Roald Dahl: Un Avventuriero delle Storie per Tutti i Bambini

Roald Dahl è ampiamente riconosciuto come uno dei più grandi scrittori per bambini di sempre. Le sue storie, piene di fantasia, personaggi indimenticabili e un pizzico di magia, hanno fatto sognare milioni di bambini e adulti in tutto il mondo. Da La fabbrica di cioccolato a Il GGG, fino a Matilde, i suoi racconti sono diventati veri e propri classici che hanno rivoluzionato il mondo della letteratura per ragazzi. Con la capacità di conoscere e interpretare il mondo dell'infanzia come nessun altro, Dahl sapeva cogliere i bambini nella loro dimensione più profonda, scrivendo storie che guardavano i piccoli lettori dritto negli occhi, dicendo loro esattamente come stavano le cose, tra storture e cattivi, ma anche padri amorevoli, nonne strabilianti e maestre comprensive. Il suo uso creativo del linguaggio, i suoi personaggi memorabili e la sua stessa vicenda biografica sono il punto di partenza per un'avventura straordinaria alla scoperta della sua vita e dei suoi libri.

L'Infanzia tra Galles e Norvegia: Le Radici di uno Scrittore Straordinario

La storia di Roald Dahl inizia in Galles, più precisamente a Llandaff, il 13 settembre 1916. Nasce da genitori norvegesi; il padre emigrò in Gran Bretagna da Sarpsborg e si stabilì a Cardiff verso il 1880. Sposati nel 1911, i genitori diedero al figlio il nome Roald in onore dell'esploratore Roald Amundsen, il primo uomo a raggiungere il Polo Sud, considerato in Norvegia un eroe nazionale. Questa infanzia, trascorsa in Galles, fu però una fase di vita molto rigida e severa, segnata dai sistemi educativi dei collegi inglesi che frequentò. Non si può di certo definire un'infanzia semplice, costellata da una serie di eventi drammatici e molto dolorosi, come la perdita di sua sorella e poi quella del papà. La dura, nascosta e vergognosa realtà degli istituti britannici, fatta di punizioni corporali di cui fu vittima e disgustato spettatore, plasmò senza dubbio la sua visione del mondo. Tuttavia, Dahl crebbe anche in una famiglia gioiosa e questa parte della sua vita è raccontata nel romanzo autobiografico Boy, che è da leggere assolutamente. LOVE FROM BOY è infatti un percorso tutto da vivere, che celebra il percorso dello scrittore; "Love from BOY" era anche la firma che Roald Dahl usava per le lettere inviate a sua madre Sofie Magdalene, una corrispondenza fitta e costante cominciata ai tempi del collegio a nove anni e proseguita durante quasi tutta la sua vita. In queste lettere, Roald Dahl raccontava alla madre le avventure, le frustrazioni e i pensieri, dalle emozioni dell'infanzia alle incredibili esperienze di volo come pilota nella seconda guerra mondiale. Alcuni frammenti di queste lettere sono riprodotti nel libro autobiografico Boy, nel quale l'autore racconta la sua infanzia e gli anni della scuola, periodo in cui fanno la loro prima comparsa personaggi, ambienti ed episodi che, trasfigurati, animeranno i suoi romanzi.

Roald Dahl da bambino

Un'Avventura che Inizia dal Lavoro e Vola nei Cieli della Guerra

Subito dopo la fine della scuola, Roald decise di non proseguire gli studi all'università, scegliendo di andare via e di lasciarsi alle spalle tutto ciò che lo aveva fatto soffrire. Iniziò a lavorare presso la Shell Petroleum Company, una compagnia scelta perché permetteva di viaggiare e vivere nello sconfinato Impero britannico. Fu assunto dalla compagnia petrolifera Shell e con sua grande gioia fu spedito in Africa. In particolare, trascorse 4 anni lavorando nell'Africa Orientale Britannica, soprattutto nelle colonie britanniche del Kenya e della Tanzania. Le avventure di uno scrittore in giro per il mondo non finirono qui.

Mentre si trovava in Africa, scoppiò la Seconda Guerra Mondiale. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, nel 1939, Roald si arruolò nella Royal Air Force (RAF), ovvero l'aeronautica militare britannica, e rapidamente divenne tenente pilota. Come ufficiale, compì numerose missioni tra il Kenya, la Libia e la Grecia. Durante la sua prima missione presso il confine libico, subì un grave incidente dovuto a un atterraggio di fortuna nel deserto per esaurimento del carburante. Senza neanche avere il tempo di accorgersene, si ritrovò faccia a terra, ferito, perso da qualche parte e con i resti del suo aereo accanto a lui, in fiamme. Nonostante le numerose fratture craniche e la temporanea perdita della vista per alcuni mesi, riuscì a riprendersi totalmente. In seguito abbandonò l'esercito, dato che si erano notati diversi casi di cecità temporanea nello svolgimento di particolari manovre con l'aereo ad alta velocità. Le sue avventure in aeroplano gli furono d'ispirazione per cominciare a scrivere romanzi rivolti ai ragazzi. Le sue esperienze africane, incidente compreso, sono narrate in In solitario: diario di volo, del 1986.

Roald Dahl come pilota della RAF

Dalla Guerra alla Scrittura: I Primi Passi di un Autore

Il 1942 fu un anno decisivo nella vita di Roald Dahl. Fu in questo periodo che avvenne l'incontro con C. S. Forester a Washington, dove era stato inviato a svolgere principalmente compiti di propaganda e "spionaggio", ruolo che all'epoca veniva spesso riservato a intellettuali e scrittori in virtù delle loro qualità. Solo nel 1942 ebbe inizio la sua carriera di scrittore, con un racconto per bambini che aveva cominciato a scrivere durante il suo trasferimento a Washington. Scrisse infatti, grazie a questo incontro, una storia ispirata alle sue avventure durante la guerra: Shot Down Over Libya. Da quest'incontro nacque anche The Gremlins, del quale Dahl scriverà anche una sceneggiatura, che non vedrà mai la luce.

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Amore e Dolore: La Vita Familiare di Roald Dahl

Tornato in occidente, nel 1942, svolse ruoli diplomatici per l'ambasciata britannica in America. Nel 1953, sposò la nota attrice Patricia Neal, dalla quale ebbe cinque figli: Olivia, Tessa, Theo, Ophelia e Lucy. Roald Dahl ebbe una famiglia numerosa che però dovette superare alcuni eventi drammatici. La sua vita familiare fu turbata da una serie di gravi dispiaceri: dapprima il figlio neonato, Theo, subì una gravissima frattura cranica a causa di un incidente automobilistico, che gli provocò l'idrocefalia. Olivia morì a soli sette anni per complicazioni dovute al morbillo. Infine, la moglie Patricia fu costretta a un lungo periodo di riabilitazione per le conseguenze di un ictus. Questi eventi drammatici e molto dolorosi, come la morte di alcuni figli e della sorella o le malattie di persone care, sembrano quasi aver dato allo scrittore la forza e la linfa creativa per concepire le sue fantastiche storie dove i bambini, sempre protagonisti, rimettono a posto un mondo crudele, severo, ingiusto, spesso assurdo e insensato. Ricordava di aver letto spesso per Olivia mentre era a letto, durante la malattia. Dahl dedicò due dei suoi libri a Olivia: il primo era James e la pesca gigante, scritto quando era ancora viva. Il secondo è Il GGG, dedicato alla sua memoria dopo che era morta per il morbillo. I suoi nomi si trovano all'inizio di questi due libri.

Roald Dahl con la sua famiglia

L'Uomo che non si è mai arreso: La Valvola Dahl

Oltre a essere stato un grande scrittore, Roald Dahl è stato un uomo molto impegnato nel sociale, che ha contribuito a trovare soluzioni ad alcuni problemi della sua famiglia estendendone l'utilità a favore della collettività. All'inizio degli anni Sessanta, suo figlio Theo sviluppò l'idrocefalia, una malattia che era curata con una specifica valvola che permetteva di drenare il liquido cerebrale in eccesso. Tuttavia, la valvola standard Holter impiantata non era abbastanza efficiente ed era soggetta a blocchi, i quali non solo causavano dolore, cecità e rischio di danni cerebrali permanenti, ma rendevano necessario ogni volta un intervento chirurgico d'urgenza. Un uomo che non si è dato mai per vinto, Dahl conobbe Wade, ingegnere specializzato in idraulica di precisione, in quanto entrambi condividevano la passione per l'aeromodellismo dinamico. Dahl comprese il potenziale dei suoi due conoscenti e li coordinò (contribuendo anche attivamente con le sue esperienze linguistiche, aviatorie e umane) per sviluppare un nuovo meccanismo basato su due dischi metallici e un corto tubo di silicone. Coordinò lo studio condotto dal neurochirurgo che aveva in cura Theo e da un ingegnere specializzato in idraulica di precisione suo amico, che portò alla realizzazione della valvola WDT, soprannominata valvola Dahl. Mentre il nuovo meccanismo veniva perfezionato, Theo si riprese abbastanza da non dover più ricorrere ad esso. Tuttavia, migliaia di bambini in tutto il mondo beneficiarono della valvola WDT prima che la tecnologia medica riuscisse a produrre soluzioni migliori, come lo Shunt. Questa valvola è usata ancora oggi per i bambini colpiti da idrocefalo, che prende il suo nome, la valvola Dahl.

Diagramma della valvola WDT

Il Ritorno in Gran Bretagna e la Nascita di Capolavori per Ragazzi

Tornato in Gran Bretagna, Dahl acquistò una vasta popolarità come scrittore per bambini. Il primo libro con cui ebbe davvero successo fu James e la pesca gigante, pubblicato nel 1961 (che diventerà un film a pupazzi animati nel 1996). Negli anni successivi, dopo aver scritto negli anni Sessanta alcune tra le sue opere per bambini più famose, come Gli Sporcelli, La fabbrica di cioccolato e il suo seguito Il grande ascensore di cristallo, i suoi romanzi si imposero come pietre miliari della letteratura per l'infanzia. Incoraggiato dalla sua seconda moglie, Felicity "Liccy" Ann d'Abreu Crosland, sposata all'inizio degli anni Ottanta, scrisse tre dei suoi romanzi migliori, Il Grande Gigante Gentile, Le streghe e Matilde.

Copertine di alcuni libri famosi di Roald Dahl

I libri di Roald Dahl, come La fabbrica di cioccolato, Il GGG e Matilde, sono diventati celeberrimi e hanno accompagnato l'infanzia di bambini di molte generazioni fino a oggi. La sua scrittura è brillante, il lessico ricercato, la trama mai scontata, le possibilità attribuite ai personaggi imprevedibili. Sebbene i protagonisti siano rispettivamente un bambino di 11 anni, una bambina di 8 anni, un papà volpe e un signore di mezza età, in tutti i casi la storia è capace di parlare ai bambini, così come agli adulti. La narrazione scorre fluida, intervallata da trovate, canzoni, piani e mappe che coinvolgono gli ascoltatori facendoli sentire parte della trama stessa. I personaggi diventano familiari e rimangono indimenticabili, perché ognuno è delineato in modo preciso e unico e diventa come un amico, con il suo carattere, il suo viso e il suo modo di fare.

Altra caratteristica ricorrente nei testi di Dahl è l'irriverenza - o meglio l'autore mostra di non aver alcuna preoccupazione per il politically correct - i bambini grassi vengono chiamati grassi, quelli stupidi vengono chiamati stupidi, le persone brutte sono chiamate brutte, Cappuccetto rosso può avere una passione sfrenata per le pellicce… Se non avete mai letto niente di questo autore, la prima volta potreste rimanere spiazzati! Saverio, ad esempio, si è profuso in grasse risate e l'atteggiamento dell'autore piace a molti perché ai personaggi, compatibilmente con il loro carattere, è sempre data la possibilità di un riscatto. In linea di massima, i giudizi più crudi sono sempre legati ad una riflessione sulle cause: trascorrere la vita davanti allo schermo rende i bambini stupidi e ne La fabbrica di cioccolato la riflessione sul ruolo dei genitori nell'educazione dei figli è crudamente realistica! Dahl presenta anche situazioni dagli echi dickensiani: nelle sue storie il bambino protagonista è spesso oppresso da povertà, figure adulte, o da entrambi. Tuttavia l'autore viene in aiuto ai piccoli protagonisti utilizzando mezzi fantastici, come la pesca gigante che schiaccia le zie del protagonista in James e la pesca gigante. Quando non sono malvagi o oppressivi, gli adulti di Dahl sono generalmente incapaci di provvedere ai bambini, come i poverissimi genitori di Charlie in La fabbrica di cioccolato, che non lo aiutano come invece l'imprevedibile e surreale Willy Wonka. Come nella tradizione ottocentesca, Dahl punisce i suoi personaggi, che siano genitori malvagi e incapaci di educare, o il frutto di questa incapacità, bambini viziati con il ruolo di antagonisti. Dipingeva il mondo così com'era: tra storture, cattivi, ma anche padri amorevoli, nonne strabilianti e maestre comprensive. Guardava i bambini dritto negli occhi e diceva loro come esattamente stavano le cose: il male c'è, esiste, ma questo non è necessariamente una tragedia perché, guardando il mondo con occhi diversi, può trasformarsi in una straordinaria opportunità. In modo pacifico, intelligente e ironico, Roald Dahl era riuscito attraverso le sue storie a prendersi le sue rivincite sulla sua vita. Lui stesso dichiarò: "Non ho niente da insegnare. Voglio soltanto divertire." E anche: "gli adulti sono troppo seri per me. Non sanno ridere." Roald Dahl sembrava conoscere i bambini nella loro dimensione più profonda, quella del disincanto, del non seguire regole. Scriveva per avvicinarli alla lettura, trasportandoli in mondi fantastici, a braccetto con personaggi indimenticabili.

Capolavori Indimenticabili: Uno Sguardo ai Suoi Libri

Roald Dahl è senza dubbio uno degli scrittori di romanzi per ragazzi più amati. La sua vita intensa e piena di avventure ed eventi affrontati con grande coraggio ha sicuramente influenzato la sua narrativa. I personaggi nati dalla mente creativa di Dahl sono molto riconoscibili e spesso vivono situazioni che richiamano la produzione dickensiana.

Willy Wonka nella Fabbrica di Cioccolato

La Fabbrica di Cioccolato

La fabbrica di cioccolato di Roald Dahl è senz'altro uno dei libri più conosciuti nella produzione di narrativa per ragazzi. La prima edizione risale al 1964. Un bel giorno la fabbrica di cioccolato Wonka dirama un avviso: “Io Willy Wonka, ho deciso di permettere a cinque bambini - non più di cinque, badate bene - di visitare quest’anno la mia fabbrica.” Sono dieci anni che il signor Wonka non permette più a nessuno di entrarvi. La storia narra del proprietario (Willy Wonka) di una fabbrica di cioccolato che bandisce un concorso: i cinque bambini vincitori potranno entrare nella misteriosa fabbrica e scoprirne i segreti. È un'incredibile storia per bambini che entusiasmò anche i più grandi, conferendole una fama mondiale. Qui Roald Dahl, oltre a mostrare una realtà fantastica, dispensa anche solidi insegnamenti morali. Noi abbiamo inventato e cantato per settimane «Augustus Gloop Augustus Gloop» variando liberamente il testo di volta in volta «dentro al fiume hai fatto blup»… Questo romanzo lungo è stato il punto di partenza per molti lettori, coinvolti immediatamente dalla narrazione, trepidanti capitolo dopo capitolo.

Matilde

Matilde è una bambina geniale. I suoi genitori, il Signor e la Signora Dalverme, però, non se ne rendono conto. Matilde legge fin da quando era piccolissima ma per i suoi genitori questo non è un elemento di vanto; anzi, a casa loro, anche se cercaste bene, non trovereste nessun libro, al massimo un volume di ricette o una rivista di automobili. Ha già letto tutti i libri della biblioteca, sa comporre, recitare e fare conti complicatissimi. A scuola conoscerà Betta Dolcemiele, una giovane maestra che si accorgerà del suo talento e con la quale stringerà un rapporto speciale. Ben presto, però, Matilde scopre un luogo magico chiamato biblioteca dove può trovare tutti i libri che desidera. La storia di Matilde è piena di libri e torte al cioccolato, finti fantasmi e bambine con le trecce: vi farà ridere ma vi farà venire anche un po’ di paura, soprattutto quando incontrerete la terribile signorina Spezzindue! Il suo amore per la lettura è il punto di partenza del suo percorso di crescita. Impara a leggere a soli quattro anni e si reca spesso in biblioteca per procurarsi i libri, vivendo in una famiglia dal basso livello culturale che non comprende le sue grandi potenzialità. Dahl inserisce addirittura una lista di titoli che vengono perciò consigliati al lettore, trasmettendo tutto il suo amore per la letteratura. Matilde inoltre è una bambina coraggiosa che resta fedele a sé stessa anche nei momenti più difficili, diventando simbolo di onestà e intelligenza. Infine, un importante messaggio di questo romanzo è che la lettura può essere un’arma di salvezza per uscire da contesti di difficoltà e per scoprire che nel mondo all’esterno c’è posto per tutti: quelle che dagli altri sono percepite come stranezze, sono in realtà dei punti di forza del carattere di ciascuno. Matilde non è soltanto un’ottima e divertente lettura per bambini.

Il Grande Gigante Gentile (Il GGG)

Il GGG è il Grande Gigante Gentile, un gigante vegetariano che di notte soffia i sogni belli nel sonno di bambini e bambine addormentati. Una notte, però, viene scoperto dalla piccola Sofia; siccome quello che la bambina ha visto deve rimanere segreto, il GGG la porta con sé nel Paese dei Giganti. Qui Sofia scoprirà che gli altri giganti non mangiano cetrionzoli come il suo nuovo amico ma preferiscono la succulenta carne di popolli (cioè esseri umani!!). A questo punto urge fare qualcosa! Qui non vi sveliamo di più, sappiate soltanto che l’astuto piano di Sofia e del GGG coinvolgerà nientepopodimeno che…la regina d’Inghilterra! Il GGG - Il Grande Gigante Gentile di Roald Dahl viene pubblicato nel 1982 e, come i suoi romanzi precedenti, ottiene grande successo. La protagonista è Sofia, una bambina che vive in orfanotrofio, che viene rapita dal GGG e che lo aiuterà a sconfiggere i giganti cattivi che mangiano gli esseri umani. Un romanzo per ragazzi adatto però a tutte le età, che permette di riflettere e di porre attenzione sul presente. Il tema del potere distruttivo dell’uomo, che scatena guerre tra popoli e distrugge il mondo in cui vive, è molto presente e con grande semplicità quest’opera trasmette messaggi importanti come quello dell’amicizia, del coraggio e della pace.

Le Streghe

Chi sono le vere streghe? La storia di Charlie, bambino di sette anni che lotta contro una congrega di streghe travestite da donne dell'alta società che odiano i bambini, ha raccolto elogi e polemiche in numero praticamente uguale. Le streghe (1983) è diventato nel 1990 un film con Anjelica Huston: un bambino, in vacanza con sua nonna in uno stabilimento termale, scopre che nell'albergo ha luogo un convegno di autentiche streghe che gli tenderanno terribili trappole. Consapevole della crudeltà del mondo, lo scrittore britannico Roald Dahl, nella seconda metà del Novecento, ha modernizzato il genere delle fiabe 'di paura' con una serie di romanzi per ragazzi destinati a restare nel tempo.

Altri racconti e romanzi brevi

Tra le sue opere ci sono anche romanzi più brevi, probabilmente più immediatamente consoni ad introdurre l'autore, come Il dito magico, Furbo, il signor Volpe e Agura Trat. Se si è titubanti e si vuole incominciare dalle storie più brevi, o magari proporre al lettore in erba (2ª-3ª elementare, a meno di essere allenati!) una lettura in autonomia, queste sono un quartetto per incominciare. Le storie sono più brevi dei romanzi (20-50 pagine contro le 200 de La fabbrica di cioccolato) e riccamente illustrate, non ci sono capitoli (ad eccezione di Furbo, signor volpe) e il testo è chiaro, sebbene naturalmente in stampatello minuscolo.

  • Il coccodrillo enorme: «Nel fiume più grande, più torbido e più limaccioso di tutta l’Africa due coccodrilli se ne stavano con le teste a pelo dell’acqua. Uno dei due coccodrilli era enorme. L’altro era così così. “Sai che cosa mi andrebbe oggi per pranzo?” chiese il coccodrillo Enorme. “No” disse Cosìcosì. “Che cosa?” Il coccodrillo Enorme ghignò mettendo in mostra centinaia di denti bianchi e affilati.»
  • Io, la giraffa e il pellicano: «Non lontano da dove abito c’è una strana e vecchia casa di legno disabitata, tutta sola su un lato della strada. Mi piacerebbe entrarci a dare un’occhiata, ma la porta è sempre chiusa e se guardo dalle finestre vedo solo buio e polvere. So che il pianterreno una volta era un negozio perché c’è ancora un’insegna sbiadita che dice OFFELLERIA.» (1985)
  • Agura trat: «Il signor Hoppy abitava in un appartamentino all’ultimo piano di un casermone di cemento. Viveva da solo. Era sempre stato un uomo solitario e, ora che era in pensione, viveva più solitario che mai. C’erano due amori nella vita del signor Hoppy.» Se il bambino è appassionato di tartarughe, Agura Trat è una storia d’amore divertente al cui centro involontario si troverà Alfio, una tartaruga magrolina.
  • Furbo, il signor volpe: «Nella vallata c’erano tre fattorie. I proprietari di queste fattorie avevano avuto successo nella vita. Erano ricchi. Erano anche cattivi. Ma tutti e tre non erano né più ricchi, né più meschini di tanti altri.»

Lo Stile di Dahl e il Confronto con Altri Autori

Troppo riduttivo classificarlo come semplice scrittore per l'infanzia. Roald Dahl ha rivoluzionato la narrativa per ragazzi, mettendo al contrario la morale condivisa per creare un nuovo tipo di racconto fantastico a partire dal punto di vista del bambino sul mondo. È stato spesso paragonato a Enid Blyton, altra autrice del periodo. Tuttavia questa associazione, per certi versi, penalizza l'autore poiché si tratta di personalità e stili molto diversi. La Blyton è prolifica, Dahl scrisse una ventina di libri in tutto; il linguaggio della scrittrice inglese è semplice, quello di Dahl è creativo e originale. Creatività e originalità si ritrovano anche nei personaggi e nelle trame, mentre Blyton ripresenta più volte le stesse formule e stereotipi. Inoltre Dahl è stato definito ribelle e irriverente, nonché irrispettoso nei riguardi delle figure adulte di cui scrive, mentre Blyton si conformava alla morale del periodo. Il critico Giorgio Manganelli ha scritto a proposito di Dahl: "I bambini amano l'orrore (horror) perché sanno di avere in sé una parte di orrore, sanno che la battaglia con le streghe e i giganti è ad armi pari più di quanto possa sembrare".

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Roald Dahl al Cinema: Da Sceneggiatore a Ispiratore

Molto spesso ciò che Roald Dahl ha scritto su carta è diventato materia prima per l'industria cinematografica. Dahl fu anche sceneggiatore di film tratti dalle sue opere, come ad esempio Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato del 1971, per la regia di Mel Stuart, con Gene Wilder, Jack Albertson, Ursula Reit, Peter Ostrum e Roy Kinnear. È molto interessante il fatto che Dahl stesso si occupò della sceneggiatura della prima trasposizione cinematografica de La fabbrica di cioccolato con l’iconica interpretazione di Gene Wilder nei panni di Willy Wonka.

Numerosi sono infatti gli adattamenti cinematografici delle sue opere:

  • Citty Citty Bang Bang (Chitty Chitty Bang Bang), regia di Ken Hughes (1968)
  • Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato (Willy Wonka & the Chocolate Factory), regia di Mel Stuart (1971)
  • Il brivido dell'imprevisto (Tales of the Unexpected), serie TV (1979)
  • Il mio amico gigante (The BFG - The Big Friendly Giant), regia di Brian Cosgrove e Mark Hall (1989)
  • Chi ha paura delle streghe? (The Witches), regia di Nicolas Roeg (1990)
  • Matilda 6 mitica (Matilda), regia di Danny DeVito (1996)
  • James e la pesca gigante (James and the Giant Peach), regia di Henry Selick (1996)
  • La fabbrica di cioccolato (Charlie and the Chocolate Factory), regia di Tim Burton (2005)
  • Fantastic Mr. Fox (Fantastic Mr. Fox), regia di Wes Anderson (2009)
  • Le streghe (The Witches), regia di Robert Zemeckis (2020)
  • Gli Sporcelli, (annunciato per il 2025)

Il regista texano Wes Anderson si è già precedentemente cimentato in una meravigliosa trasposizione di uno dei più bei romanzi di Dahl: Furbo il signor volpe!. A partire dal 14 ottobre 2023 è disponibile su Netflix l'ultimo film del regista americano Wes Anderson, famoso per il suo stile riconoscibilissimo, il gusto per i dettagli e i colori pastello, basato su un'opera di Dahl. Non solo Willy Wonka, celeberrimo proprietario della fabbrica di cioccolato più famosa della letteratura per bambini e del cinema, ma anche Matilde e il Grande Gigante Gentile sono personaggi frutto dell’immaginazione dello scrittore Roald Dahl, che hanno visto trasposizioni cinematografiche di successo. Sempre a proposito de La fabbrica di cioccolato e del suo particolare protagonista Willy Wonka, è uscito nelle sale un prequel della storia che racconta come il giovane Willy sia diventato un personaggio importante e sia riuscito ad aprire la famosa fabbrica.

La Vita Ritirata e l'Eredità di un Genio Creativo

Roald Dahl passò gli ultimi anni in Inghilterra in una grande casa di campagna, a Gipsy House, la sua casa di Great Missenden, insieme alla sua seconda moglie Liccy, ai figli e ai nipoti. Si chiudeva nella sua piccola stanza in fondo al giardino, dove nessuno poteva entrare, seduto sempre sulla solita logora poltrona appartenuta a sua madre, avvolto in un sacco a pelo, unico conforto durante l'inverno. Sulla scrivania aveva una palla color argento costruita con l'involucro in carta stagnola delle tavolette di cioccolata mangiate durante l'adolescenza, e sei matite infilate in un'unica tazza, fogli gialli. Era così piacevole tener vicino una bevanda calda mentre leggeva e leggeva, nella sua stanzetta silenziosa. I libri le aprivano mondi nuovi e le facevano conoscere persone straordinarie che vivevano una vita piena di avventure. Viaggiava su antichi velieri con Joseph Conrad. Andava in Africa con Ernest Hemingway e in India con Kipling. Roald Dahl morì il 23 novembre 1990 di leucemia a 74 anni. La sua tomba si trova presso il cimitero della chiesa di St. Peter e St. Paul a Great Missenden.

Lo studio di scrittura di Roald Dahl

Dibattiti e Rielaborazioni: L'Eredità Controversa di Dahl

Il rapporto del pubblico con le opere dell’autore non è stato sempre d’amore. Nel dicembre 2020, sul sito ufficiale, la famiglia di Dahl si è scusata per il suo antisemitismo, un pregiudizio di cui lo stesso autore parlò apertamente nel 1990, 8 mesi prima di morire, dichiarando in un'intervista al giornale britannico The Independent che il tutto era iniziato nel 1982 con l'invasione del Libano da parte di Israele: «Hanno ucciso 22 000 civili quando hanno bombardato Beirut. La cosa è stata messa a tacere sui giornali perché la maggior parte è di proprietà ebraica. Sono senz'altro contro Israele e sono diventato antisemita nel momento in cui un ebreo che vive in un altro paese - come l'Inghilterra - sostiene fortemente il sionismo.» Nel corso di un'intervista al settimanale britannico New Statesman dichiarò: «C'è un tratto della personalità degli ebrei che provoca animosità. Forse una certa qual mancanza di generosità verso i non ebrei. Voglio dire che c'è sempre un motivo se un sentimento contro qualcosa spunta ovunque. Anche una carogna come Hitler non se l'è presa con loro senza alcun motivo». È ovviamente oggetto di dibattito se un autore che inserisce nella propria narrazione personaggi e stereotipi antisemiti condivida il punto di vista di tali personaggi o se non stia piuttosto restituendo al lettore un aspetto della realtà; nel caso specifico: Dahl la pensa come Stuffy o usa Stuffy per descrivere l'antisemitismo comunemente accettato dai suoi personaggi e che permea il mondo in cui questi agiscono? Foster nel 2008 ha dichiarato durante un'intervista con la radio pubblica tedesca: «Dahl era un tipo particolare. Avrebbe odiato tutto ciò che oggi è "politicamente corretto" […] . È stato stupido da parte sua [attaccare Israele durante l'intervista all'Indipendent]. […] È un altro esempio di come Dahl rifiutasse di prendere qualsiasi cosa sul serio, incluso se stesso. Era molto arrabbiato nei confronti degli israeliani. Ebbe una reazione infantile a quanto stava accadendo in Israele. Dahl voleva provocare, proprio come era solito provocare a cena a casa sua. Il suo editore era ebreo, il suo agente era ebreo, ma queste persone gli piacevano, le rispettava ed ha sempre e solo espresso giudizi positivi su di loro. Mi ha personalmente chiesto di essere il suo direttore operativo, e io sono ebrea.»

All'inizio del 2023, la casa editrice inglese che ha sempre pubblicato i suoi romanzi ha deciso di applicare una forte censura ai racconti e di cambiare alcune parti del testo ritenuti sconvenienti. Nel 2023 la casa editrice Puffin ha iniziato a modificare o eliminare dalle opere di Roald Dahl parole e espressioni che oggi potrebbero scandalizzare, offendere, discriminare o umiliare alcuni lettori o che potrebbero contribuire a perpetuare stereotipi razzisti. Centinaia di cambiamenti sono stati fatti, in particolare i termini considerati dall’editore come "discriminanti", che "infastidirebbero le minoranze sessuali o etniche". The Telegraph precisa che i "rewriters" aggiungono a volte passaggi riscritti da loro. Questa azione di censura ha aperto immediatamente un fitto dibattito: chi decide di togliere alcuni dettagli lo fa perché crede che questi possano urtare la sensibilità dei lettori e diano un messaggio sbagliato ai più piccoli.

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