L'Assegno Unico e Universale e il Superamento dei Vecchi Benefici: Assegni Familiari e Bonus Bebè a Confronto

Il panorama degli aiuti alle famiglie in Italia ha subito una significativa trasformazione con l'introduzione dell'Assegno Unico e Universale per i figli a carico (AUU), che, a decorrere dal 1° marzo 2022, ha ridefinito le modalità di supporto economico ai nuclei familiari. Questa nuova misura si configura come un beneficio economico attribuito mensilmente, parametrato alla condizione economica del nucleo familiare in base all'Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE). L'obiettivo principale dell'AUU è quello di semplificare e riorganizzare le diverse provvidenze a sostegno della famiglia e della natalità, sostituendo una pluralità di strumenti preesistenti.

Semplificazione dei benefici familiari in Italia

Assegno Unico e Universale: La Nuova Architettura del Sostegno Familiare

L'Assegno Unico e Universale è un "beneficio economico attribuito, su base mensile, per il periodo compreso tra marzo di ciascun anno e febbraio dell'anno successivo, ai nuclei familiari sulla base della condizione economica del nucleo familiare", come stabilito dall'art. 1 comma 1 del d.lgs. 230/2021. L'istituto dell'AUU è stato introdotto proprio dal d.lgs. 230/2021, recante l’“istituzione dell'assegno unico e universale per i figli a carico, in attuazione della delega conferita al Governo ai sensi della legge 1° aprile 2021, n. 46”. Il decreto è stato successivamente modificato da diverse circolari e messaggi INPS, tra cui il d.l. circolare 9 febbraio 2022 n. messaggio 20 aprile 2022 n. circolare 14 marzo 2023 n. circolare 10 agosto 2023 n. e la circolare 4 febbraio 2025 n.

Una delle caratteristiche fondamentali dell'AUU è la sua natura "universalistica", poiché l'erogazione è garantita per i figli a carico, a determinate condizioni, indipendentemente dalla posizione lavorativa dei genitori - siano essi lavoratori dipendenti (pubblici o privati), autonomi, inoccupati - e a prescindere dalla situazione reddituale. Questa base universalistica rappresenta un cambiamento significativo rispetto alle precedenti misure, spesso legate a specifiche categorie lavorative o a soglie di reddito più stringenti.

ASSEGNO UNICO 2026: A CHI SPETTA? COME FUNZIONA?

L'introduzione dell'AUU ha avuto anche una natura semplificativa, giacché sostituisce una pluralità di provvidenze, tra cui il Bonus Bebè e il Bonus Mamma Domani, "fondendoli" in uno strumento unico a sostegno della famiglia e della natalità. Tuttavia, l’AUU non incide sugli importi del “bonus asilo nido” e risulta “compatibile” con misure in denaro a favore dei figli a carico erogate da Regioni, Province autonome di Trento e di Bolzano ed Enti Locali.

Beneficiari e Requisiti dell'Assegno Unico e Universale

L'assegno spetta per ogni figlio a carico, a partire dal settimo mese di gravidanza fino al compimento dei 21 anni di età, senza limiti di età per i figli con disabilità. In particolare, l’art. 2 c. 1 lett. c-bis) d. lgs. cit. prevede che l’assegno spetti ai "nuclei familiari orfanili, per ogni orfano maggiorenne a condizione che sia già titolare di pensione ai superstiti e riconosciuto con disabilità grave ai sensi dell'articolo 3 c. 3 della legge 104/1992".

Grafico sui beneficiari dell'AUU per età

Si considerano a carico i figli minorenni e i figli maggiorenni fino al compimento dei 21 anni, purché frequentino un corso di formazione scolastica o professionale, un corso di laurea, svolgano un tirocinio o un'attività lavorativa con reddito complessivo inferiore a un certo limite, o siano registrati come disoccupati e in cerca di lavoro presso i servizi per l'impiego, o svolgano il servizio civile universale. La legge dispone che, al fine di assicurare la piena conoscibilità del beneficio, al momento della registrazione della nascita del figlio, l'ufficiale di stato civile informi i genitori (art. 2 c. 3 d.lgs. 230/2021). In applicazione dell’art. 3 D.P.C.M. 159/2013, il figlio maggiorenne, che non convive con alcuno dei genitori, può fare parte del nucleo dei suoi genitori in cui “viene attratto”; ciò si verifica qualora il figlio abbia un’età inferiore a 26 anni, sia a carico dei genitori ai fini IRPEF e non sia coniugato e/o abbia figli propri.

L'assegno è riconosciuto a condizione che al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio il richiedente sia in possesso congiuntamente di specifici requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno (art. 3 d.lgs. 230/2021).

Il Ruolo dell'ISEE e il Calcolo degli Importi

L'ISEE, acronimo di "Indicatore della Situazione Economica Equivalente", è uno strumento di valutazione, attraverso criteri unificati, della situazione economica di coloro che richiedono prestazioni sociali agevolate (art. 2 c. 1 DPCM 159/2013). Ai fini del calcolo dell'ISEE, occorre compilare la Dichiarazione Unica Sostitutiva (DSU). La nozione di nucleo familiare ai fini della dichiarazione ISEE è contenuta nell’art. 3 D.P.C.M. 159/2013, e include i componenti della famiglia anagrafica alla data di presentazione della DSU e il figlio maggiorenne, non convivente con i genitori e a loro carico ai fini IRPEF, nel caso non sia coniugato e non abbia figli. Inoltre, secondo l’art. 3 c. 3 DPCM 159/2013, il minore in affidamento temporaneo è considerato componente del nucleo familiare dell'affidatario.

L'importo dell'assegno unico varia in base all'ISEE del nucleo familiare e all'età dei figli. Per il 2025, gli importi e le relative soglie ISEE sono stati adeguati in base all'aumento del costo della vita (+0,8% nel 2024). L'importo mensile per ciascun figlio minorenne va da un massimo di 201 euro per ISEE fino a 17.227,33 euro, a un minimo di 57,50 euro per ISEE pari o superiore a 45.939,56 euro o in assenza di ISEE. Per i figli maggiorenni fino ai 21 anni, l'importo va dai 25 agli 85 euro.

Gli importi per ciascun figlio possono essere maggiorati in determinati casi, ad esempio nel caso in cui entrambi i genitori siano titolari di reddito da lavoro, oppure nel caso di unico genitore lavoratore al momento della presentazione della domanda, ove l'altro risulti deceduto, per un periodo massimo di 5 anni successivi a tale evento, nell'ambito del limite di godimento dell'assegno (art. 4 comma 8 d.lgs. 230/2021). È inoltre previsto un bonus che offre una maggiorazione dell'assegno unico e universale per nuclei familiari con più di due figli.

Tabella riassuntiva degli importi AUU in base all'ISEE

Modalità di Richiesta e Erogazione

La domanda per l'Assegno Unico e Universale può essere presentata da un genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale (art. 6 c. 2 d.lgs. 230/2021), a partire dal 1° gennaio 2022. L'assegno è corrisposto dall'INPS ed è erogato in pari misura tra coloro che esercitano la responsabilità genitoriale. Tuttavia, l’assegno viene sempre erogato interamente a un solo genitore se da un provvedimento del giudice o da un accordo scritto tra le parti risulta che quel genitore ha l'esercizio esclusivo della responsabilità genitoriale ovvero l'affidamento esclusivo. Parimenti, l’assegno viene sempre erogato a un solo genitore se il giudice, nel provvedimento che disciplina la separazione di fatto, legale o il divorzio dei genitori, ha disposto che dei contributi pubblici usufruisca uno solo dei genitori.

I figli maggiorenni possono presentare la domanda in sostituzione dei genitori e richiedere la corresponsione diretta della quota di assegno loro spettante (art. 6 c. 5 d.lgs. 230/2021). Per l’anno 2025, non è necessario provvedere alla presentazione di una nuova domanda di AUU, purché la domanda precedentemente trasmessa all’Istituto non sia decaduta, revocata, rinunciata o respinta. L'erogazione “automatica” richiede che non siano intervenute delle variazioni all’interno del nucleo familiare.

L'Assegno Unico e Universale non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini IRPEF (art. 8 d.lgs. 230/2021) e, per la determinazione del reddito familiare, non si computa nei trattamenti assistenziali.

ASSEGNO UNICO 2026: A CHI SPETTA? COME FUNZIONA?

Assegni per il Nucleo Familiare (ANF): Il Contributo Precedente l'AUU

Gli Assegni per il Nucleo Familiare (ANF) sono stati un contributo economico erogato dall'INPS per aiutare le famiglie con reddito basso. Erano un sostegno per aiutare i nuclei familiari in difficoltà a fronteggiare le spese quotidiane e garantire un tenore di vita dignitoso. Nello specifico, gli ANF spettavano ad alcune categorie di lavoratori, titolari di pensione delle prestazioni economiche previdenziali da lavoro dipendente e ai lavoratori assistiti dall'assicurazione contro la tubercolosi. Erano quindi rivolti a: lavoratori dipendenti del settore privato, lavoratori dipendenti agricoli, lavoratori dipendenti di ditte cessate o fallite, titolari di prestazioni economiche previdenziali da lavoro dipendente, lavoratori in altre situazioni di pagamento diretto (es. lavoratori in aspettativa sindacale, marittimi sbarcati per infortunio). Non spettavano invece a: coltivatori diretti, coloni e mezzadri; piccoli coltivatori diretti; pensionati delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri).

A partire dal 1° marzo 2022, l'ANF per i figli è stato sostituito dall'Assegno unico e universale per i figli. La circolare dell’INPS n. 34 del 28 febbraio 2022 ha chiarito che "limitatamente ai nuclei familiari con figli e orfanili, a decorrere dal 1° marzo 2022, cessano di essere riconosciute le prestazioni […] concernenti gli assegni familiari". I nuovi livelli di reddito riguardano quindi solo i nuclei con familiari diversi da quelli con figli e orfanili e, dunque, composti dai coniugi, dai fratelli, dalle sorelle e dai nipoti.

Funzionamento e Requisiti degli ANF

L'ammontare dell'assegno ANF variava in base alla composizione del nucleo familiare e al reddito complessivo. Le domande dovevano essere presentate direttamente all’INPS attraverso il servizio dedicato sul portale online o tramite gli enti di patronato. L'erogazione avveniva in modalità mensile, tramite bonifico bancario o postale, o su carta prepagata. Il diritto decorreva dal primo giorno del periodo di paga o di pagamento della prestazione, durante il quale venivano verificate le condizioni e i requisiti richiesti per accedere al contributo. L'assegno non veniva più erogato nel momento in cui le condizioni necessarie venivano a mancare.

L’importo dell’Assegno era calcolato in base alla tipologia del nucleo familiare, al numero dei componenti e al reddito complessivo del nucleo familiare. L'ANF veniva erogato in importi decrescenti per scaglioni crescenti di reddito. Alcuni nuclei avevano diritto ad importi e fasce reddituali più favorevoli, come ad esempio i monoparentali oppure nuclei con componenti inabili.

Per le richieste fino al 28 febbraio 2022, il nucleo doveva essere composto da: chi richiedeva l'ANF; il coniuge o la parte di unione civile; i figli (o equiparati) minori di 18 anni; i figli (o equiparati) tra i 18 e i 21 anni, ma solo se studenti o apprendisti (per i nuclei composti da più di tre figli l'età si allungava fino ai 26 anni); figli maggiorenni inabili che per problemi fisici o mentali si trovavano nell’assoluta e permanente inabilità a proficuo lavoro; i fratelli, le sorelle e i nipoti del richiedente, minori di età o maggiorenni inabili, orfani di entrambi i genitori e non aventi diritto alla pensione ai superstiti.

Per le richieste dopo il 1° marzo 2022, il nucleo doveva essere composto da: chi richiedeva l'ANF; il coniuge o la parte di unione civile; i fratelli, le sorelle e i nipoti del richiedente, minori di età o maggiorenni inabili, orfani di entrambi i genitori e non aventi diritto alla pensione ai superstiti. Per i richiedenti extracomunitari, poteva includere i familiari che risiedevano in Italia, o che non risiedevano in Italia se lo Stato estero da cui proveniva il richiedente aveva stipulato una convenzione internazionale con il nostro Paese per gli ANF o se era un Paese UE, o che risiedevano in Paese terzo se il richiedente era titolare di permesso di soggiorno di lungo periodo o di permesso unico di soggiorno.

Differenze tra requisiti ANF pre e post 2022

Il Bonus Bebè: Un Sostegno alla Natalità Prima dell'AUU

Il Bonus Bebè, noto anche come Bonus Nascita, è stato un importante sostegno economico destinato alle famiglie italiane. Insieme al Bonus Asilo Nido e all’Assegno Unico Universale, aveva come obiettivo il generale benessere sia della famiglia che del neonato in arrivo. Il Bonus Bebè 2025, che prendeva anche il nome di Carta per i nuovi nati, era un bonus di 1.000 euro erogato una tantum per ciascun figlio che fosse nato o fosse stato adottato nel 2025. L'importo veniva erogato non oltre il mese che seguiva la nascita o l'adozione, e non concorreva alla composizione del reddito familiare.

Immagine di un bambino e una famiglia felice

A norma di legge, il Bonus Bebè spettava ai nuclei familiari con un ISEE che non superasse i 40.000 euro. Per gli eventi (nascite o adozioni/affidamenti preadottivi) del 2020, in assenza di ISEE in corso di validità al momento della presentazione della domanda (ad esempio, DSU non presentata, ISEE scaduto, DSU senza bambino per il quale l’assegno è richiesto, ecc.), a differenza di quanto previsto nella precedente normativa (attualmente ancora vigente per gli eventi antecedenti al 2020), l’assegno di natalità veniva ugualmente corrisposto in presenza degli altri requisiti.

Come detto, l'Assegno Unico e Universale ha accorpato e sostituito il Bonus Bebè, eliminando la necessità di una domanda separata per questo specifico beneficio.

L'impatto dell'Assegno Unico sulle Detrazioni IRPEF per Figli a Carico

L'introduzione dell'Assegno Unico e Universale ha comportato significative modifiche anche per le detrazioni IRPEF per figli a carico. La nuova misura è chiamata a sostituire i precedenti benefici per i figli a carico, ivi comprese anche le detrazioni IRPEF per figli a carico. Nello specifico, con l'AUU sono stati soppressi gli assegni per il nucleo familiare, l’assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori, il bonus bebè, il premio alla nascita e, per quello che qui più interessa, anche le detrazioni IRPEF previste per figli a carico dall’art. 12 TUIR, ma solo per i soggetti toccati da questa novità.

Confronto tra benefici fiscali pre e post AUU

Fino al 28 febbraio 2022, in busta paga non c'erano cambiamenti, mentre dal 1° marzo 2022 la busta paga non contiene più le detrazioni fiscali per i figli a carico fino a 21 anni di età. Questo significa che se nella busta paga fino al 28 febbraio c’erano detrazioni per figli a carico di età superiore a 21 anni, oppure per il coniuge a carico oppure altri familiari a carico, limitatamente a questi casi nulla è cambiato.

In definitiva, la normativa che regola l’assegno unico modifica le detrazioni per i carichi familiari facendo venire meno le detrazioni spettanti per i figli a carico che rientrano nel perimetro di fruizione dell’assegno unico. Vanno a decadere, quindi, le detrazioni per i figli fino a 21 anni di età che rientrano nell’attuazione del nuovo beneficio, ma restano invece completamente invariati i diritti per le detrazioni delle spese sostenute per i familiari a carico (anche per i figli) che accordano una detrazione/deduzione in dichiarazione dei redditi. Quindi, anche dopo l’introduzione dell’assegno unico si potrà ancora fruire delle detrazioni sulle spese sostenute per i figli a carico di qualsiasi età, come ad esempio quelle relative alle spese di istruzione, le spese mediche e sanitarie, le spese per l’abbonamento del trasporto pubblico, ecc.

La riforma in argomento conferma che le detrazioni d’imposta per familiari a carico, ove spettanti, sono rapportate a mese e continuano a competere dal mese in cui si sono verificate le condizioni richieste a quello in cui le stesse sono cessate, mentre l’assegno unico e universale per i figli sarà erogato dall’INPS in seguito alla presentazione di un’apposita domanda. Non vi sono novità per il limite di reddito per poter essere considerati familiari fiscalmente a carico e quindi, i figli continueranno ad essere a carico se possiedono un reddito complessivo annuo, al lordo degli oneri deducibili, non superiore a 2.840,51 euro, in relazione ai figli di età superiore a 24 anni (4.000 euro, in relazione ai figli di età non superiore a 24 anni), mentre, per il 2022, nessuna modifica hanno subito le detrazioni relative ai familiari a carico diversi dai figli, ovvero quelle per il coniuge e per “altri familiari a carico”.

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Altre Misure di Sostegno alle Famiglie

Oltre all'Assegno per il nucleo familiare, esistono altri contributi statali a sostegno delle famiglie con redditi bassi. Tra i principali troviamo la Carta Acquisti, una carta prepagata per l'acquisto di generi alimentari e beni di prima necessità. "Dedicata a te" è una tessera elettronica per l'acquisto di generi alimentari di prima necessità, rifornimenti di carburanti e abbonamenti per i trasporti pubblici, destinata a persone con dichiarazione ISEE fino a 15mila euro. Il Bonus luce e gas è un contributo per il pagamento delle bollette di luce, gas e acqua. L'Assegno di Inclusione (ADI) è una misura diretta ai nuclei nei quali siano presenti figli minori, disabili o componenti ultrasessantenni o in condizioni di svantaggio, inseriti in programmi di cura e assistenza dei servizi socio-sanitari (d.l. 48/2023). La presentazione della domanda di ADI da parte dei nuclei potenziali beneficiari non sostituisce la domanda di AUU che dovrà essere sempre presentata per poter beneficiare della prestazione familiare.

Esistono poi agevolazioni specifiche come l'Ape sociale, l'indennità di anticipo pensionistico erogata dall'INPS ai soggetti in stato di difficoltà che chiedono di andare in pensione al compimento dei 63 anni e 5 mesi, e il Bonus decoder "a casa", una delle agevolazioni del cosiddetto Bonus Tv che prevede la fornitura a casa del decoder per i cittadini di età pari o superiore ai 70 anni e con un sistema pensionistico di massimo 20mila euro all'anno.

Per ogni familiare fiscalmente a carico, spettano delle detrazioni che diminuiscono l’imposta dovuta. Il beneficio d'imposta è riconosciuto nella misura del 19% su un importo non superiore a 210 euro. Sono deducibili dal reddito complessivo per un importo annuo non superiore a 3.615,20 euro, i contributi versati ai fondi sanitari integrativi del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) che erogano prestazioni rientranti tra quelle individuate dai commi 4 e 5 dell’art. 9 del DLGS n. 502/1992. Sono anche deducibili le erogazioni liberali a movimenti politici, Onlus, associazioni sportive, ecc. Ve ne sono di diversi tipi: da quelle per le associazioni di promozione sociale, a quelle in favore degli istituti scolastici, fino a quelle per gli enti dello spettacolo.

La Legge di Bilancio 2022 ha introdotto dal 1° gennaio al 31 dicembre 2022 una detrazione specifica sulle spese effettuate per i lavori di superamento/eliminazione delle barriere architettoniche. Per usufruire della detrazione delle spese di ristrutturazione non è più necessario inviare la comunicazione preventiva di inizio lavori al Centro Operativo di Pescara dell'Agenzia delle Entrate. La detrazione spetta nel limite massimo di euro 18.075,99, con riferimento ad un solo veicolo.

Sono interamente deducibili dal reddito complessivo le spese mediche generiche (quindi prestazioni rese da un medico generico, acquisto di farmaci o medicinali) e di assistenza specifica sostenute dai disabili nei casi di grave e permanente invalidità o menomazione. Per usufruire del beneficio, occorre essere in possesso della documentazione che certifica la spesa (fattura, parcella, ricevuta quietanzata o scontrino). Dal 1° gennaio 2018 è possibile detrarre nella misura del 19% l’acquisto dei sussidi tecnici o degli strumenti compensativi a favore dei minorenni o maggiorenni con diagnosi di disturbo specifico (DSA) fino al completamento della scuola secondaria di secondo grado. A partire dal 1° gennaio 2018, è possibile detrarre un importo pari al 19% delle spese sostenute per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale.

Rappresentazione grafica dei vari bonus e agevolazioni familiari

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