"La notte è oscura e piena di terrori", una frase che risuona spesso nelle parole di Melisandre, figura enigmatica e potente nel vasto arazzo narrativo di Game of Thrones. Spesso chiamata la Donna Rossa (the Red Woman), è stata una sacerdotessa del culto di R'hllor, il Signore della Luce, ed una Visitatrice del Buio, proveniente dalla città di Asshai, nelle terre orientali. La sua intera esistenza è votata alla lotta tra il suo dio e il Grande Estraneo, l'incarnazione dell'oscurità e del gelo, e alla ricerca del leggendario Azor Ahai, l'eroe destinato a sconfiggere questa minaccia cosmica.
Non è noto quanto tempo fa nacque Melisandre, ma si sa solo che era la figlia di una schiava e lei stessa fu a sua volta venduta come schiava prima di diventare una sacerdotessa rossa di R'hllor. Questa origine umile si scontra con la sua successiva ascesa a figura di immensa influenza, capace di plasmare il destino di re e regni attraverso le sue visioni nelle fiamme e la sua potente, e spesso terrificante, magia. La sua fede incrollabile nel Signore della Luce la spinge a compiere azioni estreme, convinta che ogni sacrificio sia giustificato per il bene superiore della guerra imminente contro le tenebre.
L'Arrivo a Roccia del Drago e l'Ascesa a Corte di Stannis Baratheon
Melisandre arriva a Roccia del Drago per servire Stannis Baratheon dopo che le fiamme le hanno indicato che l'uomo è la reincarnazione del leggendario Azor Ahai, l'unico in grado di sconfiggere il nemico giurato di R'hllor, il Grande Estraneo. Questa convinzione la rende una consigliera devota, seppur controversa, per Stannis, determinata a guidarlo verso il suo presunto destino regale e profetico. Riesce a convertire Selyse Florent, moglie di Stannis, al culto di R'hllor, allargando piano piano la cerchia dei fedeli al Dio Rosso, che diventa presto il culto maggioritario nell'isola, soppiantando l'antica fede nei Sette Dei. L'impressione data dalla donna rossa in quel momento non era molto bella; la sua presenza e i suoi rituali suscitano timore e sospetto.
La sua influenza non è però universale. Temendo i poteri di Melisandre e i suoi atti irrispettosi nei confronti dei Sette Dei, Maestro Cressen, fedele servitore di Stannis, cerca di ucciderla. In un tragico tentativo, il vecchio maestro tenta di avvelenare la sacerdotessa durante un banchetto, ma il suo piano si rivela vano. Melisandre, infatti, che sapeva dei piani di Cressen, si salva e uccide il vecchio col veleno che era destinato a lei. Questo evento non solo dimostra la sua astuzia e la sua capacità di prevedere gli eventi, ma anche la sua letalità, lasciando chiaro che era più di una semplice imbrogliona. La prima immagine della corte di Stannis Baratheon, che proviene dal prologo del Regno dei lupi, quando maestro Cressen era morto nel vano tentativo di assassinarla, già stabilisce il tono della sua presenza: potente, temibile e ineludibile. La sua sopravvivenza al veleno, pur essendo consapevole della sua presenza nel bicchiere, fu una chiara dimostrazione del suo straordinario potere.

Il Miracolo Oscuro: La Nascita dell'Ombra Assassina
Uno degli eventi più scioccanti e iconici attribuiti a Melisandre è senza dubbio la nascita dell'ombra assassina. Questo episodio si svolge nel contesto delle Guerre dei Cinque Re, un conflitto che vede Stannis Baratheon in lotta per il Trono di Spade, convinto della sua legittima pretesa e supportato dalla visione di Melisandre. Melisandre accompagna Re Stannis alle trattative con suo fratello Renly Baratheon, il quale si è autoproclamato Re dei Sette Regni seppur Stannis abbia una pretesa al trono migliore. Le trattative, come previsto, non vanno a buon fine, e Stannis concede al fratello tempo fino all'alba per ripensarci prima che si diano battaglia, un ultimatum che Renly non intende accettare.
Quella notte, su ordine di Stannis, Melisandre viene portata da Davos Seaworth, altro fidato consigliere di Stannis ma molto scettico sui metodi della sacerdotessa, in una grotta presso Capo Tempesta. Fu lì, in un atto di magia oscura e incredibile, che la sacerdotessa dà alla luce, sotto lo sguardo attonito e incredulo dell'uomo, un'ombra assassina. Questa entità eterea e letale si reca nell'accampamento di Renly Baratheon e lo uccide brutalmente, ponendo fine alla sua pretesa al trono e alla sua vita. Il mattino seguente, perciò, tutti gli alfieri di Renly si schierano dalla parte di Stannis ad eccezione dei Tyrell, che lasciano l'accampamento, unendosi più tardi ai Lannister.
Il racconto di questo evento è leggermente diverso tra i romanzi e la serie televisiva. Nel libro, si nota a pagina 142 della Regina dei draghi che Melisandre partorisce un’ombra, e questo avviene dopo la morte di Renly, con la narrazione che lascia il lettore con il fiato sospeso per capire l'esito. Benioff e Weiss, gli sceneggiatori della serie, hanno mantenuto l'episodio ma ne hanno cambiato le circostanze, in parte per adattarsi ai ritmi della televisione, dove l'azione è spesso più condensata. In TV, il parto precede immediatamente la morte di Renly e Davos è testimone diretto dell'orrore. Da quando Melisandre ha fatto fuori Renly, dimostrando che per quanto non sia simpatica il suo potere è reale, l’esercito di Stannis si è molto ingrossato.
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Per Stannis, la morte di Renly rappresenta una ferita aperta, nonostante la sua ambizione. A pagina 133 della Regina dei draghi, George R.R. Martin fa dire a Stannis “Eppure io lo amavo”, parlando del fratello. Questo evidenzia il conflitto interno di un uomo che, pur amando il fratello, lo elimina per la sua pretesa al trono. Stannis sogna la sua morte. La tenda, le candele, una donna che urla… quanto di lui era in quell’ombra che è entrata nella tenda di Renly? Cosa sa e cosa sospetta? La magia di Melisandre, sebbene efficace, lascia strascichi profondi e oscuri. Gli incubi di Stannis sono dovuti alla magia di Melisandre, più che a un senso di colpa per il fratello, riflettendo la natura ambivalente del potere di R'hllor. Inoltre, come notato nel testo, "Certe luci proiettano più di una sola ombra", un aforisma che riassume la complessità morale e le conseguenze impreviste delle azioni di Melisandre.
Le Conseguenze Politiche e Personali: L'Assedio di Approdo del Re
Dopo l'eliminazione di Renly, l'esercito di Stannis, notevolmente ingrossato, si dirige verso Approdo del Re. Tuttavia, la controversa figura di Melisandre inizia a generare malcontento. Davos consiglia a Stannis di non portare Melisandre con loro nell'assedio alla capitale, in quanto tra i ranghi del suo esercito si sta diffondendo l'idea che il sovrano sia plagiato dalla sacerdotessa e segua i suoi ordini a causa di qualche strano sortilegio. Il rispetto per la fede tradizionale dei Sette Dei è profondo a Westeros, e la magia di Melisandre, benché potente, è vista con timore e sospetto.
Stannis, ascoltando i consigli di Davos, accetta e Melisandre non è presente durante la battaglia delle Acque Nere. Questa assenza si rivela un fattore determinante: Stannis viene sconfitto in quella che sarà una delle più grandi battaglie della guerra. La sua assenza, tuttavia, permette ai Lannister di usare l'Altofuoco, una sostanza chimica altamente esplosiva, preparata dai piromanti, per distruggere gran parte della flotta di Stannis. Si scopre che Tyrion Lannister ha già scoperto cosa stia facendo Cersei, informandosi sui piani della regina per contrastare Stannis. Avevamo già visto Tyrion andare dagli alchimisti per vedere l’altofuoco e i casini che stava combinando sua sorella. Ad Approdo del Re, Tyrion ha già scoperto che cosa stia facendo Cersei. Appena arrivato ad Approdo del Re, infatti, si era informato sui piani della regina per contrastare Stannis e la guardia cittadina in persona gli aveva riferito che i piromanti erano impegnati nella preparazione dell’altofuoco.

A Roccia del Drago fa ritorno Davos Seaworth, sopravvissuto alla battaglia, il quale, profondamente scosso dalla sconfitta e dalle conseguenze delle azioni di Melisandre, cerca di ucciderla per evitare che conduca Stannis alla sua rovina. Il Cavaliere delle Ciolle viene tuttavia bloccato e fatto prigioniero. Questo episodio sottolinea il conflitto morale tra la fede cieca di Melisandre e la pragmatica lealtà di Davos. Davos ripensa al passato, adorando i flashback che spesso si accompagnano a valori etici o morali. Davos sa di essere una mescolanza di bianco e nero, il che, se davvero mescolassimo i colori, produrrebbe il grigio. Le parole “un uomo grigio” di Melisandre gli fanno un po’ sorridere, anche se si tratta di una descrizione che si adatta bene a molti personaggi di Martin, spesso "grigi" piuttosto che bianchi o neri, non stereotipati.
A Capo Tempesta invece c’erano gli uomini più fedeli di Robert, senza considerare che quella roccaforte era davvero difficile da prendere con un assedio, come proprio Stannis e un certo contrabbandiere (Davos) potrebbero confermare. Stannis aveva scelto Stannis per tenere la dimora storica di Casa Targaryen, Roccia del Drago, mentre assegnava Capo Tempesta a Renly. Stannis sogna la sua morte, probabilmente a causa della magia di Melisandre. Il fatto che chieda l’opinione di Davos è un buon segno, ha capito chi gli dirà la verità anche quando non desidera sentirla. Entrano in scena pure le dita di Davos, dettaglio che ci permette di approfondire la psicologia dei personaggi, capire il senso di giustizia di Stannis e anche la lealtà di Davos.
Sacrifici di Sangue e Profezie Oscure: Gendry e Shireen
La convinzione di Melisandre nell'efficacia del sangue reale come strumento di potere la porta a compiere atti ancora più spaventosi. La sua ricerca di alleati e risorse magiche la conduce nelle Terre dei Fiumi, dove incontra Thoros di Myr, della Fratellanza senza Vessilli. Thoros le presenta Beric Dondarrion, capo della Fratellanza, che lui è riuscito a riportare in vita ben sei volte. Melisandre è chiaramente stupita nel vedere Beric, non credendo che ciò fosse possibile né che Thoros avesse questo tipo di poteri, un incontro che mette in discussione le sue stesse conoscenze della magia di R'hllor.
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Beric e Thoros accettano di dare a Melisandre ciò per cui è venuta: il giovane Gendry, figlio bastardo di Re Robert Baratheon. Il ragazzo viene consegnato alla Donna Rossa in cambio di due sacchi d'oro. Quando sta per ripartire con il ragazzo, Melisandre viene avvicinata da Arya Stark, amica di Gendry, che non vuole che il suo amico sia portato via, accusando la donna di essere malvagia. La sacerdotessa ignora gli insulti della ragazzina e anzi la scruta negli occhi in maniera stupita, quasi sconvolta, dicendo di vedere molti occhi che Arya un giorno chiuderà per sempre. Questa profezia, apparentemente casuale in quel momento, si rivelerà di fondamentale importanza più avanti.
Giorni dopo, mentre la nave di Melisandre sta attraversando la baia delle Acque Nere, rivela a Gendry che lui è il figlio bastardo di Re Robert Baratheon e che nelle sue vene scorre il sangue di un re. Arrivati a Roccia del Drago, Melisandre mostra il ragazzo a Stannis e poi lo conduce nelle sue stanze. Qui la Donna Rossa lo seduce spogliandosi e simulando di avere con lui un rapporto sessuale. Tuttavia, la situazione cambia rapidamente quando lei lo lega al letto e estrae alcuni campioni del suo sangue usando delle sanguisughe. Stannis getta le sanguisughe che contengono sangue di Gendry nel fuoco, pregando per la morte dei tre re usurpatori ancora nel regno: Joffrey Baratheon, Balon Greyjoy e Robb Stark. Melisandre vede nel fuoco il ritorno della Lunga Notte. Vedendo che il rituale ha successo quando Robb Stark viene assassinato alle Nozze Rosse, Melisandre ha intenzione di ripeterlo, ma questa volta in maniera più potente: uccidendo Gendry.
Il ragazzo viene però liberato da Davos Seaworth, che lo fa fuggire di nascosto da Roccia del Drago. Stannis vuole giustiziare Davos per il tradimento, ma il Cavaliere delle Cipolle gli mostra una lettera dei Guardiani della Notte. Anche Melisandre legge la lettera e successivamente la getta nel fuoco e conferma la veridicità e importanza del messaggio: la Guerra dei Cinque Re è totalmente inutile e insignificante in confronto a quello che sta per arrivare, dal momento che l'oscurità marcia verso la Barriera. Questo momento segna un punto di svolta, spostando l'attenzione da una lotta dinastica a una minaccia esistenziale.
Il sacrificio più orribile compiuto da Melisandre in nome del Signore della Luce è quello della giovane principessa Shireen Baratheon, figlia di Stannis. Sulla via per Grande Inverno, di notte, Melisandre assiste all'incendio da parte di Ramsay Bolton di molte tende dell'accampamento Baratheon. La mattina dopo, Davos spiega a Stannis che tutte le riserve di cibo sono state bruciate, così come le armi d'assedio, e molti cavalli sono morti. In una situazione disperata, con l'esercito di Stannis bloccato dalla neve e decimato, Melisandre convince Stannis che il sacrificio di sangue reale della propria figlia garantirà la vittoria. In seguito, Shireen viene condotta a sua insaputa sul rogo dove la aspetta Melisandre. La ragazza si spaventa e chiede di poter vedere suo padre, ma viene ugualmente legata al palo. Una volta apparsi il padre e la madre, inizia a chiedere pietà e aiuto ai genitori, ma Melisandre per mezzo di una fiaccola accende la pira. Questo atto di indicibile crudeltà scolpisce per sempre l'immagine di Melisandre nella memoria dello spettatore, mostrandone la spietatezza e la convinzione che "la notte è oscura e piena di terrori" e richiede misure estreme.

Il Ruolo nelle Guerre del Nord e la Resurrezione di Jon Snow
La rotta di Melisandre la porta inevitabilmente verso il Nord e, in particolare, verso Jon Snow, il bastardo di Casa Stark e futuro Lord Comandante dei Guardiani della Notte. Melisandre porta Jon Snow davanti a Stannis Baratheon dopo che l'esercito dei Bruti è stato sconfitto. Quest'ultimo chiede a Snow di convincere Mance Rayder, il Re Oltre la Barriera, ad accettare un accordo: se Mance si inchinerà al suo cospetto e i Bruti combatteranno con lui contro Roose Bolton, il re concederà loro delle terre a sud della Barriera. Jon non riesce a convincere Mance, il quale viene messo al rogo da Melisandre. La donna ha intenzione di sacrificarlo al Signore della luce, ma Jon, per porre fine alle sue sofferenze, lo uccide con una freccia in pieno petto, dimostrando la sua compassione di fronte alla crudeltà dei rituali di Melisandre.
Al Castello Nero, Stannis Baratheon cerca di nuovo di convincere Jon Snow ad aiutarlo nella conquista di Grande Inverno. Il Lord Comandante rifiuta a causa del giuramento ai Guardiani della Notte. Anche Melisandre cerca, offrendo il proprio corpo, di convincere Jon Snow a seguire Stannis nella sua causa. Il nuovo Lord Comandante afferma di amare ancora Ygritte e rifiuta la sacerdotessa, che prima di dileguarsi proferisce la frase che solitamente la bruta diceva a Jon: "Tu non sai niente, Jon Snow", la quale lo lascia attonito. Questa interazione rivela la natura manipolatrice di Melisandre e la sua determinazione nel piegare gli individui alla sua volontà, ma anche una certa umanità nel Jon Snow che ha amato, un Jon Snow che non ha ancora compreso del tutto il proprio destino.
Nell’accampamento di Stannis Baratheon la tormenta di neve sembra essersi placata ed il ghiaccio ha iniziato a sciogliersi e Stannis può preparare l'attacco a Grande Inverno, ma arrivano brutte notizie: metà del suo esercito ha approfittato per disertare, la moglie Selyse si è impiccata e Melisandre è fuggita via verso il Castello Nero. Una volta arrivata alla fortezza, la donna viene intercettata da Jon e Davos, che la accolgono al castello, chiedendole notizie di Stannis e della piccola principessa Shireen.
La sua fuga la porta al Castello Nero, ma arriva troppo tardi. Dopo avere visto nelle fiamme Jon Snow trionfare a Grande Inverno nella battaglia contro i Bolton, Melisandre aveva abbandonato l'esercito di Stannis per aiutare lo Stark a compiere il suo destino. La donna rossa arriva però troppo tardi al Castello Nero, perché Jon è stato brutalmente assassinato da alcuni dei suoi confratelli. In uno dei momenti più drammatici della serie, Ser Davos riesce a convincere Melisandre a compiere il rituale magico della resurrezione sul corpo di Jon Snow, utilizzando i poteri che il Signore della Luce le concede. Questa scena, ambientata nel terzo episodio dell'Ottava stagione "The Long Night", evidenzia il suo ruolo cruciale.

Melisandre lava il corpo di Jon Snow per eseguire il rituale. La donna pulisce le sue ferite, taglia alcune ciocche dei capelli e della barba per bruciarle tra le fiamme e infine impone le sue mani sul corpo, cantando un'antica canzone di Valyria. Completato il rituale però, non accade nulla e, pensando di avere fallito, Melisandre, seguita successivamente da Ser Davos, abbandona la stanza. Pochi minuti dopo però, Jon si risveglia, un evento che sconvolge le certezze di tutti.
Al Castello Nero, Ser Davos e Melisandre scoprono della resurrezione di Jon Snow. La Donna Rossa si convince del fatto che il ragazzo è il principe promesso della profezia, mentre Davos non riesce a capacitarsi del suo ritorno, pur essendo grato. Melisandre diventa una fedele consigliera di Jon, assistendolo nella Battaglia dei Bastardi, fino a quando viene bandita dal Nord dopo che Davos Seaworth ha scoperto che ha bruciato viva la giovane Shireen Baratheon in un sacrificio al Signore della Luce. Ser Davos accusa Melisandre di fronte a Jon Snow di aver bruciato la principessa Shireen. Melisandre ammette le sue colpe, affermando di averlo fatto in nome del Signore della Luce. Davos chiede a Jon Snow il permesso di giustiziare la sacerdotessa, ma quest'ultima afferma che Jon avrà bisogno del suo aiuto per combattere gli Estranei. Jon decide però di allontanare Melisandre, minacciandola di giustiziarla se dovesse fare ritorno al Nord.
L'Incontro con Daenerys e il Ritorno per l'Ultima Guerra
Dopo essere stata bandita dal Nord, Melisandre si dirige nuovamente verso Roccia del Drago, ma questa volta trova un nuovo aspirante al trono: Daenerys Targaryen, la Madre dei Draghi, giunta a Westeros con la sua armata di Dothraki e Immacolati. La Donna Rossa dice a Daenerys che sta cercando "Il principe che fu promesso" e che lei avrà un ruolo fondamentale nella imminente guerra assieme al Re del Nord, Jon Snow. Melisandre sprona infatti Daenerys a incontrarsi con lui e a stringere un'alleanza, riconoscendo in entrambi i giovani leader figure chiave nella profezia di Azor Ahai, seppur con la sua predilezione iniziale per Jon Snow.
Quando il Re del Nord Jon Snow arriva a Roccia del Drago, Melisandre rimane indietro, osservando il suo arrivo dalle scogliere. Varys si confronta con lei e intuisce che ha fatto qualcosa per far arrabbiare il Re nel Nord. Melisandre conferma che è vero e poi dice che partirà presto per Volantis, al che il Ragno tessitore le consiglia di non fare mai più ritorno a Westeros. La Donna Rossa tuttavia dice che non potrà seguire questo consiglio in quanto lei è destinata a morire a Westeros, proprio come lui, una premonizione inquietante che si avvererà.
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Con l'avvento dell'armata del Re della Notte e degli Estranei, Melisandre ritorna a Grande Inverno, nonostante il suo bando e la minaccia di morte, dimostrando la sua fedeltà alla causa più grande: la sopravvivenza dell'umanità. Usa il potere di R'hllor per aiutare i vivi nella battaglia contro l'armata dei morti, la "Lunga Notte". Grande Inverno si sta preparando per l'imminente battaglia contro l'armata dei morti e Melisandre arriva dall'oscurità proprio quando la battaglia sta per cominciare. Si avvicina a Jorah Mormont, che è al comando dell'orda di Dothraki che si lanceranno alla carica contro i non-morti, e gli chiede di dire ai Dothraki nella loro lingua di sollevare le spade. Nonostante Jorah sia all'inizio sospettoso, riferisce l'ordine ai guerrieri e questi eseguono. Melisandre si affianca quindi a un guerriero e mette la mano sulla sua spada, facendo una preghiera in alto valyriano al Signore della Luce, rendendo infuocate le spade dei Dothraki e infondendo speranza e terrore nel campo di battaglia.
È del resto questa la battaglia che più di ogni altra porta la luce a scontrarsi con le tenebre, il fuoco con il ghiaccio, la vita con la morte. E Lady Melisandre è per molti aspetti la principale oppositrice del Re della Notte, non solo per quello che rappresenta e per le azioni che compie, ma anche e soprattutto per quelle parole dette ad Arya che cambieranno profondamente l’esito della lotta tra i vivi e i morti. “Hai detto che avrei chiuso moltissimi occhi” le dice la minore delle sorelle Stark, stupita di rivederla. Melisandre le risponde: “Occhi marroni, occhi verdi. E occhi azzurri”. Questa profezia, che Arya aveva sentito anni prima, le ricorda la sua missione e la spinge verso il suo destino.

Il Vero Aspetto e il Mistero dell'Età
Il vero aspetto di Melisandre è uno dei grandi misteri svelati della serie. In una delle ultime scene della puntata del Trono di Spade 6 intitolata "The Red Woman", vediamo la Donna Rossa nei suoi alloggi, che si spoglia prima di coricarsi. Fin qui tutto bene, o almeno fino a quando Melisandre si sfila la collana con il rubino, si guarda allo specchio e vede una donna di centinaia d’anni più vecchia. Questo momento rivela la vera natura della sua eterna giovinezza. Viene però il dubbio che la fonte della sua giovinezza non sia la collana, ma una delle fiale dal contenuto misterioso che si vedono nell’inquadratura successiva. Questo perché nelle stagioni precedenti l’avevamo già vista senza il rubino, in tutta la sua bellezza.
Quindi quanti anni ha davvero Lady Melisandre? Il primo suggerimento ci viene fornito nel libro A Dance With Dragons, quinto della saga delle Cronache del ghiaccio e del fuoco. Nel libro c’è un capitolo particolare, raccontato dal punto di vista di Melisandre, in cui la Donna Rossa racconta di aver praticato la sua arte magica per “più anni di quanto fosse possibile contare”. Questo implica un'età che supera di gran lunga quella di un normale essere umano. Un secondo indizio ci arriva direttamente da Carice Van Houten, l'attrice che la interpreta, che, in un’intervista del 2012, si era lasciata sfuggire che il suo personaggio avesse “più di 100 anni”. Non molto tempo dopo, un attore con un piccolo ruolo nella seconda stagione, ha spiegato che la Van Houten gli aveva confidato di avere 400 anni. Questo colloca Melisandre tra i personaggi più antichi di Westeros, con una prospettiva secolare sugli eventi che la rende unica nel suo approccio alla fede e alla politica. La sua longevità le ha permesso di accumulare una vasta conoscenza e di essere testimone di innumerevoli conflitti, rendendola una figura di saggezza arcana, anche se spesso spietata.
Melisandre nei Romanzi e nella Serie Televisiva: Approfondimenti e Discrepanze
La trasposizione di un'opera letteraria complessa come "Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco" in una serie televisiva comporta inevitabilmente delle modifiche e delle semplificazioni. La storia di Melisandre non fa eccezione, presentando differenze significative tra i romanzi di George R.R. Martin e l'adattamento televisivo di David Benioff e D.B. Weiss.
Una delle differenze più notevoli riguarda la figura di Edric Storm, il bastardo di Robert Baratheon. L'incontro fra Stannis e ser Cortnay è legato a Edric Storm, nome che agli spettatori del Trono di Spade non dice nulla. Nella serie televisiva Edric non c’è, tagliato per semplificare la storia, ridurre il numero dei personaggi presenti e risparmiare tempo. Nei libri, Edric è una figura chiave per il rituale del sangue reale con le sanguisughe, e il suo salvataggio da parte di Davos ha conseguenze più dirette. Nel romanzo, Stannis stava assediando Capo Tempesta, ma soprattutto, vuole anche che gli sia consegnato il bastardo di Robert, Edric Storm. Anche la fortezza di Capo Tempesta, nel romanzo, è protetta da incantesimi antichi impressi nelle mura, un dettaglio che aggiunge un ulteriore strato di misticismo al luogo e alla strategia di assedio.
Le circostanze della nascita dell'ombra assassina e dell'omicidio di Renly Baratheon sono un altro punto di divergenza. Melisandre partorisce la sua ombra. In televisione al parto seguiva la morte di Renly, ma nei libri si rimane con il fiato in sospeso fino al prossimo capitolo, anche se Renly è già cadavere. Benioff e Weiss hanno mantenuto l'episodio ma ne hanno cambiato le circostanze, in base ai ritmi della televisione, spesso più rapidi e visivamente d'impatto rispetto alla narrazione letteraria.

Anche il rapporto tra Stannis e Renly è approfondito nei romanzi. A pagina 133 della Regina dei draghi, George R.R. Martin fa dire a Stannis “Eppure io lo amavo”, parlando del fratello. Questo dialogo aggiunge profondità al personaggio di Stannis, rivelando un conflitto interno che la serie televisiva, per limiti di tempo, non sempre riesce a esplorare con la stessa sfumatura. Questa frase mostra la complessità del cuore umano in conflitto con sé stesso, un tema caro a Martin.
Nei libri, si trova anche il dettaglio che a pagina 125, Melisandre condivide il padiglione del re, evidentemente lo fa per eseguire più facilmente le sue magie e forse anche per avere un maggiore controllo sul re. Questo suggerisce una manipolazione più sottile e costante da parte di Melisandre, rispetto a quanto mostrato in televisione.
Il personaggio di Maestro Cressen e il suo tentativo di avvelenare Melisandre sono un evento presente in entrambe le versioni, ma il libro ne amplifica la risonanza. L’impressione data dalla donna rossa in quel momento non era molto bella, Cressen dubitava di lei e certo con fanatici di ogni tipo c’è da fare molta attenzione, ma la morte di Cressen unita alla sopravvivenza di Melisandre, che era pure consapevole del veleno presente nel bicchiere, aveva iniziato a dirci che era più di una semplice imbrogliona. Questo sottolinea fin dall'inizio il suo potere straordinario e la sua capacità di anticipare le minacce.
Infine, alcuni dettagli secondari, come i flashback di Davos che ripensa al passato, e le sue riflessioni sul concetto di "uomo grigio" proposto da Melisandre, sono elementi che arricchiscono la caratterizzazione dei personaggi nei libri, offrendo una psicologia più stratificata che la serie a volte deve comprimere. Davos sa di essere una mescolanza di bianco e nero il che, se davvero mescolassimo i colori, produrrebbe il grigio. Le parole “un uomo grigio” di Melisandre mi fanno un po’ sorridere, ma sono evocative di come i personaggi di Martin siano per lo più grigi, complessi e moralmente ambigui.
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