Il cammino verso la genitorialità non è sempre lineare. Per molte coppie, il desiderio di un figlio si scontra con ostacoli biologici e medici che richiedono un intervento specialistico. La Struttura mette a disposizione dei soggetti e delle coppie Utenti competenze clinico-scientifiche che si coniugano ad un approccio fortemente empatico e partecipativo, allo scopo di curare i Pazienti ricorrendo ai migliori trattamenti riproduttivi. La politica della Struttura si caratterizza per l’umanità ed il rispetto verso la persona, le scelte operative etiche, l’elevata professionalità, lo sviluppo dell’attività di ricerca. Tuttavia, comprendere che la tecnologia medica da sola non può esaurire il bisogno di ascolto è il primo passo per affrontare questo percorso in modo consapevole.

L'accesso al percorso di PMA e l'importanza del supporto clinico
L'accesso al servizio avviene esclusivamente previa prenotazione telefonica allo 010 55 22 9395 (ore 11-13.30). Per la prima visita al nostro centro al momento della prenotazione è NECESSARIO avere in mano l'impegnativa del proprio Medico curante, recante la dicitura "VISITA GINECOLOGICA" (codice 89.26.1). Non si possono prenotare appuntamenti senza l'impegnativa. Per prenotazioni, per disdire appuntamenti e per consulenze cliniche fare riferimento alla sezione "Come si accede". Nel caso delle terapie di Procreazione Assistita le Coppie parteciperanno ad una riunione informativa, la cui frequenza è obbligatoria, perché parte integrativa del percorso terapeutico. Soltanto alla fine della riunione verrà consegnato il consenso informato da firmare poi alla presenza del Medico di reparto (legge 40/2004).
La necessità di questo protocollo non è solo burocratica, ma risiede nella natura stessa del trattamento. Per la donna la fecondazione assistita ha un notevole carico “diretto” sul corpo, mentre per l’uomo ha conseguenze “indirette”. La PMA ha dei protocolli che entrano in modo invasivo nella vita quotidiana di chi li affronta, richiedendo una temporanea priorità su tutte le altre sfere della vita. Uomini e donne hanno modalità diverse nel reagire al malessere psicologico che il percorso di PMA può provocare. Questo può generare incomprensioni interpretative tra l’uno e l’altro. Ad esempio, la reazione maschile tende ad essere generalmente più silenziosa. L'effetto è che di frequente queste coppie si isolano, privandosi del sostegno che potrebbe arrivare dalla propria famiglia o dai propri amici.
Il vissuto della coppia: dalle domande all'infertilità
"Dopo quanto tempo preoccuparsi se non si rimane incinta? Perché non resto incinta?" Sono queste le prime domande che cominciano a poco a poco a farsi sempre più sentire nelle coppie alla ricerca di una gravidanza. Una strada per la cura dell’infertilità può essere quella della fecondazione assistita o PMA. Talvolta questa fase corrisponde con la scoperta di specifiche cause organiche maschili e/o femminili che rendono difficoltoso l’inizio o il proseguimento di una gravidanza.
In questa fase si massimizza il proprio vissuto di dolore, di frustrazione, di rabbia e di invidia nei confronti di coloro che invece son riusciti senza problemi a diventare genitori. La coppia può sentirsi spaesata e sopraffatta dalle emozioni. È importante condividere le proprie emozioni ed i propri pensieri con il partner ma spesso è anche a tal punto doloroso che può esservi la tendenza ad evitare l’argomento per cercare di proteggere sé stessi e la coppia. La possibilità di rivolgersi ad uno psicologo può essere utile per la persona o per la coppia per trovare uno spazio protetto e circoscritto nell’ambito della propria quotidianità in cui esprimere il proprio dolore e trovare le proprie strategie per fronteggiarlo ed elaborarlo.

Elaborare l'esperienza: tra PMA e nuove prospettive
L’accettare l’intervento di medici specialisti nel proprio percorso per avere un figlio è di per sé un momento molto delicato. Allo stesso tempo, la persona può anche temere di non essere in grado di fermarsi dinnanzi a tentativi di PMA falliti, come se fosse una sorta di “accanimento terapeutico”. Il supporto psicologico interviene in due momenti cruciali:
- A seguito del fallimento della PMA: è necessario per elaborare il nuovo lutto per il mancato concepimento, per poter esprimere la propria tristezza, la propria delusione, il proprio dolore e per poter poi, un po’ per volta, ritrovare le risorse per investire nuovamente nel proprio futuro come singoli e come coppia.
- A seguito del successo della PMA: può sembrare paradossale sentirsi in difficoltà dopo aver a lungo e con fatica atteso il concepimento del proprio bambino ma questo è assolutamente legittimo. Si tratta di una situazione nuova che in quanto tale può spaventare e può farci sentire impreparati a maggior ragione quando il tempo per cui questa gravidanza si è fatta attendere è stato particolarmente lungo tanto da non sperarci quasi più.
Inoltre, dal punto di vista della coppia l’idea di concepire un figlio portatore del patrimonio genetico di solo uno dei due partner può turbare la sintonia di coppia. Vi può essere la persona che teme di forzare il partner nell’accettare gli spermatozoi di un altro uomo o gli ovuli di un’altra donna per generare il proprio figlio. Vi può essere la persona che sente di non poter dir di no ad una simile possibilità in quando è lei quella “con il problema”. È difficile affrontare apertamente queste questioni perché sono aspetti delicati che vanno a toccare nervi già scoperti e dolenti.
PSICOSOMATICA - Infertilità
Il tabù dell'infertilità e il percorso di accettazione
Il parlare di coppie che nonostante molti anni di ricerca naturale e/o con PMA non riescono ad aver figli è un argomento tabù. Se di infertilità spesso non se ne parla, ancor meno si parla di questo aspetto. L’aspetto più doloroso e difficile da accettare è che molto spesso non arriva una diagnosi o un momento preciso in cui si sancisce che non si potranno avere figli. È un po’ come essere in un mare in tempesta.
Non credo sia possibile reinvestire nuovamente in sé stessi e nella coppia se non ci si lascia attraversare dall’onda. Il mancato arrivo di uno o più figli tanto desiderati e tanto presenti nei propri pensieri e nelle proprie fantasie è come un lutto ed in quanto tale necessita del suo tempo per essere elaborato. Come tutti i lutti spesso si caratterizza per una prima fase di negazione, una fase di rabbia, una fase di tristezza e di dolore, una fase di accettazione ed una fase di reinvestimento in nuove prospettive di vita. Un po’ alla volta questa ferita comincia a cicatrizzarsi e a fare meno male. Molto probabilmente non scomparirà mai. Non si dimenticherà di non essere riusciti ad avere figli ma non sarà più così doloroso. Un sostegno psicologico in questa fase può permettere alla persona e alla coppia di sentire di avere una sorta di rete di salvataggio e di percepire che il dolore travolge ma non distrugge, permettendo infine di ricominciare a pensare al proprio futuro come singoli e come coppia. Sono utili per offrire accoglienza e supporto degli aspetti emotivi, soprattutto in alcune fasi del trattamento di PMA (stimolazione ormonale, avvicinarsi del transfert, fallimenti…). È utile per riflettere su problemi personali e della propria storia individuale, di coppia e familiare. Prevede un lavoro sul significato dell’infertilità e su possibili idee alternative di sé come singoli e come coppia per il futuro.