Le Prime Pappe per Neonati: Guida Nutrizionale Completa all'Introduzione del Farro e Altri Alimenti

Introduzione: Il Viaggio dello Svezzamento

Svezzamento o divezzamento, due parole simili che indicano la stessa cosa: il passaggio da un'alimentazione esclusivamente a base di latte a una dieta semi-solida e poi solida. In pratica, è il periodo in cui avviene l'introduzione progressiva degli alimenti complementari, cioè differenti dal latte. Questo momento è molto importante nella vita dei bambini. Dopo aver preso per mesi soltanto il latte, i neonati cominciano a confrontarsi con altri sapori e altre consistenze. In questo modo, piano piano, il bambino potrà abituarsi a un'alimentazione più da grande, arrivando a mangiare tutti i cibi sani che lo aiuteranno a crescere bene. L'obiettivo principale è introdurre gradualmente nuovi alimenti, osservando le reazioni del bambino e rispettando i suoi tempi di adattamento.

Il passaggio deve avvenire nel momento in cui l'alimentazione a base di latte, che sia materno o artificiale, non basta più a soddisfare i bisogni nutrizionali del lattante, in particolare per quanto riguarda l'apporto energetico, proteico e di ferro, zinco e vitamine liposolubili come A e D. Non esiste il “momento assoluto” che va bene per tutti i bambini: l'introduzione dei primi alimenti diversi dal latte dipende da variabili assolutamente individuali. Tra queste ci sono i bisogni nutrizionali, lo sviluppo neurofisiologico, il rapporto mamma-bambino e anche l'ambito socio-culturale. È importante riconoscere che i bambini non sono tutti uguali e che vanno rispettate quindi le specificità di ognuno. Questo passaggio richiede attenzione e cura per assicurarsi che il piccolo riceva tutti i nutrienti necessari per crescere in modo sano e armonioso.

Il Momento Ottimale per Iniziare: Quando e Perché

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il Ministero della Salute e le maggiori società scientifiche internazionali raccomandano l'allattamento fino al sesto mese. L'OMS consiglia l'allattamento esclusivo per i primi 6 mesi del neonato. Anche la European Food Safety Authority (EFSA), l’autorità europea che si occupa di nutrizione e sicurezza alimentare, ritiene che il latte materno sia sufficiente a soddisfare le esigenze nutrizionali nella maggior parte dei lattanti fino ai 6 mesi. Pertanto non è opportuno iniziare lo svezzamento prima della fine del 6° mese, se non in alcune situazioni particolari e su indicazione del pediatra.

Prima del quarto mese, tuttavia, è sconsigliato iniziare lo svezzamento, in quanto l'apparato digerente non è ancora in grado di poter assumere alimenti che non siano latte. Altri motivi per i quali non è consigliabile avviare lo svezzamento prima riguardano il fatto che il lattante non ha ancora acquisito la facoltà di afferrare, gestire, masticare (anche senza avere i denti) e deglutire cibi cremosi, che col passar del tempo diventano più solidi. Il riflesso faringeo, con la crescita, retrocede dalla parte anteriore della bocca un po’ più indietro e concede la possibilità al bambino di accettare sulla lingua il cucchiaino senza provare il riflesso del vomito. La maturazione gastrointestinale viene raggiunta intorno ai 5-6 mesi ed infine è proprio a quest’età che il bambino riesce a stare seduto mantenendo la schiena dritta, senza aiuto. Solo una percentuale inferiore di lattanti richiede un divezzamento precoce per garantire una crescita e uno sviluppo ottimali. Laddove non sia possibile attendere i 6 mesi - sempre secondo EFSA - il divezzamento non dovrebbe avvenire prima della 17a settimana e comunque non oltre la 26a.

Può essere, quindi, anticipato nel periodo tra i 4 e i 6 mesi nel caso in cui il pediatra lo ritenga opportuno in base all'andamento delle curve di crescita e di eventuali rischi nutrizionali legati alla storia clinica del neonato. Alcuni pediatri, infatti, fanno iniziare prima dei sei mesi lo svezzamento o possono esserci motivi che spingono una mamma (o il medico) ad anticipare l'introduzione di nuovi cibi. Indipendentemente dal momento prescelto, è fondamentale discutere sempre di questa decisione con il pediatra.

Tavola di riferimento per lo svezzamento mesi

Svezzamento Tradizionale vs. Auto-svezzamento (Baby-led Weaning)

Oggi lo svezzamento si sta evolvendo verso un approccio più flessibile e meno rigido rispetto al passato e le vecchie tabelle e gli schemi rigorosi stanno lasciando spazio a un metodo più naturale e personalizzato. Esistono principalmente due approcci: lo svezzamento tradizionale e l'auto-svezzamento, noto anche come Baby-led Weaning.

Svezzamento TradizionaleLo schema dello svezzamento classico e graduale, che prevede l'introduzione progressiva dei nuovi cibi nella dieta del bambino, inizia generalmente con il brodo vegetale seguito dalle prime creme (come la crema di riso o di mais e tapioca), per poi passare gradualmente a carne o pesce frullato (o omogeneizzato, preferibilmente biologico) e così via. I pediatri sconsigliano, almeno fino all'anno di età, l'aggiunta di sale e zucchero negli alimenti. In più, gli alimenti appositamente formulati per i bambini, i cosiddetti baby food, sono preparati appositamente per lo svezzamento e studiati per fornire un’alimentazione equilibrata e corretta al bambino. Il baby food, inoltre, è regolamentato da severe normative europee per garantirne la qualità. Questo approccio è facilitato dalla disponibilità di prodotti specifici, studiati per fornire un’alimentazione equilibrata e corretta al bambino. Le prime pappe svezzamento sono un’ottima alternativa per i genitori alle prime armi.

Auto-svezzamento (Baby-led Weaning)Il "Baby-led Weaning" è un metodo che può essere usato per passare all’alimentazione complementare. Tradotto «Baby-led Weaning» significa proprio svezzamento guidato dal bambino. A differenza di quando si dà la pappa, seguendo questo tipo di svezzamento il bebè non viene imboccato con il cucchiaio. Il cibo viene preparato e offerto su un piatto. Il bebè sceglie cosa assaggiare da una varietà di alimenti. Si basa fondamentalmente sull’idea che i bambini possano tranquillamente iniziare l’alimentazione complementare mangiando gli stessi cibi di mamma e papà, seduti a tavola con loro. È una forma di alimentazione a richiesta, che rispetta la capacità del bambino di autoregolarsi: gli permette di scegliere qualità e quantità dei cibi, gli stessi che consumano i genitori, ovviamente preparati in modo che li possa mangiare ed evitando quelli non adatti o a rischio soffocamento. Anche l’uso delle mani per prendere gli alimenti è un modo per sviluppare l’autonomia del piccolo. Lo svezzamento guidato dal bambino può essere iniziato a partire dal settimo mese di vita. Offrite al bambino o alla bambina una varietà di alimenti, possibilmente sotto forma di bastoncini spessi o di strisce lunghe, ad esempio carote o cavoli rapa bolliti e tagliati in modo appropriato.

AUTOSVEZZAMENTO o svezzamento tradizionale? Cosa dicono i Pediatri.

Se si decide per l’auto-svezzamento, e questa modalità di introduzione del cibo solido ha di certo una sua importanza, bisogna però ricordarsi che saranno gli adulti ad adeguarsi al piccolo scegliendo per sé i cibi che il bimbo può mangiare. Ovviamente, se si sceglie l'autosvezzamento, è fondamentale che i genitori seguano una dieta sana ed equilibrata. Non tutti i pediatri e i nutrizionisti infantili concordano con questo approccio, sia per una questione di qualità degli alimenti sia per una questione di modalità di preparazione delle pietanze.

Le Prime Pappe: Brodo Vegetale e Creme di Cereali

Nel caso di svezzamento classico, all'inizio, la base delle nuove pappe del bambino sarà il brodo vegetale. Si inizia con brodi vegetali leggeri e creme di cereali. Per prepararlo, immergete le verdure in un litro di acqua, tagliate a pezzetti o lasciate intere. Mettere nella pentola a bollire 1 litro di acqua e verdure di stagione. Il passato delle verdure utilizzate per preparare il brodo potrà essere aggiunto dopo qualche giorno, oppure fin da subito. Si è rivelato utile iniziare con verdure dal sapore piuttosto dolce, come carote, zucca, finocchi o pastinaca. Scegliete un fornitore di fiducia oppure un negozio biologico per le verdure di stagione.

Per le prime pappe, si può scegliere tra le creme di cereali, dalla consistenza cremosa, come per esempio la Crema di mais e tapioca, la Crema di riso, la Crema di multicereali oppure il Semolino. Sono tutti prodotti biologici. Queste sono farine di cereali per l’infanzia. Si tratta di farine pronte all’uso, non serve cuocerle. In commercio si trovano sia di un solo cereale che di vari cereali insieme e fra i cereali compare spesso anche la tapioca (fecola prodotta da un tubero). È prassi suddividerle in farine con glutine e senza glutine, distinzione che risulta molto importante per chi è celiaco, ma attualmente non si consiglia più di ritardare l’introduzione del glutine, perciò tale distinzione non vi indica un ordine cronologico per il loro inserimento. Ci sono farine di riso, miglio, mais, tapioca, avena, farro, grano e “multicereali”.

Una ricetta di base può essere la seguente: togliere dal fuoco 200 ml del brodo vegetale appena preparato, aggiungere a crudo 15 grammi di crema di riso o mais e tapioca, 5 grammi di omogeneizzato di agnello, coniglio o tacchino, un cucchiaino di parmigiano grattugiato o un cucchiaino di lievito alimentare in scaglie, un cucchiaino di olio extravergine di oliva o di lino e lasciare intiepidire leggermente. Per la preparazione, sciogliete la crema di mais e tapioca o il semolino con il brodo. Iniziate aggiungendo un mestolo di brodo e poi aumentate la quantità fino ad avere una crema leggera e dalla bella consistenza. Ricordate che ogni bimbo ha i suoi gusti: alcuni preferiscono una pappa più liquida e altri una più compatta. Humana ha sviluppato una linea completa di prodotti per lo svezzamento appositamente studiata per ogni esigenza dei bambini in crescita. La gamma è molto ampia, sia in termini di consistenza, sia per quanto riguarda i gusti.

Quando si passa a una consistenza maggiore si possono mettere in tavola le Stelline o le Puntine, anche in questo caso prodotte a partire da materie prime biologiche. Dalle creme si passerà alla pastina e poi alla pasta vera e propria. Dagli omogeneizzati si potrà passare gradualmente alla carne (ad esempio polpette da proporre a piccoli pezzi) o al pesce (cotto al vapore o al forno). Quanto al pesce è bene tener presente che le spine possono essere molto pericolose.

L'Importanza del Farro nella Dieta del Bambino

Il farro è un cereale conosciuto fin dall’antichità e protagonista assoluto degli albori dell’agricoltura. Le differenze principali rispetto al grano tenero sono che il farro contiene più quantitativi di proteine, vitamina B, selenio, acido folico (essenziale per le donne in gravidanza!) e un particolare amminoacido. Ad oggi il farro si trova sulle nostre tavole non solo come cereale ma anche come farina e di conseguenza sotto forma di prodotti da forno ed è essenziale introdurlo nella dieta dei bambini.

Quando chiesi alla mia pediatra come introdurre il farro nella dieta del mio bambino lei mi consigliò di iniziare ad introdurlo intorno ai 10 mesi sotto forma di semola e aggiungerlo solo in seguito, al posto della pastina o del riso, nei passati di verdura. I cereali come l'orzo e il farro possono essere introdotti dai 12 mesi. Le farine finemente macinate ed estratte con metodi rispettosi delle loro proprietà naturali sono facilmente digeribili.

L'Introduzione Graduale degli Alimenti Mese per Mese

In generale è importante sapere che l’ordine per l’inserimento degli alimenti nel calendario non è rigido. Non esiste un programma alimentare predefinito. Il passaggio dal latte materno o formulato agli altri alimenti deve essere graduale, per permettere al bambino di assaggiare, abituarsi e accettare nuovi sapori e consistenze, e basato al modello alimentare familiare. L'uso di uno schema dello svezzamento mese per mese può fornire un punto di riferimento e una guida per rendere il processo più facile, in quanto fornisce pratiche informazioni su quando introdurre i diversi alimenti. Per individuare rapidamente intolleranze e allergie, è opportuno introdurre un solo nuovo alimento alla volta. Per aiutare il bambino o la bambina ad abituarsi al gusto, dategli/le lo stesso alimento per due o tre giorni, dopodiché potrete introdurre nuovi alimenti.

Svezzamento a 4 Mesi:Per chi inizia lo svezzamento intorno al quarto mese, si parte con la frutta, meglio se biologica e fuori pasto: mela, pera o banana. La frutta non sostituisce un pasto a base di latte, in formula o materno. Molti pediatri, dopo il compimento del quarto mese, consigliano di iniziare a introdurre la frutta, magari per uno spuntino a metà mattina o metà pomeriggio. In genere si comincia con la pera, che è uno dei frutti più delicati e adatti al neonato. Si possono aggiungere alcune gocce di limone nella frutta a partire dai 4 mesi.

Svezzamento a 5 Mesi:Se avete già iniziato lo svezzamento (anche solo con la frutta) nel quarto mese, potrete continuare così anche nel quinto mese del bebè o iniziare a introdurre nuovi alimenti. Alcuni anticipano l'inizio dello svezzamento vero e proprio al compimento del quinto mese. C'è chi inizia con le pappe di latte e chi subito con il brodo vegetale. Dallo schema precedente si possono vedere molti alimenti che si possono introdurre dal quinto mese. Si possono includere patata, carota, zucchina e zucca. L'olio extra vergine di oliva può essere aggiunto alla pappa, e il parmigiano grattugiato. Tra i cereali, la crema di riso e la crema di mais e tapioca sono adatti.

Svezzamento a 6 Mesi:I 6 mesi rappresentano uno spartiacque nell'alimentazione del bambino. Fino a questo momento i neonati hanno seguito un'alimentazione a base di latte, mentre dopo il compimento dei 6 mesi si possono iniziare a introdurre gli altri cibi. È il momento perfetto per far scoprire al vostro bambino nuovi sapori e consistenze, permettendogli di esplorarli con tutti i sensi. Le albicocche e le pesche possono essere introdotte da questa età. Tra le verdure, si possono aggiungere sedano, porro, cipolla, insalata, finocchi, cavolfiori e spinaci. Il semolino e la crema multicereali diventano opzioni valide. Anche i formaggi ipolipidici possono essere introdotti.

Svezzamento a 7 Mesi:A sette mesi possiamo cominciare innanzitutto a inserire una seconda pappa (se non l'abbiamo già fatto a sei mesi) e quindi a comporre l'alimentazione giornaliera con due poppate di latte materno o in formula e due pasti. Possiamo, inoltre, iniziare a variare gli ingredienti aggiungendo al menu la pastina micro (circa 20 grammi) da condire con un cucchiaino di sugo di pomodoro oppure con una passata di legumi come lenticchie, fagioli o piselli. Potrete anche arricchire il passato di verdure aggiungendo broccoli, verza, fagiolini, zucca. I legumi sono una preziosa fonte di fibre e proteine vegetali e rappresentano uno degli elementi fondamentali dello svezzamento. Possiamo proporre lenticchie decorticate oppure legumi privati della buccia (possiamo toglierla a mano visto che la quantità di legumi è piuttosto piccola, oppure con un passaverdure) e aggiungerli alle farine oppure alla pastina. Lo yogurt dovrebbe essere bianco, intero e senza zuccheri, e la ricotta fresca può essere introdotta.

Svezzamento a 8 Mesi:A questa età si può introdurre il brodo di carne. Anche altri legumi possono essere inclusi. Il prosciutto cotto senza polifosfati è un'opzione. Tra i formaggi, caciotta, fontina dolce, caprino fresco e crescenza possono essere offerti, tagliati a cubetti piccoli. I cereali possono includere riso in chicchi e pastina piccola, tipo forellini micron. Per quanto riguarda il pesce, si possono iniziare merluzzo, trota, sogliola, platessa, nasello e palombo.

Svezzamento a 9 Mesi:A partire dai 9 mesi si può proporre carne lessata o cotta al vapore. Il pesce spada e il salmone possono essere introdotti. Il tuorlo d'uovo, sciolto nella pappa, può essere offerto. Si parte con una piccola quantità aumentando progressivamente fino a raggiungere 1 uovo intero (albume incluso) dai 12 mesi in poi. Il tuorlo d’uovo si può proporre un paio di volte a settimana al posto della carne.

Svezzamento a 10 Mesi:Si possono introdurre pastina media, tipo anellini, stelline o puntine. Il pomodoro, senza buccia, può essere aggiunto. Come menzionato, intorno ai 10 mesi si può iniziare ad introdurre il farro sotto forma di semola, su consiglio pediatrico.

Svezzamento a 12 Mesi e Oltre:Dopo i 12 mesi, una serie più ampia di alimenti diventa idonea. Tra la frutta, kiwi, fragole, uva, cachi, fichi, anguria, melone, castagne, noci, mandorle. Le fragole possono essere introdotte nell’alimentazione del bambino non prima dei 12 mesi perché si tratta di un frutto che può causare allergie. Tra le verdure, melanzane e carciofi. Il maiale può essere introdotto. L'uovo intero, incluso l'albume. Il miele è sconsigliato prima dei 12 mesi. Orzo e farro possono essere consumati anche in altre forme.

Tabella di introduzione alimenti per mese

Quantità e Frequenza dei Pasti

All'inizio del sesto mese, i pasti consigliati dovrebbero essere 5 o 6. Lo svezzamento comincia sostituendo uno di questi con la prima pappa. Dopo circa 1-2 mesi, le pappe diventano 2, con l'aggiunta di una merenda, e di conseguenza diminuiscono i pasti a base di latte. È fondamentale introdurre gli alimenti gradualmente, uno per volta. La pratica comune è sostituire la poppata delle 12.00 con una pappa a base di brodo vegetale.

La merenda svolge un ruolo cruciale nel prevenire che il bambino arrivi al pasto con troppa fame, facilitando così un'alimentazione corretta. Generalmente, il momento migliore per la merenda è dopo il risveglio dal pisolino del pomeriggio. Tuttavia, bisogna fare attenzione a non esagerare, affinché non sostituisca la cena.

Circa un mese dopo l'introduzione della prima pappa e della merenda, è consigliabile aggiungere una seconda pappa tra le 18:00 e le 20:00. Questa integrazione è necessaria perché il latte, a partire dai 6-8 mesi, incomincia a perdere gradualmente la sua completezza per alcune vitamine e sali minerali. È importante non fissare fin dall'inizio schemi troppo rigidi, per numero, quantità e orario dei pasti. Il bambino deve continuare a bere il latte durante lo svezzamento e le quantità dipendono dall'età: a 5 e 6 mesi, anche se proponiamo frutta a merenda o introduciamo la prima pappa, il latte resta il principale nutrimento del piccolo.

Indicazioni Generali sulle Quantità per le Pappe:Le quantità degli alimenti durante lo svezzamento dovrebbero essere stabilite in base alle indicazioni del pediatra.

  • Cereali:
    • Fino a 5 mesi: 2 cucchiai abbondanti (3 cucchiai se il bambino preferisce la pappa più densa).
    • Dai 5 mesi: 3 cucchiai abbondanti (4 cucchiai se il bambino preferisce la pappa più densa).
    • Si può scegliere variando tra: crema di riso e crema mais e tapioca (sotto i 5 mesi). Anche semolino, crema multicereali, pastina di grano tenero (dai 5 mesi).
  • Carne o Uovo (dai 9 mesi):
    • Mezzo omogeneizzato da 80 gr o 1 omogeneizzato intero da 80 gr.
    • Si può scegliere variando tra: Carni bianche: coniglio, pollo, tacchino, agnello (sotto i 6 mesi). Carni rosse: vitello e manzo (dai 6 mesi).
    • Tuorlo d’uovo, un paio di volte a settimana al posto della carne dai 9 mesi in poi: si parte con una piccola quantità aumentando progressivamente fino a raggiungere 1 uovo intero (albume incluso) dai 12 mesi in poi.
  • Olio Extravergine di Oliva:
    • 1 cucchiaino da tè (circa 5 ml) o 1 cucchiaio (circa 10 ml).
  • Parmigiano Grattugiato:
    • 1 cucchiaino da tè (circa 5 ml) o 1 cucchiaio (circa 10 ml).

Il fabbisogno di liquidi del bebè è inizialmente soddisfatto dai pasti a base di latte e pappa. Solo quando il bambino mangia tre pasti di pappa al giorno ha bisogno di liquidi supplementari.

Principi Nutrizionali Fondamentali e Cibi da Evitare

Ricordiamo la necessità che in queste prime fasi della vita la nutrizione sia molto controllata anche a livello qualitativo. Il bambino non è un adulto piccolo! Il baby food è ben protetto dalla legislazione; quando ci occupiamo di acquistare la materia prima per i nostri bambini ricordiamo che pesticidi ed interferenti endocrini possono danneggiare, se assunti nel tempo, lo sviluppo ormonale e neurologico.

I pediatri sconsigliano, almeno fino all’anno di età, l’aggiunta di sale e zucchero negli alimenti. Anche lo zucchero dovrebbe essere evitato o limitato al minimo indispensabile. Meglio evitare il sale (o comunque usarlo molto poco) e i cibi piccanti. Astenetevi dall’uso di sale o altre spezie nel primo anno di vita.

Altri alimenti da evitare prima dei 12 mesi sono: latte vaccino, burro, panna, miele, bevande gassate, alimenti fritti, cibi che possono causare soffocamento come noci o uva. Le fragole, ad esempio, possono essere introdotte nell’alimentazione del bambino non prima dei 12 mesi perché si tratta di un frutto che può causare allergie.

Piramide alimentare neonati

Nel caso di bambini in età di svezzamento, la Piramide Alimentare ha come base (al posto dell’acqua) il latte materno, quando si allatta, o quello artificiale, quando non è possibile allattare. Il latte fornisce i giusti nutrienti per una crescita ottimale: zuccheri semplici, grassi, proteine e minerali. I pasti principali (pranzo e cena) devono contenere alimenti fonte di carboidrati complessi come le farine di cereali e la pastina. A fine pasto, come per gli adulti, va offerta la frutta (grattugiata o omogeneizzata per i più piccolini), per garantire un buon apporto di vitamine e antiossidanti. Negli ultimi anni la Società Italiana di Pediatria (SIP) ha creato una Piramide alimentare transculturale, basata sul concetto di multiculturalità. È bene anche verificare che vi sia un apporto adeguato di calcio, zinco e di proteine di alta qualità, fondamentali in questa fase di crescita.

Preparazione e Strumenti Utili per lo Svezzamento

Secondo lo svezzamento tradizionale è preferibile cuocere gli alimenti in acqua o a vapore, e si può utilizzare anche la pentola a pressione. In commercio ci sono diversi robot che cuociono al vapore e frullano, perfetti per preparare le prime pappe, i cosiddetti cuocipappa, che permettono di cucinare pasti sani e veloci.

Tra gli strumenti utili non c'è nulla di realmente imprescindibile (tranne le corrette integrazioni consigliate dal pediatra). Per il brodo vegetale e i legumi già cotti da congelare, attendete un attimo a comprarli. Per il brodo vegetale usate contenitori da 200ml, per i legumi usate gli stampi per i cubetti del ghiaccio in gomma, comodi da svuotare uno alla volta.

Per i legumi, ne farete ampio uso, non serve limitarne l’acquisto, li potete mangiare anche voi. Acquistate sia legumi già decorticati (lenticchie rosse, piselli medi spezzati, ceci, cicerchie e fave decorticati) che interi (fagioli, lenticchie marroni, ceci, ecc).

Le creme lipidiche sono un gruppo alimentare ricco in grassi di ottima qualità: tahin, crema di mandorle, anacardi, arachidi, nocciole, semi di zucca, semi di girasole, pistacchi. Potete consumarle anche voi. Compratene 3-4 tipi, potete ruotarle nelle pappe di pranzo e cena e nelle merende. Ne farete uso anche una volta passati al cibo solido. Spesso all’apertura del vasetto noterete uno strato oleoso e liquido nella parte superiore e uno strato più compatto che si deposita in basso.

L'olio extra vergine di oliva è fondamentale, così come l'olio di semi di lino. Quest'ultimo è un olio dalle eccezionali proprietà per l’alto contenuto di omega3, ma richiede una certa accortezza nell’acquisto. Va preso direttamente da banco frigo e non dallo scaffale, pena la perdita di buona parte degli omega3 contenuti se non è conservato a freddo, oltre al fatto che acquisisce un sapore rancido che lo rende poco appetibile. Alcune marche garantiscono la catena del freddo specificandolo sull’etichetta. È utile avere anche un limone biologico.

Un colino a maglie fini è essenziale per passare gli alimenti eliminando bucce e fibre. Un seggiolone, non è strettamente necessario per iniziare, ma tutti lo comprano. Meglio il più semplice possibile e senza imbottitura. Quelli più ridondanti sono i meno adatti l’imbottitura fa sprofondare il bambino e il tavolino risulta troppo alto, il bambino non può partecipare con le braccia allo svezzamento perché è “insaccato” nel seggiolone. Piattino, cucchiaino, bicchierino per svezzamento non sono minimamente necessari. Ma se ve li regalano sappiate che non esiste un modello migliore di un altro, l’unico vantaggio é che sono infrangibili rispetto ai vostri piatti e che il cucchiaino non é metallico e non ferisce le gengive se il bimbo lo morde con forza. Al posto delle bavaglie va bene anche una vecchia T-shirt che si può adattare al bambino chiudendola con una molletta per i panni sulla schiena. Per salvare il pavimento vanno benissimo dei vecchi giornali e, se non ne avete, potete usare un rotolo di carta come quelli dei lettini degli ambulatori medici, si trovano nei negozi di ortopedia e costano sui 10 euro.

Sviluppo dell'Autonomia Alimentare

Circa un mese dopo l’introduzione del primo pasto a base di pappa, è possibile sostituire il secondo pasto dell'allattamento al seno o al biberon, ad esempio con la purea di frutta. Iniziate con una mela (cotta e schiacciata o cruda e grattugiata). Dopo due o tre giorni, si può aggiungere alla purea di mele una banana schiacciata. Introducete gradualmente altri frutti di stagione, come pere, melone, frutti di bosco, albicocche o pesche. I frutti con nocciolo all’inizio devono essere cotti e ridotti in purea. Se il bebè tende alla stitichezza, può essere d’aiuto qualche goccia di succo di mela o di arancia nella purea di frutta.

Integrate gradualmente l’alimentazione con altri alimenti come pasta, riso, pane, pesce o uova. Fino all’età di otto mesi, a vostro figlio o figlia possono essere somministrati alimenti di complemento due-tre volte al giorno, mentre a nove-undici mesi da tre a quattro volte al giorno, secondo le raccomandazioni della Società Svizzera di Nutrizione ssn. Mescolate i cereali o la polvere di cereali (ad es. miglio, riso, spelta, 3 cereali) con il latte artificiale preparato e caldo o con l’acqua del rubinetto seguendo le istruzioni della confezione (la pappa sazia di più se è a base di latte).

All’inizio il bebè assaggerà solo qualche cucchiaio di purea e poiché si tratta di sapori a cui non è abituato, potrebbe sputarla. È normale. Una volta che il bebè si è abituato alla purea o alla pappa, aumentate gradualmente la quantità fino a quando l’alimento di complemento sostituirà un pasto liquido (da 150 a 250 g). Intorno al 10-11° mese, con l'acquisizione della presa a pinza, se il bambino è stato abituato con l'autosvezzamento a mangiare pezzettini di cibo (tagliati in modo sicuro), potrà iniziare a portarsi il cibo alla bocca. In genere, comunque, intorno ai 12-18 mesi il bimbo potrebbe iniziare a consumare da solo almeno una parte del pasto.

La Flessibilità nell'Approccio: Fatto in Casa o Pronto?

I neonati possono essere ben nutriti sia con alimenti di complemento cucinati in casa sia con le pappe pronte in vasetto. Entrambe le varianti hanno i loro vantaggi. La pappa pronta per il consumo è veloce da preparare, è ricca di nutrienti ed è pratica quando si è in viaggio. Gli alimenti preparati da sé offrono spesso una maggiore varietà, una maggiore diversità di gusti e sono poco costosi. È possibile scegliere una sola variante o combinarle: pappa già pronta se si deve essere veloci o si è in viaggio, altrimenti pappa fatta in casa o finger food.Naturalmente la dieta familiare dovrà essere corretta sotto tutti i punti di vista, qualitativo e quantitativo (sarà bene controllarla con il pediatra).

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