L'Arrivo di un Nuovo Membro in Famiglia: Emozioni e Preparazione

L'arrivo di un bambino è un evento che porta con sé un caleidoscopio di emozioni, non solo per i futuri genitori ma per l'intera famiglia, specialmente per i fratelli e le sorelle. Questo momento, seppur carico di gioia e attesa, può celare anche sentimenti complessi e sfide inaspettate. Dalla felicità per un nuovo nipotino ai confronti dolorosi con le proprie esperienze, fino alle concrete difficoltà nella gestione familiare, ogni aspetto merita attenzione e comprensione.

Le Complessità Emotive e i Sentimenti Contrastanti

Quando una sorella annuncia una nuova gravidanza, le reazioni possono essere molteplici e profonde, spesso intrecciate con le esperienze personali e le aspirazioni di chi riceve la notizia.

La Notizia Inattesa e le Reazioni Sincere

La comunicazione di una gravidanza inaspettata può scatenare una miriade di sentimenti. A volte, le prime parole che escono possono essere dirette e cariche di preoccupazione, come: "Sei una deficiente, come farai? E poi non ti è bastata la prima esperienza, non potevi aspettare ancora un po'?". Queste reazioni, sebbene possano sembrare dure, nascondono spesso un profondo affetto e una sincera apprensione per le sfide che la sorella dovrà affrontare. La consapevolezza che "per lei sarà molto difficile gestire due bimbi" può generare un istintivo desiderio di proteggerla da ulteriori difficoltà.

Si può riflettere sul fatto che si sarebbe potuto dire queste cose "in altri termini," ma l'impulsività del momento spesso prende il sopravvento. La gravidanza, a volte, può "capitare", come quando una sorella è rimasta incinta "casualmente" e poi di nuovo, anche dopo un periodo difficile. Queste esperienze passate, come il marito che l'ha lasciata e la necessità di tornare a vivere dai genitori e trovarsi un lavoro, possono accrescere la preoccupazione per una nuova maternità non pianificata.

Le situazioni economiche, come l'inizio del pagamento di un mutuo, e le complesse dinamiche familiari, come un nipote che dorme dai nonni per esigenze lavorative della madre, sono elementi che contribuiscono a dipingere un quadro di potenziali difficoltà. Tutto ciò rende le prime reazioni, per quanto schiette, comprensibili nel contesto di un grande amore e preoccupazione per il benessere della sorella.

L'Ombra dell'Invidia e del Rancore: Un Sentimento Umano

Al di là della preoccupazione, l'annuncio di una gravidanza può far emergere sentimenti di invidia e rancore, soprattutto per chi ha vissuto esperienze dolorose legate alla maternità. Ci si può sentire "in colpa" per provare questi sentimenti, ma è una reazione umana. L'idea di immaginare la sorella "con la pancia, mentre io sarò ancora in ballo con il mio secondo tentativo di icsi," o il pensiero che "il suo bimbo si stava formando mentre il mio moriva," può essere estremamente difficile da elaborare. È un sentimento "assurdo" essere invidiosa di una sorella che si adora, eppure è reale.

Questa invidia non è malvagia in sé, ma nasce dal confronto inevitabile tra la propria situazione e quella di chi ci è vicino. Come viene espresso, "è normale confrontare la propria situazione con quella delle persone che ci sono accanto ed è normale che questo ci provochi sofferenza." Non si è "un automa," e provare questi sentimenti complessi è parte dell'essere umano. La felicità per la sorella può convivere con un "pieno di rancore," un conflitto interiore che molte persone sperimentano.

Il dolore per "difficoltà, i nostri tentativi falliti" può far "un po' inacidire," portando a reazioni come il desiderio di allontanarsi durante i racconti della futura mamma. Sentimenti contrastanti possono insorgere: "da una parte ero felicissima per lei, era un miracolo, dall'altra mi sentivo malissimo, pensavo, perché lei sì ed io no???" Questo è particolarmente vero per chi ha affrontato percorsi medici come la fecondazione in vitro, aborti spontanei o interruzioni volontarie di gravidanza per gravi patologie.

Sorelle che si abbracciano con espressioni complesse, una con la pancia e l'altra con uno sguardo pensieroso

Ci si può sentire "un mostro" per questi pensieri, specialmente quando la propria sorella ha avuto una situazione "ingarbugliatissima," trovandosi senza compagno o lavoro. Nonostante la consapevolezza delle difficoltà altrui, il dolore personale può rendere difficile una gioia piena e incondizionata. "Sono felice per loro ma allo stesso tempo non riesco a smettere di piangere," è una frase che riassume perfettamente questo stato d'animo. "Non c'è l'ho con nessuno ma continuo a dirmi non è giusto perché noi non possiamo esser veramente felici?????".

Anche la gelosia può manifestarsi in contesti più ampi, con amiche o colleghe che annunciano gravidanze inaspettate o facilmente ottenute, mentre si lotta per anni. "Mi sono sentita cadere il mondo addosso. Ho pianto talmente tanto!" è una reazione comune, così come "la fatica dover essere felice per lei. In effetti sono felice per lei ma sono molto invidiosa. Vorrei essere io in quella situazione." Questi sentimenti sono universali e profondamente umani.

Il Conforto nella Condivisione: Non si è Soli

Riconoscere questi sentimenti e condividerli può portare un grande conforto, scoprendo che "non sei l'unica." Molte persone hanno provato o provano la stessa "invidia," che in realtà "non è proprio invidia in senso tale e non devi sentirti in colpa." È una sofferenza legittima che deriva da un desiderio profondo non ancora realizzato. La consapevolezza che "se non è nostra sorella, prima o poi sarà una cara amica o una cognata a rimanere incinta" evidenzia quanto sia comune affrontare queste dinamiche.

Parlare con la sorella stessa, piuttosto che con amici, può essere più catartico: "Sarò però più contenta parlandone con mia sorella che con un'amica." Questo sottolinea l'importanza del legame fraterno e della comprensione reciproca. Il desiderio di avere "altri nipotini" e la gioia per la nuova vita, nonostante le difficoltà personali, rimangono un faro di speranza. La speranza che "stavolta mi regali una nipotina e che magari diventeremo sorelle di pancia!!!!" è un desiderio che trascende l'invidia e si radica nell'amore familiare.

La solidarietà e l'empatia sono fondamentali in questi momenti, riconoscendo che chi prova queste emozioni è "una persona con la P maiuscola, con i suoi sentimenti, le sue sofferenze, il suo attuale dolore." Non si è "sola né tantomeno invisibile," e il confronto con chi ha vissuto problemi simili può infondere la forza di "cercare per raggiungere il tuo scopo."

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L'Amore per il Nipotino e la Speranza Personale

Nonostante la complessità emotiva, l'amore per i nipotini è un sentimento potente e incondizionato. Il primo nipotino può diventare "la mia vita," e l'attesa di un altro riempie comunque di gioia, anche se velata da pensieri dolorosi. L'idea che "quando lo vedrai lo amerai come se fosse tuo!" è spesso una profezia che si avvera. Molte zie si sentono "la sua seconda mamma" per i loro nipoti, offrendo "tutto l'amore che potrei dare a un 'mio' figlio." Questo è un aspetto "molto gratificante" che arricchisce la vita.

Continuare a sognare e a sperare per la propria maternità è essenziale, anche dopo "svariate fivet senza esito" o "3 aborti." La resilienza e la capacità di andare avanti, magari con l'aiuto di un figlio già presente ("il mio Matteo, che mi dà la forza per andare avanti e continuare a sperare"), sono testimonianze della forza dello spirito umano. A volte, anche di fronte a notizie di gravidanze inaspettate e non desiderate, come una sorella che non vuole il suo "ottavo figlio," si desidererebbe essere al suo posto, per poter accogliere quella vita con tutto l'amore che si ha. Questo mondo può sembrare "crudele" quando "chi lo vuole niente e più lo si vuole e più si farà fatica ad ottenerlo, e chi non lo vuole via a gogo'." In questi momenti di profonda ingiustizia percepita, la speranza personale è l'unica ancora.

Aspetti Pratici e Consigli per la Futura Mamma e la Famiglia

Oltre alle dinamiche emotive, la gravidanza di una sorella, soprattutto se è già madre, porta con sé una serie di considerazioni pratiche e di consigli utili per affrontare al meglio il periodo che precede e segue il parto, focalizzandosi sull'organizzazione familiare e il benessere del primogenito.

Gestire la Gravidanza quando ci sono Già dei Figli: Le Sfide del Quotidiano

La gravidanza di una sorella che è già madre, specialmente in una situazione in cui ha "avuto molte difficoltà" in passato, può presentare sfide significative. Un nuovo arrivo implica una riorganizzazione profonda della vita quotidiana, che va oltre la semplice preparazione del corredino. Le responsabilità già esistenti, come un figlio maggiore che "la sera dorme a casa con i miei perché lei inizia a lavorare alle sei e mio padre deve accompagnare lui all'asilo e l'altra nostra sorellina a scuola," evidenziano una rete di supporto familiare già attiva e talvolta messa sotto pressione. L'inizio del pagamento di un mutuo, per esempio, aggiunge una dimensione economica non trascurabile alle preoccupazioni pratiche.

La consapevolezza che la futura mamma potrebbe aver bisogno di più riposo nelle ultime settimane di gravidanza è fondamentale. In questo contesto, se il padre potesse rimanere a casa con il primo figlio dopo la nascita del bebè, si ridurrebbe "l'impatto del cambiamento sul primogenito o sulla primogenita." Anche se il congedo di paternità non fosse preso tutto in una volta, il fatto che la famiglia viva insieme la nuova situazione va a beneficio di tutti. La gravidanza con un figlio già presente non è solo una questione fisiologica, ma una profonda riorganizzazione delle priorità e delle risorse familiari.

L'Arrivo del Secondo Figlio: Aspettative e Realtà

Il momento del parto è sempre un'esperienza intensa. Mentre al corso pre-parto si sente dire "quando iniziano le contrazioni è inutile andare subito all'ospedale, meglio mettersi comode e aspettare qualche ora," la realtà può essere differente, e a volte si finisce per "correre" all'ospedale. Il parto, anche se veloce e meno traumatico del precedente (come un "travaglio durato più di 24 ore" in passato), difficilmente è "indolore." La felicità per la buona riuscita e la salute del neonato ("Carolina stava alla grande e io dopo poco già stavo in piedi") è immensa, ma i giorni in ospedale possono essere "difficili" ed "esausti."

La fatica è una componente dominante: "Non riuscivo a dormire perché anche nei rari momenti in cui Carolina riposava io non riuscivo a farlo." Un "letto troppo scomodo, la luce della stanza sempre accesa, attorno a me un movimento continuo di neo-mamme agitate e neonati urlanti" contribuiscono a uno stato di disperazione. Il "biberon salva vita" rappresenta un momento di resa e di necessità, quello che "ti fa stare tranquilla per qualche ora perché hai la certezza che quel piccolo esserino ha la pancia piena e può, anzi deve dormire." Il senso di sconfitta, come nel caso di voler interrompere l'allattamento, può accompagnarsi a una gioia "incredibilmente felice" nel guardare il proprio bambino. Questo "mix letale di emozioni" - ansia, gioia, stanchezza, impazienza, paura, felicità - rende le prime ore dopo il parto indescrivibili.

Mamma esausta ma sorridente che tiene in braccio un neonato in un letto d'ospedale

La Riorganizzazione Familiare e il Ritorno a Casa

Il ritorno a casa è "il grande giorno, quello tanto atteso e tanto temuto." Le parole "ecco qui signora ora è tutto nelle sue mani, vedrà che a casa andrà meglio" possono suonare come un'enorme responsabilità. Se la prima volta ci si sentiva "così debole che mi girava la testa" per la stanchezza, la seconda volta può andare meglio fisicamente, ma "a quel punto bisognava fare i conti con il problema più grosso di tutti: a casa c'era l'altro figlio." Il primogenito, "che aspettava con ansia il tuo ritorno," potrebbe "non essersi ancora reso conto di non essere più figlio unico."

Il dilemma fondamentale è che "dopo la nascita del primo figlio, ti dedichi anima e corpo a lui. Ogni singolo istante della tua vita è in funzione sua. Con il secondo figlio no, questo non lo puoi fare." La stanchezza "ti rimane addosso per sempre." È un'ammissione realistica: "Buttate la spugna subito. Non fatevi illusioni. Risparmiate le energie." Questo implica che è necessario accettare che la gestione di due bambini sia intrinsecamente diversa e più impegnativa, e che non sempre si potrà dare la stessa attenzione individuale a ciascuno come si faceva con il primogenito.

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La Gelosia tra Fratelli: Un Sentimento Irrazionale ma Naturale

La gelosia "arriva sempre," magari non subito. A volte, un fratello maggiore "adora sua sorella dal primo momento in cui l’ha vista," con "tutto sorrisini, regalini e cosine dolci." Tuttavia, quando il neonato inizia a crescere, a stare seduto, a gattonare e ad interagire con i giocattoli del più grande, "devi proprio metterti d’impegno." La gelosia dei bambini è "irrazionale, impulsiva, spesso inconscia." Nemmeno loro sanno perché un momento prima adorano il nuovo arrivato e un momento dopo sembrano volerlo "lasciare in mezzo alla strada e dimenticarsene per sempre." È un processo naturale e non esiste una "soluzione" definitiva per eliminarla.

Il consiglio più prezioso è "non abbiate fretta. Tutti i bambini crescono. Tutti smettono di piangere e di fare i capricci." È importante "cercare di impostare delle buone abitudini," ma se le cose non vanno come programmato, "pazienza." Ogni bambino è unico e "non vi aspettate che se una cosa ha funzionato alla perfezione con il primo figlio, allora funzionerà anche con il secondo." Le differenze individuali sono la norma, e questo porta a ripensare le strategie educative.

Ogni Bambino è Diverso: Non Confrontare le Esperienze

L'esperienza con il primo figlio non è una guida infallibile per il secondo. La frase "con Bernardo ho fatto così, quindi andrà bene anche per Carolina" si rivela spesso errata. Ad esempio, "Bernardo i primi giorni non voleva attaccarsi al seno," ma poi con l'aiuto di una brava puericultrice, ha iniziato. "Carolina si è attaccata subito e anzi non si staccava mai con i risultato che al secondo giorno piangevo dal dolore." Lo stesso vale per il sonno: "Bernardo da neonato dormiva per ore e ore durante il giorno ed è stata una fortuna perché io nel frattempo riuscivo a riposarmi. Carolina no, lei sempre sveglia."

Anche lo svezzamento può essere molto diverso. Con il primo, "non ho avuto problemi: fin da subito lui ha mangiato tutto, senza mai rifiutare niente." Con il secondo, invece, "non è andata così liscia. Ci sono voluti mesi e tante prove." Questo dimostra che ogni bambino ha le proprie esigenze e il proprio ritmo di sviluppo, e i genitori devono essere flessibili e adattarsi. Le "fatiche e le difficoltà che arrivano con la nascita di un secondo figlio," come i "pianti fatti di nascosto" e il "dilemma delle notti insonni," sono reali. Tuttavia, "assieme a tutto questo caos arriva anche la gioia." Ammirare "un esserino di sole tre settimane che già ti sorride," o sentire "una vocina che per la prima volta in vita sua pronuncia la parola 'mamma'," sono momenti che "spazzano via il resto." La fiducia che "prima o poi arriva per tutti" il riposo e la serenità, è un messaggio di speranza. "Quel giorno non è poi così lontano e allora vi guarderete indietro e penserete che in fin dei conti non è stato tutto difficile."

Coinvolgere il Fratellino/Sorellina Maggiore: Preparazione all'Arrivo

L'arrivo di un fratellino o di una sorellina è un evento che può scatenare la gelosia dei primogeniti, e per questo è fondamentale prepararli in modo adeguato. La gestione di questo delicato passaggio richiede attenzione, empatia e strategie comunicative mirate.

Comunicare la Notizia: Tempi e Modi Efficaci

Comunicare la notizia dell'arrivo di un nuovo membro in famiglia al primogenito è un passo cruciale. È importante che la notizia venga data direttamente dai genitori, "non lasciate che lo vengano a sapere tramite i nonni, amici o parenti o sentendovi parlarne fra voi di nascosto." Questa prima accortezza generale, "la più importante, è dimostrare affetto al bambino il più spesso possibile," poiché "all'inizio ha bisogno di queste conferme, come dell'aria per respirare."

La scelta del momento e del modo di comunicare è essenziale. "Se vostro figlio/a è in un’età in cui può comprendere potete utilizzare una bambola o pupazzo per mostrargli nel corso della nuova gestazione, le cure di cui avrà bisogno il fratellino." È utile "spiegare che quando arriverà non sarà subito in grado di essere un nuovo compagno di giochi ma che ci vorrà del tempo perché cresca." La relazione tra fratelli e sorelle "si instaura già durante la gravidanza." Per favorire questo legame, "la mamma può invitare il bambino, la bambina, ad accarezzare il pancione, parlare col nascituro, cantargli una canzone, raccontare le favole della buona notte."

Bambino che accarezza dolcemente il pancione della mamma

Questo non significa che il secondo figlio "debba diventare l’argomento dominante all’interno della famiglia." Alcuni bambini "vogliono parlare spesso del futuro fratello o della futura sorella," mentre "altri mostrano poco interesse." È utile "essere attenti ai bisogni del bambino/della bambina." Giocare con una bambola o un peluche può aiutare i bambini a "prepararsi all’arrivo di un fratello o una sorella."

Il Distacco Temporaneo dalla Mamma e il Ruolo del Papà

Quando il momento del parto si avvicina, è fondamentale spiegare al bambino che la mamma "mancherete qualche giorno per andare in ospedale." Bisogna dirgli "la verità" per evitare delusioni. "Se dici che vai a prendere la sorellina, rischi che nella testa di tua figlia si aspetti che dopo un'oretta al massimo tu sia di ritorno! Allora perché stai via 2 o 3 giorni?" È meglio "spiegarle che la sorellina deve uscire dalla tua pancia" e che "ci vuole qualche giorno perché tutto questo avvenga e che a volte ci vuole l'aiuto del dottore." È importante rassicurare il bambino che "potrà venire a trovarmi con papà o i nonni e che mentre mancherete vi sarà sempre per lui una figura di riferimento."

Un'ottima strategia è che "un parente cui il bambino è legato (nonni o zii) si trasferisca nelle notti subito precedenti al parto a casa, di modo che il bambino non venga svegliato e spaventato e si trovi con qualcuno che può rimanere con lui in caso sia necessario recarsi in ospedale durante la notte." In questo periodo, il ruolo del papà è cruciale. "È proprio ora di coinvolgerlo di più," creando "spazi dedicati proprio a loro due, dove possono stare insieme e condividere degli interessi." Questo aiuta a creare un "rapporto di complicità con la bambina" e dà alla mamma un po' di tempo per sé.

La mamma può anche preparare "una scatola di baci e coccole riempita con tantissimi bigliettini ripiegati sui quali: stampare dei baci col rossetto, scrivere pensierini e parole amorevoli, fare dei piccoli e affettuosi disegni." Questa "scatola di baci e coccole" permette al bambino di "sentirla sempre vicina a sé" anche in sua assenza. Un "oggetto che ‘sa di mamma’" può essere utile da portare con sé per il bambino.

L'Inclusione nei Preparativi e nelle Cure del Neonato

Coinvolgere il bambino maggiore nei preparativi è un ottimo modo per farlo sentire parte del processo. "Coinvolgiamo il bambino, la bambina, nei preparativi relativi all’accoglienza del nascituro." Questo può includere "chiedergli di sistemare gli oggetti nella cameretta, piegare le tutine e le lenzuola, preparare delle decorazioni, coinvolgerlo nella scelta del nome." Se la cameretta deve essere condivisa, "fate i cambiamenti insieme."

Dopo la nascita, è utile coinvolgere il figlio maggiore "nelle cure del neonato: farsi aiutare a fare il bagnetto, a mettergli il pannolino, la crema o cercare il ciuccio." Anche i bambini di due anni "possono svolgere piccoli compiti." L'importante è farlo "senza responsabilizzarla troppo: ricordati che ha solo tre anni e che la novità passa ben presto!" È cruciale "continuare a dedicare del tempo individuale alla sorella 'grande', anche dopo la nascita della sorellina." Il coinvolgimento non deve essere forzato; se non è interessato a farlo, "non forzatelo arriverà da solo il momento che ve lo chiederà."

Legittimare le Emozioni e Rispondere con Verità

"Legittimare le emozioni" è fondamentale. Quando si comunica la notizia, "accogliamo qualsiasi reazione del bambino, della bambina, compresa l’eventuale indifferenza," che spesso è "dovuta al fatto che il piccolo ha bisogno di tempo per comprendere il significato." È importante "evitare di sollecitare stati d’animo specifici come 'devi essere contento, contenta' e accettare qualsiasi emozione manifestata."

I bambini "sono curiosi e tendono a porre molte domande." È essenziale "rispondiamo sempre alle domande del bambino, della bambina, con verità e con parole ed espressioni adeguate all’età." Si può "mostrare al primogenito, alla primogenita, le foto di quando lui, lei era nel pancione della mamma e dei primi giorni, mesi di vita e raccontare cosa succedeva." È inutile "descrivere il fratellino, la sorellina in arrivo come un compagno di giochi con cui si potranno fare tante cose," perché il bambino "resterebbe deluso/a nel vedere che, per diversi mesi, il piccolo passerà molto tempo a piangere, dormire e mangiare." Bisogna "esporre in modo realistico la situazione."

Durante la prima visita in ospedale, "meglio se il primo contatto con la sorellina avvenga con la neonata nella culla e non in braccio a te." Dopo, si può abbracciare il primogenito e poi "insieme, guardate nella culla." Anche se la primogenita "sarà incuriosita dal latte del seno," non bisogna spaventarsi. Se il bambino non chiede subito di vedere il neonato, "dedicategli qualche minuto che sia solo mamma figlio, qualche coccola e abbraccio."

Strategie per Costruire il Legame Fraterno

Costruire un legame solido tra fratelli è un obiettivo a lungo termine. È importante "parlare, leggere insieme libri sul tema, coinvolgere il bambino nei preparativi della nascita: sono gesti che aiutano a dare concretezza al cambiamento." Il "gioco simbolico può essere uno strumento prezioso: bambole, peluche, giochi di ruolo sono occasioni per elaborare e attraversare le emozioni e immaginare nuovi equilibri familiari."

Dopo la nascita, "favorire il contatto fisico" è importante. Consentire al bambino di "accarezzare con delicatezza il fratellino, la sorellina," e "se possibile, aiutarlo a prendere in braccio il neonato (sotto la supervisione dell’adulto, ovvio!)." Questo "passaggio è fondamentale per dare concretezza all’evento e ‘far conoscere’ subito i bambini."

"Celebrare il ruolo di fratello, sorella maggiore" può avvenire attraverso un "piccolo regalo al primogenito, alla primogenita, per festeggiare il suo nuovo ruolo." Non è necessario dire che il regalo viene dal neonato, ma "dai genitori/parenti per celebrare la sua condizione di fratello/sorella maggiore."

Il ruolo del genitore consapevole continua anche dopo la nascita. "Integrare il bambino più grande nella quotidianità del neonato - cambi pannolino, momento della nanna, passeggiate - può aiutare a creare una nuova routine condivisa." L'obiettivo "non è annullare la gelosia, ma renderla parte di una relazione in costruzione." Offrire "momenti esclusivi al primogenito, anche brevi, è un modo per rassicurarlo."

Aspetti da Evitare per Non Alimentare la Gelosia

Ci sono alcune azioni che è meglio evitare per non acuire la gelosia del primogenito. In una situazione "difficile da gestire," la tentazione di "compensare comprando regali eccessivi" può essere forte. Tuttavia, è bene chiedersi "se così facendo non stiate in realtà cercando di rabbonire il vostro comprensibile senso di colpa, più che la gelosia di vostro figlio."

È fondamentale "evitare sovrapposizioni nella conquista delle tappe evolutive: no a togliere ciuccio, pannolino, ingresso al nido/asilo in concomitanza con la nascita." Questo "chiederebbe troppe fatiche in un momento solo, quella di abbandonare qualcosa che gli dà sicurezza e conforto e al contempo di accettare la nascita del fratellino/sorellina." Per quanto riguarda l'ingresso a scuola, "mandarlo a scuola in concomitanza con la nascita della sorellina lo farebbe sentire escluso, sì." Questo creerebbe "un'ansia di abbandono che richiederebbe anche in voi genitori uno sforzo e un'attenzione maggiore."

Non bisogna dire sempre "dopo dopo dopo al bambino che già era presente in famiglia, quando prima invece era ovvio che era sempre subito." Se non si può dare attenzione immediata, "non rispondete con un semplice dopo o non posso, ma spiegate il perché." È importante "non dire al bambino di non toccare il fratellino o sorellina e di non dargli bacini quando vede voi e altri farlo." Invece, si dovrebbe "parlare molto col figlio più grande di ciò che prova, se ha domande, dubbi o se sente la mancanza di qualcosa." La calma e la pazienza devono essere una priorità, chiedendo "aiuto più possibile al papà e coinvolgetelo nel nuovo assetto familiare."

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