Scaldare il latte materno: perché evitare il microonde e scegliere metodi più sicuri

L’allattamento al seno non è solo il migliore dal punto di vista nutrizionale, ma rappresenta anche il modo più comodo di nutrire il tuo bambino. Non devi alzarti continuamente, anche nel cuore della notte, non hai bisogno di preparare e sterilizzare biberon, tettarelle o tazze, e hai sempre a disposizione il latte alla temperatura più giusta. Tuttavia, quando l’allattamento al seno non è possibile, o in caso di allattamento misto, ci si chiede come poter preparare il latte in modo che non sia né troppo caldo né troppo freddo. È possibile scaldare il biberon nel forno a microonde? Meglio di no; si tratta di un’abitudine diffusa ma che andrebbe evitata.

illustrazione che confronta uno scaldabiberon moderno con un forno a microonde

La temperatura ideale del latte

Il latte materno va normalmente riscaldato a una temperatura compresa tra quella corporea e quella ambiente, quindi approssimativamente tra i 20 e i 36 gradi. Non bisogna dimenticare che ogni bambino è unico e, già dalla più tenera età, può manifestare i suoi gusti: ad alcuni non dispiace il latte leggermente più freddo. Solo i tentativi ripetuti e il rapporto quotidiano con lui possono aiutarti a capire la temperatura ideale.

I rischi nascosti dell'uso del microonde

Il microonde, come dicevamo, non è lo strumento ideale per riscaldare il latte, sia esso materno o artificiale. Il metodo di cottura impiegato altera le proprietà nutrizionali del latte e crea punti di calore non uniformi che rischiano di scottare la bocca del bambino. L’utilizzo di questa tipologia di forno, anche se comoda, è pertanto sconsigliata.

In sintesi, i forni a microonde scaldano e cuociono il cibo grazie all’azione di radiazioni a radiofrequenza, dotate di basse quantità di energia. Il problema principale non è la radioattività - il cibo scaldato al microonde non è radioattivo - ma la modalità di riscaldamento: il microonde spesso fa aumentare la temperatura prima nella parte centrale, in particolare se è ricca di acqua o grassi, e solo successivamente in quella esterna. La non uniforme diffusione del calore crea il rischio degli "hotspot", punti particolarmente caldi che potrebbero scottare la bocca del bimbo. Inoltre, il riscaldamento eccessivo o troppo rapido può portare alla distruzione di alcune molecole termosensibili, come alcune vitamine, con il risultato di renderle inattive.

Le microonde interferiscono con i segnali WiFi?

Il rischio di microplastiche

È molto importante scegliere il giusto materiale del contenitore nel quale riscaldare i cibi e i liquidi. Secondo una ricerca condotta dal Trinity College di Dublino, un neonato è esposto in media a un milione e mezzo di microplastiche al giorno provenienti da biberon in plastica. Se si decide di scaldare il contenuto al loro interno, l’esposizione della plastica all’acqua o al latte ad alta temperatura aumenta significativamente il rilascio di microplastiche, piccoli frammenti di plastica dannosi se ingeriti. Per questo raccomandano di non scaldare mai al microonde i liquidi direttamente nel biberon in plastica, ma a parte, in contenitori possibilmente di vetro.

I vantaggi del vetro rispetto alla plastica

Soprattutto nei primi mesi di vita dei neonati è fortemente raccomandato l’utilizzo del biberon in vetro. Il vetro, oltre che essere naturale, ecologico e sicuro, cioè privo di agenti chimici potenzialmente dannosi, è igienico in quanto sopporta alte temperature, può essere sterilizzato accuratamente e non trattiene grassi e nutrienti. Dal punto di vista delle caratteristiche fisiche e chimiche, i biberon in vetro sono indiscutibilmente la scelta migliore per i primi mesi di vita del bambino. Esistono soluzioni innovative, come il biberon in vetro Super Glass di J BIMBI, che dispone di un sensore di temperatura il quale cambia colore: se è viola la temperatura del latte è corretta e omogenea, se è rosa la temperatura è troppo elevata.

L'alternativa pratica: lo scaldabiberon

Lo scaldabiberon rappresenta il modo più semplice e sicuro per scaldare il latte: consente di scongelare lentamente il latte o di scaldarlo in modo uniforme preservandone le preziose qualità. Rispetto ad altri metodi più "artigianali", come il riscaldamento a bagnomaria, ti permette di non rischiare scottature e di non sporcare pentolini o bicchieri. È l'ideale per preparare comodamente il pasto quando si è in viaggio con il neonato, in auto o in aereo.

Gli scaldabiberon sono elettrodomestici che permettono di riscaldare il latte e mantenerlo alla giusta temperatura. Sono utili quando si allatta artificialmente, quando si usa il tiralatte o quando, terminata la fase di allattamento, si vuole scaldare il latte al mattino. Philips, per esempio, offre una vasta gamma di opzioni: diversi modelli di scaldabiberon elettrici a vapore, in grado di riscaldare uniformemente e rapidamente e di mantenere il contenuto caldo per 20 minuti. Una volta che il bimbo sarà cresciuto, potrai utilizzarli per scaldare anche le sue pappe!

infografica che mostra i tempi di riscaldamento corretti a confronto tra bagnomaria e scaldabiberon

Considerazioni sulla sicurezza elettromagnetica

Molte mamme temono che le onde elettromagnetiche emanate da un microonde rechino danni. È probabile che il fraintendimento nasca proprio dal termine radiazione. Le microonde hanno abbastanza energia per far vibrare gli atomi all’interno di una molecola, ma non abbastanza da allontanare un elettrone dal suo legame. Non sono quindi sufficientemente potenti da indurre mutazioni nel DNA. Non c'è nulla che dimostri che il microonde alteri gli alimenti in modo dannoso, né tantomeno che li renda cancerogeni. Tuttavia, un uso corretto del forno a microonde fa sì che questo elettrodomestico non sia un rischio, ma poiché questo tipo di radiazione è ben assorbito da materiali ricchi di acqua, è bene che il microonde non sia danneggiato e sia ben schermato.

Gestione dei batteri negli alimenti

Un possibile pericolo per la salute legato all’uso del forno a microonde è quello relativo alle infezioni e intossicazioni alimentari causate da batteri e tossine. Il rischio di tali eventi è maggiore con il forno a microonde rispetto a quello che si ha con i metodi di cottura più classici, poiché la temperatura alla quale viene portato il cibo con il microonde è più bassa. Il rischio riguarda soprattutto gli alimenti non propriamente freschi. Quando si utilizza il forno a microonde sarebbe un bene seguire alcune semplici pratiche, come consigliato sul sito dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) statunitensi, tra cui conoscere la potenza del proprio forno a microonde in modo da aggiustare i tempi di cottura e accertarsi, mediante l’uso di un termometro alimentare, che quando si riscalda un alimento la sua temperatura raggiunga almeno i 74 °C. Inoltre, gli alimenti riscaldati nel forno a microonde spesso lasciano residui di schizzi; se questi non vengono rimossi con una pulizia regolare e frequente, si ha un ulteriore fattore di rischio per infezioni.

Testimonianze e consigli pratici

Una mamma ha raccontato alle pagine dell'Huffpost di essere rimasta sconvolta quando, di ritorno dalla prima giornata di lavoro, si è accorta che il compagno aveva scaldato il latte materno nel microonde, nonostante avessero discusso a lungo sull'importanza di evitarlo. Il sito dell'NHS parla chiaro: il latte materno, una volta preso dal congelatore, va lasciato scongelare lentamente in frigorifero; se deve poi essere utilizzato nell'immediato va messo, ancora nel suo contenitore, sotto acqua corrente o all'interno di una brocca di acqua calda. Anche l'Istituto Superiore di Sanità italiano afferma lo stesso, aggiungendo che scaldare il latte materno in microonde, o decidere di bollirlo, oltre a causare potenziali scottature nel bimbo, non permette al piccolo di riceverne tutte le proprietà benefiche, venute meno durante la cottura.

In conclusione, la scelta del metodo di riscaldamento non deve essere sottovalutata. Sebbene il microonde non sia "pericoloso" in termini oncologici, presenta criticità strutturali importanti per l'alimentazione del neonato: riscaldamento non uniforme, rischio di scottature, potenziale rilascio di microplastiche dai biberon in plastica e una minore efficacia nell'abbattimento della carica batterica. Investire in uno scaldabiberon affidabile o utilizzare il metodo tradizionale del bagnomaria garantisce non solo la sicurezza del neonato, ma anche la serenità dei genitori nel gestire le poppate, sia a casa che in viaggio.

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