Settimana Gestazionale e Parto: Una Guida Completa alla Data Presunta e Oltre

La comunicazione dello stato di gravidanza è spesso accompagnata da una delle prime domande che ci si sente rivolgere: «Ma quando nasce?». Questa curiosità, profondamente umana, introduce al complesso ma affascinante tema della settimana gestazionale e della data presunta del parto (DPP). Comprendere come si calcola la data del parto, quanto dura la gravidanza e quali fattori ne influenzano il momento reale della nascita, è fondamentale per monitorare il progresso della gestazione, identificare la fase di sviluppo del feto e pianificare visite e controlli specifici con il ginecologo. La gravidanza, un’esperienza straordinaria e travolgente nella vita di una donna, richiede una chiara comprensione delle tempistiche per affrontare le sue 40 settimane con consapevolezza e serenità.

Comprendere l'Età Gestazionale e la Durata della Gravidanza

L’età gestazionale è una misura cruciale per seguire lo sviluppo del nascituro e l’intero percorso della gravidanza. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), «la durata della gestazione è misurata a partire dal primo giorno dell’ultima mestruazione normale. L’età gestazionale viene espressa in giorni completi o settimane complete». Questa convenzione stabilisce che l’età gestazionale viene misurata basandosi sulla mestruazione (età mestruale), e non sul momento di concepimento (età concezionale) che invece si presume essere successiva di circa due settimane.

La durata approssimativa di una gravidanza è di 280 giorni, vale a dire 40 settimane, prendendo come riferimento l'inizio dell'ultima mestruazione. Per datare la gravidanza, i medici si riferiscono, in genere, al giorno d'inizio dell'ultima mestruazione. La datazione della gravidanza viene effettuata in settimane per rendere le indicazioni precise, in considerazione del fatto che le settimane sono sempre fatte di 7 giorni, mentre i mesi hanno un numero di giorni variabile. Questa metodologia, adottata universalmente, offre un quadro standardizzato per seguire le tappe della gestazione.

I Metodi di Calcolo della Data Presunta del Parto (DPP)

Il calcolo della data presunta del parto (DPP) è una delle prime informazioni che i futuri genitori cercano di ottenere. Tradizionalmente, si contano 280 giorni (ovvero 40 settimane) dalla data del primo giorno dell’ultima mestruazione, con un margine in più o in meno di 15 giorni. Questa stima iniziale è solo un’indicazione statistica, non una previsione esatta, poiché solo una minoranza di nascite avviene precisamente al “termine”.

La Regola di Naegele: Un Metodo Tradizionale

Per eseguire il calcolo della DPP, un metodo molto diffuso e facilmente applicabile dalla coppia è la regola di Naegele. Con questa semplice formula, si aggiungono sette giorni e si sottraggono tre mesi alla data del primo giorno dell’ultima mestruazione. Ad esempio, se la data dell’ultima mestruazione (DUM) è il 1 gennaio, la data presunta del parto sarà l'8 ottobre (aggiungendo 9 mesi e 7 giorni al primo giorno dell’ultima mestruazione).

Questo metodo, tuttavia, funziona in modo ottimale solo se la donna è certa della data del primo giorno dell’ultima mestruazione, se la durata del flusso è stata normale in rapporto alle sue caratteristiche abituali e se la durata del ciclo non superava i 35 giorni. La precisione del calcolo delle settimane di gravidanza così riportato è tanto più veritiero quanto più regolari sono i cicli mestruali. Un ciclo mestruale è considerato regolare quando si ripete ad intervalli di 28 giorni. Se per esempio la futura mamma ha un ciclo mestruale breve, cioè inferiore a 28 giorni, la nascita avverrà probabilmente con un leggero anticipo. Se invece il ciclo è superiore a 28 giorni il bambino vedrà la luce leggermente in ritardo.

Il Regolo Ostetrico: Lo Strumento dei Professionisti

Regolo Ostetrico
Uno strumento che si vedrà spesso in mano al personale medico, come ostetriche e ginecologi, per calcolare le settimane di gravidanza e la data presunta del parto, è il regolo ostetrico. Questo è molto utile per avere una panoramica rapida dell’andamento dell'età gestazionale e programmare visite e controlli di routine. Il regolo ostetrico consiste in un disco numerato formato da due ruote sovrapposte, unite al centro da un occhiello, in modo da poter girare indipendentemente l'una dall'altra. La ruota inferiore è suddivisa in 12 sezioni, una per ogni mese dell'anno, a loro volta graduate con i giorni del mese; quella superiore indica le 40 settimane di gravidanza suddivise nei 3 trimestri.

Meno attendibile, invece, è il calcolo basato sulla data del concepimento, anche se di norma cade circa due settimane dopo l’inizio dell’ultimo ciclo. Poiché l'evento della fecondazione è piuttosto variabile e imprevedibile, convenzionalmente si fa coincidere l’inizio della gestazione con il primo giorno dell’ultima mestruazione. Questo aiuta a superare la difficoltà di stabilire la data esatta in cui è avvenuta la fecondazione.

L'Importanza Cruciale dell'Ecografia nel Primo Trimestre

Per una maggiore sicurezza nella datazione della gravidanza, la valutazione viene sempre e comunque confermata durante la prima ecografia, generalmente eseguita tra la 10° e la 12° settimana. La misurazione di alcuni parametri fetali, come la lunghezza cranio-caudale (CRL), permette di confermare la corrispondenza o meno tra l’epoca calcolata in base all’ultima mestruazione e l’effettivo livello di sviluppo raggiunto dal feto. La misurazione ecografica nelle prime settimane è il metodo più accurato per stimare l’età gestazionale, perché la crescita embrionale è molto uniforme in questo periodo. L’ecografia di datazione è la prima ad essere eseguita ed è uno dei tre controlli ecografici gratuiti previsti dal servizio sanitario nazionale in gravidanza. Idealmente, dovrebbe avvenire entro la decima settimana di gravidanza.

La definizione precisa dell’epoca gestazionale è di fondamentale importanza non solo per la corretta valutazione della crescita fetale nel corso della gravidanza, ma anche per mirare al meglio l’assistenza al momento del parto. Potrebbe, infatti, capitare di considerare in ritardo di crescita un bambino che invece è solo più giovane di quanto ci si aspettava, o viceversa, se la datazione non fosse accurata. Se non comporta alcuna differenza una nascita a 38 o 41 settimane, è necessario invece sapere per certo se si sta per assistere al parto di un bambino prematuro, che potrebbe quindi avere bisogno di maggiori cure. All’estremo opposto, espone a un aumento del rischio aspettare la nascita oltre le 42 settimane: in questo caso sarà necessario procedere con un’induzione del travaglio. Il termine fisiologico per la nascita va dall’inizio della 37° fino alla 41° settimana completa (ossia da 259 a 293 giorni).

L’ecografia è una metodica diagnostica per immagini che consente al medico di visualizzare il feto durante il suo sviluppo e di esaminarne le caratteristiche fisiche. Questa tecnica impiega onde ad alta frequenza anziché radiazioni, quindi è un esame sicuro in gravidanza. L’ecografia del primo trimestre può essere addominale, con una sonda applicata sull’addome, o transvaginale, con una sonda simile a un bastoncino inserita in vagina. Si tratta di due metodiche non invasive e non dolorose né per la futura mamma né per il bambino. Nel corso di un’ecografia addominale, potrebbe essere necessario avere la vescica piena per ottimizzare l’angolo di osservazione del feto. L’ecografista applicherà del gel sull’area interessata e procederà a esplorare con la sonda per ottenere un’immagine chiara del feto.

La Variabilità della Nascita: Oltre la Data Prevista

La data presunta del parto è, come suggerisce il nome, una stima, e non una data certa. La maggior parte delle nascite, infatti, rientra in un intervallo fisiologico molto ampio, con solo il 5% dei bambini che nasce esattamente nel giorno previsto. È del tutto normale partorire tra la 37ª e la 41ª settimana di gravidanza.

Questa variabilità dipende da numerosi fattori. In primis, ogni donna ha un ciclo più o meno regolare, e la variabilità dell’ovulazione può influenzare il momento reale del concepimento. Anche la durata dell’impianto dell’embrione nell’utero può variare. Inoltre, differenze individuali e persino fattori genetici possono incidere sulla durata complessiva della gestazione. Ad esempio, se la DUM non è chiara o la donna ha mestruazioni irregolari, l’ecografia ostetrica, particolarmente quella del primo trimestre, diventa ancora più preziosa. Non va dimenticato, poi, che il calcolo delle settimane di gravidanza dipende anche dalle caratteristiche specifiche di ogni mamma: le donne molto giovani, multipare o fumatrici hanno un rischio aumentato di avere feti più piccoli per l'età gestazionale.

Pertanto, superare la DPP è molto comune e non indica necessariamente un problema. La maggior parte dei bambini nasce spontaneamente nei 7-10 giorni successivi alla data indicata. La data presunta del parto può variare rispetto alla stima iniziale, perché la data basata sulle ultime mestruazioni può non coincidere con la DPP basata sui dati ecografici, con uno scarto di più giorni o anche di settimane.

Gestione della Gravidanza Oltre la Data Presunta del Parto

Quando la gravidanza supera la 40ª settimana, è prassi programmare controlli specifici per monitorare il benessere materno e fetale. Questi esami servono a verificare che tutto proceda normalmente e a decidere se proseguire l’attesa o proporre l’induzione del parto.

Controlli Post-Termine

Dopo la 40ª settimana, possono essere previsti diversi tipi di monitoraggi:

  • Monitoraggi cardiotocografici: Permettono di tenere sotto controllo la frequenza cardiaca del nascituro e le contrazioni uterine.
  • Valutazione del liquido amniotico: Serve a verificare che la quantità di liquido sia adeguata al benessere del feto.
  • Controllo della pressione materna: Essenziale per prevenire o gestire eventuali complicanze.

La frequenza di questi controlli varia in base alle condizioni cliniche della donna e alle abitudini del centro che segue la gravidanza, ma di solito diventano più ravvicinati man mano che si supera la DPP.

L'Induzione del Parto

Parto indotto | 3 domande da fare prima dell’induzione del parto

L’induzione del parto può essere proposta in diverse circostanze. Se la gravidanza supera un certo limite temporale, generalmente le 41 o 42 settimane complete, i rischi per la mamma e il bambino aumentano, rendendo prudente anticipare la nascita. L’induzione può essere presa in considerazione anche se compaiono altre condizioni mediche che la rendono necessaria, o se i monitoraggi mostrano segnali che richiedono maggiore attenzione per la salute del feto o della madre.

Le modalità di induzione dipendono dalla maturità del collo dell’utero e dalle caratteristiche specifiche della gravidanza, e vengono decise dal medico in base alla valutazione clinica.

Lo Sviluppo Settimana per Settimana: Un Viaggio Straordinario

Diventare mamma per la prima volta è un'esperienza straordinaria e travolgente. Conoscere da vicino i cambiamenti fisici che avvengono di giorno in giorno e lo sviluppo del bambino settimana dopo settimana è una curiosità comune a tutte le future mamme. Programmare per tempo le visite e fare un elenco di cose da comprare per il corredino del bebè aiuta ad affrontare le 40 settimane che precedono il parto con maggiore tranquillità. Il tirocinio per diventare genitore inizia già durante la gravidanza e continua dopo il parto.

Primo Trimestre (1ª - 13ª settimana)

Il primo trimestre, che si estende dalla prima alla 13esima settimana, è un concentrato di emozioni e trasformazioni. In questa fase ci si accerta della reale presenza di una gravidanza e si effettua una prima ecografia.

  • 1 settimana di gravidanza: In realtà, tecnicamente, la donna non è ancora incinta. Questa settimana si riferisce al primo giorno dell'ultima mestruazione, da cui si inizia a contare l'età gestazionale.
  • 2 settimane di gravidanza: Anche in questa fase, tecnicamente, la donna non è ancora incinta nel senso del concepimento. C’è un solo ovulo e tantissimi spermatozoi ansiosi di fecondarlo. Il periodo in cui è possibile che l'uovo venga fecondato inizia 4-5 giorni prima dell'ovulazione e termina 1-2 giorni dopo, considerando che la cellula uovo matura sopravvive circa 24 ore e gli spermatozoi fino a 72-96 ore nell'apparato genitale femminile.
  • 3 settimana di gravidanza: È la settimana in cui avviene la fecondazione e successivamente l’impianto. Il corpo rilascia la gonadotropina corionica (hCG), che causa l’aumento della produzione di estrogeni e progesterone e previene la maturazione di altri ovuli nelle ovaie. Potresti accorgerti di essere incinta intorno la quarta-quinta settimana, circa un mese dopo l’ultimo ciclo, se questo è regolare, e 14 giorni dopo il concepimento.
  • 4 settimane di gravidanza: Il futuro bebè ha finalmente trovato la sua casa per i prossimi otto mesi. La blastocisti è finalmente giunta nell’utero da una delle tube di Falloppio.
  • 5 settimane di gravidanza: Il feto ha le dimensioni di un seme di sesamo. Trascorsa la quinta settimana, si noterà l’assenza di mestruazioni, il segnale più evidente di una gravidanza. A partire dal compimento della sesta settimana, potrebbero iniziare ad avvertirsi le nausee mattutine, dovute alle oscillazioni ormonali. Malessere, seno gonfio, areola del capezzolo più scura e minzione frequente potrebbero iniziare a creare qualche disagio.
  • 6 settimane di gravidanza: I sintomi iniziano a farsi sentire e l'utero quasi raddoppia le sue dimensioni.
  • 7 settimane di gravidanza: Preparati a un possibile peggioramento della nausea, della stanchezza, del bruciore di stomaco e di altri sintomi della gravidanza.
  • 8 settimane di gravidanza: È il momento di prendere appuntamento per la prima visita dal ginecologo, che prescriverà i test e gli esami necessari per il primo trimestre. A questo punto, le nausee mattutine possono diventare più fastidiose.
  • 9 settimane di gravidanza: Il bebè è già lungo circa 16-18 mm e pesa intorno ai 3 grammi. La coda è scomparsa e iniziano a distinguersi meglio le caratteristiche umane. Le articolazioni delle mani e delle gambe diventano flessibili e iniziano a svilupparsi i capezzoli e i follicoli della peluria.
  • 10 settimane di gravidanza: Terminano di formarsi quasi tutti gli organi e i tessuti vitali, che iniziano finalmente a funzionare e crescere rapidamente. Il feto è in grado di ingoiare il liquido amniotico e di muovere braccia e gambe. La pelle si copre di una leggera peluria, mentre sulle dita compaiono piccole unghie.
  • 11 settimane di gravidanza: Il feto ha raggiunto le dimensioni di 5 cm. La testa è lunga quanto la metà del corpo, ma nelle prossime settimane il corpo crescerà abbastanza da compensarla. La pelle del feto è talmente sottile e trasparente che permette di intravedere una fitta rete di vasi sanguigni.
  • 12 settimane di gravidanza: Il bebè pesa circa 14 grammi. Si stanno formando le corde vocali e i reni iniziano a produrre urina che riempie la vescica. Hai terminato l’ultima settimana del primo trimestre! La maggior parte dei sintomi iniziali della gravidanza saranno presto un lontano ricordo.
  • 13 settimane di gravidanza: Il feto continua la sua crescita.

In questo primo trimestre, gli esami da eseguire sono diversi e probabilmente nausea e vomito saranno i protagonisti indiscussi. Gli esami del sangue e delle urine sono ripetuti più volte durante la gravidanza per monitorare i livelli di emoglobina, la presenza di infezioni o eventuali carenze nutrizionali.

Secondo Trimestre (14ª - 27ª settimana)

Il secondo trimestre comprende il periodo che va dalla 14esima alla 27esima settimana ed è spesso quello del benessere, poiché le nausee si riducono e la mamma tende a stare meglio.

  • 14 settimane di gravidanza: La crescita del feto procede rapidamente. Tra poco, inizierai a sentirlo muoversi e scalciare. Il tuo corpo inizia a prendere peso.
  • 15 settimane di gravidanza: Il bebè inala attivamente il liquido amniotico attraverso il naso. Molto presto si noterà che sei incinta perché l’utero è salito dalla regione pelvica al basso addome.
  • 16 settimane di gravidanza: Tutto ora diventa più reale! Il tuo piccolo bebè non è più tanto piccolo e ha ormai l’aspetto di un bambino.
  • 17 settimane di gravidanza: Trascorsa la 16a settimana di gravidanza, sei ormai incinta di 4 mesi. Se finora la tua gravidanza passava inosservata con un pancione piccolino, d’ora in poi non sarà più così.
  • 18 settimane di gravidanza: La rapidità della crescita del bebè e l’aumento di peso delle ultime settimane rallentano un pochino, ma ci saranno ancora tanti eventi importanti nella giovanissima vita del bebè. In questa fase, riesce a sbadigliare, stiracchiarsi e anche fare espressioni facciali come corrucciare il volto.
  • 19 settimane di gravidanza: Il pancione è ben visibile.
  • 20 settimane di gravidanza: Il feto ha le dimensioni di un pompelmo. Congratulazioni! Sei a metà strada per incontrare il tuo bambino.
  • 21 settimane di gravidanza: Compiuta la 21a settimana di gravidanza, hai fatto il giro di boa e sei a metà percorso per diventare mamma. Il bambino sta diventando grande.
  • 22 settimane di gravidanza: Senza dubbio lo spazio inizia a essere poco. Il bebè cresce e invade i tuoi spazi.
  • 22 settimane di gravidanza: Per molte donne, dalla 23a settimana inizia il periodo più entusiasmante perché il pancione è ben visibile. Tra le altre cose, gli occhi e le labbra del bimbo stanno prendendo forma.
  • 24 settimane di gravidanza: Il feto è lungo circa 30 cm. Potresti avvertire una sensazione di formicolio alle articolazioni, nota come sindrome del tunnel carpale.
  • 25 settimane di gravidanza: Sei vicina alla fine del secondo trimestre, e sei a quasi 5 mesi e due settimane di gravidanza. A questo punto è probabile che tu abbia già preso dai 7 ai 10 kg di peso.
  • 26 settimane di gravidanza: Nel corso di questa settimana, il bimbo apre gli occhi per la prima volta.
  • 27 settimane di gravidanza: Segna le ultime due settimane del secondo trimestre. Se il bambino è più attivo durante la notte potrebbe provocare insonnia e difficoltà nel dormire.

Durante il secondo trimestre, si eseguono diversi test per verificare il corretto sviluppo del feto. L’ecografia morfologica è il metodo più comune e non invasivo per determinare il sesso del bambino, eseguita intorno alla 20ª settimana di gravidanza, permette anche di verificare il corretto sviluppo fetale.

Ecografia Morfologica Feto
Se la futura mamma ha più di 35 anni, le verrà consigliato un altro esame non invasivo, un semplice prelievo di sangue dal braccio, chiamato test del DNA fetale, in grado di rilevare il sesso del bambino già dalla 10ª settimana di gravidanza. Nella diagnosi prenatale, villocentesi (11ª - 13ª settimana di gravidanza) e amniocentesi (16ª - 18ª settimana di gravidanza) sono test invasivi che oltre a escludere determinate malattie genetiche sono rivelatrici anche del colore del fiocco da appendere alla nascita. Il primo consiste nel prelievo di un piccolo campione di villi coriali (tessuto placentare) attraverso la cervice o la parete addominale, mentre il secondo prevede il prelievo di un campione di liquido amniotico che contiene cellule fetali.

Terzo Trimestre (28ª - 40ª settimana e oltre)

L’ultimo trimestre comprende le settimane che vanno dalla 27esima fino al momento del parto, caratterizzate da mal di schiena e piedi gonfi. Il feto acquisisce peso e le sue dimensioni aumentano rapidamente.

  • 28 settimane di gravidanza: Compiute 28 settimane, si entra nel terzo trimestre della gravidanza. In questa fase, il feto è già abbastanza sviluppato. Gli organi, i tessuti e i nervi continuano a crescere, ma ha già tutti gli apparati necessari per sopravvivere fuori dall’utero.
  • 29 settimane di gravidanza: Potresti sviluppare vene varicose, come accade nel 40% delle donne in attesa. Questa è la fase in cui iniziare a monitorare l’attività del bambino.
  • 30 settimane di gravidanza: Potresti avere il fiato corto. Il bambino è ancora alto, vicino alle costole ed è in attesa.
  • 31 settimane di gravidanza: Il seno inizia a produrre il primo colostro che servirà a nutrire il bambino e potresti avere qualche perdita dai capezzoli. Questo è uno dei segnali che indica che il corpo si sta preparando al grande giorno. Potresti continuare ad avere il fiato corto.
  • 32 settimane di gravidanza: Compiute 32 settimane, il corpo potrebbe iniziare a flettere i muscoli per prepararsi al parto.
  • 33 settimane di gravidanza: Potresti notare che i movimenti del bambino sono legati alla tua routine quotidiana.
  • 34 settimane di gravidanza: I seni iniziano a perdere piccole quantità di colostro giallastro. Il bambino ha già le dimensioni di uno zaino e pesa quanto un melone.
  • 33 settimane di gravidanza: Inizi a capire come si muove il bambino nel grembo semplicemente guardando il pancione. Questo potrebbe provocarti qualche disagio e lasciarti con il fiato un po’ corto. A questo punto, molte mamme non vedono l’ora che il bimbo nasca, mentre altre iniziano ad avere un po’ d’ansia per il parto.
  • 36 settimane di gravidanza: Il bambino dorme per il 60-80% del tempo. Si è finalmente spostato nella cavità pelvica, la pressione sul tuo diaframma si è allentata e ti senti più alleggerita.
  • 37 settimane di gravidanza: Hai terminato la 37a settimana di gravidanza, congratulazioni! Il bambino scende ancora più giù nella pelvi. È considerato a termine e può effettivamente nascere da un momento all’altro.
  • 38 settimane di gravidanza: Terminata la 38a settimana, la necessità di urinare diventa sempre più frequente. La pressione sulla vescica è enorme.
  • 39 settimane di gravidanza: Hai terminato la 39a settimana di gravidanza! Il bambino è a termine, quindi completamente sviluppato e aspetta il momento giusto per fare il suo ingresso.
  • 40 settimane di gravidanza: Completata la 40a settimana potresti aver già superato la data presunta del parto.
  • 41 settimane di gravidanza: Non vedi l’ora di partorire e accogliere il tuo bebè.
  • 42 settimane di gravidanza e oltre: Quando una gravidanza dura 42 settimane o più si parla di gravidanza post termine.

Alla futura mamma è consigliato praticare una leggera attività fisica quotidiana e controllare l’aumento di peso, oltre che seguire un corso pre-parto per essere in grado di riconoscere i sintomi che indicano che il bambino è pronto a venire al mondo. Le visite ginecologiche dovrebbero essere eseguite ogni 4 settimane fino alla 36esima settimana, ogni 2 settimane fino alla 38esima e ogni settimana fino al parto; questo aiuta a tenere sotto controllo lo stato della placenta e il livello di liquido amniotico. Inoltre, in questa fase si eseguono: un tampone vaginale per escludere la presenza di eventuali infezioni (come lo streptococco) che potrebbero essere trasmesse al bambino durante il parto; un ultimo esame del sangue; un controllo della pressione arteriosa.

I Controlli Ginecologici e il Benessere in Gravidanza

Il monitoraggio costante da parte del ginecologo è essenziale durante tutte le fasi della gravidanza. Le visite di controllo, in combinazione con le ecografie e gli esami, permettono di seguire l'accrescimento del feto e assicurare il benessere materno. È importante che la futura mamma sia sempre in contatto con il proprio ginecologo, al quale rivolgersi per ottenere risposte alle proprie domande ed essere rassicurata per arrivare al momento del parto opportunamente serena e preparata.

Igiene Intima in Gravidanza e Post-Parto

Durante la gravidanza, l’aumento degli estrogeni e il cambiamento del pH vaginale possono favorire prurito intimo e infezioni come la candidosi o la vaginosi batterica. Questi sintomi sono spesso legati a una maggiore sensibilità della mucosa vaginale e a un aumento delle secrezioni. Sebbene possano essere fastidiosi, nella maggior parte dei casi non rappresentano un pericolo per la salute della mamma o del bambino. È consigliabile evitare rimedi fai-da-te e chiedere sempre consiglio a un medico in caso di sintomi persistenti o gravi. Mantenere una buona igiene intima con prodotti delicati e specifici è importante anche dopo la nascita del bebè.

Dopo il parto, si verificano le lochiazioni, perdite ematiche fisiologiche, più abbondanti nei primissimi giorni. Non devono preoccupare e solitamente non durano più di 40 giorni. La maggior parte di questi fastidi intimi causati dalla pressione esercitata dall’utero sul pavimento pelvico saranno solo un lontano ricordo nel post-parto.

Calcolo della Gravidanza Nelle Tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA)

Quando il concepimento avviene in modo naturale, la data orientativa del parto si calcola partendo dal primo giorno dell’ultimo ciclo mestruale. Ma come avviene il calcolo dell’ipotetica data quando si ha a che fare con una PMA, cioè una procreazione medicalmente assistita?

Bisogna innanzitutto partire dal presupposto che qualsiasi trattamento PMA si riferisce alle modalità di fecondazione dell’ovulo femminile e non interferisce in alcun modo sui tempi e sulle caratteristiche della gravidanza. Dato che ogni tipologia di fecondazione assistita segue un iter ben preciso, è possibile stabilire con esattezza il momento in cui avviene il concepimento, in modo da calcolare di conseguenza la probabile data del parto.

Tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita

In medicina esistono diversi trattamenti PMA, che si suddividono in I e II livello: nel primo caso si parla di inseminazione intrauterina semplice, che consiste nell’inserimento del seme maschile nella cavità uterina; nel secondo caso, invece, si tratta di tecniche più complesse.

Processo FIVET e ICSI

  • FIVET (Fecondazione in Vitro con Trasferimento dell’Embrione o FIV Fecondazione in Vitro): La sua applicazione è di tipo “cicli a fresco”, che utilizza blastocisti appena fecondati. Il procedimento si svolge seguendo questi step: si stimolano le ovaie con trattamento farmacologico; si prelevano gli ovociti; si raccolgono gli ovociti; si esegue la fecondazione in laboratorio; si sviluppano gli embrioni; si impiantano gli embrioni nell’utero dopo circa 5 giorni dal loro sviluppo. La data del “concepimento” in una FIVET corrisponde al giorno dell’impianto, anche se la fecondazione in laboratorio avviene 48 ore prima; di conseguenza, per calcolare con precisione la data del parto bisogna partire dal giorno dell’impianto e aggiungere 270 giorni o 38 settimane. Esattamente come per le gravidanze naturali, anche in questo caso la data finale è molto approssimativa.

  • ICSI (Iniezione Intracitoplasmatica di un Singolo Spermatozoo): La sua applicazione è di tipo “cicli da scongelamento”, basata sull’iniezione di blastocisti prodotti da embrioni precedentemente congelati (o crioconservati). La procedura è ampiamente utilizzata in caso di infertilità maschile e consiste nell’iniezione di un unico spermatozoo nel citoplasma di un solo uovo femminile. Nello specifico: si stimolano le ovaie per ottenere una crescita follicolare multipla; si prelevano gli ovociti; si raccoglie il liquido seminale; si inseminano gli ovociti in laboratorio; si esegue la fecondazione in vitro; si impianta l’embrione nell’utero. Calcolare la data del concepimento, in questo caso, è semplice: basta sottrarre 14 giorni alla data dell’inseminazione dell’ovocita. Le settimane di gravidanza, quindi, possono essere calcolate a partire da questo momento, esattamente come avviene per un concepimento naturale. Il parto dovrebbe avvenire intorno alla 40esima settimana dall’inizio dell’ultimo ciclo mestruale o intorno alla 38esima settimana dopo la procreazione assistita.

In tutti i casi finora elencati, per calcolare il numero effettivo delle settimane di gravidanza bisogna tenere conto di due date: quella dell’inseminazione dell’ovocita e quella dell’ultimo ciclo mestruale. Dopo essersi sottoposta a un trattamento PMA, la futura mamma può eseguire un test di gravidanza 2 settimane dopo il trasferimento degli embrioni; il risultato ottenuto dovrebbe corrispondere alla quarta settimana di gestazione, dato che il 14esimo giorno dopo l’impianto corrisponde al primo mese di gravidanza. Anche nei trattamenti PMA, quindi, è importante monitorare la situazione nei vari trimestri successivi all’impianto, in modo da tenere sotto controllo anche e soprattutto il corretto sviluppo del feto.

Miti e Credenze Popolari sulla Nascita

Oltre ai metodi scientifici e alle valutazioni mediche, esistono anche credenze popolari che circondano il momento del parto. Una delle più diffuse riguarda l'influenza della luna sul travaglio. La convinzione generale è che i giorni di luna piena siano i più propizi per dare alla luce un bambino. Sebbene non vi sia evidenza scientifica a supporto di questa teoria, essa rimane una curiosità affascinante che si tramanda di generazione in generazione, aggiungendo un tocco di misticismo all'attesa del grande evento.

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