Un Viaggio nel Mondo del Ciuccio: Tra Benefici, Usi e Consigli per i Genitori

Il ciuccio, noto anche come succhietto o ciucciotto, è un oggetto ampiamente diffuso e spesso considerato una forma irrinunciabile di consolazione per il bebè nel mondo industrializzato. Fin dai primi momenti di vita, e addirittura prima della nascita, i bambini mostrano un innato istinto della suzione, un riflesso automatico e spontaneo fondamentale per la sopravvivenza e il benessere. La decisione di dare il ciuccio a un bambino spetta unicamente ai genitori, i quali, per sviluppare una comprensione dei bisogni del bebè e poter prendere una decisione informata riguardo all’uso del ciuccio, necessitano di informazioni specialistiche aggiornate. Questo articolo esplora le molteplici sfaccettature del ciuccio, dai suoi benefici scientificamente provati alle potenziali insidie di un uso improprio, offrendo una guida completa per i genitori.

L'Istinto Primordiale della Suzione: Una Funzione Vitale Fin dalla Nascita

Tutti i bambini hanno l’istinto della suzione per calmarsi, addirittura già prima di nascere. La suzione non nutritiva, intesa come l’atto di succhiare per ottenere conforto o rilassamento piuttosto che per nutrirsi, è un’abilità infantile che si manifesta già molto prima della nascita: è stata, infatti, osservata già dalla 15° settimana di gestazione. Proprio per questo, è considerata un riflesso innato nel neonato e questa abilità è propedeutica alla futura suzione nutritiva una volta che il piccolo sarà nato.

Nei primi mesi, la suzione soddisfa l’istinto del bambino e la sua funzione è rilassante. I bambini succhiano quando hanno fame oppure per cercare consolazione o distrazione. Soprattutto nel primo anno di vita, il ciuccio può rappresentare un supporto per calmare il grande istinto di suzione. La suzione, inoltre, è l’attività principale del neonato nei primi mesi di vita; il neonato dedica la maggior parte delle sue ore di veglia a succhiare, e anche successivamente, nella cosiddetta fase orale, continua a usare la bocca per conoscere il mondo attorno a sé. Fra queste, il “portare alla bocca” acquista una funzione esplorativa: l’esplorazione orale diventa per il bambino la modalità preferita con cui scoprire e conoscere le caratteristiche degli oggetti che lo circondano.

Bambino che succhia il pollice nell'utero

La suzione non nutritiva ha diversi benefici per il neonato: essa regola il benessere intestinale, favorisce la digestione dei grassi e agisce positivamente sulla salute del bambino nei primi mesi di vita, associata a momenti di relax, sonno o anche situazioni di stress emotivo, come strumento di autoconsolazione. Per questo è importante assecondarla in modo corretto anche dopo la nascita. L’atto del succhiare e il movimento della suzione aiutano il bebè a regolare i propri bisogni, a rilassarsi e ad addormentarsi. Succhiando si produce saliva, che aiuta il processo di digestione. La suzione contribuisce inoltre a formare e rafforzare le strutture del viso, influendo pertanto sulla respirazione, sulla masticazione, sull’articolazione delle parole e sul futuro aspetto.

Il ciuccio nasce all’incirca 3000 anni fa, quando veniva utilizzato sotto forma di animaletti di argilla contenenti miele. Questo permetteva ai piccoli di calmarsi.

Il Ciuccio: Un Alleato per il Benessere del Bambino

Il ciuccio può offrire numerosi benefici, non solo come strumento di consolazione ma anche in situazioni specifiche legate alla salute e allo sviluppo del neonato.

Aiuto per un Sonno Sereno e Prevenzione della SIDS

Fedele alleato delle notti insonni di ogni mamma, il ciuccio aiuta il bambino ad addormentarsi serenamente. L’attività di suzione, infatti, stimola la produzione di serotonina, un ormone in grado di regalare una sensazione di calma e tranquillità. Questo spiega perché il succhietto riesce a confortare e rassicurare il tuo bimbo durante la notte, procurandogli sensazioni piacevoli.

Oltre a favorire il sonno, il ciuccio svolge un ruolo cruciale nella prevenzione della SIDS (Sudden Infant Death Syndrome o morte in culla). Secondo uno studio del 2006, successivamente ripreso e confermato da altre ricerche, usare il ciuccio durante la notte riduce il rischio di SIDS. Già dal 2016, le linee guida dell’AAP (American Academy of Paediatrics) spiegano come il ciuccio rappresenti uno strumento per prevenire la SIDS, poiché si ha una riduzione statica di apnee e un miglioramento della saturazione di ossigeno del sangue. Il succhietto svolgerebbe, infatti, un’azione preventiva proteggendo il piccolo da ostruzioni involontarie della faringe, evitando il soffocamento e riducendo il rischio di apnee notturne. È presente, quindi, una correlazione positiva tra l’uso del ciuccio e la respirazione, poiché aiuta a migliorare la pervietà delle vie aeree durante il sonno, migliorando il tono muscolare e diminuendone la collassabilità.

Bambino che dorme sereno con il ciuccio

Sollievo Durante la Dentizione

Lo spuntare dei primi dentini può essere particolarmente fastidioso per il tuo bebè. In questi casi il succhietto può rivelarsi un sollievo per il piccolo che, mordicchiandolo o addentandolo con le gengive, può trovare conforto e alleviare il senso di fastidio dovuto all’infiammazione. Abbi solo cura di sostituirlo non appena dovessi notare delle lesioni.

Supporto per i Bambini Prematuri

Quello che non tutti sanno è che il ciuccio è un valido supporto per i bambini pretermine i quali, nelle prime settimane di vita, non sono in grado di attaccarsi al seno. Secondo uno studio del 2003, per questi piccoli il succhietto è davvero importante, perché li aiuta ad apprendere la suzione e la deglutizione, preparandoli a quando saranno pronti per essere allattati. È stato visto, inoltre, che nei bambini nati pretermine, che hanno difficoltà ad attaccarsi al seno e che quindi vengono alimentati con il sondino naso-gastrico, l’uso del ciuccio può favorire l’acquisizione del meccanismo di suzione e deglutizione, facilitando l’assunzione del latte dal seno materno o dal biberon e riducendo conseguentemente i tempi di ricovero.

In ospedale, inoltre, il ciuccio viene anche usato per ridurre la sensazione di dolore tutte le volte che è necessario attivare procedure dolorose, come le punture. Viene quindi raccomandato fin da subito, già durante la degenza in ospedale, l’uso di appositi succhietti extra leggeri e molto piccoli specifici per i bambini prematuri, utilizzabili con i neonati inferiori ai 2 kg di peso; dai 2 kg si possono utilizzare i succhietti in commercio, ma che siano comunque piccoli e leggeri, come i succhietti Physioforma Micrò e Physioforma Gommottino. Inoltre, data la sua funzione anche consolatoria e tranquillizzante, il ciuccio può essere di estremo conforto ai bimbi pretermine, che trascorrono la maggior parte del tempo separati dalla mamma.

Non un Sostituto del Seno Materno: Chiarire i Dubbi sull'Allattamento

Una delle paure più diffuse tra le mamme è che il succhietto venga percepito dai bambini come un surrogato del seno materno. Si tratta di timori infondati: stai pure tranquilla! Una ricerca scientifica pubblicata sul Journal of Pediatrics ha dimostrato che il ciuccio non interferisce con l’allattamento, quando questo è ben avviato e comunque dopo le due settimane; non ne influenza la durata né tanto meno confonde il tuo bambino. L’uso occasionale del ciuccio nei casi dove l’allattamento è ben consolidato e prosegue senza problemi non sembra avere alcun effetto negativo sull’allattamento.

Tuttavia, è consigliabile proporre il ciuccio al bambino nel momento in cui l’allattamento è ben avviato e consolidato (dopo circa 3-4 settimane), in quanto potrebbe compromettere il normale attaccamento al seno e interferire sulla durata dell’allattamento. Questo perché succhiare il ciuccio richiede al cavo orale di adattarsi al corpo estraneo rigido, non plasmabile e preformato. Le diverse impressioni e sensazioni in bocca possono modificare la sequenza dei movimenti di labbra, lingua, mascella e muscolatura e può accadere che il bebè non riesca pertanto a svuotare efficacemente il seno materno, assumendo troppo poco latte. Di conseguenza per la madre l’allattamento può essere doloroso e portare a capezzoli dolenti. Ci sono anche neonati che, nonostante il senso di fame, si placano con il ciuccio e pertanto non coprono tutto il loro fabbisogno alimentare.

A differenza del ciuccio, succhiando dal morbido e plasmabile seno materno si attiva e si allena l’intera muscolatura del viso. Il seno si adatta in modo ottimale alla forma della bocca. La bocca del bebè è inoltre a diretto contatto con la pelle della mamma. Si scambiano microorganismi, si stimolano gli ormoni materni per la produzione del latte e si attiva il riflesso di emissione del latte.

È importante notare che l’uso del ciuccio per i bambini allattati al seno è fonte di opinioni controverse e non è ancora stato chiarito in modo definitivo se dare il ciuccio disturbi di principio l’allattamento. Esistono degli studi al riguardo per entrambe le posizioni.

Guida alla Scelta e all'Uso Corretto del Ciuccio

La scelta e la gestione del ciuccio sono aspetti fondamentali per garantirne i benefici e minimizzare i rischi.

La Scelta del Ciuccio Giusto

I ciucci non sono tutti uguali. Esistono succhietti adatti ad ogni età, che si differenziano per forma e dimensioni, studiati per adattarsi alle specifiche esigenze dei bambini. Per i primi mesi di vita è più indicato un ciuccio di dimensioni e peso ridotti e con una forma in grado di favorire la suzione; nei mesi successivi puoi preferire succhietti un po’ più grandi, più facili anche da impugnare, anatomici e progettati per appoggiarsi perfettamente tra palato e lingua.

Non esiste alcun ciuccio perfettamente sicuro, poiché tutti i ciucci sono un corpo estraneo in bocca al bambino. Tuttavia, i ciucci di nuova generazione sono progettati in modo tale da non arrecare danni ai denti, bocca e palato. Per scegliere il ciuccio migliore per il proprio bambino, ci si può affidare alle indicazioni degli specialisti. È importante scegliere la misura corretta per ogni bambino e cambiarla durante la crescita, perché il ciuccio si adatti bene alla bocca del piccolo. Gli specialisti consigliano il ciuccio anatomico, ovvero quello a forma di goccia, ricurva verso l’alto e schiacciata. Un ciuccio anatomico-funzionale, come quello dei succhietti PhysioForma Chicco, è fondamentale per garantire un corretto stimolo alla suzione non nutritiva, un supporto alla respirazione fisiologica e un naturale sviluppo ortodontico. I ciucci ortodontici e anatomici sono quelli da preferire e, al contrario, aiutano il corretto sviluppo e funzionamento mandibolare e dentario e favoriscono la suzione e la deglutizione.

Per quanto riguarda i materiali, ci sono quelli in silicone, maggiormente indicati nelle prime fasi di vita, o in caucciù, preferibili per i bambini dai 4-6 mesi in su. Il silicone è un prodotto di origine sintetica, trasparente e igienico, che non assorbe i sapori e gli odori, e non subisce deformazioni. Durante i primi mesi di vita, la scelta ideale è optare per ciucci di piccole dimensioni, adatto al viso del neonato, leggero, morbido e con lo scudo areato per rispettare la sua pelle delicata. Valutate con attenzione la scelta del ciuccio per il vostro bambino: scegliete un ciuccio di qualità, studiato per favorire lo sviluppo ortodontico naturale e la respirazione fisiologica.

Diversi tipi di ciucci per età e forme

Igiene e Sostituzione del Ciuccio

Quando si parla di neonati, l’igiene non è certamente un optional. Soprattutto nei primi mesi di vita, il sistema immunitario dei bambini non è ancora pronto a difenderli dalle aggressioni esterne e per questo è opportuno lavare accuratamente tutto ciò che verrà a contatto con loro. Il ciuccio, con le sue mille cadute, è certamente una delle vittime preferite di germi e batteri e necessita di essere disinfettato all’occorrenza. Niente paura! Lo sterilizzatore è la soluzione pratica e veloce per la maggior parte dei germi. Curate con attenzione l’igiene del ciuccio, sterilizzandolo regolarmente fino ai 6-8 mesi di vita del bambino. L’abitudine di mettersi in bocca il ciuccio appena caduto prima di offrirlo nuovamente al bambino è da evitare, in quanto è ancora più facile in questo modo trasmettere al bambino agenti infettivi presenti nella vostra bocca.

Ebbene sì, anche il succhietto ha una scadenza e andrebbe sostituito spesso, anche una volta al mese, soprattutto dopo la comparsa dei primi dentini che potrebbero facilmente usurarlo e creare delle lesioni sulla superficie. Sostituire spesso il ciuccio, inoltre, è anche una pratica di igiene e pulizia indispensabile per il tuo bimbo!

Quando Introdurre il Ciuccio

Tutti i genitori si saranno chiesti quale sia il momento giusto per dare il ciuccio: subito dopo la nascita o meglio aspettare? Per suzione non nutritiva si intende l’atto di succhiare per ottenere conforto o rilassamento, piuttosto che soddisfare la necessità di nutrirsi. Alcuni esperti consigliano di aspettare almeno 3-4 settimane dalla nascita prima di cominciare a dare il ciuccio al neonato per evitare interferenze con l’allattamento al seno. Il ciuccio non deve essere dato al neonato che viene allattato al seno durante le prime 3 o 4 settimane di vita. Diverso è invece il discorso in caso di nascita prematura, come precedentemente accennato. Armatevi di un po’ di pazienza all’inizio. Ci sono lattanti che non hanno bisogno di succhiare per essere consolati; in questi casi i genitori possono valutare se sia utile proporre il ciuccio solo nel momento in cui stanno per addormentarsi.

QUANDO DARE IL CIUCCIO AL NEONATO e COME USARLO CORRETTAMENTE - Osteopata e Ostetrica rispondono

Quando il Ciuccio Diventa Un'Abitudine: Vantaggi e Potenziali Svantaggi

Il ciuccio può essere un valido aiuto, ma il suo uso deve essere consapevole e moderato per evitare che diventi una "stampella" eccessiva.

L'Uso Consapevole: Evitare il "Vizio"

Una delle principali accuse rivolte alle mamme che ne fanno uso è che il ciuccio vizia i bambini. Come già detto, quando si ha a che fare con i piccoli il buon senso e la moderazione sono d’obbligo. Certamente il succhietto non deve diventare la soluzione per tamponare ogni pianto e ogni capriccio: con il tempo e l’esperienza riuscirai a capire perché il tuo bambino sta piangendo, riconoscerai quando ha fame o quando ha sonno, imparando pian piano a usare il ciuccio solo quando il bimbo ne ha effettivamente bisogno, per calmarsi e rilassarsi prima di abbandonarsi al sonno. Il ciuccio si associa al meccanismo di suzione non nutritiva che, grazie alle recenti tecniche ecografiche, è stato visto svilupparsi già nel primo trimestre di gestazione con la suzione del pollice. Pertanto, è un meccanismo innato in ogni bambino e che spesso si associa alla capacità di autoconsolazione.

Il ciuccio può diventare un vizio in base all’uso che se ne fa. Aiuta a tranquillizzare e a dare benessere al bambino, ma questo non significa che bisogna darlo tutte le volte che piange senza cercare di capire quale sia la causa del malessere. In questo modo si rischia di diventare “ciuccio-dipendenti” in quanto il bambino lo associa a un qualcosa che gli permette di tranquillizzarsi. Se ogni pianto viene interpretato come il bisogno di succhiare e placato con un ciuccio, si tralascia di considerare altri bisogni: fame, contatto fisico, essere presi in braccio, vicinanza, rassicurazione, cambiamento, pannolini puliti nonché articolazione dei suoni e comunicazione, relazione, contatto visivo ecc. Man mano che il bambino cresce, cercate di limitare l’uso del ciuccio ai momenti di maggiore difficoltà del bambino (ad esempio quando si deve addormentare o è stanco) ma evitate che lo utilizzi sempre, anche quando sta svolgendo attività piacevoli (come ad esempio giocare).

I Rischi di un Uso Prolungato

Uno dei falsi miti sul ciuccio, spauracchio di tutte le mamme, è la presunta dannosità per bocca e denti. Anche in questo caso puoi tirare un sospiro di sollievo: i succhietti di nuova generazione sono progettati in modo tale da non arrecare danni ai denti, bocca e palato. Tuttavia, la suzione estesa e prolungata del ciuccio può avere ampi effetti negativi e causare, in un secondo tempo, problemi di allineamento dentali e di postura della mandibola nonché disturbi dell’articolazione. Il corpo estraneo modifica le strutture e i rapporti di pressione nella cavità orale (bocca, naso, gola). La deformità del cavo orale, la cui entità è correlata all’intensità, frequenza e durata della suzione del dito o del ciuccio, e alle caratteristiche costituzionali del bambino, è la conseguenza più frequente ed evidente.

La malformazione più evidente che spesso si riscontra è il cosiddetto “morso aperto” che ostacola la corretta crescita degli incisivi e dei canini. Spesso, poi, i bambini interpongono la lingua tra le arcate dentarie perpetuando la deglutizione infantile (deglutizione disfunzionale) e favorendo l’alterazione nella pronuncia di alcuni fonemi. Inoltre possono esserci anche altre malformazioni ossee che possono riguardare il palato (ogivale) e i normali rapporti trasversali tra le arcate dentarie, provocandone alterazioni nella chiusura. Quando il bebè ha in bocca il ciuccio, le labbra non riescono a chiudere completamente la bocca. Inghiottire la saliva è più difficile e la posizione di riposo della lingua cambia. Un bebè dovrebbe avere sempre la possibilità di stare con la bocca libera. Il cavo orale e il volto possono rilassarsi, il bebè può articolare dei suoni, comunicare verbalmente e scoprire e percepire le sue mani e le differenze dell’ambiente che lo circonda con la sensibilità delle labbra. Questo ha un effetto positivo sull’interazione del bebè con l’ambiente circostante.

Un altro rischio legato all’uso prolungato è l’insorgenza di otiti medie. Possono insorgere con maggiore frequenza otiti medie e possono verificarsi problemi di allineamento dentali e di postura della mandibola. Sarebbe utile eliminare l’uso del ciuccio entro i 24 mesi di vita poiché successivamente potrebbero esserci delle alterazioni oro-facciali.

Rappresentazione di malocclusione causata dal ciuccio

Il Delicato Passaggio dell'Abbandono del Ciuccio

Dire basta al ciuccio è un compito spesso arduo, che talvolta richiede anche scuse fantasiose e creative alle mamme più in difficoltà. L’abbandono del ciuccio rappresenta una delle tappe centrali della crescita nel bambino, nel corso della prima infanzia. Non esiste un momento preciso in cui il succhietto andrebbe tolto: il tuo bambino ha i suoi tempi, le sue esigenze e i suoi bisogni di rassicurazione e sarai certamente tu a capire quando sarà pronto.

L'Età Consigliata e i Fattori da Considerare

Secondo gli esperti, fino al 24° mese di vita l’uso del ciuccio non comporterebbe alcun rischio per bocca e denti, ma è consigliabile sospenderlo anche prima qualora il suo uso intensivo dovesse essere causa di problemi. Secondo le linee guida del Ministero della Salute, è consigliabile disabituare i bambini al ciuccio entro i 3 anni, e a partire dai 2. L'abbandono del ciuccio dovrebbe avvenire entro il 3° compleanno. Il motivo è semplice: a questa età i denti da latte sono già completamente sviluppati. Una serie di studi concordano che gli svantaggi iniziano ad essere maggiori dei benefici già a partire dai 12 mesi, soprattutto quando se ne fa un uso intensivo. In particolare potrebbe favorire l’insorgenza di otiti, probabilmente perché la suzione prolungata favorisce il passaggio delle secrezioni nasofaringee all’interno della tuba di Eustachio.

Oltre allo sviluppo fisico e intellettuale, nel periodo dello svezzamento dal ciuccio è molto importante anche l’ambiente in cui il bambino si muove.

  • Sviluppo fisico: Cominciare a disabituare al ciuccio al più tardi quando il bambino ha sviluppato i denti e comincia a parlare. Il suo sviluppo fisico procede in modo che possa spostarsi in modo autonomo e cominci a scoprire il mondo.
  • Sviluppo intellettuale ed emotivo: Il ciuccio può aiutare il bambino a diventare autonomo. Dona sicurezza e aiuta a superare diverse sfide come la separazione da una figura di riferimento. Durante la crescita, il bambino trova altri modi per affrontare simili situazioni. Più capacità sviluppa, più si troverà nella condizione di trovare consolazione con altre cose, diverse dal ciuccio. Guarda un libro da solo? O gioca da solo, anche se per breve tempo? In questo caso significa che si sta pian piano preparando ad abbandonare il succhietto. La maggior parte dei bambini riesce a farlo con l’aiuto di una persona di riferimento a partire da circa 3 anni.
  • Ambiente e condizioni generali: Oltre al suo sviluppo, è necessario tenere presente la situazione personale del bambino. Soprattutto nelle nuove fasi della vita, il ciuccio è un elemento importante di consolazione, ad esempio quando si inizia a giocare con altri bambini o ad andare all’asilo. Oppure quando nasce un nuovo fratellino o sorellina. Anche un trasloco può creare un temporaneo disorientamento. In queste situazioni è plausibile aspettare a disabituare il bambino al succhietto.

Tecniche per l'Abbandono Graduale

Per togliere il ciuccio senza traumi è importante intervenire con gradualità. I metodi bruschi non sono mai delle buone alternative, e rischiano di trasmettere una sensazione al bambino di imprevedibilità e insicurezza. Sicuramente un atteggiamento più adatto è quello di osservare i comportamenti del piccolo, e contrattare con lui, in caso di sue resistenze, momenti in cui può fare a meno del ciuccio.

L’abbandono del ciuccio dovrebbe avvenire in maniera graduale e concordata con il bimbo tra i 6 mesi e l’anno per ridurre il rischio di andare incontro a otiti. È preferibile, inoltre, che l’abbandono del ciuccio proceda in maniera graduale, cercando di limitarne l’uso nel corso della giornata. Coinvolgere direttamente il bambino può essere d’aiuto in questo delicato passaggio. Qualche lacrimuccia mettila pure in conto ma, a meno che non ci sia un motivo valido, cerca di non forzarlo troppo e non affrettare i tempi.

QUANDO DARE IL CIUCCIO AL NEONATO e COME USARLO CORRETTAMENTE - Osteopata e Ostetrica rispondono

Aspetti Psicologici dell'Abbandono

La dott.ssa Emmanuella Ameruoso ci parla del bisogno del ciuccio in psicologia. La bocca come primo ‘strumento’ di contatto col mondo esterno diviene il trait d’union tra il bambino e l’ambiente. È proprio l’esperienza legata alla nutrizione a stabilire il suo rapporto con il cibo e con i comportamenti legati alla sua oralità. Tale situazione diviene la prima forma di comunicazione del piccolo con la mamma e a questa è connesso anche il vissuto in merito alle esperienze di contatto corporeo, con le carezze, gli odori, gli sguardi e i messaggi da lei trasmessi e che verranno quindi da lui interiorizzati. La nutrizione risponde, quindi, a esigenze specifiche di essere riconosciuto, rassicurato e desiderato. Un momento molto importante riguarda, quindi, lo svezzamento dal seno materno.

Il passaggio graduale dalla mammella alla pappa o al biberon avviene spesso attraverso un oggetto transizionale. Spesso se ne parla, a volte identificato attraverso la copertina di Linus, esso ha in realtà un valore particolarmente significativo poiché permette al bambino di staccarsi progressivamente dalla mamma e acquisire una propria autonomia. Il ciuccio ha cioè la funzione di ‘coccolare’, di ‘nutrire’ emotivamente, poiché il contatto col seno materno non è solo corporeo ma tattile, affettivo e personale, e rinunciarvi non è così semplice! In effetti, la sua funzione è conosciuta da secoli: data la sua consistenza e forma, non può essere ingoiato, favorisce quindi la suzione e l'addormentamento, sostituendo il pollice che il piccolo ama tanto e che richiama proprio il seno materno.

La stimolazione della suzione non nutritiva, fisiologicamente non più necessaria a quell’età per la regolazione del comportamento, è diventata un’abitudine fino a sviluppare gli aspetti psicologici di una dipendenza. Capire se il piccolo è pronto a lasciar andare qualcosa che fino a quel momento gli è servito per favorire i suoi dolci sogni, tranquillizzarlo e coccolarlo quando si sentiva nervoso, non è cosa semplice. Spesso si scelgono momenti particolari per modificare le sue abitudini, magari in corrispondenza dell’accesso all’asilo o in concomitanza con la nascita di un fratellino, cosa che andrebbe valutata poiché cambiare troppe abitudini nello stesso arco temporale potrebbe produrgli stress. Tutto ha un tempo. Alcuni bambini sono molto affezionati al loro ciuccio. Per questo bisognerebbe aiutarli a rinunciarvi ‘in cambio di qualcosa’ che possa appagarli allo stesso modo. La crescita per loro comporta delle rinunce e discuterne potrebbe essere un modo per scoprire se sono effettivamente in grado di separarsene. Lasciare il ciuccio significa crescere, affrontare nuove situazioni, cambiare abitudini, giochi, contesti. Il bambino abbandona il suo ‘essere neonato’ per diventare più autonomo e consapevole delle sue capacità o difficoltà. Abbiate quindi fiducia in lui, non esprimetegli emozioni o commenti negativi quando usa il dito o il ciuccio e non chiedetegli direttamente di smettere.

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