La nascita di un bambino porta con sé una miriade di gioie, sfide e, inevitabilmente, una quantità sorprendente di prodotti dedicati alla sua cura e al suo sviluppo. Tra questi, la sdraietta del neonato è un dispositivo che viene utilizzato in casa da moltissimi genitori. Il motivo del suo ampio utilizzo è semplice: la sdraietta risulta comoda sia per il bambino, che ha un ampio raggio visivo, sia per il genitore, poiché lo aiuta a tenere d’occhio il neonato, posizionato al sicuro. Tuttavia, dietro la sua apparente comodità, si celano aspetti importanti legati allo sviluppo motorio e posturale del bambino, che meritano un'attenzione particolare per assicurare un percorso di crescita armonioso e sano.
Questo articolo esplorerà l'uso della sdraietta, le sue implicazioni, e la confronterà con le tappe fondamentali dello sviluppo motorio, dal primo mese di vita fino al cruciale periodo del gattonamento e dei primi passi, fornendo una guida per genitori consapevoli che desiderano sostenere al meglio il proprio piccolo in ogni fase della sua evoluzione.
La Sdraietta del Neonato: Comodità e Cautele nell'Uso
Un Dispositivo Popolare con Aspetti da Considerare
La sdraietta è un dispositivo che viene utilizzato in casa da moltissimi genitori, ma del quale è fondamentale fare molta attenzione. La sua popolarità deriva dalla sua capacità di offrire una soluzione pratica per tenere il neonato vicino a sé, anche durante le attività domestiche, essendo facilmente trasportabile da una stanza all'altra. Stare insieme in ogni momento della giornata è molto utile anche per il bambino, costantemente esposto agli stimoli positivi che provengono dagli sguardi, dai sorrisi e dalle parole della mamma. La sdraietta può essere usata dalle prime settimane di vita perché può essere completamente reclinata, consentendo al neonato di mantenere la posizione sdraiata. Inoltre, gli appositi riduttori rappresentano una garanzia di sicurezza e offrono un senso di protezione. Per favorire le sue iniziali sperimentazioni sensoriali, la sdraietta può essere dotata di giostrine e carillon adatti a ogni fase della sua crescita. Nelle prime settimane gli si può proporre l’osservazione di forme e colori e l’ascolto di musiche e suoni.
Rischi dell'Uso Eccessivo: La Plagiocefalia Posizionale
Nonostante i suoi vantaggi, la sdraietta è tanto comoda quanto scorretta se utilizzata eccessivamente. La testa del neonato che vi trascorre troppo tempo, infatti, tende inesorabilmente ad appiattirsi e a inclinarsi posteriormente, provocando la brachicefalia posizionale. Ecco perché alcuni genitori, poco informati sulla plagiocefalia posizionale e la testa piatta del neonato, finiscono inconsapevolmente per lasciare il proprio bimbo nella sdraietta svariate ore durante la giornata. Questo rischio è una delle principali ragioni per cui è essenziale un uso moderato e consapevole di questo strumento.
Linee Guida per un Utilizzo Consapevole
Per evitare la testa piatta e assicurarsi che non si creino delle contratture e rigidità al collo e alla schiena del tuo bimbo, è suggerito un uso molto limitato della sdraietta.
Quanto e Quando Usare la Sdraietta: Il Limite dei 20-30 Minuti
Ti suggerisco di usare la sdraietta massimo 20-30 minuti al giorno. Per esempio, è utile quando i genitori devono cenare. Ovviamente esistono delle eccezioni alla regola: se una sera siamo impegnati e il bambino è stanco di rimanere prono e supino sul tappeto, non c’è alcun problema se lo lasciamo anche più di un’ora nella sdraietta. Chiaramente, deve essere un’eccezione alla regola e non una prassi quotidiana. L’uso della sdraietta o del dondolo dovrebbe essere sporadico, idealmente limitato a circa 30 minuti al giorno. È utile per appoggiare il bambino per un breve periodo, ma non dovrebbe essere utilizzato per lunghi intervalli di tempo, poiché non favorisce lo sviluppo dei muscoli profondi del tronco. Non è consigliabile lasciare il bambino a dormire nella sdraietta per lunghi periodi. Le sdraiette sono progettate principalmente per il riposo sotto supervisione, non per il sonno prolungato. Un dondolo o una sdraietta non dovrebbero essere utilizzati per far addormentare il bambino! Per motivi di sicurezza, il bambino ha bisogno di una superficie stabile e piatta per dormire.
Alternativa Ideale: Il Tappetone Gioco
Il posizionamento nelle sdraiette, essendo utilizzate quando si è a casa, è quasi superfluo in molti contesti. Il bambino, infatti, può essere posizionato tranquillamente supino sul tappeto da gioco quando è sveglio e in culla quando dorme. Anche il tappeto è sicuro perché il bambino non può farsi male e può essere tenuto d’occhio anche da lì. Limiterei al minimo necessario la sdraietta che, oltre a immobilizzare il bambino, lo costringe a incurvarsi in avanti con la testa e con la schiena. In generale, il consiglio è quello di risparmiare i soldi della sdraietta, il cui costo varia da 50 a 150 euro, e di investire quei soldi nel tappetone gioco. Il tappetone gioco è l’habitat naturale del tuo bimbo e il suo piano di sviluppo nel primo anno di vita; insomma, il tappetone gioco è il miglior investimento per lo sviluppo motorio del tuo bimbo.

Scegliere la Sdraietta Giusta: Parametri e Alternative
Valutare l'Acquisto: Meglio un Tappetone Gioco?
Sebbene il tappetone gioco sia ampiamente raccomandato come l'investimento primario per lo sviluppo motorio del neonato, molti genitori optano comunque per l'acquisto di una sdraietta, spinti dalla ricerca di un supporto pratico per la gestione quotidiana del bambino. È cruciale, tuttavia, che questa scelta sia il frutto di una valutazione consapevole, tenendo conto sia delle esigenze del genitore sia, e soprattutto, del benessere e dello sviluppo del piccolo.
Aspetti Fondamentali nella Scelta di una Sdraietta
Se, nonostante quanto riportato finora, si decide di acquistare una sdraietta per neonato, è importante conoscere i parametri per compiere una scelta consapevole e acquistare quella che, per te, è la miglior sdraietta per neonato. Alcuni dei principali aspetti di cui tenere conto nella scelta sono:
- La seduta: è lì che il neonato viene appoggiato. Nella seduta c’è da tenere conto sia della sicurezza, dell’omologazione sia della possibilità di regolarne l’inclinazione. Le sdraiette devono essere conformi agli standard di sicurezza.
- Il movimento: l’oscillazione che offrono le sdraiette. Ci sono quelle manuali e quelle automatiche.
- La barra dei giochi: i giochi appesi di fronte al bambino; quali giochi offre, di quale materiale, ecc. Questi possono stimolare la vista e la prensione.
- La trasportabilità della sdraietta: ossia quanto facilmente tu riesci a spostarla. La sdraietta permette alla mamma di avere sempre accanto a sé il proprio piccolo, anche durante le attività domestiche, essendo facilmente trasportabile da una stanza all'altra.
La Sdraietta tra Utilità e Limiti di Sicurezza
Alcuni considerano la sdraietta pericolosa per un neonato. In realtà, la sdraietta lo stimola e ne favorisce persino lo sviluppo, se usata correttamente. Da 0 a sei mesi d’età o a 9 kg di peso, la sdraietta, checché se ne dica, è ideale per intrattenere il bambino: gli offre una visione del mondo più ampia e stimolante fin dai primi giorni di vita. Questo, però, non basta a rassicurare le neomamme, più convinte del fatto che la sdraietta sia una soluzione “azzardata” perché, ad esempio, reclinabile. Il piccolo potrebbe, quindi, scivolar fuori e farsi male. Tuttavia, è importante chiarire alcuni punti. Primo: l’inclinazione della sdraietta è regolabile. La si può tenere orizzontale, proprio come se fosse un lettino. Secondo: nelle prime settimane di vita, il bambino non ha agilità nei movimenti. Difficile, perciò, che riesca a sgusciare fuori da un mini-giaciglio che è per di più contenitivo. Terzo: dalla fine del secondo mese, anche dopo, al sesto circa, il piccolo comincia a muoversi e a girarsi con estrema facilità. È in questo momento che la sdraietta potrebbe diventare poco sicura. Se il bambino sa stare seduto, infatti, puntando i piedini rischierebbe di capovolgersi. È il momento di passare ad altro, ad esempio al box, o al tappetone gioco.
Sdraietta vs. Dondolo: Funzionalità e Preferenze
I genitori in attesa spesso si sentono sopraffatti dalla quantità di prodotti disponibili per la cura del bambino. Tra questi, sorgono spesso domande sui diversi tipi di sdraiette e dondoli. Anche se a prima vista la sdraietta e il dondolo possono sembrare simili, ciascuno ha una funzione specifica e soddisfa esigenze diverse. Grazie al meccanismo a dondolo, la sdraietta riproduce un movimento delicato e rilassante, simile a quello che il bambino percepisce tra le braccia dei genitori. L’apparecchio può essere manuale o automatico, a seconda del modello. Alcuni dondoli elettrici, come TULSY, LUMI 2 o LULI, offrono un movimento oscillante da un lato all’altro, imitando i movimenti naturali del bambino nel grembo materno, favorendo una sensazione di sicurezza e benessere. La sdraietta è una seduta reclinabile progettata per offrire al bambino un luogo confortevole per il riposo. Le sdraiette hanno una struttura semplice e minimalista: non dispongono della funzione di dondolio automatico. La scelta di una sdraietta o di un dondolo per il bambino non è un compito facile. Non esiste una soluzione universale. La scelta dipende dalle esigenze dei genitori e dal temperamento del bambino. Il dondolo è ideale per i bambini che amano essere cullati, mentre la sdraietta rappresenta un'opzione più pratica ed economica. L'uso delle sdraiette nei neonati è un tema dibattuto. Tuttavia, i fisioterapisti consigliano di non utilizzare sdraiette o dondoli troppo presto e di monitorare lo sviluppo del bambino per garantire che sia pronto per il loro utilizzo. Le sdraiette e i dondoli sono strumenti utili per calmare il bambino, ma devono essere utilizzati in totale sicurezza.

Quando non dovrebbero più essere usati? Quando il bambino inizia a sedersi da solo (di solito tra i 6 e gli 11 mesi, con una media di 7-8 mesi), è meglio interrompere l’uso della sdraietta o del dondolo.
L'Importanza del Contatto e della Libertà di Movimento
Molti usano un marsupio per calmare il bambino, una soluzione confortevole per il piccolo ma che limita i movimenti del genitore. Preparare un pasto, fare una doccia o semplicemente prendersi un momento di respiro può diventare una vera sfida. Ed è qui che entrano in gioco sdraiette e dondoli: permettono al bambino di mantenere il contatto visivo con i genitori, sentendosi sicuro e vicino, mentre i genitori guadagnano preziosa libertà di movimento. Però, finché il bebè non dà segni di insofferenza, allora va preso in braccio e rassicurato. E visto che i bambini, anche se piccolissimi, sono insuperabili nell’adattarsi in tempi fulminei alle coccole della mamma, una volta sperimentato il suo abbraccio, difficilmente vorranno tornare nella sdraietta. Anche se quelle di ultime generazione sono iper accessoriate e offrono ogni genere di comfort: dai giochini agli stimoli luminosi e sonori, dal dondolio automatico impostato su 5 velocità alle emissioni di vibrazioni calmanti.
La sdraietta a dondolo é davvero utile? Consigli per i neogenitori
Modelli Specifici e Loro Caratteristiche
Le sdraiette e i dondoli moderni offrono diverse caratteristiche che possono influenzare la scelta. Le nostre sdraiette sono realizzate con materiali facili da pulire, e la maggior parte dei modelli dispone di rivestimenti removibili, che possono essere facilmente tolti e lavati in lavatrice a 30°C.
- Il più versatile: ELSU 2 in 1. Perfetto per chi è indeciso tra una sdraietta e un dondolo! ELSU è dotato di un sistema di blocco del dondolio che permette di trasformarlo facilmente in una sdraietta.
- La tecnologia più avanzata: TULSY. Un dondolo ideale per i bambini!
- Il più innovativo: CALMEE. Una sdraietta che può essere montata sulle sedie ENOCK e LIVY, permettendo di usarla come sdraietta alta o direttamente sul pavimento. Il modello LIVY può essere utilizzato molto più a lungo dell'infanzia, poiché supporta fino a 110 kg.
- Il preferito dai genitori su Trustpilot: MIMI. Il suo design minimalista, privo di stimoli eccessivi, unisce semplicità e praticità.
Il Percorso dello Sviluppo Motorio del Bambino: Ogni Tappa Conta
Il Movimento Come Fondamento dell'Autonomia
Lo sviluppo motorio è il risultato dell’unione di un processo di crescita fisiologico e delle esperienze vissute nel quotidiano, durante la vita intrauterina ed extrauterina. Poiché le esperienze possono essere positive o negative, questo spiega la grande diversità degli esiti evolutivi tra i bambini. Nei primi 6 mesi di vita i movimenti del neonato sono gesti ripetitivi, necessari allo sviluppo motorio della coordinazione neuromuscolare, veri e propri allenamenti indispensabili per implementare muscolatura e schemi motori, dove ogni tappa raggiunta è propedeutica alla successiva. Per questo motivo, è importante che tutte le fasi siano vissute cercando di evitare anticipazioni e stimolando nel bambino la capacità di fare da solo e di sentirsi competente. Il movimento, infatti, aiuta a sviluppare l’idea che abbiamo di noi stessi e il nostro cammino verso l’autonomia.
La spinta al movimento nasce nel contatto con l’altro, nell’essere portato in braccio e in fascia magari in modo attivo, nell’interazione con i supporti passivi scelti, come sdraiette o passeggini, ed è mossa dall’imitazione, dal desiderio, dalla necessità di raggiungere la mamma, un gioco, o di spostarci da una posizione scomoda a una più confortevole. Muoversi richiede un sistema di comando e vie di comunicazione in andata e in ritorno, un sistema di propriocezione che ci permette di percepire il nostro corpo nello spazio, un sistema posturale e muscoli volontari che rispondono agli stimoli per fare ciò che chiediamo. Attraverso l’esperienza e la ripetizione, i movimenti casuali diventano automatici, inizia a svilupparsi una progressiva pianificazione motoria, le abilità del bambino si arricchiscono sviluppando intelligenza, connessione tra gli emisferi, linguaggio, pensiero, uso delle mani e motricità fine. Nel raggiungimento delle diverse tappe motorie esiste comunque una normale variabilità di tempo.
Dalle Esperienze Quotidiane alla Coordinazione Neuromuscolare
È fondamentale comprendere che ogni movimento, anche il più piccolo, contribuisce alla complessa rete di connessioni neurali che sottendono lo sviluppo cognitivo e motorio del bambino. Le prime interazioni con l'ambiente, i tentativi di raggiungere un oggetto, il sollevare la testa, sono tutti mattoni che costruiscono la sua consapevolezza corporea e la sua capacità di interagire con il mondo. Per questo motivo, è cruciale offrire al bambino un ambiente stimolante ma sicuro, che lo incoraggi a sperimentare e a muoversi liberamente, senza forzature o anticipazioni.
L'Importanza dello Sguardo Attento dei Genitori e del Supporto Specializzato
Durante le visite che si compiono in studi di osteopatia, ad esempio, si cerca di informare i genitori su questi processi, in modo che siano in grado di seguire con entusiasmo, curiosità e passione le tappe dello sviluppo del proprio figlio. Lo sguardo di un genitore attento è molto importante perché, se alcuni obiettivi non vengono raggiunti, può offrire nuovi punti di vista e/o chiedere aiuto a uno specialista. Molti genitori non vedono l’ora che il proprio figlio cresca e faccia cose da grandi. È un pensiero normale che viene alimentato dall’aspettativa di vedere i piccoli all’opera, ma non bisogna avere fretta. Spesso si anticipano i tempi: la posizione seduta, l’uso di alcuni indumenti o lo stare in piedi, ma è da considerare che, da seduti, i neonati non posseggono ancora lo sviluppo muscolare necessario per controllare il movimento della testa che ricadrà indietro in estensione; anche il busto si troverà in completa flessione. Questa posizione è da evitare fino a quando non sarà il bambino stesso ad assumerla in modo autonomo. La manovra di trazione da seduto deve essere effettuata solo dal professionista per monitorare il tono muscolare del neonato durante i primi mesi di vita. A ogni scatto di crescita corrisponde un cambiamento nella gestione del capo.
Le Prime Tappe Cruciali: Dal Primo Mese ai 3 Mesi
Il Neonato alla Nascita: Riflessi e Valutazioni Iniziali
Alla nascita, i neonati vengono osservati e valutati, inizialmente con il punteggio di APGAR, mentre sono a contatto con il corpo della mamma, e successivamente, nelle prime 24 ore, con una visita completa. I risultati possono variare da un neonato a un altro, sia per via delle differenze di temperamento sia per il tipo e l’esperienza di nascita (parto naturale o cesareo, con travaglio o senza). Valutare movimenti e riflessi permette di capire se durante la fase di nascita sia andato tutto bene o siano sorte complicanze.
Nei primi giorni di vita, sono presenti alcuni riflessi che spariranno nelle settimane successive: i più interessanti, che spesso fanno sorridere i genitori, sono la capacità di sostenersi - spingersi con le gambe, se posizionati eretti - e il riflesso della marcia automatica, come se volesse già camminare. Tali riflessi, osservati nella valutazione dall’osteopata, dal pediatra e dall’ostetrica, servono al neonato per nascere, «strisciare» sul corpo della mamma una volta nato e cercare attivamente il seno per potersi nutrire; come tutti i cuccioli di mammifero, anche i nostri piccoli hanno capacità e schemi motori innati per sopravvivere.

Il Primo Mese: Postura, Simmetria e Sensibilità
Nei primi giorni di vita, il neonato, posto in posizione supina sul lettino, presenta un maggior tono muscolare negli arti, mentre quello del collo e del busto è più rilassato. I suoi movimenti possono apparire scoordinati poiché è ancora privo della capacità di gestirli. La postura dovrebbe essere simmetrica, senza inclinazione a destra o sinistra del tronco, e la testa dovrebbe ruotare allo stesso modo da entrambi i lati. Il piccolo è capace di reagire ai suoni e a seconda dell’intensità, in risposta, potrà piangere, sorridere, tranquillizzarsi o cambiare espressione. Se si nota una mancanza di simmetria nel corpo del bambino, un’incapacità di muovere un arto, una preferenza o difficoltà di rotazione anche nell’allattamento al seno, è fondamentale comunicarlo durante la visita con il pediatra, l’osteopata o l’ostetrica di riferimento.
Potrebbe trattarsi di un’asimmetria posturale infantile, non grave e risolvibile, causata dalla posizione che il neonato ha assunto nell’utero durante la gravidanza, nelle ultime settimane o da tensioni che possono verificarsi durante il parto. Con un lavoro preventivo è possibile rieducare il corretto movimento e riequilibrare l’asimmetria, senza che insorgano problemi futuri. Nei momenti in cui il neonato non si trova in braccio, la posizione naturale che può adottare è quella distesa. In alcuni neonati si può riscontrare un’attitudine maggiore a fare da soli. Saperlo aiuta il genitore ad accompagnare il figlio nel proprio sviluppo, stimolando chi è passivo, creando spazi e offrendo posizioni che permettano di esprimere la ricerca di movimento ed esplorazione.
Da 1 a 3 Mesi: Dalla Rotazione del Capo all'Esplorazione del Corpo
A questa età il neonato che non viene preso in braccio o portato nella fascia o nel marsupio resta disteso. In posizione supina, la rotazione del capo è immediata. È importante che sia bidirezionale per prevenire la comparsa di una plagiocefalia, ovvero un’asimmetria della forma del cranio, spesso notata solo quando la testa diventa piatta da un lato. Le braccia e le gambe si muovono con gesti scoordinati che piano piano diventeranno coerenti e sempre più volontari. Le mani vengono tenute chiuse con i pollici all’interno, ma durante qualche brusco movimento può capitare che si aprano, attivando riflessi di aggrappamento. Il neonato, programmato biologicamente per trascorrere in braccio questi primi mesi, istintivamente ricerca confini e contatto protettivo in caso di pericolo.
L'Importanza della Posizione Prona (Tummy Time)
Se posto prono, il neonato tenderà a girare la testa da un lato e proverà a sollevarla per qualche secondo: è questo il periodo giusto per stimolare tale movimento. In questa posizione inizierà a tenere le braccia estese e allontanate dalla linea mediana, le gambe saranno meno flesse e il sederino sollevato. Un sederino non completamente poggiato indica che il tono muscolare del tronco si sta ben sviluppando.
Sviluppo Visivo e Scoperta delle Mani
Un'altra capacità che il bambino sviluppa durante i primi 3 mesi di vita è l’attitudine visiva a osservare con più attenzione il volto della persona che gli sta parlando o lo sta allattando, gesto che provoca grande gioia nei genitori perché godono dell’interazione con il bambino. In media dalla terza settimana, i bambini sono molto attratti dai fasci luminosi, perfezionano la capacità di attenzione e sono in grado di seguire, solo con movimenti orizzontali, un giocattolo o un oggetto specifico posizionato a una distanza di 15-25 centimetri: la scelta di un giocattolo semplice e sonoro può essere utile per stimolare lo sviluppo motorio. I bambini iniziano a mettersi le mani in bocca e non tutti i genitori gestiscono questa nuova competenza nella stessa maniera: alcuni combattono questo nuovo gesto, altri lo incentivano pensando di favorire la «formazione degli anticorpi». In realtà, stanno facendo conoscenza del loro corpo e del mondo che li circonda. Stanno scoprendo che le loro mani sono interessanti e buone, come possono utilizzarle e coordinarle con la vista, ed è una buona opportunità lasciarli fare. Una cosa molto curiosa che accade ai bambini è il riflesso di ammiccamento palpebrale di difesa che compare tra le 6 e le 7 settimane.
Riflessi e Sviluppo Scheletrico: Attenzione alla Posizione Verticale
Se posizionato seduto, il neonato flette la parte anteriore del tronco poiché ancora non è presente alcun controllo. Senza una forte e competente muscolatura posturale, la gabbia toracica e gli organi interni (cuore, polmoni, stomaco, intestino) subiranno il peso della parte superiore del corpo. Nei primi mesi, quindi, è importante evitare questa posizione per assicurare uno sviluppo motorio armonico. In questo periodo, i lattanti manifestano il «riflesso dello scalino», un movimento che fa spingere loro i piedi con alternanza ed estendere le gambe quando viene stimolato l’arco plantare, ossia la parte inferiore dei piedi. Durante le visite si può sfruttare questo riflesso, posizionandosi molto vicino al piccolo in modo che possa spingere con i piedini contro la pancia. Questi riflessi sono utili a sviluppare i primi movimenti a terra, propedeutici a quelli successivi. Il bacino del neonato è in via di formazione, nello specifico l’acetabolo e la testa del femore, ed è fortemente sconsigliato farlo stare in posizione verticale - caricando il peso sulle gambe - fino a quando non assumerà la posizione in maniera autonoma.
Dalla Scoperta al Movimento Attivo: Dai 3 ai 9 Mesi
Da 3 a 6 Mesi: Movimenti Coordinati e i Primi Rotolamenti
Come nei mesi precedenti, il bambino, quando non si trova in braccio, è in posizione distesa. I movimenti delle braccia e delle gambe cominciano a essere più omogenei, fluidi e simmetrici. La testa non appare ruotata ma dritta e viene girata per osservare chi gli sta intorno, anche se il piccolo riesce a seguire con più facilità un oggetto a breve distanza. Di norma, la posizione delle mani è aperta, riesce ad afferrare e tenere un giochino con la presa palmare, ma non a coordinare il movimento delle mani con quello visivo, che acquisirà progressivamente in questa fase. È il momento della scoperta dei giochi e degli oggetti, che verranno prontamente portati verso la bocca, fondamentale strumento di scoperta e conoscenza del mondo.
Alcuni bambini possono iniziare a rotolare, da supini a proni - da pancia sopra a pancia sotto -, solitamente tra i 5 e i 6 mesi. È un errore comune pensare che i lattanti a 1-2 mesi riescano a girarsi. Quando vengono messi pancia sotto durante il tummy time, utile già dalle prime settimane, con le braccia posizionate sotto al torace per sostenere e sollevare la testa, può succedere che i bambini si sbilancino e cadano su un lato, simulando un rotolamento. Solo con il tempo, quando le braccia acquisiranno sufficiente forza e la capacità di gestione del capo sarà migliorata, eviteranno di ribaltarsi.
La sdraietta a dondolo é davvero utile? Consigli per i neogenitori
L'Estensione del Capo e la Formazione delle Curve Spinali
Il tono dei muscoli del collo migliora; la testa, opportunamente gestita, resta in linea con il busto. In posizione prona, la testa si solleva e ruota bene con buon appoggio sulle spalle, soprattutto se stimolata grazie al tummy time nei mesi precedenti. Questa fase di estensione è una tappa motoria importante per la formazione della prima curva che si crea sulla schiena del lattante. Resta sconsigliata la posizione eretta poiché le ginocchia cederanno in assenza dello sviluppo motorio della struttura muscolare e articolare necessaria a mantenerla.
Da 6 a 9 Mesi: L'Esplorazione si Fa Intensa
A 6 mesi inizia una fase di esplorazione più attiva: il piccolo è più attento, capisce che da seduto o in braccio ha una migliore visione delle cose e, soprattutto se ancora poco abile nel movimento a terra, chiederà di essere portato in giro per osservare meglio. La curiosità per ciò che lo circonda è molto alta. Si può, allora, posizionare il bambino a terra, vicino a noi, su una superficie isolata dal freddo del pavimento ma abbastanza sostenuta per permettergli di muoversi e osservare ciò che nel frattempo accade attorno a lui. In posizione supina comincia a tenere i giochi vicino alla linea mediana, usa entrambe le mani e si passa gli oggetti.
La Posizione Seduta Autonoma e il Controllo del Busto
Se abituato a stare seduto o semireclinato, il bimbo tende a fare forza per tirarsi a sedere e spesso ci riesce, aggrappandosi alle mani dell’adulto. In questa fase, alcuni bambini riescono a stare seduti da soli, molto spesso con un supporto, guadagnando man mano sempre maggiore stabilità e controllo. Generalmente è una capacità che si consegue tra i 6 e gli 8 mesi, ma altri necessitano di più tempo e l’acquisiscono dopo il gattonamento. In posizione seduta, è in grado di controllare bene il busto e il capo; incuriosito dai rumori, gira bene la testa in tutte le direzioni. Se sente un suono che non riconosce o che non associa a qualcosa di specifico, rimane dubbioso prima di tornare a guardare chi lo sta sostenendo.
La Profondità Visiva e il Gioco con gli Oggetti
Prende familiarità con la profondità: lancia oggetti dal seggiolone e li fissa per qualche secondo; allunga le braccia per recuperarli, se distanti pochi centimetri. Per afferrare utilizza tutta la presa palmare e lascia cadere il gioco per prendere il successivo che gli viene offerto.
Verso il Gattonamento: Strisciamento e Pre-Gattonamento
In posizione prona, gestisce il capo ed estende bene il collo, puntando le mani a terra riesce a sollevare il torace. A quest’età lo strisciamento si evolve: il bambino inizia a spingersi indietro con la forza delle braccia. Lo sviluppo del sistema motorio segue un andamento cranio-caudale, quindi dall’alto verso il basso, portando un maggiore controllo e forza prima nella testa, poi nelle braccia e nel busto e, infine, nelle gambe. Quando si troverà a pancia in giù, si spingerà con le mani per strisciare indietro, mentre, appena inizierà ad avere forza negli arti inferiori, punterà i piedi sul pavimento per spostarsi in avanti. Nel frattempo, potremo vederlo ruotare intorno a sé, come la lancetta di un orologio. Con la progressiva maturazione dei sistemi e degli schemi motori, lo strisciamento si trasformerà in gattonamento. Verso i 7 mesi è possibile osservare un pre-gattonamento, dove il piccolo trascorrerà il tempo in quadrupedia, dondolandosi avanti e indietro e in diagonale. A tal proposito, diventerà molto importante offrire in tutte queste fasi uno spazio sicuro di esplorazione a terra.

Il Gattonamento: Un Ponte verso l'Autonomia
Da 9 a 12 Mesi: Il Gattonamento e le Variazioni Posturali
Il periodo tra i 9 e i 12 mesi è segnato da un'esplosione di autonomia motoria. Il bambino gattona, è in grado di stare seduto da solo o ha bisogno di un piccolo supporto come il dito/mano del genitore. Con il gattonamento si instaurano le variazioni posturali: sdraiato, prono, quattro zampe, seduto, in ginocchio e, infine, in piedi, aggrappandosi agli appoggi che riesce a raggiungere. Gioca, ruota la testa e adatta la sua postura e il suo punto d’equilibrio alle necessità motorie che ha in quel momento, per esempio raccogliere un giocattolo lontano o esplorare lo spazio. Per i genitori comincia un periodo più faticoso: non lo si può perdere d'occhio nemmeno per un istante! Appena può si sposta a gattoni tirandosi con le braccia e spingendo con le ginocchia.
Benefici del Gattonamento per lo Sviluppo
Quando il bimbo inizia a muoversi carponi, ecco che inizia il gattonamento, solitamente fra i 7 e i 10 mesi. I benefici del gattonare sono molteplici e comprendono tutti i vantaggi che derivano dalla possibilità di muoversi autonomamente e indipendentemente: il bambino è finalmente libero di raggiungere persone e oggetti desiderati, di esplorare nuovi luoghi e superfici, di affrontare ostacoli con le proprie forze. Per invogliarlo a muoversi, è bene offrire aree sicure per esercitarsi a muoversi e molte occasioni per farlo. Per esempio si può mettere un giocattolo preferito fuori dalla sua portata e incoraggiarlo a muoversi verso l'oggetto desiderato.
Gattonare è Indispensabile? Variabilità dello Sviluppo
A quanti mesi si inizia a gattonare? Ad esempio, a 7 mesi molti bambini imparano a strisciare sulla pancia o perché cadono dalla posizione seduta o perché si girano dalla posizione prona; verso gli 8 mesi tentano di sollevarsi con i quattro arti, dondolandosi avanti e indietro, anche se inizialmente, anziché avanzare, cadono a terra con tutto il corpo. I bambini possono inoltre cominciare a muoversi all’indietro come i granchi nel tentativo di coordinare il movimento delle braccia e delle gambe. Contrariamente a quanto si possa pensare, in realtà il gattonamento non rappresenta una tappa obbligatoria nello sviluppo motorio dei piccoli. L’unicità del bambino o della bambina si esprime anche in questo ambito: c’è chi salta completamente questa fase ma si aggrappa saldamente a ogni appiglio per mettersi in piedi e chi invece inizia a muoversi autonomamente quando arriva il momento di camminare. Riccardo, mentre sorseggia il caffè durante la pausa delle 10, racconta ai colleghi le ultime grandi conquiste di Sara, la sua bimba di 7 mesi: vocalizza, gioca, fa grandi sorrisi (soprattutto al papà). Susanna, la collega “esperta”, in quanto madre di due bambini di 3 e 10 anni, dice che a quell’età i suoi figli già gattonavano. A questo punto, Riccardo passa dall’orgoglio all’agitazione, e si chiede: «Ma quando si inizia a gattonare? Sara starà bene o lo devo portare dal pediatra?». Questa è una preoccupazione comune, ma è importante rassicurare che il gattonamento non è una tappa obbligatoria.
Come Favorire il Gattonamento e l'Esplorazione
Appurato che il gattonamento non è una fase di sviluppo necessaria, è importante creare un ambiente in cui il piccolo possa sperimentare il movimento. Lasciarlo a terra è senza dubbio più stimolante che posizionarlo in sdraiette o seggiolini: dalla postura supina può muovere le gambe e tentare il rotolamento o altri movimenti. Sono invece da evitare girelli o altri strumenti che obbligano il piccolo a posture non autonome. Come aiutare il bambino a gattonare? Si può fermare la tendenza ad andare indietro sistemando una mano a ridosso dei piedi, così che il bambino possa spingersi in avanti puntando i piedi stessi. L’incoraggiamento e l’aiuto dei genitori sono di grande sollievo per il piccolo aspirante gattonatore, ma è solo grazie ai ripetuti tentativi che il bambino riuscirà nell’impresa di gattonare.
Oltre il Gattonamento: I Primi Passi e l'Indipendenza
Quando il bambino si solleva, si mantiene in piedi aggrappandosi a quello che capita. A 9-10 mesi diventa anche più bravo a cambiare posizione e presto capisce come mettersi in posizione seduta. Comincia anche a fare qualche passo quando viene sostenuto con entrambe le mani e, poco dopo, arriva una svolta epocale: si alza in piedi e resta in piedi da solo. Il mondo è cambiato. I muscoli delle gambe sono diventati più forti grazie alla posizione eretta e al gattonamento. Ora è il momento di iniziare a fare i primi passi mentre si aggrappa al divano, al tavolino o ad altri mobili per l'equilibrio. Non lo si deve più sbirciare dal basso verso l'alto ma, finalmente, lo si può guardare "alla pari", allo stesso livello. Intorno all'epoca del primo compleanno arrivano finalmente i primi passi. Incerti, vacillanti, inevitabilmente accompagnati da innumerevoli cadute. In questi mesi, la tentazione di ricorrere al girello è forte. Tuttavia, dobbiamo resistere! Il girello è inutile e dannoso. Va invece incoraggiato a camminare lasciandolo muovere lungo i mobili (vanno rimossi o imbottiti i mobili con bordi taglienti), o tenute le mani del bambino mentre lui o lei si esercita. I giocattoli da passeggio o le sedie leggere possono essere spinte aiutando il bambino a fare pratica. Iniziare a camminare dopo aver gattonato è l’ennesima sfida che il bambino o la bambina deve affrontare. Infatti, i “gattonatori esperti” devono abbandonare un movimento che padroneggiano con abilità e destrezza per un altro che li vede nuovamente goffi e incapaci di andare dove desiderano. Al momento non è noto quale sia lo stimolo che porti il bambino a iniziare a camminare dopo aver gattonato. Alcuni genitori avranno notato una certa frustrazione nei bimbi che, una volta imparato a gattonare, non riescono a raggiungere la meta desiderata.
