L’esposizione che arriverà a Lugano al Centro esposizioni rappresenta un fenomeno culturale e scientifico di grande impatto, sulla scia di quanto già osservato a Milano, dove la mostra "Real Bodies" ha registrato un successo di pubblico superiore ai 100mila visitatori. Corpi umani in pose plastiche, artistiche, sportive. Corpi veri, di morti, interi o singoli organi: uno spettacolo impressionante, se così si può definire, quello della mostra ‘Real Bodies’ che dopo il successone di Milano arriva anche a Lugano. Tutto ciò è possibile grazie a una tecnica utilizzata da una ventina d’anni, quella della ‘plastinazione’ che prevede lo svuotamento dei corpi da tutti i liquidi, per una conservazione pressoché perfetta degli stessi. Una mostra “volta a raccontare la bellezza del corpo umano in tutte le sue sfaccettature anatomiche” scrive la società che promuove l’evento, la Gc events di Muralto.

A dispetto del contenuto un po’ lugubre, secondo i promotori la mostra, nove aree tematiche su oltre 1’800 metri quadrati, è un’occasione unica anche per tutti gli istituti scolastici di approfondire temi come la medicina, la biologia, la storia. La mostra è stata recentemente aggiornata per includere le ultime informazioni scientifiche sul Covid-19 nel tentativo di esaminare come SARS-CoV-2 influisca sui principali sistemi dell’anatomia umana, dalla respirazione alla circolazione.
La Tecnica della Plastinazione: Scienza e Conservazione
La plastinazione è un processo di conservazione dei tessuti biologici inventato e brevettato nel 1970 dall'anatomista tedesco Gunther von Hagens. Questa procedura prevede la sostituzione dei fluidi corporei (come acqua e lipidi) con polimeri siliconici, rendendo i campioni inodori, asciutti e in grado di durare indefinitamente senza decomporsi. Il processo permette una visione ravvicinata dell'anatomia umana che sarebbe impossibile con i metodi di conservazione tradizionali, come l'immersione in formalina.
I reperti plastinati consentono di osservare apparati complessi in tre dimensioni: dall'apparato scheletrico ai muscoli, fino agli organi interni, al cuore e al cervello. L'esperienza didattica offerta da queste esposizioni mira a trasformare il visitatore da utente passivo a esploratore attivo della propria "macchina" biologica, rendendo tangibile la complessità fisiologica.
Provenienza dei Corpi: Un Dilemma Etico Costante
A parte il contenuto in quanto tale, vi sarebbe tuttavia un aspetto controverso, che riguarda la provenienza dei corpi. La questione è da anni al centro di dispute fra associazioni di carattere umanitario o etico, e i promotori di esposizioni simili. Chi sono queste persone? Cosa è successo loro? Il sospetto avanzato pubblicamente - più volte smentito - è che i corpi esposti siano quelli di dissidenti cinesi, carcerati, giustiziati e poi finiti loro malgrado in una sorta di show. Vi è stato un consenso all’utilizzo della salma? E si può considerare, questo utilizzo, di tipo in qualche modo legato alla divulgazione scientifica?
Rispondere a quesiti simili, diciamolo subito, non è semplice. Alcune città hanno autorizzato l’evento, altre lo hanno vietato. In Svizzera si conoscono i casi di Losanna, dove l’evento è stato stoppato, e di Berna dove invece ha avuto regolarmente luogo. Occorre dire che vi sono più mostre di questo tipo, ovvero corpi trattati con plastinazione, ma gli organizzatori non sono necessariamente gli stessi.

Per quanto concerne l'esposizione di Lugano, la portavoce di Cf events, Ludovica Andreini, precisa che l’esposizione che verrà allestita è la stessa di Milano, mentre non ha direttamente a che fare con altri eventi simili organizzati nella Svizzera interna. A fornire il tutto è una azienda di New York, la Image Exhibitions; sempre la Cf assicura di essere in possesso di certificati riguardanti la provenienza delle salme, certificati che però non possono essere divulgati alla stampa.
Documentazione e Certificazioni: Il Ruolo delle Istituzioni
Fabio Schnellmann, capo dell’Ufficio Eventi e congressi presso la Città di Lugano, conferma che un documento sull’origine del ‘materiale’ esiste, e vi è traccia nella corposa documentazione che venne a suo tempo sottoposta al Municipio di Lugano. “Abbiamo reso attento il Municipio sulla problematica”. In pratica l’organizzatore ha fornito una certificazione sui corpi utilizzati per l’esposizione, in cui viene principalmente attestato che i corpi sono stati regolamentate utilizzati dalla Dalian Hoffen bio-tecnich in base alle disposizioni locali sui corpi non reclamati, dopo 30 rispettivamente 60 giorni dal decesso.
La società in questione, abbiamo appurato, è una società specializzata proprio nella plastinazione ed è situata nell’omonima città di Dalian, una metropoli cinese conosciuta per il suo porto petrolifero sul Mar Giallo. Si può di conseguenza supporre, ma non dedurre in modo certo, che i corpi siano in buona parte di defunti cinesi.
il corpo umano. Documentario
Le accuse di utilizzare corpi di prigionieri giustiziati inseguono da tempo esposizioni di questo genere, senza un esito certo. Numerose polemiche si trovano in rete, ne aveva per esempio parlato ‘Il Post’ riportando le accuse di dodici avvocati, professori e attivisti dei diritti umani in occasione di un evento che andò in scena in Australia. In particolare, gli attivisti contestavano la mancanza di documentazione che attestasse “la provenienza etica e legale di ogni corpo” e che d’altra parte la plastinazione, sviluppata negli anni 90, sarebbe poco compatibile con la necessità di conservazione legale dei corpi per almeno un mese. Sia come sia, prove certe a sostegno di queste teorie non sarebbero ancora emerse.
Il Percorso Educativo e l’Approccio "Edutainment"
"Real Bodies" si propone come un viaggio spettacolare, una visione sorprendente e innovativa, unica nel suo genere, del corpo umano. L'evento ha saputo informare e affascinare un pubblico eterogeneo, dalle scolaresche di ogni ordine e grado, a curiosi e appassionati, da giovani adulti a visitatori di ogni età e con background culturali differenti. Il percorso si snoda attraverso una serie di stazioni che analizzano il sistema osseo, il sistema muscolare, nervoso, circolatorio, digerente, respiratorio, urinario e riproduttivo, includendo anche l’evoluzione fetale.
Un aspetto centrale del format è la sensibilizzazione alla salute. Molto utile, in tal senso, è la presentazione degli organi danneggiati da cattive abitudini: il polmone annerito di un fumatore incallito, il fegato ingrossato dalla cirrosi, o le conseguenze di dipendenze da alcol e droghe. Questa componente didattica mira a rendere tangibili le conseguenze degli stili di vita scorretti, agendo come sprone per la prevenzione.

Il visitatore non è utente passivo, bensì viene accolto e immerso in una realtà "magica" e ammaliante. Alcuni degli esemplari sono disposti in modo da apparire nell'atto di eseguire varie attività, come giocare a poker o dirigere un'orchestra, cercando di umanizzare il reperto anatomico. L'esposizione, oltre alla parte anatomica, integra ricerche nei settori della cibernetica, del machine learning, dei dispositivi medici e della bio-meccanica, offrendo uno sguardo verso il futuro della medicina.
Analisi degli Embrioni e del Ciclo Vitale
Una sezione specifica della mostra è dedicata agli embrioni e alla fase fetale. In questo contesto, vengono presentati feti in vari stadi di sviluppo, spesso accompagnati da spiegazioni relative a interruzioni di gravidanza spontanee o condizioni patologiche. Questo segmento è frequentemente oggetto di dibattito, poiché tocca la sensibilità individuale, etica e religiosa del pubblico, ponendo domande sulla dignità dei resti umani, specialmente in una fase così delicata dello sviluppo.
Gli organizzatori sostengono che tali sezioni abbiano un valore puramente informativo, permettendo ai visitatori di comprendere le prime fasi della vita e le problematiche che possono occorrere durante la gestazione. Tuttavia, la presenza di resti di feti e bambini resta uno degli elementi più critici nelle valutazioni delle commissioni etiche locali, spingendo talvolta le autorità a limitare l'accesso o a richiedere controlli supplementari sulle origini del materiale esposto.
Impatto Sociale e Responsabilità Scientifica
La storia delle mostre di corpi plastinati è costellata di interventi di procure generali e commissioni anatomiche. Negli Stati Uniti, ad esempio, in seguito a inchieste giornalistiche su un presunto "mercato nero" di cadaveri in Cina, il Procuratore Generale di New York intervenne per regolamentare la pratica. Questi precedenti hanno spinto gli organizzatori moderni a dotarsi di certificazioni più rigorose, pur rimanendo spesso nel solco di una zona d'ombra documentale.
L'impatto di tali mostre non è solo di tipo informativo. Esse sollevano la questione del confine tra il diritto alla conoscenza scientifica e il rispetto per la salma. La "celebrazione del dinamismo" del corpo umano, come viene descritta dai promotori, deve necessariamente confrontarsi con l'atavica sacralità della morte. Il successo di pubblico, come evidenziato dai milioni di visitatori nel mondo, dimostra che esiste un interesse profondamente radicato per l'anatomia, una curiosità che va al di là del mero voyeurismo.

In ultima analisi, il visitatore che si inoltra nei vari spazi, tra apparati scheletrici, muscoli e sistemi complessi, si trova di fronte a una "macchina" quasi perfetta. La mostra non vuole essere solo un'esposizione statica, ma un catalizzatore di riflessioni sulla salute, sulla cura di sé e sulla consapevolezza della finitudine umana, in un percorso che cerca, seppur con tutte le cautele del caso, di conciliare l'esigenza di spettacolo con quella della divulgazione medico-scientifica.