Pressione Sanguigna Materna e Sesso del Feto: Tra Scienza e Credenze Popolari

La questione del sesso del nascituro ha affascinato la specie umana sin dall'antichità. Dalla forma del pancione alle voglie in gravidanza, all'aumento o meno di peli o brufoli, ogni indizio veniva tenuto buono per cercare di prevedere se il fiocco sarebbe stato azzurro o rosa. Tutti questi metodi, però, sono privi della minima validità scientifica. Solo recentemente, la ricerca medica ha iniziato a esplorare possibili correlazioni fisiologiche e ambientali che potrebbero influenzare la probabilità di concepire un maschio o una femmina, affiancando lo studio scientifico alle secolari tradizioni.

La Pressione Sanguigna Materna come Indicatore Scientifico del Sesso Fetale

Ora, invece, uno studio condotto in Cina da ricercatori canadesi sembra offrire un'indicazione scientificamente più solida riguardo alla probabilità di avere un maschio o una femmina. Per scommettere sul sesso del nascituro, è necessario guardare alla pressione sanguigna della mamma prima del concepimento, e in particolare alla massima. Se prima del concepimento la pressione sanguigna massima della futura mamma supera una certa soglia, aumenta la probabilità di avere un maschio. Specificamente, se la pressione sistolica (ovvero la pressione massima) prima della gestazione era più alta nelle donne che hanno poi partorito un bimbo rispetto a quella registrata nelle donne diventate poi madri di bimbe, con valori di 106 millimetri di mercurio contro 103,3 mm Hg, le probabilità di un fiocco azzurro si incrementano. In queste circostanze, in particolare, la probabilità era 1,5 volte più alta. Viceversa, con meno di 103 mmHg, aumentava la probabilità di un fiocco rosa.

È fondamentale sottolineare che non si parla di ipertensione, ma semplicemente di un valore un po' più elevato all'interno di un intervallo di valori comunque normale e fisiologico. La scoperta di questa relazione tra la pressione sanguigna delle donne prima della gravidanza e la possibilità di concepire maschio o femmina è stata individuata da un gruppo di ricercatori canadesi, che hanno per la prima volta un legame tra il valore della pressione sanguigna pre-gestazione e la possibilità di concepire un maschio o femmina. I risultati di questo studio sono stati pubblicati sull'American Journal of Hypertension.

Punto di partenza dello studio è stata l'osservazione, nota da tempo, che a seguito di eventi particolarmente disastrosi, come un terremoto, un attacco terroristico o una grave crisi economica, la proporzione di maschi tra i nuovi nati tende a diminuire. Questo fenomeno è probabilmente dovuto a un aumento della perdita di embrioni e feti di sesso maschile. Da qui è nata l'idea, come scrivono gli autori dello studio, che alcune caratteristiche fisiologiche della mamma possano essere collegate alla probabilità di perdite fetali specifiche per uno dei due sessi, e quindi alla maggiore o minore probabilità di partorire un maschio o una femmina.

Per mettere alla prova questa idea, i ricercatori hanno seguito un gruppo di oltre 1400 donne cinesi da prima della gravidanza alla nascita del loro bambino. Le rilevazioni dei dati hanno avuto inizio diverse settimane prima del concepimento, con una media di 26 settimane, per proseguire poi fino al parto. Ravi Retnakaran, endocrinologo del Mount Sinai Hospital di Toronto, che ha guidato la ricerca, sostiene che la pressione sanguigna di una donna prima della gravidanza è un fattore precedentemente non riconosciuto, associato alla sua probabilità di avere un maschio o una femmina. Questa nuova comprensione può avere implicazioni sia per la pianificazione riproduttiva sia per la comprensione dei meccanismi fondamentali che sottendono il rapporto sessuale negli esseri umani. Finora, i fattori su cui ci si è concentrati nel periodo della gravidanza come determinanti la salute e lo sviluppo del feto sono stati soprattutto legati al fumo, all'alcol e all'alimentazione della madre.

Il perché di questa associazione, che andrà comunque verificata con nuovi studi e anche in popolazioni differenti per escludere il coinvolgimento di qualche fattore etnico, sfugge ancora agli stessi ricercatori. Inoltre, sugli studiosi permangono molte perplessità, soprattutto perché la pressione sanguigna sarebbe stata rilevata in un arco di tempo considerato insufficiente per influenzare gli sviluppi di una gravidanza.

Schema Pressione Sanguigna e Sesso del Feto

Pressione Arteriosa in Gravidanza: Fondamentale per la Salute di Mamma e Bambino

Uno dei controlli più frequenti e basilari in gravidanza è quello della pressione. La forza con cui il sangue attraversa i vasi, infatti, influenza la salute dell’intero organismo, sia quello materno sia quello del feto. La pressione arteriosa si definisce come la forza con cui il sangue attraversa i vasi sanguigni di tutto il corpo, dalle estremità dei piedi fino al cervello. Questa forza viene influenzata soprattutto da tre fattori principali: la viscosità del sangue, le contrazioni del cuore e l'elasticità e la resistenza dei vasi sanguigni. Tutti e tre questi fattori vengono a propria volta determinati dalla genetica, dagli ormoni e dallo stile di vita. Ad esempio, fumo e sedentarietà possono irrigidire le pareti dei vasi sanguigni e rendere più difficile far scorrere grosse quantità di sangue, aumentando la pressione. Alcune persone, invece, soffrono di ipertensione pur facendo movimento e mangiando sano, a causa di fattori genetici.

Quando una donna resta incinta, i cambiamenti ormonali influenzano anche la pressione. Il progesterone, connesso a molti cambiamenti in gravidanza, determina infatti un abbassamento della pressione arteriosa. Quali sono le cause e le conseguenze di queste variazioni? È essenziale tenere la pressione sotto controllo durante la gestazione, e comprendere le possibili conseguenze di una pressione troppo alta o troppo bassa. Per una donna, i valori ottimali sono 120 per la pressione sistolica (la massima) e 80 per la pressione diastolica (la minima). In gravidanza, tuttavia, questi valori possono subire delle modificazioni fisiologiche.

Pressione Bassa (Ipotensione) in Gravidanza: Cause, Sintomi e Gestione

La pressione bassa in gravidanza è un disturbo tipico del primo trimestre di gravidanza e, salvo qualche caso, è innocuo sia per la donna sia per l’embrione. La gravidanza stessa è una causa di pressione bassa (ipotensione), in quanto il sistema cardiovascolare subisce rapidamente modifiche dimensionali, come ricorda l’Istituto Superiore di Sanità. Le donne che soffrono di pressione bassa in gravidanza, specie nel primo trimestre, potrebbero registrare una maggiore percezione del problema.

La causa principale di questa ipotensione è il progesterone, che modifica l’organismo materno affinché possa accogliere l’embrione e farlo crescere. A questo scopo, stimola lo sviluppo di nuovi vasi sanguigni nella zona dell’utero e fa dilatare quelli preesistenti, aumentando l’afflusso di sangue nei genitali e nel seno. A causa della vasodilatazione, nel primo trimestre di gestazione la pressione sanguigna crolla. Se tutto va bene, aumenterà pian piano lungo il secondo e il terzo trimestre, fino a tornare a livelli simili a quelli precedenti la gravidanza.

Possiamo quindi dire che la pressione bassa è normale in gravidanza, ma questo non la rende meno fastidiosa. Le gambe pesanti, la ritenzione idrica e le vene varicose sono tutte conseguenze della pressione bassa. I sintomi della pressione bassa in gravidanza comprendono svariate manifestazioni, tra cui: stanchezza persistente, affaticamento, nausea, capogiri che possono causare perfino svenimenti, palpitazioni, pallore, sudori freddi, riduzione della lucidità mentale. Da non dimenticare sono anche la cefalea, l’umore irritabile e la sensazione di ronzio nelle orecchie.

Cause e Sintomi Pressione Bassa

I sintomi dell'ipotensione in gravidanza possono essere peggiorati da diverse abitudini, alcune delle quali insospettabili. Tra queste vi sono l'alzarsi troppo rapidamente dalla posizione seduta o da sdraiata, il coricarsi supine (situazione in cui è doveroso ricordare l’esistenza della cosiddetta sindrome ipotensiva da posizione supina, problematica che riguarda 3 gestanti su 10 e che può presentare sintomi fastidiosi come la tachicardia o la nausea), l'idratazione insufficiente, l'ipoglicemia, pasti con un eccessivo apporto calorico, il consumo di alcolici e la posizione eretta e statica mantenuta a lungo (quest'abitudine è rischiosa soprattutto se la mamma ha una storia clinica di ipotensione già prima della gravidanza).

I valori pressori ideali per una donna in gravidanza sono gli stessi indicati per la popolazione generale: pressione sistolica tra i 120 e i 129 mm/Hg e pressione diastolica tra gli 80 e gli 84 mm/Hg. La pressione bassa in gravidanza prevede valori sotto al range 90 - 60 mm/Hg. Fino alla metà del secondo trimestre di gravidanza, la pressione si attesta sui 90/50 mmHg (90 di massima e 50 di minima). Sono valori bassi rispetto a quelli ottimali, ma comunque sicuri e normali per una donna incinta; sotto di essi, si parla di pressione bassa in gravidanza.

La pressione bassa in gravidanza non comporta alcun rischio per la salute della mamma e del nascituro. L’unico problema che causa è una forte compromissione del comfort quotidiano della gestante. Negli anni passati, era stata ipotizzata una connessione tra ipotensione gravidica e conseguenze come il basso peso alla nascita, ma l’ipotesi non è mai stata confermata. Uno dei rischi maggiori legati all'ipotensione è connesso alle cadute che possono avvenire quando la pressione si abbassa e che possono provocare danni anche importanti, sia alla mamma che al bambino. La pressione bassa può essere un sintomo di una gravidanza extrauterina, ovvero quando l’ovulo fecondato si impianta fuori dall’utero. Le donne che soffrono di pressione bassa avranno delle difficoltà nella produzione di latte o nell’allattare i propri bambini? In realtà, anche in questo caso non ci sono conferme scientifiche che questa sia una condizione invalidante sia per la produzione di latte che per l’allattamento.

Alzare la pressione in gravidanza non implica per forza l’assunzione di farmaci. È fondamentale evitare i rimedi fai da te o l’assunzione di farmaci senza il controllo e la prescrizione medica; anzi, generalmente i medici evitano di prescrivere farmaci a meno che non ci siano condizioni specifiche particolari che giustifichino questa scelta. Alcuni comportamenti quotidiani che possono fare la differenza includono l'alzarsi lentamente se si è sedute o sdraiate, l'utilizzo (dopo aver consultato il proprio medico curante) di calze compressive che contribuiscono ad aumentare il ritorno venoso alle gambe e il non esagerare con l’intensità dell’attività fisica. Per contrastare la pressione bassa è anche consigliato rimanere idratata, mangiare frutta e verdura fresca (sempre ben lavata), mangiare poco e frequentemente per ridurre lo sforzo digestivo e il conseguente richiamo di sangue, evitando così cali di pressione (questo consiglio è utile anche contro le nausee gravidiche). È opportuno evitare vestiti e scarpe strette che ostacolano la circolazione del sangue. La regolarità e la moderazione sono le linee guida essenziali da seguire per controllare la pressione anche in gravidanza. Specie per le donne che ne soffrono, la misurazione della pressione è obbligatoria durante ogni visita ginecologica.

PRESSIONE BASSA in GRAVIDANZA: Cause, cure e rimedi a cura dell'Ostetrica - Dr-Silva.com

Pressione Alta (Ipertensione) in Gravidanza: Rischi e Tipi

Rispetto alla pressione bassa, la pressione alta in gravidanza è molto più rischiosa sia per la donna sia per il nascituro. Tra le patologie della gravidanza, è quella che causa in assoluto più morti durante la gestazione, dato che predispone madre e bambino a complicazioni talvolta letali. A causa della pressione alta, infatti, la placenta riceve meno sangue del necessario e quindi il bambino riceve meno nutrienti e ossigeno. Inoltre, la pressione eccessiva mette cuore e organi interni sotto stress, specie quelli più vascolarizzati come i reni o la placenta. Nei casi peggiori, l’afflusso irregolare di sangue arriva a provocare la formazione di coaguli, bloccando del tutto il passaggio del sangue.

Per il bambino, l’ipertensione in gravidanza aumenta il rischio di distacco della placenta, arresto dello sviluppo fetale, aborto spontaneo e parto pretermine. Per la mamma, aumenta il rischio di emorragie interne, formazione di trombi e insufficienza epatica e renale.

Danni dell'ipertensione in gravidanza

Come accennato sopra, la pressione arteriosa viene influenzata da diversi fattori. Una donna incinta in buona salute dovrebbe avere la pressione più bassa rispetto alla norma, a causa dell’azione degli ormoni. Eppure, l’ipertensione interessa circa il 6-8% delle gravidanze. I motivi possono essere diversi:

  • Ipertensione cronica: se la madre soffriva di ipertensione prima della gravidanza, il problema continuerà a presentarsi anche durante la gravidanza.
  • Ipertensione gestazionale: la placenta non si è sviluppata a dovere ed è irrorata da pochi vasi sanguigni, il che provoca un aumento della pressione materna. Questa forma di ipertensione dura solo il tempo della gravidanza, ma rappresenta comunque un grosso rischio.
  • Preeclampsia: esiste una correlazione tra preeclampsia e ipertensione. L’ipertensione cronica aumenta il rischio di preeclampsia; da parte sua, l’ipertensione gestazionale è uno dei sintomi della preeclampsia.
  • Stato di salute precario: malattie cardiovascolari, diabete, obesità, ansia e età avanzata sono tutte possibili cause di pressione alta in gravidanza.

Di solito, la diagnosi di ipertensione avviene quando si raggiungono 140/90 mmHg. In gravidanza, però, l’allarme scatta già quando la pressione raggiunge i 135/85 mmHg. Considerando che la pressione dovrebbe essere un po’ più bassa del normale, in gravidanza i valori limite sono 140/90 mmHg: sopra questa soglia, la futura mamma dovrebbe rivolgersi al proprio ginecologo.

I sintomi della pressione alta sono: mal di testa persistente, tachicardia, dolore addominale e proteine nelle urine, a propria volta sintomo di anomalie nella funzionalità dei reni. Qualche volta, i sintomi della pressione alta e i sintomi della pressione bassa si sovrappongono, poiché entrambe le condizioni possono causare ritenzione idrica e visione offuscata. Se i valori di pressione alta rimangono simili o peggiorano, va considerata la terapia farmacologica; se si è nel terzo trimestre, potrebbe essere necessario programmare il parto un po’ prima del termine.

Per prevenire e abbassare la pressione in gravidanza, può essere utile fare queste cose:

  • Smettere di fumare: oltre a essere dannoso per il nascituro, il fumo indurisce le pareti venose e riduce la loro capacità di dilatarsi al bisogno. In gravidanza, questo si traduce in un maggior rischio di ipertensione.
  • Mantenere il peso forma: anche in gravidanza, nei limiti del possibile. In questa fase, è normale prendere diversi chili di grasso e di ritenzione idrica; ci sarà tempo per perderli, dopo il parto. Ciononostante, essere molto sovrappeso oppure obesa mette sotto sforzo il cuore, aumentando così il rischio di ipertensione.
  • Ridurre il sale: e, così facendo, la quantità di sodio nel sangue. Il sodio in eccesso richiama acqua nel sangue, aumentandone il volume all’improvviso. I vasi sanguigni diventano troppo stretti per il volume del sangue, il che provoca un aumento della pressione.
  • Fare attività fisica: soprattutto aerobica. Esercizi di resistenza, come la corsa o la camminata sportiva, aumentano la potenza del muscolo cardiaco e la sua capacità di pompare sangue. Inoltre, pare che l’esercizio fisico abbia un blando effetto vasodilatatore, specie sui vasi sanguigni periferici.

Un momento di stress o un grosso spavento possono causare un momentaneo aumento della pressione. Per questo motivo, la pressione si calcola mediante due rilevazioni fatte sullo stesso braccio, eseguite ad almeno 15 minuti l’una dall’altra. Se entrambe le rilevazioni danno risultati anomali, si ripete l’esame dopo circa 6 ore.

La Vulnerabilità del Sesso Maschile e il Ruolo dell'Ambiente

La pressione alta o bassa è quindi determinante per la salute della donna e del feto che porta in grembo. Si dice che la pressione possa addirittura influenzare il sesso del nascituro. È vero? Secondo uno studio della Columbia University, esiste una correlazione tra pressione alta in gravidanza e probabilità che il bambino sia maschio o femmina. In condizioni di forte stress, quando la pressione materna aumenta per periodi prolungati, è meno probabile che nasca un maschio. Non è ancora chiaro perché questo accada, anche se c’è una teoria in merito. Pare che embrioni e feti maschi siano più vulnerabili rispetto alle femmine. Il numero maggiore di femmine nate in condizioni di stress e ipertensione, quindi, potrebbe essere causato da un numero maggiore di aborti spontanei ai danni dei maschi. Questa sarebbe un’ulteriore prova degli impatti negativi della pressione alta.

È un fatto noto che a che scopo nascono più maschi che femmine? La risposta risiede nella maggiore fragilità dei maschi. I maschi, infatti, risultano avere condizioni meno stabili rispetto alle femmine e necessitano di assistenza neonatologica. La mortalità ad 1 anno è significativamente maggiore per i maschi (5.4% per i maschi vs. le femmine). Questa maggiore vulnerabilità dei feti maschi è stata osservata anche in relazione alla placenta previa e alla rottura delle membrane e travaglio pretermine, oltre che con feti maschi.

Fattori che influenzano la sex ratio

Varie evidenze sembrano sostenere l’ipotesi che l’ambiente e le condizioni materne possano influenzare la sex ratio. Ad esempio, la proporzione di maschi/femmine risulta superiore nelle relazioni monogame rispetto a quelle poligame. Uno studio ha evidenziato che l'innalzamento dei livelli di glucosio nella madre può rallentare la crescita e lo sviluppo di feti maschili.

La sex ratio, ovvero il rapporto tra maschi e femmine alla nascita, è un argomento di studio complesso che coinvolge numerosi fattori. Alla nascita, il rapporto è di circa 105/100, con un leggero eccesso di maschi. Tuttavia, il rapporto di embrioni maschili durante la gestazione è più elevato, indicando una maggiore perdita fetale di sesso maschile.

Diversi fattori sono stati associati a una variazione della sex ratio:

  • L’età paterna e materna: L'età della madre è un fattore rilevante, con madri più giovani che sembrano associate a una maggiore produzione di maschi. Anche l'età paterna può influenzare la sex ratio.
  • Condizioni di stress e fattori ambientali: Come già menzionato, eventi disastrosi, guerra e gravi crisi economiche sono associati a una diminuzione della proporzione di maschi. Questo dato è stato analizzato in numerosi studi, inclusi quelli sulla guerra in Iraq e la guerra in Kosovo. Uno studio sull'Italia ha mostrato un calo della sex ratio durante e dopo le due Guerre mondiali, sebbene in alcuni paesi come la Spagna i dati discordassero.
  • Esposizione a inquinanti ambientali: Alcune sostanze chimiche, come le diossine, i policlorobifenili (PCB), i derivati del propano e il fumo, sono state correlate a una riduzione della sex ratio alla nascita. Uno studio ha dimostrato che padri esposti ad alte concentrazioni di diossina hanno generato figli con una bassa sex ratio molti anni dopo. Il fumo, sia materno che paterno, è stato valutato in numerosi studi, e sebbene i risultati siano a volte contraddittori, alcuni suggeriscono che comporti una riduzione della sex ratio.
  • Dieta e condizioni energetiche materne: Una maggiore assunzione calorica e una percentuale maggiore di nati maschi sembrano correlate. In condizioni energetiche ridotte, la sex ratio tende verso le femmine. Donne incinte che desiderano mangiare ogni giorno sempre più cibo hanno più probabilità di partorire un maschio, il che giustifica il fatto che i maschi, alla nascita, pesano di più delle femmine. I feti maschi necessitano di maggiore energia.
  • Frequenza dei rapporti sessuali e timing dell'ovulazione: La frequenza dei rapporti sessuali e la loro tempistica rispetto all'ovulazione sono state oggetto di studio. L'ipotesi è che rapporti più ravvicinati all'ovulazione favoriscano i maschi, mentre rapporti più lontani favoriscano le femmine. Una fase follicolare lunga e una non ottima maturazione dell’ovocita potrebbero portare a un eccesso di femmine.
  • Induzione dell'ovulazione e fertilizzazione in vitro: È stato osservato un aumento di maschi con l'induzione ormonale dell'ovulazione e nelle tecniche di fecondazione in vitro, soprattutto con embrioni con una più elevata attività mitotica.
  • Fattori stagionali: Alcuni studi suggeriscono variazioni stagionali nella sex ratio, con valori picco in ottobre.

È evidente che la determinazione del sesso, pur essendo geneticamente stabilita al concepimento, può essere influenzata da una complessa interazione di fattori interni ed esterni, che agiscono a vari livelli della gravidanza e della riproduzione.

Credenze Popolari sulla Predizione del Sesso del Bambino: Il Fascino delle Tradizioni

Quando si è incinta, tutti vogliono esprimere la propria opinione da esperti, anche se non sono stati interpellati! Per fortuna, la maggior parte delle persone sarà felice di dispensare consigli utili. Anche il sesso del piccolino sarà argomento di discussione. Sin dalla notte dei tempi, le persone hanno sempre avuto il desiderio di sapere in anticipo il sesso dei bambini. Esistono così tante credenze popolari sui metodi per predire il sesso del nascituro che è difficile scegliere quelle più rappresentative. Ovviamente, ognuna è ritenuta sorprendentemente precisa e migliore delle altre. Ma la verità è una sola: per ogni gravidanza, una mamma ha il 50% di probabilità di partorire un maschietto e il 50% di probabilità di partorire una femminuccia. Anche nelle famiglie dove nascono prevalentemente figli maschi o femmine, le probabilità sono suddivise al 50%. Ciò significa che nel 50% dei casi le credenze popolari si dimostreranno corrette. E anche se alla fine si rivelano sbagliate, è un modo divertente per passare il tempo. Ricorda che le informazioni riportate di seguito sono fornite esclusivamente a fini di svago. Se vuoi veramente conoscere il sesso del tuo bambino, non devi dar retta alle credenze popolari e rivolgerti invece al tuo medico di fiducia.

Tavola delle Credenze Popolari sul Sesso del Bambino

Ecco alcune delle credenze più diffuse:

  • Linea Nigra: Ti è comparsa una linea scura, chiamata linea nigra, che si estende dall’ombelico fino all’osso pubico? Allora è probabile che sarà una femminuccia. Ma se la linea si estende verso l’alto dall’osso pubico fino sotto alla cassa toracica, è probabile che sarà un maschietto. Allo stesso modo, se noti che l’areola intorno al capezzolo ha assunto un colore molto scuro, molto probabilmente ciò è dovuto ai geni maschili.
  • Acidità di stomaco: Soffri di acidità di stomaco? Allora è probabile che avrai una femmina, dalla chioma molto fluente.
  • Test della pelle: Ti ritrovi a usare quantità industriali di crema idratante? Se la tua pelle è secca avrai più probabilità che si tratti di un maschietto, ma se la tua pelle è liscia, è in arrivo una femminuccia.
  • Posizione della pancia: Se la pancia è bassa, è più probabile che sia un maschio. Se è alta e appuntita, preparati ad accogliere una femmina. Questa teoria, però, non tiene conto della conformazione fisica della madre né del torace, che incidono notevolmente sulla forma del pancione. Anche la forza e la tonicità dei muscoli possono influenzare l’aspetto di una donna incinta. Nel caso di donne che hanno avuto altre gravidanze, spesso il pancione diventa subito più evidente e tendono a crescere di più rispetto alle primipare nella stessa epoca gestazionale.
  • Frequenza cardiaca del bambino: Questa è una delle credenze popolari più diffuse per predire se il fiocco sarà rosa o azzurro. Se la frequenza cardiaca è superiore a 140 battiti al minuto, probabilmente arriverà una femminuccia. Ma se la frequenza cardiaca ha un ritmo più tranquillo, al di sotto dei 140 battiti al minuto, allora sarà un maschio. Ad ogni modo, ricorda che una frequenza cardiaca fetale compresa tra 120-160 battiti al minuto rientra nei valori normali. La frequenza cardiaca del bambino varia a seconda del grado di sviluppo e dell’attività, proprio come quella della mamma.
  • Che aspetto hanno i tuoi capelli?: Stai riguardando con aria nostalgica vecchie foto e ti stai chiedendo dov’è finita quella capigliatura folta e lucente? I tuoi capelli sono spenti, sottili e hanno un aspetto triste? Allora avrai una femmina. Se sono più folti e spessi è probabile che la causa siano i geni maschili. Analogamente, se noti un aumento della peluria sulle gambe e hai bisogno di depilarti un giorno sì e l’altro pure, allora è probabile che sia un maschio. Hai notato dei riflessi rossi nascosti tra i capelli? Sicuramente sarà una femmina!
  • Problemi di acne giovanile?: Non disperare, i brufoli e la pelle grassa sono un segnale che è in arrivo una femminuccia. Se invece devi ricorrere a una crema idratante e a una crema per le mani, sarà maschio.
  • Nausee mattutine?: Se devi correre in bagno tutto il tempo, sarai incinta di una bambina. Secondo queste credenze popolari, le mamme che non soffrono di nausee mattutine aspettano un maschio. Potrebbe esserci un fondo di verità in tutto questo perché le donne che aspettano una femmina producono una quantità maggiore dell’ormone hCG, che è la causa della comparsa delle nausee mattutine.
  • Di cosa hai voglia?: Quando sei al supermercato, riempi il carrello di carne, pesce, formaggi, latticini e proteine animali? Allora preparati ad accogliere un maschietto. Se invece hai una voglia matta di dolci, succhi, frutta e zuccheri in quantità, allora è in arrivo una femminuccia. Alcuni studi confermano la teoria secondo cui le donne incinte che desiderano mangiare ogni giorno sempre più cibo, hanno più probabilità di partorire un maschio. Questo giustifica il fatto che i maschi, alla nascita, pesano di più delle femmine.
  • In quale posizione preferisci dormire?: Sembra incredibile, ma la posizione della testa quando dormi può rivelare se aspetti un maschio o una femmina. Se preferisci dormire sul lato sinistro, sarà un maschio. Se invece preferisci il lato destro, ti servirà un corredo tutto rosa.
  • Quanto pesi?: Se quei chili in più si sono accumulati su sedere e cosce, è in arrivo una femmina. Ma se i chili sono concentrati sulla parte anteriore è più probabile che sia un maschio.
  • Il pendolo con la fede: Questo metodo popolare è alquanto divertente. Prendi la tua fede nuziale (o chiedila in prestito a qualcuno) e appendila a un capello o cordoncino. Sdraiati e, tenendo l’anello per il capello o il cordoncino, fallo oscillare avanti e indietro sulla pancia. Abbi pazienza e aspetta fino a quando l’anello inizia a muoversi. Se il movimento è circolare, il nascituro sarà un maschio. Se l’anello si muove avanti e indietro, è in arrivo una femminuccia.
  • Sprizzi salute da tutti i pori?: Se ti sembra di avere un aspetto più florido del solito, allora è probabile che sia un maschio. Se invece ti senti tutt’altro che uno splendore, allora la colpa è di quella signorina che sta crescendo dentro di te. Secondo le antiche credenze, le femmine rubano la bellezza alle mamme. Sarà una specie di allenamento per tutte le cose che ti chiederanno in prestito da grandi. Se il tuo viso tende a diventare più tondo è un segnale che aspetti una femmina, mentre se diventa più magro indica che sarà un maschio.
  • Il tuo partner si sta appesantendo troppo?: La colpa è dei geni femminili. A quanto pare, i papà mettono su peso perché è in arrivo una femminuccia. Ma se durante la gravidanza mantiene lo stesso peso, è più probabile che sarà un maschio.
  • Sempre alla ricerca di un paio di calzini?: Se hai i piedi freddi, non dare la colpa al tempo. È probabile che i piedi freddi siano causati dal maschietto in arrivo. Come avrà fatto questo metodo a entrare nel folclore moderno è davvero un mistero.
  • Seni di dimensioni diverse?: Sarà maschio, se il seno destro è più grande. Femmina, se è il sinistro a essere più grande. Chi l’avrebbe mai detto?
  • Preferisci una palla da basket o un’anguria?: Secondo le credenze popolari, se la pancia assomiglia a una palla da basket, sarà un maschio. Se invece ha più la forma di un’anguria, allora è in arrivo una femmina. Ma non farti troppe illusioni. Secondo altre credenze, le cose sono esattamente il contrario. Pare che la pancia a forma di palla da basket indichi che è in arrivo una femmina, mentre quella a forma di anguria che è in arrivo un maschio. Non ti resta altro che aspettare per scoprirlo.
  • Mi si è ingrossato il naso?: Tutto a un tratto ti sei accorta di avere un naso? Oppure è più grande del normale? Secondo le credenze popolari, questo è un segnale che aspetti un maschio. Puoi solo sperare che, se ciò si dimostra vero, il naso torni alle dimensioni originarie dopo la nascita di quel cucciolino.
  • Soffri di emicranie?: La colpa è dei geni maschili. Sembrerebbe che le donne in attesa di un maschietto hanno più probabilità di soffrire di emicrania rispetto alle donne che aspettano una femminuccia. Le emicranie sono più frequenti nel secondo trimestre a causa dell’influenza degli ormoni.
  • Non scartare le croste!: Se non ti va di mangiare la crosta finale di una pagnotta di pane, allora sarà probabilmente una femmina. Oppure, significa che non ti piace.
  • No, non sono lunatica!: Se invece lo sei, aspetti una femmina. Secondo le antiche credenze, se una donna aspetta una femmina, è più lunatica del solito.
  • Attenzione a come afferri la chiave: Se afferri la chiave dall’estremità più lunga, significa che sei incinta di un bambino. Se invece la afferri dall’estremità più corta, vuol dire che aspetti una femminuccia. Oppure che quell’estremità era più a portata di mano dell’altra. Ma a quanto pare, le credenze popolari non hanno una logica.
  • La tua pipì può rivelarti qualcosa?: La prossima volta che vai in bagno, non tirare subito lo sciacquone. Secondo le credenze popolari, se la pipì ha un colore giallo brillante, significa che è in arrivo una bambina. Se invece ha un colore paglierino più chiaro, è in arrivo un maschietto. O magari significa che hai bevuto più acqua del solito.

Dopo questa panoramica sulle credenze popolari usate per predire il sesso del bambino, potresti comunque non aver trovato quella che fa al caso tuo. Magari secondo qualche teoria hai maggiori possibilità che sia femmina, mentre secondo altre che partorirai un maschio. Se desideri ardentemente sapere in anticipo il sesso del nascituro, allora puoi ricorrere a un metodo più preciso ed eseguire un’ecografia. Anche in questo caso, però, non avrai la certezza matematica. Un’alternativa è l’amniocentesi, un esame invasivo che presenta un rischio elevato di aborto, utilizzato di rado per predire solamente il sesso del nascituro. Una delle sorprese più belle della gravidanza deriva proprio dall’attesa di conoscere il sesso del tuo bambino. Ma se sei una di quelle persone che non resiste al desiderio di saperlo in anticipo, allora ti consigliamo di ricorrere a test scientifici.

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