni, la stipsi provoca costipazione e può manifestarsi anche nelle donne che non hanno mai riscontrato problematiche intestinali prima della gravidanza. La stitichezza può presentarsi in qualunque momento della gravidanza, non c'è un trimestre favorito rispetto ad un altro. Ovviamente, chi soffriva di stitichezza già da prima potrà vedere accentuarsi i sintomi, ma anche chi non ha mai avuto problema nella defecazione potrebbe vivere questo disagio. Molte donne penseranno che la stitichezza sia un problema sufficiente, e invece la stipsi non viene da sola, ma accompagnata da gonfiore addominale, dolori, spasmi. Uno dei fastidi direttamente correlati alla stitichezza in gravidanza è il meteorismo, ovvero la formazione di gas intestinale che può provocare fastidio e flatulenza. La stipsi prolungata aumenta il rischio di infezioni urinarie e genitali, provoca la comparsa di emorroidi, aumenta il senso di gonfiore. Esiste addirittura un collegamento tra microbioma intestinale e depressione.

Donna incinta con espressione di disagio per la stipsi

Le Cause Profonde della Stitichezza Gravidica: Ormoni, Anatomia e Stile di Vita

La stitichezza in gravidanza è un problema multifattoriale, ovvero provocato da un insieme di fattori che interagiscono tra loro. Comprendere queste cause è il primo passo per affrontare efficacemente il problema.

Il Ruolo Chiave degli Ormoni

La causa principale è però l’aumento dei livelli di progesterone, causa di buona parte dei sintomi precoci della gravidanza. La comparsa della stitichezza in gravidanza durante il primo e secondo trimestre è associata agli effetti ormonali, in particolare legati all’azione del progesterone. Questo ormone aumenta rapidamente già dopo il 5° giorno dal concepimento e si mantiene alto fino al parto. Ha come funzione principale quella di rilassare la muscolatura dell’utero per evitare l’insorgenza di contrazioni uterine pretermine. Questo effetto rilassante, però, non coinvolge solo l’utero, ma anche l’intestino, rallentando la peristalsi, ovvero le contrazioni involontarie della sua muscolatura liscia, funzionali all’espulsione delle feci. Ovviamente, l’azione del progesterone, si manifesta su tutta la muscolatura quindi anche su quella liscia gastrointestinale e su quella del pavimento pelvico.

Schema degli ormoni progesterone e aldosterone in gravidanza

Non solo nel primo trimestre, ma negli ultimi mesi di gravidanza si può assistere a un aumento di stitichezza a causa dell'incremento dei livelli di un altro ormone, chiamato “aldosterone”, che agisce anche a livello intestinale, determinando un aumento del riassorbimento di acqua nel colon. Per ridurre la concentrazione dei due minerali, l’aldosterone stimola l’assorbimento dell’acqua presente nell’intestino. Ciò rende le feci più asciutte e dure e, di conseguenza, anche più difficili da espellere.

L'Ingombro Uterino e i Fattori Meccanici

Con il procedere della gravidanza, questa stitichezza di origine ormonale è via via peggiorata dal crescente ingombro dell'utero, che aumenta progressivamente di dimensioni andando a comprimere l'intestino e rallentando ulteriormente il transito delle feci. La pressione che il feto, crescendo, esercita sugli organi vicini contribuisce alla stipsi.

Fattori Comportamentali e di Stile di Vita

Non solo nel primo trimestre, ma negli ultimi mesi di gravidanza si può assistere a un aumento di stitichezza a causa dell'incremento dei livelli di un altro ormone, l'aldosterone, che agisce anche a livello dell'intestino portando a un riassorbimento di acqua nel colon che causa quindi feci più asciutte, dunque più difficili da espellere. Inoltre, una dieta scorretta, scarsa idratazione e vita sedentaria possono contribuire anche in gravidanza a causare la stipsi. La sedentarietà è, infatti, uno dei maggiori fattori di rischio per la stitichezza, insieme alla disidratazione e all’alimentazione povera di fibre. Un ulteriore fattore che contribuisce a promuovere la stipsi è la riduzione del livello di attività fisica che si verifica soprattutto verso l'ottavo mese (ma generalmente anche prima), come conseguenza delle limitazioni nei movimenti imposte dal pancione, dei frequenti indolenzimenti alla schiena e della stanchezza che compare fin dalle prime settimane di gravidanza. Anche lo stress e la tensione emotiva possono rappresentare una frequente concausa della stipsi.

Sforzarsi per Defecare in Gravidanza: Rischi Reali e Falsi Miti per la Madre e il Feto

Una delle preoccupazioni più sentite dalle future mamme riguarda la sicurezza di sforzarsi durante l'evacuazione. Ci si può chiedere se, in caso di stitichezza in gravidanza, spingere faccia male al feto. Molte mamme temono che sforzarsi per defecare sia pericoloso. Alcune donne si chiedono addirittura se spingere troppo non possa provocare un distacco della placenta, con conseguente aborto spontaneo o parto prematuro.

Non Pericoloso per il Feto: Una Rassicurazione Fondamentale

È importante rassicurare: no, sforzarsi per defecare non fa male al bambino. Le pressioni esercitate durante l'evacuazione non sono sufficienti a compromettere la salute del feto o a causare un distacco della placenta. Il distacco della placenta avviene in presenza di preeclampsia, ipertensione, traumi addominali; la stitichezza non rientra tra le possibili cause. I disagi della stipsi e la pancia gonfia, sebbene fastidiosi, non creano problemi al feto. Fintanto che si riesce ad andare in bagno almeno 2 o 3 volte alla settimana senza aiuto di lassativi o clisteri, la situazione è sotto controllo. Se avesse danneggiato il feto, si sarebbero manifestati dei segnali. In ogni caso se non è tranquilla faccia un'ecografia di controllo: è l'unico modo per risolvere ogni timore e ogni dubbio.

Le Complicanze per la Mamma: Emorroidi e Ragadi Anali

Le uniche complicanze che si possono manifestare per la madre sono le emorroidi e le ragadi anali. Le emorroidi compaiono per gli sforzi eccessivi durante l’evacuazione. Queste sono dolorose a loro volta, oltre che portare prurito e sanguinamento. Le ragadi anali sono una complicanza della stipsi: le feci dure possono provocare lesioni sanguinanti (rosso vivo) e dolore. Tuttavia, per le emorroidi in gravidanza esistono degli integratori specifici, per i quali è bene consultare un medico o il proprio ginecologo.

Diagramma che illustra emorroidi e ragadi anali

Quando Preoccuparsi: I Segnali di Allarme di un Blocco Intestinale (Casi Rari)

In casi molto più rari, la stipsi sfocia in un vero e proprio blocco intestinale. L’ostruzione intestinale si presenta con questi sintomi: crampi e spasmi addominali forti, slegati dai normali movimenti fetali; nausea e vomito; inappetenza; febbre. Le feci bloccate nell’intestino possono provocare vere e vere proprie lesioni interne, con tanto di cancrena e infiammazione della membrana addominale. Nei casi peggiori, il blocco mette in pericolo la vita di mamma e bambino. Qualora non si riesca ad andare in bagno per oltre 3-4 giorni, è importante contattare il proprio medico. Se nemmeno i lassativi fanno effetto e la stitichezza è ostinata, bisogna consultare un gastroenterologo. La stipsi e altri disturbi che coinvolgono l'intestino non sono una minaccia per l'evoluzione della gravidanza, tuttavia è più che consigliabile agire per risolverli.

Strategie Efficaci per Combattere la Stitichezza in Gravidanza: Un Approccio Integrato

Come combattere la stitichezza in gravidanza? Bisogna tenere in considerazione che il problema della stipsi in gravidanza non può essere risolto con il semplice ricorso a lassativi, ma, essendo un disturbo multifattoriale, risulta corretto agire su più fronti, sempre sotto la guida di professionisti esperti. Le indicazioni per la stipsi sono le stesse per tutta la popolazione, comprese le donne incinte.

L'Alimentazione: La Prima Linea di Difesa Contro la Stipsi Gravidica

La dieta resta la prima alleata contro la stitichezza ostinata in gravidanza. Come si è capito, quindi, una corretta alimentazione può aiutare contro la stipsi. Infatti, bastano poche correzioni in fatto di cibo per migliorare la situazione e tenerla sotto controllo. La stipsi è un disturbo estremamente diffuso in persone di entrambi i sessi e di ogni età, soprattutto a causa della dieta povera di alimenti ricchi di fibre e liquidi e della sedentarietà.

L'Importanza delle Fibre Alimentari

Al primo posto c'è, ovviamente, aumentare l'apporto di fibre vegetali, fondamentali per la motilità intestinale. L’alimentazione quotidiana deve essere ricca d’acqua e di alimenti che apportano notevoli quantità di fibre. Le fibre aiutano a riattivare la motilità intestinale e rendono le feci più morbide. Ogni giorno vanno consumate almeno 2-3 porzioni abbondanti di verdura e 2 di frutta, preferibilmente di stagione. I cibi più efficaci per prevenire la costipazione sono naturalmente quelli ricchi di fibre.

Le fibre si distinguono in due categorie principali:

  • Fibre non solubili (come crusca e cereali): Queste possono ridurre l’assorbimento degli oligoalimenti e, se assunte in eccesso, possono provocare irritazione alle mucose intestinali. Nonostante ciò, i cereali integrali sono importanti.
  • Fibre idrosolubili (frutta e verdura): Non irritano l’intestino e richiamano acqua nell’intestino. Questo fa sì che la peristalsi si attivi, le feci si ammorbidiscano e possano uscire con facilità. A quest’ultima categoria appartiene lo Psyllium, fibra idrosolubile, la cui attività lassativa è legata proprio al rivestimento mucillaginoso che la ricopre che, a contatto con l’acqua, si espande fino ad aumentare di 25 volte il proprio peso.

Tavola alimentare ricca di fibre per la gravidanza

Per favorire il transito intestinale è necessario assicurarsi un adeguato introito di frutta, come pere, mele, prugne, albicocche, kiwi, ciliege, cachi (soltanto per fare alcuni esempi), che possono essere assunte anche sotto forma di frullati, smoothie o centrifughe, preferibilmente senza aggiunta di zucchero. Tra le verdure, sono perfette tutte le insalate e le verdure a foglia verde o rossa (catalogna, radicchio, spinaci, erbe ed erbette ecc.), le carote, le zucchine, la zucca, i finocchi, le cipolle, i pomodori, i cavolfiori, le rape ecc., da scegliere in relazione ai propri gusti e a eventuali problemi soggettivi di intolleranza a livello digestivo o intestinale. La verdura da prediligere è quella a foglia larga e verde ma anche zucca, fagiolini, zucchine, broccoli. Anche i cereali sono ricchi di fibre, è consigliabile però passarli prima di assumerli, in modo da evitare meteorismo e flatulenza.

Altra accortezza di privilegiare il cibo integrale, in quanto garantisce ancora maggiore regolarità intestinale. Vegetali ricchi di acqua come cetrioli, pomodori, lattuga iceberg, ananas, melone, anguria, zucca, scarola, finocchi e frutti di bosco sono consigliati. I carboidrati come pane, pasta, riso, orzo e avena forniscono energia a lento rilascio. Optare per varianti integrali e arricchite, ad esempio, con crusca di frumento aumenta l'apporto di fibre. I legumi, soprattutto se associati ad una fonte di carboidrati complessi come pane, riso o pasta, forniscono un pasto leggero e saziante, ad alto contenuto di fibre. Frutta secca e semi, fonte di grassi sani e fibre, supportano la salute dell’organismo e dell’intestino.

Idratazione Adeguata

Per cercare di porre rimedio alla stipsi, è importantissimo intervenire sull’idratazione. L’alimentazione quotidiana deve essere ricca d’acqua (almeno 2 litri al giorno). L'assunzione corretta di acqua, che generalmente si attesta sui 2-2,5l di acqua al giorno, considerando anche i liquidi assunti tramite i cibi, è fondamentale. La scarsa idratazione può provocare anche cistite. Bere almeno 2 litri di acqua al giorno è cruciale. La disidratazione è una delle cause principali di stitichezza, anche quando non si è incinte: la mancanza di idratazione indurisce le feci e le rende difficili da espellere. L’aumento di aldosterone nell’ultimo trimestre aggrava il problema.

Oltre a essere ricca di fibre, la dieta anti stipsi deve prevedere liquidi in abbondanza, dove per liquidi si intendono sia quelli che si bevono sia quelli che si assumono "passivamente" con i cibi. Tra i primi, il riferimento principe è l'acqua naturale, che deve essere scelta tra quelle di buona qualità, microbiologicamente pure, a basso contenuto di sodio (che tende a promuovere la stitichezza e la ritenzione idrica) e con minimo residuo fisso, come per esempio Acqua Amorosa Humana. È consigliato consumare almeno 2,5 litri di acqua al giorno: è possibile farlo sia attraverso gli alimenti ricchi d’acqua (come la verdura), le zuppe e i brodi, sia bevendo direttamente acqua e tisane. Importantissimo poi bere almeno due litri di acqua al giorno, iniziando dal mattino quando lo stomaco è ancora vuoto: questo soltanto dovrebbe stimolare l'evacuazione, meglio ancora se l'acqua è tiepida (se non addirittura calda) con uno spicchio di limone all'interno. Puoi aiutare bere l'acqua di cottura delle prugne secche che, una volta bollite favoriscono l'evacuazione.

Abitudini Alimentari Corrette

Si consiglia di mangiare con calma, masticando ogni boccone lentamente e a lungo. Frazionare i pasti in piccoli appuntamenti durante il giorno. Specialmente se si dovesse soffrire di nausee, è consigliabile fare pasti più piccoli e frequenti, assumendo fonti di liquidi principalmente tra un pasto e l’altro. Per quanto riguarda la stipsi la frutta e la verdura andrebbero consumati cotti e i legumi sarebbero da preferire decorticati.

Probiotici e Prebiotici

Un altro intervento potenzialmente utile contro la stitichezza è rappresentato da preparati probiotici a base di lattobacilli e bifidobatteri. Questi prodotti non hanno effetti lassativi diretti, ma ottimizzando la composizione e l'attività della microflora intestinale contribuiscono a migliorare la consistenza delle feci e il transito intestinale. Mantenimento in salute della flora intestinale, tramite l’utilizzo di probiotici. Per venire incontro alle esigenze delle mamme che soffrono di questo problema Humana ha sviluppato il probiotico Benelife flora. In genere, è sufficiente assumerne una bustina un paio di volte al giorno, dopo averla sciolta in mezzo bicchiere d'acqua naturale o in qualunque altro liquido freddo o tiepido (al di sotto dei 37°C e non gassato) oppure in alimenti semiliquidi come lo yogurt, a stomaco pieno o prima dei pasti.

Un altro intervento utile per migliorare la funzionalità intestinale in gravidanza consiste nell'assumere regolarmente preparati simbiotici a base di microrganismi probiotici specifici (in particolare, Lactobacillus rhamnosus e Saccaromyces Boulardii) e di sostanze prebiotiche (come, per esempio, i galatto-oligosaccaridi), come Lactogèrmine Plus Humana, in grado di supportare l'equilibrio della flora intestinale endogena. Anche in questo caso, sono sufficienti 1-2 assunzioni al giorno, salvo diversa indicazione del medico. Inoltre, lo Psyllium vanta anche proprietà prebiotiche, grazie alla loro capacità di favorire la crescita di una flora batterica acidofila a discapito di specie batteriche ad azione putrefattiva. Entrambi gli alimenti (probiotici e prebiotici) sono ricchi di probiotici e riequilibrano la flora intestinale, spesso sofferente a causa dello stress.

Alimenti da Moderare o Evitare

Da ridurre drasticamente il consumo degli alimenti che possono aumentare il problema. Fanno parte dell'elenco: brodo di carne, tortellini, ravioli, riso, cacciagione, maiale, carni affumicate o conservate, crostacei, molluschi, pesce fritto, frittata, latte intero, formaggi stagionati e fermentati, peperoni, melanzane, funghi, ravanelli, carote crude, maionese, olio e burro fritti (che comunque andrebbero evitati!), tutta la frutta non matura, cioccolato e dolciumi in generale, pane bianco con molta mollica.

Al contrario, dovrebbero essere consumati con moderazione il tè, il caffè e le altre bevande contenenti caffeina, soprattutto se zuccherate o addizionate con dolcificanti artificiali. In piccole quantità stimolano la defecazione; in grosse quantità, stimolano la diuresi, provocano disidratazione e favoriscono la stitichezza. Decisamente da evitare, poi, le bevande alcoliche di qualunque tipo (vino, birra, aperitivi, cocktail, superalcolici), che disidratano e determinano una molteplicità di effetti tossici sia per l'organismo della donna sia, soprattutto, per quello del feto che si sta sviluppando.

È importante poi evitare sostanze irritanti in quanto se si soffre di stipsi bisogna allontanare tutto ciò che possa infiammare la mucosa intestinale come i cibi molto salati, piccanti o troppo speziati. Ridurre il sale è un consiglio importante, evitando l'uso eccessivo di sale, soprattutto quello contenuto nei cibi processati e confezionati, per prevenire la ritenzione di liquidi. Limitare gli alimenti astringenti, come le banane acerbe o i limoni. Anche il cioccolato ha proprietà astringenti, quindi occhio alla crema di cacao e nocciole. Ridurre la carne rossa e i cibi grassi, che sono difficili da digerire e privi di fibre. Limitazione dei cibi pro-infiammatori: ridurre latticini e glutine, preferendo alimenti privi di lattasi e cereali senza glutine come riso integrale, miglio, amaranto e grano saraceno.

Cibi da evitare e moderare in gravidanza per la stipsi

Un nutrizionista esperto può aiutare ad orientarsi verso scelte alimentari corrette e consapevoli che possano coniugare la salute intestinale della mamma e un sano sviluppo del bambino in questa delicata fase della vita.

Il Movimento e lo Stile di Vita: Alleati Indispensabili per la Regolarità Intestinale

Il secondo alleato contro la stitichezza in gravidanza e in tutti gli altri momenti della vita è il movimento, che ha il duplice effetto favorevole di promuovere la peristalsi e il transito intestinale e allentare tensione e stress, che costituiscono una frequente concausa della stipsi. L'attività fisica è importantissima, leggera ma costante, che riesca a tonificare la muscolatura e a stimolare la motilità intestinale, favorendo la regolarità dell’alvo. Uno dei fattori più importanti anche durante la gravidanza è il movimento: tra i suoi infiniti benefici, l'attività fisica (non necessariamente sportiva, basta anche solo una camminata quotidiana) è utile anche all'intestino in quanto facilita la peristalsi, dunque la regolarità intestinale.

Attività Fisica Moderata e Costante

Per ottenere benefici a livello intestinale non è necessario improvvisarsi atleti, soprattutto se non si era molto orientate all'attività fisica prima del concepimento. È sufficiente passeggiare ogni giorno per almeno 30-45 minuti, abbastanza di buon passo. Sebbene risulti difficoltoso, soprattutto negli ultimi mesi della gravidanza, è utile fare brevi e ripetute passeggiate. In alternativa, vanno benissimo il nuoto, la ginnastica dolce in acqua o a terra, la cyclette (sempre per circa 45 minuti, almeno 2 volte alla settimana). Attività consigliate durante la dolce attesa sono per esempio la camminata e il nuoto. Un moderato esercizio aerobico stimola l’afflusso di sangue nei muscoli di tutto il corpo, compresi quelli dell’intestino. Spesso tanto basta per stimolare il transito intestinale e aiutare la defecazione. Allo scopo va bene qualsiasi attività cardio compatibile con la gravidanza, dal nuoto alla semplice camminata. L’ideale sarebbe dedicarvi circa 30 minuti al giorno, così da mantenere anche un buon tono muscolare e stimolare la produzione di endorfine.

Donna incinta che pratica yoga dolce

Fare esercizio fisico è un altro modo per riattivare l’intestino e mantenersi in salute, sia durante sia dopo la gestazione. La mancanza di tono dei muscoli visibili spesso si riflette in una mancanza di tono dei muscoli invisibili, che si traduce in una minore mobilità intestinale. Ecco perché un buon allenamento fisico aiuta anche le fasce muscolari che non vediamo, comprese quelle che controllano l’intestino. Inoltre, alcuni esercizi hanno l’effetto di un massaggio sull’intestino, stimolando il transito delle feci al suo interno. Ovviamente, qualsiasi tipo di attività fisica in gravidanza va prima concordata con il proprio ginecologo. La respirazione diaframmatica, o respirazione profonda, può rilassare i muscoli addominali e favorire la peristalsi intestinale, facilitando di conseguenza l’evacuazione.

L'Approccio al Momento dell'Evacuazione

Un altro aspetto da considerare per migliorare la funzionalità intestinale è l'atteggiamento che si adotta al momento di andare in bagno. Inutile stressarsi prevedendo già la necessità di sforzarsi con scarso esito: per riuscire ad andare di corpo più facilmente bisogna essere rilassate, prendersi il tempo necessario e non avere fretta di arrivare allo scopo tra un impegno e l'altro, né rimandare lo stimolo ad andare in bagno. Se nonostante una situazione psicologica e ambientale ideale non si riesce a defecare in tempi ragionevoli, non si deve insistere. La posizione assunta sul WC può influire sulla facilità di evacuazione. Utilizzare uno sgabello per sollevare le gambe può aiutare a imitare la posizione naturale di accovacciamento, facilitando l'evacuazione delle feci e riducendo la pressione sul retto.

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Integratori e Rimedi Naturali: Un Supporto Cautelato

Se niente di quanto già elencato sembra funzionare e agevolare la defecazione, l'alternativa è considerare integratori e rimedi naturali, ma solo dopo aver consultato il proprio medico. Infatti, queste opzioni non rappresentano una soluzione permanente alla stipsi in gravidanza, oltre al fatto che vanno assunti con moderazione e sempre sotto il controllo medico. Generalmente, i lassativi naturali a base di fibre vegetali, se usati al bisogno, aiutano la formazione della massa fecale, richiamando acqua nel lume intestinale. Nonostante si tratti di sostanze naturali, è sempre bene chiedere un consiglio al proprio medico prima di assumerli, specialmente in gravidanza.

Fibre Vegetali Naturali

Integratori a base di Fibre come ad esempio lo Psyllium, dotati di effetto emolliente, protettivo, antiflogistico e lassativo, possono essere utili in caso di stipsi cronica e di rieducazione intestinale. Per un'azione più specifica sulla stipsi, ma sempre di tipo naturale, si può fare riferimento a un integratore alimentare a base di psyllium, vitamine e Lactobacillus acidophilus, come per esempio Sedastip Humana. Lo psyllium è una fibra notoriamente in grado di favorire la regolarità del transito intestinale e la produzione di feci di volume e consistenza "normali". La presenza di fibra di acacia esercita un'azione emolliente e lenitiva aggiuntiva sul sistema digerente e un effetto prebiotico, ovvero di equilibrio della flora intestinale. La donna in gravidanza può assumerne tre o più bustine al giorno, in base alle necessità o secondo l'indicazione medica. Il contenuto della bustina va sciolto in un bicchiere di acqua o in un altro liquido non gassato a temperatura ambiente, mescolando bene e la soluzione ottenuta va bevuta subito.

I più noti in questa categoria sono lo psillio, i semi di lino, la cellulosa o la gomma di guar; sono in genere considerati i più sicuri da usare durante la gravidanza, purché si assumano con abbondante acqua durante la giornata. Il glucomannano è un ottimo rimedio naturale per la stitichezza consigliato anche alle donne incinte. Si tratta di un polisaccaride estratto dalla radice di konjac, venduto sotto forma di capsule contenenti una polvere granulosa. Benché sia sicuro per la salute, il glucomannano va assunto lontano da farmaci e altri integratori, dato che potrebbe ostacolarne l’assorbimento. Inoltre, assunto in grosse quantità provoca meteorismo e diarrea: meglio non esagerare. Le compresse di crusca, qualora non si ami il cibo integrale, favoriscono il transito intestinale e, al contrario di supposte e medicinali, non causano assuefazione. È però importante seguire le indicazioni riportate sulla confezione e non esagerare: anche troppa crusca può far male e limitare l’assorbimento di alcuni nutrienti, come il ferro. I semi di psillio, che hanno un meccanismo simile a quello dei semi di lino, a contatto con l’acqua, formano una mucillagine che favorisce il transito intestinale. Meglio assumerli lontano dai pasti, però, per evitare che ostacolino l’assorbimento di nutrienti importanti.

Tisane

La tisana alla malva è un blando lassativo naturale, adatto anche alle donne incinte o che stanno allattando. L’importante è non berne più di una tazza al giorno, per evitare che provochi diarrea e malassorbimento dei nutrienti. Se, insieme alla stipsi, sono presenti anche sensazione di gonfiore e flatulenza, può essere consigliabile la Tisana Finocchio Humana agli estratti di finocchio, pianta nota per la sua capacità di promuovere la digestione e ridurre la produzione di gas intestinale, nonché in grado di contribuire ad alleviare alcuni dei sintomi del colon irritabile. Anche per la preparazione di camomilla e tisane è consigliabile utilizzare acqua in bottiglia di buona qualità con poco sodio e basso residuo fisso, come l’Acqua Amorosa Humana.

Microclismi

Anche i microclisteri, più comunemente noti come microclismi, sono una soluzione per combattere la stitichezza e facilitare l’atto dell’evacuazione, purché siano a base di sostanze naturali non irritanti per la mucosa rettale.

Complesso Triptofano - Niacina

Il Triptofano è un amminoacido essenziale, cioè che non può essere sintetizzato dall’organismo e che quindi deve essere necessariamente assunto attraverso la dieta. Una deficienza combinata di Niacina e Triptofano può causare alterazioni del tratto digestivo tra cui la costipazione.

Avvertenze su alcuni Rimedi Naturali

Nonostante siano efficaci e benefici in altre fasi della vita, in gravidanza vanno evitati i semi di lino crudi: in alte quantità, contengono glucosidi cianogenetici dannosi per la salute. Li si può invece mangiare quando sono cotti, come all’interno di biscotti o pani integrali.

Farmaci Lassativi in Gravidanza: Quando e Quali Utilizzare

Per la stitichezza in gravidanza non esistono rimedi particolari: le indicazioni per la stipsi sono le stesse per tutta la popolazione, comprese le donne incinte. Molti lassativi e ammorbidenti delle feci sono disponibili senza prescrizione medica, tuttavia ogni tipo di lassativo deve essere assunto sotto sorveglianza medica e solo se le modifiche della dieta/stile di vita non hanno apportato alcun beneficio, avendo l’accortezza di assumerlo solo al bisogno e rispettando la posologia del farmaco.

Lassativi Sicuri e Modalità d'Uso

Secondo le raccomandazioni dell’O.M.S, per alleviare la stipsi in gravidanza, quando il disturbo non risponde a modifiche dell'alimentazione, possono essere utilizzati supplementi a base di fibre e solo alcune tipologie di lassativi, il tutto sotto controllo medico. I lassativi che sono considerati sicuri da usare su base occasionale durante la gravidanza includono i lassativi lubrificanti come la glicerina, il docusato di sodio e l'olio di vaselina. Questi lassativi ammorbidiscono e lubrificano le feci, facilitandone il passaggio lungo il tratto intestinale. Rimedi farmacologici considerati sicuri anche per le donne incinte sono: supposte a base di glicerina, lattulosio, sorbitolo. Questi funzionano richiamando l’acqua nell’intestino, affinché le feci si ammorbidiscano. In gravidanza è preferibile, se possibile, utilizzare lassativi non assorbiti dal tratto gastrointestinale come quelli formanti massa (per esempio psillio, metilcellulosa), il macrogol, il lattulosio, il docusato. Il farmaco lassativo di prima scelta in gravidanza è il macrogol. L'assunzione di macrogol e semplici abitudini di vita possono favorire efficacemente l'attività dell'intestino.

Confezioni di lassativi sicuri in gravidanza

Lassativi Controindicati e Avvertenze Generali

I lassativi vanno comunque usati con moderazione, dato che alla lunga impigriscono l’intestino e rendono sempre più difficile defecare senza aiuti. Un uso eccessivo e prolungato può portare alla perdita di controllo sul ciclo dell'evacuazione. Tendenzialmente controindicati durante la gravidanza sono i lassativi ad effetto stimolante, come il bisacodile e il sodio picosolfato. Sono sostanze che, a differenza dei lassativi che formano massa fecale, che impiegano più tempo per agire, questi agiscono direttamente sulle cellule nervose dell'intestino, provocando contrazioni rapide, causando potenzialmente effetti collaterali gravi, come squilibri elettrolitici e stitichezza cronica. Salvo stitichezza ostinata e prolungata, vanno invece evitati i lassativi osmotici salini e quelli a base di olio di ricino: possono provocare contrazioni uterine e disidratazione. Se dovesse servire, sarà cura del medico prescriverli.

Domande Comuni e Chiarimenti Finali

Nonostante l’intestino pigro sia un disturbo comune tra le donne incinte, sia all’inizio sia alla fine della gestazione, si accompagna a moltissimi dubbi spesso inespressi. Alcuni di questi sono ansie prive di un reale fondamento, mentre altri meritano qualche riflessione in più.

Perché la mia cacca è nera?

In gravidanza, capita di fare la cacca nera ed è quasi sempre normale: supplementi a base di ferro e alimenti molto ricchi di ferro, come il fegato, possono scurire le feci. Lo stesso vale per verdure a foglia verde come gli spinaci e per i frutti di bosco, che possono scurire la cacca fino a farla diventare nera. Le feci nere possono essere anche sintomo di emorragie interne, però. In caso di dubbio, parlane con il tuo medico: probabilmente ti consiglierà degli esami per accertare che vada tutto bene.

Posso fare un clistere in gravidanza?

In gravidanza, i clisteri vanno fatti solo dietro indicazione del medico, specie dopo la 20a settimana: il clistere provoca contrazioni intestinali che potrebbero intensificarsi, causando anche contrazioni uterine premature. Inoltre, è solo una pezza a un problema più profondo. Salvo casi particolari, la cosa migliore è cercare di defecare naturalmente, anche usando i metodi descritti. Il clistere dev’essere l’extrema ratio, da usare quando nient’altro funziona o subito prima del parto. La prossima volta userò un clistere (dice l'utente): si può utilizzare occasionalmente in caso di stitichezza conclamata, tenendo comunque presente che in gravidanza l'attività intestinale rallenta e che, se le feci non sono particolarmente dure, si può anche attendere l'evacuazione spontanea, magari aiutandosi con un microclisma.

Può capitare di defecare durante il parto?

Dopo nove mesi all’insegna della stitichezza, tante donne hanno il terrore di defecare durante il parto. Può succedere? Sì, alcune donne finiscono per fare la cacca mentre partoriscono, a causa delle spinte. È una cosa normale che però può mettere (comprensibilmente) in imbarazzo. Se l’idea di defecare davanti a tutti risulta insopportabile, è possibile fare un piccolo clistere a casa prima di andare in ospedale. In alcuni ospedali sono le ostetriche stesse a fornirlo prima del parto, proprio per evitare l’imbarazzo alla futura mamma.

Quando Consultare il Medico

Se, nonostante una situazione psicologica e ambientale ideale, non si riesce a defecare in tempi ragionevoli, non si deve insistere. Se prendendo questi accorgimenti la stitichezza e i disturbi a essa correlati persistono, è meglio rivolgersi al proprio medico, che potrà consigliare farmaci lassativi come quelli a base di sorbitolo, glicerina e lattulosio.

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