Guida completa al mondo del babywearing: come scegliere e utilizzare la fascia porta bebè

Il legame tra mamma e figlio è un’unione simbiotica che inizia nel grembo materno. Esistono numerosi studi recenti che consigliano di incentivare il contatto pelle a pelle fra il neonato e i genitori il più a lungo possibile nei primi anni della sua vita, letteralmente “indossando” il bambino. Il babywearing consiste, in sostanza, nel portare il bambino addosso - mentre si va a fare una passeggiata o anche in casa se si svolgono attività che non lo espongano a rischi - legandolo a sé attraverso una fascia in tessuto o un altro tipo di supporto più rigido. Vista la necessità del neonato di stare a contatto con il genitore, il babywearing può essere adottato sin dalla nascita come modalità di "trasporto", favorendo lo sviluppo psicofisico del bambino.

Madre che indossa un neonato in una fascia di tessuto in un ambiente domestico accogliente

Le origini e i benefici del contatto: la Marsupioterapia

Alcuni marsupi e fasce sono indicati per la Marsupioterapia (o Kangaroo Mother Care). Nata per necessità a Bogotà in Colombia, negli anni Settanta dove gli infermieri si sono trovati a fronteggiare la mancanza di incubatrici rispetto al numero dei neonati prematuri, utilizza i genitori come una sorta di “incubatrici” naturali. Questa posizione marsupiale oggi viene adottata subito dopo il parto in tantissimi ospedali che lasciano i neonati, anche quelli a termine, nella prima ora dopo la nascita, a contatto corpo a corpo con la madre. L’applicazione di questa pratica si consiglia anche con i padri (“marsupioterapia paterna”), nei casi in cui la mamma - per motivi clinici - non possa effettuarla. Il contatto del bambino con il corpo dei genitori è una condizione che favorisce la sua crescita anatomica (maturazione delle anche, sviluppo della postura), neurologica (sviluppo cerebrale), motoria, linguistica, psichica (attaccamento, sviluppo della fiducia di base) e sociale.

La fisiologia del bambino: come posizionarlo correttamente

Nei primi mesi dopo la nascita, soprattutto nei paesi occidentali, esiste il rischio per i neonati di incorrere nella “displasia dell’anca”. L’uso dei pannolini e l’attenzione a una posizione corretta, durante il trasporto del bambino, sono essenziali a ridurre questo rischio. È la posizione ideale in cui deve essere il bambino durante il babywearing, perché favorisce il corretto sviluppo delle anche: le ginocchia del bambino si trovano più in alto rispetto al bacino e le gambe sono divaricate a circa 90°. I due fattori chiave da tenere sempre ben presenti in fase di scelta sono lo schienale - meglio se imbottito - e la seduta larga che possa permettere al piccolo di assumere la posizione più corretta, quella a M.

Diagramma che illustra la posizione a M (seduta-divaricata) corretta per lo sviluppo delle anche

Supporti non strutturati e supporti strutturati

Esistono due macro-categorie per dividere i supporti:

  • Supporti non strutturati: vere e proprie fasce lunghe o lembi di tessuto che non prevedono nodi, anelli o fibbie già preconfezionati.
  • Supporti strutturati: che prevedono nodi, anelli, fibbie, spallacci, bretelle utili a mantenerne la forma preconfezionata.

Le fasce porta bebè, molto usate soprattutto nelle culture del Sud del mondo (Africa, Sud America), si avvolgono e si legano attorno al corpo del bambino e del genitore nel modo più comodo e confortevole per entrambi. In Africa, ad esempio, si utilizzano per lo più teli di cotone lunghi poco meno di 2 metri e i bimbi sono legati sulla schiena, senza nodo, sin dalla nascita: in Kenya c’è il Kanga, nel Senegal il Pagne e il Mbotu.

La varietà dei supporti: dalla fascia elastica a quella rigida

Le fasce per neonato lunghe ed elastiche sono realizzate in cotone elasticizzato, senza bottoni, anelli o nodi preconfezionati, e hanno una misura unica e una lunghezza fissa di circa 5 metri e mezzo. Ideale finché il bimbo non raggiunge i 7-8 kg di peso.

La fascia rigida è il supporto portabebè più versatile in qualsiasi periodo del percorso. Con la fascia rigida è possibile portare pancia a pancia fin dai primi giorni di vita del bambino. La fascia rigida, se scelta in una grammatura media, può essere utilizzata per tutto il percorso senza limiti di peso e di tempo. Il termine “rigida” può intimorire, ma in realtà viene utilizzato per distinguere questa tipologia di fascia porta bebè da quella elastica.

Le fasce porta bebè ad anelli (Ring Sling) risultano molto utili per chi non ha ancora acquisito una grande praticità con questo genere di prodotti. Si presentano come una striscia di stoffa di lunghezza variabile che dispone di due anelli posizionati su una delle due estremità. Per legare il bambino bisognerà, quindi, far passare l’altro lembo della fascia all’interno degli anelli, seguendo le istruzioni fornite dalle varie case produttrici e regolando i lembi per scegliere lunghezza e aderenza.

Dettaglio di una fascia porta bebè ad anelli (Ring Sling) in cotone biologico

Il Mei Tai: un ponte tra culture

Il Mei Tai è un supporto babywearing ibrido di origine orientale, realizzato per lo più in cotone, che richiama molto nella struttura il marsupio, presentando, però, al posto di spallacci e cinghie, strisce di stoffa da legare con molto scrupolo. È costituito da un pezzo di tessuto quadrato per sostenere il corpo del bambino e da due strisce laterali con cui realizzare le legature. Offre un compromesso tra il contenimento della fascia e la praticità del marsupio; sebbene sembri più semplice da legare, in realtà è necessaria una buona confidenza con il tessuto affinché le legature vengano fatte nella maniera corretta.

Scegliere la taglia perfetta per la fascia rigida

La scelta della taglia dipenderà dal portatore, non dal bambino. Devi tenere a mente che alcune legature necessitano di maggior tessuto e altre di meno. Esistono cinque diverse taglie tra cui scegliere per la fascia rigida:

  • Taglia 4: lunghezza 3.6mt, utilizzabile per legature kangaroo, kangaroo sul fianco e zainetto semplice.
  • Taglia 5: lunghezza 4.2m, perfetta per le persone minute.
  • Taglia 6: lunghezza 4.6m, perfetta per una persona di taglia media.
  • Taglia 7: lunghezza 5.2m, perfetta per chi porta una taglia superiore alla 42/44 o per una persona molto alta.
  • Taglia 8: lunghezza 6.0m, perfetta per i genitori più in carne o per chi ama personalizzare il finish di una legatura utilizzando le code.

È importante ricordare che il tessuto può restringersi fino al 4% durante il primo lavaggio.

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Considerazioni su tessuti e grammatura

La grammatura non è altro che il peso della fascia in grammi al mq. Più è alta, più risulterà spessa e sostenitiva. Una fascia con grammatura bassa è meno sostenitiva rispetto ad una fascia di grammatura alta, quindi per un neonato sarà più adatta una grammatura bassa, per un bambino più grande e pesante una fascia di grammatura medio-alta.

È necessario porre attenzione anche ai blend misti:

  • Viscosa di bamboo: è una fibra elastica, quindi è necessario contrastare questa elasticità con una percentuale alta e la qualità del cotone abbinato durante la tessitura.
  • Lino e canapa: sono conosciute come fibre molto resistenti, motivo per cui le fasce rigide che contengono questi filati risultano molto sostenitive e sono particolarmente indicate per supportare il peso di bimbi “grandi”.

Sicurezza e consigli pratici

Chiudere sempre ogni legatura con doppio nodo. Non portare in fascia il proprio bambino in auto, né sulla bicicletta o altro mezzo. Naso e bocca del bambino devono essere liberi da ostacoli. Garantire al piccolo una posizione fisiologica: ciò vuol dire simmetrica, verticale dalla nascita e divaricata-seduta, con sederino più basso e ginocchia più in alto; bambino con testa ad “altezza bacio”.

Aderenza del corpo del bambino portato con quello del genitore portatore, ricordando che vicinanza corrisponde a sicurezza. Una buona legatura lascia al portatore le mani libere. Sul territorio italiano esistono diverse scuole di formazione per istruttori/istruttrici a cui affidarsi per imparare come indossare la fascia porta bebè e come portare rispettando la fisiologia di genitore e bambino. A tal proposito, segnaliamo la realtà formativa Portare i Piccoli.

La qualità e le certificazioni nel mercato attuale

Sempre più aziende si dedicano a questo settore, ma non tutti i tessuti sono uguali. Il marchio “Fiducia nel tessile” (Oeko-Tex) è il più noto e diffuso nel mondo per la valutazione di sostanze nocive sui prodotti tessili. Attesta il rispetto ambientale e socialmente responsabile nell’intera filiera del tessile biologico. Acquistare prodotti certificati garantisce che il tessuto non sia stato sottoposto a procedimenti chimici che spesso lasciano residui a contatto con la pelle del neonato. È importante ricordare che, oltre alla qualità del tessuto, quello che fa la differenza sono i dettagli tecnici: saper legare bene e in sicurezza significa tirare bene gli orli e sfogliare i lembi al meglio in modo da far aderire e adattare perfettamente il tessuto al corpo del bambino e del portatore.

Dettaglio della trama di una fascia in cotone biologico certificato Oeko-Tex

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