Autismo e Vocalizzazioni Neonatali: Una Guida Completa ai Segnali Precoci

La comprensione dello sviluppo del neonato è fondamentale per identificare tempestivamente eventuali deviazioni che potrebbero indicare disturbi dello spettro autistico (ASD). È importante capire come avviene questo processo di apprendimento nel bambino al fine di identificare il prima possibile quando qualcosa non sta andando bene. Nelle prime fasi della vita, infatti, si sviluppano le basi per la comunicazione e l'interazione sociale.

Sviluppo del neonato

I disturbi dello spettro autistico possono manifestarsi anche nella prima infanzia, per questo è importante prestare attenzione ad eventuali anomalie del comportamento. Riconoscere i segni precoci di autismo nei neonati può fare la differenza sull'efficacia della terapia e sulla qualità della vita del bambino e della famiglia. Per questo motivo familiari e pediatri dovrebbero sempre sapere cosa e dove guardare. È molto importante che i genitori sappiano quali aspetti osservare, in modo da cogliere i primi segnali di uno sviluppo atipico, che possono diventare degli utili campanelli d'allarme. Prestare attenzione a questi segnali è importante non solo per fare i controlli medici presso gli specialisti in caso di comportamenti atipici, ma anche per distinguere i sintomi di autismo da quelli di altri disturbi neurologici.

Lo Sviluppo del Sistema Nervoso e le Basi dell'Apprendimento

Lo sviluppo inizia durante la gestazione, con la formazione del cervello e delle altre strutture del sistema nervoso. I neuroni si connettono tra loro formando reti che consentono agli individui di raggiungere livelli di sviluppo sempre più complessi. L'assemblaggio di queste reti dipende da fattori genetici e dagli stimoli che le persone ricevono dal loro ambiente. Il sistema nervoso ha la capacità plastica, cioè la possibilità di stabilire nuove connessioni per riparare un guasto. Man mano che cresciamo, la capacità plastica del cervello diminuisce. Possiamo immaginare lo sviluppo come una scala a chiocciola, la cui base è l'asse dell'apprendimento comunicativo e dello sviluppo socio-emotivo.

Le Prime Interazioni: Sguardo, Movimento e Comunicazione

Alla nascita, i neonati posseggono già alcune capacità sensoriali e motorie essenziali.

Gli Organi di Senso

  • La vista: l'occhio è immaturo e alla nascita i bambini hanno la vista offuscata. Ma già a 20 giorni un neonato può già fissare e avere una visione più nitida. Intorno ai 20 giorni di vita, i neonati iniziano a fissare lo sguardo su oggetti o persone di interesse.
  • L'udito: l'orecchio è già sviluppato dal quinto mese di gestazione: alla nascita i bambini conoscono già la voce della madre e delle persone che li circondano.
  • Il tatto: percepiscono gli stimoli attraverso la loro pelle: per questo hanno freddo, caldo e hanno bisogno di essere abbracciati.
  • Il senso del movimento: hanno già anche il senso del movimento: ecco perché amano essere cullati.

Le Capacità di Movimento

Un riflesso consente loro di attaccarsi al seno della madre e assicurarsi il cibo.

La Capacità di Generare Attaccamento

I neonati e i cuccioli di animali in generale suscitano tenerezza. Attirano lo sguardo degli adulti e la loro presenza risveglia la voglia di giocare, abbracciarsi, guardare, coccolare.

Le Abilità di Gioco

Il gioco è il modo per imparare. Il gioco è "il lavoro" di neonati e bambini. Un bambino che non gioca non impara. In questo senso dobbiamo distinguere il gioco dai giocattoli. Il gioco è un'attività che diverte ed è mediata dalle emozioni. I giocattoli sono oggetti: i bambini si divertono a giocare con e senza giocattoli.

Le Tappe dello Sviluppo Tipico e Atipico

Per riconoscere l'autismo e capire quali sintomi vanno attenzionati, è necessario comprendere la differenza tra sviluppo tipico e sviluppo atipico. Lo sviluppo tipico indica il percorso di crescita che la maggior parte dei bambini segue, raggiungendo le tappe fondamentali di sviluppo fisico, motorio, linguistico, sociale e cognitivo entro certi range di età. Lo sviluppo atipico, invece, si riferisce a un percorso di crescita che devia da quello comunemente osservato. I bambini con sviluppo atipico possono mostrare ritardi o differenze significative nel raggiungimento delle tappe di sviluppo. Questi ritardi possono riguardare vari aspetti, come il linguaggio, le capacità motorie, le competenze sociali o le capacità cognitive.

I bambini dagli 0 ai 6 anni: pillole per una crescita sana

Segnali Precoci di Autismo nei Neonati da 0 a 3 Mesi

Nella maggior parte dei casi la diagnosi di autismo viene confermata tra 1 e 2 anni, ma i primi segnali possono presentarsi quando il bambino è ancora neonato. Uno dei primi aspetti su cui porre l'attenzione è lo sguardo del neonato. In genere a due mesi di vita il neonato riesce a seguire gli oggetti in movimento con lo sguardo e girando la testa. È in questa fase che fa la sua comparsa il "sorriso sociale", ossia il bambino risponde con un sorriso ad un volto sorridente. Questa pietra miliare dello sviluppo compare prima dei due mesi di età. Da questo momento in poi un bambino cercherà lo sguardo degli altri. Il contatto visivo permette alle persone di sviluppare capacità comunicative e interazione sociale: guardando le altre persone possiamo dedurre il loro stato d'animo. La capacità di guardare negli occhi si sviluppa presto. Pertanto, i bambini imparano rapidamente a comunicare e interagire con gli altri.

Un neonato dorme la maggior parte della giornata. Progressivamente, rimane sveglio sempre più a lungo. Questo è possibile grazie al fatto che pian piano la madre sta imparando a soddisfare i suoi bisogni primari: offre il cibo quando ha fame, le braccia e il suo amore quando si sente insicura, canta quando è assonnato.

Un altro aspetto da attenzionare è il linguaggio, infatti in questa fascia d'età il neonato piange per esprimere le sue esigenze ed emette dei gorgoglii. Il piccolo tende anche ad imitare i movimenti del viso delle persone e reagisce agli stimoli sonori, infatti salta in aria quando sente un rumore forte e si calma quando sente la voce delle persone che ha imparato a conoscere. Il movimento del neonato da 0 a 3 mesi è ancora scoordinato, ma presente. Il bambino a 2 mesi si porta le mani alla bocca e a 3 mesi inizia a sollevare la testa.

Neonato e sorriso sociale

Sviluppo tipico:

  • Sguardo: inizia a fissare lo sguardo su oggetti o persone a 3 settimane di vita. A 2 mesi di età può seguire un oggetto girando la testa da una parte all'altra. Guardando un viso sorridente il bambino risponde.
  • Linguaggio: il bambino emette suoni chiamati gorgoglii, pianti per esprimere le sue richieste. Guarda la bocca dell'adulto e imita alcuni movimenti del viso. Si calma quando sente la voce dei suoi cari.
  • Movimento: in questo periodo il bambino ha movimenti scoordinati e reazioni involontarie. Rimane a lungo in posizione fetale: con tono muscolare aumentato e arti superiori ed inferiori flessi. Intorno ai 3 mesi impara già a tenere la testa.
  • Gioco: il gioco preferito di un bambino è tutto ciò che sente nel proprio corpo: carezze, sussurri.
  • Apprendimento: i bambini imitano tutto e così imparano.

Potenziali sintomi di autismo (0-3 mesi):

  • Il bambino non fissa il suo sguardo sui volti delle persone.
  • Non segue con lo sguardo gli oggetti in movimento.
  • Non sorride alle persone che gli sorridono (assenza del "social smile").
  • Non emette suoni o gorgoglii con la bocca.
  • Sembra non reagire ai rumori forti.
  • Non è in grado di sollevare la testa.
  • Non si mette le mani in bocca.
  • Assenza o brevità del contatto visivo: il neonato non fissa il volto del genitore, oppure lo guarda solo per un attimo e poi distoglie lo sguardo.
  • Non segue con lo sguardo il volto che si muove: ad esempio, se la madre si sposta lateralmente mentre lo guarda in braccio.
  • Non inizia episodi di "scambio di sguardi": tipici già dai 2-3 mesi.
  • Mancanza assoluta di sorriso sociale.
  • Rigidità muscolare o postura anomala.
  • Assenza o povertà di vocalizzazioni sociali.
  • Mancata reattività alla voce umana.

Segnali Precoci di Autismo nei Neonati da 3 a 5 Mesi

A partire dai 3 mesi il neonato sta sveglio più a lungo e a partire dai 4 mesi inizia a coordinare meglio i movimenti. Sebbene riuscisse già ad afferrare gli oggetti anche prima, in questa fase il movimento diventa più preciso. La comunicazione diventa più interattiva, infatti cerca di attirare l'attenzione su di sé con lo sguardo, i sorrisi e le risate e inizia anche a ridere a crepapelle. I suoni e le voci familiari catturano la sua attenzione e segue voci e oggetti con lo sguardo. La bocca resta il suo strumento preferito per conoscere il mondo, infatti ha la tendenza a mettersi tutto in bocca.

Sviluppo tipico:

  • Movimento: il bambino sostiene già la testa e inizia a rimanere seduto. A partire dai 4 mesi acquisisce un maggiore controllo dei movimenti e capacità di coordinazione.
  • Imparare e giocare: all'inizio cercherà di mettersi tutto in bocca: è il suo modo di vedere il mondo.
  • Comunicazione: mostra un maggiore interesse per la comunicazione. Guarda dritto negli occhi e scopre che sorridere e cercare di parlare attira l'attenzione delle persone. Siamo di fronte a un bimbo che, sebbene sia pur sempre piccolo, comincia a conoscere se stesso e a riconoscere gli altri.

Potenziali sintomi di autismo (3-5 mesi):

  • Il neonato ha difficoltà a tenere ferma la testa.
  • Quando viene avvicinato ad una superficie, non tira indietro i piedi.
  • Non riesce a muovere gli occhi in tutte le direzioni.
  • Ha una risposta limitata ai suoni e alle voci familiari.
  • Non si mette gli oggetti in bocca.
  • Mancata risposta alla voce, ipo-reattività sensoriale, mimica assente.
  • Non si volta alla voce di chi lo chiama (dopo i 4-5 mesi).
  • Non riconosce la voce materna come fonte di conforto.
  • Reagisce in modo eccessivo o assente a suoni forti (ipo- o iper-reattività uditiva).

Segnali Precoci di Autismo nei Neonati da 6 a 8 Mesi

A partire dai 6 mesi di età il bambino quando è sdraiato riesce a rotolare e girarsi per cambiare posizione. Continua ad acquisire nuove abilità nel movimento, infatti riesce a stare seduto. Per quanto riguarda gioco e apprendimento, il bambino mostra grande interesse verso ciò che lo ricorda e distingue bene le persone che conosce dagli sconosciuti. È particolarmente interessato agli altri bambini e gioca con la sua immagine allo specchio. Riconosce il suo nome quando viene chiamato. Anche la comunicazione diviene più ricca, infatti ripete le sillabe ed emette dei suoni vocalici. Tende inoltre ad imitare ciò che fanno gli adulti, come ad esempio l'intonazione delle persone che parlano.

Sviluppo tipico:

  • Movimento: il bambino a questa età inizia a stare seduto da solo e poi cerca di afferrare gli oggetti.
  • Imparare e giocare: è molto interessato a tutto ciò che lo circonda. Le persone attirano così tanto la sua attenzione che impara a distinguere tra volti familiari e sconosciuti. Gli piace guardarsi allo specchio ed è attratto dagli altri bambini. Riconosce anche il suo nome quando qualcuno lo chiama.
  • Comunicazione: scopre che può emettere suoni diversi con la sua voce e inizia a pronunciare suoni vocalici: "a", "e", "o". Possono cominciare a ripetere anche le sillabe: ta ta ta.
  • Risponde al nome: (con attenzione, rotazione del capo o vocalizzazione).
  • Mostra un interesse marcato per le persone, specialmente quelle familiari.
  • Sorride e vocalizza in modo spontaneo e reattivo durante le interazioni.
  • Inizia ad imitare le espressioni facciali dell’altro (es. linguaccia, sopracciglia alzate).
  • Prova piacere nel gioco relazionale semplice (es. cucù, solletico, canzoncine).
  • Dimostra preferenze sociali: si calma più facilmente con la madre, sorride più spesso a volti familiari rispetto a quelli sconosciuti.

Potenziali sintomi di autismo (6-8 mesi):

  • Quando è sdraiato, non prova a rotolare e girarsi.
  • Ha una postura rigida, come se i muscoli fossero in tensione.
  • Mancano i gesti comunicativi, come quello di salutare, puntare o altri gesti.
  • Non mostra interesse verso le interazioni con le persone.
  • Mancano i suoni vocalici e la ripetizione di sillabe.
  • Non risponde al proprio nome.
  • Assenza di gesti comunicativi, vocalizzazioni limitate, isolamento.
  • Non imita espressioni facciali semplici.

Segnali Precoci di Autismo nei Neonati da 9 a 11 Mesi

Il bambino ha già più indipendenza.

Sviluppo tipico:

  • Movimento: il bambino ha già una maggiore autonomia: cerca di gattonare e cerca di stare in piedi da solo. La possibilità di allontanarsi dai genitori provoca ambivalenza.
  • Imparare e giocare: Gli piace guardare il viso e impara così a riconoscere le emozioni: Capisce il NO quando viene detto con una faccia arrabbiata e una voce ferma. Comincia ad esprimere varie emozioni: ride, piange, condivide il piacere, capisce che le sue azioni generano effetti sugli altri. D'altra parte, diventa angosciato in presenza di estranei o quando è lontano dai suoi genitori.
  • Comunicazione e interazione sociale: balbetta ripetendo le sillabe. Imita l'intonazione degli adulti. Si diverte con le canzoni. Prova a ballare seguendo il ritmo della musica.

Segnali Precoci di Autismo nei Bambini da 12 a 18 Mesi

Ora siamo di fronte a un vero e proprio bambino, non più un neonato o bimbo piccolo. Imita gli adulti e gioca a “essere grande”. Scopre la lingua e riconosce il mondo delle emozioni.

Sviluppo tipico:

  • Movimento: a questa età i bambini camminano già in modo indipendente. Amano arrampicarsi e spingere oggetti. Fanno scarabocchi.
  • Comunicazione: nello stesso momento in cui può muoversi autonomamente, compaiono le prime parole: inizia a dire mamma e papà per chiamare. Usa anche parole legate ai propri bisogni alimentari e per nominare altri parenti. I bambini di questa età trovano molti modi per comunicare, anche se parlano poco. Capiscono molto più di quanto possano esprimere a parole. Rispondono a comandi come: “dammi”, “prendi”, “siediti”. Si arrabbiano con il NO.
  • Gioco e interazione sociale: imitano gli adulti e imparano a usare oggetti e giocattoli: fingono di parlare al telefono, dar da mangiare a una bambola, vestirla o farla dormire. Si aggrappano al loro genitori in nuove situazioni.

Segnali Precoci di Autismo nei Bambini a 2 Anni

A due anni i bambini acquisiscono maggiore sicurezza nei movimenti e nell'accesso alla lingua.

Sviluppo tipico:

  • Movimento: il bambino di 2 anni corre già in coordinamento senza cadere. Si diverte a calciare e lanciare una palla.
  • Comunicazione: inizia a unire due parole: sostantivo e verbo. La dizione potrebbe non essere chiara o parole non complete. Ad esempio: "andiamo a casa", "voglio l'acqua". Capisce meglio i gesti e li usa per esprimere varie emozioni: giocosità, gioia, rabbia, tristezza. Soddisfa i comandi in un solo passaggio. Ad esempio: “porta il tuo zaino”.
  • Apprendimento: Si interessa di immagini e storie. Può ordinare per forme e colori.

Segnali Precoci di Autismo nei Bambini a 3 Anni

Sviluppo tipico:

  • Movimento: si diverte a correre, si arrampica, salta, pedala sul triciclo.
  • Comunicazione: Comunica con frasi di 4 o 5 parole: Ad esempio "andiamo a casa di Matteo".
  • Apprendimento: ragiona, chiede perché, mette insieme puzzle da 3 e 4 pezzi.
  • Interazione sociale: condivide un giocattolo. Imita gli adulti e gli altri bambini nei giochi. Propone giochi agli altri.

L'Importanza della Rilevazione Precoce

L’idea che i sintomi di autismo nel neonato possano manifestarsi già nei primi mesi di vita può sembrare sorprendente, ma è oggi supportata da un numero crescente di evidenze scientifiche. Studi longitudinali condotti su popolazioni a rischio (es. fratelli di bambini autistici) e su neonati successivamente diagnosticati con disturbo dello spettro autistico (ASD) mostrano che alcuni segnali osservabili già tra i 2 e i 6 mesi possono indicare una traiettoria atipica di sviluppo.

Nel primo anno di vita, non si può parlare di diagnosi clinica certa di autismo, ma è possibile identificare profili di rischio. Questi profili si manifestano attraverso deviazioni o assenze in aree chiave dello sviluppo:

  • Comunicazione precoce
  • Intersoggettività (capacità di scambiare stati affettivi)
  • Coordinazione visuo-motoria
  • Regolazione emotiva e sensoriale

Identificazione precoce autismo

Riconoscere con tempestività i sintomi di autismo nel neonato precoci non significa “etichettare” un neonato, ma significa creare le condizioni per osservarlo in modo più mirato, consapevole e strutturato. La conoscenza di questi indicatori può fare una profonda differenza nel percorso di sviluppo del bambino. Individuare precocemente un profilo a rischio permette infatti di:

  • Attivare una presa in carico evolutiva precoce: consente ai genitori e ai pediatri di richiedere una valutazione specialistica già nel primo anno di vita, anticipando di molti mesi (a volte anche anni) il momento in cui normalmente si arriva alla diagnosi formale. Questo consente di iniziare un percorso di osservazione clinica e supporto personalizzato fin da subito.
  • Sfruttare la finestra neuroplasticità massima: i primi anni di vita, e in particolare i primi 1000 giorni, rappresentano un periodo critico per lo sviluppo delle connessioni cerebrali. Intervenire precocemente consente di sostenere in modo mirato le reti neurali coinvolte nella comunicazione, nell’intersoggettività e nella regolazione sensoriale ed emotiva.
  • Prevenire lo sviluppo secondario di difficoltà associate: senza un adeguato supporto, alcuni bambini a rischio di autismo possono sviluppare nel tempo comportamenti disfunzionali secondari, come evitamento sociale, crisi comportamentali o ritiro. Un intervento precoce può aiutare a modulare queste risposte, favorendo l’adattamento e il benessere globale.
  • Guidare i genitori nell’interazione quotidiana: conoscere i segnali di autismo nel neonato e ricevere supporto precoce permette alla famiglia di imparare modalità comunicative più efficaci con il proprio bambino. Il parent training precoce, ad esempio, insegna come amplificare ogni minimo segnale sociale del bambino e trasformarlo in una esperienza comunicativa significativa, aumentando così le probabilità di apprendimento.
  • Ridurre il tempo tra il sospetto e l’intervento: in Italia, l’età media della diagnosi di autismo è ancora superiore ai 36 mesi, mentre la sintomatologia in molti casi è osservabile già entro il primo anno. Riconoscere precocemente consente di colmare questo ritardo, garantendo al bambino maggiori opportunità di sviluppo in aree fondamentali come il linguaggio, l’imitazione, la reciprocità sociale.
  • Pianificare percorsi educativi e terapeutici più individualizzati: una segnalazione precoce consente di monitorare l’evoluzione del profilo di sviluppo del bambino nel tempo, adattando progressivamente gli interventi in base alle sue specifiche caratteristiche, potenzialità e fragilità.

Sapere quali possono essere dei segnali precoci di autismo - e quando preoccuparsi - non significa anticipare una diagnosi, ma creare un’opportunità di comprensione, ascolto e intervento mirato. I primi sintomi di autismo nel neonato non sono sempre evidenti, ma possono diventarlo quando il confronto con bambini a sviluppo tipico evidenzia differenze qualitative e quantitative nei comportamenti precoci.

Segnali "Allarmanti": Quando Consultare un Professionista

Sebbene ogni neonato sia diverso dall’altro e può acquisire le abilità dello sviluppo con tempistiche diverse rispetto ai coetanei, è bene fare attenzione ad eventuali ritardi o differenze, se e quando vengono riscontrati. Quando il comportamento del neonato si discosta dalle tappe dello sviluppo tipico corrispondenti alla sua età, non è il caso di allarmarsi, ma di certo può essere utile chiedere una consulenza al pediatra e al neuropsichiatra infantile. Lo sviluppo atipico può essere un segnale di varie condizioni, tra cui i disturbi dello spettro autistico, i disturbi generalizzati dello sviluppo, i disturbi specifici del linguaggio e altri disordini neurologici o genetici. Riconoscere e comprendere queste differenze è fondamentale per identificare precocemente le necessità dei bambini e intervenire con adeguati supporti e terapie.

Fronte autismo

Le Domande Chiave per Riconoscere i Segni di Autismo nei Neonati

È importante precisare che nessuno dei segni di autismo dei neonati di cui abbiamo parlato può essere considerato come “la prova” che verrà diagnosticato l’autismo. I neonati con sviluppo tipico sono naturalmente attratti dai volti umani e cercano il contatto visivo, mentre quelli con sviluppo atipico potrebbero evitare il contatto visivo.

  • È presente il sorriso sociale? I bambini con sviluppo tipico rispondono ai sorrisi con altri sorrisi come parte di un’interazione sociale. L’assenza di questo comportamento può indicare difficoltà nella connessione sociale.
  • Mio figlio risponde ai suoni? Un neonato che non risponde ai suoni, specialmente alle voci familiari, potrebbe avere difficoltà uditive o problemi legati all’attenzione, entrambi segnali possibili di autismo.
  • Le vocalizzazioni sono presenti? I neonati con sviluppo tipico emettono una varietà di suoni come parte del loro sviluppo linguistico iniziale. Una riduzione o assenza di queste vocalizzazioni può essere indicativa di autismo.
  • Il bambino compie gesti comunicativi? I gesti come puntare o salutare sono segni di sviluppo comunicativo. La loro assenza nei neonati può essere un indicatore di ritardo nello sviluppo sociale e comunicativo.
  • C’è la risposta al nome? La mancata risposta al proprio nome è spesso uno dei segni più evidenti di autismo nei bambini. È importante monitorare come il neonato risponde quando viene chiamato.
  • Com’è la coordinazione visuo-motoria? L’incapacità di seguire oggetti in movimento può indicare la presenza di problemi nella coordinazione visuo-motoria.

Altri Segnali Rilevanti

  • Alterazioni del contatto visivo e dell’attenzione condivisa: Assenza o brevità del contatto visivo, il neonato non fissa il volto del genitore, oppure lo guarda solo per un attimo e poi distoglie lo sguardo. Non segue con lo sguardo il volto che si muove: ad esempio, se la madre si sposta lateralmente mentre lo guarda in braccio. Non inizia episodi di “scambio di sguardi”: tipici già dai 2-3 mesi.
  • Comunicazione sociale ridotta o assente: Assenza del sorriso sociale (atteso tra 6 e 8 settimane). Scarsa imitazione precoce: il neonato non imita le espressioni facciali o i suoni vocalici dell’adulto. Non vocalizza per attirare l’attenzione: il pianto non varia a seconda della necessità (es. fame, dolore, noia). Assenza di lallazione canonicamente strutturata entro i 6-8 mesi.
  • Risposte atipiche agli stimoli uditivi: Non si volta alla voce di chi lo chiama (dopo i 4-5 mesi). Non riconosce la voce materna come fonte di conforto. Reagisce in modo eccessivo o assente a suoni forti (ipo- o iper-reattività uditiva).
  • Scarso interesse per le persone: Il neonato non mostra piacere nel contatto fisico affettuoso. Non allunga le braccia per essere preso in braccio. Non si orienta spontaneamente verso il volto umano. Assenza di manifestazioni di disagio quando il genitore si allontana.
  • Atipie motorie e stereotipie precoci: Movimenti ripetitivi di mani, dita o gambe (es. dondolio, flapping). Posture rigide o insolite, ad esempio irrigidimento durante la manipolazione. Scarso interesse per le mani dell’adulto, uso funzionale limitato delle proprie mani. Rotazioni dello sguardo o del corpo non finalizzate.
  • Risposte sensoriali atipiche: Iperreattività a luci, suoni o texture (es. si irrigidisce al tatto). Ipo-reattività (es. non si accorge di odori o contatto freddo/caldo). Difficoltà nell’allattamento (rifiuto del seno o biberon senza causa medica). Problemi nel consolidamento del ritmo sonno-veglia.
  • Regolazione emotiva e comportamentale alterata: Crisi di pianto inconsolabili. Tendenza a “chiudersi” su di sé. Scarsa variabilità espressiva del volto. Reazioni emotive non congruenti con le situazioni.
  • Rallentamenti nello sviluppo evolutivo globale: Ritardo nell’acquisizione delle abilità motorie grossolane (es. tenere la testa eretta, rotolare, sedersi). Assenza di gioco esplorativo con le mani, oggetti o il proprio corpo. Scarso apprendimento associativo (non ripete esperienze che lo fanno sorridere).

Autismo e le Peculiarità delle Condotte Sonore e Vocali

I genitori di bambini autistici hanno sempre sottolineato le condotte sonore peculiari dei loro figli: estrema sensibilità a certi suoni, rumori, che possono generare condotte evitanti, fobiche, o, al contrario, particolare attrazione, fascino, dei “contenimenti” in certi suoni. Queste condotte appaiono bizzarre, inappropriate, tanto più che, d’altra parte, questi stessi bambini manifestano una certa sordità. I genitori parlano spesso anche di grida, o di queste crisi di grida, spesso molto acute, che assordano, e molto spesso, molto stressanti per l’ambiente. Sappiamo bene che si tratta di comportamenti che ritroviamo agli estremi del sonoro, dall’inaudibile all’assordante. Tra i due estremi, si osservano numerosi casi, in cui le espressioni sonore, sono molto più tollerabili per l’ambiente, o anche, alle volte, piacevoli: una sorta di canticchiare. Queste manifestazioni, sono ciò che induce la famiglia a pensare che il bambino abbia delle capacità musicali, il piccolo, appunto il piccolo canticchia, egli riproduce le melodie che ascolta, egli ne crea altre.

Bambino con autismo e suoni

Nelle persone con autismo le regioni del cervello sensibili alla comunicazione vocale sono scarsamente collegate ai circuiti che elaborano la ricompensa, e questo fa sì che apprezzare la piacevolezza di una conversazione e cogliere gli stimoli emotivi positivi che può dare sia praticamente impossibile per chi soffre della sindrome. Uno studio si è concentrato sui bambini con una forma di autismo ad alto funzionamento, con punteggi del QI nel range della normalità e quindi in grado di parlare e leggere, ma con difficoltà a sostenere una conversazione e a comprendere gli spunti emotivi comunicati dalla voce di un'altra persona. Dal confronto fra le scansioni di risonanza magnetica funzionale di questi bambini e quelle di un gruppo di controllo formato da coetanei di pari QI con sviluppo normale è risultato che nell'emisfero sinistro dei bambini autistici la regione della corte corteccia destinata all'elaborazione della voce era scarsamente collegata al nucleo accumbens e all'area tegmentale ventrale, due strutture cerebrali del circuito della ricompensa che rilasciano dopamina in risposta a stimoli positivi.

Il Ruolo del Sonoro e della Musica

L'essere umano ha la necessità di costruirsi uno spazio abitabile nel sonoro, la cultura gli ha già preparato il terreno con i codici sonori quali sono il linguaggio verbale e la musica, ma ogni individuo deve creare il proprio spazio sonoro psichico. L'autismo è un caso di figura che non può accedere alle protezioni necessarie per fare del sonoro un mezzo d'espressione e di comunicazione. Sordità e ipersensibilità manifestano insieme questa carenza, l’esperienza sonora si ritrova in forma traumatica. Il comportamento di tapparsi le orecchie, così frequente in alcuni autistici, esprime fisicamente la problematica dei limiti (con il paradosso che le orecchie tappate permettono alle volte di preservarsi una certa possibilità di ascolto).

Si osservano in alcuni pazienti dei momenti di assenza nei quali sembrano totalmente assorti da una musica, o da un suono (spesso anche un suono per noi quasi inaudibile), questi comportamenti superano quella che per noi potrebbe essere una sorta di seduzione, questa attrazione può produrre degli effetti freezing. La problematica della perdita sonora si manifesta attraverso l’inibizione sonora, l’impossibilità di produrre un suono, il terrore legato alla espulsione sonora. I rumori, i suoni prodotti sono allora vissuti come parti del corpo espulse. La produzione sonora è separazione, la percezione del proprio suono rende più drammatica questa separazione, attraverso l’eco del contesto sonoro, l’acustica del luogo. L’oggetto sonoro deve costituirsi come delimitato, separato e offrire le condizioni per una possibile relazione. È l’obiettivo della musicoterapia, riuscire a creare una relazione, giocabile, che abbia senso per entrambi i partner. Il ruolo della voce è particolare, seducente al rischio della confusione, dell’assorbimento, estranea, de-personalizzata.

Le Condotte Vocali: Eco, Parola-Suono e Canticchiare

Tra tutte le produzioni sonore generali studiate, ci si sofferma su quelle legate al vocale. È questo il caso delle condotte d’eco. Alla domanda “gli è mai capitato di fare l’eco del contesto ripetendo dei suoni, musiche, rumori, parole?”, si è ottenuta più della metà di risposte affermative (57%). Quando si è specificato il rapporto con la voce dell’altro e la correttezza della ripetizione (timbro, intonazione), si è ottenuto il 28% di risposte positive e la stessa percentuale, all’opposto, per un comportamento di ecolalia propriamente detto. Altre questioni specificando le condotte vocali, trovano risposta, ad esempio la parola-suono - la parola sentita e usata per il suo suono - ha una grande importanza per tutti i bambini studiati. La metà del campione ha accesso alle frasi melodiche.

Riso e pianto sono apparsi più spesso di quanto ci si aspettasse (pensiamo alla non reattività di certi pazienti alle situazioni emozionanti), e li si riscontrano più spesso fra i soggetti più giovani. Per contro il grido, con la sua intensità e la violenza delle sue frequenze acute lo si è riscontrato in diversi casi con l’importanza che gli si riconosce. Il grido rappresenta bene il prototipo della reazione emozionale dell’uomo, e anche ciò che lo riavvicina di più, nell’espressione sonora, all’animale. Freud stesso sottolinea l’importanza di questo riferimento psichico “di estrema importanza”. La modulazione, l’armonizzazione, o meglio la melodizzazione del grido - nel caso di bambini che presentano questo tipo di condotte - costituiscono per un musicoterapeuta come Clive Robbins, un obiettivo nella creazione della relazione musicoterapeutica, prendendo questa, successivamente, nella pratica di questo autore, una dimensione più pedagogica.

Continuando la disamina delle produzioni vocali, in seguito, si trovano le chantonnement. Nella ricerca, un punto comune tra i due gruppi d’età è il ruolo del canticchiare utilizzato prima di addormentarsi, così come per cullarsi (50%). Condotte di canticchiare più stereotipate si possono osservare nei bambini più grandi della popolazione, così come sono presenti variazioni e improvvisazioni. Invece, la ripetizione di melodie sentite la si riscontra più sovente nei bambini più piccoli. Si può, inoltre, osservare che i bambini che più hanno beneficiato della musicoterapia utilizzano più spesso il canticchiare. La questione della strutturazione del sonoro ci induce a interrogarci sulla relazione con la parola. Confrontando i bambini in grado di usare la parola (frasi semplici) con quelli che si limitano ai suoni, parole-suono o parole isolate, si può osservare che le curve con parola/senza parola, si incontrano su tre voci che sono uguali alle precedenti: interno/esterno, relazione all’oggetto sonoro, e strutturazione del sonoro. La presenza della parola non differenzia il livello di strutturazione musicale, cosa che può sorprendere, invece le risposte alle problematiche della percezione sonora e della perdita sonora (risultati nettamente inferiori per i bambini con parola) sono del tutto convincenti. Questi risultati mostrano che le distinzioni sono più nette, per quanto riguarda la presenza del “canticchiare”, nelle voci “interno/esterno” e “relazione all’oggetto sonoro”, e per ciò che concerne la “presenza della parola”, e infine, per le voci “percezione sonora” e “perdita del suono”.

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