La prevenzione delle malattie infettive rappresenta uno dei pilastri fondamentali della sanità pubblica moderna. Raggiungere e mantenere elevate coperture vaccinali è il mezzo per garantire alla popolazione la scomparsa o il controllo di alcune importanti malattie. Il Servizio sanitario aziendale assicura le vaccinazioni e organizza programmi di vaccinazione rivolti a specifici gruppi di persone. Le vaccinazioni sono offerte in modo differenziato a seconda dell'età, della presenza di patologie, del tipo di attività o professione svolta e nel caso di viaggi internazionali in specifici Paesi. I vaccini oggi disponibili sono sempre più efficaci e sicuri, grazie ai progressi della ricerca medica e alla complessa serie di controlli di qualità a cui vengono costantemente sottoposti. Un'alta copertura vaccinale nella popolazione infantile riduce la circolazione delle infezioni e quindi protegge anche quei soggetti che, per vari motivi, non si possono vaccinare.

Comprendere la pertosse: cause, rischi e importanza della profilassi
La pertosse è una malattia infettiva causata dal batterio Bordetella pertussis, altamente contagioso perché si trasmette da persona a persona per via aerea. È considerata una malattia dell’infanzia dato che colpisce prevalentemente i bambini sotto ai 5 anni di età. Nella pertosse, l’infezione delle vie respiratorie può non essere evidente, oppure estremamente grave, specie quando il paziente è un neonato o un lattante. Progressivamente la tosse diventa parossistica, più forte, e il piccolo ha difficoltà a respirare, questa è la fase convulsiva o parossistica, che può durare più di 2 mesi. In seguito ai parossismi, si possono verificare anche casi di apnea, cianosi (colorazione bluastra della pelle per scarsa ossigenazione) e vomito. Nei bambini piccoli, le complicazioni più gravi sono costituite da sovrainfezioni batteriche quali otiti, polmonite, bronchiti o addirittura problemi neurologici (crisi convulsive, encefaliti). I colpi di tosse possono anche provocare delle emorragie sottocongiuntivali e nel naso.
Senza le vaccinazioni, diverse decine di bambini morirebbero di pertosse ogni anno. Gli esiti mortali della pertosse riguardano soprattutto i lattanti in circa 1 caso su 100-200. I violenti attacchi di tosse possono persistere per settimane e impedire al bambino di respirare bene, di dormire e di alimentarsi. Nel lattante, questa malattia può provocare delle pause respiratorie o addirittura un arresto della respirazione.
Il vaccino contro la Bordetella pertussis, che causa la pertosse, è acellulare, cioè costituito da alcune componenti del battere purificate e inattivate. Da diversi anni viene usato il vaccino cosiddetto acellulare, costituito solo da alcune piccole “parti” del batterio, altamente purificate molto meno reattogeno rispetto al vecchio vaccino (detto cellulare, o a cellula intera). È importante sottolineare che l’immunizzazione garantita dal vaccino anti pertosse è destinata a ridursi progressivamente, fino a esaurirsi, nell'arco dei 5-10 anni successivi alla vaccinazione.
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Il vaccino anti-pertosse nel contesto normativo e vaccinale
Il Ministero della Salute raccomanda la vaccinazione di tutti i bambini a partire dal compimento dell'ottava settimana di vita. Obbligatorio per tutti i nuovi nati, il vaccino anti pertosse è disponibile, in commercio, soltanto in formulazioni vaccinali che comprendono altri vaccini (es: anti difterite, anti tetano, anti poliomielite ecc.); non esiste, quindi, un vaccino anti pertosse in formula singola. Nel lattante si somministra un unico vaccino che protegge da sei malattie (esavalente), tra cui ci sono la difterite, il tetano e la pertosse. Si tratta di un vaccino efficace e sicuro tanto quanto i vaccini separati e permette di proteggere il bambino con una sola iniezione.
Le vaccinazioni OBBLIGATORIE E GRATUITE per i bambini da 0 a 6 anni sono: Morbillo, Parotite, Rosolia, Varicella, Difterite, Tetano, Pertosse, Poliomielite, Meningococco B, Meningococco C, Haemophilus Influenzae tipo B, Epatite B. Aver ricevuto questi 12 vaccini (o, in alcuni casi, aver avuto la malattia) è requisito necessario per l’iscrizione a scuola: l’obbligo riguarda nido, materna, elementari, medie e primi due anni delle superiori. Il decreto è stato emanato, si legge, in considerazione della «straordinaria necessità e urgenza di emanare disposizioni dirette a garantire in maniera omogenea sul territorio nazionale le attività dirette alla prevenzione, al contenimento e alla riduzione dei rischi per la salute pubblica e di assicurare il costante mantenimento di adeguate condizioni di sicurezza epidemiologica in termini di profilassi e di copertura vaccinale».

Per proteggere i bambini più piccoli non ancora vaccinabili o in corso di vaccinazione, è importante vaccinare le madri in occasione di ogni gravidanza: il periodo ideale è tra la 27ma e la 32ma settimana di gestazione, per assicurare il massimo trasferimento di anticorpi materni attraverso la placenta. Circa l’85% degli individui vaccinati risulta ben protetto dalla malattia, specie nella sua espressione più grave.
Gestione clinica: effetti indesiderati e protocolli di sicurezza
La maggior parte dei bambini, dopo la vaccinazione, presenta solo reazioni lievi. L'evento più frequente è la febbre che si può avere in circa un terzo dei bambini. Reazioni locali si verificano nel 20% dei casi e comprendono dolore, rossore e gonfiore nel punto dove è stata eseguita l'iniezione. Le reazioni locali aumentano con il numero di dosi eseguite. Circe il 40% dei bambini ha gonfiore o dolenzia al braccio con la quarta dose di DTaP eseguita a 5-6 anni.
Un bambino su 4 può presentare eventi avversi locali (comparsa di gonfiore, rossore e dolore nel punto di iniezione) e febbre. Nel 30% dei casi circa si può manifestare irritabilità e nel 10% dei casi sonnolenza e perdita dell'appetito. Sono rare, invece, reazioni come il pianto inconsolabile che duri per più di tre ore (1 bambino su 1000) e febbre superiore ai 40.5°C (1 bambino su 16.000). Sono estremamente rare le reazioni di tipo allergico e le convulsioni. Negli adolescenti e negli adulti è frequente sentire il dolore nel punto di iniezione. Si può presentare anche rossore o gonfiore. Il 25% degli adolescenti e il 10% degli adulti può avere dolori addominali, nausea, vomito o diarrea.
L'unica controindicazione alla vaccinazione antipertosse è la manifestazione di una reazione allergica grave a una precedente dose o agli eccipienti contenuti nel vaccino. In caso di malattie neurologiche progressive o non definite, il vaccino non può essere somministrato fino a stabilizzazione della malattia o raggiungimento della diagnosi. L'ipotesi di un eventuale collegamento tra le vaccinazioni e l'autismo, è priva di ogni fondamento scientifico.
Struttura dell'offerta vaccinale e logistica
Il Servizio sanitario organizza le vaccinazioni in modo rigoroso, garantendo il rispetto del tempo e della dignità del paziente attraverso: il rispetto degli orari concordati per le prestazioni, la refertazione immediata o in tempi brevi delle prestazioni diagnostiche, un ambiente confortevole, pulito e tale da garantire la riservatezza durante l'erogazione del servizio, la professionalità e cortesia da parte di tutti gli addetti e il rispetto della privacy.
Il pagamento delle prestazioni fuori fascia deve essere effettuato tramite IBAN aziendale (IT57X0100504400000000218070) con la causale specifica. La trasparenza amministrativa è garantita da un tariffario aggiornato che copre le diverse esigenze di salute pubblica, dai vaccini pediatrici per i nati in diverse annate, fino alle vaccinazioni raccomandate per gli adulti (es. richiami anti-tetano ogni 10 anni, vaccinazioni per lavoratori a rischio come metalmeccanici o operatori sanitari).

Per quanto concerne le tempistiche, il calendario prevede dosi specifiche per età (0-30 giorni, 3° mese, 4°, 5°, 6°, 11°, 13°, 15°, 6° anno, 12°-18° anno). Ad esempio, nel primo anno di vita è prevista la somministrazione dell'esavalente, che include pertosse e altre patologie fondamentali. Lievi differenze nei tempi di somministrazione non influenzano la validità della vaccinazione, tuttavia, ritardi nei tempi di inizio e completamento delle vaccinazioni comportano un periodo più lungo in cui il bambino non è efficacemente protetto. Prima della vaccinazione, il personale sanitario verifica che non siano presenti controindicazioni e prende visione della documentazione sanitaria del bambino, incoraggiando i genitori a riferire ogni dubbio o osservazione pertinente.