La maternità surrogata, un percorso complesso che permette a individui o coppie di realizzare il desiderio di genitorialità attraverso l'assistenza di una gestante, affonda le sue radici in tempi antichi, pur evolvendosi significativamente con l'avanzare della scienza e del diritto. Questo articolo esplora la storia, le diverse forme, le implicazioni legali e le questioni etiche che circondano questa pratica, offrendo una panoramica completa per un pubblico eterogeneo.
Le Origini Antiche della Gestazione per Altri
Contrariamente alla percezione comune che la maternità surrogata sia un fenomeno recente, le sue origini risalgono a millenni fa. La prima menzione documentata di un processo simile si trova nel "Libro della Genesi" nella Bibbia, con la storia di Abramo e Sara. Sara, sterile e desiderosa di un figlio, si rivolse alla sua serva Agar affinché desse un bambino ad Abramo. Questo rappresenta il primo esempio di quella che oggi chiamiamo maternità surrogata tradizionale, dove la gestante fornisce il proprio ovulo e il concepimento avviene con lo sperma del padre intenzionale. In questo scenario, la madre surrogata è anche la madre biologica del nascituro.

Fino alla fine del XX secolo, la maternità surrogata tradizionale era l'unica via disponibile per coloro che necessitavano di assistenza riproduttiva per portare avanti una gravidanza. Tuttavia, questo metodo presentava numerosi ostacoli, sia di natura morale che legislativa. I bambini nati tramite questa pratica erano spesso considerati illegittimi, e la mancanza di un quadro normativo chiaro generava significative controversie legali ed emotive.
L'Evoluzione verso la Maternità Surrogata Gestazionale
La vera rivoluzione nella maternità surrogata è arrivata con i progressi della fecondazione in vitro (FIVET) e delle tecniche di riproduzione assistita. La ricerca attiva in questo campo ha visto tappe fondamentali, come la scoperta dello spermatozoo da parte di Lavenhoek nel 1677. Nel 1978, la nascita di Louise Brown, la prima bambina concepita tramite FIVET, ha segnato un punto di svolta.
Questo ha aperto la strada alla maternità surrogata gestazionale, una forma in cui la gestante non ha alcun legame genetico con il bambino. In questo caso, l'embrione viene creato utilizzando gli ovociti e gli spermatozoi dei genitori intenzionali o di donatori, e viene poi impiantato nell'utero della madre surrogata. Questo tipo di surrogazione è diventata la modalità predominante negli ultimi decenni, offrendo maggiori garanzie genetiche ai genitori committenti.
Nel 1985 si è registrato il primo caso di successo di maternità surrogata gestazionale, quando un embrione fu trasferito nell'utero della sorella di una donna infertile. Questo evento, insieme allo sviluppo della FIVET, ha reso la maternità surrogata più accessibile e ha stimolato la creazione di agenzie specializzate e specialisti nel campo, che offrono supporto medico, legale ed emotivo ai futuri genitori e alle madri surrogate.
Il Primo Caso Ufficiale di Maternità Surrogata negli Stati Uniti
Negli Stati Uniti, la pratica della maternità surrogata ha iniziato a prendere forma in modo più strutturato a partire dagli anni '70 e '80. Sebbene ci fossero già state centinaia di donne che avevano offerto il proprio utero per portare avanti gravidanze per conto di coppie impossibilitate a farlo, il caso di Shira, figlia di Elliot, Sandy e Shannon, è considerato il primo caso ufficiale e documentato di bambino nato da madre surrogata negli USA e nel mondo, ma biologicamente figlio dei suoi genitori.

Shannon Boff, una casalinga di 22 anni, agì come "incubatrice umana". Nel suo utero venne trasferito un embrione creato dagli ovociti di Sandy (la madre biologica) e dallo sperma del padre. A Sandy era stato rimosso l'utero a seguito di una precedente gravidanza terminata tragicamente. Shannon Boff, che ricevette un compenso di 10.000 dollari, non aveva alcuna relazione genetica con la bambina. Pur essendo sposata e madre di un altro bambino, dichiarò di averlo fatto per aiutare una coppia che non poteva avere figli. Questo caso, avvenuto nel 1985, ha rappresentato una pietra miliare, evidenziando la distinzione tra maternità surrogata tradizionale e gestazionale e sollevando importanti questioni legali e sociali.
Il Contratto di Surrogazione: Fondamento Legale e Variazioni
L'intraprendere un percorso di maternità surrogata è quasi sempre sancito da un accordo contrattuale tra la madre surrogata e la coppia o il singolo richiedente. Questo contratto, noto come contratto di surrogazione gestazionale, definisce i termini, le regole, le conseguenze, il contributo alle spese mediche della gestante e, in alcuni Paesi, l'eventuale retribuzione per il servizio offerto.
Il contenuto e i punti salienti di tale contratto possono variare significativamente in funzione della legislazione dello stato in cui ci si trova. Nei Paesi in cui la surrogazione di maternità è legalmente consentita, esistono spesso agenzie specializzate che facilitano il processo di ricerca e messa in contatto tra madre surrogata e genitori richiedenti.
Maternità surrogata Seconda Parte: Il Contratto
Legislazione e Regolamentazione: Un Quadro Globale Frammentato
La legislazione sulla maternità surrogata varia enormemente a livello globale, creando un panorama complesso e spesso sfidante per coloro che desiderano intraprendere questo percorso.
Paesi "Surrogacy-Friendly" e Altruistici
Diversi Stati hanno autorizzato la pratica della maternità surrogata, permettendo a molte coppie, eterosessuali e omosessuali, di realizzare il loro progetto genitoriale. Tra i principali paesi cui ci si rivolge per la surrogazione si annoverano gli Stati Uniti, l'India e l'Ucraina.
Regno Unito, Olanda, Ungheria, Australia, Canada, Islanda: In questi Paesi, la maternità surrogata è permessa a condizione che sia altruistica, ovvero senza un compenso pecuniario per la gestante, che riceve solo un rimborso per le spese mediche sostenute. Nel Regno Unito, ad esempio, il Surrogacy Arrangements Act del 1985 ha introdotto la forma altruistica e successive modifiche hanno regolato il trasferimento di paternità dopo la nascita, vietando l'intermediazione a scopo di lucro e sottoponendo qualsiasi trasferimento economico al sindacato del giudice, limitandolo a un "ragionevole rimborso" delle spese. L'Human Fertilisation and Embryology Act 2008 richiede un'ordinanza del giudice per il trasferimento della piena titolarità dei diritti del minore alla famiglia surrogante. Fino a quel momento, il neonato è legalmente figlio della madre surrogata.
Croazia, Danimarca, Lettonia, Cipro, Georgia, Israele, Sudafrica, Thailandia: In queste nazioni, la surrogazione è autorizzata dietro compenso, configurandosi come maternità surrogata commerciale o "utero in affitto".
Russia: La legislazione russa, in particolare il Codice della Famiglia (art. 123, punto 2), riconosce i coniugi come genitori del bambino anche quando l'embrione generato da loro viene trasferito a un'altra donna. Permette inoltre il ricorso alla fecondazione in vitro con ovociti donati. Gli stranieri godono degli stessi diritti sulla riproduzione assistita dei russi, rendendo la Russia una destinazione attraente per chi cerca tecniche non disponibili nel proprio Paese d'origine.
Ucraina: La maternità surrogata, inclusa quella commerciale, è legale in Ucraina. Il nuovo Codice della Famiglia riconosce i coniugi come genitori, anche in caso di donazione di ovuli. La coppia ottiene un certificato di nascita ucraino in cui risultano padre e madre. La regolamentazione attuale è disciplinata dalla Risoluzione del Ministero della Salute dell'Ucraina n. 1029 del 2018.
Stati Uniti: Sono otto gli Stati in cui la maternità surrogata, inclusa quella commerciale, è legale.
India: Il processo di gestazione surrogata è legale e ha un costo che oscilla tra i 20.000 e i 40.000 dollari. La legislazione indiana è stata flessibile, e nel 2008 la Corte Suprema ha ufficializzato la legalità della maternità commerciale.
Paesi che Vietano la Maternità Surrogata
Molti Paesi, per ragioni etiche, morali o sociali, hanno scelto di vietare la maternità surrogata.
- Italia: In Italia, la surrogazione di maternità è una pratica medica vietata dalla legge 19 febbraio 2004, n. 40, che la sanziona penalmente. Qualsiasi ricorso a tale pratica è considerato reato. La Cassazione ha negato in diverse occasioni il riconoscimento di atti di nascita stranieri che stabilivano la genitorialità per entrambi i genitori intenzionali quando uno dei due non era il genitore biologico, ritenendo la surrogazione contraria all'ordine pubblico. Il 16 ottobre 2024, il Senato ha approvato un disegno di legge che rende la maternità surrogata un "reato universale", estendendo la competenza giurisdizionale italiana anche ai casi commessi all'estero da cittadini italiani. Questo aspetto ha sollevato un acceso dibattito sul piano giuridico e morale.

- Francia: Anche la Francia ha visto un dibattito intenso, con un convegno a Parigi nel febbraio 2016 organizzato da associazioni femministe per chiedere l'abolizione universale della maternità surrogata.
La Questione del "Turismo Procreativo"
Le profonde divergenze normative tra i Paesi spingono molte coppie e singoli a recarsi all'estero per realizzare il proprio progetto parentale, un fenomeno noto come "turismo procreativo". Questo solleva complesse questioni di diritto internazionale privato, soprattutto riguardo al riconoscimento dello status filiationis del minore nato all'estero nei Paesi dove la pratica è vietata o regolamentata in modo più stringente.
La giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo si è pronunciata in diverse occasioni, stabilendo principi riguardanti il diritto all'identità personale e familiare dei minori nati tramite surrogazione all'estero. Le sentenze "gemelle" Mennesson c. Francia e Labassee c. Francia (2014) hanno sancito l'obbligo per gli Stati contraenti di riconoscere lo status di figlio nato legittimamente all'estero a seguito di maternità surrogata, in virtù del diritto al rispetto della vita privata (art. 8 CEDU), almeno in relazione al genitore genetico.
Tuttavia, il riconoscimento dello status parentale nei confronti del genitore intenzionale non biologico rimane una questione dibattuta, con la giurisprudenza italiana che, pur adeguandosi alle direttive europee per il genitore biologico, tende a negare il riconoscimento al genitore non biologico per contrasto con l'ordine pubblico, proponendo l'adozione in casi particolari come alternativa.
Le Due Facce della Maternità Surrogata: Benefici e Criticità
La maternità surrogata offre la possibilità di realizzare il sogno di avere un figlio a coloro che altrimenti non potrebbero, ma solleva anche questioni etiche e sociali significative.
Benefici: La Realizzazione del Desiderio di Genitorialità
Per molte coppie e individui, la maternità surrogata rappresenta l'unica via per avere un figlio geneticamente legato a uno o entrambi i genitori. Questo percorso ha permesso a molte famiglie di formarsi, superando ostacoli legati all'infertilità, all'assenza di utero, a condizioni mediche avverse o a orientamenti sessuali. Celebrità come Elton John, Nicole Kidman e Tyra Banks hanno fatto ricorso a questa pratica, portando il tema all'attenzione del pubblico.
Criticità: Sfruttamento, Dignità e Questioni Legali
Nonostante i benefici, la maternità surrogata è oggetto di accesi dibattiti sul piano etico-giuridico, principalmente a causa del rischio di sfruttamento delle donne in difficoltà economica che decidono di diventare madri surrogate solo per ottenere un compenso.
Sfruttamento e "Utero in Affitto": La locuzione "utero in affitto" è spesso utilizzata dai detrattori della pratica, talvolta con intento denigratorio, per sottolineare la commercializzazione del corpo femminile e della riproduzione. Sebbene la maternità surrogata altruistica miri a mitigare questo aspetto, il rischio di sfruttamento permane, soprattutto nei Paesi con legislazioni meno rigorose.
Carico Psicologico per le Madri Surrogate: La gestazione per altri non è un percorso indolore per le madri surrogate. Devono sottoporsi a iniezioni di ormoni, adottare stili di vita particolari e affrontare il rischio di gravidanze gemellari o aborti selettivi. Il carico psicologico è notevole: molte si sentono in colpa per aver dato via il bambino, e non sempre trovano il supporto della propria famiglia. Elizabeth Kane, una delle prime madri surrogate commerciali, pur avendo dato il bambino ai genitori intenzionali, non era preparata alle emozioni e alle sfide che ha affrontato dopo la nascita.
Status Legale del Bambino: In molti Paesi, la donna che partorisce un bambino è considerata la madre a tutti gli effetti, e gli accordi prenatali possono essere considerati nulli. Questo crea incertezza sullo status legale del bambino e sulla genitorialità, soprattutto quando i gameti provengono da donatori.
Dignità Umana: La Chiesa Cattolica, attraverso il Dicastero per la Dottrina della Fede, ha espresso una ferma condanna della maternità surrogata, definendola "pratica che offende in modo intollerabile la dignità della donna e mina nel profondo le relazioni umane" e "contraria alla dignità del bambino e alla sua maternità".

Conclusioni: Un Futuro in Evoluzione
La storia della maternità surrogata è ancora in fase di scrittura. L'evoluzione tecnologica, i dibattiti etici e le diverse risposte legislative continueranno a plasmare questa pratica. Mentre alcune nazioni cercano di vietarla universalmente, altre continuano a regolamentarla, offrendo a molte persone la possibilità di realizzare il proprio desiderio di genitorialità. La comprensione delle sue radici storiche, delle sue varie forme e delle complesse implicazioni legali ed etiche è fondamentale per affrontare questo tema in continua evoluzione.