Influenza e Concepimento: Effetti sulla Fertilità Maschile e Femminile

La ricerca di una gravidanza è un percorso che può essere influenzato da molteplici fattori, sia nell'uomo che nella donna. La fertilità, infatti, è un processo complesso e delicato, suscettibile a variazioni dovute a stili di vita, esposizioni ambientali, condizioni di salute e, in alcuni casi, anche a infezioni. Negli ultimi decenni, si è assistito a un crescente interesse e, a tratti, a una preoccupazione per i cambiamenti nei parametri di fertilità, in particolare maschile, e per l'impatto di malattie stagionali o infezioni più persistenti, come quelle sessualmente trasmissibili o virali, sul delicato equilibrio riproduttivo. Comprendere questi fattori è fondamentale per le coppie che desiderano concepire, sia in modo spontaneo che attraverso trattamenti di riproduzione assistita, e per adottare strategie preventive o terapeutiche mirate.

Coppia che si tiene per mano con sagome di spermatozoo e ovulo

Il Declino della Fertilità Maschile: Una Preoccupante Tendenza

La fertilità maschile è sotto attacco? Se si osservano i dati degli ultimi decenni, la risposta è un preoccupante “sì”. Il numero di spermatozoi nell’uomo occidentale è calato del 50% negli ultimi quarant’anni, e non si tratta di una diminuzione graduale: è, di fatto, un crollo vero e proprio. Questo calo drastico solleva interrogativi significativi sulle cause profonde di tale fenomeno, spingendo la ricerca a indagare su una miriade di fattori ambientali e legati allo stile di vita che potrebbero esserne alla base. La salute riproduttiva maschile, tradizionalmente meno discussa rispetto a quella femminile, sta emergendo come un campo di studio cruciale per la comprensione delle sfide attuali nel concepimento.

Infertilità Maschile: alcune soluzioni

Fattori Ambientali e Comportamentali che Influenzano la Fertilità Maschile

Diversi elementi del nostro ambiente e delle nostre abitudini quotidiane possono avere un impatto profondo sulla produzione e sulla qualità degli spermatozoi. Questi fattori, spesso sottovalutati, contribuiscono al quadro generale del declino della fertilità maschile.

Ipertermia Testicolare: Il Ruolo della Temperatura

Contrariamente a quanto molti credono, i testicoli non sono posizionati fuori dal corpo per un caso estetico. Essi hanno, invece, bisogno di una temperatura di 2-3 gradi inferiore rispetto a quella corporea per funzionare al meglio. Questo requisito termico è cruciale per la spermatogenesi, il processo di produzione degli spermatozoi. Eppure, quanti uomini passano ore con il laptop sulle gambe, fanno bagni bollenti quotidiani o indossano biancheria intima troppo aderente? Il problema è che bastano poche ore di surriscaldamento per compromettere la produzione spermatica per settimane. Gli spermatozoi impiegano circa 74 giorni per maturare completamente, quindi ogni “insulto termico” ha conseguenze a lungo termine, rendendo la loro salute particolarmente vulnerabile a variazioni anche minime di temperatura.

Interferenti Endocrini: Un Cocktail Chimico Quotidiano

Viviamo immersi in un cocktail di sostanze chimiche che interferiscono con il sistema endocrino. I cosiddetti “interferenti endocrini” - presenti in plastica, pesticidi, cosmetici e persino negli scontrini - mimano gli ormoni femminili nel nostro corpo. Il bisfenolo A (BPA), gli ftalati e i parabeni sono solo alcuni dei colpevoli. Studi recenti mostrano che gli uomini con maggiori concentrazioni di queste sostanze nel sangue hanno parametri spermatici significativamente peggiori. Il problema? Sono praticamente ovunque, dal contenitore del pranzo al deodorante che usiamo ogni mattina, rendendo l'esposizione quasi inevitabile nella vita moderna e sollevando serie preoccupazioni sui loro effetti cumulativi sulla salute riproduttiva.

Stile di Vita: Stress, Alimentazione e Attività Fisica

Anche le scelte legate allo stile di vita giocano un ruolo preponderante nella modulazione della fertilità maschile, agendo attraverso meccanismi complessi che influenzano la salute generale e riproduttiva.

Stress Cronico e Infiammazione: Un Circolo Vizioso

“Rilassati e succederà” non è solo un consiglio della nonna. Lo stress cronico aumenta i livelli di cortisolo, che a sua volta sopprime la produzione di testosterone, un ormone essenziale per la spermatogenesi. Si innesca così un circolo vizioso: più siamo stressati per la fertilità, più questa peggiora. Ma non è solo stress psicologico. Anche l’infiammazione cronica - spesso causata da alimentazione scorretta, sedentarietà o disturbi del sonno - crea uno stato di stress ossidativo che danneggia direttamente gli spermatozoi, compromettendone la vitalità e la funzionalità. Questo stato infiammatorio sistemico può alterare l'ambiente testicolare e la qualità del liquido seminale.

Attività Fisica: Il Giusto Equilibrio

Fare sport fa bene alla fertilità, giusto? Sì, ma con un grosso “ma”. L’esercizio moderato migliora la qualità spermatica, contribuendo al benessere generale dell'organismo, mentre quello intensivo può avere l’effetto opposto. Il ciclismo prolungato, per esempio, non solo aumenta la temperatura testicolare a causa della pressione e del calore generato, ma può anche compromettere la circolazione nella zona pelvica, incidendo negativamente sulla salute testicolare. Anche gli anabolizzanti, sempre più diffusi nelle palestre, sono devastanti per la fertilità. Molti giovani non sanno che queste sostanze possono causare infertilità permanente, anche dopo la sospensione, a causa della soppressione della produzione naturale di testosterone e della disfunzione testicolare.

Diagramma che mostra l'impatto dell'attività fisica sulla fertilità maschile

Dieta e Peso Corporeo: Fondamentali per la Salute Spermatica

L’obesità dimezza letteralmente la qualità spermatica, ma il problema non è solo il peso in sé. Una dieta ricca di grassi saturi, zuccheri raffinati e alimenti ultraprocessati crea infiammazione sistemica e stress ossidativo, entrambi fattori che danneggiano gli spermatozoi. Al contrario, antiossidanti come vitamina C, vitamina E, selenio e zinco proteggono gli spermatozoi dai danni causati dai radicali liberi. Non serve imbottirsi di integratori: una dieta mediterranea ricca di pesce, frutta secca, verdure colorate e olio extravergine di oliva fornisce tutto il necessario per una salute spermatica ottimale. L'adozione di un regime alimentare equilibrato e il mantenimento di un peso sano sono, quindi, pilastri fondamentali per la fertilità maschile.

Abitudini Nocive: Fumo, Alcol e Sostanze Psicoattive

Fumo e alcol sono nemici dichiarati della fertilità maschile. Il fumo riduce la concentrazione spermatica del 23% e aumenta i danni al DNA degli spermatozoi, compromettendone la capacità fecondante. L’alcol, anche in quantità moderate, può alterare i livelli ormonali e la morfologia spermatica, influenzando negativamente la struttura e la funzionalità degli spermatozoi. La marijuana, spesso sottovalutata nella sua portata dannosa, può ridurre la concentrazione spermatica fino al 29% e alterare il movimento degli spermatozoi, diminuendo significativamente le probabilità di successo del concepimento. L'eliminazione o la drastica riduzione di queste sostanze è un passo cruciale per migliorare la fertilità.

Grafico a barre sull'impatto di fumo e alcol sulla qualità dello sperma

Reversibilità e Quando Consultare un Medico

La buona notizia è che molti danni alla fertilità maschile sono reversibili. Evitare fonti di calore eccessive, ridurre l’esposizione a plastica e prodotti chimici, mantenere un peso corporeo sano e seguire una dieta antinfiammatoria possono migliorare significativamente la qualità spermatica in 2-3 mesi, il tempo necessario per un ciclo completo di spermatogenesi. Questo dimostra l'importanza di adottare proattivamente modifiche allo stile di vita. Ma attenzione: se dopo sei mesi di tentativi non si ottiene una gravidanza, è il momento di fare un controllo. La fertilità è una questione di coppia, e aspettare troppo può peggiorare inutilmente la situazione, rendendo più complessa l'eventuale risoluzione del problema.

L'Impatto delle Infezioni sulla Fertilità di Coppia

Le infezioni rappresentano una causa significativa di infertilità, ostacolando il concepimento. Secondo le statistiche, ben un terzo dei casi di infertilità è generato proprio da infezioni dell’apparato riproduttivo, sia femminile che maschile. La loro natura spesso asintomatica ne rende difficile l'identificazione precoce, permettendo al danno di progredire.

Microscopio con campioni di batteri

Infezioni Sessualmente Trasmissibili (MST) e Fertilità Femminile

Le MST possono essere un ostacolo silenzioso sul cammino verso il concepimento per le donne. Infezioni come la clamidia e la gonorrea, quando non trattate, possono portare a complicazioni serie come la malattia infiammatoria pelvica (PID), influenzando le tube di Falloppio e la salute riproduttiva in generale.

Clamidia: Un Nemico Silenzioso della Fertilità Femminile

La clamidia è una delle malattie sessualmente trasmissibili (MST) più comuni ed è particolarmente insidiosa perché spesso non presenta sintomi visibili. Questa caratteristica permette all’infezione di persistere non rilevata e non trattata, il che può portare a gravi complicazioni nella salute riproduttiva. Una di queste complicazioni è la malattia infiammatoria pelvica (PID), un’infezione del tratto riproduttivo superiore che può causare cicatrici e ostruzione delle tube di Falloppio. Questa ostruzione è una causa diretta di infertilità nelle donne, poiché impedisce l’incontro tra ovulo e spermatozoo per la fecondazione. Inoltre, la clamidia non trattata aumenta il rischio di gravidanza ectopica, dove l’embrione si impianta fuori dall’utero, una situazione che richiede attenzione medica urgente e che può mettere a rischio la vita della donna.

Gonorrea: Impatto Profondo sulla Salute Riproduttiva Femminile

Simile alla clamidia, la gonorrea è un’altra MST che può procedere senza sintomi evidenti, rendendo difficile la sua rilevazione e il trattamento tempestivo. Anche la gonorrea non trattata può causare malattia infiammatoria pelvica (PID), portando a gravi conseguenze per la fertilità femminile, come la formazione di cicatrici sulle tube di Falloppio e ostruzioni che impediscono il passaggio dell’ovulo, risultando in infertilità. Inoltre, come la clamidia, la gonorrea aumenta il rischio di gravidanze ectopiche, presentando gravi rischi per la salute della donna. È cruciale la rilevazione e il trattamento precoci della gonorrea per prevenire queste complicazioni e preservare la salute riproduttiva.

Virus del Papilloma Umano (HPV) e la sua Influenza sulla Fertilità Femminile

Il virus del papilloma umano (HPV) è l’infezione sessualmente trasmissibile più comune a livello mondiale. Anche se il corpo può eliminare da solo molte infezioni da HPV, i tipi ad alto rischio possono persistere e causare cambiamenti cellulari nel collo dell’utero. Questi cambiamenti, se non rilevati e trattati in tempo, possono progredire in cancro cervicale. Il trattamento delle lesioni precancerose o del cancro cervicale può richiedere procedure chirurgiche che influenzano la struttura del collo dell’utero o dell’utero stesso, il che può avere un impatto negativo sulla fertilità di una donna. Procedure come la conizzazione cervicale, che rimuove una porzione di tessuto dal collo dell'utero, o l'isterectomia radicale per casi più avanzati, possono diminuire le possibilità di concepire o portare a termine una gravidanza a termine. Inoltre, alcuni trattamenti possono influenzare la capacità del collo dell’utero di produrre muco cervicale adeguato, essenziale per il trasporto degli spermatozoi verso l'utero. Pertanto, la prevenzione dell’HPV attraverso la vaccinazione e il monitoraggio regolare con test di Pap sono essenziali per proteggere la salute riproduttiva.

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Infezioni Sessualmente Trasmissibili (MST) e Fertilità Maschile

Le MST non rappresentano solo un rischio per la salute riproduttiva femminile, ma hanno anche un impatto significativo sulla fertilità maschile. Infezioni come la clamidia e la gonorrea, se lasciate non trattate, possono portare a condizioni come l’epididimite e la prostatite, influenzando negativamente la qualità dello sperma e la capacità degli spermatozoi di fecondare un ovulo.

Clamidia negli Uomini: Effetti sulla Fertilità

Negli uomini, la clamidia non trattata può provocare epididimite, un’infiammazione dolorosa dell’epididimo (il tubo che immagazzina e trasporta lo sperma), che può risultare in dolore testicolare e, in casi gravi, infertilità a causa dell'ostruzione dei dotti seminali. L’infezione può anche causare prostatite (infiammazione della prostata), che può influenzare la qualità dello sperma e, di conseguenza, la fertilità, alterando la composizione del liquido seminale e la motilità degli spermatozoi.

Gonorrea negli Uomini: Effetti sulla Fertilità

Simile alla clamidia, la gonorrea può portare all’epididimite negli uomini. Inoltre, se l’infezione si diffonde al tratto urinario, può causare uretrite (infiammazione dell’uretra), rendendo difficile l’eiaculazione e influenzando la qualità dello sperma. In casi gravi, sia la clamidia che la gonorrea possono causare cicatrici nel tratto riproduttivo, rendendo difficile il passaggio degli spermatozoi e compromettendo severamente la capacità riproduttiva maschile.

Virus del Papilloma Umano (HPV) e la Fertilità Maschile

L’HPV negli uomini può causare verruche genitali e, in casi rari, cancro al pene, all’ano o alla gola. Anche se l’HPV di per sé non influisce direttamente sulla produzione di spermatozoi, le verruche genitali possono causare disagio durante i rapporti sessuali o addirittura bloccare fisicamente il rilascio dello sperma. Inoltre, ci sono prove emergenti che l’HPV può influenzare la qualità dello sperma, riducendo la motilità e potenzialmente la fertilità, suggerendo un impatto più sottile a livello cellulare oltre a quello fisico.

Prevenzione, Rilevazione e Trattamento: Pilastri per Proteggere la Tua Fertilità

Nelle MST, la prevenzione e la rilevazione precoce sono fondamentali. È buona pratica effettuare analisi sierologiche complete per rilevare qualsiasi possibile infezione in tutti i pazienti che iniziano trattamenti di riproduzione assistita. In caso di risultati alterati, la prescrizione del farmaco appropriato e un seguito dettagliato sono essenziali per garantire la migliore cura e protezione della salute riproduttiva. Comprendiamo che affrontare un’MST può essere un momento di preoccupazione, specialmente quando si cerca di concepire. Pertanto, è importante un supporto costante che offra il trattamento e la cura necessari per superare questi ostacoli e avanzare verso l'obiettivo di formare una famiglia.

Test Comunemente Raccomandati per Valutare l'Impatto delle MST sulla Fertilità

Se si è vissuta l’esperienza di avere una malattia sessualmente trasmissibile (MST) e si è preoccupati di come potrebbe aver influenzato la capacità di concepire, è comprensibile che si vogliano prendere provvedimenti per valutare la propria salute riproduttiva. Fortunatamente, esistono test specifici che possono offrire chiarezza e direzione in questo senso.

Per le Donne: Valutare l’Impatto sulle Tube di Falloppio e sull’Utero

Le MST, in particolare la clamidia e la gonorrea, possono causare malattia infiammatoria pelvica (PID), che a sua volta può portare all’ostruzione delle tube di Falloppio o a danni all’utero. I test più comuni per valutare queste complicazioni includono:

  • Isterosalpingografia (HSG): Questo studio radiografico utilizza un colorante per visualizzare l’interno dell’utero e delle tube di Falloppio, aiutando a identificare ostruzioni o anomalie strutturali che potrebbero impedire il passaggio dell'ovulo o l'impianto dell'embrione.
  • Laparoscopia: Una procedura chirurgica minimamente invasiva che permette di osservare direttamente gli organi pelvici (utero, tube, ovaie) e rilevare qualsiasi segno di malattia, aderenze o danni causati da infezioni pregresse.
Per gli Uomini: Verificare la Salute del Sistema Riproduttivo

L’epididimite, una possibile conseguenza delle MST come la clamidia o la gonorrea negli uomini, può influenzare la qualità e il trasporto dello sperma. I test raccomandati per valutare la salute riproduttiva maschile includono:

  • Spermiogramma: Fornisce informazioni preziose sulla quantità, motilità e forma degli spermatozoi, indicatori chiave della salute riproduttiva maschile. Questo esame dettagliato permette di identificare anomalie che potrebbero compromettere la capacità fecondante.
  • Ecografia scrotale: Questo esame di imaging può rilevare infiammazione, ostruzioni o qualsiasi altra anomalia nello scroto e nei suoi dintorni, come cisti o varicocele, che possono influire sulla produzione e sul trasporto degli spermatozoi.

Tabella riassuntiva dei test di fertilità per donne e uomini

Influenza e Malattie Stagionali: L'Impatto sul Concepimento

Una domanda frequente tra le coppie che cercano una gravidanza riguarda l'influenza e i comuni mali di stagione, come raffreddore e mal di gola: possono compromettere le possibilità di concepimento o la salute di una gravidanza iniziale?

Mali di Stagione e Fertilità di Coppia: Una Prospettiva Generale

In generale, i mali di stagione (raffreddore e influenza), tipicamente causati da virus e non accompagnati da complicanze gravi, non sono in grado di modificare la fertilità di coppia, né l'evoluzione di una gravidanza iniziata da poco. Questo vale a meno che, soprattutto per l'uomo, non siano stati utilizzati antibiotici ad ampie dosi che possano in qualche modo determinare, seppur transitorio, un danno alle cellule spermatiche. Tuttavia, è importante sottolineare che gli antibiotici non hanno indicazione nei mali di stagione, che sono dovuti a virus, rendendo questo scenario meno comune. In linea di principio, quindi, in caso di raffreddore o mal di gola senza febbre elevata o altre complicanze significative, le probabilità di concepimento non dovrebbero essere influenzate negativamente. Anche nell’ipotesi in cui sia iniziata una gravidanza in concomitanza con un malanno di stagione lieve, si può stare tranquilli, alla luce della cosiddetta “legge del tutto o del nulla”, secondo la quale se una gravidanza appena iniziata prosegue dopo l’esposizione a fattori di rischio (per esempio, cadute accidentali o radiografie), significa che nulla ha interferito sul suo andamento e sul benessere del feto, altrimenti si sarebbe interrotta spontaneamente.

Ad esempio, nel caso di una donna e suo marito che cercavano una seconda gravidanza e hanno avuto forte raffreddore e un po’ di mal di gola (senza febbre) durante il periodo dell’ovulazione, il parere specialistico è stato rassicurante. La terapia assunta per un raffreddamento e una presunta infiammazione delle vie urinarie (come Monuril, Fluimucil, Tachipirina e aerosol con Prontinal) non ha effetti teratogeni su una eventuale gravidanza. Questo suggerisce che, in assenza di condizioni più gravi o di farmaci specifici con controindicazioni, un comune malanno non dovrebbe ostacolare il concepimento né mettere a rischio un feto appena formato.

COVID-19 e i Suoi Effetti sulla Fertilità

La pandemia di COVID-19 ha sollevato nuovi interrogativi sugli effetti di un'infezione virale sistemica sulla fertilità, sia maschile che femminile. Dal punto di vista clinico, la malattia, denominata COVID-19, può manifestarsi con molteplici sintomi come febbre persistente, tosse, polmonite, ecc. Il virus possiede sulla sua superficie una proteina denominata proteina S o “Spike” che funziona come una chiave. Detta “chiave” entra nella “serratura” la quale è il recettore ACE2 e che si trova nella superficie delle cellule che saranno infettate. Ciò ha molta importanza per quelle coppie che cercano di concepire, che sia in forma spontanea o per mezzo dei trattamenti di riproduzione assistita, data la diffusa presenza di recettori ACE2 in vari tessuti riproduttivi.

Impatto di COVID-19 sulla Fertilità Maschile

Negli uomini che hanno avuto COVID-19, gli spermatozoi risultano meno numerosi e più lenti, anche a distanza di oltre 3 mesi dall’infezione. E questo anche se l’infezione è stata di grado lieve. È sempre più a lungo termine, dunque, il danno alla qualità spermatica che sembrerebbe apportare il virus Sars-CoV-2, sotto la lente dei ricercatori durante e dopo la pandemia anche per monitorarne gli effetti sulla fertilità. La premessa è doverosa: le ripercussioni di questo virus sulla fertilità sono ancora da studiare e approfondire.

Si sono osservate diverse alterazioni che potrebbero spiegare la ridotta qualità seminale:

  • Alterazioni ormonali: Per la corretta produzione degli spermatozoi (spermatogenesi), sono necessari dei livelli adeguati di testosterone. Si sono osservati livelli ridotti di questo ormone nei maschi infettati rispetto a quelli non infettati.
  • Processi infiammatori: È ormai risaputo che la malattia causata da questo virus può scatenare diversi processi infiammatori che possono essere più o meno generici o localizzati. Detti processi possono tradursi in una risposta immunitaria di difesa con la produzione di diversi tipi di proteine (citochine) pro-infiammatorie. Questo tipo di complicazione è in relazione alla gravità della malattia e con l’età del paziente. L'infiammazione sistemica può influenzare direttamente i testicoli e la produzione di sperma.

Un team di ricerca ha indagato sulla durata di questo ‘danno’, che era già stato dimostrato in precedenza come effetto simile a quello provocato da qualsiasi stato infiammatorio e febbrile, in pazienti seguiti da cliniche spagnole di fecondazione assistita. Poiché servono circa 78 giorni per produrre nuovo sperma, è stato ritenuto opportuno valutarne la qualità almeno 3 mesi dopo la guarigione da COVID-19. La loro ipotesi era che sarebbe migliorata con la produzione di nuovi spermatozoi, ma così non è stato. Tra febbraio 2020 e ottobre 2022, 45 uomini, con età media di 31 anni e diagnosi confermata di COVID-19 lieve, sono stati arruolati in 6 cliniche di riproduzione della Spagna. Tutti avevano analisi di campioni di sperma prelevati prima del contagio; un altro campione è stato prelevato tra 17 e 516 giorni dopo l’infezione, con un tempo mediano fra il prelievo pre-COVID e quello post pari a 238 giorni. È risultata una differenza statisticamente significativa nel volume di sperma (-20%, da 2,5 a 2 millilitri), nella concentrazione di spermatozoi (-26,5%, da 68 a 50 milioni per ml), nella conta di spermatozoi (-37,5%, da 160 a 100 milioni/ml), nella motilità totale (-9,1%, dal 49% al 45%) e nella quota di spermatozoi vivi (-5%, dall’80% al 76%). Dopo COVID-19, rispetto a prima, metà dei pazienti avevano una conta spermatica totale del 57% inferiore. E anche a distanza di 100 giorni dall’infezione, la concentrazione e la mobilità degli spermatozoi non erano migliorate. Secondo i ricercatori, "la compromissione dei parametri” indice di qualità “dello sperma potrebbe non essere dovuta a un effetto diretto del virus Sars-CoV-2. È probabile che ulteriori fattori, attualmente sconosciuti, contribuiscano alla diminuzione di questi parametri a lungo termine”. Inoltre, in questo studio non sono stati misurati i livelli ormonali, e in effetti intense variazioni nel testosterone, attore chiave nella salute riproduttiva maschile, sono state precedentemente segnalate in pazienti maschi con infezione COVID-19.

Illustrazione degli effetti del COVID-19 sugli spermatozoi

Impatto di COVID-19 sulla Fertilità Femminile

Indipendentemente dalle osservazioni sulla fertilità maschile, lo stesso studio riscontra differenze nella composizione di alcune proteine e ormoni presenti nel liquido follicolare che contengono gli ovociti nelle donne. Tuttavia, altri studi hanno mostrato risultati rassicuranti riguardo alla presenza del virus nei tessuti riproduttivi femminili. Ad esempio, è stata rilevata una RNA virale non rilevabile nel fluido follicolare, nelle cellule del cumulo e nei campioni di tessuto endometriale in donne positive al SARS-CoV-2. Questo suggerisce che, almeno a livello di presenza virale diretta in questi tessuti cruciali per la riproduzione, il rischio potrebbe essere minore. Ciononostante, un altro studio ha indicato che l'infezione da SARS-CoV-2 ha un effetto negativo sulla funzione ovarica in pazienti sottoposte a trattamenti di riproduzione assistita, suggerendo che gli effetti sistemici dell'infezione, come l'infiammazione o le alterazioni ormonali, potrebbero influenzare indirettamente la salute riproduttiva femminile, anche in assenza di una diretta infezione virale dei tessuti riproduttivi specifici. La ricerca in questo campo è in continua evoluzione per definire meglio l'entità e i meccanismi di questi impatti.

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