L'Arte dell'Allattamento al Seno: Una Guida Completa per un Attacco Corretto

L'allattamento al seno è un'esperienza profondamente naturale e gratificante che offre innumerevoli benefici sia per il neonato che per la madre. Tuttavia, non è sempre un percorso intuitivo o privo di sfide. In un mondo dove le neo-mamme sono spesso sovraccaricate da aspettative e ansie da prestazione, è fondamentale ricordare che sia l'allattamento al seno che quello artificiale sono scelte assolutamente valide, e nessuna delle due deve mettere in discussione la validità di una madre o la sua capacità di prendersi cura del proprio bambino. Il corpo è uno strumento tanto meraviglioso quanto complesso, e talvolta, complici le pressioni esterne, può non rispondere ai comandi come si vorrebbe.

Sarete e/o già siete madri meravigliose sia che allattiate al seno sia che scegliate un allattamento artificiale, perché l'unica cosa naturale di cui il vostro bambino ha bisogno è l'amore, il vostro amore e nient'altro. Un'alternativa all'allattamento al seno che prevede comunque l'utilizzo del latte materno (che è sempre preferibile a quello artificiale) è quello di trasferire il latte, grazie ad esempio agli appositi tiralatte in commercio e consigliati dal medico curante, nel biberon. Fatta questa semplice ma doverosa premessa, ci concentriamo in questo specifico contesto sull'allattamento al seno, una scelta solitamente consigliata, e su come effettuarlo nel migliore dei modi per garantire un'esperienza serena e benefica per entrambi.

I Benefici Inestimabili del Latte Materno per Madre e Bambino

Il latte materno rappresenta l'alimento perfetto: contiene in proporzioni bilanciate tutti i nutrienti, le sostanze bioattive e i microrganismi benefici dei quali il bambino ha bisogno dalla nascita e nel corso della crescita. I vantaggi dell’allattamento al seno sono innumerevoli e si estendono ben oltre il semplice nutrimento, influenzando positivamente la salute a breve e a lungo termine del bambino e della madre.

Infografica benefici allattamento al seno

Per il Neonato: Un Ecosistema di Protezione e Sviluppo

Il latte materno ha numerose qualità, in primis quelle di ridurre il rischio, anche a lungo termine, di problematiche legate ad anemia, allergie, asma e malattie infettive. Favorisce, inoltre, la sopravvivenza dei bambini prematuri, fornendo loro un supporto immunitario e nutrizionale cruciale.

In termini di gusto, assunzione e possibilità di utilizzo, il latte materno sazia e disseta velocemente il neonato ed è al contempo molto digeribile. È tendenzialmente utilizzabile in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento il bambino ne faccia richiesta, è sempre alla giusta temperatura ed è tendenzialmente più economico.

Il colostro, il liquido prodotto dalle ghiandole mammarie a partire da metà della gravidanza e nei primi giorni dopo il parto, è un vero e proprio "oro liquido". È infatti ricco di anticorpi che proteggono la salute del neonato in una fase in cui le sue difese immunitarie non sono ancora sviluppate. Nei primi giorni di vita, al neonato sono sufficienti piccole quantità di colostro per ogni singola poppata al fine di coprire il suo fabbisogno di nutrienti; non sono indicate supplementazioni a base di acqua, soluzioni glucosate o formule lattee. Man mano che trascorrono i giorni, il colostro cambia di colore e modifica la sua composizione e il suo aspetto, diventando latte di transizione fino ad assumere il colore bianco del latte maturo.

Da studi recenti è stato evidenziato che attraverso il latte materno vengono trasmessi dei batteri che contribuiscono allo sviluppo della normale flora batterica intestinale, determinante nel proteggere il bambino da infezioni nel breve periodo (questo si è visto molto bene nei bambini prematuri ricoverati in terapia intensiva neonatale). Attraverso il latte materno, oltre ai batteri buoni, la mamma trasmette al piccolo anticorpi che lo proteggono da numerose infezioni (respiratorie, gastrointestinali…). Negli ultimi anni della pandemia da Sars-CoV2, numerosi studi hanno dimostrato l’effetto protettivo dell’allattamento al seno nei figli di mamme COVID-19 positive, tant’è che la vaccinazione anti-COVID19 è fortemente raccomandata durante l’allattamento per la possibilità di trasmettere gli anticorpi che neutralizzano il virus al neonato (anticorpi trasmessi anche attraverso la placenta in caso di vaccinazione negli ultimi due trimestri di gravidanza). Infine, l'allattamento al seno riduce il rischio di sovrappeso e obesità nel bambino e favorisce il suo sviluppo cognitivo.

Per la Mamma: Recupero e Protezione a Lungo Termine

Allo stesso tempo, l’allattamento è un impegno che grava interamente sulla madre, H24 tutti i giorni, e potrebbe mostrarsi più impegnativo e sfiancante del previsto. Tuttavia, il latte materno può altresì essere benefico anche per la mamma, infatti:

  • Consente un recupero delle condizioni fisiologiche uterine pre-gravidanza più rapido: la suzione del latte da parte del bambino aumenta i livelli di ossitocina, l’ormone che induce una sensazione di benessere, riduce ansia, stress e dolore e fa contrarre l’utero. Quest’ultimo stimola la spremitura della muscolatura presente nella ghiandola mammaria e stimola la contrazione dell’utero dopo il parto riducendo drasticamente l’incidenza delle emorragie post-partum.
  • Protegge dall’osteoporosi: durante l’allattamento al seno è stata osservata una riduzione della densità ossea, che però, dopo la sospensione del processo, sembra venga recuperata.
  • Riduce il rischio di sviluppare tumore al seno e/o alle ovaie perché stimola l’attività di geni che sopprimono la proliferazione delle cellule tumorali.
  • Migliora il rapporto madre-bambino, contribuendo al reciproco benessere psico-fisico.
  • Grazie all’importante dispendio energetico impegnato per la produzione di latte, vengono bruciati più grassi, permettendo un ritorno al peso forma in tempi più brevi. L'allattamento al seno è stato associato a un minor rischio di diabete di tipo 2 e di depressione post partum.

Alla luce di queste informazioni, si consiglia, laddove possibile, di preferire il latte materno a quello artificiale e, in caso di allattamento difficoltoso, valutare altre opzioni ottimali per il bambino e la madre (come l’utilizzo del tiralatte).

Scegliere la Posizione Ideale per Allattare

La corretta posizione di mamma e bambino durante la poppata è fondamentale per il giusto attacco al seno così da garantire un allattamento sereno e prevenire problemi comuni come irritazioni ai capezzoli e bassa produzione di latte. Non ne esiste una da preferire perché la posizione migliore per allattare varia a seconda della coppia mamma-neonato; l’importante è che sia confortevole per entrambi.

Illustrazione diverse posizioni allattamento

Principi Fondamentali per Ogni Posizione

Innanzitutto, la mamma deve trovare una posizione comoda, che le assicuri di essere sostenuta sulla schiena e può aiutarsi con dei cuscini da appoggiare sul grembo come sostegno per le braccia; a questo punto può anche posare i piedi su un rialzino in modo da favorire la circolazione. Il fatto di trovare una postura rilassata della schiena e delle spalle è molto importante, perché favorisce l’afflusso di ossitocina e quindi la discesa del latte, mentre invece le tensioni muscolari ostacolano questo processo! Il trucco è portare il bambino alla stessa altezza del capezzolo. Se infatti la madre è costretta a chinarsi verso il bambino, rischia di affaticare la schiena, provocandosi stiramenti al collo o alle spalle, nonché spiacevoli irritazioni ai capezzoli.

È importante che il piccolo venga avvicinato al petto materno in modo tale che non debba girare la testa per arrivare al seno. La bocca e il nasino del bebè devono essere rivolti dritti verso il capezzolo. Il bambino, dunque, è in posizione “pancia a pancia” con il collo dritto e non piegato su un lato per evitare che tiri il seno verso di sé, provocando fastidi alla mamma. Spesso può essere utile sostenere il seno per evitare che prema troppo sul mento del bambino appoggiato al seno. Una volta scelta la posizione di attaccamento che si preferisce, assicurati in primis che testa, collo e colonna vertebrale del bambino siano allineati, non piegati, e che il suo mento sia rivolto verso l’alto e non verso il petto.

Le Diverse Posizioni Consigliate

Esistono diverse posizioni dell’allattamento, dalle tradizionali a quelle meno convenzionali, ciascuna con le sue specificità e vantaggi.

  1. Posizione Biologica (Biological Nurturing) o Semi-reclinata: Questa è quella più spontanea per la mamma e il bambino, nonché quella che stimola l’istinto naturale del neonato alla suzione e all’allattamento. In questa posizione, la madre è semisdraiata, con la schiena appoggiata sul cuscino o su una superficie comoda mentre il bambino è sul suo corpo, a pancia in giù. La posizione semi reclinata per l’allattamento consente a madre e neonato di esprimere al meglio le loro abilità istintive con la conseguenza di avere meno problemi con l’attacco e la poppata. Inoltre, dimostra come l’allattamento al seno sia una pratica innata e che quindi l’indicazione alle varie posizioni in allattamento deve essere affidata alla preferenza di mamma e bambino. Sembrerebbe ridurre il dolore e le lesioni ai capezzoli e sfrutta la gravità per un attacco naturale al seno. Questa posizione è ideale per il rilascio spontaneo del riflesso di suzione del bambino e può aiutare a ridurre il reflusso, particolarmente utile nei primi periodi dopo il parto. Per avere maggiore comodità può essere utile avvalersi di alcuni cuscini di sostegno - così da non trovarsi completamente distesi - o utilizzare una poltrona reclinabile.

  2. Posizione a Culla: È la più classica e più usata per l’allattamento perché è particolarmente utile per apprendere ad allattare. La più nota, ma forse anche la più scomoda sia per la mamma che per il bambino, è quella a culla. In questa posizione la mamma è seduta, con la schiena ben sostenuta e i piedi appoggiati sul pavimento o su un rialzo in modo che le gambe siano rilassate, e ha in braccio il bambino. Il neonato viene sostenuto con il braccio e la mano dal lato del seno con cui si allatta; se necessario, con l’altra mano libera messa a piatto a formare una C, si può sostenere il seno da cui il bimbo sta poppando. È importante fare attenzione che la testa del piccolo non sia nella piega del gomito ma appoggiato all’avambraccio e che il braccio del bimbo che rimane in basso sia infilato attorno al fianco della mamma. È una posizione estremamente naturale, adatta a poppate lunghe e rilassate, ideale nel momento in cui si è stabilita una buona routine di allattamento e il neonato ha già una buona capacità di attaccarsi al seno.

  3. Posizione Incrociata (o Culla Incrociata o Posizione della Luna): Simile alla posizione a culla, ma con una differenza chiave: la madre sostiene il bambino con il braccio opposto al seno da cui sta allattando. Tra le posizioni consigliate, è da utilizzarsi quando i bambini sono più piccoli, la madre da seduta tiene in braccio il neonato sostenendolo con il braccio opposto alla mammella e mantenendolo perfettamente in asse. Garantendo un attacco più profondo ed efficace, la si consiglia in caso di attacco difficoltoso al seno o in caso di una suzione debole. Il palmo della mano sostiene le scapole del bambino, con il pollice e l'indice posti all'altezza del collo, in modo da permettere alla testa di rimanere sostenuta.

  4. Posizione a Rugby (o Presa Sottobraccio): In questa posizione, la mamma è seduta ed il bambino è appoggiato lungo il suo avambraccio, con i piedi rivolti verso lo schienale ed il corpo al suo fianco. È la posizione consigliata in caso di seno importante o di allattamento gemellare. Evita la pressione sul ventre, non andando ad inficiare sulla madre che ha affrontato un parto cesareo o complicato. La mamma tiene il bambino con il braccio corrispondente al seno che offre: il bambino è posizionato sotto il braccio della madre, con le gambe rivolte verso la schiena, il braccio della madre sostiene spalle e collo e la mano avvicina la testa del piccolo al seno. In questa posizione, è utile mettere un cuscino al fianco della mamma per appoggiare il braccio che sostiene il bambino. L’allattamento in posizione rugby è ideale per le mamme con seni più grandi o per chi ha gemelli, permettendo di allattare due bambini contemporaneamente.

  5. Posizione Sdraiata: Ideale per quando ci si vuole riposare. Madre e il bambino si trovano sdraiati su un fianco, rivolti l'uno verso l'altro. La corretta posizione per allattamento da sdraiata prevede che la mamma sia sdraiata su un fianco, con la testa leggermente rialzata su un guanciale e con cuscini dietro la schiena per maggior supporto. Il bambino è posizionato di fronte, anche lui su un fianco, in modo che la sua bocca sia all’altezza del capezzolo. Questa posizione è particolarmente utile in caso di punti di sutura o dopo un cesareo, o per le mamme che si stanno riprendendo da un parto difficile, donne che hanno avuto un parto cesareo o che soffrono di ingorghi mammari.

  6. Posizione Koala: In questa posizione, la madre è seduta con la schiena dritta, su una sedia con schienale, un divano o un letto, e il bambino è seduto a cavalcioni, con il corpo rivolto verso la madre. È importante assicurarsi che anche la schiena del bambino sia ben supportata. Anche in questo caso, un cuscino per l’allattamento può essere d’aiuto per dare il giusto sostegno. La posizione koala è un’opzione eccellente, soprattutto per i bambini con problemi di reflusso perché l’allattamento in posizione verticale aiuta a ridurre il rigurgito e favorisce una digestione più agevole, con minor accumulo di gas.

La Tecnica dell'Attacco Corretto: Passi Essenziali per un Allattamento Efficace

Capire come effettuare e percepire un buon attaccamento durante l'allattamento (noto anche come attaccamento al seno) potrebbe essere di grande aiuto per avviare l'allattamento al seno. Con la giusta tecnica di attacco al seno, puoi evitare che i capezzoli si irritino e assicurarti che il tuo bambino riesca a bere un quantitativo sufficiente di latte. L'allattamento al seno ha molto a che fare con tecnica e abilità, sia da parte tua, che da parte del piccolo.

COME ALLATTARE AL SENO e QUALI SONO LE MIGLIORI POSIZIONI: ATTACCO CORRETTO del NEONATO - OSTETRICA

Preparazione e Comodità: Il Punto di Partenza

  1. Mettiti Comoda: Per molte neo-mamme, all'inizio è più facile allattare da sedute o sdraiate. Una sedia con braccioli offre un ottimo appoggio, mentre i cuscini (per allattamento) consentono di assumere una postura rilassata. La cosa migliore è porli dietro la schiena, sotto al braccio e sul grembo, in modo che il bambino possa sdraiarsi all'altezza del petto. Assicurati di essere seduta in modo completamente rilassato, perché potresti dover rimanere in questa posizione piuttosto a lungo. Una postura rilassata della schiena e delle spalle è molto importante, perché favorisce l'afflusso di ossitocina e quindi la discesa del latte, mentre invece le tensioni muscolari ostacolano questo processo!

  2. Rendi la Cosa più Semplice Possibile per il tuo Bambino: L'ideale sarebbe distendere il neonato su un lato, ponendolo sul cuscino, pancia a pancia con la madre e con la

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