L'attesa di un bambino è un momento di grande emozione, che porta con sé una naturale impazienza. Non a caso, uno dei primi dettagli che i futuri genitori desiderano stabilire è proprio la data di presunto parto (DPP). Il giorno del termine diventerà più di un semplice segno sul calendario o la “scadenza” riportata sull’app che si userà come diario di gravidanza; diventerà una sorta di mantra. All'affermazione “Sono incinta” ne segue un’altra quasi immediatamente: “la data presunta è…”. Ci si proietta verso la fine o, meglio, si stabiliscono con precisione i giorni e le settimane che serviranno per raggiungere l’obiettivo, fino a fissare il termine del percorso. Sembrerà lunghissimo il tempo da attendere ma, poi, man mano il tempo si assottiglierà e quasi per magia si sarà a un passo dalla “fine dei giorni”. La data presunta del parto è un’indicazione di massima, e non si sa quale sia il giorno preciso in cui il bambino o la bambina verrà al mondo. Per stabilire questa data si ricorre a dei calcoli, e uno dei metodi più noti e fondamentali è la regola di Naegele.
La Regola di Naegele: Origini e Metodologia
La regola di Naegele deve il suo nome al chirurgo tedesco Franz Naegele (1778-1851), che ideò questo metodo. Si basa su una semplice operazione matematica che prende in considerazione la data di inizio dell’ultima mestruazione (UM). Per applicarla, si aggiunge un anno a questa data, poi si aggiungono sette giorni e infine si tolgono tre mesi.
Per fare un esempio pratico, se l’ultima mestruazione è stata il 13 Novembre, la DPP sarà stimata per il giorno 20 Agosto dell'anno successivo. È importante ricordare che la regola di Naegele si basa su un calcolo che tiene conto di un ciclo mestruale regolare di 28 giorni. In assenza di ecografia precoce, questa regola resta il punto di partenza universale per la datazione gestazionale.
Il Concetto di Data Presunta del Parto (DPP) e la Sua Importanza
La data presunta del parto (DPP) è la data in cui si stima essere più probabile che avvenga la nascita del proprio bambino. Tuttavia, è bene sottolineare che è solo un'indicazione di massima, poiché è difficile stabilire con precisione la data dell’ovulazione e, quindi, il giorno effettivo del concepimento. Nonostante sia solo indicativa, alla DPP viene assegnata una tale importanza perché serve a definire un termine di massima, che coincide con le 40 settimane di gravidanza. Questo standard temporale, convenzionalmente stabilito in 40 settimane (cioè 9 mesi più 7 giorni), è fondamentale per molteplici aspetti della gestione della gravidanza.
Conoscere la DPP è cruciale per monitorare la crescita del piccolo all’interno della cavità uterina e per programmare i controlli ostetrici che la donna effettuerà durante tutto l’arco della gestazione. In base alla DPP, il curante saprà quali esami di laboratorio e strumentali programmare, in base alla settimana gestazionale della donna. È, quindi, fondamentale per impostare un buon piano assistenziale. Questi 280 giorni che attendono i futuri genitori sono ricchi di cambiamenti e meraviglia, ma anche di un pizzico di paura e tanta impazienza. La DPP aiuta a vivere appieno le emozioni che attendono, preparando il cuore, il cervello e ogni particella del corpo ad accogliere la persona che più di ogni altra saprà conquistare.
Come si calcola la durata della gravidanza
Altri Metodi di Calcolo della DPP
Oltre alla regola di Naegele, esistono altri metodi per calcolare la data presunta del parto, tutti basati su dati anamnestici.
Il Metodo Classico del Calendario Ostetrico
Il metodo classico si basa sull'aggiunta di 280 giorni al primo giorno dell’ultima mestruazione. Se il ciclo mestruale è di 28 giorni, si deduce che l’ovulazione cade (generalmente è così) dopo 14 giorni a partire dall’ultima mestruazione. A questo punto, il calendario ostetrico stabilirà la data presunta parto attraverso un calcolo matematico: la fatidica data si ottiene aggiungendo 280 giorni dal primo giorno dell’ultima mestruazione. La gravidanza fisiologica, infatti, dura circa 280 giorni, che corrispondono a 10 mesi lunari (40 settimane), partendo a calcolare dal primo giorno dell’ultima mestruazione. Questo periodo viene chiamato età gestazionale e si indica come “x settimane + y giorni”.
Il Regolo Ostetrico (o Disco Ginecologico)
Lo strumento immediato per ricavare la data presunta del parto è il regolo ostetrico, noto anche come ruota della gravidanza, gestogramma, disco gestazionale o P-Ruler (abbreviazione del termine inglese "Pregnancy Ruler"). Questo strumento si compone di due dischi di cartone uniti al centro: uno riporta mesi e giorni dell’anno, l’altro invece le 40 settimane di gravidanza suddivise nei 3 trimestri. Il disco inferiore, più grande, è suddiviso in 12 sezioni che rappresentano i 12 mesi dell’anno, ognuno provvisto dei giorni di cui ogni mese è composto. Unito al cerchio inferiore, tramite un occhiello, vi è anche un cerchio superiore (più piccolo), che invece riporta le settimane di gravidanza suddivise nei tre trimestri.

Come si usa? Impostando su un dischetto (quello con i mesi e i giorni dell’anno) il primo giorno dell’ultima mestruazione, con l’altro si desume la data presunta del parto. Nella pratica, il regolo ostetrico viene utilizzato dal ginecologo inserendo la data corrispondente al giorno in cui è comparso l'ultimo flusso mestruale. Il medico posiziona la freccia riportata sul disco interno in corrispondenza del giorno e del mese riferiti dalla donna come data d'inizio dell'ultima mestruazione, quindi legge la durata della gestazione in settimane complete per difetto. Le altre informazioni che il regolo ostetrico può dare sono: la data del presunto concepimento, le misure medie del feto a ogni settimana di gravidanza, e i controlli ostetrici più importanti da effettuarsi nei dati periodi di gravidanza.
Calcoli Basati sul Concepimento
Se invece si considera il giorno del presunto concepimento, la durata della gravidanza è di 266 giorni. In questo caso vengono sottratti i 14 giorni della fase luteinica, ovvero la fase post ovulatoria, dal calcolo basato sull'ultima mestruazione.
Calcolatori Digitali e App
Oggi, la data presunta del parto può essere calcolata anche in automatico tramite app e calcolatori online, che semplificano l'applicazione di questi metodi per le future mamme.
La Variabilità del Ciclo Mestruale e l'Ovulazione
Uno dei punti cardine per la precisione del calcolo della DPP è la conoscenza della data dell'ultima mestruazione (UM), che rappresenta il primo dato utile e l'unico certo in possesso della donna, se si esclude il ricorso al test di ovulazione o il monitoraggio della temperatura basale. Tuttavia, è difficile stabilire con precisione la data dell’ovulazione e, quindi, il giorno effettivo del concepimento.
Si tiene conto anche della durata media del ciclo mestruale. Il calcolo fatto sulla base del regolo ostetrico è tanto più veritiero, quanto più regolari sono i cicli mestruali. Nel datare le settimane di gravidanza, la lunghezza media dei cicli mestruali viene considerata nell'intervallo compreso tra 22 e 45 giorni, ma il valore di riferimento (fisiologico) è un ciclo che si ripete regolarmente ogni 28 giorni. Va ricordato che è possibile una certa variabilità individuale, cioè la durata del ciclo può cambiare di mese in mese, per l'intervento di diversi fattori.
Le variabilità che intervengono nel ciclo ovulatorio, inoltre, sono maggiori: pur presentando una durata media di circa 14 giorni, la fase follicolare può subire delle forti oscillazioni, che vanno da 1 a 3 settimane. A tal proposito, va ricordato che si parla di età concezionale quando la durata della gravidanza viene calcolata a partire dal momento del presunto concepimento.
La Ridatazione della Gravidanza: Quando la DPP può Cambiare
Una domanda comune riguardo la data presunta parto è se questa possa cambiare nel corso della gravidanza. La risposta è sì, e si parla di ridatazione. La data presunta parto, quindi, è un indicatore che può essere modificato durante la visita ecografica a causa delle dimensioni effettive del feto. Se, per esempio, al controllo ecografico il medico si accorgesse che l’embrione è più piccolo o più grande rispetto alle dimensioni che dovrebbe avere per quella determinata settimana, è possibile che la gravidanza sia iniziata dopo, magari per un’ovulazione tardiva.
L'Ecografia del Primo Trimestre (Ecografia di Datazione)
Uno degli esami che consente di "aggiustare" un risultato del regolo ostetrico è l'ecografia del primo trimestre (detta anche ecografia di datazione). L’ecografia del primo trimestre è uno degli esami strumentali più importanti, in quanto permette di evidenziare la gravidanza, definendone sede, numero di feti, vitalità dell’embrione e datazione esatta. È possibile eseguire una datazione precisa misurando la lunghezza cranio-caudale (CRL) del feto. Questo risulta essere di fondamentale importanza nel momento in cui la donna non ricorda quando ha avuto l’ultima mestruazione oppure se i cicli mestruali sono irregolari.

Inoltre, può succedere che, nonostante si conosca l’ultima mestruazione, la gravidanza venga ridatata, in quanto il CRL fetale non corrisponde alle settimane di amenorrea. Questo accade nei casi in cui l’ovulazione si è verificata in anticipo o in ritardo. Quando mancano altre informazioni, l'ecografia del primo trimestre fornisce la stima più accurata dell'età gestazionale. Quando la data del concepimento è sconosciuta e i cicli mestruali sono irregolari o le informazioni su di essi non sono disponibili, l'ecografia può essere l'unica fonte della data stimata del parto.
Se c'è incertezza sulla datazione mestruale, vengono confrontate l'età gestazionale basata sull'ultimo periodo mestruale e quella basata sulla prima ecografia fetale dell'attuale gravidanza. Se queste stime di età sono incoerenti, la data stimata del parto (e, quindi, l'età gestazionale stimata) può essere modificata, a seconda del numero di settimane e del grado di incoerenza. L'American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG) raccomanda di utilizzare la data basata sulle misurazioni ecografiche se differisce dalla data mestruale nelle situazioni seguenti: a ≥ 8 settimane + 6 giorni di gestazione, una differenza > 5 giorni; a 9-15 settimane + 6 giorni di gestazione, una differenza > 7 giorni; a 16-21 settimane + 6 giorni di gestazione, una differenza > 10 giorni; a 22-27 settimane + 6 giorni di gestazione, una differenza > 14 giorni; e a ≥ 28 settimane di gestazione, una differenza > 21 giorni. La riconciliazione delle date mestruali ed ecografiche viene eseguita solo dopo la prima ecografia della gravidanza attuale; la data stimata del parto non viene modificata in base alle ecografie successive. Poiché le stime ecografiche sono meno accurate successivamente in gravidanza, i risultati ecografici del secondo e terzo trimestre devono raramente essere utilizzati per modificare l'età gestazionale stimata, e, se si considera la modifica della data stimata del parto, deve essere consultato uno specialista in ecografia fetale.
La Durata Reale della Gravidanza e le Sue Finestre Temporali
La durata della gravidanza è convenzionalmente stabilita in 40 settimane (cioè 9 mesi più 7 giorni) se si considera il primo giorno dell’ultima mestruazione. Tuttavia, se i cicli mestruali sono regolari (cioè si verificano in media ogni 28-30 giorni) e la gravidanza procede normalmente (senza problematiche), il parto può verificarsi in un momento qualsiasi compreso nei 15 giorni precedenti o successivi alla data prevista. Circa l’85% dei bambini nasce la settimana prima o quella dopo la data stimata.
Una gravidanza è considerata a termine a partire dalla 37esima settimana gestazionale e fino alla 42esima, per cui la nascita può avvenire sia prima che dopo la DPP. Il parto prima delle 37 settimane di gestazione è considerato pre-termine; il parto dopo 42 settimane di gestazione è considerato post-termine. Se poi si è costrette ad effettuare un cesareo, verrà stabilito il giorno preciso in cui questo sarà fatto. Non esiste nessuna prova scientifica riguardo l’influsso della luna sul parto, così come non c’è un nesso tra data presunta e fasi lunari.
Il Percorso Completo di Cura Prenatale
Per una gravidanza serena e "controllata", la cura prenatale è un percorso essenziale che inizia idealmente prima del concepimento e prosegue regolarmente fino al parto.
La Visita Preconcezionale
Idealmente, le pazienti che stanno pianificando di rimanere incinte e i loro partner devono consultare un medico ostetrico per una visita preconcezionale. Durante la visita, il medico rivede le misure preventive generali disponibili prima della gravidanza. Il medico rivede anche la storia medica, ostetricale e familiare della paziente e del partner (o del donatore, se dello sperma da donatore sarà utilizzato e se l'anamnesi del donatore è disponibile). Il medico consiglia alla paziente la gestione di malattie croniche o farmaci o di ricevere delle vaccinazioni prima della gravidanza. È fondamentale l'assunzione di acido folico, che riduce il rischio di malformazioni del tubo neurale. Nelle donne che hanno avuto un precedente feto o un neonato portatore di un difetto del tubo neurale, la dose raccomandata è di 4000 mcg (4 mg).
Le Visite Prenatali di Routine
Una volta incinta, la donna deve sottoporsi a cure prenatali di routine per monitorare la gravidanza e rilevare o prevenire le complicanze materne o fetali. Sono necessarie visite ogni 1-4 settimane per monitorare e valutare i sintomi e i segni della malattia. La prima visita di routine prenatale deve avvenire tra le 6 e le 8 settimane di gestazione. Le visite di follow-up di solito si verificano a intervalli di circa 4 settimane fino a 28 settimane, a intervalli di 2 settimane da 28 a 36 settimane, e ogni settimana da 36 settimane al parto. Le visite prenatali possono essere programmate più frequentemente se vi è un alto rischio di complicanze ostetriche.

Contenuti della Cura Prenatale
La cura prenatale comprende:
- Screening e gestione dei disturbi medici generali, delle malattie infettive e dei disturbi psichiatrici.
- Screening per i determinanti sociali della salute.
- La discussione dell'anamnesi di disturbi ostetrici (p. es., diabete gestazionale, preeclampsia, parto pretermine).
- Offrire lo screening per le malattie cromosomiche fetali.
- Adozione di misure per ridurre i rischi materni e fetali.
- Monitoraggio per nuove patologie materne o complicanze ostetriche.
- Monitoraggio della crescita e dello sviluppo fetale.
- Promozione della salute e educazione della paziente.
Durante le visite iniziali e successive, le pazienti devono essere interrogate circa sintomi di potenziali complicanze della gravidanza (p. es., sanguinamento vaginale, perdita di liquidi, dolore pelvico o addominale, cefalea, cambiamenti nella visione, edema del viso o delle dita, cambiamenti nella frequenza o nell'intensità dei movimenti fetali).
Anamnesi Ostetrica Dettagliata
Durante la visita iniziale, i medici curanti devono ottenere un'anamnesi medica completa, che comprenda:
- Anamnesi ostetrica, con la parità e l'esito di tutte le gravidanze precedenti, incluse le complicanze materne e fetali (p. es., diabete gestazionale, preeclampsia, malformazioni congenite, natimortalità).
- Anamnesi medica, compresa l'anamnesi chirurgica e psichiatrica.
- Anamnesi familiare, per identificare eventuali potenziali malattie genetiche.
- Farmaci (compresi quelli da banco), integratori, uso di droghe illecite e potenziali esposizioni tossiche.
- Determinanti sociali della salute e fattori di rischio per complicanze durante la gravidanza.
L'anamnesi ostetrica di base è documentata in un formato specifico, notando gravidanza e parità. La gravidanza è il numero di gravidanze confermate; "gravida" è un termine per una persona che ha avuto almeno una gravidanza. La parità (P) è il numero di parti a ≥ 20 settimane di gestazione. I numeri per la parità sono registrati insieme ad altri esiti della gravidanza: parti a termine (≥ 37 settimane), parti pretermine (≥ 20 e < 37 settimane), aborti (comprese le perdite spontanee di gravidanza a < 20 settimane, aborti indotti, gravidanze ectopiche, o gravidanze molari) e bambini vivi. La gravidanza multipla è conteggiata come 1 gravidanza in termini di gravidità e per tutti i numeri di parità, con l'eccezione dei bambini viventi (p. es., per una donna che ha avuto una gravidanza singola e una gravidanza gemellare e i cui bambini sono tutti vivi, questo è indicato come 3).
In questo formato di documentazione, i numeri sono registrati come: G (numero di gravidità) P (numero di parità, indicato come 4 numeri per le gravidanze a termine, gravidanze pretermine, aborti e bambini viventi). Per esempio, l'anamnesi di una paziente che ha avuto 1 parto a termine, 1 serie di gemelli nati a 32 settimane, 1 aborto spontaneo e 1 gravidanza ectopica è documentata come G4 P1-1-2-3.

Esame Obiettivo in Gravidanza
Viene dapprima eseguito un esame obiettivo generale, compresa la determinazione della pressione arteriosa, di altezza e peso. La pressione arteriosa e il peso devono essere misurati a ogni visita prenatale. Un campione di urina viene raccolto e controllato con una striscia reattiva delle urine per la ricerca di proteine e reperti compatibili con un'infezione.
Nell'esame ostetrico iniziale, viene eseguito un esame pelvico completo per stimare l'età gestazionale in base alle dimensioni dell'utero, verificare la presenza di anomalie uterine (p. es., leiomioma) o di dolorabilità, verificare la presenza di lesioni, secrezioni o sanguinamento e ottenere campioni cervicali per il test. L'esame pelvico è di solito ripetuto solo se sono presenti sintomi (p. es., sanguinamento o perdite vaginali, dolore pelvico). A partire da 37 settimane circa, si può eseguire un esame cervicale digitale sterile per verificare la presenza di dilatazione e di accorciamento cervicali.
L'età gestazionale può essere stimata dall'esame obiettivo, anche se queste stime sono imprecise e la data presunta del parto deve essere determinata sulla base dell'ultimo ciclo mestruale e delle misurazioni ecografiche. L'approccio abituale è il seguente:
- < 12 settimane: l'età gestazionale è stimata sulla base delle dimensioni dell'utero all'esame pelvico bimanuale. Tradizionalmente, una guida generale è che un utero gravido di 6 settimane si percepisce come una piccola arancia, a 8 settimane come un'arancia grande e a 12 settimane come un pompelmo; la precisione può migliorare con l'esperienza clinica.
- 12 settimane: il fondo uterino è palpabile a livello della sinfisi pubica.
- 16 settimane: il fondo uterino si trova a metà tra il livello della sinfisi pubica e l'ombelico.
- 20 settimane: il fondo uterino si trova a livello dell'ombelico.
- > 20 settimane: la misurazione dalla sinfisi pubica al fondo in centimetri si correla approssimativamente con l'età gestazionale.

L'esame obiettivo per stimare l'età gestazionale non è accurato in presenza di altre cause di aumento di volume uterino, come il leiomioma uterino o la gestazione multipla. Alla fine del terzo trimestre, la palpazione del feto attraverso l'addome viene utilizzata per valutare la posizione fetale e stimare il peso fetale. La frequenza cardiaca fetale viene misurata ad ogni visita. Tradizionalmente, la pelvimetria clinica è eseguita per stimare la capacità pelvica; tuttavia, è raramente utilizzata nella pratica clinica attuale perché non ha dimostrato di essere più efficace di una prova di travaglio nel predire la modalità del parto.
Riconoscere i Segni: Sintomi e Diagnosi della Gravidanza
Comprendere i sintomi e i metodi di diagnosi della gravidanza è cruciale per un intervento tempestivo e una corretta gestione prenatale.
Sintomatologia Tipica
La gravidanza può causare un ingrossamento del seno e una sensazione lievemente dolente a causa dell'aumento dei livelli di estrogeni (principalmente) e di progesterone, simile all'ingrandimento del seno premestruale. Una nausea, associata a vomito, può verificarsi a causa dell'aumento della secrezione di estrogeni e della subunità beta della gonadotropina corionica umana (beta-hCG), prodotti dalle cellule sinciziali della placenta a partire da 10 giorni dopo la fecondazione. Molte donne in questo periodo si sentono affaticate e qualcuna nota un gonfiore addominale molto precocemente. Le donne, in genere, cominciano a percepire i movimenti fetali tra la 16a e la 20a settimana di gestazione. Durante la gravidanza avanzata, un edema degli arti inferiori e vene varicose sono comuni; la causa principale è la compressione della vena cava inferiore dall'utero aumentato di volume.
Diagnosi Confermata
Solitamente l'urina e, occasionalmente, gli esami del sangue vengono utilizzati per confermare o escludere la gravidanza; i risultati sono tipicamente accurati alcuni giorni prima di un ciclo mestruale e spesso già alcuni giorni dopo il concepimento.
La gravidanza può anche essere confermata con altri reperti, tra cui:
- Presenza di un sacco gestazionale nell'utero, visualizzato con l'ecografia intorno alla 4a-5a settimana e tipicamente corrispondente a un livello di beta-hCG sierica di circa 1500 mUI/mL (un sacco vitellino è solitamente visibile all'interno del sacco gestazionale dalla 5a settimana).
- Movimento cardiaco fetale visualizzato all'ecografia già da 5 a 6 settimane.
- Rumori cardiaci fetali, uditi con l'ecodoppler portatile già alla 8a-10a settimana se l'utero è accessibile per via addominale.
- Movimenti fetali percepiti dal medico esaminatore dopo la 20a settimana.
Le Presentazioni e Posizioni Fetali: Una Panoramica Ostetrica
Verso la fine della gravidanza, il feto si sposta in posizione per il parto. Comprendere la presentazione e la posizione del feto è fondamentale per valutare il processo del travaglio e la modalità del parto. I termini che descrivono il feto in relazione all'utero, alla cervice e alla pelvi materna sono:
- Presentazione fetale: parte fetale che ricopre l'ingresso pelvico materno; vertice (cefalico), volto, fronte, podalica, spalla, funicolare (cordone ombelicale), o composta (più di una parte, p. es., spalla e mano).
- Posizione fetale: relazione della parte presentata con un asse anatomico; per la presentazione del vertice, occipitale anteriore, occipitale posteriore, occipitale trasversa.
- Situazione fetale: relazione del feto con l'asse lungo dell'utero; longitudinale, obliqua o trasversale.
La normale situazione del feto è longitudinale, la presentazione normale è di vertice (prima la testa), e l'occipitale anteriore (rivolta verso la colonna vertebrale della paziente incinta) è la posizione più frequente, con il viso e il corpo angolati su un lato e il collo flesso.
Anomalie e Gestione
Possono verificarsi anomalie di posizione o di presentazione fetale a causa di sproporzione fetopelvica (feto troppo grande per l'ingresso pelvico), anomalie congenite fetali, anomalie strutturali (p. es., fibromi, sinechie), o gestazione multipla. È meglio rilevare una situazione o una presentazione anomala del feto prima del parto. Durante le cure prenatali di routine, i medici valutano la situazione e la presentazione fetale mediante esame obiettivo nel tardo terzo trimestre. Un'ecografia può anche essere eseguita.

Diversi tipi comuni di situazione o di presentazione anomale sono:
- Situazione Trasversa: La posizione fetale si dice trasversa quando l'asse lungo del feto è obliquo o perpendicolare anziché parallelo all'asse lungo materno. La situazione trasversa è spesso accompagnata dalla presentazione della spalla, che richiede un parto cesareo.
- Presentazione Podalica: Esistono diversi tipi: podalica franca (fianchi fetali flessi e ginocchia estese), podalica completa (il feto sembra seduto con le cosce e le ginocchia flesse), e presentazione di piede singola o doppia (una o entrambe le gambe sono completamente estese e si presentano prima delle natiche). La presentazione podalica rende difficile il parto, principalmente perché la parte presentata non permette una buona dilatazione. La testa, la parte con il diametro maggiore, può quindi essere intrappolata durante il parto. Inoltre, la testa bloccata del feto può comprimere il cordone ombelicale, causando un'ipossiemia fetale. I fattori predisponenti includono travaglio pretermine, gestazione multipla, anomalie uterine e anomalie fetali. In caso di parto vaginale, la presentazione podalica può aumentare il rischio di prolasso del cordone ombelicale, trauma da parto e decesso perinatale. Se viene rilevata una presentazione podalica, la versione cefalica esterna a volte può portare il feto alla presentazione di vertice prima del travaglio, di solito a 37 o 38 settimane. Questa tecnica prevede una leggera pressione sull'addome materno per riposizionare il feto; una dose di tocolitico a breve durata d'azione può aiutare. Per una situazione o una presentazione anomala persistente, il parto cesareo viene di solito eseguito a 39 settimane o quando la donna si presenta in travaglio.
- Presentazione di Faccia o di Fronte: Nella presentazione di faccia, la testa è iperestesa, e la posizione viene definita dalla posizione del mento. Quando il mento è posteriore, la rotazione della testa è più difficoltosa, con minori probabilità di parto vaginale e probabile parto cesareo. La presentazione di fronte spesso si converte spontaneamente in presentazione di vertice o di faccia.
- Presentazione con Occipite Posteriore: La posizione anomala più frequente è quella con occipite posteriore. Il collo fetale è solitamente un po' flesso; in questo caso, attraverso il bacino deve passare una porzione del capo con diametro maggiore. I progressi possono arrestarsi nella seconda fase del travaglio. Spesso è necessario un parto operativo vaginale o un parto cesareo.
Esami di Laboratorio e Screening Essenziali per la Salute Materno-Fetale
La valutazione prenatale comprende esami del sangue, esami delle urine, prelievi cervicali, ecografia, e talvolta altri esami. Gli accertamenti di laboratorio iniziali sono accurati; alcuni esami ematochimici devono essere ripetuti nelle successive visite di controllo.

Screening Iniziali
I test di routine valutano l'anemia, la proteinuria e le malattie infettive che possono influenzare lo sviluppo fetale o la salute materna. La proteinuria prima delle 20 settimane di gestazione suggerisce una malattia renale. La proteinuria dopo 20 settimane di gestazione può indicare preeclampsia. Le pazienti con qualsiasi conta di colonie di streptococco di gruppo B in un'urinocoltura in qualsiasi momento durante la gravidanza devono essere sottoposte a profilassi antibiotica al momento del parto, suggerendo una forte colonizzazione vaginale-rettale.
Il gruppo sanguigno e gli alloanticorpi vengono controllati poiché le donne con sangue Rh-negativo sono a rischio di sviluppare anticorpi Rh(D) (se precedentemente esposte a sangue Rh-positivo). Se il padre è Rh-positivo, il feto può anche essere Rh-positivo, e gli anticorpi materni anti-Rh(D) possono attraversare la placenta e causare una malattia emolitica del feto. I livelli di anticorpi anti-Rho(D) devono essere misurati in gravidanza al momento della visita prenatale iniziale, e nelle pazienti con sangue Rh-negativo, di nuovo verso la 28a settimana.
Screening del Diabete Gestazionale
Generalmente, tutte le donne sono sottoposte a screening per la ricerca di diabete gestazionale tra la 24a e la 28a settimana con un test orale di tolleranza al glucosio. Tuttavia, se le donne hanno significativi fattori di rischio per il diabete di tipo 2 non diagnosticato, devono essere sottoposte a screening durante il primo trimestre con una glicemia casuale o a digiuno e misura dell'HbA1C. Questi fattori di rischio comprendono una combinazione di obesità e di uno o più dei seguenti fattori: inattività fisica, parente di primo grado con diabete, razza o etnia associati ad aumentato rischio (p. es., afroamericano, latino, nativo americano, asiatico americano, nativo delle isole del Pacifico), e diabete gestazionale o un neonato macrosomico in anamnesi.
Altri Screening
Specifici disturbi ostetrici e non ostetrici nelle donne in gravidanza sono discussi altrove nel Manuale.
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