Salsiccia in Gravidanza: Linee Guida per un Consumo Sicuro e Consapevole

Le donne in gravidanza imparano fin da subito a stare attente a cosa mangiano e non è raro che si fermino a riflettere davanti a un piatto, prima di gustarselo. Domande come "Potrò mangiarlo senza rischi?" o "Sarà ben cotto?" frullano costantemente nella loro testa. Tra i secondi di carne più amati e discussi, la salsiccia suscita spesso interrogativi. È possibile consumarla durante i nove mesi di gestazione? La risposta, come spesso accade in ambito alimentare durante la gravidanza, è "dipende". Questo articolo mira a fare chiarezza sul consumo di salsiccia e altri alimenti, fornendo indicazioni precise per un'alimentazione sicura e nutriente.

La Dieta in Gravidanza: Principi Fondamentali e Modifiche Necessarie

Quando si aspetta un bambino, è di primaria importanza avere una dieta varia e completa. Consumare cibo sano e avere un'alimentazione bilanciata sono le prime due regole da rispettare, sia per non esagerare con il peso e non prendere troppi chili difficili poi da smaltire, sia per garantire alla futura mamma e al piccolo il giusto apporto di tutte le sostanze nutritive migliori. Qualche peccato di gola è sempre concesso, ma è fondamentale cercare di limitare il più possibile il consumo di prodotti confezionati o di provenienza non certificata. I dubbi su cosa non mangiare e cosa mangiare in gravidanza possono essere tanti, ma il ginecologo sarà sempre la fonte migliore di consigli personalizzati. Noi intanto vi proponiamo una lista di cibi "sì" e cibi "no" in dolce attesa, ricordando che, in ogni caso, l’ultima parola è quella del medico.

Tavola alimentare per gravidanza

L'Importanza della Carne nella Dieta della Gestante

La carne non dovrebbe mai mancare sulla tavola di una donna in dolce attesa. Questo alimento è infatti ricco di proteine nobili, vitamine del gruppo B, sali minerali come il potassio e il magnesio e soprattutto ferro. Tutti questi nutrienti sono necessari e ottimi per far crescere forte e sano il feto. Per le future mamme che non amano le carni, è possibile fornire questi benefici al feto attraverso alimenti alternativi come i legumi (fagioli, ceci, lenticchie e piselli), che sono una fonte di proteine di origine vegetale, seppur più povere di alcuni aminoacidi rispetto a quelle di origine animale.

Una volta compreso che la carne è un buon alleato da avere nella dieta settimanale, è essenziale conoscere le regole da seguire per poterla consumare in sicurezza. La prima e più importante regola è che in gravidanza la carne deve essere ben cotta, perché il sangue al suo interno potrebbe veicolare il batterio della toxoplasmosi, il Toxoplasma gondii. Un'altra regola da tenere a mente riguarda la tipologia di carne da scegliere: è meglio optare per la carne bianca di pollo, tacchino e coniglio, a discapito di quella rossa, generalmente più grassa e meno digeribile.

Grafico benefici carne

Salsiccia e Carne di Maiale in Gravidanza: Sì o No?

Alla luce di quanto detto, ci si chiede: si può mangiare la carne di maiale in gravidanza, come la salsiccia? La carne di maiale in dolce attesa non è l'ideale, ma ciò non significa che sia tra gli alimenti da evitare completamente nei nove mesi. Semplicemente, è da mangiare con le dovute accortezze. Ad esempio, il prosciutto cotto, che è ottenuto dalla coscia del maiale, è l’unico affettato che può essere mangiato tranquillamente dalla mamma in gravidanza, proprio perché sottoposto a cottura.

La salsiccia cotta in gravidanza apporta tanto ferro e tante proteine. Le salsicce contengono tutti e nove i tipi di aminoacidi essenziali (fenilalanina, isoleucina, istidina, leucina, lisina, metionina, treonina, triptofano e valina, anche se il testo ne elenca otto), che la rendono una scelta salutare persino per chi è in dolce attesa. Non solo, grazie al mix di vitamina B12, ferro e zinco, aiuta a sviluppare emoglobina nel sangue e a prevenire una possibile anemia. Tuttavia, è altamente sconsigliato mangiare salsiccia cruda.

QUALI SALUMI MANGIARE in GRAVIDANZA: Prosciutto cotto, crudo, salame, pancetta, mortadella, ecc.

I Rischi Legati al Consumo di Salsiccia Cruda o Poco Cotta

Le salsicce crude sono sicuramente da evitare, come qualunque altro tipo di carne cruda, per non incorrere nel batterio della Listeria monocytogenes, responsabile della listeriosi, o nel Toxoplasma gondii. Il Ministero della Salute sottolinea che salsicce in gravidanza e salumi vanno consumate solo dopo un'accurata cottura. Ciò vuol dire che non ci deve essere alcuna presenza di carne rosata all'interno. La carne fresca consumata cruda o poco cotta e i salumi poco stagionati (in letteratura scientifica non esiste un'indicazione ufficiale e specifica di un tempo di stagionatura sicuro) rappresentano un rischio per Toxoplasma, Listeria monocytogenes, Salmonella, Campylobacter ed Escherichia coli. Questi batteri possono provocare patologie potenzialmente pericolose per la salute della donna, per l'esito della gravidanza e per lo sviluppo del feto. Per questo motivo, soprattutto in gravidanza, è sconsigliato il consumo di carni crude o poco cotte e il consumo di salumi poco stagionati e crudi.

Come Consumare la Salsiccia in Sicurezza

Il problema della cottura si risolve facilmente: si può cuocere bene l'interno di una salsiccia tagliandola a metà in senso verticale, oppure forandone la superficie con una forchetta ed effettuando delle punzecchiature. In cima a tutte le raccomandazioni vi è la cottura perfetta dell'alimento: il minimo è 70°C per 4/5 minuti. Temperature facili da raggiungere con qualunque tipo di cottura, dalla griglia alla padella. È consigliabile consumare le salsicce quando sono bollenti; se così non fosse, è bene riscaldarle ancora fino a quando non si raggiunge la temperatura giusta. La salsiccia di maiale può essere consumata solo se è ben cotta, ovvero cotta completamente fino al centro, senza parti rosa o crude.

È molto importante prestare attenzione anche alla possibile contaminazione crociata: gli utensili che entrano in contatto con la salsiccia cruda (ad esempio, posate o piatti) non devono rientrare in contatto con la salsiccia cotta. Banalmente, la forchetta con cui viene girata la salsiccia in padella (che quindi entra in contatto con la parte cruda) non deve essere poi utilizzata per servire la salsiccia una volta cotta. Riassumendo, è importante usare posate diverse per crudo e cotto, lavare bene mani, utensili e superfici dopo aver toccato carne cruda e cuocere bene la carne. Se si è incerti che uno di questi passaggi possa non essere rispettato, è meglio evitarne il consumo.

Termometro per carne per cottura sicura

Potenziali Svantaggi del Consumo di Salsiccia (Anche Cotta)

Anche quando la salsiccia è ben cotta, ci sono alcuni aspetti da considerare che potrebbero renderla meno ideale per un consumo frequente in gravidanza:

  • Bruciore di stomaco e digestione lenta: questi disturbi sono tipici del terzo trimestre di gravidanza e possono essere accentuati dalle spezie che si usano nelle salsicce piccanti. Se si soffre di questi disturbi, è meglio evitare di mangiare salsicce fino al parto.
  • Eccesso di sale: il sale è abbastanza presente in questo alimento e in gravidanza è da limitare per prevenire ritenzione idrica e ipertensione.
  • Aumento di peso: sollecitato dalla parte grassa della salsiccia. Due salsicce medie contengono circa 170 calorie e 15 grammi di grassi, un apporto significativo se consumato regolarmente.

È consigliabile ridurre al minimo gli alimenti come le carni rosse, gli insaccati e le carni lavorate, anche se ben cotte. Se si opta per il consumo di salsiccia, è fondamentale che sia ben cotta, senza parti rosate o crude al centro. In caso di dubbi, è sempre una buona idea consultare il medico curante o il ginecologo.

Salumi in Gravidanza: Una Guida Generale

Durante i nove mesi di gestazione, non si può mangiare tutto per il bene della futura mamma e della creatura che si porta in grembo. La questione salumi è delicata: i salumi in gravidanza si possono mangiare, ma non tutti, salvo non si sia immuni alla toxoplasmosi, infezione che durante la gestazione può portare danni al feto e allo sviluppo del bambino. In questi mesi speciali, si possono consumare solo i salumi della categoria "cotti", mentre sarebbe meglio evitare quelli ottenuti da una lavorazione a crudo. Non solo, è importante fare attenzione alle calorie e all’apporto di sale: la dieta deve essere sana e bilanciata, insomma, a prova di mamma e bambino!

I Salumi "Sì" in Gravidanza

Durante la dolce attesa, sono consentiti tutti i salumi e gli insaccati cotti, ovvero quelli sottoposti a una cottura ad alte temperature (superiori a 60°C) per un tempo prolungato. Tra questi rientrano:

  • Prosciutto cotto: l'unico affettato che può essere mangiato tranquillamente.
  • Mortadella.
  • Salumi di pollo e di tacchino: questi risultano più leggeri e digeribili e sono quindi da privilegiare rispetto a quelli di maiale.
  • Wurstel: ma rigorosamente bolliti o grigliati, assicurandosi una cottura completa.
  • Porchetta: anche se quest'ultima viene classificata come un alimento "grasso" e quindi da limitare, se non da escludere, durante la gravidanza.

Il consumo di salumi, seppur cotti, va disciplinato perché, essendo spesso poveri di nutrienti e ricchi di sale, favoriscono la ritenzione idrica e l'ipertensione e, in alcuni casi, possono contribuire ad aumentare alcuni disturbi della gravidanza come il gonfiore o il senso di spossatezza. Nulla vieta di consumarli, basta fare attenzione alla quantità (e alla qualità): la porzione ideale è di 50 grammi, un paio di volte alla settimana, e se si tratta di prosciutto cotto, è meglio togliere il grasso in eccesso.

Ulteriore cautela: è bene accertarsi che i salumi cotti e crudi vengano tagliati con coltelli o con affettatrici differenti, per scongiurare il rischio di quella che in gergo viene chiamata "cross contaminazione", ovvero che la lama possa trasportare il parassita della toxoplasmosi da un alimento all’altro. Statisticamente l'ipotesi di contagio è molto bassa, ma è meglio acquistare le più sicure vaschette preconfezionate di produzione industriale, da consumare entro un massimo di quattro giorni dall'apertura.

I Salumi Crudi "No" in Gravidanza (e Perché)

Purtroppo, nella lista degli salumi vietati in gravidanza rientrano alcuni dei più amati:

  • Prosciutto crudo.
  • Salami.
  • Salsiccia cruda o secca.
  • Pancetta.
  • Speck.
  • Bresaola.
  • Capocollo.

In pratica, andrebbe evitato il consumo di tutti quei cibi che hanno una lavorazione a crudo o un processo che non garantisce l’eliminazione del rischio di contrarre la toxoplasmosi, come l’affumicatura, la salatura e la stagionatura breve. Le ultime indicazioni della Food Standards Agency suggeriscono alle donne in gravidanza di evitare il consumo di salame e prosciutto crudo perché queste carni sono stagionate, fermentate e non cotte, e quindi possono comportare il rischio di toxoplasmosi.

L'unica via d’uscita è che vengano surgelati a una temperatura di -80°C (il che però richiede macchinari specifici e non la semplice congelazione nel freezer di casa, che non supera i -25°C) o cotti sopra i 70°C, in modo da distruggere l’agente patogeno della toxoplasmosi, una malattia solitamente non grave, ma che in gravidanza può portare a importanti problemi fetali, soprattutto nel primo trimestre. Il responsabile è il protozoo Toxoplasma gondii, che si può trovare nelle feci dei gatti o in carni crude o poco cucinate. Il toxo test è infatti uno dei primi che viene effettuato nello screening della gravidanza (e che viene ripetuto mensilmente) e se non si è immuni, bisogna stare sempre attente a lavare accuratamente frutta e verdura e a cuocere bene salumi e carni. L’unica eccezione a questa regola è risultare positive alla toxo, che dà il via libera al consumo di prosciutti e salami (con parsimonia però!).

Differenza tra salumi cotti e crudi

Un'altra delle domande più diffuse è: è possibile mangiare i salumi “crudi” sulla pizza? La risposta è "Nì", ovvero, "sì" se si aggiungono all’inizio della preparazione, prima di metterli in forno, "no" se a fine cottura come lo speck, il crudo o la bresaola, perché non c’è la certezza assoluta che si raggiunga la temperatura idonea a neutralizzare il parassita della toxoplasmosi. Accortezza che va tenuta presente in tutte le altre preparazioni.

Alimenti da Evitare Assolutamente in Gravidanza

Per un approccio super prudente, ecco una lista di alimenti da evitare o limitare in gravidanza, basandosi sui rischi specifici che possono comportare:

  • Alici marinate: Se crude, andrebbero evitate a causa del rischio di parassiti o batteri. Meglio consumarle in altri modi, ben cotte.
  • Alcol (birra, vino, superalcolici): L'alcol in gravidanza è assolutamente da evitare in qualsiasi forma. Può provocare basso peso alla nascita e parto prematuro. Vale anche per l’allattamento, poiché la convinzione che la birra faccia produrre più latte è una sciocchezza colossale.
  • Carne cruda: Tutto ciò che non viene sottoposto a cottura e la gravidanza difficilmente vanno d’accordo, poiché il crudo comporta rischi che non vanno presi sottogamba. Il pericolo è la toxoplasmosi. Niente fiorentina al sangue, tartare o roast-beef all’inglese per nove mesi.
  • Dadi da brodo: Non sono vietati al 100%, ma è ideale non abusarne a prescindere dal pancione. Il loro difetto è l'elevato contenuto di sale. Acquistare dadi con poco sale o farli in casa per un controllo migliore.
  • Edulcoranti: Gli studi scientifici hanno dimostrato una correlazione tra l'uso di alcuni edulcoranti durante la gestazione (in particolare l’aspartame) e l’aumento dell’indice di massa corporea dei bambini durante la crescita. Meglio evitarli.
  • Frittura: A meno che non ci siano precise indicazioni mediche, le fritture non sono bandite, ma è preferibile optare per altri tipi di cotture, come quelle al forno, alla griglia o al vapore, che sono più salutari.
  • Formaggi molli o erborinati (gorgonzola, brie, camembert): C'è un alto rischio che contengano la Listeria monocytogenes, un batterio che può causare un’intossicazione alimentare particolarmente pericolosa in gravidanza, la listeriosi.
  • Hot dog: Sebbene la carne sia cotta, spesso non sono cibi sani. I würstel possono contenere carne non di primissima qualità ed essere molto calorici. Se non preparati da un macellaio di fiducia e cotti in casa, è meglio evitarli.
  • Infusi e tisane: Anche se a base di erbe o ingredienti "green", è sempre consigliabile chiedere il permesso al proprio ginecologo. Non tutto ciò che è naturale è indicato in gravidanza (es. ginseng, iperico o liquirizia in grandi quantità). Camomilla, finocchio o tiglio sono generalmente sicuri.
  • Lumache: Sconsigliate se si è allergiche ai molluschi. In ogni caso, una domanda al ginecologo non fa male.
  • Molluschi e crostacei crudi: Insieme ai crostacei, i molluschi crudi sono pericolosi. La parola d’ordine in gravidanza è cucinarli bene. I microrganismi pericolosi muoiono con le alte temperature.
  • Nutella: È una golosità, ma non si deve esagerare. Se proprio non si può resistere alla voglia di dolce, ripiegare sul cioccolato fondente, decisamente meno zuccherato.
  • Ostriche crude: Non sono adatte in dolce attesa. L’unico escamotage per poterle mangiare è cuocerle, anche se per i puristi è uno scandalo.
  • Pesci grandi (pesce spada, tonno, marlin, verdesca): Anche cotti, limitare il consumo a causa dell'alto contenuto di mercurio che si accumula nelle viscere. I pesci più sicuri sono quelli piccoli (tranne i molluschi) e quelli di allevamento.
  • Rucola: Frutta e verdura devono essere lavate con estrema attenzione per evitare la toxoplasmosi. Tra le insalate, la rucola è tra le più “pericolose” per la conformazione delle sue foglie che protegge i microrganismi. Lavarla con molta cura e, se non si è certe della pulizia (es. al ristorante), non consumarla.
  • Tiramisù (con uova crude): Non va bene a causa delle uova crude, a meno che non si abbia la certezza assoluta che siano pastorizzate. Cercare ricette che non le prevedano.
  • Uova crude: Possono veicolare la salmonella, che muore alla temperatura di 63°C. Evitare preparazioni con uova crude fatte in casa (maionese fatta in casa, uova alla coque o all'occhio di bue). Le uova acquistate al supermercato sono quasi sempre pastorizzate.
  • Zabaione: Questa crema dolce è a base di zucchero, Marsala e uova crude, per cui scatta un semaforo rosso.

Alimenti vietati in gravidanza

Alimenti Consigliati in Gravidanza

Molti alimenti sono invece ottimi alleati durante la gestazione, fornendo nutrienti essenziali per la mamma e il bambino:

  • Aragosta e altri crostacei (astici, gamberi, gamberoni): Non presentano problemi se non si è soggetti ad allergie e se consumati cotti. Sono una buona riserva di proteine e facilmente digeribili.
  • Banane: Tutta la frutta fa bene, ma le banane sono preziose per i loro antiossidanti, fibre (utili contro la stitichezza), vitamine, acido folico, magnesio e potassio.
  • Caffè: Sì con moderazione. Un paio di tazzine al giorno non sono nocive, a meno che non si manifestino nervosismo o tachicardia. Evitare dal pomeriggio in poi in caso di insonnia.
  • Dolci: Concessi, ma senza esagerare. Preferire torte e biscotti fatti in casa, evitando quelli troppo elaborati o con creme. Assolutamente banditi in caso di diabete gestazionale o glicemia alta.
  • Erbe aromatiche (basilico, prezzemolo, maggiorana, timo, rosmarino): Nessun problema se essiccate o cotte. Se crude, lavarle accuratamente, eventualmente con bicarbonato o amuchina.
  • Fragole: Sono molto allergizzanti e, stando a contatto con la terra, il rischio di toxoplasmosi sembra più alto. Lavarle con estrema cura, scegliere prodotti bio e chiedere un parere al medico.
  • Gelato: Stessa regola dei dolci. Preferibile quello artigianale con gusti alla frutta, più digeribili e senza uova, per limitare il pericolo salmonella.
  • Hamburger: Consigliato mangiarlo a casa, preparato dal proprio macellaio e ben cotto. L'hamburger del fast food può non essere ben cotto e l'insalata non lavata adeguatamente.
  • Insalata: Il consiglio è di lavarla molto bene, almeno per 10 minuti, e risciacquarla abbondantemente sotto l’acqua corrente. Evitare di mangiare lattuga al bar o ristorante se non si è certe della pulizia.
  • Latte: Ok solo per quello pastorizzato, scremato o parzialmente scremato. No al latte crudo per il pericolo listeriosi.
  • Maionese e altre salse a base di uova: Il problema sono le uova crude. Per stare tranquille, evitare quella fatta in casa e acquistare prodotti in cui sia specificato che le uova sono pastorizzate.
  • Noci e altra frutta secca: Fanno benissimo in gravidanza, contengono omega-3 e sono un ottimo spuntino per spezzare gli attacchi di fame.
  • Olio extravergine d’oliva: Il condimento per eccellenza, da preferire a quello di semi o ad altri grassi (burro e margarina da limitare). Condire i piatti, possibilmente a crudo, senza esagerare con le quantità.
  • Pesce: Sì purché sia cotto. Il sushi non è proprio vietato se il pesce è adeguatamente abbattuto, ma in generale sarebbe meglio evitare per sicurezza e chiedere al medico. Il pesce azzurro è il migliore dal punto di vista nutrizionale.
  • Formaggi freschi pastorizzati (robiola, mozzarella) e stagionati (Grana, Parmigiano): Il problema è il latte, che deve essere pastorizzato. Accertarsi che sia scritto chiaramente sulla confezione.

Frutta e verdura fresca

Ricette e Consigli Pratici per un'Alimentazione Gustosa e Sicura

L’alimentazione giusta per le future mamme è sempre quella sana e povera di grassi, con tanta frutta e verdura. Ogni tanto, però, ci si possono concedere degli sfizi, utilizzando i salumi cotti in tutte le loro variabili di gusto. Dal più classico dei classici, il panino al prosciutto cotto, passando per gli antipasti o gli aperitivi leggeri, fino ad arrivare ai primi e ai secondi piatti, i salumi “cotti” possono essere interpretati in tante squisite ricette. Ricordando però una regola fondamentale: quando si è incinta non bisogna mai esagerare e mai mangiare per due!

Crostini con Mousse di Prosciutto Cotto, Ricotta e Menta

Questa è un'ottima idea per un antipasto leggero e saporito, a prova di gravidanza.

Ingredienti per 4 persone:

  • 8 fette di pane per tramezzini
  • 200 g di ricotta
  • 150 g di prosciutto cotto
  • Foglioline di menta
  • 60 g di pomodori secchi
  • Olio
  • Sale

Procedimento:

  1. Tagliare il pane per la lunghezza in modo da ricavare da ogni fetta due triangolini. Tostare per pochi minuti il pane e tenere da parte.
  2. Tritare in un robot da cucina la ricotta, il prosciutto cotto e le foglioline di menta. Regolare con olio e sale, in base al gusto e in modo da ottenere una crema morbida e densa.
  3. Tagliare i pomodorini secchi a striscioline.
  4. Disporre la mousse sulle fette di pane con l’aiuto di un cucchiaio e terminare con i pomodorini secchi.

Pasta al Forno con Ragù di Salsiccia e Melanzane

Nella categoria primi piatti ci si può ampiamente sbizzarrire proprio perché i salumi e gli affettati (anche quelli crudi) possono essere cotti ad alte temperature. Cuocendole bene, è possibile utilizzare la salsiccia, anche nella variante risotto.

Ingredienti per 4 persone:

  • 420 g di pasta
  • 850 g di passata di pomodoro
  • 2 melanzane medie
  • 250 g di pasta di salsiccia
  • 250 g di mozzarella
  • 100 g Parmigiano reggiano
  • Mezza cipolla rossa
  • Olio
  • Sale

Procedimento:

  1. Mettere sul fuoco una pentola con abbondante acqua e salare. Quando l’acqua bolle, buttare la pasta e cuocerla al dente.
  2. Mentre la pasta cuoce, preparare il sugo di melanzane e salsiccia.
  3. In una padella versare un po’ d’olio e la cipolla tritata, aggiungere la melanzana tagliata a cubetti piccoli (in base al gusto, si può rimuovere la buccia della melanzana per eliminare il suo lato più amaro) e lasciare cuocere per circa 15 minuti a fuoco medio.
  4. Aggiungere la passata di pomodoro, aggiustare di sale e cuocere con coperchio a fuoco lento per altri 20 minuti.
  5. Aggiungere al sugo la salsiccia sbriciolata e lasciare insaporire per qualche minuto, poi spegnere il fuoco.
  6. Condire la pasta con il sugo preparato.
  7. Tagliare la mozzarella in piccoli cubetti e tenere da parte.
  8. In una pirofila, versare un po’ di pasta, poi la mozzarella tagliata e infine il parmigiano. Ripetere il procedimento una seconda volta in modo da creare due strati e terminare con il parmigiano grattugiato.
  9. Infornare in forno statico preriscaldato a 200°C e cuocere per 20 minuti circa.

Piatto di pasta al forno con salsiccia

Involtini di Fesa di Tacchino Ripieni di Insalata di Orzo e Verdure

Niente da ridire anche nei secondi piatti o nei piatti unici: i salumi cotti danno un twist ai “soliti” sapori, con un tocco originale e gustoso. Ci sono poi i rotoli di frittata, le omelette o gli involtini, caldi e freddi, da farcire con prosciutto cotto o fesa e deliziose verdure. Questa è una ricetta facile ed equilibrata, a prova di toxoplasmosi.

Ingredienti per 4 persone:

  • 200 g di orzo
  • 250 g di tacchino a fette
  • 2 zucchine
  • 1 melanzana
  • 3 carote
  • Foglioline di menta
  • 1 spicchio d’aglio
  • Fili d’erba cipollina (q.b per chiudere i rotolini di tacchino)
  • Olio
  • Sale

Procedimento:

  1. Riempire una pentola d’acqua, portare a bollore e salare. Aggiungere l’orzo e cuocere al dente controllando il tempo di cottura sulla confezione.
  2. Tagliare le verdure a cubetti. In una padella versare l’olio e scaldarlo per qualche minuto assieme a uno spicchio d’aglio. Poi aggiungere le verdure, salare e cuocere per 10 minuti circa in modo che le verdure rimangano un po’ croccanti.
  3. Una volta pronte, condire l’orzo con le verdure e lasciare intiepidire.
  4. Prendere le fette di tacchino e disporre su ogni fetta, nel senso della lunghezza, un po’ di insalata d’orzo. Arrotolare le fette e chiuderle con un filo d’erba cipollina.
  5. Disporre i rotolini di tacchino su un piatto da portata, servire e gustare.

Per tutta la durata della gravidanza, l’alimentazione ha una diretta influenza sulla salute delle donne e sullo stato nutrizionale del bambino. Va quindi bilanciata con attenzione per prevenire un aumento eccessivo del peso. La dieta di una donna incinta deve essere il più possibile varia ed equilibrata, con una particolare attenzione all’apporto proteico, vitaminico e salino. I salumi, come abbiamo visto, sono da consumare con parsimonia e con una particolare attenzione alla qualità del prodotto e, soprattutto, alla sua cottura.

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