Quando inizia a gattonare un bambino: una guida completa allo sviluppo motorio

L'arrivo di un bambino nella famiglia è un momento emozionante e significativo. I genitori sono spesso ansiosi di seguire da vicino ogni nuova conquista del loro piccolo, inclusi i primi tentativi di esplorare il mondo attraverso il movimento. Uno di questi passaggi importanti nello sviluppo di un bambino è il momento in cui inizia a gattonare. Questo è un momento importante nello sviluppo motorio di ogni bambino, anche se è bene ricordare che non tutti i bambini passano per questa fase prima di cominciare a camminare, e offre un'opportunità per i genitori di assistere e incoraggiare il loro piccolo esploratore.

Un bambino felice che gattona su un tappeto morbido in un ambiente domestico sicuro e accogliente

Il gattonamento come tappa dello sviluppo

Il gattonamento è una delle tappe importanti nello sviluppo motorio dei bambini. È un momento emozionante non solo per i piccoli esploratori, ma anche per i genitori che assistono a questo passaggio significativo. Il gattonamento è spesso tra i primi movimenti indipendenti che un bambino sviluppa. La scoperta del movimento, anche attraverso il gattonamento, porta al piccolo diversi benefici. In primo luogo, il gattonamento aiuta a rafforzare i muscoli del corpo, preparando il bambino alle tappe motorie successive come stare in piedi e camminare. Grazie al gattonamento, i bambini esplorano il loro ambiente circostante in modo attivo. Durante i primi movimenti nello spazio i bambini sperimentano per la prima volta la loro autonomia rispetto all'adulto.

Questa fase non solo offre ai bambini una maggiore indipendenza nel loro movimento, ma contribuisce anche allo sviluppo delle loro abilità cognitive ed esplorative. Quando i bambini iniziano a gattonare, acquisiscono maggiore indipendenza e autonomia nel loro movimento. Questo non solo li aiuta a esplorare il mondo circostante, ma allena anche i loro muscoli e migliora l'equilibrio. Il gattonamento è una tappa fondamentale dello sviluppo motorio che dovrebbe idealmente verificarsi nel primo anno di vita, consistendo in un movimento crociato e coordinato tra braccia e gambe.

Tempistiche e variabilità: a che età inizia a gattonare?

Molti bambini iniziano a mostrare segni di interesse per il gattonamento tra i 6 e i 10 mesi di età. Tuttavia, ogni bambino è un individuo unico e sviluppa le sue capacità motorie a un proprio ritmo. In media i bambini iniziano a gattonare tra i 7 e i 10 mesi, ma esistono ampie differenze da un neonato all’altro. Alcuni cominciano un po’ prima, intorno ai 6 mesi, altri dopo i 10: entrambe le situazioni rientrano assolutamente nella norma. È importante sapere che è molto raro che un bambino inizi a gattonare a 4 mesi. I piccoli tentativi che si possono apprezzare a questa età sono delle preparazioni allo schema motorio del gattonamento: sollevare bene la testa e il petto durante il tummy time, iniziare a rotolare e anche esplorare il mondo circostante con lo sguardo e le mani.

L'età in cui un bambino impara a gattonare dipende dalla qualità del suo sviluppo motorio e dalle attività proposte dai genitori sin dalla nascita. Ci sono bimbi che gattonano anche a 12-13 mesi, contemporaneamente ai primi passi; altri ancora non gattonano affatto, passando direttamente dalla posizione seduta alla stazione eretta.

Grafico che mostra la fascia temporale tipica (7-10 mesi) in cui i bambini iniziano il gattonamento e la variabilità individuale

Il percorso preparatorio: segnali e tappe precedenti

Il gattonamento non comincia all’improvviso. È il culmine di un percorso che si sviluppa in diverse tappe, ciascuna con la sua importanza. Solitamente, le principali tappe che lo precedono sono:

  • Rotolamento: il bambino impara a girarsi dalla pancia alla schiena e viceversa.
  • Sollevamento sulle braccia: durante il tummy time, il bambino si solleva sulle braccia e sulle ginocchia, imparando a sostenersi.
  • Dondolio: il bambino si mette a quattro zampe e inizia a spingersi indietro o a dondolarsi sul posto, sperimentando i primi movimenti coordinati.
  • Spinta all’indietro: molti bambini, all’inizio, spingono con le braccia e finiscono per muoversi all’indietro. Può essere frustrante per loro, ma è un segnale che hanno capito come usare la forza per spostarsi.

Prima che un bambino inizi a gattonare, ci sono segnali di preparazione che i genitori possono osservare. È fondamentale consentire al bambino di trascorrere tempo in posizione prona, sempre con la supervisione di un adulto: fornire al bambino momenti in cui può stare sulla pancia aiuta a rafforzare i muscoli necessari per il gattonamento.

Varietà negli stili di movimento

Non tutti i bambini gattonano nello stesso modo. Alcuni adottano schemi simmetrici, muovendo braccio e gamba opposti, altri mostrano movimenti più personali, come gattonare con una gamba piegata o spingersi principalmente con un lato del corpo.

  • Gattonare a quattro zampe: il movimento classico, coordinato e crociato.
  • Gattonare a ritroso: accade perché spesso i muscoli delle braccia sono più sviluppati di quelli delle gambe.
  • Strisciare: un movimento spesso preferito perché più semplice, che permette al bambino di mantenere le mani libere.
  • Rotolamento: alcuni bambini preferiscono rotolare per spostarsi nello spazio.
  • Dondolio: una fase in cui il bambino prende le misure con il proprio corpo, restando fermo ma oscillando.

SVILUPPO MOTORIO 6-9 MESI: STRISCIARE, GATTONARE E POSIZIONE SEDUTA DEL BAMBINO

L'importanza dell'esperienza e del ruolo del genitore

Perché alcuni bambini raggiungono in ritardo o le saltano completamente tappe motorie fondamentali? La risposta potrebbe essere riassunta in una sola parola: esperienza. L’esperienza, intesa come l’insieme delle attività motorie proposte al bambino sin dalla nascita, gioca un ruolo fondamentale. Questa non è tanto determinata dalla genetica individuale quanto piuttosto dalla modalità di accudimento durante la crescita del bambino.

Se il genitore conosce bene l’importanza del tummy time e propone al bambino le giuste attività motorie sin dai primi mesi di vita, il bimbo si svilupperà al meglio. Al contrario, se il genitore incorre in frequenti errori posturali (es. posizione seduta mantenuta eccessivamente) e offre poche attività, il bambino rischia di rallentare il suo sviluppo.

Per aiutare il bambino a gattonare bisogna accertarsi che abbia sufficiente grip sulle gambe, pancia e braccia. Un altro accorgimento suggerito è quello di mettere il bimbo a cavalcioni della propria gamba: in posizione di quadrupedia potrà allenarsi nel mantenere quella posizione e, gradualmente, la apprenderà più facilmente. Anche il massaggio infantile è un modo tenero e amorevole per connettersi con il proprio bambino, offrendo stimolazione sensoriale e favorendo la percezione del suo corpo nello spazio.

Creare un ambiente sicuro ed esplorabile

Assicurati che l'area in cui il bambino gioca sia sicura ed esplorabile. Esplorare diverse superfici può essere stimolante per il bambino. Oltre al pavimento, potete mettere il bambino su una coperta, un tappeto morbido o persino all'aperto sull'erba (assicurandovi che sia un prato pulito, privo di sassi, insetti o altri piccoli animali).

Per rendere la casa a prova di piccolo esploratore:

  • Eliminare cavi elettrici a portata di mano e coprire le prese.
  • Togliere oggetti piccoli e potenzialmente pericolosi dal pavimento.
  • Mettere in sicurezza angoli vivi di mobili e tavoli con apposite coperture.
  • Posizionare barriere di protezione alle scale e ad altri luoghi dove il piccolo non potrà entrare.
  • Togliere dai luoghi a portata di neonato detersivi o soprammobili fragili.

Checklist visiva per la messa in sicurezza di una stanza per il bambino che gattona

Quando prestare attenzione: segnali di allarme

Nella maggioranza dei casi, le variazioni nello stile e nei tempi del gattonamento non devono destare preoccupazione. Tuttavia, ci sono alcuni segnali che meritano un'attenzione in più e un consulto con il pediatra o un fisioterapista pediatrico:

  • Ritardo significativo: se intorno ai 10-12 mesi il bambino non mostra interesse a spostarsi autonomamente.
  • Gattonamento asimmetrico persistente: se il bambino usa costantemente ed esclusivamente un solo lato del corpo per muoversi.
  • Scarsa coordinazione o ipotonia: se i movimenti appaiono molto scoordinati, rigidi o il bambino non riesce a sostenere bene il suo peso su braccia e gambe dopo i 9-10 mesi.
  • Perdita di abilità motorie acquisite in precedenza.

Ricorda sempre che il gattonamento non è una gara. Rappresenta un momento di crescita motoria, esplorazione e apprendimento, emozionante per il genitore e per il bambino. Anche se il piccolo non dovesse mai gattonare, il suo percorso di crescita prosegue naturalmente verso le tappe successive, come il mettersi in piedi e il camminare autonomamente.

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