Test Genetico Preimpianto (PGT): Analisi delle Blastocisti per una Gravidanza Sicura

Il test genetico preimpianto (PGT), precedentemente noto come diagnosi genetica preimpianto (PGD), rappresenta una tecnica avanzata nel campo della riproduzione assistita. Questa procedura consente di analizzare il contenuto genetico o cromosomico degli embrioni ottenuti dopo fecondazione in vitro, con l'obiettivo di selezionare e trasferire nell'utero materno solo quelli privi di anomalie e con una maggiore probabilità di impianto.

Microscopio con blastocisti

Il PGT è uno strumento importante per le coppie a elevato rischio riproduttivo che intraprendono un percorso di fecondazione assistita e rappresenta uno step fondamentale nel percorso di PMA. Il consulto con il ginecologo e il genetista è essenziale prima di intraprendere la diagnosi preimpianto.

Quando viene eseguita la biopsia embrionale?

La biopsia può essere eseguita durante il terzo giorno di sviluppo embrionale o tra il quinto e il sesto giorno, quando l'embrione ha raggiunto lo stadio di blastocisti. Consiste nell'estrarre una cellula dall'embrione senza comprometterne il normale sviluppo. Le tecnologie a disposizione e le crescenti competenze degli embriologi hanno reso la biopsia un processo sicuro per la blastocisti e per la futura mamma. Le elevate percentuali di gravidanza evolutiva (normale proseguimento della gravidanza che avviene nel 65-70%) confermano chiaramente l’assenza di danno sull’embrione che altrimenti non sarebbe in grado di impiantarsi.

Quando il PGT viene eseguito allo stadio di blastocisti, il congelamento dell'embrione è inevitabile in attesa dei risultati del test, che solitamente richiedono 15 giorni. Se il PGT viene eseguito al terzo giorno di sviluppo, la diagnosi è pronta quando l'embrione raggiunge la blastocisti e il congelamento non è necessario.

Le tipologie di PGT

Il test genetico preimpianto si articola in diverse tipologie, ciascuna mirata a specifiche anomalie genetiche o cromosomiche:

  • PGT-A (Preimplantation Genetic Testing for Aneuploidy): Questo tipo di diagnosi preimpianto è specifico per le aneuploidie cromosomiche, ovvero alterazioni del numero dei cromosomi. Permette di valutare il cariotipo della blastocisti, selezionando gli embrioni con il numero corretto di cromosomi. La PGT-A è spesso eseguita in caso di infertilità e viene suggerita, anche in assenza di indicazioni cliniche specifiche, in pazienti con età superiore ai 38 anni, poliabortività e ripetuti fallimenti di Riproduzione Assistita. Nelle donne con età superiore ai 38 anni, infatti, la qualità ovocitaria viene compromessa, in percentuale sempre crescente, per errori meiotici commessi durante la maturazione. Il trasferimento di una blastocisti con corredo cromosomico euploide (normale) ha possibilità maggiori di impiantarsi in utero. L'obiettivo è migliorare le percentuali di successo su transfer e ridurre la probabilità di aborto. La comparsa di anomalie cromosomiche, infatti, è un evento "de novo", cioè non ereditario in senso stretto ma che si può verificare al formarsi di un ovocita o spermatozoo maturo. La probabilità che si presenti un evento di questo tipo è in linea di massima strettamente dipendente dall'età della donna. Questo screening è indicato per le donne over 35 che intendono sottoporsi a tecniche di fecondazione assistita, fascia d’età nella quale aumenta notevolmente la frequenza di anomalie cromosomiche negli embrioni. La PGT-A è inoltre indicata per le coppie con una storia pregressa di abortività e ripetuti fallimenti di impianto in precedenti cicli di fecondazione assistita. Il rischio di aborto spontaneo in donne con un’età media superiore ai 36 anni, infatti, scende sotto il 10% per concepimento.
  • PGT-SR (Preimplantation Genetic Testing for Structural Rearrangements): Questa diagnosi preimpianto è focalizzata sull'analisi delle anomalie nella struttura dei cromosomi, come traslocazioni o inversioni. Viene eseguita quando uno dei membri della coppia è portatore di un'anomalia cromosomica nel cariotipo.
  • PGT-M (Preimplantation Genetic Testing for Monogenic Disorders): La PGT-M è impiegata per lo studio delle malattie ereditarie monogeniche, ossia quelle dovute all’effetto della mutazione di un singolo gene. La PGT-M ed -SR vengono normalmente eseguite in coppie con indicazioni cliniche specifiche (genetiche e cromosomiche).

Il processo di analisi delle blastocisti

Il test genetico preimpianto (PGT) è un’analisi che viene effettuata sulle blastocisti (embrione allo stadio di sviluppo di 5-6 giorni) prima di trasferirle in utero. La PGT-A permette di verificare la presenza di patologie genetiche soprattutto quando l’embrione è allo stadio di blastocisti (5/6 giorni dopo la fecondazione). A questo stadio, la blastocisti presenta una porzione embrionale (Inner Cell Mass, ICM) da cui origina il feto, ed una extraembrionale (Trofoblasto, TE) da cui invece originano unicamente gli annessi embrionali (placenta, sacco amniotico).

In laboratorio, mediante una biopsia, vengono prelevate poche cellule del trofoblasto (<5% della sua biomassa). Poiché tale porzione dell’embrione presenta lo stesso cariotipo della massa cellulare interna, questa analisi è sufficiente ad identificare eventuali anomalie genetiche. È bene sottolineare che non sussistono rischi per gli embrioni quando la biopsia viene effettuata allo stadio di blastocisti, da mani esperte, e non ne vengono compromesse le possibilità di impianto nell’utero materno. Il prelievo per il test genetico preimpianto delle 4-10 cellule dal trofoectoderma (che è la parte della blastocisti NON COINVOLTA nella formazione dell’embrione vero e proprio) viene effettuato quando ogni singola blastocisti raggiunge lo sviluppo adeguato.

Qual è l’embrione con più chance di ottenere una gravidanza?

Il risultato dell'analisi genetica viene trasmesso all'équipe di Riproduzione Assistita in un rapporto dettagliato e si decide quali embrioni trasferire in base alla dotazione cromosomica e alle caratteristiche morfologiche di vitalità embrionale. Presso l'Institut Marquès, il PGT viene eseguito in tutti i centri utilizzando la tecnica di sequenziamento di nuova generazione (NGS), che analizza tutti i cromosomi dell'embrione. Si tratta del metodo più innovativo attualmente applicato nella diagnosi genetica degli embrioni. La tecnica NGS (next generation sequencing) consente di visualizzare la presenza di mosaici (embrione che presenta sia cellule euploidi che aneuploidi) e il loro eventuale trasferimento viene discusso con la coppia. La biopsia allo stadio di blastocisti consente di prelevare 8-10 cellule (invece di 1-2 cellule che si prelevavano nell’embrione di 3 giornata) e questo permette di avere una diagnosi molto più attendibile.

Tempistiche e procedure post-biopsia

Dopo quanto tempo si ha una risposta? La risposta arriva in media dopo 10-15 giorni dalla biopsia. I risultati del PGT sono solitamente disponibili da 7 a 14 giorni dopo la biopsia. Il referto viene discusso con i pazienti e, se possibile, programmato subito il transfer.

Eseguita la biopsia, ogni singolo campione bioptico viene posto in una provetta con apposito terreno (processo definito tubing), le provette etichettate in maniera univoca e quindi stoccate a -20°C. Le blastocisti biopsiate invece vengono immediatamente congelate tramite vitrificazione e mantenute in azoto liquido (-196°C) nelle banche criogeniche del Demetra. Dopo l’esecuzione della biopsia e della vitrificazione delle blastocisti, il laboratorio comunica alla coppia il numero delle blastocisti su cui è stato possibile eseguire la biopsia. In seguito alla decisione di invio, le biopsie vengono spedite al Centro di Genetica per l’analisi. Le spedizioni avvengono in specifici giorni della settimana con cadenza settimanale. Dal momento del loro invio, per il referto si dovrà aspettare un tempo variabile tra le 2 e le 4 settimane, in base all’analisi da effettuare. Il referto arriverà criptato al centro Demetra che si metterà in contatto con la coppia per la comunicazione dell’esito.

Schema del processo PGT

Benefici e probabilità di successo del PGT

La PGT aumenta le probabilità di successo in un ciclo di fecondazione in vitro consentendo il trasferimento di embrioni geneticamente normali. Pur non garantendo la gravidanza, migliora i tassi di impianto e riduce il rischio di aborto spontaneo.

Se mediante la diagnosi preimpianto viene identificato e trasferito un embrione con cromosomi normali il tasso di gravidanza arriva fino al 40% indipendentemente dall’età della donna. Questo perché embrioni con anomalie cromosomiche gravi non vengono trasferiti. In pazienti di 40 anni la percentuale di aborto si attesta intorno al 35%, con la diagnosi preimpianto si riduce all’8%. Se ci sono embrioni trasferibili, la percentuale varia a seconda del tipo di diagnosi preimpianto, ma in media, supera il 40%. La percentuale di accuratezza della diagnosi preimpianto (sia con PGT-M, PGT-SR e con PGT-A) è molto alta, ma esiste una piccola possibilità di errore (1%).

Un altro vantaggio della DGP è l’aumento del tasso di successo della gravidanza e la minimizzazione della percentuale di gravidanze gemellari. Dopo l’analisi cromosomica, gli embrioni che risultano cromosomicamente normali hanno una percentuale d’impianto più alta, per cui vengono trasferiti uno alla volta, riducendo drasticamente il rischio di gravidanza gemellare.

Quando è consigliato il PGT?

La PGT non è necessaria in tutti i cicli di fecondazione in vitro, ma può essere raccomandata per le coppie ad alto rischio di anomalie genetiche, con una storia di aborti spontanei ricorrenti o ripetuti fallimenti della fecondazione in vitro. La DGP è indicata in molti casi. Ad esempio, coppie con storia familiare di malattie genetiche, ripetuti transfer negativi o aborti spontanei nel corso dei cicli di PMA. Il numero di embrioni da analizzare dipende dal numero di embrioni disponibili e dalle preferenze della coppia.

Considerazioni aggiuntive e aspetti legali

Il costo della PGT è aggiuntivo al trattamento di fecondazione in vitro e varia a seconda della clinica e del tipo di test eseguito (PGT-A, PGT-M, PGT-SR).

Se i risultati del PGT non sono conclusivi, è possibile scegliere di ripetere il test genetico in un altro ciclo, trasferire l'embrione con cautela o valutare altre opzioni riproduttive.

La diagnosi preimpianto è legale in Italia. Le sentenze della Corte Costituzionale che hanno portato alle modifiche della Legge 40 sono tutte partite da coppie che dovevano effettuare una diagnosi preimpianto. Inoltre, nel 2015 è stata riconosciuta anche alle coppie fertili e portatrici di malattie genetiche la possibilità di ricorrervi (la legge 40 escludeva la possibilità alle coppie fertili). Attualmente le tecniche di diagnosi preimpianto risultano escluse dal Servizio Sanitario Nazionale. Su questo fronte, i tribunali stanno imponendo alle Regioni ad inserire la prestazione nei LEA regionali. Inoltre, alcune associazioni di pazienti e l’Associazione Luca Coscioni hanno promosso un appello al Ministro della Salute con oltre 2.000 mila firme in cui chiedono che le tecniche di diagnosi preimpianto siano inserite nei Lea e che siano definite tariffe idonee per tutte le tecniche di PMA.

Coppia con medico che discute opzioni

Impatto psicologico della diagnosi preimpianto

Se da una parte, consentire di selezionare l'embrione non malato e quindi ridurre i rischi di aborto, influisce positivamente sul vissuto dei pazienti e ne riduce lo stress emotivo, dall’altra è certamente vero che durante il percorso di diagnosi preimpianto la coppia può andare incontro a momenti difficili dal punto di vista psicologico, a causa dei tempi di attesa della procedura e al fatto che la diagnosi preimpianto non dà la certezza di riuscita. Inoltre esiste, anche se minima, una percentuale d'errore e la procedura di screening non garantisce che l'embrione attecchirà né che verrà portata a termine la gravidanza.

Scelta del centro specializzato

È importante che il Centro abbia una buona percentuale di embrioni che arrivano allo stadio di blastocisti e che gli embrioni vengano prelevati in 5°/6°/7° giornata. È importante che il Centro abbia una buona esperienza nella vitrificazione degli embrioni e alte percentuali di gravidanza da trasferimenti di embrioni precedentemente crioconservati. È importante che il Centro esegua biopsie regolarmente - la pratica ha un ruolo cruciale. È importante conoscere i dati del Centro, come le percentuali di gravidanza e di tasso d’impianto delle blastocisti sottoposte a biopsia.

Laboratorio di embriologia

Presso Equipo Juana Crespo, le pazienti raggiungono la gravidanza con una media di soli 1,2 trasferimenti. Presso Equipo Juana Crespo offriamo la visita diagnostica iniziale per la fertilità più completa, a partire dalla quale viene elaborata l'intera strategia per raggiungere la gravidanza. Siamo un centro di riferimento dedicato a fornire diagnosi accurate e trattamenti altamente specializzati. Noi di Equipo Juana Crespo sappiamo che la scarsa qualità delle uova ha sempre una causa sottostante. Presso Equipo Juana Crespo, sappiamo che ogni infertilità ha una causa. Concentriamo i nostri sforzi sulla diagnosi della disfunzione erettile.

Percorso di riproduzione assistita e PGT

La fecondazione in vitro è la tecnica di riproduzione assistita che permette la fecondazione dell'ovulo al di fuori del corpo femminile. La donazione di ovuli è una tecnica di procreazione assistita in cui la fecondazione in vitro viene effettuata con gli ovuli di una donatrice. Con questo tipo di maternità condivisa, entrambe le donne della coppia sono una parte fondamentale e cruciale per il successo del trattamento, ed entrambe saranno madri biologiche.

Il trasferimento embrionale è, senza dubbio, la fase più delicata di un trattamento di procreazione assistita. Questa è una fase cruciale in una procedura di procreazione assistita. Consiste nel preparare e condizionare l'interno dell'utero per facilitare l'impianto dell'embrione. È possibile ripristinare la fertilità del nostro apparato riproduttivo tramite trattamento chirurgico. Trattamento con plasma ricco di fattori di crescita per ottenere i migliori risultati e favorire una gravidanza sana e senza complicazioni. La SOP è una condizione eterogenea e multifattoriale, con contributi genetici, epigenetici e ambientali. Stimolazione altamente personalizzata, adattata ai profili ormonali di ciascun paziente. L'utero è una delle principali cause di infertilità, tra cui i fallimenti dell'impianto e gli aborti spontanei ricorrenti. Il fattore maschile è direttamente coinvolto nel 47% dei casi di sterilità e nel 30% dei casi di infertilità.

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