L'eccellenza nell'assistenza neonatale: dai presidi di emergenza ai reparti di terapia intensiva

L'assistenza al neonato, specialmente quando si trova in condizioni di fragilità, rappresenta una delle frontiere più avanzate della medicina moderna. Il complesso ecosistema che ruota attorno ai punti nascita di terzo livello e ai dispositivi di supporto termico riflette un equilibrio delicato tra tecnologia d'avanguardia e approccio umano. Comprendere come queste strutture operino e quale sia la funzione vitale delle incubatrici significa immergersi in una realtà dove ogni dettaglio, dalla temperatura alla qualità del suono, è finalizzato alla salvaguardia della vita e alla promozione del benessere neurofisiologico del neonato.

Un'incubatrice neonatale hi-tech in una moderna unità di terapia intensiva pediatrica

Il punto nascita di terzo livello: un ambiente per crescere e prosperare

In un reparto di terapia intensiva neonatale (UTIN), collocato solitamente all’interno dell’Unità Operativa di Pediatria, l’obiettivo primario è la creazione di un ambiente sicuro e rilassante per lo sviluppo di polmoni, cervello, occhi e orecchie. In tale reparto, ad esempio, sono presenti 5 posti disponibili dotati di incubatrici/culle termiche e apparecchiature per l’assistenza respiratoria. In qualità di specialista in assistenza in area critica, garantiamo un ambiente sicuro e rilassante per lo sviluppo del neonato. Le nostre incubatrici creano un microclima personalizzato nelle unità di terapia intensiva neonatale, bilanciando la termoregolazione, la luce e il suono per un'assistenza al neonato stabile e adeguata.

L’umanizzazione delle cure è parte integrante del percorso terapeutico. I genitori hanno libero accesso h24 con sistemazione in poltrone reclinabili ed è sempre presente personale infermieristico specializzato volto a maturare le conoscenze e le competenze genitoriali per la conoscenza e cura del proprio bambino. Dal febbraio 2024, nell’ottica di promuovere in queste situazioni, una miglior relazione genitori-bambino è partito il progetto (all’interno dei progetti della ASL Toscana Centro) “il tocco che nutre”: un percorso di incontri post-dimissione, nei territori di Pistoia e Pescia, guidato da infermiere specializzate che utilizza anche tecniche di massaggio infantile.

La tecnologia è al servizio del legame affettivo: “Questa culla è capace di unire la tecnologia più avanzata a servizio del neonato patologico all’attenzione verso un’umanizzazione e a una possibilità di legame con la mamma fin dai primi istanti di vita. La creazione del legame familiare viene favorita anche dalla possibilità di diffusione della musica: invitiamo le nostre mamme a registrare le parole, le canzoni e le filastrocche che erano solite dire al proprio bambino e il neonato le risente, nella culla, attraverso la voce della mamma.

La termoregolazione: l'importanza cruciale della temperatura

Cosa c'è in una temperatura? Cosa succede se un bambino si raffredda troppo? Il calore viene disperso attraverso quattro diversi meccanismi: convezione, irraggiamento, conduzione ed evaporazione. Quando la temperatura di un neonato è troppo bassa, ciò provoca stress e può esacerbare i problemi polmonari, portando a una maggiore necessità di ventilazione. L'acidosi metabolica aumenta e la crescita è compromessa, con conseguente aumento della durata della degenza ospedaliera. La bilirubina viene spostata dai siti di legame dell'albumina, aumentando il rischio di kernittero. Tutti questi problemi possono portare a un aumento dei tassi di morbilità e mortalità. Ridurre al minimo tutti e quattro i tipi di perdita di calore e prevenire lo stress da freddo è quindi una necessità.

Rispetto a un adulto, un neonato prematuro non è dotato di meccanismi come la sudorazione e i brividi e anche il suo metabolismo è limitato. L'unica risposta allo stress da freddo è la vasocostrizione, che si osserva con il termomonitoraggio. Pertanto, l'obiettivo dell'assistenza dovrebbe essere quello di mantenere il bambino all'interno del suo range di "neutralità termica", al fine di fornire le migliori condizioni per la crescita e la maturazione.

Il corpo cerca di mantenere la propria temperatura entro limiti ristretti e, se esposto a stress termici, utilizzerà energia per raggiungere la stabilità termica. Nelle cure neonatali quotidiane non è possibile misurare il trasferimento di calore o il dispendio energetico dei neonati, per cui ci si affida alle informazioni ricavate dalla misurazione della temperatura. Emerge un quadro complessivo migliore delle sollecitazioni termiche subite da un neonato se si misura contemporaneamente più di una temperatura corporea.

Nei bambini di peso molto basso alla nascita, le conseguenze dell'ipotermia sono ben più serie che nell'adulto. Il dott. Manuel Sánchez Luna, MD, PhD dell'Ospedale Universitario di Madrid, spiega che anche brevi interruzioni della terapia di riscaldamento possono essere problematiche. Il Prof. Egbert Herting della Clinica di medicina pediatrica e adolescenziale dell'Ospedale universitario di Lubecca lancia un appello affinché questo aspetto della terapia riceva l'attenzione che merita.

COLPI DI CALORE e DISIDRATAZIONE nei NEONATI e BAMBINI - Come prevenirli e Cosa fare

Incubatrice e Culla per la Vita: differenze e finalità

È fondamentale distinguere tra due dispositivi che spesso vengono confusi nel linguaggio comune: l'incubatrice neonatale e la "culla per la vita".

La culla termica o incubatrice neonatale è un dispositivo presente all’interno dei reparti di neonatologia o di terapia intensiva neonatale, che viene utilizzata a ricovero già in corso. Costituita in materiale trasparente, con due aperture laterali per introdurre le mani e accudire il piccolo, l'incubatrice neonatale è creata in modo da riprodurre il più possibile l’ambiente uterino per la temperatura e il grado di umidità. È il neonatologo a stabilire quando è necessario procedere in questo senso; solitamente questo dispositivo è utile quando il neonato è sottopeso oppure prematuro ed è necessario controllare il suo benessere attraverso sensori che monitorano il battito cardiaco, la temperatura e la respirazione.

La "culla per la vita" (o culla termica neonatale esterna), invece, è una struttura creata per permettere alle mamme in difficoltà di lasciare il bambino in un luogo sicuro, dove verrà prontamente soccorso e accudito, nel totale rispetto della privacy di chi effettua questo gesto. Nel Medioevo alcuni ospedali e orfanotrofi erano provvisti della cosiddetta “ruota degli esposti”, un dispositivo rudimentale che accoglieva i neonati di famiglie che non potevano mantenerli. La culla termica moderna ne è l'evoluzione tecnologica.

Il funzionamento delle culle per la vita

Le «culle» sono rinate a macchia di leopardo in Italia a partire dal 1995. Nel 2007, la Fondazione Francesca Rava ha sviluppato il progetto “ninna ho” in seguito a un tragico ritrovamento di un neonato in un cassonetto a Varese. Le culle del progetto "Ninna Ho" sono tutte dotate di istruzioni operative molto chiare. Sono adiacenti a un ospedale in cui siano presenti reparti di pediatria, neonatologia o terapia intensiva neonatale.

Si tratta di locali simili a quelli bancomat: si entra, si trova una tapparella che nasconde un'incubatrice, si schiaccia un bottone e la tapparella si solleva, si appoggia il neonato e, a quel punto, lo sportellino si chiude e scatta l’allarme collegato con l’ospedale. La culla termica neonatale è posizionata vicino all’ingresso di ospedali o altre strutture di supporto ed è inserita in una particolare struttura a “nicchia” protetta dall’esterno da una tapparella termoisolata e resistente.

Schema tecnico di una Culla per la Vita collocata in una parete ospedaliera

Il quadro normativo e sociale in Italia

La legge in Italia permette alle donne di rimanere anonime e non riconoscere il neonato, anche se decidessero di partorire in tutta sicurezza in ospedale. Il fenomeno dei bambini non riconosciuti alla nascita incide a livello nazionale per circa lo 0,07% sul totale dei bambini nati vivi. Tuttavia, Mariavittoria Rava sottolinea che molte donne, sotto la pressione sociale e lo stigma della famiglia, scelgono vie alternative che non garantiscono la stessa sicurezza. Questo accade perché spesso le future madri non sanno che sono disponibili le culle per la vita e, soprattutto, che esiste la possibilità di partorire in ospedale in anonimato.

Sebbene non esista una legislazione specifica per le «culle per la vita», la Società Italiana di Neonatologia (SIN) ne ha validate circa una dozzina, tutte collegate a reparti di neonatologia e con funzionamento standard. In Italia ne esistono circa 70, non distribuite uniformemente in tutte le regioni.

Ambienti protetti: illuminazione, rumore e ventilazione

Il benessere del neonato in UTIN non dipende solo dalla temperatura. L'illuminazione, ad esempio, è una questione molto complessa. Dobbiamo evitare un'esposizione e una luminosità eccessive e capire come la giusta quantità di luce nei momenti giusti possa avere un'influenza positiva sullo sviluppo. La creazione di un ambiente luminoso di supporto, con le giuste cure e la giusta tecnologia, può davvero giovare ai pazienti più piccoli.

Anche il rumore è un fattore critico. I rumori forti possono essere particolarmente dannosi per i bambini prematuri, causando talvolta danni all'udito e ritardi nello sviluppo. Tuttavia, i neonati rispondono molto bene ai suoni benefici e confortanti. È necessario creare il giusto ambiente sonoro, distinguendo tra rumori positivi e negativi.

Infine, la ventilazione neonatale rimane una sfida sostanziale. Leggere le strategie di ventilazione neonatale aiuta ad approfondire la conoscenza di come evitare danni al sistema respiratorio e al cervello immaturo dei neonati prematuri. Parallelamente, il trattamento dell'ittero neonatale, dallo screening alla fototerapia, è cambiato notevolmente, offrendo oggi tipi di trattamento delicato ed efficace. L’insieme di queste cure, integrate dai servizi di consulenza e assistenza tecnica per i dispositivi, garantisce che l’ambiente ospedaliero sia davvero il luogo ideale per proteggere la vita nascente.

tags: #punto #nascita #3 #livello #e #culle