Fin dai primi giorni di vita, le questioni relative all’aumento di peso e statura dei piccoli rivestono una grande importanza per ogni genitore. Il monitoraggio della crescita è un indicatore fondamentale di benessere, salute e sviluppo normale. Tuttavia, è essenziale che la bilancia non diventi fonte di preoccupazione non giustificata, spesso foriera della cosiddetta “medicalizzazione” del bambino, con richiesta di controlli specialistici ed indagini di laboratorio superflui. Il rallentamento della crescita e dell’aumento di peso, precedentemente nota come ritardo della crescita, è una diagnosi che viene presa in considerazione quando un bambino mostra un mancato aumento di peso o una crescita fisica non in linea con le aspettative, il che può potenzialmente portare a ritardi dello sviluppo e della maturazione.

Parametri di riferimento e curve di crescita
Durante il primo anno di vita, il peso e l’altezza vengono registrati in una cartella clinica ad ogni visita medica, in modo da assicurarsi che la crescita proceda regolarmente. I percentili sono un sistema per confrontare bambini della stessa età e del medesimo sesso. Ad esempio, se un bambino è nel 10° percentile di peso significa che, su 100 bambini della stessa età e del medesimo sesso, 90 pesano di più e 10 di meno. Anche se alcuni bambini sono più grandi e altri più piccoli, tutti si mantengono in genere allo stesso percentile nel corso della crescita.
Nel primo anno di vita, il neonato mediamente raddoppia il peso alla nascita verso il 5°- 6° mese e lo triplica ad un anno, mentre la statura aumenta del 50% rispetto alla lunghezza iniziale. Dopo il parto, dalla prima settimana fino ai tre mesi, i neonati dovrebbero aumentare di circa 150-200 grammi a settimana. Tuttavia, il concetto di crescita “normale” ha dei margini ampi e viene definito rispetto a dati statistici raccolti su un gran numero di soggetti. Il rallentamento della crescita è una possibile diagnosi quando il peso o l’indice di massa corporea scendono al di sotto del valore previsto o quando si osserva una diminuzione progressiva del percentile di peso, anche se il peso effettivo non è estremamente basso.

Fattori ambientali e sociali: le cause più comuni
Le cause del rallentamento della crescita e dell’aumento di peso sono riconducibili a disturbi medici e a una nutrizione non adeguata. I fattori ambientali e sociali rappresentano le cause più comuni di scarso nutrimento. Spesso, il problema deriva dall’assunzione di una quantità insufficiente di calorie. Situazioni di stress emotivo, traumi, trascuratezza o ambienti poco stimolanti possono influire sull’appetito del bambino, riducendo la quantità di cibo assunto.
Inoltre, alcune dinamiche familiari possono complicare l'alimentazione: i genitori possono non capire bene le tecniche per alimentare il bambino, preparare il latte artificiale in modo scorretto, oppure il bambino potrebbe avere difficoltà con l’allattamento che i genitori non sono in grado di gestire. Quando chi si prende cura del bambino ha bisogno di aiuto con le tecniche per alimentare il neonato e il bambino ha difficoltà con l’allattamento, possono verificarsi un rallentamento della crescita e dell’aumento di peso. In rari casi, le madri non producono latte a sufficienza o, in casi ancora più rari, il latte materno prodotto è ipocalorico.
L'impatto dei disturbi medici sulla crescita
A volte sono disturbi medici a causare un rallentamento della crescita e dell’aumento del peso. Patologie come la difficoltà a masticare o a deglutire (per esempio a causa di labioschisi o palatoschisi), il reflusso gastroesofageo, la stenosi esofagea o il malassorbimento intestinale possono compromettere la capacità del bambino di mangiare, trattenere, assorbire e digerire il cibo. Anche i disturbi alimentari possono causare un rallentamento della crescita.
Altre cause mediche includono infezioni, tumori, disturbi metabolici o ormonali (come il diabete o la fibrosi cistica), malattie cardiache, malattie renali, malattie del fegato, malattie genetiche (come la sindrome di Down o disturbi metabolici ereditari) e disturbi digestivi come la celiachia e la malattia infiammatoria intestinale. In alcuni bambini, il rallentamento della crescita è causato da una combinazione di fattori ambientali e sociali e da disturbi medici. I lattanti che vivono in situazioni familiari stressanti o che hanno un rapporto disfunzionale con chi se ne prende cura possono avere problemi di crescita perché lo stress avvertito può provocare la produzione di ormoni che riducono gli effetti degli ormoni della crescita.
Consigli per avviare l'allattamento
Diagnosi e monitoraggio del bambino
Si valuta la diagnosi di rallentamento della crescita quando il peso o l’indice di massa corporea (IMC) sono molto inferiori ai valori attesi in base alle misurazioni precedenti o alle curve altezza-peso standard. Il monitoraggio del peso e dell’altezza o lunghezza è il primo passo fondamentale. Il medico esamina il bambino, ricercando eventuali segni di condizioni che possano spiegarne il basso peso o la ridotta crescita, valutando la possibilità di eseguire esami del sangue, delle feci e delle urine nonché radiologici, in base alla valutazione.
Esami più dettagliati vengono effettuati solo nel caso in cui si sospetti una patologia sottostante. Se il rallentamento della crescita ha gravi effetti sul peso, può essere influenzato anche il tasso di crescita della statura e della circonferenza cranica. Per determinare il motivo per cui un bambino può avere problemi di crescita, i medici pongono domande specifiche su allattamento, abitudini intestinali, stabilità sociale, emotiva, abitativa e finanziaria della famiglia, nonché malattie attuali o passate del bambino o presenti in famiglia.
Gestione e trattamento delle criticità
Il trattamento del rallentamento della crescita e dell’aumento di peso dipende dalla causa. In caso di problemi medici, viene prescritta una terapia specifica. A prescindere dalla causa, tutti i bambini con rallentamento della crescita devono ricevere un’alimentazione nutriente, con un apporto calorico sufficiente a favorire la crescita e l’aumento di peso. Il rallentamento della crescita da lieve a moderato viene trattato con poppate o pasti ipercalorici, che vengono somministrati secondo uno schema regolare.
Chi si prende cura del bambino può ricevere consulenza in merito alle interazioni familiari dannose per il bambino e alle risorse finanziarie e sociali disponibili. Il rallentamento della crescita grave deve essere trattato in ospedale, dove assistenti sociali, nutrizionisti, specialisti dell’allattamento, psichiatri e altri specialisti collaborano per individuarne le cause più probabili e il migliore approccio per l’allattamento o i pasti. È fondamentale ricordare che, poiché il primo anno di vita è importante per lo sviluppo del cervello, i bambini che vanno incontro a malnutrizione in questo periodo possono presentare ritardo rispetto ai coetanei, anche se migliora l’accrescimento fisico.
Approfondimenti sulla crescita fisiologica e costituzionale
Non occorre andare in paranoia se la bilancia dice che il neonato non cresce: talvolta i motivi sono banali. In alcune settimane potrebbe crescere meno in peso e più in lunghezza o compiere progressi importanti ed impegnativi, come imparare a gattonare o la dentizione decidua. Altre volte il neonato non cresce perché un semplicissimo malanno di stagione gli ha fatto perdere un po’ di appetito. Gli esperti ripetono spesso che ogni bambino è un individuo a sé, con i suoi particolari ritmi di crescita, e si sviluppa secondo le proprie caratteristiche costituzionali che, in buona parte, dipendono dal patrimonio genetico ereditato dai genitori. Se i genitori sono bassini e minuti, non aspettatevi che il figlio diventi un “gigante”.
Esistono però situazioni in cui una riduzione o uno stop di peso e altezza possono essere la spia di qualcosa che non va. A questo scopo, la pediatria di famiglia prevede l’esecuzione dei cosiddetti bilanci di salute, controlli programmati che sono più ravvicinati durante i primi tre anni di vita, secondo l’assioma che fondamentali per la futura crescita di un individuo sono i primi 1.000 giorni di vita.

Il ruolo della genetica e della prematurità
Un certo rallentamento della crescita è un fenomeno molto comune nei primi anni dell’età evolutiva. Questo avviene perché la crescita è un processo complesso e multifattoriale in cui vanno considerate diverse componenti a partire da quelle genetiche e nutrizionali, che influiscono già nella fase intrauterina. Può dipendere da fattori ormonali che agiscono in modo decisivo anche per indurre lo scatto di crescita nel periodo puberale.
Possono esserci soggetti con un semplice ritardo costituzionale della crescita legato al loro specifico asset genetico individuale. Questo ritardo viene poi recuperato nella fase puberale anche per l’azione dei fattori ormonali. Esistono categorie a maggior rischio di un ritardo di crescita nei primi anni di vita: per esempio, i neonati pretermine, soprattutto quando hanno sofferto di una malnutrizione nella vita intrauterina, tenderanno a crescere più lentamente nei primi anni, solitamente recuperando dopo i due o tre anni. Se la crescita è inferiore al terzo percentile, è fondamentale sottoporre il bambino a una valutazione dell’età ossea. Una radiografia che coinvolge palmo della mano e polso sinistri è in grado di correlare l’età anagrafica con la velocità di sviluppo dei nuclei di ossificazione, fornendo un dato oggettivo per capire se il bambino ha un rallentamento reale del processo di crescita.
Considerazioni su intolleranze e patologie gastrointestinali
Un mito da sfatare è quello secondo il quale lo scarso accrescimento possa esser causato quasi esclusivamente da un'allergia alimentare. Tuttavia, in presenza di un sospetto clinico, si procede con esami specifici per accertare che il bambino non soffra di allergie o intolleranze alimentari, come quella alle proteine del latte vaccino, o di patologie gastrointestinali. Il reflusso gastroesofageo, se non trattato, può incidere sulla crescita. A volte si manifesta sotto forma di reflusso “sotto traccia”, caratterizzato da sintomi quali piccoli lamenti, ruminazione, ruttini, singhiozzo, salivazione, segni di dolore come pianto o inarcamento della schiena e del collo, in assenza di rigurgito visibile.
Altre indagini possono servire ad accertare l’assenza di malattie genetiche, cromosomiche, renali o ematiche. In ambito endocrinologico vengono valutati possibili disfunzioni della tiroide, deficit dell’ormone della crescita (GH) o patologie delle ghiandole surrenali. È importante notare che il deficit dell'ormone della crescita può manifestarsi durante la prima fase di sviluppo e l’infanzia, con l’elemento maggiormente evidente rappresentato da una crescita fortemente rallentata. Se il pediatra sospetta un difetto di GH, richiederà il dosaggio dell'ormone nel sangue come screening iniziale.

Gestione quotidiana e prevenzione dei problemi di crescita
Per monitorare la crescita del proprio figlio, è utile tenere traccia dei parametri in modo autonomo, magari utilizzando strumenti digitali come i Fascicoli Sanitari Digitali personali, che permettono di archiviare misurazioni di peso, altezza e circonferenza cranica. Questi grafici propongono solo la visualizzazione dei dati; l’interpretazione spetta sempre al pediatra.
Ricordiamo che l’allattamento al seno dovrebbe essere, dove possibile, il metodo preferibile di nutrizione, poiché fornisce tutti i nutrienti essenziali e le difese di cui il neonato ha bisogno. Nel caso in cui il bambino non cresca, non bisogna allarmarsi subito: la percentuale di piccoli che effettivamente hanno un problema di salute collegato alla crescita è davvero bassa. Per tutti gli altri si parla spesso di “cronopatia” o “malattia dell’orologio”, trattandosi di bambini che hanno semplicemente ritmi di crescita più lenti dei coetanei. Una alimentazione equilibrata, un sonno regolare e un ambiente familiare sereno sono i pilastri fondamentali per sostenere lo sviluppo armonioso di ogni bambino, riconoscendo che ogni individuo segue il proprio percorso unico di crescita.
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