La genitorialità è un desiderio profondo per molte coppie, ma il percorso verso il concepimento può presentare sfide significative. In questo contesto, la medicina riproduttiva offre soluzioni avanzate, tra cui la Fecondazione in Vitro (FIVET), acronimo di Fecondazione In Vitro con Trasferimento dell’Embrione in utero. Questa tecnica rappresenta una delle principali metodiche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), impiegate ormai da decenni per offrire alle coppie infertili la possibilità di realizzare il sogno di avere un bambino. La FIVET si configura come una delle soluzioni tradizionali per la fecondazione assistita, un approccio mirato a superare le difficoltà di concepimento e, più in generale, a creare le condizioni per iniziare e portare a termine la gravidanza con la nascita di un bambino sano. È fondamentale, tuttavia, comprendere in che modo questa procedura funzioni, quali siano le sue percentuali di successo e quali fattori le influenzino, poiché le aspettative sono alte e il percorso può essere emotivamente intenso.
Comprendere la FIVET: Dalla Stimolazione al Trasferimento Embrionale
La Fecondazione in Vitro è un trattamento che prevede la fecondazione dell’ovulo da parte dello spermatozoo in una provetta, ricreando artificialmente le condizioni ideali per l’incontro dei gameti e la formazione dell’embrione. Con la FIVET, gli ovociti prelevati vengono incubati con un pool di spermatozoi del partner, in modo da permettere la fecondazione allo spermatozoo elettivo, ottenendo così un embrione fecondato da trasferire nell’utero della donna. Questa procedura si sviluppa tipicamente in cinque fasi distinte e attentamente monitorate:
- Stimolazione ovarica: Questa fase iniziale è cruciale e implica la somministrazione di ormoni per indurre la crescita di più follicoli ovarici. La risposta alla terapia viene monitorata costantemente tramite ecografia e dosaggio ormonale, assicurando una produzione ottimale di ovociti.
- Prelievo degli ovociti: Gli ovociti maturi vengono prelevati per via transvaginale in sedazione, sotto controllo ecografico. Questa procedura mininvasiva garantisce la massima sicurezza e confort per la paziente. In media, al prelievo ovocitario vengono recuperati circa 6 ovociti, sebbene tale numero possa variare notevolmente in base all'età della donna, alla sua riserva ovarica e al protocollo di stimolazione utilizzato.
- Preparazione del liquido seminale maschile: Contestualmente al prelievo ovocitario, viene preparato il liquido seminale maschile, selezionando gli spermatozoi più idonei per la fecondazione.
- Inseminazione in vitro degli ovociti: Gli ovociti e gli spermatozoi vengono messi in coltura insieme, in una provetta, lasciando che la fecondazione avvenga in modo naturale. Questa è la caratteristica distintiva della FIVET convenzionale, dove i gameti interagiscono spontaneamente in un ambiente controllato di laboratorio.
- Trasferimento degli embrioni in utero (Embryo Transfer): Dopo 3-5 giorni dalla fecondazione, l’embrione così ottenuto viene trasferito nell’utero della donna. Durante questo breve periodo, l'embrione si sviluppa in condizioni controllate e, dopo attenta valutazione, viene selezionato per il trasferimento per favorirne l'impianto e la crescita.

Esistono inoltre diverse varianti dei protocolli di FIVET, definiti lunghi, corti, a fresco o con gameti o embrioni crioconservati, omologa o eterologa. Ognuna di queste procedure viene scelta in base al singolo caso, in un trattamento altamente personalizzato che tiene conto delle specifiche condizioni della coppia.
Distinzione tra FIVET Convenzionale e ICSI: Metodologie a Confronto
La medicina della riproduzione ha sviluppato diverse tecniche per assistere il processo di fecondazione, tra cui la Fecondazione In Vitro (FIVET) convenzionale e l'Iniezione Intracitoplasmatica di Sperma (ICSI). La differenza principale tra queste due tecniche è la modalità in cui l’ovocita e lo spermatozoo si incontrano.
Nella FIVET (Fecondazione In Vitro) convenzionale, la fecondazione avviene in modo naturale: gli ovociti e un pool di spermatozoi selezionati vengono posti insieme in una piastra di coltura in laboratorio, e gli spermatozoi sono lasciati penetrare spontaneamente l'ovocita. Ciò avviene in modo spontaneo, ovvero i gameti vengono prelevati e lasciati interagire da soli, in vitro. Questa tecnica è generalmente indicata in caso di:
- Tube chiuse o ostruzione delle tube di Falloppio.
- Problemi ovulatori.
- Infertilità maschile moderata.
- Endometriosi.
- Sterilità idiopatica (ovvero in assenza di effettivi riscontri clinici patologici), che nel 2018 ha rappresentato un'indicazione per il 16,2% delle coppie sottoposte a PMA in Italia.
L'ICSI (Intra-Cytoplasmic Sperm Injection), invece, è una tecnica in cui un singolo spermatozoo selezionato viene iniettato direttamente nell’ovocita tramite un microago. Questa metodologia bypassa la necessità che lo spermatozoo penetri da solo la parete ovocitaria, rendendola particolarmente utile in caso di problemi significativi nel liquido seminale maschile, come l'astenozoospermia (riduzione della motilità), la teratozoospermia (morfologia alterata), l'oligozoospermia (riduzione del numero), la criptozoospermia (drastica riduzione) o l'azoospermia (totale assenza di produzione spermatica).
Sebbene entrambe le tecniche mirino al medesimo obiettivo, l'ICSI è ormai la metodica più utilizzata nei laboratori di tutto il mondo. Nel 2018, ad esempio, sono stati eseguiti 40.73 cicli di fecondazione in vitro con procedura ICSI in Spagna, a fronte di 6.352 cicli di FIV convenzionale. In alcuni casi, gli specialisti possono anche decidere di fecondare metà degli ovuli con il metodo tradizionale (FIV convenzionale) e l'altra metà con la tecnica ICSI, in quella che è definita FIVET mista.

Le percentuali di fecondazione sono leggermente diverse tra le due tecniche: mediamente 65% per FIVET e 75% per ICSI. Tuttavia, in termini di tassi di natalità per trasferimento embrionale, i dati del 2018 forniti dal Registro Nazionale di Attività della Società Spagnola di Fertilità (SEF) mostrano risultati simili tra la FIV convenzionale e la combinazione FIV-ICSI/mista, soprattutto se suddivisi per età della donna. Questi dati suggeriscono che, sebbene l'ICSI sia preferita per superare specifici problemi di fertilità maschile, la sua efficacia complessiva nel portare a termine una gravidanza non è drasticamente superiore in tutti i contesti.
Le Percentuali di Successo della FIVET: Una Visione Dettagliata
La FIVET ha delle percentuali di successo che le coppie desiderano conoscere. Le percentuali di successo al primo tentativo sono di circa il 40% in generale, anche se sono condizionate da moltissimi fattori. Tuttavia, è di fondamentale importanza comprendere che le possibilità di ottenere una gravidanza aumentano ad ogni tentativo: è il concetto di probabilità cumulativa di gravidanza. Questa percentuale aumenta ad ogni tentativo che viene fatto. Ad esempio, al terzo tentativo si arriva a percentuali di successo cumulative di circa il 91%. Altri dati suggeriscono che, a parità di condizioni, la FIVET ha una percentuale di successo al primo tentativo del 38,2%, che aumenta fino a quasi l'80% al terzo tentativo.
Il motivo per cui le coppie si avvalgono della FIVET è sia medico che statistico. Infatti, le percentuali di fecondazione naturale dopo i 35 anni sono molto più basse di quelle ottenute con la FIVET. Inoltre, in presenza di alcune problematiche, le percentuali di successo con il metodo naturale si abbasseranno drasticamente, rendendo la gravidanza molto difficile. Non esiste un numero predefinito di tentativi; la scelta di procedere con ulteriori cicli dipende da vari fattori, tra cui l’età della donna, la qualità degli embrioni e la risposta individuale al trattamento. È fondamentale discutere con il proprio medico per valutare la fattibilità e l’opportunità di ulteriori tentativi.
È importante chiarire cosa si intenda per "tasso di successo" nell'ambito della fecondazione assistita. L’obiettivo di una procedura di Procreazione Medicalmente Assistita non è solo quello di mettere incinta la donna o la coppia con problemi di fertilità, ma anche quello di creare le condizioni per poterla portare a termine con la nascita di un bambino sano. Ci sono molti modi per esprimere i risultati di un trattamento di fertilità: tasso di impianto, tasso di gravidanza, tasso di parto, tasso di natalità in vivo. Come sottolinea il dottor Gorka Barrenetxea, Vicepresidente del SEF, "I tassi che tutti i centri di riproduzione assistita dovrebbero prendere in considerazione sono i tassi di natalità sana. Queste sono le tasse che cerchiamo di trasmettere al Registro Nazionale della Società Spagnola di Fertilità."
Il test di gravidanza positivo (beta-hCG +) è il primo segnale di una gravidanza, riflesso del risultato del trattamento, e indica l’avvenuto impianto dell’embrione nell’utero, solitamente 14 giorni dopo il transfer.

Statistiche Generali di Successo (Dati SEF 2018):Il rapporto statistico del SEF (Società Spagnola di Fertilità) include un riepilogo generale delle percentuali di successo ottenute nel 2018 per il trattamento FIVET, senza considerare l'età della donna e il numero di embrioni trasferiti. Questi dati offrono una prospettiva ampia sull'efficacia complessiva della procedura:
- Tasso di gravidanza: 35,6% (gravidanze per trasferimento di embrioni).
- Tasso di parto: 25,8% (nascite per trasferimento di embrioni).
- Tasso di parto unico: 86,3% (nascite singole per numero di nascite totali).
- Tasso di natalità gemellare: 13,6% (nascite gemellari per numero totale di nascite).
- Tasso di aborto: 23,0% (aborti per numero di gravidanze).
- Tasso di natalità in vivo: 29,2% (bambini nati per trasferimento di embrioni).
È importante notare che questi sono dati complessivi. Per informazioni più dettagliate e contestualizzate, è sempre consigliabile consultare il Registro Nazionale delle Attività del SEF o altre fonti ufficiali. In Italia, ad esempio, il Registro Nazionale della Procreazione Medicalmente Assistita, gestito dall’Istituto Superiore di Sanità, raccoglie e pubblica annualmente i dati relativi ai trattamenti di PMA effettuati nel paese. Per esempio, nell'anno 2014, il tasso di successo medio nazionale (gravidanze ottenute) sfiorava appena il 20%. Alcuni centri, come Altamedica PMA Roma, riportano tassi di successo specifici per età, che verranno approfonditi di seguito.
Fattori Chiave che Influenzano il Successo della FIVET
Il successo di un trattamento di Fecondazione in Vitro (FIVET) non è mai garantito al 100%, e la sua probabilità è determinata da una complessa interazione di numerosi fattori. Comprendere questi elementi è fondamentale per le coppie che intraprendono questo percorso, poiché possono influenzare significativamente l'esito finale.
I fattori di successo nella procreazione medicalmente assistita
Uno dei fattori più importanti che determinano il successo dell'inseminazione artificiale è l'età della donna. Questo perché, col tempo, la riserva ovarica di una donna diminuisce, soprattutto dopo i 35 anni, e anche la qualità degli ovuli peggiora. Di seguito, alcune percentuali di successo della FIVET suddivise per età, come riportato da alcune cliniche e dal SEF:
Percentuali di successo FIVET per età (es. Altamedica):
- Donne <35 anni: 79%
- Donne 35-39 anni: 56%
- Donne >40 anni: 35%
Tassi di natalità per trasferimento embrionale (Dati SEF 2018):
- FIVET convenzionale:
- Donne <35 anni: 36,6%
- Donne 35-39 anni: 26,9%
- Donne ≥ 40 anni: 12,4%
- FIV-ICSI e FIV mista:
- Donne <35 anni: 35,8%
- Donne 35-39 anni: 25,6%
- Donne ≥ 40 anni: 12,8%
- FIVET convenzionale:
Come si può notare, l'età è un fattore determinante per il successo della FIVET. Anche se a 39 anni una gravidanza naturale è difficile, è possibile ottenerla con una FIVET; la probabilità di successo dipenderà principalmente dalla quantità e dalla qualità delle uova.
Oltre all'età della donna, ci sono molti altri aspetti da considerare nel determinare la probabilità di successo della fecondazione in vitro:
- Qualità degli ovuli: Come accennato, l'età della donna diminuisce non solo la riserva ovarica ma anche la qualità degli ovuli, che è essenziale per una fecondazione e uno sviluppo embrionale corretti.
- Qualità dello sperma: L'infertilità maschile è un problema assai più comune di quanto si pensi ed è spesso sottovalutato. Alcuni disturbi seminali, come l'astenozoospermia (ridotta motilità), la teratozoospermia (morfologia alterata), l'oligozoospermia (riduzione del numero), la criptozoospermia (drastica riduzione) o l'azoospermia (totale assenza), possono rendere difficile la fecondazione. Lo stile di vita (alcool, fumo, stress), l'inquinamento ambientale e l'esposizione a fattori di rischio lavorativi hanno sicuramente un peso determinante sulla qualità degli spermatozoi. In questi casi, l'ICSI può essere la soluzione, in quanto consente di selezionare e iniettare direttamente lo spermatozoo nell'ovocita.
- Tecnica di fecondazione: Distinguiamo tra FIV convenzionale e ICSI. Sebbene entrambi abbiano tassi di successo molto simili in termini di esito finale (nascita di un bambino sano), l'ICSI ha indicazioni specifiche per il fattore maschile grave.
- Congelamento degli ovuli o embrioni (Crioconservazione): La tecnica di vetrificazione utilizzata oggi offre alti tassi di sopravvivenza. Tuttavia, la qualità degli ovuli e degli embrioni può essere in qualche modo influenzata. Al momento non vi sono evidenze scientifiche conclusive sul fatto che sia più vantaggioso trasferire in utero embrioni freschi o preventivamente crioconservati. Statisticamente, i tassi di successo del transfer di embrioni congelati sono sovrapponibili. Un vantaggio del trasferimento di embrioni congelati è che durante una procedura di PMA, la stimolazione per il recupero degli ovociti innalza i livelli di estrogeni e progesterone disturbando la recettività endometriale. Crioconservare gli embrioni e posticipare il trasferimento in un ciclo preparato “ad hoc” al fine di ottimizzare la recettività endometriale può quindi aumentare il tasso di successo. Per contro, un embrione scongelato potrebbe in qualche caso risentire della tecnica di vitrificazione e scongelamento. Nelle donne ad alto rischio di iperstimolazione ovarica o con endometrio non idoneo, il trasferimento a fresco è da evitare.
- Selezione embrionaria: È fondamentale classificare adeguatamente gli embrioni in base alla loro qualità e scegliere per il trasferimento quello che presenta il maggior potenziale di impianto. Le tecniche avanzate di selezione embrionale, come la diagnosi genetica preimpianto (DGP) e il time-lapse, offrono tassi di successo superiori. Presso alcuni centri, la politica è quella di effettuare, ove possibile, colture a blastocisti così da trasferire embrioni più maturi, mimando il più possibile l’impianto naturale.
- Numero di embrioni trasferito: Il trasferimento di più di un embrione aumenta la probabilità che almeno uno di essi si impianti e porti ad una gestazione. Tuttavia, questo aumenta anche la probabilità di una gravidanza multipla, cosa che oggi si cerca di evitare a tutti i costi a causa dei rischi che essa comporta sia per la madre che per il feto. Il Registro Nazionale della PMA registra anche le percentuali di trasferimenti singoli, doppi e tripli.
- Causa di infertilità: A seconda del motivo che causa la sterilità nella coppia, la probabilità di gravidanza sarà maggiore o minore. Le indicazioni principali per il trattamento FIVET nel 2018 erano il fattore femminile (39,1% delle coppie con bassa riserva ovarica, malformazioni uterine, ostruzione delle tube di Falloppio, ecc.). Altre cause includevano cause miste, fattore maschile, sterilità di origine sconosciuta, donna senza partner maschile e studio delle malattie infettive. Anomalie uterine, come la presenza di fibromi, polipi o altre malformazioni, possono ostacolare l’impianto dell’embrione.
- Protocollo di medicazione: Gli ormoni ricevuti dalla paziente durante la stimolazione ovarica e la preparazione dell'endometrio determineranno il numero di ovuli ottenuti per la FIVET e le caratteristiche dell'utero al momento del trasferimento, rispettivamente. La personalizzazione della stimolazione ovarica è cruciale al fine di massimizzare il recupero ovocitario e/o ottimizzare la preparazione dell’endometrio alla ricezione dell’embrione.
- Clinica di fertilità: Ogni centro riproduttivo ha un protocollo di lavoro diverso. Inoltre, l'esperienza degli embriologi è fondamentale per il successo del trattamento. La presenza di attrezzature e tecnologie all’avanguardia nel laboratorio IVF è indispensabile per garantire che gli embrioni si sviluppino e siano selezionati in condizioni ottimali. È consigliabile rivolgersi a centri di PMA accreditati e con esperienza comprovata.
Come si può vedere, sono molti i fattori che, individualmente o collettivamente, possono influenzare l'esito della FIVET. Pertanto, può accadere che, dopo una prima FIVET fallita, la gravidanza venga raggiunta nei tentativi successivi per un migliore controllo o miglioramento di alcuni di questi aspetti.
Alternative e Tecniche Complementari per Aumentare il Tasso di Successo
Purtroppo, può accadere che la donna non ottenga una gravidanza dopo diversi trasferimenti di embrioni in diversi cicli di FIVET. A questo punto, diventa necessario prendere una decisione e cercare delle alternative a seconda delle caratteristiche di ogni coppia, poiché esistono altri trattamenti e tecniche complementari che possono aumentare le possibilità di gravidanza. Non esiste un trattamento di PMA migliore degli altri per tutti; la diagnosi approfondita deve suggerire il percorso più appropriato.
Tra le tecniche più efficaci per aumentare le probabilità di successo, specialmente in situazioni specifiche, troviamo:
- Diagnosi Genetica Preimpianto (DGP): Prima dell’impianto degli embrioni, è consigliabile una diagnosi genetica preimpianto. Questa tecnica consente di individuare eventuali anomalie cromosomiche o genetiche negli embrioni prima del trasferimento, selezionando solo quelli geneticamente sani con un maggiore potenziale di impianto. La FIVET con DGP mostra un tasso di consegna del 37,4%, rispetto al 25,8% della FIVET con le proprie uova. Le ragioni sono ovvie: la DGP garantisce il trasferimento di embrioni geneticamente sani con un maggiore potenziale di impianto. Tuttavia, va notato che non sempre è possibile ottenere embrioni sani per il trasferimento e a volte il ciclo deve essere annullato.
- Ovodonazione: La FIVET con ovodonazione è un trattamento fortemente indicato per le donne anziane che non raggiungono la gravidanza con i propri ovuli, o per quelle con una riserva ovarica molto bassa o i cui ovuli accumulano mutazioni genetiche dovute all'età. In questi casi, la donazione di ovuli provenienti da ragazze giovani e sane e di ottima qualità offre i tassi di successo più elevati, con un tasso di consegna del 41,4%. I tassi di consegna per trasferimento embrionale con DGP e ovodonazione sono molto simili, indicando l'alta efficacia di entrambe le procedure per le rispettive indicazioni.
- Crioconservazione degli ovociti (Time Freeze®): Per le donne che desiderano preservare la propria fertilità nel momento di massima efficienza riproduttiva, Eugin propone Time Freeze®, una tecnica che consente di congelare gli ovociti per un utilizzo futuro. Questa strategia offre una maggiore flessibilità e aumenta le possibilità di successo in età più avanzata.
- Donazione di sperma: Sebbene l'età dell'uomo non influisca allo stesso modo sull'esito della FIVET rispetto a quella della donna, in alcuni casi si registra un leggero aumento del tasso di successo della FIVET con lo sperma del donatore rispetto alla FIVET con i propri gameti, soprattutto in presenza di gravi fattori maschili.
- Inseminazione Intrauterina (IUI): Questa è una tecnica di I livello, meno invasiva sia tecnologicamente (la fecondazione avviene in-vivo) che farmacologicamente (richiede solo una blanda stimolazione ovarica). Si applica solo in coppie selezionate per età, che non presentino infertilità maschile grave e/o infertilità tubarica. Il tasso di successo dell’inseminazione intrauterina è più basso rispetto alle tecniche di II livello come la FIVET, poiché non si ha nessun controllo diretto sul processo di fecondazione.
Tutti gli studi effettuati in tal senso mostrano che la probabilità di successo aumenta effettuando più tentativi, ovvero più trasferimenti embrionari. In un ciclo di fecondazione in vitro possono prodursi più embrioni di quelli necessari ad un singolo trasferimento. Questi embrioni in “sovrannumero” vengono crioconservati e sono disponibili per transfer successivi, ottimizzando così le possibilità di successo cumulativo.
L'Importanza della Clinica e del Supporto Psicologico
La scelta del centro di PMA gioca un ruolo cruciale nel percorso della fecondazione assistita. Per massimizzare il tasso di successo, è fondamentale rivolgersi a centri accreditati e con esperienza comprovata. In Italia, il Registro Nazionale della Procreazione Medicalmente Assistita, gestito dall’Istituto Superiore di Sanità, raccoglie e pubblica annualmente i dati relativi ai trattamenti di PMA effettuati nel paese. Consultare questi dati può aiutare a scegliere un centro con buone percentuali di successo, come la clinica Raprui, che si distingue per l’eccellenza nei risultati e per un approccio umanizzato.
Ogni centro riproduttivo, come Altamedica o Eugin, ha un protocollo di lavoro diverso, e l'esperienza degli embriologi è fondamentale per il successo del trattamento. La presenza di attrezzature e tecnologie all’avanguardia nel laboratorio IVF, per garantire che gli embrioni si sviluppino e siano selezionati in condizioni ottimali, è un requisito imprescindibile. L'équipe medica è responsabile di orientare la scelta verso ICSI o FIVET, valutando insieme ai pazienti i vantaggi di ciascuna tecnica e stabilendo il corretto percorso.
Tuttavia, il successo di un trattamento di fecondazione in vitro non dipende esclusivamente dalla tecnologia e dalle competenze mediche. La FIVET è anche un intenso percorso emotivo, di coppia, che non può prescindere dall’eventualità di un esito negativo. I dubbi e le paure che le coppie possono esprimere in tali contesti sono sempre molti e possono comportare ansie significative. La medicina riproduttiva e la tecnologia, da sole, non sempre bastano; il corpo umano è come una “macchina” altamente sofisticata, ed i fattori coinvolti nel concepimento di un bambino sono talvolta difficili da analizzare se non ci si rivolge a degli esperti del settore, qualificati ed aggiornati.
Per questo motivo, l'aspetto del supporto psicologico è di grande importanza. Presso cliniche attente al benessere del paziente, è possibile ottenere un supporto psicologico mirato, sia individuale che di coppia, che può essere di grande aiuto per gestire le emozioni, affrontare le delusioni e prendere decisioni informate riguardo ai passi successivi. Questo approccio olistico, che combina l'avanguardia scientifica con l'attenzione alle esigenze emotive e psicologiche dei pazienti, è ciò che distingue i centri di eccellenza.
Per quanto riguarda i costi, questi possono variare. Ad esempio, il costo della FIVET in Altamedica PMA Roma è di 5.000 €. Si consiglia sempre un primo colloquio telefonico gratuito per stabilire il corretto percorso e il relativo costo, in quanto la personalizzazione del trattamento può influenzare anche l'aspetto economico.
Domande Frequenti sulla FIVET
Navigare il percorso della fecondazione in vitro genera naturalmente molte domande. Rispondere a quelle più comuni può aiutare le coppie a comprendere meglio il processo e a gestire le proprie aspettative.
In che misura dipende dal paziente se l'impianto dell'embrione è riuscito o meno? Ci sono precauzioni specifiche da prendere?Non ci sono misure specifiche che i pazienti possono prendere per influenzare direttamente l'impianto dell'embrione, se non seguire scrupolosamente le indicazioni specifiche fornite dal loro medico riguardo ai farmaci e al protocollo post-trasferimento. È vero che a volte si raccomanda di evitare di sforzarsi o di prendere un relativo riposo dopo il trasferimento. Si tratta spesso di una misura che, da un punto di vista psicologico, aiuta i pazienti a sentirsi pienamente coinvolti nel loro ciclo e a gestire l'ansia, anche se la sua efficacia fisiologica sull'impianto non è scientificamente provata in modo definitivo.
È facile ottenere una fecondazione in vitro di successo al primo tentativo?Come discusso nell'articolo, l'esito della FIVET dipende da molti fattori. Pertanto, a seconda di essi, sarà più o meno probabile che si arrivi ad una gravidanza al primo tentativo. Alcune donne e coppie raggiungono la gravidanza rapidamente, mentre altre hanno bisogno di due, tre o quattro trattamenti di FIVET per ottenere una gravidanza. Le percentuali di successo al primo tentativo sono significative ma non universali, e la probabilità cumulativa aumenta con i tentativi successivi.
Posso rimanere incinta dalla FIVET se ho 39 anni?Sì, è possibile rimanere incinta con la FIVET anche a 39 anni. L'età della donna è un fattore importante nel tasso di successo della FIVET, in quanto, col tempo, la riserva ovarica di una donna diminuisce, soprattutto dopo i 35 anni, e con essa la qualità degli ovociti. Tuttavia, anche se a 39 anni una gravidanza naturale è spesso più difficile, la fecondazione in vitro offre opportunità reali. La probabilità di successo dipenderà principalmente dalla quantità e dalla qualità delle uova disponibili e da altri fattori individuali. La consulenza con specialisti della fertilità permetterà di valutare le migliori strategie per il caso specifico.
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