Procreazione e Resilienza: Il Significato Profondo dell'Assistenza Medica e del Percorso Umano

La procreazione, atto fondamentale della vita, porta con sé un significato che trascende la mera riproduzione biologica, incarnando la continuità della specie e la realizzazione di desideri profondamente umani. In un'epoca caratterizzata da straordinari progressi scientifici e da mutamenti sociali senza precedenti, il percorso verso la genitorialità può incontrare sfide inaspettate, portando alla ribalta il concetto di "resilienza" - la capacità di superare le difficoltà - in un contesto in cui la natura stessa sembra opporre resistenze. L'evoluzione della scienza ha offerto soluzioni a impedimenti che un tempo sembravano insormontabili, permettendo alla procreazione di persistere e, per molti, di essere assistita, non solo a livello medico ma anche psicologico, per affrontare e superare le complessità che tale cammino può presentare. Questo articolo esplora le molteplici sfaccettature della procreazione, dalle sue radici biologiche e storiche alle più avanzate tecniche medico-assistite, fino alle profonde implicazioni psicologiche e sociali che accompagnano le coppie in questo delicato viaggio.

La Procreazione nell'Evoluzione: Memorie Genetiche e Adattamenti Biologici

La procreazione dei Mammiferi, e in particolare quella umana, è un processo che reca le tracce di adattamenti successivi avvenuti durante l'evoluzione. Queste "memorie inscritte nel genoma" sembrano comportarsi come fattori inibitori, che limitano la funzione procreativa attraverso controlli marcatamente selettivi o meccanismi che possono apparire superflui o inutili nel contesto moderno. Come in altri campi delle scienze biologiche, la maggior parte delle ricerche attuali sulla procreazione si sviluppa a livello molecolare, focalizzandosi sulla caratterizzazione dei geni che regolano singole funzioni e dei geni mutati che inducono patologie. Questo approccio ha permesso di svelare i complessi meccanismi che sottostanno alla fertilità e all'infertilità.

In questo quadro di avanzamento delle conoscenze, proposte sempre più efficaci sono state formulate a livello medico per diverse finalità: contenere il numero delle nascite tramite la contraccezione, aumentarlo nei casi di infertilità con la procreazione assistita, oppure prevenire la nascita di bambini affetti da patologie attraverso la diagnosi prenatale e l'aborto terapeutico. È importante sottolineare che, grazie ai recenti e notevoli progressi dell'ostetricia e della perinatalogia nell'assistenza alle donne incinte, la maggior parte dei concepimenti che hanno superato il primo trimestre di gravidanza si conclude oggi con la nascita di un bambino vivo. Sul successo generale della procreazione hanno influito significativamente i progressi medico-tecnici, le conquiste della ricerca scientifica e il miglioramento delle condizioni sociali e di vita, tra cui l'alimentazione della madre, la qualità dell'acqua, l'igiene e il riposo.

L'Infertilità: Un Fenomeno Complesso e in Trasformazione

Le probabilità di concepimento sono state stimate nelle coppie in età di procreare intorno al 30% per ciclo ovarico. Tuttavia, la realtà dell'infertilità colpisce un numero significativo di persone: all'incirca una donna su sette consulta un medico per problemi di infertilità. Storicamente considerata un'anomalia quasi esclusivamente femminile, oggi si riconosce che in un caso su tre la responsabilità è della donna, mentre in un caso su cinque l'infertilità è dovuta al maschio. Spesso, essa è di origine mista (40% dei casi) e rimane sconosciuta nell'8% delle situazioni.

Sul finire del XX secolo, mutamenti nell'ambiente sociale e naturale sembrano avere fortemente perturbato la procreazione umana nei paesi industrializzati. Un fattore cruciale è la posticipazione della maternità, spesso correlata all'esigenza della donna di affermarsi nel mondo del lavoro. Il calo sensibile della fertilità che ne deriva, conseguenza dell'aumento dell'età materna, è una delle cause principali per cui si ricorre alla procreazione assistita. Parallelamente, numerosi studi evidenziano un impoverimento nella qualità dello sperma. Questo fenomeno, inquietante per la sua repentinità - considerando che il potere di fecondazione dello sperma si è mantenuto stabile per millenni - è stato attribuito all'inquinamento, sebbene le ragioni precise rimangano ancora in parte sconosciute. Anche in questo caso, la procreazione assistita offre una gamma di soluzioni, come ad esempio l'iniezione dello spermatozoo direttamente nella cellula uovo, dimostrando la capacità della medicina moderna di "resistere" a queste nuove sfide.

Tendenze dell'infertilità: cause e frequenza

Procreazione Medico-Assistita (PMA): Definizioni e Contesto Storico

Per procreazione assistita, o più propriamente "procreazione medico-assistita" (PMA), si intende qualsiasi procedura messa in atto per facilitare l'incontro dello spermatozoo con l'ovulo, con esito fecondo, nel caso in cui si siano verificate difficoltà al concepimento. Questa espressione è riferita agli interventi biomedici che mirano a ottenere la fecondazione senza rapporto sessuale, così come alle pratiche specifiche che precedono tali interventi (come il prelievo e la selezione dei gameti) oppure li seguono (come l'incubazione, la selezione, il congelamento, la conservazione e il trasferimento dell'embrione). Il ricorso a metodi non naturali è la risposta diretta a impedimenti nella funzione procreatrice dell'uomo o della donna.

Dato che, come avviene in tutti i Mammiferi, la fecondazione e la gravidanza si svolgono nell'organismo femminile, la procreazione assistita si è sviluppata in due direzioni principali: l'immissione del seme maschile nelle vie genitali femminili (inseminazione artificiale) o la realizzazione dell'unione dei gameti (spermatozoo e cellula uovo) in una provetta (fecondazione in vitro, FIV) al fine di trasferire l'embrione nell'utero (FIV e trasferimento dell'embrione, FIVET: In vitro fertilization and embryo transfer). Questi metodi comportano tecniche diverse e si rivolgono a pazienti che presentano disturbi della fertilità di vario tipo.

La procreazione assistita non è un'invenzione recente, ma affonda le sue radici storiche nelle prime pratiche di inseminazione artificiale sperimentate in Inghilterra nel 1780 e poco dopo in Francia. Non si trattò di un'invenzione ex novo, poiché i medici si limitarono ad applicare una tecnologia utilizzata fin dal XIV secolo dagli arabi per selezionare i loro cavalli. Nonostante le dichiarazioni trionfalistiche di questi pionieri della fecondazione assistita, gli esiti iniziali furono modesti. Lo sviluppo, nel corso dell'Ottocento, venne frenato dalla scarsità e dalla vaghezza delle indicazioni mediche per l'inseminazione artificiale vaginale - tanto sembrava insolito che un uomo non riuscisse a deporre il suo seme nella vagina senza ricorrere all'aiuto di un medico - e dal fatto che i medici ignoravano il momento favorevole per ottenere la fecondazione, intervenendo spesso impropriamente nei periodi mestruali. Tuttavia, più che l'incompetenza dei medici del tempo, fu l'opposizione risoluta della Chiesa cattolica a ostacolare la diffusione e l'incipiente progresso di questa tecnica.

Dopo la Seconda guerra mondiale, la possibilità di conservare lo sperma mediante tecniche di congelamento ha aperto nuove prospettive per l'inseminazione artificiale. Negli anni Sessanta del XX secolo, le prime banche dello sperma sorsero negli Stati Uniti e in Giappone, seguite dalla Francia a partire dal 1973. La vera svolta nella PMA avvenne con la fecondazione in vitro, culminata con la nascita di Louise Brown nel 1978, un evento storico realizzato dall'équipe di R. Edwards presso l'Oldham General Hospital di Manchester, che segnò l'inizio di una nuova era nella riproduzione umana assistita.

Genitori con la procreazione medicalmente assistita

Le Tecniche di Procreazione Assistita: Un Panorama Dettagliato

Le tecniche di procreazione assistita si sono evolute enormemente, offrendo soluzioni personalizzate a seconda delle cause specifiche di infertilità. Ogni metodologia rappresenta un passo avanti nella capacità di superare gli ostacoli naturali alla concezione.

L'Inseminazione Artificiale: Metodologie e Applicazioni

L'inseminazione artificiale consiste nella deposizione degli spermatozoi in prossimità del canale cervicale, nella cavità uterina, o ancora nelle tube o nella cavità peritoneale. Questa tecnica si suddivide in due tipologie principali a seconda della provenienza del seme. Gli spermatozoi possono provenire dal coniuge della paziente inseminata (inseminazione artificiale intraconiugale o omologa) o da un donatore volontario (inseminazione artificiale extraconiugale o eterologa).

L'inseminazione intraconiugale o omologa è prevalentemente proposta a coppie in cui gli spermatozoi del partner sono in quantità insufficiente, presentano una mobilità ridotta, o una morfologia anomala. Per incrementare le probabilità di fecondazione in caso di sperma deficitario, si possono adottare numerosi accorgimenti. Tra i più frequenti si ricorda la deposizione di spermatozoi oltre il collo uterino (inseminazione intrauterina), che deve essere preceduta da un 'lavaggio' dello sperma. Questo processo è fondamentale per eliminare il plasma seminale, potenziale portatore di germi o di sostanze indesiderabili che potrebbero indurre contrazioni uterine o inibire la fecondazione.

Il suggerimento per un'inseminazione extraconiugale o eterologa è giustificato da un esame diretto dello sperma (spermogramma, spermocitogramma) che ne rileva l'assenza, oppure da un test post-coito che non rileva spermatozoi nella secrezione (muco) del collo uterino nel periodo dell'ovulazione. Le probabilità di fecondazione aumentano con il numero di cellule uovo disponibili, come si osserva nella FIV. Tuttavia, la stimolazione del funzionamento delle ovaie deve restare più moderata nell'inseminazione artificiale rispetto alla FIVET, poiché in questa tecnica è impossibile limitare successivamente il numero degli embrioni da impiantare nell'utero, aumentando il rischio di gravidanze multiple indesiderate. Sebbene questi accorgimenti migliorino i risultati dell'inseminazione artificiale, uno dei fattori di successo più critici rimane il momento in cui viene praticata l'inseminazione, a causa della breve durata della vita delle cellule uovo (circa un giorno) e degli spermatozoi (circa tre giorni).

Al contrario, grazie al censimento realizzato dalle banche dello sperma, si sa che l'inseminazione artificiale eterologa permette di ottenere una gravidanza nell'8-9% dei cicli di trattamento. Questa tecnica, infatti, non può essere eseguita autonomamente dai ginecologi: la ricerca e l'individuazione di un'eventuale infezione del donatore, così come la scelta (attualmente obbligatoria per legge) di assicurare il suo anonimato, hanno reso indispensabile la conservazione dello sperma e, quindi, la distribuzione di campioni congelati (paillets) da parte di laboratori centralizzati.

La Fecondazione in Vitro (FIV) e il Trasferimento di Embrione (FIVET): Dalla Genesi alle Innovazioni

Il metodo della Fecondazione in Vitro (FIV) e del Trasferimento di Embrione (FIVET) consiste nel realizzare la fecondazione in laboratorio e nel trasferire poi gli embrioni nell'utero della stessa paziente dalla quale sono stati prelevati gli ovociti. Lo schema generale di questa procedura è oggi ben noto, ma è particolarmente interessante ripercorrere l'evoluzione della tecnica negli ultimi quindici anni del XX secolo, un periodo che ha visto avanzamenti tecnologici rivoluzionari.

In questo lasso di tempo, si possono individuare quattro fasi o avanzamenti tecnologici che hanno modificato profondamente la pratica della FIVET nelle sue indicazioni e nella sua efficacia, rendendola sempre più accessibile e performante.

1. Stimolazione Ovarica Controllata e Pianificazione del Ciclo

La prima fase di innovazione ha riguardato i trattamenti medici volti a intensificare e pianificare nel tempo la produzione di ovuli nelle ovaie delle pazienti. Non solo il numero medio di ovuli prelevati è stato decuplicato rispetto al ciclo naturale (si sono ottenuti circa 10 ovuli rispetto a uno solo), ma si è acquisita anche la capacità di decidere con molti mesi di anticipo il momento in cui questi ovuli sarebbero maturati, e quindi sarebbero stati pronti per la fecondazione. Questa relativa capacità di 'dominare' il funzionamento delle ovaie è ottenuta mediante la somministrazione contemporanea di sostanze che inibiscono l'azione dell'ipofisi sulle ovaie stesse e di altre (ormoni gonadotropi) che, al contrario, la stimolano.

Questa innovazione, pur fondamentale, ha comportato alcune conseguenze che possono essere considerate negative. Tra queste, il concepimento di embrioni 'in eccesso' (nell'incertezza sulla qualità degli ovuli, li si feconda tutti), l'induzione di gravidanze multiple (ignorando la qualità degli embrioni, ne vengono trasferiti molti nell'utero) e la sindrome di iperstimolazione. Quest'ultima è una patologia, a volte grave, dovuta all'abbondanza degli ormoni steroidei secreti dalle ovaie così stimolate. Per mitigare tali rischi, sono stati sviluppati interventi medici mirati a prevenire o curare l'iperstimolazione (ad esempio, l'arresto del ciclo o la somministrazione di antinfiammatori) o la gravidanza multipla, sia prima dell'impianto (diminuzione del numero degli embrioni trasferiti) sia dopo (riduzione embrionale).

2. La Crioconservazione degli Embrioni

La produzione di embrioni 'soprannumerari' ha portato a sua volta a una seconda innovazione di grande importanza: la loro conservazione mediante congelamento per assicurarne la sopravvivenza a beneficio della stessa coppia. Questa pratica ha permesso di ottimizzare ogni ciclo di stimolazione, offrendo più tentativi di gravidanza senza dover ripetere l'intera procedura di stimolazione ovarica e prelievo ovocitario. In Francia, per esempio, più di 100.000 embrioni sono stati conservati dal 1986, e i due terzi di questi sono stati restituiti alla coppia e impiantati nell'utero dopo un periodo di tempo variabile da qualche mese a più anni.

Non sembra che i bambini nati dopo congelamento allo stadio embrionale mostrino conseguenze negative da questo trattamento, pur sempre drastico. In realtà, essi risultano spesso avvantaggiati rispetto a quelli fecondati con la FIV senza congelamento, poiché nascono quasi sempre da gravidanze monofetali. Questo è un aspetto cruciale, dato che solo le gravidanze multiple dopo procreazione assistita sono associate a un rischio maggiore per i bambini (prematurità o ipotrofia). La crioconservazione ha dunque migliorato non solo l'efficienza dei trattamenti ma anche la sicurezza della prole.

Processo di FIVET con crioconservazione embrionaria

3. L'Aspirazione Ecoguidata degli Ovuli: Minore Invasività e Maggiore Sicurezza

Un terzo avanzamento tecnico ha permesso di prelevare gli ovuli con metodiche molto meno invasive della celioscopia (laparoscopia). In passato, era necessario introdurre nell'addome uno strumento (celioscopio o laparoscopio) in grado di effettuare simultaneamente l'osservazione e l'esplorazione delle ovaie. Oggi, queste due funzioni sono dissociate: l'osservazione è assicurata dall'ecografia, una tecnica non invasiva, mentre l'esplorazione è condotta con un semplice ago guidato dagli ultrasuoni fino ai follicoli che contengono gli ovuli.

Più spesso, l'ago è introdotto dalla vagina, rendendo l'intervento meno visibile esternamente e non lasciando tracce evidenti. Soprattutto, non è necessaria l'anestesia generale, e il trattamento può essere effettuato in day hospital. Oltre ai vantaggi psicologici ed economici significativi per le pazienti, l'aspirazione ecoguidata degli ovuli ha eliminato i pericoli associati all'anestesia generale e ha fortemente ridotto il rischio chirurgico complessivo della FIVET, diminuendo incidenze di emorragie e infezioni.

4. L'Iniezione Intracitoplasmatica dello Spermatozoo (ICSI): Una Rivoluzione per l'Infertilità Maschile

Infine, la quarta e forse più rivoluzionaria innovazione ha riguardato il trattamento di alcune sterilità di origine maschile: l'iniezione di un singolo spermatozoo direttamente nell'ovulo. Questa tecnica, nota come Iniezione Intracitoplasmatica dello Spermatozoo (ICSI, Intracytoplasmic sperm injection), ha riservato sorprese ai suoi stessi promotori, rivelandosi ben tollerata dall'ovulo e dando esiti insperati. Malgrado la 'debolezza' estrema dello sperma che talvolta utilizza - persino pochi spermatozoi con mobilità o morfologia compromessa - l'ICSI risulta due volte più efficace della FIVET tradizionale e quattro volte più valida dell'inseminazione artificiale che impiega sperma normale.

Con la FIVET associata all'ICSI, si è ottenuto un vero e proprio ribaltamento delle leggi naturali che prevedono circa 200 milioni di spermatozoi per una singola cellula uovo. Oggi, non è raro ottenere la gravidanza anche quando il numero degli spermatozoi disponibili si rivela inferiore a quello degli ovuli prelevati (per esempio, 5 spermatozoi per 15 ovuli). Poiché la fertilità maschile sembra essere in rapida flessione nei paesi industrializzati, l'ICSI rappresenta la prima proposta razionale ed efficace per sopperire alla carenza di spermatozoi. Costituisce un approccio nuovo e promettente per la sterilità maschile, soprattutto perché evita il ricorso all'inseminazione artificiale eterologa (o alla FIV eterologa), permettendo all'uomo considerato sterile di procreare egli stesso i suoi figli biologici.

Sembra che la tecnica possa applicarsi anche a individui che non producono spermatozoi maturi e la cui linea germinale si ferma allo stadio di spermatide (grosse cellule tonde, sprovviste di flagello, precursori degli spermatozoi e ancora indifferenziate). Anche l'incertezza che pesava sulla normalità dei bambini così concepiti ha trovato risposte rassicuranti nei resoconti internazionali, che contavano diverse migliaia di nascite già prima della fine del 1995.

Tuttavia, si può paventare la tentazione di utilizzare questa tecnica in modo deviato per identificare geneticamente il singolo gamete da introdurre nell'ovulo. Fin d'ora, infatti, l'ICSI permette la scelta del sesso dei bambini grazie alla selezione degli spermatozoi che portano il cromosoma X (per le femmine) o Y (per i maschi), sollevando importanti questioni etiche.

In sintesi, i vari progressi della FIVET hanno ridotto per la coppia il costo finanziario e umano elevandone al medesimo tempo l'efficacia, in particolare nel caso di sperma deficitario. Così questa metodica, originariamente destinata a risolvere la sterilità femminile, è stata applicata progressivamente a quasi tutte le situazioni di infecondità, dimostrando una notevole versatilità.

Altre Metodologie e Pseudonovità

Accanto a queste innovazioni di indiscutibile interesse medico e scientifico, la procreazione assistita ha visto emergere anche numerose pseudonovità di natura tecnica o sociale. Tra le invenzioni che hanno mobilitato l'attenzione dei media (e dei pazienti), si ricorda il GIFT (Gamete Intra Fallopian Transfer). Il GIFT consiste inizialmente in una procedura simile alla FIVET (stimolazione delle ovaie, prelievo di ovuli e sperma), ma permette che la fecondazione avvenga nelle tube, dove i gameti sono trasferiti durante un intervento chirurgico in anestesia generale. I suoi risultati, in un primo momento sopravvalutati, si sono rivelati essere gli stessi della FIVET, ma con l'aggravante che il GIFT richiede un intervento chirurgico invasivo, limitando la sua applicabilità rispetto alle tecniche meno invasive.

L'Impatto Psicologico e Sociale della Procreazione Assistita

Il percorso della procreazione assistita non è solo una questione medica e biologica, ma un'esperienza profondamente umana che coinvolge la psiche, le relazioni di coppia e le dinamiche sociali. L'attesa di un figlio, quando accompagnata dall'infertilità e dai tentativi di PMA, genera ansia e paure intense a causa dell’impossibilità di prevedere e controllare il risultato. Questa incertezza si traduce in un fardello emotivo considerevole.

Il Percorso Emozionale della Coppia Infertilità

Le donne che hanno vissuto l'esperienza dell'infertilità e si sottopongono a trattamenti di PMA spesso trovano difficile lasciarsi alle spalle questa fase della loro vita, generando sentimenti ambivalenti e contrastanti. Cogliere le differenze di una gravidanza dopo l'infertilità non esaspera la stigmatizzazione, ma al contrario può aiutare nella normalizzazione e a integrare aspetti della propria identità. Queste donne si trovano in costante allarme per un possibile segnale che annunci un aborto imminente, perché sono incapaci di credere fino in fondo di poter mettere al mondo un figlio.

In generale, le donne con alle spalle un’esperienza di infertilità tendono a effettuare più controlli medici e sono più ansiose, depresse e arrabbiate con se stesse rispetto alle donne fertili. Inoltre, spesso vivono e descrivono la gravidanza solamente in termini di esperienza gratificante e appagante, mentre tendono a negare o minimizzare le difficoltà psicologiche e fisiche di questo stato, forse per proteggersi da un'eventuale delusione o per giustificare il lungo percorso intrapreso. Comunicano poco con i loro bambini in pancia e ritardano tutti i preparativi per la nascita del bebè, come se volessero evitare di affrontare la realtà della gestazione fino all'ultimo momento.

La Transizione alla Genitorialità: Sfide Post-Concepimento

Anche dopo il parto, queste madri possono presentare una minore autostima e più sfiducia circa la loro abilità di prestare un adeguato accudimento al neonato. La transizione alla genitorialità è un evento molto delicato che comporta una serie di cambiamenti e di adattamenti psicologici in tutte le coppie che si avvicinano ad avere un figlio; ancora di più lo è per coloro che hanno alle spalle un vissuto di infertilità.

È stato osservato che le madri che hanno concepito attraverso la fecondazione in vitro sono più propense a sviluppare un attaccamento molto forte al bambino. Questo legame, sebbene profondamente affettuoso, può rendere più difficile il processo di separazione e individuazione tra genitore e figlio, un passaggio evolutivo cruciale per entrambi. Le donne si percepiscono meno abili nel ruolo materno e ricercano più rassicurazioni sulla salute dei loro figli, perpetuando un ciclo di ansia che può persistere anche dopo la nascita. È perciò fondamentale offrire supporto psicologico alle coppie infertili non solo durante il percorso di trattamento, ma anche nel momento di successo di un trattamento di riproduzione assistita, per accompagnarle attraverso questa delicata fase di transizione e consolidamento del nuovo ruolo genitoriale.

Oltre all'attenzione verso il bambino, occorre iniziare a ristabilire lentamente un'intimità sessuale per garantire la coesione di una coppia e la stabilità coniugale, spesso messe a dura prova dallo stress dei trattamenti e dalla focalizzazione sulla procreazione come atto medico piuttosto che intimo.

Supporto psicologico per coppie in PMA

"Il Concepimento In-Possibile": Profondità Psicologiche e Dinamiche di Coppia

Come evidenziato nel contributo di Graziella Cotoloni, intitolato "Il concepimento in-possibile. Il supporto psicologico alla coppia infertile in fecondazione assistita", l'infertilità viene vissuta dalle coppie che ripetono i tentativi di fecondazione in vitro come l’esperienza più preoccupante della loro vita. Il concepimento, in questo contesto, è percepito come un’ossessione. Questo comporta sentimenti dolorosi e la tendenza della coppia a non condividere il “segreto” con gli altri, arrivando a poco a poco all’isolamento sociale.

In un'analisi di 20 casi, è stata ricostruita la storia familiare delle coppie, evidenziando una caratteristica comune: la presenza di problemi di individuazione e svincolo dalla famiglia di origine. Per queste coppie, avere un figlio "a tutti i costi" non rappresenta tanto una scelta o un desiderio maturo, quanto un bisogno profondo. Solo diventando una famiglia, percepiscono di poter definire i propri confini da quella di origine, spesso vissuta come intrusiva nello spazio della relazione tra i partner. La coppia infertile manca, in questo senso, di una possibilità evolutiva, e questa “mancanza” - se non rielaborata - può inficiarne il benessere e l’equilibrio psichico, fino a condurre a psicopatologie.

L’intervento sistemico, nei casi esaminati da Cotoloni, ha sperimentato una sorta di “prescrizione invariabile” che la coppia svolge con la famiglia di origine. Tale strumento terapeutico ha l'effetto di ridefinire i confini della coppia, evidenziare le conflittualità nascoste, consentire l'accesso a tematiche antiche non risolte e permettere alla coppia di acquisire la propria autonomia di scelta. Questo approccio favorisce l'intraprendere, in modo più consapevole e sereno, il trattamento di fecondazione assistita, trasformando l'ossessione in una decisione ponderata e condivisa.

Dinamiche Relazionali e Sensibilità Personali nel Percorso PMA

Il contributo di Cotoloni fa riferimento a un'esperienza di consulenza e psicoterapia svolta in una struttura ospedaliera, rivolta a coppie con problemi di sterilità inviate dal ginecologo del Centro di Procreazione Medicalmente Assistita. L'invio viene proposto alla coppia per affrontare il percorso in un servizio integrato, un'ottica che valorizza i processi psicologici, al di fuori dell'esclusiva medicalizzazione del problema. Il percorso di fecondazione assistita ha un rituale complesso a causa dell'alta frequenza dei controlli, del grande numero di variabili, dell'incertezza della riuscita e delle aspettative che si generano, creando sentimenti di continua speranza e frustrazione. L'attenzione eccessiva ai processi corporei, indotta dalle cure, genera paure e tensioni. L'ansia è particolarmente evidente nella donna, per l'aspettativa di trattamenti invasivi. Il livello di ansia, inoltre, aumenta con il numero dei tentativi falliti.

La consulenza dello psicologo in questo contesto viene proposta con l'obiettivo di sostenere la coppia nella decisione di iniziare il trattamento, di accompagnarla nella sua evoluzione e nell'affrontare gli insuccessi. Gli incontri di psicoterapia sono concordati con la coppia a conclusione della fase di valutazione, per affrontare le emozioni negative e aiutarla a ristabilire una condizione di migliore benessere. Di fronte agli insuccessi del trattamento, il compito dello psicologo non è tanto di contenere l'ansia e la frustrazione connesse all'evento di perdita, né solo di dare ascolto, ma quello di rendere la coppia più consapevole del significato della propria decisione di continuare o meno il percorso. L'infertilità e i trattamenti necessari sono situazioni traumatiche, e le coppie devono prendere decisioni condivise. Il confronto con lo psicologo evita che la coppia deleghi totalmente alla tecnica e al medico la riparazione della ferita psichica. La consulenza psicologica apre uno spazio di riflessione nell'équipe del Centro di PMA in un costante interscambio nella presa in carico della coppia infertile.

Gli studi che considerano l'effetto dell'intervento nei percorsi PMA hanno privilegiato campioni solo femminili oppure l'attenzione è stata diretta alla risposta maschile all'infertilità, ma meno frequentemente hanno valutato come ne è stata influenzata la relazione di coppia. Tuttavia, la maggioranza delle coppie che avevano ricevuto un aiuto psicologico sono riuscite a vivere serenamente o con minore disagio il percorso PMA. L'intervento psicologico assume caratteristiche diverse a seconda della coppia che lo richiede, tenendo presente la specificità delle diverse fasi del trattamento. Se il medico, quale tecnico della riproduzione, pone l'accento sugli elementi concreti e somatici, lo psicologo pone l'accento sui sentimenti e sulle relazioni affettive per sciogliere quelle eventuali condizioni di disagio che possano costituire dei fattori di rischio della stessa possibilità riproduttiva. Si è osservato che alcune coppie, dopo la psicoterapia richiesta per superare il lutto di aborti e di insuccessi di fecondazione in vitro (FIVET), hanno concepito un figlio in modo naturale, suggerendo un profondo legame tra benessere psicologico e fertilità.

All'interno della cornice di riferimento dell'ottica sistemico-relazionale, gli specialisti cercano di cogliere quale significato assuma la diagnosi di “sterilità” nella storia personale e familiare della coppia. Qualunque siano le cause specifiche, la sterilità è un evento traumatico che modifica profondamente la qualità delle relazioni di coppia e della famiglia estesa. Se l’esperienza non viene rielaborata, rischia di pregiudicare anche il legame con il futuro bambino. Inoltre, si è rilevato che in molte coppie che chiedono la fecondazione assistita o l'adozione si osservano dinamiche conflittuali sopite, spesso legate a problematiche non risolte con le famiglie di origine, che vengono agite proprio attraverso un figlio, con probabili evoluzioni patologiche nel futuro.

Le coppie che cercano la fecondazione assistita presentano un ventaglio ampio di caratteristiche, includendo recentemente anche coppie straniere, donne già in età matura ma anche giovani coppie senza un'infertilità accertata. Quest'ultime sembrano concepire la fecondazione assistita come un tentativo di soluzione al disagio dell’incertezza e del dubbio di non poter avere figli o di non poter concepire nei tempi programmati. Questo è un fenomeno nuovo nella realtà sociale attuale, al contrario del passato in cui per secoli la nascita dei figli è stata vissuta come un accadimento naturale e imprevedibile. Come è stato osservato, «Una vita felice tende ad identificarsi con l’assenza di fastidi, di disagi e di incertezza (la maternità, il concepimento, la nascita e tutto ciò che segue). Un impegno a tempo indeterminato, con un coniuge o un genitore, una prospettiva di amore e cura dei figli ad infinitum richiedono costi e un’abnegazione impossibile da calcolare in anticipo». Questa visione riflette una società che cerca di controllare e pianificare ogni aspetto della vita, inclusa la procreazione.

Quando il Bambino Non Arriva: Aspetti Comuni nelle Coppie in Trattamento

Un gruppo di 20 coppie di età compresa tra i 30 e 40 anni che hanno effettuato un percorso di consulenza psicologica e di psicoterapia presso un Centro PMA ha mostrato alcuni aspetti comuni, indipendentemente dalla situazione economica e dal livello di istruzione.

Tra questi, si è osservata una relazione di coppia rigidamente complementare, spesso quasi simbiotica, con un forte evitamento del conflitto. In queste dinamiche, la donna assumeva una posizione dominante, talvolta attraverso richieste di essere accudita, mantenendo così il controllo della relazione con un partner che appariva dipendente, ritirato in uno stato depressivo. L'ansia elevata intorno al tema del concepimento era una costante, correlata più alla condizione di sterilità in sé che non ai protocolli specifici di procreazione assistita.

I sentimenti di rabbia e di tristezza non venivano spesso accolti né riconosciuti all'interno della coppia, arrivando a compromettere l'intimità, la qualità del legame tra i coniugi e persino la sfera sociale e lavorativa. Si manifestava una tendenza a inibire le componenti affettive, traducendosi in una sorta di “sterilità emotiva” (alessitimia). Al contrario, l'accento era posto sulle componenti somatiche e fisiche in modo quasi ossessivo, specialmente da parte della donna nei confronti del proprio corpo, spesso descritto come “vuoto”.

Molte di queste coppie avevano alle spalle lutti familiari, aborti, eventi traumatici, conflittualità nascoste o legami di attaccamento di tipo insicuro con le famiglie di origine. Queste esperienze rendevano faticoso un processo di individuazione e separazione, e sembrava che entrambi i partner non avessero completato appieno il processo di svincolo dalle proprie famiglie di origine.

La decisione di intraprendere la PMA veniva spesso tenuta segreta e vissuta con un profondo senso di isolamento e vergogna. Questo timore era dovuto alla paura della disapprovazione di familiari, amici e colleghi, data la percezione della procreazione assistita come un modo “non naturale” di procreare. In questo contesto, entrambi i partner percepivano nelle relazioni significative un carico di aspettative, e le famiglie di origine risultavano molto presenti e influenti nello spazio di coppia.

Infine, è stato osservato che la donna tendeva a percepire la diagnosi di infertilità con sensi di colpa e di inadeguatezza, come se fosse l’unica causa del problema, anche quando gli esiti e gli accertamenti medici mettevano in evidenza una responsabilità predominante o esclusiva del partner. Questo senso di colpa amplificava ulteriormente il disagio emotivo e psicologico.

Metafore Visive: "La Finestra Aperta sul Giardino" e la Coppia Infernile

La valutazione relazionale di una coppia infertile può trarre beneficio dall'osservazione di vari elementi dell'interazione tra i partner, con particolare attenzione alla comunicazione non verbale. In questo contesto, l'aspetto affettivo-emozionale può essere vividamente rappresentato attraverso un'immagine. Un esempio evocativo è fornito dal quadro di David Hockney, intitolato "A Bigger Splash", o analoghe rappresentazioni della sua opera che catturano un'atmosfera simile a quella descritta nella ricerca psicologica. Immaginando un quadro in cui l'autore ritrae una coppia, come ad esempio "Mr and Mrs Clark and Percy", personaggi in posa in un'atmosfera "artificiale" possono raccontare una storia di coppia infertile che rispecchia le caratteristiche sopra descritte. Si può cogliere tra i due un spazio vuoto, un'intercapedine non detta, e un clima di attesa sospesa.

Il gatto che troneggia in mezzo ai due, un elemento domestico che solitamente simboleggia compagnia e affetto, potrebbe qui fare pensare al sostituto del figlio desiderato che non arriva, un surrogato di quella presenza familiare che si brama. Il partner maschile, seduto, magari a piedi nudi, con i capelli lunghi, un'espressione imbronciata, potrebbe evocare un'aria infantile, di certo non virile nel senso tradizionale di fertilità e forza procreativa; appare quasi ritirato, forse in uno stato che prelude alla depressione. La partner femminile, in posizione eretta e dominante, con un'espressione malinconica, sembra mostrare metaforicamente la pancia vuota, un simbolo palpabile del desiderio insoddisfatto e della "mancanza" che sente. L'appartamento stesso, quasi spoglio, appare come uno spazio provvisorio, ancora da arredare, considerando gli oggetti a terra, a suggerire una vita in pausa, in attesa di essere completata da una nuova presenza. I gigli bianchi, presenti nel quadro o in un'immagine analoga, potrebbero simboleggiare la purezza femminile, ma anche una sterilità intesa come non fecondità. Questa rappresentazione visiva suggerisce una relazione che può assomigliare più a un legame madre-figlio o fratello-sorella che a una partnership paritaria e fertile, evidenziando le dinamiche complesse e spesso dolorose che attraversano le coppie infertile.

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