Il ciclo mestruale è un processo fisiologico complesso e regolato con precisione, la cui interruzione può generare preoccupazione. Sebbene la prima spiegazione che spesso si fa largo nella mente sia l'inizio di una gravidanza, esistono numerosi altri fattori che possono determinare il ritardo o l'assenza delle mestruazioni. Comprendere questi meccanismi è fondamentale per affrontare la situazione con consapevolezza.
La Fisiologia del Ciclo Mestruale: Un Orchestrato Equilibrio Ormonale
Ciò che chiamiamo "mestruazione" è il sanguinamento più o meno ciclico che viene prodotto dall’azione complessa di vari ormoni ed è la fine del ciclo mestruale per far posto all’inizio di un ciclo successivo. Richiede che tutti gli organi coinvolti funzionino correttamente. Il ciclo mestruale, nella maggior parte delle donne, dura 28 giorni, ma può variare dai 21 ai 35 giorni. Il primo giorno di mestruazioni segna l'inizio di un nuovo ciclo. Le mestruazioni consistono nello sfaldamento della mucosa che riveste la parete interna dell'utero (endometrio), accompagnato da una variabile perdita di sangue attraverso la vagina. Rinnovando lo strato mucoso dell'endometrio, l'utero mantiene ottimale, dal punto di vista biologico, il "terreno" che accoglierà l'ovulo eventualmente fecondato. Questi cambiamenti si verificano dalla pubertà alla menopausa e sono direttamente correlati alla fertilità.
L'ordine di iniziazione parte da un’area del cervello chiamata ipotalamo che produce fattori che agiscono su alcune cellule dell’ipofisi (piccola ghiandola situata nel cervello) stimolando la produzione di gonadotropine (FSH e LH). L'ipofisi, infatti, produce l'ormone luteinizzante e l'ormone follicolo-stimolante. Queste, a loro volta, inviano l’ordine per la successiva produzione degli ormoni ovarici, prima estradiolo e, successivamente, progesterone in modo che si produca la sequenza normale di: crescita di un follicolo ovarico (che chiamiamo “follicolo dominante”), rottura di questo follicolo con espulsione dell’ovulo (ovocita) che causa l’ovulazione e formazione del corpo luteo (il resto del follicolo rotto che ha ovulato). La produzione di tutti questi ormoni influisce allo stesso tempo sull’endometrio, che si ispessisce durante tutto il ciclo. Il ciclo mestruale può essere influenzato anche da altri ormoni, come gli ormoni tiroidei e la prolattina (prodotta dall’ipofisi). Quando il sistema funziona normalmente, e non si verifica una gravidanza, la sequenza termina con lo sfaldamento dell’epitelio uterino e la produzione del ciclo mestruale.

Nella maggior parte delle donne il ciclo mestruale dura 28 giorni, ma può variare dai 21 ai 35 giorni. Possono esistere, però, delle differenze anche importanti fra i singoli soggetti e non infrequentemente nella stessa persona; ciò rende difficile definire le caratteristiche di un ciclo mestruale “normale”. In genere, si considera regolare un ciclo di durata compresa fra i 25 e i 36 giorni. Una volta stabilita la regolare periodicità con cui si presentano le mestruazioni, un ritardo viene definito sulla base della mancata comparsa del flusso rispetto al giorno in cui questa si sarebbe attesa.
Quando il Ciclo Ritarda: Escludere la Gravidanza e Oltre
Non esiste donna a cui non sia capitato almeno qualche volta di avere un ritardo del ciclo, e passare quindi qualche giorno in più in attesa delle mestruazioni, generalmente facendo le congetture più diverse a proposito delle possibili cause. La prima spiegazione che si fa largo nella mente è sempre l’inizio di una gravidanza, sia che la si cerchi oppure no. Il modo più semplice e veloce per scoprire se la gravidanza è la causa dell’assenza del ciclo è quello di fare un test di gravidanza a casa. Qualora il test di gravidanza fosse negativo e la situazione persistesse, è comunque consigliabile una consulenza con il proprio medico di fiducia o con il ginecologo, in modo da analizzare attentamente le possibili cause e la necessità di un'eventuale terapia. Una volta esclusa l'ipotesi della gravidanza, è necessario considerare tutti i motivi per cui il flusso mestruale può tardare o non presentarsi.
L'Amenorrea: Definizioni e Tipologie
La mancanza di mestruazioni è chiamata amenorrea. Si può parlare di amenorrea quando il ciclo mestruale non compare per più di tre mesi consecutivi (amenorrea secondaria) o se il menarca, cioè la prima mestruazione, non si presenta entro i 15 anni (amenorrea primaria).
L’amenorrea è normale nelle seguenti circostanze: prima della pubertà, durante la gravidanza, durante l’allattamento al seno, e dopo la menopausa. In altri momenti, potrebbe essere il primo sintomo di un disturbo grave. Esistono due tipi principali di amenorrea: l'amenorrea primaria, dove le mestruazioni non iniziano, e l'amenorrea secondaria, dove i cicli cominciano ma poi si interrompono. L’amenorrea secondaria è molto più comune di quella primaria.

Fattori Esterni e Stili di Vita che Influenzano il Ciclo
Molti fattori legati allo stile di vita e all'ambiente possono condizionare la regolarità del ciclo mestruale, agendo sull'equilibrio ormonale.
Stress Fisico ed Emotivo
Lo stress può innescare una serie di spiacevoli effetti collaterali, come mal di testa, aumento di peso e acne e può anche influenzare il ciclo mestruale. Quando si è sotto stress fisico o emotivo, il corpo produce gli ormoni dello stress: adrenalina e cortisolo. Livelli elevati di questi ormoni costringono il cervello a decidere quali funzioni corporee sono essenziali e quali non essenziali fino alla fine dell'evento che induce l'ansia. Lo stress, la compromissione del ritmo del sonno, ma anche lo svolgere una intensa attività sportiva a livello agonistico, causano ritardi del ciclo. Questi ormoni condizionano la secrezione degli ormoni femminili che regolano il ciclo mestruale e, di conseguenza, anche l’attività delle ovaie. Una vita quotidiana troppo frenetica, una particolare pressione lavorativa, le ansie personali e familiari, uno shock emotivo e l'affaticamento possono ritardare la comparsa delle mestruazioni a causa di un transitorio squilibrio dell'assetto ormonale determinato proprio da fattori psicologici. In genere, la riduzione dell'impegno psico-fisico induce un ripristino del flusso mestruale.
Peso Corporeo e Alimentazione
Il peso corporeo può influenzare l'ipotalamo, una ghiandola del cervello responsabile della regolazione di vari processi nell’organismo, incluso il ciclo mestruale. L'estrema perdita di peso, un basso apporto calorico o l’essere troppo sottopeso stressano l'ipotalamo e il corpo non rilascia gli estrogeni necessari per l’ovulazione. Questo succede perché un peso troppo basso può far venire a mancare la quantità di massa grassa utile alla sintesi ormonale. D'altra parte, essere in sovrappeso o ingrassare in un lasso di tempo molto breve può indurre il corpo a produrre troppi estrogeni. Tale sovraproduzione può interrompere l’ovulazione per mesi o causare la crescita eccessiva di tessuto endometriale, causando mestruazioni intense e lunghe, irregolari o assenti. Essere in sovrappeso influenza l’utilizzo periferico dell’insulina, cosa che inibisce la capacità ovulatoria dell’ovaio. Le donne che soffrono di disturbi alimentari (come anoressia e bulimia) o che sono fortemente in sovrappeso, spesso vanno incontro a irregolarità o a mancata presentazione delle mestruazioni per lunghi periodi di tempo. Lo squilibrio alimentare incide, infatti, sul sistema ipotalamo-ipofisi-ovaie e sulla conseguente produzione degli ormoni che regolano il ciclo mestruale.
Attività Fisica Intensa
Ovviamente allenarsi fa bene. Tuttavia, quando si esagera, il corpo non produce abbastanza estrogeni. Alcune donne, come ballerine, ginnaste e atlete professioniste, sono maggiormente a rischio di amenorrea (il ciclo può saltare per tre o più mesi consecutivi). L’eccessiva attività fisica, come nel caso delle atlete agoniste, in particolare le donne che praticano sport che richiedono di mantenere un peso corporeo basso, può portare a malfunzionamento dell'ipotalamo.
Alterazioni del Ritmo Circadiano
Lavorare facendo il turno di notte oppure viaggiare in paesi lontani con fuso diverso, può modificare l’orologio biologico del nostro corpo che regola gli ormoni. Anche il lavoro su turni, soprattutto se si alternano frequentemente giorno e notte, può influenzare la regolarità del ciclo mestruale. Se si dorme poco e male, il fisico ne risente, producendo altri ormoni rispetto a quelli che regolano le mestruazioni, e il ciclo rischia di saltare.
Condizioni Mediche e Ormonali
Oltre ai fattori esterni, diverse condizioni mediche e squilibri ormonali possono essere responsabili dell'assenza del ciclo.
Sindrome dell'Ovaio Policistico (PCOS)
La sindrome dell'ovaio policistico (PCOS) è una condizione in cui gli ormoni sessuali femminili sono sbilanciati. È un disordine endocrino caratterizzato da anovulazione e iperandrogenismo. Può causare cisti alle ovaie e impedire che si verifichi regolarmente l'ovulazione. Oltre ai periodi assenti o irregolari, la PCOS può anche causare crescita di peli in eccesso (irsutismo), acne, aumento di peso e infertilità. All'esame ecografico si osservano delle ovaie lievemente aumentate di volume, con tante piccole cisti sulla superficie. Talvolta, quest'immagine può associarsi ad altri sintomi, quali l'obesità, l'acne, un eccesso di peli e, per l'appunto, irregolarità della mestruazione, nel senso di ritardi che possono giungere fino all'assenza del flusso per mesi. Questa sindrome rappresenta oltretutto una delle più comuni cause di infertilità nella donna.
Sindrome ovaio policistico: sintomi, conseguenze e cura
Disturbi della Tiroide
Quando la tiroide, la ghiandola responsabile del metabolismo del corpo, non funziona correttamente, può causare alterazioni mestruali anormali. Fra le patologie non strettamente ginecologiche che possono portare ad alterazioni del ciclo mestruale bisogna ricordare i disturbi a carico della tiroide. La tiroide è responsabile, infatti, del metabolismo e regola la produzione di ormoni che influenzano anche l'apparato riproduttivo femminile. Una tiroide iperattiva (ipertiroidismo) può comportare mestruazioni più leggere e meno frequenti; ulteriori sintomi includono perdita di peso, battito cardiaco accelerato, aumento della sudorazione e difficoltà nel dormire. Una tiroide ipoattiva (ipotiroidismo) può anche rendere le mestruazioni meno frequenti ma più intense; può anche causare aumento di peso, affaticamento, secchezza della pelle e perdita di capelli. La normalizzazione della funzione tiroidea con una terapia idonea riconduce di solito al ripristino della ciclicità mestruale, senza che sia necessario effettuare altre terapie.
Disfunzioni dell'Ipofisi
Un’altra ghiandola situata alla base del cranio, l’ipofisi, svolge un ruolo importante nel controllo del ciclo mestruale e qualunque sua lesione o alterata funzione può comportare alterazioni mestruali. Alcune alterazioni ipofisarie (adenomi, insufficienza funzionale ecc.) possono essere qualche volta le cause di un’oligomenorrea, così come l’iperprolattinemia, ossia l’aumento patologico dell’ormone prolattina - prodotto appunto dall’ipofisi - può provocare irregolarità mestruali. La prolattina, l’ormone responsabile della produzione di latte materno, inibisce il processo di ovulazione. Nella maggior parte dei casi si usano dei farmaci che, abbassando il livello nel sangue di questo ormone, riportano a normalità il ciclo.
Farmaci
Il farmaco più comune nel causare modifiche al ciclo mestruale è la pillola contraccettiva. Questo sanguinamento mensile che si ha mentre si prende la pillola è in realtà un sanguinamento da astinenza, una mestruazione "falsa" causata dal calo ormonale dovuto al farmaco. A volte, tuttavia, il contraccettivo ormonale inibisce così tanto gli ormoni che si ha un sanguinamento molto leggero o addirittura l’assenza delle perdite. E alcune pillole possono interrompere il ciclo mestruale per un periodo di tempo più lungo (tre mesi o più). Dopo la sospensione della pillola contraccettiva, magari non gradualmente come raccomandano i ginecologi, si può verificare un ritardo mestruale. Questo problema riguarda più spesso ragazze con flussi irregolari, già prima dell'assunzione della pillola. Di solito, la ripresa del ciclo avviene spontaneamente, senza effettuare interventi terapeutici, quando il corpo ritrova il suo ritmo naturale, ma, se ritarda per 2 mesi, è opportuno rivolgersi al ginecologo.
L’uso cronico di farmaci come antidepressivi, antipsicotici, corticosteroidi, chemioterapia o l’uso di alcuni farmaci antiepilettici possono indurre, con meccanismi diversi, alterazioni del ciclo mestruale. In genere, con la sospensione del farmaco si assiste a una normale ripresa della funzione mestruale.
Malattie Croniche e Acuta
In caso di malattia l’organismo è posto in una condizione di stress e quindi l'ovulazione potrebbe avvenire più tardi del solito o potrebbe non verificarsi affatto, il che significa che le mestruazioni saranno in ritardo o assenti. Una malattia, anche una comune influenza, o l'assunzione massiva di farmaci, possono debilitare l'organismo, causando dei ritardi nella comparsa delle mestruazioni. Cause meno comuni di amenorrea secondaria comprendono i disturbi cronici (in particolare quelli che interessano polmoni, tratto digerente, sangue, reni o fegato), alcune malattie autoimmuni, tumori, infezione da HIV, radioterapia, traumi cranici, mola idatiforme (crescita eccessiva di tessuto placentare), sindrome di Cushing e malfunzionamento delle ghiandole surrenali.
Le Fasi della Vita della Donna
Il ciclo mestruale è intrinsecamente legato alle diverse fasi della vita riproduttiva femminile, e le irregolarità possono essere fisiologiche in certi periodi.
Menarca e Pubertà
In genere il menarca, la prima mestruazione, compare nelle ragazzine tra i 10 e i 15 anni e in questo periodo è frequente una certa irregolarità. Dopo il menarca, infatti, per regolarizzare il processo di ovulazione il corpo può impiegare fino a cinque anni, durante i quali è molto probabile che le mestruazioni si presentino a distanza di uno o più mesi l’una dall’altra. Si tratta di fasi di transizione nella vita di una donna, in cui il corpo necessita del giusto tempo per adattarsi ai vari cambiamenti.
Allattamento al Seno
Se si allatta al seno, dopo una gravidanza, le mestruazioni potrebbero tardare a ricomparire, in quanto la prolattina, l'ormone responsabile della produzione di latte materno, inibisce il processo di ovulazione. Ecco perché molte mamme non hanno le mestruazioni durante l'allattamento. Ma attenzione perché nonostante l’assenza del ciclo non è detto che non si possa restare di nuovo incinta: l'ovulazione si verifica infatti prima di avere le mestruazioni e quindi è possibile ovulare e restare incinta prima. In genere, le mestruazioni dovrebbero tornare 6-8 settimane dopo lo svezzamento del bebè.
Perimenopausa e Menopausa
L'età media della menopausa è di 51 anni. Tuttavia, da due a otto anni prima una donna sperimenta ciò che è noto come perimenopausa, una fase in cui il corpo produce gradualmente meno estrogeni e si sposta verso la menopausa. Durante questo periodo, non è raro avere cambiamenti nel ciclo mestruale e le mestruazioni possono arrivare più o meno frequentemente, essere più brevi o più lunghe o essere più leggere o più pesanti. Probabilmente si verificheranno anche vampate di calore e sudorazioni notturne, disturbi del sonno, secchezza vaginale e sbalzi d'umore. In alcuni casi, un ritardo prolungato può far presagire un avvicinamento al periodo perimenopausale, ovvero quel tempo (più o meno lungo a seconda dei casi) che intercorre tra la fase riproduttiva e quella non più fertile.
Si considera menopausa 1 anno senza ciclo. Per una donna possa considerarsi in menopausa deve aver avuto un anno di completa amenorrea, in presenza di un quadro ormonale coerente con questa diagnosi, che escluda la compresenza di altre cause di amenorrea. Le alterazioni del ciclo mestruale iniziano anche alcuni anni prima della menopausa. È importante ricordare che, nella premenopausa, un'ovulazione, per quanto rara, non è impossibile, quindi la contraccezione rimane una considerazione importante.
Cause Specifiche di Amenorrea Primaria
I disturbi che causano l’amenorrea primaria sono relativamente poco comuni. Fra i più comuni ricordiamo:
- Malattie genetiche: Sindrome di Turner (assenza totale o parziale di 1 dei 2 cromosomi X), Sindrome di Kallmann (causata da una diminuzione degli ormoni sessuali femminili), produzione eccessiva di ormoni maschili da parte delle ghiandole surrenali (iperplasia surrenale congenita), disturbi genetici che determinano genitali ambigui (pseudoermafroditismo o ermafroditismo vero), disturbi che determinano la presenza di un cromosoma Y.
- Difetti congeniti: Un difetto genetico degli organi riproduttivi che blocca il flusso di sangue mestruale (come un imene imperforato).Le patologie genetiche e i difetti congeniti che causano l’amenorrea primaria possono rimanere inosservati fino alla pubertà, ma causano solo amenorrea primaria e non quella secondaria. Talvolta la pubertà risulta ritardata in ragazze che non manifestano alcun disturbo, ma il ciclo normale ha inizio a un’età più avanzata. La pubertà ritardata può essere ereditaria.
Segni e Sintomi Associati all'Amenorrea
Oltre all'assenza del ciclo, l’amenorrea può essere associata ad altri sintomi, a seconda della causa. Ad esempio, le donne possono sviluppare caratteristiche maschili (virilizzazione), come eccesso di peluria corporea (irsutismo), voce più profonda e aumento del volume muscolare. Possono avere mal di testa, problemi di vista, diminuzione della libido o difficoltà ad avere una gravidanza.
Se l’amenorrea dura a lungo, possono svilupparsi problemi simili a quelli associati alla menopausa, come vampate di calore, secchezza vaginale, riduzione della densità ossea (osteoporosi) e maggior rischio di disturbi cardiaci e vascolari, che insorgono a causa del basso livello di estrogeni.
Il sintomo più ovvio ed evidente del ritardo mestruale è proprio la mancata comparsa del flusso nel giorno atteso. A volte, si possono notare perdite di muco bianco, spesso una sentinella sia del ritardo, sia della gravidanza, o perdite marroni. Le perdite vaginali scure, tendenti al marroncino, sono dovute al ritardo stesso, in quanto il sangue che si deposita tende a ossidarsi e ad assumere questa colorazione e una consistenza più solida.
Quando Consultare un Medico
Se il ritardo si presenta spesso, è il caso di indagare per scoprire l'entità delle cause che lo provocano. Per questo, è importante far riferimento al proprio ginecologo, al fine di capire insieme la situazione. Prima di tutto, va analizzato il tipo di ritardo: alcuni giorni rientrano nella “normalità” e molto dipende dalla regolarità del proprio ciclo mestruale. Se la situazione persistesse, è comunque consigliabile una consulenza clinica con il proprio medico di fiducia. L’irregolarità del ciclo mestruale colpisce diverse donne; oltre all’instaurarsi di una gravidanza, i motivi per cui le mestruazioni possono tardare o non presentarsi, possono essere diversi, da variazioni ormonali a condizioni di salute più serie.
In caso di ritardo nella mestruazioni, è sempre importante valutare l'eventualità di una gravidanza. Quando il ritardo mestruale è sporadico e non è accompagnato da particolari sintomi, non c'è alcun bisogno di preoccuparsi. Tuttavia, se il ciclo mestruale non compare per più di tre mesi consecutivi (amenorrea secondaria), o se una giovane donna in età fertile e sessualmente attiva non vede comparire il flusso mestruale e il test di gravidanza è negativo, è fondamentale consultare uno specialista. Rivolgersi al ginecologo per un’accurata valutazione è la prima cosa da fare in caso di interruzione del ciclo mestruale, anche in caso di test di gravidanza positivo.
Il Percorso Diagnostico
Per individuare la causa dell’assenza o irregolarità del ciclo mestruale, un esame del sangue e il consulto medico sono passaggi chiave. I risultati dell’anamnesi e dell’esame obiettivo spesso suggeriscono una causa dell’amenorrea.
Anamnesi
Per l’anamnesi mestruale il medico determina se l’amenorrea sia primaria o secondaria, chiedendo alla ragazza o alla donna se in precedenza ha mai avuto un ciclo mestruale. In caso positivo, il medico si informa sull’età e sull’inizio delle mestruazioni oltre che sulla data dell’ultimo ciclo. Chiede poi alla donna di descrivere i cicli in termini di durata, frequenza, regolarità (negli ultimi 3-12 mesi), abbondanza del flusso, sensibilità dei seni o eventuali cambiamenti di umore collegati al ciclo. Se una ragazza non ha ancora avuto il menarca, il medico chiede: l’età a cui si sono sviluppate le mammelle, se presenti; l’età dello scatto di crescita, se si è verificato; l’età della crescita dei peli pubici e ascellari (segni di pubertà), se presenti; se altri componenti familiari abbiano avuto anomalie mestruali. Queste informazioni consentono al medico di escludere alcune cause. Il medico si informa su altri sintomi che possono suggerire una causa e sull’uso di farmaci (compresi farmaci su prescrizione e da banco, integratori alimentari e oppioidi), attività fisica, abitudini alimentari e altre condizioni che possono causare amenorrea.
Esame Obiettivo
Durante l’esame obiettivo il medico determina se si sono sviluppati i caratteri sessuali secondari. Quindi procede all’esame mammario e a un esame pelvico per determinare se gli organi genitali si stanno sviluppando normalmente e per individuare eventuali anomalie degli organi riproduttivi. Il medico s’informa anche su altri sintomi che potrebbero suggerire una causa, come:
- Secrezione di latte da entrambi i capezzoli: le cause possibili includono disturbi dell’ipofisi e farmaci che aumentano i livelli di prolattina.
- Cefalee, perdita dell’udito e parziale perdita o sdoppiamento della vista: fra le possibili cause, i tumori dell’ipofisi o dell’ipotalamo.
- Sviluppo di caratteristiche maschili (virilizzazione): fra le possibili cause vi sono la sindrome dell’ovaio policistico, tumori che producono ormoni maschili e uso di farmaci come ormoni maschili sintetici (androgeni), antidepressivi o alte dosi di ormoni femminili sintetici detti progestinici.
- Infezione pelvica: in particolare dopo una procedura che ha coinvolto l’interno dell’utero.
- Vampate di calore, secchezza vaginale e iperidrosi notturna: fra le possibili cause vi sono la menopausa precoce, un disturbo che provoca disfunzione ovarica, radioterapia e chemioterapia.
- Tremori con calo ponderale o letargia con aumento ponderale: questi sintomi suggeriscono un disturbo tiroideo.
- Erosione dello smalto dei denti, ingrossamento delle ghiandole salivari nelle guance (ghiandole parotidi) e infiammazione dell’esofago: questi sintomi suggeriscono un disturbo alimentare.
Esami Diagnostici
Nelle ragazze o nelle donne in età riproduttiva, gli esami possono includere:
- Test di gravidanza: anche nelle ragazze che non hanno avuto il ciclo mestruale o non hanno riferito attività sessuale.
- Esami del sangue per misurare i livelli ormonali: inclusa la prolattina (per valutare se i livelli siano alti e interferiscano con i cicli mestruali), gli ormoni tiroidei (per controllare eventuali disturbi della tiroide), l’ormone follicolo stimolante (per controllare problemi dell’ipofisi o dell’ipotalamo) e gli ormoni maschili (per controllare eventuali disturbi che provocano lo sviluppo di caratteri maschili).
- Esame di diagnostica per immagini o una procedura per esaminare l’apparato riproduttivo: Durante la visita ginecologica, lo specialista effettua l’ecografia transvaginale e/o transaddominale, per valutare il funzionamento delle ovaie e dell’utero, escludere cause malformative o genetiche, accertare la gravidanza o la menopausa. Possono essere richieste ecografie dell’addome e della pelvi per individuare eventuali tumori delle ovaie o delle ghiandole surrenali (ma talvolta anche tomografia computerizzata [TC] o risonanza magnetica [RMI]). Se i difetti congeniti sono insoliti o difficili da identificare, può essere eseguita una risonanza magnetica per immagini (RMI). In caso di cefalee e problemi della vista, si procede a una RMI cranica per individuare un eventuale tumore ipofisario.
- Procedura per l’esame visivo dell’utero o delle tube di Falloppio: L’isteroscopia (dove il medico inserisce una sottile sonda di visualizzazione attraverso la vagina e la cervice per esaminare l’interno dell’utero) o l’isterosalpingografia (radiografie eseguite dopo aver iniettato una sostanza visibile ai raggi X nell’utero attraverso la cervice, per esaminare l’interno dell’utero e le tube di Falloppio) per controllare eventuali blocchi di tali organi o altre anomalie.
- Esame cromosomico: su un campione di tessuto (ad esempio sangue) per eventuali patologie genetiche.
- Uso di farmaci ormonali per determinare se inducono un ciclo mestruale: Possono essere somministrati ormoni (progestinico o estrogeno più progestinico) per via orale per cercare di indurre il sanguinamento mestruale. Se gli ormoni inducono il sanguinamento mestruale, la causa può essere un malfunzionamento del sistema ormonale che controlla il ciclo mestruale o menopausa precoce. Se il sanguinamento mestruale non ha una causa ormonale, la causa può essere un disturbo dell’utero o un’anomalia strutturale che impedisce la fuoriuscita del sangue mestruale.

Sulla base dell’età della donna e del sospetto diagnostico, lo specialista in Ginecologia può prescrivere esami del sangue, per il dosaggio ormonale, ad esempio, oppure esami strumentali, come isteroscopia, risonanza magnetica della pelvi, oppure consulenze specialistiche.
Trattamento e Gestione
Quando l’amenorrea deriva da un disturbo specifico, se possibile, questo viene trattato. Talvolta il trattamento stimola le mestruazioni. Ad esempio, se una donna presenta un disturbo ormonale che può essere trattato, come una tiroide ipoattiva (ipotiroidismo) o un’anomalia che blocca il flusso di sangue mestruale e può essere riparata chirurgicamente, il ciclo mestruale di solito riprende. Quando l'irregolarità dei flussi mestruali dipende da una patologia, ad esempio la “sindrome dell'ovaio policistico”, è necessaria una presa in carico mirata. La terapia dipende, quindi, dal tipo di manifestazioni cliniche e dal desiderio della donna di gravidanza: in molti casi non è necessario fare nulla, altre volte può essere impiegata la pillola o altri farmaci che intervengono correggendo alcuni aspetti clinici, come la mancanza di ovulazione, l'acne ecc.
Se una ragazza non ha ancora avuto il menarca e tutti gli esami sono normali, deve fare controlli periodici ogni 3-6 mesi, per monitorare la progressione della pubertà. È possibile somministrare un progestinico e, talvolta, estrogeni per iniziare le mestruazioni e stimolare lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari, come le mammelle.
I problemi collegati all’amenorrea possono dover essere trattati, per esempio:
- Difficoltà a concepire (infertilità): se si desidera una gravidanza, può essere necessario assumere farmaci ormonali per indurre il rilascio di un ovulo (ovulazione). Nella maggior parte delle donne con amenorrea, le ovaie non rilasciano l’ovulo e la gravidanza non è possibile. In alcuni casi l’amenorrea, ad eccezione della gravidanza, può provocare infertilità, ovvero l’incapacità di ottenere un concepimento spontaneo.
- Sintomi ed effetti a lungo termine della carenza di estrogeni: come la diminuzione della densità ossea (osteoporosi), la secchezza vaginale e un aumento del rischio di disturbi cardiaci e vascolari. Si possono valutare farmaci ormonali (la cosiddetta terapia ormonale in menopausa o terapia ormonale sostitutiva). Nel lungo periodo, la carenza di estrogeni può aumentare il rischio di osteoporosi, come nel caso della menopausa fisiologica o indotta da farmaci e di alcune terapie ormonali. Gli effetti della carenza di estrogeni possono essere ridotti al minimo assumendo vitamina D, aumentando l’apporto di calcio.
- Eccesso di peli corporei: il trattamento del disturbo che causa l’amenorrea può essere utile oppure i peli in eccesso possono essere trattati con tecniche di depilazione.
Infine, è possibile bloccare le mestruazioni e ritardarle volontariamente? Esistono farmaci che possono ridurre il flusso, ma che vengono utilizzati solo in particolari casi, ossia quando le mestruazioni si presentano in modo abbondante assumendo caratteristiche emorragiche. Se si sta assumendo la pillola contraccettiva, è possibile ritardare le perdite ematiche da sospensione. Non effettuando un periodo di pausa tra una scatola e l'altra, infatti, le perdite non compariranno, ma è chiaro che si ripresenteranno al termine della seconda confezione.