Sclerosi Multipla e Maternità: Un Viaggio tra Sfide, Speranze e Storie di Coraggio

Affrontare una gravidanza se si è affetti da sclerosi multipla è possibile. Questa affermazione, che oggi risuona come una certezza nel panorama medico e tra le donne che convivono con questa patologia, è il frutto di anni di ricerca, di progressi terapeutici e, soprattutto, di innumerevoli storie di resilienza e determinazione. La sclerosi multipla (SM), una malattia demielinizzante e neurodegenerativa del sistema nervoso centrale, molto probabilmente di origine autoimmune, è diagnosticata per lo più tra i 20 e i 40 anni. In questa fascia d'età, cruciale per le scelte di vita, le donne risultano colpite in numero doppio rispetto agli uomini. Per decenni si è creduto, erroneamente, che una gravidanza potesse aggravare la malattia o addirittura trasmetterla al nascituro, avvolgendo la maternità per una donna con sclerosi multipla in un’aura di incertezza. Il passato pesa, ma oggi sappiamo che non è così. Le evidenze degli ultimi anni raccontano un quadro profondamente diverso: la SM non compromette il percorso della gravidanza, non aumenta il rischio di aborto o di complicanze e non incide sul benessere del bambino.

In Italia, secondo dati AISM - Associazione Italiana Sclerosi Multipla, 140mila persone convivono con la diagnosi di SM. È ormai certo che una diagnosi e un trattamento precoce permettono alle persone colpite di avere una buona qualità di vita, con una vita media che è uguale a quella della popolazione generale. Questa rivoluzione silenziosa restituisce possibilità e apre nuovi orizzonti, permettendo a molte donne di concretizzare il futuro che avrebbero voluto, incluso il più grande tra i loro sogni: diventare madri.

La Sclerosi Multipla e la Fertilità: Demistificare i Falsi Miti

Contrariamente a vecchie convinzioni, avere la sclerosi multipla (SM) non ha generalmente effetti negativi sulla fertilità e sul concepimento nella donna. Molte donne che scoprono di avere questo problema si pongono subito la domanda: "Potrò avere figli?". E la risposta, confortante, è spesso affermativa. Tuttavia, è un percorso che richiede attenzione e pianificazione. Alcune donne potrebbero andare incontro ad alcune difficoltà derivanti da effetti collaterali di alcuni dei farmaci che vengono usati per la gestione della malattia. È fondamentale, in ogni caso, pianificare la gravidanza e comunicare costantemente con il proprio neurologo/a. Questo è cruciale in quanto alcuni farmaci immunomodulatori possono essere dannosi per il feto ed è quindi necessario elaborare un piano terapeutico temporaneo adeguato. Anche il momento adatto per una gravidanza deve essere scelto attentamente, tenendo conto dello stato della malattia e della terapia in corso.

Una paziente ha condiviso la sua esperienza, rivelando: "Ho la sclerosi multipla dall'età di 19 anni, ora ne ho 35 e ho preso un'infinità di farmaci fino a fermarmi ad ora al Gilenya che reputo sia 'leggero' x la forma molto attiva di malattia che ho. Mi è sempre stato detto che avrei potuto avere dei figli senza problemi e che, anzi, la malattia ne avrebbe giovato x 9 mesi. Il dopo sarebbe stato un punto interrogativo, ma non ho potuto e non posso provarlo perché dovrei interrompere la terapia 3 mesi prima di provare a cercare un bimbo, ma la bestiaccia non me lo concede. Ho fatto due tentativi, non ti dico i risultati! Gamba destra un disastro, poco equilibrio, ecc…". Questa testimonianza evidenzia le sfide reali legate alla sospensione dei trattamenti per consentire il concepimento, un passaggio che può comportare un aumento dei sintomi e richiede un monitoraggio medico costante.

Donna in gravidanza che si tiene la pancia

Gravidanza e Sclerosi Multipla: Un Periodo di "Benessere Protetto"

Uno degli aspetti più sorprendenti e positivi della gravidanza per le donne con sclerosi multipla è l'effetto protettivo che essa può avere sulla malattia stessa. Molte donne, durante la gravidanza, vanno incontro a un miglioramento dei sintomi della sclerosi multipla. Questa condizione di "benessere protetto" è stata ampiamente studiata. Le evidenze scientifiche degli ultimi anni raccontano un quadro dove la sclerosi multipla non influenza la gravidanza e il parto, e il fatto che la madre sia affetta da SM non rende la gravidanza a rischio. In molti casi, gli ormoni della gestazione modulano positivamente il sistema immunitario, riducendo l’attività infiammatoria e abbattendo fino al 70% la probabilità di ricadute nel terzo trimestre. Questo miglioramento è spesso percepito direttamente dalle madri.

Gisella, una donna con sclerosi multipla da circa diciassette anni, ricorda che, dopo la diagnosi, la sua prima domanda al medico fu proprio sulla possibilità di avere figli. "Lui mi guardò e mi disse che, se riuscivo a stare senza cure per un certo periodo, si poteva pensare all'inizio di una gravidanza." E così è stato, dimostrando che, anche con una diagnosi importante, i sogni di maternità possono realizzarsi. Un'altra donna racconta la sua esperienza: "per cercare un figlio ho sospeso L'interferone per un annetto. Lo so, e' da pazzi, ma sentivo che era il momento… per fortuna ho avuto solo una neurite ottica mentre ero scoperta… poi dopo un anno sono rimasta incinta e sono stata benissimo per tutta la gravidanza."

Monica, che ha due figli, ha visto l'esordio della malattia coincidere con la nascita del suo primogenito. Dopo anni e con l'ok del neurologo, ha deciso di avere un altro bambino: "9 mesi dopo la sospensione della terapia è nata Ilaria, con parto naturale, ed è stato il momento più bello della mia vita, mi sono rifatta di tutte le cose che la prima volta non sono riuscita a godermi!". Anche la figlia di un'altra utente, affetta da sclerosi multipla dal 2011, ha vissuto una gravidanza serena dopo aver interrotto la terapia per 15 mesi: "fortunatamente è rimasta incinta dopo 4 mesi dall'interruzione e a marzo del 2015 è arrivato il bimbo al termine di una gravidanza serena." Queste testimonianze rafforzano l'idea che la gravidanza possa essere un periodo di relativa stabilità per la malattia, consentendo alle donne di vivere appieno questa esperienza.

Grafico che mostra la riduzione delle ricadute in gravidanza

Navigare il Paesaggio Farmacologico: Decisioni Cruciali per la Salute di Madre e Bambino

La gestione della terapia farmacologica è uno degli aspetti più delicati e importanti quando si pianifica una gravidanza con la sclerosi multipla. Alcuni farmaci potrebbero essere nocivi per il feto, perciò in genere vengono sospesi in gravidanza. È fondamentale conoscere i rischi specifici di ogni trattamento. Ad esempio, il natalizumab è un farmaco immunosoppressore utilizzato per trattare la SM che può attraversare la placenta e potenzialmente aumentare il rischio di infezioni nel feto. Il teriflunomide, un altro farmaco comune, può causare difetti congeniti del feto. Per queste ragioni, è indispensabile un dialogo aperto e continuo con il neurologo per elaborare un piano terapeutico che garantisca la sicurezza sia della madre che del bambino.

Gloria Leppini, che ha condiviso la sua esperienza di maternità con la SM, sottolinea l'importanza di questo dialogo: "Ho avuto l’immensa fortuna di avere sempre avuto un dialogo molto aperto, spontaneo e sincero con il mio neurologo; quindi, non ho mai avuto timore nell’esporre problemi o nel fare la più banale delle domande, il che ha in qualche modo trasformato la mia paura." Nel suo caso specifico, non ha dovuto fare esami o preparazioni particolari per la sospensione della terapia, poiché quella che stava facendo prevedeva due anni senza assumere nulla e poteva cominciare a provare a rimanere incinta sei mesi dopo l’assunzione dell’ultima somministrazione. Questa personalizzazione del percorso è fondamentale, poiché consente di adattare il trattamento alle esigenze specifiche della persona, assicurando anche la compatibilità con il desiderio di maternità. "All’inizio mi preoccupava il fatto di dovere pianificare ogni cosa, ma trovo straordinario che oggi la ricerca abbia fatto talmente tanti passi avanti da poter scegliere la cura in base ai propri desiderata."

Questa pianificazione si estende anche al periodo post-partum e alle scelte relative all'allattamento. L'allattamento è oggi ancora una scelta che preoccupa tante future mamme con sclerosi multipla, ma non solo. Sebbene alcuni studi, come quello pubblicato su Jama Neurology, suggeriscano che l'allattamento al seno possa ridurre le recidive post-partum della sclerosi multipla dal 37 al 43%, la decisione è profondamente personale e legata al piano terapeutico. Gloria ha consapevolmente scelto di non allattare, in quanto "il farmaco che ho scelto per riprendere a curarmi dopo la terapia non permette l’allattamento". Tuttavia, aggiunge che "ci sono oggi terapie ad alta efficacia che permettono di allattare a poche settimane dal parto. Anche in quel caso bisogna sempre parlarne con il neurologo o la neurologa che saranno in grando di venire incontro alle esigenze della futura mamma dove è possibile." Questo dimostra come la scienza e la medicina stiano evolvendo per offrire sempre più opzioni e supporto alle donne con SM.

Pillole e ecografia a confronto, simbolo di pianificazione della gravidanza con SM

Il Delicato Equilibrio del Post-Parto: Quando la Malattia Ritorna in Scena

Se la gravidanza può offrire un periodo di tregua dai sintomi della sclerosi multipla, il periodo post-partum rappresenta spesso una fase di maggiore vulnerabilità. Il post-partum è un periodo difficile per tutti i neo-genitori, a causa della mancanza di sonno e delle difficoltà legate all’adattamento familiare. Per le donne affette da SM, questo periodo può essere ulteriormente stressante, a causa dello stress psicofisico legato alla malattia. Spesso, nel post-partum, i sintomi della sclerosi multipla tendono a ripresentarsi o peggiorare significativamente, spesso in maniera temporanea, perciò è essenziale rivolgersi al personale medico per ricevere la corretta terapia. È stato osservato che molte donne in gravidanza con la sclerosi multipla soffrono di ansia e depressione, legate alle preoccupazioni derivanti dalla malattia, e queste condizioni possono persistere o acuirsi nel periodo successivo al parto.

Diverse testimonianze confermano questa tendenza. Una donna ha raccontato del suo "crollo" post-parto: "Mancanza di equilibrio, diplopia ad un occhio, meno forza e tanta fatica a camminare per un po'… Ho tirato avanti, appoggiandomi al passeggino per non so quanto tempo." Un'altra, che ha avuto la diagnosi nel 1998 e un bambino, ha riferito: "Ho avuto problemi tre mesi dopo il parto ma mi sono fatta forza, ho curato la crisi e ho aspettato fiduciosa di iniziare l'interferone." Anche Monica ha vissuto un momento difficile: "L'esordio della malattia è coinciso con la nascita del mio primogenito, che ora ha 6 anni. Non posso nascondere che è stato il peggior momento della mia vita. Per una donna è un periodo difficile anche se si sta bene, figurarsi con una diagnosi di sm, pensavo di non potercela fare, di non riuscire ad accudire un bambino, di non riuscire a uscire di casa da sola."

Barbara, che ha scoperto di avere una forma grave e progressiva di sclerosi multipla a 18 anni, ha avuto un'esperienza particolarmente difficile: "E con il parto le cose sono peggiorate. Non ho potuto prendere farmaci per molto tempo e la malattia ha avanzato velocemente." Il suo racconto è crudo: "Spesso, quando sono sola con mio figlio e lui piange perché ha bisogno di me, ho paura di non farcela. Non è semplice occuparsi di un bambino piccolo quando si ha la SM. Faccio fatica, a volte mi gira tutto e non riesco ad alzarmi." Queste storie evidenziano la necessità di un supporto medico e psicologico intensivo durante il post-partum, per aiutare le madri ad affrontare sia le ricadute fisiche che lo stress emotivo legato alla cura di un neonato.

Mamma con SM e neonato

Sclerosi Multipla ed Ereditarietà: Una Questione di Probabilità, Non di Certezza

Una delle preoccupazioni più sentite dalle future madri con sclerosi multipla riguarda la possibilità di trasmettere la malattia ai propri figli. La sclerosi multipla non è considerata tradizionalmente una malattia ereditaria, in quanto malattia complessa e causata da molteplici fattori. Tuttavia, è importante sapere che esistono alcuni fattori genetici che possono aumentare il rischio di sviluppare la patologia. Questa distinzione è cruciale per comprendere la natura della malattia. Se si sta pianificando una gravidanza, potrebbe essere utile richiedere una consulenza genetica da parte di un esperto/a, per avere un quadro chiaro delle probabilità e dissipare dubbi infondati.

Nonostante la bassa probabilità di trasmissione diretta, la paura può persistere. "Spleen" ha espresso questo timore in modo molto diretto: "Non aspetto un bambino ma avendo scoperto di avere questo problema la mia prima domanda è stata: potrò avere figli? Ne vorrei tanto uno e mi sono spaventata all'idea di non poterne più avere… E’ stato un sollievo sapere che posso. In ogni caso sono ancora titubante, non vorrei mettere al mondo un figlio con SM e, anche se so che c'è una bassissima possibilità che questo accada, ne ho cmq paura." Questa testimonianza riflette una preoccupazione legittima ma gestibile attraverso informazioni accurate e consulenza specialistica. È fondamentale informarsi e comprendere che, sebbene esista una componente genetica, il rischio di ereditarietà diretta è limitato e non dovrebbe precludere a priori il desiderio di maternità. La scienza continua a studiare le complessità della SM, offrendo sempre maggiori certezze e riducendo l'incertezza per le future generazioni.

Famiglia che si tiene per mano

Il Coraggio della Scelta: Storie di Maternità e Resilienza con la SM

La decisione di diventare madre, pur convivendo con la sclerosi multipla, è profondamente personale e richiede una dose straordinaria di coraggio e resilienza. Le testimonianze raccolte da mamme e papà che hanno deciso di raccontare le loro esperienze sulla sclerosi multipla sono un faro di speranza, dimostrando che la qualità della vita può essere alta nonostante la presenza di questa malattia, spesso invisibile. Molte donne che hanno il desiderio di diventare madri sono magari frenate soprattutto da fattori emotivi, dalla paura di non riuscire a essere in grado di fare le madri semplicemente per dei limiti fisici. Ma essere una buona madre si misura davvero con questo?

Gisella, con la sua storia di diagnosi precoce, due figli e la lotta contro il cancro al seno, è un esempio di questa forza: "La mia vita è stata dura, ma io non ho mai smesso di lottare, anche grazie a mio marito e ai miei due splendidi bimbi. Vorrei poter dare un po’ di coraggio a chi sta vivendo una situazione difficile perché la vita è troppo bella per arrendersi, non possiamo smettere di sorridere, mai!" La sua determinazione risuona con il messaggio di un'altra madre: "Questa è la mia storia. Questi sono stati i 3 anni più brutti della mia vita, anni difficili che mi hanno dimostrato quanta forza interiore ho dentro, che donna coraggiosa sono, di quanto sia ottimista e di quanto il mio attaccamento alla vita sia forte. Questo tutto grazie al mio bambino, la mia ancora di salvezza in questo mare buio, lui che col suo sorriso ogni giorno mi fa dire: ”Ce la posso fare, questo giorno sarà mio!”".

Gloria Leppini, psicologa e madre, ha affrontato la SM per più di vent'anni. La sua gravidanza, volta ormai al termine, non è solo una vittoria personale, ma anche un esempio di come la medicina personalizzata e il supporto continuo possano trasformare le sfide in opportunità. "La SM non mi ha impedito di concretizzare il futuro che avrei voluto, incluso il più grande tra tutti i miei sogni: diventare mamma," ha affermato. Dopo la diagnosi nel 2018, la paura della maternità è stata elaborata insieme alla paura della malattia stessa. "Mentre cercavo di riprendermi dallo shock della diagnosi durante il primo anno, avevo sempre uno sguardo proiettato sul futuro, sulla maternità." La sua è una storia di pianificazione meticolosa, di dialogo costante con il neurologo e di sostegno psicologico per affrontare le incertezze. "La paura non svanisce, si trasforma. Ho imparato a fare un passo alla volta, come paziente e come mamma," ha spiegato. Durante la gravidanza di Noah, ha capito che la sua vita con la sclerosi multipla e il desiderio di maternità potevano convivere, grazie ai numerosi confronti con figure professionali e al supporto della sua famiglia. "Qualsiasi insicurezza è stata accolta, ascoltata da tutte queste bellissime persone che mi circondano, che sono stati capaci di trasmettermi la forza per avere Noah, per essere una mamma e per vivermi la gravidanza senza alcun tipo di stress."

Bologna, donne con sclerosi multipla diventano mamme

Anche in situazioni di maggiore complessità o in cui il percorso biologico non è stato possibile, il desiderio di maternità ha trovato altre vie. Rosaria, 37 anni e sposata da nove, ha scoperto la sclerosi multipla cinque anni fa. Aveva programmato un'inseminazione artificiale, ma la diagnosi ha fermato quel percorso. Tuttavia, il suo desiderio di essere madre l'ha spinta ad adottare due bellissimi bambini. Questa scelta dimostra che la maternità è un concetto ampio e che la forza dell'amore supera gli ostacoli fisici.

Le esperienze variano enormemente. Stefania, a 40 anni, ha scelto di non avere figli, pur desiderandone molti, a causa dell'incertezza sulla progressione della malattia. "E il mio non è stato egoismo, ma non sapendo dove mi avrebbe portato la sclerosi multipla non potevo avere dei figli senza preoccuparmi del loro futuro visto che non sapevo ancora il mio." Questa è una decisione altrettanto valida e coraggiosa, che mette in luce la profonda responsabilità che molte donne con SM sentono verso il futuro dei loro potenziali figli.

Monica, dopo l'esordio della SM coinciso con la nascita del primo figlio, ha descritto un periodo molto difficile: "pensavo di non potercela fare, di non riuscire ad accudire un bambino, di non riuscire a uscire di casa da sola." Eppure, ha deciso di non darla vinta alla malattia e, con l'ok del neurologo, ha avuto un secondo figlio. Valentina, a 35 anni, madre di una bellissima bimba, esclama: "La gioia che mi da la mia bambina mi fa sopportare le difficoltà che spesso questa malattia può causare, la stanchezza, i dubbi sul futuro, le 1000 domande che ci si pone. Mia figlia è la mia dolce cura e il mio domani, nulla mi spaventa vedendola crescere giorno dopo giorno. È una lotta, una grande conquista, ma ne vale la pena!" Queste parole sono un potente inno alla vita e alla forza trasformativa della maternità.

La sclerosi multipla mette spesso in discussione l’idea di «essere abbastanza» come genitore. Gloria ha ammesso: "Spesso, sia prima che dopo la nascita di Noah, mi è capitato di pensare questo. “Sarò capace, nonostante tutto?”, oppure dopo una giornata difficile in cui, dal punto di vista fisico, non mi sono sentita capace. Ma tutto questo fa parte della genitorialità." Ha imparato a trasformare quella fragilità in un modo diverso, ma comunque pieno, di essere mamma: "Razionalmente so di dargli amore, la mia presenza, la mia forza e so che questo è tutto ciò di cui ha bisogno. Ogni volta che lo tengo tra le braccia, che gioco con lui, anche da seduta, so che sto facendo del mio meglio."

Questi racconti non solo offrono ispirazione, ma sono anche un esempio di come un approccio terapeutico personalizzato e il dialogo costante con il proprio medico possano trasformare le sfide in opportunità. Essere una brava mamma non si misura con l'assenza di malattia, ma con la capacità di amare, di essere presenti e di lottare.

L'Importanza del Supporto e della Condivisione: Non Essere Soli nel Percorso

Il percorso della maternità con la sclerosi multipla è un viaggio che nessuno dovrebbe affrontare da solo. L'importanza di un solido sistema di supporto, sia a livello professionale che personale, è fondamentale. Il processo decisionale condiviso con il neurologo e altri specialisti come ginecologi, psicoterapeuti e genetisti, consente di adattare il trattamento e il percorso di cura alle esigenze specifiche della persona. Come ha condiviso Gloria, i confronti con numerose figure professionali - il suo neurologo, la sua terapeuta, e altri medici - sono stati essenziali: "Ogni consiglio ricevuto, ogni sorriso, ogni rassicurazione, l’ho custodita dentro di me, molto stretta."

Oltre al supporto medico, il ruolo della famiglia, del partner e della comunità è insostituibile. Molte donne trovano conforto e forza nella condivisione delle proprie esperienze. "Grazie al mio lavoro sui social ho conosciuto tantissime mamme con SM che mi hanno aiutata tantissimo in questi mesi con bellissime parole di incoraggiamento e conforto. Anche in ospedale ne ho incontrate diverse che mi hanno sempre incoraggiata," ha raccontato Gloria. Queste connessioni permettono di ridurre il senso di isolamento e di sentirsi parte di una rete di comprensione. Le difficoltà quotidiane, come quelle espresse da una donna che si sente un peso per il marito a causa delle difficoltà motorie, sottolineano l'importanza di avere persone accanto che capiscano e siano disposte a sostenere. "Cammino malissimo e mi sto incurvando per una postura sbagliata. Non so come faccio ad andare a lavorare, certo mio marito mi accompagna e mi viene a riprendere a lavoro tutti i giorni e mi appoggio a lui per quei pochi metri che faccio. Mi sento solo un peso per mio marito e non mi posso vedere così."

Associazioni come l'AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) giocano un ruolo cruciale in questo contesto. Nell’ambito del progetto "Donne oltre la SM", AISM ha lanciato strumenti come Web Quiz tematici per accrescere le proprie conoscenze sui temi legati alla sclerosi multipla. Una volta concluso il breve test si può vedere quante risposte giuste sono state date, si ha accesso a diversi materiali di approfondimento e si riceve un profilo personale. Non solo, si può anche condividere la propria storia personale e contribuire a creare così una consapevolezza comune. L'interesse per il quiz sul tema Gravidanza e SM, che ha riscosso subito un notevole interesse, dimostra il bisogno e il desiderio di informazione e confronto.

La presenza di un partner che comprende e supporta è un pilastro fondamentale. Gloria ha sottolineato: "Ma soprattutto so di non essere sola, grazie all'aiuto di mio marito, che è davvero una persona straordinaria e della mia famiglia, riuscirò a fare del mio meglio." I sorrisi dei figli diventano la certezza e la forza per molte madri. Valentina riflette: "Sembra assurdo, ma alla fine capisco che sono loro l'unica certezza, se non avessi la mia bambina probabilmente non avrei mai avuto la forza per lottare per una vita normale, come quella di tante altre."

Guardando al Futuro: Ricerca, Cura Personalizzata e Opportunità

I progressi nella ricerca e nella cura della sclerosi multipla hanno aperto nuove prospettive per le donne che desiderano la maternità. La possibilità di una medicina personalizzata, che adatta le terapie alle esigenze individuali, rappresenta un grande passo avanti. Le evidenze degli ultimi anni dimostrano che le donne con SM che hanno figli sperimentano una progressione della malattia più lenta rispetto a quelle che sono single o senza figli. Questo dato, seppur ancora oggetto di studio, offre un ulteriore elemento di speranza.

La pianificazione e la gestione della gravidanza con la SM sono diventate molto più sicure e consapevoli. La possibilità di scegliere la cura in base ai propri desiderata, come evidenziato da Gloria, è un risultato straordinario della ricerca moderna. Oggi, la sfida non è più se è possibile diventare madre con la SM, ma come affrontare questo percorso nel modo più informato, supportato e sereno possibile. La medicina personalizzata e il supporto continuo possono trasformare le sfide in opportunità, permettendo a ogni donna di realizzare il proprio sogno di maternità, nonostante la malattia.

Molti falsi miti sul portare avanti una gravidanza con una malattia cronica persistono. È per questo che è importante continuare a sensibilizzare e informare. Le storie di donne come Gloria, Gisella, Silvana, Monica, Valentina e tutte le altre che hanno condiviso le loro esperienze, sono un prezioso contributo a questo sforzo. Il loro coraggio e la loro determinazione sono una testimonianza vivente che la vita con la sclerosi multipla può essere piena, ricca di amore e di gioia, anche nel percorso straordinario della maternità. "Il nostro futuro sarebbe comunque incerto, anche senza malattia," ha detto Gloria. "Il muro della sclerosi multipla è un muro che non si può scavalcare, che fa parte di noi. Quello che possiamo fare è imparare a conviverci, cercando di guardarlo in un’altra prospettiva. Credo che, nonostante tutto, avere la malattia non mi impedirà mai di amare mio figlio." Queste parole racchiudono la quintessenza della resilienza e dell'amore incondizionato che caratterizzano la maternità in ogni sua forma.

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