Salvavita per i Più Piccoli: Prevenzione, Manovre di Disostruzione e Primo Soccorso Pediatrico nell'Ambiente Domestico

Ogni anno, purtroppo, sono moltissime le vittime di incidenti domestici, e il soffocamento a causa dell’ingestione di alimenti o piccoli oggetti è tra le prime cause di morte per i bambini da 0 a 4 anni. In Italia, ogni anno perdono la vita per soffocamento circa 50 bambini, mentre in Europa il numero si eleva a ben 500. Questi dati allarmanti evidenziano una realtà che nessun genitore, nonno o chiunque si occupi dei più piccoli vorrebbe mai affrontare. La preoccupazione principale per chi ha bambini è, comprensibilmente, che il loro piccolo non corra pericoli. Come in tutto ciò che riguarda la salute, al primo posto va sempre la prevenzione, ma è altrettanto cruciale saper intervenire correttamente nel caso in cui si verifichino incidenti.

Questo articolo ha lo scopo di informare sulle manovre di disostruzione pediatrica e sulla prevenzione degli incidenti domestici, fornendo una guida strutturata per comprendere e affrontare queste situazioni critiche. È fondamentale sottolineare che le informazioni qui contenute non sostituiscono in alcun modo la guida di un esperto o l’intervento dei soccorsi, ma mirano a fornire una base di conoscenza essenziale per agire con prontezza e lucidità, potendo essere decisiva nella tutela di una vita. I bambini sono grandi esploratori, e sta a noi, in quanto genitori e figure preposte al loro accudimento, badare alla loro sicurezza e rendere le nostre case “a prova di bambino”.

La Prevenzione come Prima Difesa: Incidenti Domestici e Sicurezza Generale

L’ambiente domestico, sebbene percepito come il luogo più sicuro, è purtroppo pieno di pericoli per i bambini. Con l’arrivo di un figlio, i genitori devono prendere consapevolezza di tutti i possibili rischi e mettere in atto tutte le misure di prevenzione necessarie. È utile ricordare che nel primo anno di vita la maggior parte degli incidenti dell’infanzia avvengono proprio in ambito domestico, ma è anche vero che la predisposizione al rischio dei bambini varia in funzione delle diverse fasi del suo sviluppo psico-fisico. Di conseguenza, sarà molto utile tenere alta l’attenzione durante tutta la loro crescita, adattando le misure di sicurezza alle nuove capacità acquisite dal bambino, come il gattonare o muovere i primi passi.

Uno dei primi accorgimenti che dobbiamo adottare è quello di rendere difficile l’accesso dei bambini all’armadietto dei detersivi, detergenti e solventi, e a quello dei medicinali. Queste sostanze, spesso colorate o contenute in confezioni accattivanti, possono essere scambiate per giocattoli o bevande, con conseguenze potenzialmente fatali. Per questo motivo, è imperativo non travasare mai un detersivo in bottiglie di bibite o di acqua minerale, neppure se ne specifichiate il contenuto con un’etichetta, poiché la forma della bottiglia può trarre in inganno i più piccoli.

La sicurezza dei mobili è un altro aspetto fondamentale della prevenzione. All’acquisto di un mobile, è importante assicurarsi che i cassetti siano dotati di fermo a fine corsa, prevenendo così la loro completa estrazione e il rischio di schiacciamento o caduta di oggetti pesanti. Anche il lettino o la culla, che dovrebbero essere rifugi sicuri per i nostri bambini, richiedono attenzione. Evitate oggetti morbidi nei dintorni della testa del bambino, come peluche, paracolpi imbottiti o posizionatori per lattanti, in quanto possono rappresentare un rischio di soffocamento o intrappolamento. Il materassino deve essere delle stesse dimensioni del lettino, per evitare che il bambino vi resti intrappolato tra il materasso e le sponde. Inoltre, è buona norma non coprire troppo il bambino e tenere la testa scoperta per prevenire il surriscaldamento e ridurre i rischi di SIDS (Sindrome della Morte Improvvisa Infantile), sebbene questa sia una condizione complessa e multifattoriale. Infine, se possibile, evitate l’installazione di caminetti o, se presenti, assicuratevi che siano adeguatamente protetti e inaccessibili ai bambini.

Casa a prova di bambino

La Minaccia del Soffocamento: Prevenzione a Tavola e Preparazione degli Alimenti

Il 60% - 80% degli episodi di soffocamento in età pediatrica è imputabile al cibo, ma anche oggetti di piccole dimensioni, come i giocattoli, possono rappresentare un serio rischio. È durante il periodo dello svezzamento, in particolare, che bisogna fare molta attenzione a ciò che il bambino mangia e ai tagli degli alimenti che gli vengono somministrati. Sia che si scelga l’auto svezzamento, sia che si opti per lo svezzamento tradizionale, è cruciale adottare precauzioni specifiche per minimizzare il rischio di soffocamento.

Si dovranno evitare di somministrare al bambino cibi difficili da masticare, come alcuni formaggi filanti che tendono ad appiccicarsi sul palato o alcuni tipi di affettato. Allo stesso modo, alimenti tondi e piccoli, come olive o noccioline, e alimenti morbidi che i bambini tenderanno ad inghiottire senza masticare, come i wurstel, sono estremamente pericolosi. Anche alimenti molto fibrosi e/o di difficile masticazione, come il sedano, richiedono particolare attenzione. Il problema è semplice: le persone soffocano quando, mentre mangiano, parlano, si distraggono, mettono in bocca bocconi troppo grandi, magari con alimenti come prosciutto, würstel, uva, e tutto ciò che può avere una consistenza appiccicosa o collosa.

La Direzione Generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione del Ministero della Salute ha intercettato tutti gli alimenti più pericolosi presenti negli incidenti più gravi (anche mortali) e ha indicato anche le modalità di taglio, manipolazione e somministrazione degli stessi per renderli sicuri per bambini fino a 5 anni. Il Ministero della Salute ha anche realizzato un poster riassuntivo e un progetto di comunicazione denominato “Chi salva un bambino salva il mondo intero”, che prevede la realizzazione di 12 clip per la sensibilizzazione e la promozione della consapevolezza e delle corrette modalità di taglio, manipolazione e somministrazione degli alimenti. Tutto ciò al fine di stimolare l’acquisizione di consapevolezza e attenzione alla gestione del rischio in quest’area di prevenzione.

Ecco una serie di esempi di alimenti pericolosi e le raccomandazioni sulla loro preparazione, ricordando che l’elenco non intende essere esaustivo, ma intende fornire una serie di esempi di alimenti pericolosi. L’attenzione deve essere estesa a tutti gli alimenti con le medesime caratteristiche di quelli elencati:

  • Alimenti di forma tondeggiante (es. uva, ciliegie, pomodorini): Tagliare sempre in pezzi piccoli, circa 5 mm, ed eliminare i noccioli dove presenti.
  • Alimenti di forma cilindrica (es. wurstel, carote baby, olive): Non tagliare MAI a rondelle. Devono essere tagliati per il lungo e poi in pezzi piccoli.
  • Cereali in chicchi (es. mais, orzo): Cuocere fino a quando raggiungono una consistenza morbida, o grattugiare finemente.
  • Frutta disidratata (es. uvetta, albicocche secche): Cuocere fino a quando raggiungono una consistenza morbida e tritare finemente. Qualora fossero consumate crude, sminuzzare finemente.
  • Alimenti che si rompono in pezzi duri e taglienti (es. cracker, fette biscottate, patatine fritte industriali): Offrire con cautela, magari ammorbidendoli nel latte o in brodo.
  • Pezzi di frutta e verdura cruda, o solo parzialmente cotta, con consistenza dura (es. mela) e/o fibrosa (es. sedano): Cuocere fino a quando raggiungono una consistenza morbida e poi tagliare in pezzi piccoli.
  • Legumi (es. ceci, fagioli interi): Cuocere fino a quando diventano morbidi e poi tagliare in pezzi piccoli o schiacciarli.

Oltre alla preparazione degli alimenti, la Direzione Generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione del Ministero della Salute indica anche alcune norme comportamentali che consigliamo sempre di seguire durante il pasto, specialmente per i bimbi più piccoli. Il bambino non deve mangiare mentre gioca, è distratto dalla tv o da videogiochi, corre o si trova in un veicolo in movimento, come l'automobile. Queste attività aumentano significativamente il rischio di soffocamento, poiché la distrazione può impedire una masticazione adeguata e un'ingestione sicura.

Tagli sicuri degli alimenti per bambini

Riconoscere l'Ostruzione delle Vie Aeree e la Gestione Iniziale dell'Emergenza

Quando ci si accorge che il bambino sta soffocando, la prima e più importante cosa da fare è cercare di mantenere la calma per affrontare la situazione in maniera più lucida possibile. Dopo aver osservato rapidamente i comportamenti del piccolo per capire cosa sta accadendo, si può distinguere tra un’ostruzione parziale e una totale.

Di solito, la tosse è la difesa naturale che ci aiuta a far fuoriuscire il corpo estraneo, e al 90% risulta utile nell’espellere il corpo estraneo, permettendo al bambino di ricominciare a respirare. Per questo motivo, NON bisogna iniziare le manovre di disostruzione su un bambino che tossisce. Se un bambino inala una caramella che gli è andata di traverso e inizia a tossire, la cosa più sbagliata è dare pacche o, peggio ancora, prenderlo per i piedi e scuoterlo. In questa fase, dobbiamo semplicemente incoraggiarlo a tossire con decisione, lasciando che il suo corpo si difenda autonomamente. Molto spesso, invece, in questa fase, qualche astante impaurito ed avventato mette incautamente il dito nella cavità orale, provocando danni e non permettendo al bambino di difendersi. In questo caso, il corpo estraneo può essere spinto ancora più in profondità, anche bloccando completamente le vie aeree. Pertanto, NON bisogna cercare di prendere o rimuovere l’oggetto (o corpo estraneo) con le dita, a meno che il corpo estraneo non sia “affiorante” e ben visibile. In tutti gli altri casi in cui il corpo estraneo non è visibile, non bisogna tentare di rimuoverlo per nessun motivo, poiché un tale tentativo, “alla cieca”, peggiora ancora di più la situazione.

Le manovre di disostruzione pediatrica, conosciute anche come manovre antisoffocamento, devono iniziare solo quando il bambino smette di tossire e non riesce a respirare autonomamente. Quando invece l’ostruzione è completa, non riuscendo a respirare, il bambino diventa cianotico (bluastro) e, in breve tempo, incosciente. A questo punto, il bambino smette di tossire, diventa rosso e poi scuro in volto, mettendo le mani intorno al collo e non emettendo suoni perché l’alimento ha chiuso completamente le vie aeree. È in questo momento che si possono iniziare le manovre salvavita. Dopo aver riconosciuto questi segnali, bisogna chiamare immediatamente il numero del Servizio Sanitario di Urgenza ed Emergenza Medica (S.S.U.E.M.), in Italia il 112 o il 118, fornendo tutte le informazioni necessarie per un intervento rapido.

Segni di soffocamento nel bambino

Come si salva la vita a un bambino in caso di soffocamento: le manovre di disostruzione

Le Manovre di Disostruzione Pediatrica: Un Intervento Decisivo

La conoscenza delle manovre di disostruzione pediatrica da parte dei genitori, dei nonni e di tutti coloro che si occupano dei bambini permette, in moltissimi casi, di salvare la vita ai propri figli. È però necessario imparare ad eseguire correttamente queste manovre ed essere guidati da un esperto. Tutti coloro che si occupano dei bambini, genitori in primis, ma anche nonni o baby sitter, dovrebbero imparare la disostruzione pediatrica tramite un corso, preferibilmente in presenza, ed acquistare un corso registrato da tenere come ripasso, per non dimenticare la corretta esecuzione di tutti i passaggi.

Manovre di Disostruzione nel Lattante (dalla nascita fino a 12 mesi o di peso non superiore a 10 kg):

Per praticare la disostruzione pediatrica nel lattante, è fondamentale assumere una posizione stabile. Occorre appoggiare il bambino a cavalcioni sul nostro avambraccio e afferrare con indice e pollice la mandibola del bambino con la stessa mano, in modo che la bocca rimanga aperta, facendo attenzione a non comprimere il collo. Dovremo assumere una posizione stabile, in ginocchio con una gamba piegata davanti a noi ed il piede ben appoggiato a terra, per essere stabili ed evitare di cadere. Si appoggerà il braccio con il quale si sostiene il bambino sulla propria coscia piegata in avanti, tenendo il piccolo leggermente inclinato con la testa rivolta verso il basso, in modo che i suoi piedi puntino verso il nostro torace. Una volta stabilizzato in questa posizione, si devono dare 5 pacche, con la parte iniziale del palmo della mano libera, energiche e senza colpire il capo, fra le scapole del neonato, creando così un brusco aumento di pressione. Questo passaggio mira a spostare il corpo estraneo che ostruisce le vie aeree.

Manovra di Heimlich nel Bambino (dall’anno di vita in su):

In caso di soffocamento, diversamente dal lattante, il bambino più grande attua una gestualità più vicina a quella di un adulto: porta le mani alla gola, apre la bocca ed estrae la lingua, cercando disperatamente aria. Se il bambino ha un’ostruzione totale delle vie aeree, bisogna praticare la Manovra di Heimlich. Questa manovra prende il nome dal suo inventore, il Dott. Henry Heimlich, che con una feroce intuizione mai avuta da nessuno prima di allora, la inventò nel 1974. Il Dott. Heimlich aveva letto un articolo sulla gran quantità di morti avvenute nei ristoranti che, inizialmente, erano state ritenute legate a un infarto ma solo dopo collegate al soffocamento provocato dal cibo ingerito. La Manovra di Heimlich si può eseguire anche nell’adulto ed è l’unica universalmente riconosciuta per praticare la disostruzione.

Per eseguirla nel bambino, il piccolo deve trovarsi davanti a noi, in piedi, mentre noi ci posizioniamo alle sue spalle, in ginocchio (o rimanendo in piedi se l’altezza del bambino lo consente). Si passano le braccia sotto quelle del bambino, portandole anteriormente verso l’addome. Bisogna posizionare il pollice al margine inferiore dello sterno e disegnare una "c" collegandosi con l’indice all’ombelico. Poi, si posiziona l’altra mano a pugno in modo da inserire la parte piatta del pugno sotto al pollice. Il pugno dovrà essere posizionato esattamente sotto il diaframma, che si trova circa a metà strada tra la parte finale dello sterno e l’ombelico. A questo punto, si comprime l’addome del bambino con movimenti energici e decisi dall’esterno verso l’interno e dal basso verso l’alto, con una pressione definita “a cucchiaio”, che produca un brusco aumento di pressione intratoracica, tale da far fuoriuscire il corpo estraneo. È necessario effettuare una serie di almeno 5 compressioni senza mai allentare la presa. Se l’ostruzione non si risolve, è necessario continuare a ripetere la manovra.

Sequenza Integrata per Ostruzione Persistente:

Nel caso in cui, dopo le 5 pacche sul dorso nel lattante o le 5 compressioni addominali nel bambino, il corpo estraneo non fuoriesca, si alterna la sequenza di 5 pacche tra le scapole a 5 compressioni di Heimlich sottodiaframmatiche, comprimendo, con le mani una sopra all’altra, dal davanti verso il dietro e dal basso verso l’alto. Di solito, al 90-95% dei casi questa sequenza funziona e molte vite si sono salvate. Se l’ostruzione non si risolve, è necessario continuare a ripetere la manovra fino alla risoluzione dell’ostruzione o alla perdita di conoscenza del bambino.

Cosa fare se si soffoca da soli (manovra non scientificamente approvata, ma ultima risorsa):

Se ci si dovesse trovare soli e ci si rende conto di soffocare, e l’alimento non esce con la tosse e gli sforzi fatti per rimuoverlo, esiste una manovra che non è scientificamente approvata dall’ILCOR (International Liaison Committee on Resuscitation) o da altre società scientifiche, ma negli Stati Uniti viene insegnata come unica manovra possibile da attuare prima di perdere conoscenza. La si potrebbe definire un disperato tentativo di creare un “brusco aumento intra-toracico” che in molti casi ha funzionato davvero facendo uscire il corpo estraneo. Ci si posiziona dietro una sedia (per esempio), e ci si lascia andare cercando di far esercitare allo schienale una pressione sull’addome per permettere al corpo estraneo di poter fuori-uscire dalle vie aeree. Questo in alcuni casi ha funzionato e viene in più siti riportata come una possibilità. Nessuna società scientifica ha mai classificato questa manovra, ma ad oggi non ci sono alternative a questo ultimo tentativo. Diverse persone riferiscono di essersi salvate in questo modo, ma noi speriamo non ce ne debba essere mai bisogno. L’alternativa, come alcuni sostengono, è di morire senza provare, il che ne giustifica il tentativo in assenza di altre opzioni.

Manovre di disostruzione per lattanti e bambini

Come si salva la vita a un bambino in caso di soffocamento: le manovre di disostruzione

La Gestione dell'Incoscienza: Dalla Rianimazione alla Defibrillazione Pediatrica

Se le manovre di disostruzione malauguratamente non dovessero funzionare, e la persona, sia essa un adulto o un bambino, dovesse perdere conoscenza, non tutto è perduto. Al contrario, è fondamentale agire immediatamente per avviare la catena del soccorso avanzato. Quando il bambino perde conoscenza, è essenziale far rinnovare la richiesta di aiuto agli astanti, accertandoci che il 112-118 sia stato allertato. Se siamo soli, metteremo il telefono in vivavoce mentre continuiamo il soccorso. Oltre a questo, richiederemo un defibrillatore (DAE) se a disposizione, facendolo portare mentre inizieremo le manovre di Rianimazione Cardiopolmonare (RCP) Pediatrica.

Quando il bambino è incosciente, lo si pone supino su un piano rigido e si comincia con l’effettuare 30 compressioni toraciche alternate da 2 insufflazioni (respirazione a bocca a bocca). In questo caso, NON si cerca di rimuovere il corpo estraneo, perché sarebbe una perdita di tempo prezioso e si potrebbe spingerlo ancora più in basso. La RCP non solo mantiene la perfusione cerebrale, permettendo ai sanitari del 112/118 in arrivo di trovare una vittima in molti casi recuperabile, ma in alcuni casi la RCP riesce a creare un aumento di pressione intratoracica tale da favorire la fuoriuscita del bolo alimentare andato di traverso. Il massaggio cardiaco potrà essere effettuato a due mani o ad una mano solo sul torace, a seconda della grandezza del bambino, al centro del torace. Per le ventilazioni, si avrà cura di effettuare una “modica estensione” del capo per aprire le vie aeree, e si effettueranno due insufflazioni bocca-a-bocca chiudendo il naso del bambino. La ventilazione è prevista anche se un oggetto/alimento ostruisce le vie aeree, in quanto il massaggio cardiaco, oltre a mantenere la perfusione cerebrale, potrebbe permettere e facilitare lo spostamento del corpo estraneo o verso l’esterno, o nel bronco destro permettendo così di respirare con il bronco sinistro o - ancora meglio - vederlo fuoriuscire a causa del massaggio cardiaco. Dopo 30 compressioni, potremo effettuare 2 ventilazioni spostando il capo in “modica estensione” per liberare le vie aeree. Le ventilazioni potranno essere effettuate bocca a bocca (chiudendo il naso del bambino) o con la pocket mask, se in nostro possesso. Questo presidio facilita le ventilazioni, permette l’induzione di aria sia attraverso la bocca che il naso, proteggendo il soccorritore. Le nuove raccomandazioni internazionali ILCOR, sostengono che le ventilazioni nel bambino siano sempre eseguite con regolarità e precisione, poiché in caso contrario, il ROSC (ripresa dei segni di circolo post arresto) sarà negativo.

Utilizzo del Defibrillatore (DAE) Pediatrico:

La vera differenza in un arresto cardiaco, oltre a un ottimo massaggio cardiaco, magari con più soccorritori che si alternano fino all’arrivo dei soccorsi avanzati, la farà l’applicazione più veloce possibile del defibrillatore pediatrico al torace della giovane vittima. I defibrillatori semiautomatici o automatici (chiamati DAE) in commercio possono presentarsi con delle piastre a parte pediatriche che, una volta attaccate, erogheranno una scarica che andrà dai 30 joule ai 75 joule, specifica per il cuore di un bambino. Alternativamente, si potrà trovare un selettore pediatrico (una sorta di interruttore che modifica la scarica da adulto a pediatrico e viceversa) o un “attenuatore”, ovvero una chiave in plastica (o un piccolo oggetto) che si inserirà in una fessura e fungerà da interruttore per diminuire i joule da erogare nel caso di un bambino in arresto cardiaco.

La normativa internazionale prevede che in caso di assenza di piastre/interruttore/selettore/attenuatore pediatrico si potrà usare il defibrillatore con le piastre e la scarica per gli adulti anche in un bambino. Questo perché l’alternativa sarebbe stare fermi, senza fare nulla, e il tempo è il nemico numero uno in queste emergenze. Vi sono case report di bambini rianimati con successo con DAE per adulti, senza riportare danni cardiaci significativi, ma ricordiamo che, se possibile, è sempre bene usare una “scarica attenuata” per i bambini da 0 a 7 anni. Dagli 8 anni in su, un bambino è considerato adulto ai fini della defibrillazione e si potrà utilizzare tranquillamente il defibrillatore senza timore, con una scarica da 150 joule in su. È importante ricordare che se il torace del bambino è piccolo e le piastre non sono ad almeno 3,5 cm di distanza, le patches saranno posizionate come antero-posteriori (una sul petto e una sulla schiena), e non come nell’adulto (sotto-claveare destro e sotto-ascellare sinistro), per evitare che la scarica passi solo attraverso la pelle. Solo il MEDICO del 118 con la PINZA DI MAGILL potrà riuscire ad estrarre il bolo alimentare o l’oggetto andato di traverso, qualora non fosse stato rimosso dalle manovre. Le Pinze Magill sono pinze angolate utilizzate per guidare un tubo tracheale nella laringe o un tubo nasogastrico nell'esofago sotto visione diretta, e sono utilizzate anche per rimuovere corpi estranei. Queste pinze prendono il nome dall’anestesista irlandese Ivan Magill.

Passaggi della RCP pediatrica

L'Importanza Cruciale della Formazione e il Ruolo delle Istituzioni

La conoscenza è il potere di agire senza paura e sicuri di sé in situazioni di emergenza. Per questo motivo, la formazione sulle manovre salvavita pediatriche e sul primo soccorso è uno strumento irrinunciabile per chiunque si prenda cura di un bambino. Tutti coloro che si occupano dei bambini, genitori in primis, ma anche nonni o baby sitter, dovrebbero imparare la disostruzione pediatrica tramite un corso, preferibilmente in presenza. È anche consigliato effettuare una preparazione online o avere un corso registrato online per poter avere un’infarinatura, o come ripasso, perché è fondamentale ripassare a distanza la corretta esecuzione delle manovre anti soffocamento e la prevenzione degli incidenti domestici. Farsi guidare da un esperto è essenziale per essere in grado di intervenire correttamente. Ad esempio, il video corso “Manovre Salvavita” di SOSPEDIATRA, realizzato con l’esperto Dott. Francesco Pastore, fornisce indicazioni preziose. Inoltre, corsi come il "Primo Soccorso Pediatrico", sempre a cura del Dott. Francesco Pastore, presente su piattaforme specializzate, offrono indicazioni più approfondite sia per la prevenzione che per quanto riguarda l’intervento corretto in caso di incidenti, malessere e sintomi del bambino, quali bruciature, ustioni, traumi e ingestione di sostanze velenose o tossiche. Entrambi i corsi (primo soccorso pediatrico e manovre salvavita) sono acquistabili su piattaforme dedicate.

Il Primo Soccorso in ambito pediatrico è da sempre considerato più complesso per diversi motivi. Innanzitutto, non esiste “il bambino” in senso assoluto, ma vi sono bambini di diverse età con altezza e peso “in divenire”. Questa variabilità rende difficile standardizzare i protocolli di intervento e i dosaggi farmacologici. Non è un caso che un medico statunitense, molti anni or sono (nel 1985), abbia sentito l’esigenza di inventare una striscia colorata con codici colore volti a misurare il bambino in emergenza e creare una correlazione tra i centimetri di altezza e i dosaggi farmacologici. Questo strumento, noto come Broselow Tape, è volto a “determinare la dimensione delle attrezzature, delle forniture e dei dosaggi di farmaci da utilizzare durante le emergenze, dove il tempo è il nemico numero uno”. Questo nastro si presenta come una sorta di metro da sarta diviso in sezioni colorate, ciascuna corrispondente a un dato intervallo di peso stimato in rapporto alla lunghezza del bambino e recante le informazioni riguardanti i dosaggi consigliati per il determinato peso. Da allora, sono presenti in tutti i Pronto Soccorso pediatrici del mondo i codici colore e le cassettiere corrispondenti al colore assegnato alle diverse età. Questa strumentazione accelera la disponibilità dei farmaci e delle attrezzature durante un’urgenza. L’emotività, quindi, aumenta insieme alla delicatezza degli interventi da mettere in atto, rendendo ancora più cruciale la preparazione del personale.

A livello istituzionale, in Italia, numerose famiglie sono colpite dalla tragedia della morte di un bambino per soffocamento da corpo estraneo. La Croce Rossa Italiana a livello nazionale, e in special modo il Comitato di Bologna, promuove da alcuni anni un progetto il cui unico scopo è sconfiggere il non sapere affinché queste morti vengano azzerate; tutta la popolazione è destinataria di questo progetto, nessuno escluso. Solo con la conoscenza le persone agiranno senza paura e sicure di loro stesse. Similmente, il giugno del 2017, con la divulgazione delle linee di indirizzo del Ministero della Salute per la prevenzione del soffocamento in età pediatrica, ha segnato un passo importante nell'identificazione degli alimenti più pericolosi e nella promozione di pratiche sicure. Questo progetto ha visto il patrocinio del Ministero della Salute, dell’Istituto Superiore di Sanità, OMCEO Roma, ANDID e Associazione Genitori Italiana, al fine di facilitare il riconoscimento e le modalità di neutralizzazione del pericolo che alcuni alimenti possiedono se non trattati.

È auspicabile che, come nel resto d’Europa, nelle scuole tutte le insegnanti dovrebbero essere abilitate alle manovre di disostruzione e rianimazione con abilitazione all’uso del defibrillatore. I corsi BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) adulto e pediatrico (PBLSD) sono uno strumento irrinunciabile per chiunque, ma soprattutto per il personale sanitario operante sia in ambito ospedaliero che in studi medici privati. Saper intervenire in caso di soffocamento, arresto cardiaco, ed usare un DAE in modo corretto in tempi brevi (i danni anossici cerebrali iniziano dal 4 minuto in poi dall’arresto cardiaco), per chiunque ma soprattutto per un bambino, è fondamentale intervenire nel minor tempo possibile. Oltretutto, questi corsi - solo in presenza - sono anche disponibili con ECM (Educazione Continua in Medicina), un valore aggiunto per i professionisti della salute. La sindrome della morte improvvisa infantile, conosciuta come SIDS o morte in culla, consiste nel decesso di un bambino con un’età compresa tra un mese ed un anno di vita, ed è un'area di studio e prevenzione su cui la legge 2 febbraio 2006, n. 31, ha fornito importanti direttive e supporti. Il nostro Comitato, in particolare, chiede ai partecipanti di rendersi parte integrante di questo progetto dedicando pochi minuti del loro tempo nella compilazione di un questionario anonimo sulle “Abitudini al sonno dei bambini”, contribuendo così alla ricerca e alla prevenzione. Conoscere le manovre di disostruzione è fondamentale, ma la catena del soccorso non può fermarsi qui, anzi, deve continuare con le azioni successive (se necessarie), ovvero la RCP e l’uso del DAE, un esempio di come un approccio olistico alla sicurezza sia indispensabile.

Certificato corso BLSD pediatrico

tags: #salvavita #bambini #per #lettino