Recupero della Fertilità Maschile dopo l'Operazione di Varicocele: Una Guida Completa

L’infertilità, sia nell’uomo che nella donna, è definita come l’incapacità di concepire entro un anno di rapporti sessuali non protetti. Questa condizione può essere classificata come primaria, quando la coppia non è mai stata fertile, o secondaria, se si è stati in precedenza fertili. Normalmente, la possibilità di raggiungere lo stato di gravidanza è del 20-25% durante il primo mese, per poi incrementare fino a superare il 90% dopo un anno. Tuttavia, esistono specifiche condizioni che possono influenzare negativamente la fertilità maschile. Una delle cause più significative di infertilità maschile è il varicocele, una patologia che, pur essendo spesso asintomatica, è un riscontro comune nelle diagnosi di infertilità. Comprendere appieno questa condizione, i suoi meccanismi, la diagnosi e le opzioni terapeutiche, in particolare l'intervento chirurgico, è fondamentale per molti uomini e coppie che desiderano concepire.

Cos'è il Varicocele e Come Si Lega all'Infertilità Maschile

Il varicocele è definito come una dilatazione anomala e patologica delle vene del cosiddetto "plesso pampiniforme", strutture venose che normalmente drenano il sangue dai testicoli in addome. Può essere paragonato alle vene varicose delle gambe, ma questa volta riguarda le vene testicolari. Si assiste ad un reflusso anomalo di sangue dalla vena renale sinistra verso il testicolo, con conseguente ristagno di sangue e di cataboliti (sostanze nocive per il testicolo) e aumento della temperatura a livello testicolare. Questa dilatazione comporta un’alterazione circolatoria locale del testicolo e quindi un danno al testicolo stesso.

Tali fattori, e altro, possono compromettere la spermatogenesi e la qualità degli spermatozoi prodotti dal testicolo, portando a difficoltà riproduttive. Il varicocele provoca un aumento della temperatura dei testicoli e anche una riduzione dell’ossigenazione del testicolo, che influisce sulla produzione di sperma e sulla sua qualità, causando problemi di fertilità maschile. Inoltre, esso può comportare alterazioni dello spermiogramma, ridotto volume testicolare e diminuita funzionalità delle cellule che producono testosterone (le cellule di Leydig). La correzione del varicocele tramite microchirurgia è associata ad una importante miglioria dei valori ematici del Testosterone. Pertanto, una percentuale considerevole di uomini con varicocele (dopo che sono state escluse altre cause) può mostrare parametri seminali alterati.

Anatomia del varicocele e del plesso pampiniforme

È documentato come il varicocele sia strettamente correlato all’infertilità maschile sia primaria che secondaria. La sua prevalenza è stimata tra il 21% e il 41% nella popolazione generale e raggiunge valori anche superiori, fino al 81%, negli uomini con problemi riproduttivi. Nella popolazione generale, si stima che l’incidenza del varicocele vari tra il 4,4% e il 22,6%. Sebbene l’esatto meccanismo dell’effetto del varicocele sulla fertilità maschile sia una questione molto dibattuta, in generale i dati degli ultimi studi sembrano dimostrare che il varicocele influisce negativamente sul processo di formazione e maturazione degli spermatozoi (spermatogenesi). Il varicocele solitamente interessa in maniera prevalente il testicolo sinistro per motivi anatomici legati all’inserzione della vena testicolare nella vena renale sinistra. Nonostante la sua frequenza, molti uomini non ne conoscono l’esistenza fino a quando non hanno difficoltà a concepire.

Sintomi e Quando Sospettare un Varicocele

Il varicocele è spesso asintomatico nella maggior parte dei casi. Molti uomini non ne conoscono l’esistenza fino a quando non hanno difficoltà a concepire. Tuttavia, in alcuni casi possono comparire segni quali: dolore ai testicoli, dilatazione delle vene dello scroto, una sensazione di pesantezza nello scroto, o una massa palpabile nel testicolo, soprattutto quando si sta in piedi. Nei casi più gravi, può anche verificarsi una riduzione delle dimensioni dei testicoli. A volte può provocare dolore al testicolo, soprattutto quando si sta in piedi o si fa esercizio fisico, ma, nella maggior parte dei casi, ci si accorge di esserne affetti perché la coppia non riesce a procreare.Di fronte a pazienti con valutata compromissione riproduttiva, l’andrologo deve porre attenzione anche alla possibile presenza di varicocele. È importante rivolgersi a uno specialista se si nota uno di questi sintomi, soprattutto se si sta cercando una gravidanza.

La Diagnosi del Varicocele: Passaggi Fondamentali

La diagnosi di varicocele richiede un accurato esame da parte di personale medico specializzato, come un andrologo professionista o uno specialista in medicina della riproduzione.Il primo passo è sicuramente una visita clinica. Lo specialista effettua inizialmente un’attenta anamnesi del paziente, per rilevare l’eventuale manifestazione di sintomi riconducibili a problematiche riproduttive o di alterazioni a livello testicolare. A ciò segue l’esame obiettivo attraverso palpazione bilaterale dei testicoli, sia a riposo che eseguendo la manovra di Valsalva, utile ad evidenziare dilatazioni venose.La manovra di Valsalva (MV), che provoca una riduzione del ritorno venoso e del flusso ematico dal testicolo al resto del corpo, consente allo specialista durante l’esecuzione della manovra di evidenziare quelle forme di varicocele non evidenti ad occhio nudo. Questa pratica diventa quindi utile per l’individuazione di varicocele anche di grado lieve, non sempre evidenti durante la sola palpazione a riposo.

Manovra di Valsalva, Semplice quanto andare in bagno! - Spiegazione

A seconda della facilità con cui viene rilevato il flusso sanguigno, il varicocele viene classificato in tre gradi principali:

  • Grado 1: è il più difficile da diagnosticare, poiché viene rilevato solo quando si applica una pressione addominale.
  • Grado 2: si osserva un aumento delle dimensioni delle vene mediante la palpazione del testicolo.
  • Grado 3: le vene dilatate sono visibili a occhio nudo, senza bisogno di palparle.

Nei casi in cui l’esame fisico non è conclusivo, si possono utilizzare tecniche come l’ecografia o gli ultrasuoni per confermare la dilatazione dei vasi. L’ecografia testicolare combinata con l’ecografia Doppler, in grado di visualizzare con precisione la dilatazione delle vene del plesso pampiniforme e la direzione anomala del flusso ematico, è definita una prova “satellite” e non obbligatoria/necessaria almeno inizialmente. L’ecografia con color Doppler è necessaria non solo per la conferma diagnostica, ma anche per una corretta e precisa valutazione del grado del reflusso venoso.

Per verificare l’eventuale danno al sistema riproduttivo, va invece fatto uno spermiogramma. L’esecuzione dello spermiogramma è sempre consigliata, sia per valutare lo stato di fertilità di un maschio non in cerca di prole, che per valutare l’impatto del varicocele sulla fertilità maschile. L’analisi dello sperma è un test diagnostico utilizzato per valutare la qualità del liquido seminale. Questo studio analizza le caratteristiche macroscopiche, come il volume, la viscosità e il pH, e gli aspetti microscopici, come il numero di spermatozoi (oligospermia), la loro mobilità (astenospermia) e la loro morfologia (teratozoospermia). Per stabilire se il varicocele è la causa della difficoltà di concepimento, si possono eseguire esami come l’analisi dello sperma, che valuta la qualità degli spermatozoi. L’integrità della cromatina spermatica è un requisito fondamentale per la fertilità maschile, ma non è rilevabile con lo spermiogramma. Una eccessiva frammentazione del DNA spermatico riduce le probabilità di concepimento naturale e con PMA di I livello.

Una volta che la visita medica abbia evidenziato un probabile varicocele, è necessario effettuare un’ecografia testicolare con ecodoppler e un esame del liquido seminale per meglio comprendere quale sia il grado. La diagnosi precoce è fondamentale per intervenire tempestivamente con le migliori terapie disponibili presso un centro andrologico italiano.

Varicocele e Infertilità: Le Opzioni di Trattamento

Il trattamento del varicocele associato a infertilità maschile risulta indicato al fine di migliorare la qualità degli spermatozoi e potenziarne la capacità fecondativa. Tra le varie opzioni disponibili, per trattare un varicocele esistono diverse metodiche. Tra le principali troviamo la varicocelectomia microchirurgica, considerata lo standard per efficacia e basso tasso di recidiva, e l’embolizzazione o scleroembolizzazione, tecniche radiologiche meno invasive, frequentemente utilizzate. La microchirurgia per correzione del varicocele attualmente rappresenta il gold standard, grazie ai numerosi vantaggi dimostrati dalla letteratura scientifica.

Metodologie di trattamento del varicocele

Nonostante sia un dogma che resiste da molti decenni, secondo cui molte linee guida andrologiche ed urologiche sconsigliano la correzione chirurgica, asserendo una irreversibilità del danno provocato dal varicocele inveterato, la moderna andrologia opera il varicocele per correggere l’eccesso di radicali liberi e quindi la perossidazione della membrana plasmatica degli spermatozoi, per ristabilire una normale reazione acrosomiale e per ridurre la frammentazione del DNA spermatozoario. Tra il 40% e il 70% degli uomini con varicocele ha una ridotta capacità di generare sperma. Il varicocele non va sempre operato. Tuttavia, come spiega il Dott. Martínez Moro, “gli uomini che si sottopongono a un intervento chirurgico per correggere il varicocele possono vedere un miglioramento significativo nella qualità del loro sperma, aumentando le possibilità di ottenere una gravidanza”.

La Microchirurgia per il Varicocele: Il Gold Standard e i Suoi Vantaggi

Il trattamento più comune per il varicocele è la chirurgia, nota come varicocelectomia. Questa procedura consiste nel legare le vene interessate per reindirizzare il flusso sanguigno verso le vene sane.L’intervento ambulatoriale in anestesia locale prevede un’incisione di circa 3 cm per isolare chirurgicamente il funicolo spermatico/cordone testicolare e, mediante l’utilizzo di un microscopio, riconoscere e preservare strutture anatomiche nobili dalle vene varicose che saranno da trattare. Gli studi clinici rivelano che dopo operazione varicocele eseguita con tecnica microchirurgica, il tasso di gravidanze spontanee raggiunge il 41%, superiore di oltre 10 punti percentuali rispetto ad altre tecniche. Anche il rischio di recidiva è risultato nettamente più basso, inferiore all’1%, mentre le complicazioni post-operatorie sono minime e facilmente trattabili (tra lo 0 ed il 4%) con misure locali quali slip (indumenti intimi non larghi), ghiaccio e comuni antinfiammatori per os.

Il Dottor Marco Cosentino, specialista in medicina della riproduzione, è in grado di valutare l’entità del disturbo ed individuare la terapia più indicata per ciascun paziente. Da 15 anni si effettuano interventi in day-hospital, utilizzando l’anestesia locale o la sedazione profonda (la stessa utilizzata per prelevare gli oociti per la ICSI). Ad oggi sono stati eseguiti 1.700 interventi senza avere una sola complicazione. Nessun paziente ha contattato nel post-operatorio per dolore o altri problemi. La tecnica mininvasiva subinguinale utilizzata non contempla incisione di muscoli o fasce tendinee, quindi un’attività lavorativa sedentaria può riprendere entro 2-3 giorni, a differenza dei 5-7 giorni per lavori pesanti. L’attività sessuale e sportiva può essere ripresa dopo 7-10 giorni. La durata media dell’intervento è di 13 minuti; il paziente si alza per urinare e mangiare a distanza di 90 minuti dal termine dell’intervento e lascia l’Ospedale dopo 3 ore.

Recupero della Fertilità Post-Intervento: Tempistiche e Aspettative

Una delle più suggestive leggende metropolitane è quella che induce le coppie a rinunciare all’intervento per non “perdere tempo” rispetto ad altre procedure riproduttive. Innanzitutto l’intervento chirurgico viene praticato in anestesia locale o in sedazione profonda (la stessa utilizzata per prelevare gli oociti per la ICSI), e queste anestesie non provocano alcun danno gonadico (nella donna e nell’uomo). Ma il dato più clamoroso è che la maggioranza delle gravidanze spontanee avviene entro i primi 6 mesi dopo l’intervento. Pertanto il miglioramento della capacità fecondante degli spermatozoi avviene in tempi rapidissimi. Questo non è necessariamente associato all’incremento del numero degli spermatozoi o della motilità.Dopo l’intervento, i parametri seminali tendono a migliorare nell’arco di 3-6 mesi, ovvero in corrispondenza di uno-due cicli di spermatogenesi. Secondo studi di settore, questo avviene nel 60-80% dei pazienti, con conseguente aumento del tasso di gravidanza fino al 69% entro due anni dal trattamento. “La chirurgia di solito migliora la qualità dello sperma entro tre-sei mesi nel 90% dei casi, aumentando le possibilità di gravidanza”, spiega il Dott. Martínez Moro. Il recupero è comunque sempre un processo individuale.

Varicocele e Età: L'Importanza della Diagnosi Precoce e dell'Intervento Tardivo

La domanda, dunque, è lecita: dopo quanto tempo il varicocele rende sterili? Sostanzialmente non esiste una risposta definitiva. Non esiste una tempistica fissa, prestabilita, eguale per tutti: la progressione verso l’infertilità è lenta e variabile. Molti uomini possono rimanere fertili per anni, nonostante un varicocele cronico, presente sin dall’adolescenza. Conoscerne i tempi e prima ancora i meccanismi di sviluppo, è quindi importante per preservare la fertilità, e intervenire tempestivamente. Trattare entro i 38-40 anni consente di avere migliori risultati in termini di miglioria dei parametri seminali. Tuttavia, il rischio di problemi, dovuti al deterioramento seminale, aumenta con l’avanzare dell’età ed in presenza di una condizione di varicocele di grado elevato.Non bisogna però disperare. Uno studio scientifico ha dimostrato come anche dopo i 40 anni, la correzione chirurgica di tale problema può aumentare la probabilità di un concepimento spontaneo dal 21% al 49%. Zini et al (2007) hanno studiato pazienti infertili con varicocele di età superiore a 40 anni. Una parte dei pazienti si è sottoposta a correzione chirurgica di varicocele mentre la restante si è rifiutata. I risultati in termini di gravidanza spontanea sono risultati clamorosamente favorevoli tra gli operati (49% vs. 15%). Anche nella nostra casistica i pazienti affetti da varicocele e di età compresa tra 36 e 48 anni hanno ottenuto gli stessi risultati in termini di miglioramento seminale (ovvero almeno il quadruplicamento del numero totale di spermatozoi con motilità progressiva) rispetto ai pazienti con meno di 36 anni (Negri L and Levi Setti PE, J Androl.). Questo dato conferma che la fertilità può essere preservata o recuperata, anche in età adulta.

Grafico tassi di gravidanza post-varicocelectomia per età

Oltre il Varicocele: Altre Cause di Infertilità Maschile e Soluzioni Avanzate

In alcuni casi, l'infertilità maschile può essere ricondotta ad altre cause, come l'azoospermia, ovvero l'assenza di spermatozoi nello sperma. L’azoospermia può essere di due tipi principali:

  1. Azoospermia ostruttiva (OA): In questi casi, la produzione di spermatozoi è sostanzialmente normale ma un’ostruzione dei canali spermatici rende impossibile il loro transito nello sperma. Alcune possono essere legate a malformazioni delle vie seminali (come nelle mutazioni del gene della fibrosi cistica, oppure quando residui dell’apparato genitale femminile, che si trovano lungo i canali spermatici, non sono regrediti completamente ed ostacolano il passaggio dello sperma). Altre forme possono essere l’esito di infiammazioni/infezioni/traumi/interventi chirurgici che hanno ostruito i canali spermatici. I casi tipici sono le infezioni a trasmissione sessuale contratte in gioventù, le prostatiti o le “cistiti”, gli interventi chirurgici per ernia inguinale (frequenti) o idrocele (frequenti). Fatti salvi casi molto rari, dove è possibile ricanalizzare le vie seminali e quindi ripristinare la fertilità spontanea, il 99% di questi pazienti può realisticamente sognare di avere un figlio con la ICSI perché il 99% di loro ha spermatozoi nei testicoli.
  2. Azoospermia secretoria o non ostruttiva (NOA): Rappresentano l’altra faccia del problema, perché non ci sono ostruzioni ma esiste un problema nella “fabbrica” degli spermatozoi. Questo può essere secondario ad eventi patologici come le torsioni dei testicoli, la tardiva discesa dei testicoli nella borsa scrotale (discesa spontanea o indotta con farmaci ormonali in epoca infantile, o con intervento chirurgico di orchipessi); oppure l’orchite parotitica (da “orecchioni”), le chemio-radioterapie per pregressi tumori (leucemie, linfomi, neoplasie ossee), l’assunzione cronica di particolari farmaci (anti-rigetto per trapianti; farmaci per malattie autoimmuni). Il 50% di questi pazienti può realisticamente sognare di avere un figlio con la ICSI perché il 50% di loro ha spermatozoi nei testicoli e questi possono essere recuperati e crioconservati con la TESE. Tutto dipende da un semplice esame del sangue e dall’età della partner: se il dosaggio del FSH è inferiore a 7.6 mu/ml e la partner non supera i 40 anni ci sono buone possibilità, perché le probabilità di trovare spermatozoi nei testicoli (TESE) e di avere un buon numero di ovociti dopo stimolazione ovarica sono ancora accettabili. Però bisogna rinunciare al sogno di avere un figlio in modo naturale. Nei pazienti che hanno un’azoospermia ostruttiva (FSH inferiore a 7.6 mu/ml, testicoli di buon volume) e una moglie giovane, o con una buona riserva ovarica, le probabilità sono molto elevate. Se l’FSH maschile è alto e la partner è giovane abbiamo realisticamente il 50% delle probabilità di avere un figlio.

Diagramma di flusso diagnosi e trattamento azoospermia

Per i casi di azoospermia, la TESE (Testicular Sperm Extraction) è una procedura cruciale. Quando il paziente non ha spermatozoi nel seme (5-10% dei casi), oppure quando non riesce ad eiaculare per motivi psicologici, o ancora quando il paziente è già stato sottoposto a chemioterapia e chirurgia senza aver prima crioconservato il seme, è possibile ricorrere ad un piccolo intervento chirurgico (biopsia testicolare) che consente di estrarre e crioconservare spermatozoi. L’intervento si esegue in day hospital, anestesia locale o sedazione profonda e dura da 10 a 30 minuti. È una tecnica in espansione e dati preliminari riportano la possibilità di identificare spermatozoi in circa il 50% dei casi.

Sono state finora descritte diverse tecniche di prelievo di spermatozoi. Alcune per recuperare spermatozoi dai testicoli (TEFNA, TESE, microTESE), altre dagli epididimi (PESA, MESA). La TESE è utilizzabile in tutte le forme di azoospermia; è necessaria nelle NOA; consente il recupero e la crioconservazione del maggior numero possibile di spermatozoi. È ripetibile. Consente l’esecuzione di un esame istologico testicolare (per stabilire con chiarezza la causa dell’azoospermia ma principalmente per intercettare neoplasie testicolari occulte che nei pazienti NOA ammonta al 2.4%) (McLachlan et al., 2007). Trattandosi di una procedura chirurgica in regime di day-hospital è costosa, e il costo è giustificato dal trattamento del Laboratorio Embriologico che seleziona e crioconserva gli spermatozoi. Per questo motivo poche strutture sanitarie nazionali ne garantiscono l’esecuzione con il Sistema Sanitario Nazionale. La struttura Ospedaliera dove operano i nostri specialisti garantisce tale procedura con il SSN.Nel periodo 2003-2011, il gruppo di Humanitas ha eseguito 1142 TESE presso il Fertility Center di Humanitas. Il tasso di recupero di spermatozoi nei pazienti NOA risulta essere significativamente più elevato in questo Centro rispetto a quelli estrapolati dalla recente review di Donoso et al., 2007) (Humanitas 381/654 vs 24 studi clinici da Pubmed 909/1838, p=0.0001).

Le Tecniche di Riproduzione Assistita (PMA) come Supporto

Nei casi in cui il trattamento chirurgico non sia sufficiente o l’intervento non sia desiderato, o ancora quando la gravità della condizione lo richiede, le tecniche di riproduzione assistita (PMA) offrono ottimi risultati e rappresentano ottime alternative.È classificata come “infertile” o “subfertile” la coppia che non ottiene un concepimento dopo 12 mesi di rapporti liberi e non protetti. L'infertilità idiopatica o inspiegata si ha quando gli accertamenti non sono stati in grado di evidenziare una o più cause specifiche. La specie umana non è molto fertile; si calcola che, per la donna, la possibilità di essere fecondata, se ha un rapporto nel periodo fertile, non superi il 25% e questa probabilità decresce con l’età dei partner. Secondo le linee guida dell’American Society for Reproductive Medicine, è giustificato iniziare accertamenti per determinare la presenza di uno o più ostacoli al concepimento solo dopo almeno 12 mesi di rapporti liberi e non protetti.

Le tecniche di PMA si suddividono in vari livelli:

  • 1° livello: comprende le metodiche che hanno come obiettivo quello di aumentare la probabilità di concepire cercando di ottenere una fecondazione “in vivo”, ossia all’interno del corpo femminile. L’inseminazione intrauterina (IUI o Intrauterine Insemination) è una metodica nella quale, dopo aver stimolato l’ovulazione con farmaci contenenti ormone follicolo-stimolante e aver monitorato ecograficamente e a volte con prelievi ormonali lo sviluppo dei follicoli, si deposita lo sperma del partner (opportunamente trattato e “capacitato”) direttamente in cavità uterina, al fine di favorire l’incontro con i gameti femminili (ovociti).
  • 2°- 3° livello: si tratta della fecondazione in vitro (FIVET). Con questa procedura, l’incontro tra ovocita e spermatozoo, e quindi la fecondazione, avviene al di fuori del corpo umano, in laboratorio. Dopo aver indotto un’ovulazione multipla attraverso la stimolazione delle ovaie, si procede al prelievo degli ovociti (pick-up ovocitario). Lo stesso giorno del prelievo degli ovociti il partner maschile procede alla raccolta del liquido seminale. La FIVET, la fecondazione in provetta con trasferimento degli embrioni in utero: il liquido seminale preparato viene messo in provetta assieme agli ovociti (max 3) prelevati dalle ovaie della partner precedentemente sottoposta a stimolazione ovarica.
    • ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo): è la microiniezione di un singolo spermatozoo direttamente all’interno della cellula uovo. È riservata ai casi in cui si teme che, con la semplice inseminazione dell’ovocita, ci possano essere problemi nell’ottenere la fecondazione. Dopo la fecondazione, gli ovociti sono tenuti in coltura nel laboratorio di embriologia.

Manovra di Valsalva, Semplice quanto andare in bagno! - Spiegazione

Gli elementi da tenere in considerazione nella scelta sono principalmente: l’età della partner, lo stato di fertilità della partner e la gravità delle alterazioni del liquido seminale.La possibilità di poter ricorrere, in condizione di grave e irreversibile impossibilità di concepire, ad una donazione di gameti maschili e/o femminili è in molte condizioni la sola possibilità di accesso ad una reale probabilità di gravidanza e di evoluzione favorevole della stessa. Questa possibilità è ora accessibile anche nel Nostro Paese, sebbene un Paese in cui la cultura della donazione è così poco sviluppata.

Preservazione della Fertilità: Una Prospettiva Futura

La crioconservazione del liquido seminale è una procedura semplice e scevra di rischi che è entrata a far parte della normale pratica clinica. Non vi sono limiti di età per eseguire la procedura. Il costo del servizio è per lo più standardizzato tra i Centri Lombardi e consiste in circa 200 euro per il congelamento e ulteriori 100 euro all’anno per il mantenimento. La crioconservazione delle provette di spermatozoi costa 200 euro all’anno. In Lombardia il trasporto degli spermatozoi in altri Centri costa 500 euro.

In caso di riscontro di patologia tumorale bisogna sempre informare i pazienti o i loro genitori che la chemioterapia o la radioterapia pelvica o gli interventi di chirurgia urologica per tumore testicolare o prostatico, di linfadenectomia o di chirurgia addominale possono determinare infertilità. L’infertilità può essere in alcuni casi riconducibile a un danno irreversibile della produzione di spermatozoi, oppure alla scomparsa dell’eiaculazione. Questo danno dipende dallo schema terapeutico chemio-radioterapico, dalle dosi impiegate o dal tipo di chirurgia. La severità del danno non è però prevedibile di preciso. I bambini pre-puberi sono meno esposti a questo rischio ma anche in questo gruppo uno su tre avrà problemi a concepire in età adulta. Proporre la crioconservazione del liquido seminale prima dell’inizio delle terapie o degli interventi è considerato un atto obbligatorio per il Medico.

La crioconservazione degli Ovociti consiste nel congelamento e successivo scongelamento degli ovociti maturi non utilizzati al prelievo degli ovociti. Dopo scongelamento e ICSI gli embrioni vengono trasferiti in utero. È un’eccellenza Italiana, Paese in cui questa metodica è stata sviluppata e ha trovato i maggiori campi di applicazione. Inizialmente pensata per la preservazione della fertilità in pazienti oncologiche, ha trovato applicazione nelle coppie infertili che avessero ostacoli etici al congelamento embrionario e per il lungo periodo (2004-2009) di divieto del congelamento embrionario e in questo momento per ridurre il numero di embrioni crioconservati.

Non vi sono tecniche di Fertility Preservation nel bambino prepubere. Sono in corso promettenti ricerche di base che puntano a isolare cellule staminali spermatogonali che potrebbero essere crioconservate e successivamente impiegate per ricolonizzare il testicolo. La TESE “in urgenza” (vale a dire entro una settimana) in pazienti oncologici che risultano azoospermici al momento della raccolta è disponibile presso l’Humanitas Fertility Center.

L'Importanza dell'Approccio Multidisciplinare e del Supporto Psicologico

La complessità dell'infertilità maschile, sia essa legata al varicocele o ad altre cause, richiede un approccio integrato e personalizzato. In caso di varicocele o comunque di infertilità, è utile rivolgersi ad un centro specializzato in medicina riproduttiva, come Raprui. Qui è possibile trovare un team multidisciplinare, che accompagna l’uomo e la coppia, in ogni fase del percorso diagnostico, fino all’eventuale nascita del bambino. Un varicocele, una volta individuato, può essere tenuto sotto controllo o trattato, e se questo non è possibile, si può ricorrere ad un percorso di fecondazione assistita: fare tutto in un’unica struttura, è l’ideale, dal punto di vista emotivo e per evitare perdite di tempo preziose. In caso di sospetta infertilità, basta visitare il sito della clinica e prendere un appuntamento, per una visita specialistica, spermiogramma ed ecocolordoppler.

Le cose sono un po’ diverse se sono osservate dal punto di vista psicologico. Fondamentalmente, l’ansia nasce tutta dalle stesse domande: andrà tutto bene? Riuscirò ad avere una gravidanza? Un bambino? Purtroppo è difficile stabilire a priori le probabilità che un trattamento vada a buon fine. Il compito degli specialisti in Medicina della Riproduzione, che sono ostetrico ginecologi che hanno acquisito speciali competenze in ambito riproduttivo, è non creare false aspettative, ma anche non spegnere giustificate speranze. In Vida Fertility, ogni caso viene analizzato in modo personalizzato per trovare la soluzione più adeguata.

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