Rimanere incinta con la spirale: Analisi, probabilità e dinamiche del dispositivo intrauterino

Pianificare una gravidanza è il primo passo per vivere questa delicatissima fase della vita nel modo più tranquillo possibile. Fortunatamente esistono diversi metodi contraccettivi, più o meno efficaci, in grado di proteggere le donne da una gravidanza indesiderata. Tra questi, molto nota è la spirale anticoncezionale. I dispositivi intrauterini a spirale, detti IUD, sono piccoli dispositivi flessibili in materiale plastico destinati all’inserimento nell’utero. Una volta posizionata, la spirale può essere lasciata lì per un periodo che va dai 3 ai 10 anni, o comunque finché non si desideri una sua rimozione. È possibile classificare i metodi contraccettivi oggi a disposizione in tre categorie: metodi ormonali (pillola, cerotto, anello e altri dispositivi a rilascio ormonale), metodi di barriera (preservativo maschile e femminile) e metodi intercettivi. La spirale intrauterina, perlomeno nella sua versione “tradizionale”, rientra tra questi ultimi.

illustrazione schematica dell'apparato riproduttivo femminile con posizionamento di una spirale intrauterina

Il funzionamento del dispositivo IUD: meccanismi di protezione

L’inserimento di un dispositivo IUD può essere una valida soluzione per la donna che vuole evitare la gravidanza. Ciò viene ottenuto grazie alla capacità della spirale di uccidere o immobilizzare gli spermatozoi, impedendo di fatto la fecondazione dell’ovulo. Sebbene la spirale venga usata da oltre 30 anni per evitare gravidanze indesiderate, il modo in cui funzioni non è ancora del tutto noto. La spirale influisce sui movimenti e la sopravvivenza degli spermatozoi nell’utero, in modo che non riescano a raggiungere l’ovulo e fecondarlo.

Esistono diverse tipologie di dispositivo IUD: alcuni di essi rilasciano un progestinico chiamato levonorgestrel; un’altra tipologia comune è a forma di T, ed è formata da un filo di rame che ne avvolge lo stelo. La spirale ormonale (medicata) rilascia progestinico locale che addensa il muco cervicale e assottiglia l'endometrio. La spirale al rame, priva di ormoni, agisce rilasciando ioni di rame che immobilizzano gli spermatozoi, creando un ambiente ostile (effetto spermicida naturale). Inoltre, la spirale Jaydess, a differenza della pillola classica, non contiene estrogeni ed è quindi particolarmente indicata per le donne che fumano, sono in sovrappeso o soffrono di patologie che rendono controindicato l'uso di estrogeni.

Vantaggi e considerazioni pratiche

Efficace e non invasiva, le caratteristiche peculiari della spirale intrauterina la rendono una delle soluzioni anticoncezionali più apprezzate. I vantaggi principali legati al ricorso ai dispositivi IUD sono l'efficacia, l'assenza di effetti generali e sistemici e la possibilità di scegliere il contraccettivo ogni 3, 5 o 10 anni. Il metodo anticoncezionale IUD non impedisce lo svolgimento delle normali attività quotidiane, come la pratica sportiva o l’utilizzo di tamponi. La spirale ormonale è in grado, inoltre, di diminuire l’entità del flusso mestruale. Potrai continuare quindi a vivere la tua vita al massimo, senza eccessive rinunce.

La spirale moderna è solitamente realizzata in materiale plastico (polietilene) anallergico e ha dimensioni ridotte. Negli ultimi anni è stata introdotta una spirale sferica intrauterina, nota come IUB (Intrauterine Ball), disponibile anche in alcuni paesi europei. A differenza della classica forma a T, questo dispositivo è costituito da perle di rame infilate su un filo a memoria di forma che, una volta nell'utero, si avvolge formando una piccola sfera 3D. Essendo indipendente dall'errore umano, come dimenticare la pillola, l'efficacia reale è molto vicina a quella teorica.

Quando la spirale non è la soluzione ideale

Fermo restando la validità di questo dispositivo anticoncezionale, va detto che questa soluzione non è adatta a tutte le donne. L’inserimento della spirale non è infatti possibile in caso di infezione pelvica, dovuta a malattie a trasmissione sessuale o a malattie infiammatorie pelviche, anomalie strutturali dell’utero, sanguinamenti vaginali inspiegabili, malattie trofoblastiche gestazionali, tumori della cervice o dell’epitelio uterino, gravidanza. Per gli IUD che rilasciano levonorgestrel, è controindicato in caso di carcinoma mammario o allergia al farmaco; per i dispositivi con rame, in caso di malattia di Wilson o allergia al rame. Infine, va detto che la spirale anticoncezionale non è adatta a chi ha partner occasionali, data la conseguente maggior esposizione ad un rischio di infezioni.

Pillole di prevenzione: La spirale al rame

L’evento raro: rimanere incinta con lo IUD

Si può rimanere incinta se si ha la spirale? Certamente chi opta per questo dispositivo vuole evitare una gravidanza ed in genere il risultato anticoncezionale è eccellente. Tuttavia, in alcuni rari casi può non funzionare. La risposta è affermativa, anche se sostanzialmente questo accade di rado, con una probabilità inferiore all'1%.

In rari casi, se la spirale si sposta o viene espulsa senza che la donna se ne accorga, è possibile instaurare una gravidanza. E’ possibile che durante le mestruazioni la spirale venga espulsa dall’utero. La spirale potrebbe perforare la parete dell’utero. Se la spirale fallisce esiste anche il rischio di gravidanze extrauterine, in cui l’ovulo fecondato si impianta nelle tube di Falloppio. Queste ultime sono condizioni potenzialmente molto pericolose per la vita della donna; i sintomi tipici sono sanguinamento vaginale e dolore pelvico intenso: non vanno trascurati ed è fondamentale rivolgersi ad un pronto soccorso.

Protocolli in caso di positività al test di gravidanza

In caso di sintomi gravidici tipici è sempre opportuno fare un test di gravidanza: anche quelli domestici sono affidabili. In caso di positività occorre contattare il proprio ginecologo di fiducia, sia che si voglia portare avanti o meno la gestazione. Il primo step è quello di determinare se la gravidanza è intrauterina, ovvero se l’embrione è nella sua sede naturale.

Quando una gravidanza si avvia con la spirale, spetta al ginecologo curante decidere se rimuoverla o no, nel momento in cui la donna scegliesse di tenere il bambino. Se l’embrione si fosse annidato in utero, sarà il ginecologo che deciderà se rimuoverla o meno e la sua scelta dipenderà dalla posizione che ha la spirale rispetto all’embrione. Se la gravidanza è in sede naturale e la donna vuole portarla avanti, va rimosso lo IUD quanto prima: aumenta il rischio di aborto spontaneo, parto pretermine ed infezioni, con una percentuale sempre maggiore se si aspetta più tempo. Tali rischi però non sono esclusi, seppur più rari, anche dopo la rimozione della spirale.

grafico che illustra le probabilità di successo contraccettivo e i rischi associati in caso di fallimento

Procedure di inserimento e monitoraggio post-applicazione

L’inserimento della spirale deve essere preceduto da una visita ginecologica completa per escludere infezioni e verificare la posizione dell'utero. La paziente si posiziona sul lettino come per un Pap-test. Una volta in posizione, il dispositivo viene liberato dall'applicatore. È normale avvertire un fastidio simile a un forte crampo mestruale durante la manovra. La spirale può essere inserita in qualsiasi fase del ciclo mestruale, purché sia certa l'assenza di una gravidanza. Dopo un parto, è necessario attendere almeno 4 settimane per permettere all'utero di tornare alle dimensioni normali, riducendo il rischio di espulsione.

Nei primi giorni è comune avvertire i crampi uterini e notare perdite di sangue (spotting). La spirale è un metodo "fit and forget", ma richiede minimi controlli. Le spirali hanno due sottili fili di nylon che fuoriescono dalla cervice. Attenzione: non bisogna mai tirare i fili. Durante i rapporti sessuali, la spirale non deve essere percepita né dalla donna né dall'uomo. Se inserita correttamente, si trova interamente nell'utero. Occasionalmente, il partner potrebbe avvertire i fili se questi sono stati tagliati troppo corti, diventando pungenti, o se sono ancora rigidi.

Alterazioni del ciclo: frequente è lo spotting (perdite irregolari) nei primi 3-6 mesi. La cordicella deve essere possibile sentirla al tatto inserendo un dito nella vagina, ma occorre attenzione a non tirarla con il rischio di dislocare lo IUD. Se la cordicella sembra più corta o più lunga del normale, questo potrebbe significare che la spirale si è spostata.

Sfatare falsi miti e gestione dell'igiene

La spirale fa ingrassare? È un falso mito molto diffuso. Gli studi clinici dimostrano che la spirale non provoca un aumento di peso significativo. La spirale al rame è totalmente priva di ormoni e non ha effetti metabolici. La spirale ormonale rilascia una dose di progestinico molto bassa che agisce localmente; l'assorbimento nel sangue è minimo rispetto alla pillola o all'anello. Aumenta leggermente la probabilità di provare secchezza vaginale, vampate di calore, mal di testa, nausea e acne nel primo periodo di adattamento.

L’utilizzo della spirale in rame aumenta la secrezione vaginale, poiché i fili a cui è legato il dispositivo tendono a rimanere nella vagina, potenzialmente veicolando batteri. Tale problema può essere anticipato o risolto, a patto però di mantenere sempre un’igiene accurata e di ricorrere ciclicamente a terapie vaginali disinfettanti, seguendo i consigli del Ginecologo. La spirale medicata potrebbe indurre la scomparsa delle mestruazioni che però, a 50 anni, potrebbe anche essere dovuta alla menopausa. Dopo i 50 anni le probabilità di dare inizio a una gravidanza sono ridotte drasticamente, quindi la valutazione sull'uso di un metodo anticoncezionale deve essere personalizzata sulla base della specifica condizione ormonale della paziente.

Il Centro Abax di Cuneo ha attivato un servizio di consulenza ginecologica dedicato a tutte quelle donne che desiderano sapere di più su metodi contraccettivi e gravidanza. Il nostro Ginecologo, il dott. Favilla, è in grado di fornire una panoramica completa dei vari vantaggi e svantaggi legati ai diversi metodi contraccettivi, ormonali e non. Il supporto a 360° da parte dello staff e i ridotti tempi di attesa permettono alle pazienti di scegliere con maggior consapevolezza il metodo contraccettivo più adatto alle proprie esigenze, allo stile di vita e alle condizioni di salute. La dolce attesa è più dolce quando pianificata! Per evitare gravidanze indesiderate, informati presso uno specialista sui metodi anticoncezionali più efficaci.

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