I giorni che precedono il momento del parto sono caratterizzati da una serie di cambiamenti nel corpo della futura mamma. Questi sintomi possono manifestarsi giorni o anche settimane prima dell’inizio del travaglio vero e proprio, rendendo difficile prevedere con precisione quando il parto avverrà. L’ultimo trimestre della gravidanza è caratterizzato da cambiamenti sempre più evidenti nel corpo della mamma, che alludono a un imminente travaglio. Riconoscere i sintomi pre-travaglio e capire quando il parto è imminente può aiutare a vivere questa esperienza con maggiore consapevolezza e serenità. Ogni donna e ogni gravidanza sono uniche, ma saper riconoscere e prestare attenzione ai segnali del proprio corpo permette di affrontare il momento con maggiore sicurezza. Ogni sistema complesso - che sia un’azienda, una strategia di lancio o un corpo umano che si prepara a dare la vita - invia segnali prima di un grande evento. Il pre-travaglio è uno di questi sistemi. Nel corpo della futura madre, i giorni (e talvolta le settimane) che precedono il travaglio sono costellati di indizi, spesso ignorati o fraintesi.
Quando il momento del parto si avvicina, ogni futura mamma può trovarsi a fare i conti con un misto di emozioni: eccitazione, ansia e un forte desiderio di prepararsi al meglio. Riconoscere i segnali che indicano l’inizio del travaglio è fondamentale per affrontare questo momento con consapevolezza e sicurezza. Sapere come distinguere le contrazioni vere da quelle preparatorie, comprendere il significato della perdita del tappo mucoso o della rottura delle acque, sono competenze preziose che possono fare la differenza. Inoltre, familiarizzare con tecniche di rilassamento e respirazione e adottare posizioni che favoriscono la discesa del bambino sono strategie efficaci per accompagnare il corpo e la mente verso un parto più agevole.
I Primi Segnali di Preparazione: Il Corpo si Adatta
Molte donne si chiedono: quali sono i sintomi prima di partorire? In genere i primi sintomi del travaglio compaiono anche alcuni giorni prima del momento del parto vero e proprio. Nelle ultime settimane, infatti, gli ormoni stimoleranno il corpo a prepararsi per il travaglio. La donna ha quindi tutto il tempo per riconoscere questi segnali. I sintomi della fase pre-travaglio possono verificarsi in qualsiasi sequenza, nell’arco di settimane, giorni oppure ore, e potresti anche non accorgertene. Man mano che il giorno del parto si avvicina, il corpo materno subisce diversi cambiamenti per facilitare la nascita del bambino.
La Discesa del Bambino nel Bacino (Lightening o Appoggio)
Uno dei segnali più evidenti è la discesa del bambino nel bacino, spesso chiamata "lightening" o appoggio. Questo fenomeno si verifica qualche giorno prima del parto nelle donne che non hanno mai partorito e poco prima nelle donne che lo hanno già fatto. Prima che inizi il travaglio, il bambino si sposterà sistemandosi più in profondità nel bacino; questo potrà dare sollievo al bruciore di stomaco ed alleviare la pressione sui polmoni, ma premendo più sulla vescica potrebbe comportare il bisogno più frequente di fare pipì. La futura mamma si accorge di respirare, mangiare e digerire meglio, senza avvertire alcun peso sullo stomaco.
Caratteristica degli ultimi giorni, è la sensazione che la pancia si sia abbassata. E non solo perché lo dicono gli altri, anche se la percezione dell’abbassamento si può avere anche dall’esterno. Infine, aumentando la pressione sui vasi sanguigni della parte bassa del corpo, potreste notare un rigonfiamento nella zona delle caviglie e dei piedi, specialmente nei periodi più caldi. Per alleviare questo disagio, mantenete il più possibile le gambe sollevate e sistematevi sul fianco sinistro, aiutandovi con un cuscino per la gravidanza.

Le Contrazioni di Braxton Hicks: Il "Falso Travaglio"
L’aumento delle contrazioni di Braxton Hicks, contrazioni irregolari e solitamente non dolorose, è un altro indizio che il corpo si sta preparando al travaglio. Si tratta di spasmi addominali simili alle doglie, che si manifestano negli ultimi mesi di gravidanza; esse si verificano quando le fibre muscolari dell’utero si contraggono ripetutamente senza causare dolore intenso né favorire la dilatazione. Le famose contrazioni “di prova” si fanno più regolari, ma non dolorose.
Nelle ultime settimane di gravidanza le contrazioni saranno una compagnia piuttosto costante per la donna: l’utero infatti inizia a prepararsi per il parto. Queste contrazioni, chiamate anche contrazioni di Braxton Hicks, possono durare anche fino a 30 secondi, compaiono ad intervalli regolari e spesso, se ci si alza o se ci si muove, scompaiono. Man mano che i giorni passano esse tendono ad aumentare di frequenza e intensità, anche se non sono ancora le contrazioni vere e proprie del travaglio.
Le contrazioni di Braxton Hicks sono un fenomeno comune durante la gravidanza, spesso descritte come “contrazioni di prova” o “false contrazioni”. Queste contrazioni prendono il nome dal medico inglese John Braxton Hicks che le descrisse per la prima volta nel 1872. Sono essenzialmente contrazioni dell’utero che possono iniziare già dal secondo trimestre di gravidanza, ma sono più comuni nel terzo trimestre. A differenza delle vere contrazioni del travaglio, le contrazioni di Braxton Hicks sono irregolari e imprevedibili, non seguono un pattern crescente di intensità o frequenza. Solitamente queste contrazioni sono indolori o causano solo un leggero disagio. Alcune donne le descrivono come una sensazione di indurimento o di serraggio dell’addome. Durano generalmente pochi secondi fino a un massimo di due minuti e non aumentano in intensità o frequenza nel tempo. Tendono ad essere percepite nella parte anteriore dell’addome.
Le contrazioni di Braxton Hicks sono considerate un modo per l’utero di “allenarsi” per il travaglio vero e proprio. Anche se il loro ruolo preciso non è completamente chiaro, si ritiene che possano aiutare a tonificare l’utero, mantenere una buona circolazione sanguigna alla placenta e preparare il collo dell’utero per il travaglio vero e proprio. Si risolvono spesso con il cambiamento di posizione o con l’idratazione e non portano a una dilatazione del collo dell’utero. Sono generalmente meno intense e meno dolorose delle contrazioni del travaglio.

L'Istinto del Nido e Altri Cambiamenti Emotivi o Fisici Minori
Un aumento dell’energia o “istinto del nido” è quel bisogno improvviso di pulire, organizzare, sistemare. Questo può essere un segno psicologico che il corpo si sta preparando per il parto. Verso la fine della gravidanza ci si sente spesso così ingombranti ed elefantistiche che non si riesce a immaginare un motivo per cui alzarsi dal divano; tuttavia, molto spesso ci si sveglia una mattina con un forte desiderio di correre in giro a pulire, cucinare e lucidare l'argenteria.
Sensazioni simili a quelle che si provano prima dell’arrivo del ciclo come stanchezza, mal di testa, irritabilità possono comparire appena prima del travaglio. Alcune donne soffrono anche di diarrea. Questi sintomi, che assomigliano alla sindrome premestruale, sono comuni appena prima del travaglio. Un altro segnale, questa volta tipicamente mattutino, è dato dall’aumento delle secrezioni mucose e liquide del canale vaginale.
Dolore alla Schiena e Pressione Pelvica
Conseguentemente alla discesa del feto nel bacino, tra i sintomi più comuni della fase pre-parto c’è il fastidioso dolore alla schiena, specialmente nella zona lombare e dell’osso sacro. Anche in questo caso, il motivo è l'abbassamento della posizione del feto nel grembo materno. Uno dei sintomi più frequenti nelle ultime settimane di gravidanza è infatti un dolore sordo e continuo nella parte bassa della schiena. Questo disagio è causato dai cambiamenti che avvengono a livello del bacino e dall’aumento della pressione esercitata dal bambino, che si posiziona in basso preparando il corpo al parto.
La pressione pelvica è un altro sintomo tipico che molte donne sperimentano poco prima del travaglio. Questa sensazione è il risultato della testa del bambino che si posiziona nel canale del parto, esercitando pressione sui muscoli e sui legamenti pelvici.
Segnali Chiave dell'Imminenza del Travaglio
Quando il parto è vicino, il corpo inizia a inviare segnali specifici per prepararsi al travaglio. Questi sintomi, se riconosciuti tempestivamente, permettono alle future mamme di capire che il momento è ormai prossimo e di agire di conseguenza. Tra i segnali più importanti ci sono le contrazioni regolari, la perdita del tappo mucoso e la rottura delle acque.
La Perdita del Tappo Mucoso (Bloody Show)
Un secondo segnale piuttosto comune è la perdita del tappo mucoso, una sostanza gelatinosa che sigilla il collo dell’utero durante la gravidanza per proteggere il feto da infezioni. Durante la gravidanza, la cervice è occupata da materiale mucoso che impedisce ai microrganismi patogeni la risalita nell’utero. All’inizio del travaglio, quando la cervice inizia a dilatarsi in preparazione al parto, questo tappo scivola e viene espulso.
La donna se ne accorge poiché rileva la fuoriuscita di una sostanza bianca, densa e inodore, striata di sangue e, a volte, seguita da una piccola perdita ematica. Questo sintomo è indice che il parto è ormai prossimo, anche se - isolato da altri sintomi - non fornisce alcuna indicazione precisa sulla data del parto: la perdita del tappo mucoso, infatti, potrebbe accadere anche diversi giorni prima dell’inizio del travaglio.
La perdita del tappo mucoso è uno dei pochi segnali tangibili, ma non un allarme immediato. Un altro segnale chiave del parto imminente è la perdita del tappo mucoso, che indica che il corpo si sta preparando per il parto, poiché il collo dell’utero si ammorbidisce e inizia a dilatarsi. Sebbene possa essere un segnale importante, è importante notare che non tutte le donne sperimentano la perdita del tappo mucoso nello stesso modo. Può presentarsi con tracce di sangue (definito anche “bloody show”) o essere completamente privo di colore. Qualche volta, ma non è affatto una regola, si può avere la fuoriuscita anche abbondante di una sostanza gelatinosa, grigiastra o giallognola, compatta, che è il tappo di muco. Il tappo mucoso di solito si tinge di sangue rosa o marrone e viene chiamato "spettacolo sanguinolento".
La Rottura delle Acque: Un Segnale Spesso Inequivocabile
Un altro segnale che è indice di un travaglio prossimo può essere la “rottura delle acque”, ossia la rottura del sacco amniotico che può avvenire in modo improvviso o con una perdita graduale di liquido. Questo è uno dei segni più chiari che il travaglio sta iniziando e richiede un’immediata valutazione medica, tuttavia questo avviene solo nel 10% dei casi.
La rottura delle acque consiste nella rottura del “sacco” che contiene il liquido amniotico in cui è immerso il bambino durante la gravidanza. Generalmente a questa rottura consegue la discesa di liquido caldo, incolore e inodore: queste caratteristiche aiutano a differenziarlo dall’urina o dalle comuni perdite vaginali più viscose e non continue. Il liquido amniotico che viene fuori non è sempre della stessa quantità; può capitare, infatti, che la sacca si rompa solo in un piccolo punto, determinando una fuoriuscita molto esigua.
In circa il 20 per cento delle donne, invece, è la rottura del sacco amniotico ad annunciare la fine della gravidanza e l’inizio del travaglio. Si può avvertire un movimento un po’ più forte del bambino, oppure un rumore interno: alcune mamme riferiscono di aver sentito un “toc” all’improvviso. A fine gravidanza possono venire immediatamente dei brividi per la perdita di calore. In genere entro 12 ore, in alcuni casi entro 24, dall'inizio delle contrazioni. Il suggerimento è di mettere un assorbente o, ancora meglio, un fazzoletto bianco grande, ripiegato: sarà più facile tenere sotto controllo il colore del liquido. È importante, infatti, che questo si mantenga trasparente, tutt’al più, un po’ rosato. Un liquido "tinto", che tende al marrone o al verde, segnala la presenza di meconio, le prime feci del neonato e, se non è ancora un segnale di sofferenza fetale, potrebbe diventarlo. Il rischio che il bambino resti all’asciutto non c'è, perché il liquido si riforma continuamente. Può darsi che il travaglio assuma un ritmo un po’ più incalzante (il liquido amniotico contiene le prostaglandine, sostanze che stimolano le contrazioni), ma non è detto.
La rottura delle acque può avvenire in qualsiasi fase del travaglio, più comunemente a travaglio inoltrato, ma può capitare anche all’inizio e non sono sporadici i casi in cui si registri in assenza di contrazioni. La rottura delle membrane prima del travaglio avviene solo nel 5-10% circa delle gravidanze; e nel 90% dei casi le donne entrano in travaglio in modo naturale entro 24 ore.
Le Contrazioni Uterine Efficaci e Dolorose
Le contrazioni sono tra i sintomi più noti e importanti che indicano l’avvicinarsi del travaglio. Tuttavia, non tutte le contrazioni sono uguali. Al contrario delle contrazioni di Braxton Hicks, le contrazioni vere e proprie sono regolari, aumentano progressivamente in intensità e frequenza, e possono durare dai 30 ai 60 secondi. In questo caso, è fondamentale monitorare l’andamento delle contrazioni: se diventano più frequenti e intense, mantenendo un ritmo regolare, è probabile che il travaglio sia iniziato.
Per essere sicure di ciò, potete cronometrarle: quanto durano e quanto sono distanti tra loro? Il travaglio è iniziato quando le contrazioni si fanno più intense e dolorose, tanto che la donna, al loro sopraggiungere, ha spesso bisogno di fermarsi e appoggiarsi a qualcuno o qualcosa, se durano un minuto o più e se si susseguono con uno schema regolare. Molto utile, dunque, è cronometrare la frequenza delle doglie già da casa, magari facendosi aiutare dal proprio partner o da una persona vicina; quando queste diventeranno frequenti e regolari, con una pausa inferiore ai 5 minuti e per almeno un paio d’ore, è il segnale che è il momento di recarsi al punto nascita.
A un certo punto, le "solite" contrazioni, anziché fermarsi dopo un po’, proseguono: la loro durata è di circa 30-40 secondi e da fastidiose si fanno leggermente dolorose. L’intervallo tra una e l’altra non è uguale per tutte: possono essere molto ravvicinate, ma presentarsi anche a una certa distanza. Seguono, però, un loro ritmo. Per il primo figlio, in genere trascorrono circa 12 ore prima che si inneschi il travaglio attivo. A quel punto, le contrazioni diventeranno decisamente dolorose e di maggiore durata (50-60 secondi).
È molto raro che una donna arrivi al travaglio senza avere sperimentato le contrazioni uterine, che in genere sono presenti già in gravidanza, si intensificano nell’ultimo periodo e diventano dolorose nei giorni che precedono il parto. Sebbene sia l’utero a contrarsi (si percepisce appoggiandoci sopra una mano) non si avverte nessun dolore all’addome, anche se questo risulta molto teso e duro. Il dolore, invece, viene percepito distintamente sopra il pube, molto in basso, e può raggiungere anche i muscoli delle cosce, oppure si riflette sulla schiena, nella sede renale, e può raggiungere la zona sacrale. La localizzazione del dolore non è prevedibile, e una non esclude l’altra.
Modificazioni della Cervice Uterina
Man mano che il giorno del parto si avvicina, il corpo materno subisce diversi cambiamenti per facilitare la nascita del bambino. L'ammorbidimento, l'assottigliamento e la dilatazione della cervice sono processi fondamentali: la cervice inizia a maturare, assottigliarsi e dilatarsi per prepararsi al passaggio del bambino. La dilatazione del collo dell’utero (ampliamento fino a 10 cm per permettere il passaggio del bambino) è un segno fondamentale del travaglio. Questo sintomo non può essere osservato visivamente dalla donna, ma viene valutato da un medico tramite esami fisici.
L’apertura del collo dell’utero e la discesa del bambino avvengono grazie alle contrazioni uterine che modificano il collo dell’utero, rendendolo più soffice e corto. Successivamente, agiranno spingendo il piccolo verso il basso e stirando lateralmente il collo per facilitarne l’apertura da zero fino a 10 centimetri. Il collo si apre e qualche piccolo capillare può generare una gocciolina di sangue, che può manifestarsi subito (il rosa) o uscire più tardi (il marrone).
02. I prodromi del travaglio
Altri Sintomi Fisici e Emotivi
Quando il travaglio si avvicina, molte donne possono avvertire una sensazione di fatica intensa e modificazioni nel ritmo della respirazione. Questi cambiamenti possono causare una respirazione più affannosa e un senso di stanchezza persistente. La futura mamma potrebbe avvertire un aumento di sudorazione, con vampate improvvise. Qualcuna avverte un leggero senso di nausea; qualcun’altra, al contrario, sente il bisogno di mangiare, soprattutto dolci o carboidrati. In questo periodo i disturbi del sonno sono dovuti principalmente all’attività ormonale e all’ansia del parto. Questi sintomi fisici sono segnali chiave che il corpo sta ultimando i preparativi per il parto.
Il Processo del Travaglio: Fasi e Caratteristiche
Il travaglio consiste in una serie di contrazioni uterine ritmiche, involontarie o indotte medicamente, che si traducono nell’appianamento (assottigliamento e accorciamento) e nella dilatazione del collo dell’utero. Si tratta cioè di un insieme di cambiamenti che si manifestano soprattutto attraverso lo sviluppo di contrazioni muscolari dell’utero che aiutano a spostare il bambino dal suo posto nel grembo materno attraverso il canale del parto fino al mondo esterno. Durante il travaglio, il collo dell’utero della donna si dilata, ossia si allarga, per permettere al bambino di passare. Questo processo può variare molto da donna a donna per durata e intensità del dolore percepito: in alcuni casi si esaurisce nel giro di poche ore, in altri mette a dura prova la resistenza fisica ed emotiva della madre.
Il travaglio di parto è il più significativo processo di cambiamento che avviene nel corpo della donna durante la sua vita; contemporaneamente è la prima esperienza di cambiamento che ogni essere umano ha sperimentato nascendo.
Il Periodo Prodromico: La Fase Pre-Travaglio
Il periodo prodromico del travaglio è la fase che precede il travaglio attivo e può durare ore o anche giorni, soprattutto nelle prime gravidanze. Si manifesta con contrazioni irregolari, talvolta dolorose ma ancora non efficaci nel determinare una dilatazione progressiva del collo dell’utero. Come distinguere questi segnali dall’inizio del travaglio attivo? In questa fase le contrazioni possono essere irregolari, di intensità variabile e talvolta si attenuano con il riposo; servono a preparare il collo dell’utero, ma non determinano ancora una dilatazione progressiva.
L’attività contrattile sporadica (anche dolorosa) è presente nell’ultimo periodo della gravidanza, ed è un bene, perché il collo si modifica e si prepara già nel periodo (settimane, giorni) precedente il travaglio. È esperienza comune, infatti, avere delle contrazioni durante la sera, che passano poi prima della notte. Questo lavoro di preparazione, quando particolarmente intenso, può essere accompagnato da segni quali perdite di muco bianco, marrone o rosato.
Il periodo prodromico del travaglio di parto è caratterizzato da cicli di contrazioni abbastanza regolari e dolorose, inframezzate da pause anche lunghe, a volte spossanti e noiose. Spesso, ma non sempre, in questa fase si ha anche uno spontaneo, facile e abbondante svuotamento dell’intestino. Talvolta compare nausea e più raramente vomito. Ma bisogna comunque sforzarsi di mangiare qualcosa e bere.
La fase dei prodromi è forse il fenomeno più variabile e imprevedibile che riguarda la nascita. Se infatti l’obiettivo da raggiungere per essere in travaglio sono i famosi 4 cm di dilatazione, il tempo e le energie per raggiungere questo risultato non sono quantificabili, e moltissimo dipende dalle condizioni in cui si trova il collo dell’utero al suo inizio: se queste condizioni sono favorevoli, sarà più facile, se invece sono sfavorevoli occorre essere preparate a fare in alcune ore (6/12) il lavoro che qualche nostra amica ha fatto in diversi giorni. Pazienza, non si può scegliere.
Le Tre Fasi del Travaglio Effettivo
Il travaglio si divide convenzionalmente in tre fasi principali, ciascuna con le proprie caratteristiche distintive.
Prima Fase: Inizia con le contrazioni regolari e termina quando il collo dell’utero è completamente dilatato (circa 10 cm). È la fase più lunga. Questa fase si divide in due momenti: la fase latente e la fase attiva.
- Fase iniziale (o latente): Durante questa fase, il collo dell’utero comincia a dilatarsi lentamente fino a raggiungere circa 6 centimetri. È un periodo generalmente lungo e imprevedibile. La dilatazione del collo dell’utero durante questa fase può durare fino a 20 ore per le donne al primo parto e 14 ore per quelle che hanno già partorito. Le contrazioni possono essere meno intense e più distanziate.
- Fase attiva: Una volta raggiunti i 6 centimetri di dilatazione, si entra nella fase attiva. Qui, il collo dell’utero si dilata più rapidamente, arrivando fino a 10 centimetri (mediamente si dice 1 cm all’ora, ma spesso anche più lentamente per le nullipare). Le contrazioni sono più frequenti e intense, e questo è il momento in cui la futura mamma sente la maggiore urgenza di spingere. Potrebbero subentrare altri sintomi, come crampi alle gambe e nausea.
Seconda Fase (Fase Espulsiva): Inizia quando il collo dell’utero è completamente dilatato e continua fino alla nascita del bambino. È il momento in cui la madre spinge per aiutare il bambino a muoversi lungo il canale del parto. Durante questa fase, il bambino si muove lungo il canale del parto attraverso una serie di movimenti, che includono l’ingresso nella pelvi, la rotazione e, infine, l’espulsione. La durata di questa fase può variare notevolmente: di solito è più breve per le donne che hanno già partorito. L’anestesia epidurale può prolungare questa fase, ma offre un significativo sollievo dal dolore. Serviranno molte spinte per far uscire completamente la testa, poi, alla contrazione successiva, sarà il turno delle spalle, e in seguito di tutto il corpo del bambino.
Terza Fase (Secondamento): Inizia subito dopo la nascita del bambino e si conclude con l’espulsione della placenta, l’organo che ha nutrito il bambino durante la gravidanza. Questa fase può durare da pochi minuti a una mezz’ora. La gestione attiva di questa fase include l’assistenza nel distacco della placenta e la somministrazione di farmaci come l’ossitocina per prevenire eccessive perdite di sangue. Se non c’è perdita di sangue importante si deve aspettare (senza fare manovre né trazioni del cordone ombelicale) che la placenta si distacchi e una poderosa contrazione la faccia uscire.

Gestire l'Attesa e Affrontare il Travaglio a Casa
Quando si iniziano a notare i sintomi che indicano che il parto è vicino, è importante rimanere calme e prepararsi per l’ospedale o il luogo prescelto per il parto. Riconoscere i sintomi pre-travaglio e capire quando il parto è imminente può aiutare a vivere questa esperienza con maggiore consapevolezza e serenità. Meglio aspettare a casa fino a che ci si sente comode e al sicuro, specialmente nella fase prodromica. La prima parte del travaglio è poco prevedibile; per le mamme alla prima esperienza la durata può raggiungere anche qualche giorno.
Strategie per il Benessere Domestico
È fondamentale garantirsi una situazione comoda, intima, la compagnia giusta, piccoli pasti appetitosi e digeribili, e bevande tiepide o fresche leggermente zuccherate. Ingannare l’attesa con attività piacevoli, passeggiare, riposarsi, dormire. E, soprattutto, è fondamentale evitare stress da prestazione, in genere indotto dall’ansia dei parenti: «Chissà quando nascerà…».Mantenersi in movimento, anche se con esercizi leggeri, può aiutare a stimolare il travaglio e a favorire un parto più fluido. Esercizi con la fitball, come il rimbalzo dolce o i movimenti oscillatori del bacino, possono essere altrettanto benefici. Questi movimenti favoriscono la dilatazione del collo dell’utero e aiutano a rilassare i muscoli, riducendo il senso di fatica e migliorando la progressione delle contrazioni. Adottare posizioni che facilitano la discesa del bambino e riducono la pressione sulla schiena può fare una grande differenza nel gestire il dolore e progredire nel travaglio. Inoltre, l’uso della fitball (o palla da parto) è un alleato prezioso per mantenere il movimento e favorire la discesa del bambino. Esercizi come il dondolio del bacino o i movimenti circolari possono contribuire a rilassare i muscoli pelvici e ad alleviare la tensione nella parte bassa della schiena.
Il Ruolo della Respirazione e del Partner
Il controllo della respirazione è uno degli strumenti più potenti per gestire il dolore e mantenere la calma durante il travaglio. Durante le contrazioni, è consigliabile inspirare lentamente dal naso e poi espirare dolcemente dalla bocca, mantenendo un ritmo costante. Questo approccio non solo aiuta a gestire il dolore, ma promuove anche uno stato di calma mentale che è fondamentale per affrontare il travaglio con consapevolezza.
L’intimità con il partner, i massaggi e le carezze sono l’aiuto migliore al lavoro degli ormoni che favoriscono il parto, quali ossitocina (ormone della contrazione) ed endorfine (ormoni che controllano il dolore e il piacere). Sarà l’ostetrica a consigliare se e come procedere a stimolazioni più intense, come il massaggio dei capezzoli, qualora la situazione lo richieda.In assenza di complicazioni, è inoltre possibile avere rapporti sessuali per favorire la progressione del travaglio, poiché l'attività sessuale al termine della gravidanza, per la sua ricaduta sul sistema ormonale che favorisce il parto, è consigliata per facilitare l’avvio fisiologico del travaglio e non presenta rischi.
02. I prodromi del travaglio
Anestesia e Gestione del Dolore
Per contrastare il dolore, quando necessario, si possono utilizzare metodi naturali diversi e complementari, e senza controindicazioni, oppure farmaci (parto in analgesia). L'anestesia epidurale, ad esempio, può offrire un significativo sollievo dal dolore, sebbene possa talvolta prolungare la seconda fase del travaglio. È importante discutere in anticipo le opzioni disponibili con il proprio medico o ostetrica.
Quando è il Momento di Andare in Ospedale
Decidere quando recarsi in ospedale durante il travaglio è una questione cruciale per garantire sia la sicurezza della madre che del bambino e si raccomanda di discuterlo con il proprio ginecologo, in modo da essere pronti a riconoscerlo. Comprendere i segnali di allarme e sapere quando contattare il medico o l’ostetrica permette di agire con prontezza e sicurezza, garantendo una gestione ottimale del travaglio.
Criteri per le Contrazioni
Le contrazioni sono l’indicatore principale che il travaglio è iniziato. Tuttavia, non tutte le contrazioni richiedono di andare subito in ospedale. È importante saper distinguere tra contrazioni preparatorie e contrazioni effettive da travaglio. L’intensità delle contrazioni è un altro elemento da tenere in considerazione: se diventano dolorose al punto da rendere difficile parlare o muoversi, è un chiaro segnale che è il momento di recarsi in ospedale.
In genere si consiglia di recarsi in ospedale quando le contrazioni sono regolari, dolorose, durano circa un minuto e si presentano ogni 3-5 minuti da almeno un’ora (nelle prime gravidanze).Se sei alla tua prima esperienza di parto, è generalmente consigliato recarsi in ospedale quando le contrazioni sono regolari, durano circa 60 secondi e si verificano ogni 5 minuti per almeno un’ora. Se hai già avuto altri parti, potresti dover andare in ospedale un po’ prima, ad esempio quando le contrazioni si verificano ogni 5-6 minuti in modo regolare, poiché il travaglio potrebbe progredire più velocemente. Forti contrazioni a 6 minuti di distanza o meno che durano 30 secondi o più sono un segnale per raggiungere l'ospedale.
Rottura delle Membrane
Se si verifica la rottura delle acque (la rottura del sacco amniotico che contiene il liquido in cui il bambino è immerso), è importante recarsi immediatamente in ospedale per ridurre il rischio di infezione. Il liquido può essere chiaro, avere tracce di sangue o essere leggermente verdastro. Cosa fare se si rompono le membrane ma le contrazioni non iniziano? La rottura delle membrane (“rottura delle acque”) può precedere l’inizio delle contrazioni. In questo caso è consigliabile contattare il punto nascita per ricevere indicazioni su quando recarsi in ospedale. È utile osservare il colore del liquido (che dovrebbe essere chiaro) e monitorare i movimenti del bambino. Anche in assenza di dolore, è importante una valutazione clinica per definire tempi e modalità di assistenza.
Segnali di Allarme che Richiedono Attenzione Immediata
È opportuno andare subito se si rompono le membrane, se compare sanguinamento abbondante, febbre o se si percepiscono meno movimenti fetali.Sanguinamento vaginale: Un sanguinamento vaginale che non sia il tipico “bloody show” (piccole perdite di sangue e muco che possono verificarsi con la dilatazione del collo dell’utero) richiede un controllo immediato in ospedale.Segni di distress fetale: Se noti una diminuzione dei movimenti del bambino o se il liquido amniotico è verde scuro o marrone (indicativo di meconio, ovvero la prima feci del bambino, che può indicare stress fetale), è essenziale andare subito in ospedale.Altri sintomi preoccupanti: Sintomi come una forte cefalea, alterazioni della vista, dolore severo al ventre, o gonfiore alle mani e al viso possono essere segnali di condizioni che richiedono attenzione medica immediata.Rischio di parto pretermine: In presenza dei sintomi di travaglio prima della 37esima settimana è necessario rivolgersi immediatamente in Pronto Soccorso. Le contrazioni del travaglio pretermine possono assomigliare a quelle del travaglio a termine, ma possono essere meno intense e dare più fastidio o provocare crampi ai fianchi o alla schiena. Le contrazioni pretermine sono solitamente regolari, si verificano ogni 5, 10, 15, 20 o 30 minuti e durano dai 40 ai 60 secondi. Tuttavia, alcune donne possono avere contrazioni irregolari durante il travaglio pretermine. È importante ricordare che a volte queste contrazioni possono essere scambiate per contrazioni di Braxton Hicks, che non seguono un andamento regolare.
Aspettative e Realità del Parto
Prepararsi al parto richiede un approccio olistico che combina tecniche di rilassamento, movimento fisico controllato e una buona consapevolezza del proprio corpo. Affrontare il momento del parto con una preparazione consapevole è fondamentale per vivere questa esperienza unica con fiducia e tranquillità. Riconoscere i sintomi del parto vicino, comprendere come si manifestano e sapere quali azioni intraprendere permette di sentirsi più pronte e sicure.
La Durata del Travaglio e le Aspettative
La durata del travaglio è molto variabile. Nelle donne alla prima esperienza può durare diverse ore, mentre nelle gravidanze successive tende spesso a essere più breve. La fase attiva, con dilatazione progressiva, può richiedere tempi differenti da persona a persona. È importante sapere che una certa variabilità è fisiologica e che l’équipe ostetrica monitora costantemente il benessere materno e fetale per valutare l’andamento. Per informazioni personalizzate sulla propria situazione è sempre opportuno parlarne con ostetrica o ginecologo.
Stimare il giorno del parto è utile, ma spesso frainteso. La data presunta (DPP) si calcola convenzionalmente a 40 settimane dal primo giorno dell’ultima mestruazione. Ma ecco il paradosso: solo il 5% dei bambini nasce in quella data. Il punto non è solo il metodo. È la mentalità. Il DPP non è una scadenza. È una finestra. Il timing perfetto non esiste: esiste un range operativo.
L'Induzione del Parto
È una decisione molto importante quella di indurre il parto prima del suo inizio naturale. I medici propongono l’induzione del parto con metodi diversi (farmaci e/o altri interventi in base alla situazione e alle condizioni del collo dell’utero) quando diventa più rischioso aspettare. In assenza di fattori di rischio non è consigliato dalle Linee Guida indurre il parto prima delle 41 settimane.
La Spinta Efficace: Un Riflesso Naturale
Raggiunta la dilatazione completa, si assiste in genere a uno spontaneo rallentamento dell’attività contrattile, un benefico periodo di riposo in cui la mamma si ricarica e il suo utero si prepara alle poderose contrazioni necessarie all’espulsione del piccolo: è la cosiddetta “fase latente”, che è indispensabile rispettare per garantire spinte più efficaci successivamente. «Saprò spingere?». È questa una delle più frequenti ansie delle donne relative al parto. Nella norma non c’è alcun bisogno di insegnare a una donna come deve spingere, semplicemente perché al momento giusto sarà impossibile impedirglielo. A spingere non si insegna e non si impara. La spinta è spontanea, è “incoercibile”, è un riflesso automatico, in genere non doloroso, dovuto alla pressione della testa del bambino sui muscoli del perineo. Le madri hanno bisogno di calma, rassicurazioni, sostegno fisico ed emotivo, e incoraggiamento ad ascoltare il segnale del bambino. Hanno bisogno di bere e di una quota di zuccheri per compensare la fatica.
No, quindi, nel modo più assoluto, a spinte guidate dall’esterno; no a trattenere l’aria, no a spinte lunghissime, e soprattutto no a spinte in posizione litotomica (sdraiate sulla schiena) e a spinte sulla pancia. Le spinte sono molto più efficaci in posizione libera.

L'Unicità di Ogni Nascita
Ogni donna che abbia partorito ricorda tutti i particolari del suo travaglio di parto, anche se il figlio ha ormai 60 anni. Ogni storia familiare custodisce le narrazioni delle donne, e anche degli uomini, che descrivono ogni nascita, nella sua unicità. Il travaglio di parto è soprattutto un’esperienza, singolare, irripetibile, originale. Per molte ore si susseguono intense contrazioni, una dopo l’altra, e la dilatazione avanza a ritmo di 1 cm ogni due ore per il primo bambino, e più rapidamente per i successivi. Respiri, sorrisi, lacrime, massaggi, parole di conforto, luci basse, mente non troppo presente e lucida: questo è il travaglio, facilitato da tutte quelle condizioni che favoriscono il rilascio di ossitocina (ormone della contrazione) e di endorfine (ormoni che controllano il dolore e il piacere). Ogni travaglio sarà diverso dall’altro e, come ogni fenomeno della natura, contiene una quota di imprevedibilità da accogliere con curiosità. Il travaglio è un percorso in cui bisogna mettercela tutta, consapevoli che si ha il diritto di essere aiutate.
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