La Gestione Ottimale della Rimonta Bovini da Latte: Dallo Svezzamento al Primo Parto

La redditività e la sostenibilità di un allevamento di bovini da latte si costruiscono sul lungo periodo, investendo sul futuro della mandria. La gestione della rimonta, ovvero l'allevamento delle giovani bovine destinate a sostituire le vacche a fine carriera, rappresenta un pilastro fondamentale. Le vacche di oggi sono le manze di domani, e un'attenta gestione della rimonta garantisce un flusso continuo di animali sani e produttivi in stalla. Le bovine da latte hanno una vita produttiva limitata; un alto tasso di riforma può essere un segnale di inefficienze gestionali. La gestione della rimonta incide significativamente sui costi di produzione, piazzandosi spesso al terzo posto dopo alimentazione e manodopera. Pertanto, la gestione della rimonta non può essere considerata un'attività secondaria, ma un processo strategico che inizia fin dalla nascita del vitello e si protrae fino al primo parto.

Le Prime Fasi di Vita: Dalla Nascita all'Alimentazione

Il successo nella gestione della rimonta inizia con la colostratura. Un'adeguata somministrazione di colostro di alta qualità nelle prime ore di vita è cruciale per l'immunità del vitello e per la sua salute futura. Questo passaggio è vitale per garantire che il vitello riceva gli anticorpi necessari per combattere le infezioni nelle prime settimane di vita.

Nell'allevamento, riprodurre esattamente ciò che avviene in natura è difficile. In natura, un vitello si alimenta 8-10 volte al giorno. Per ragioni logistiche nelle aziende zootecniche, il latte viene somministrato mediamente solo 2 volte al giorno. Questo comporta che a ogni vitello venga somministrata una quantità troppo elevata per singola somministrazione, ma nel totale una razione giornaliera inferiore a quella che avrebbe potenzialmente potuto assumere.

vitello che beve latte da una mangiatoia automatica

Per ovviare a questa problematica legata alla frequenza di allattamento, è consigliabile dotare la vitellaia di opportuni apparecchi ventilanti da installare nel corridoio dell'operatore, garantendo così ricambi forzati e controllati dell'aria con espulsione dei gas nocivi. Un sistema automatico di somministrazione del latte ai vitelli è presente in molte stalle, ma ancora in numero esiguo in termini assoluti.

Naturalmente, l'alimentazione non si limita al solo latte. L'assunzione di mangime starter, disponibile ad libitum già dal terzo giorno, assicura un apprezzabile quantità di principi nutritivi. Questo approccio precoce all'alimentazione solida è fondamentale per preparare il sistema digestivo del vitello al passaggio successivo.

Lo Svezzamento: Una Fase Critica di Transizione

Lo spostamento dei vitelli svezzati è un momento stressante e impegnativo. Il post svezzamento è una fase di grande stress per gli animali perché si trovano a dover gestire un cambiamento di vita molto importante, sia dal punto di vista alimentare che ambientale, dovendo, oltre a rinunciare al latte, iniziare un periodo di vita in competizione.

Il vitello che inizia a consumare presto più di 900 g/gg di sostanza secca con lo svezzamento avrà una vita produttiva più lunga e fornirà un latte di migliore qualità. Questo dato sottolinea l'importanza di una corretta gestione nutrizionale durante questa fase delicata.

Tornando agli stress sociali che possono interessare anche i vitelli, è molto importante il controllo della qualità dell'aria e delle condizioni microclimatiche. Un ambiente salubre e confortevole è essenziale per minimizzare gli effetti negativi dello stress. Il risultato di tali soluzioni non è solo legato alla bontà della macchina (allattatrice automatica), quanto e soprattutto alla sua contestualizzazione all'interno del sistema di allevamento.

Le strutture per il post svezzamento, dal 4° al 6° mese, avranno le stesse caratteristiche prima evidenziate, ovvero un'attenzione particolare alla ventilazione e alle condizioni microclimatiche. Queste ultime sono assolutamente da preferire per le manze dopo la prima inseminazione. Le cuccette per le manze dopo i 6 mesi funzionano inoltre da elemento di addestramento e riducono lo stress del passaggio dal gruppo di gestazione al gruppo di lattazione.

manze giovani in una stalla moderna con cuccette

Il reparto destinato allo svezzamento dei vitelli viene, inoltre, ottimizzato con una serie di accessori specifici necessari ad una corretta gestione. I box unicellulari per lo svezzamento dei vitelli, di dimensioni cm 100x200, sono la soluzione ideale in quanto sopraelevati e con fondo grigliato, assicurano il drenaggio continuo della lettiera che resta così asciutta e confortevole. Le chiusure del box, tetto e pareti laterali, creano un idoneo microclima garantendo, nel contempo, l’isolamento degli animali. Sul cancellino di ingresso trovano posto il portasecchio ribaltabile per latte ed acqua e la mangiatoia portamangime e portafieno. Sono studiati per rispondere sia alle esigenze igienico-sanitarie, fondamentali per le prime settimane di vita del vitello, sia per quelle legate al benessere degli animali ed a buone condizioni di lavoro per gli operatori.

I box post-svezzamento collettivi, sopraelevati o a terra, con o senza possibilità di parchetto esterno, rappresentano la vitellaia per il primo periodo, per vitelli da 2 a 6 mesi d’età, e sono la soluzione adatta per condizionare i vitelli alla vita di gruppo.

L'Importanza della Nutrizione e del Benessere nel Post-Svezzamento

Altri motivi per i quali non è consigliabile avviare lo svezzamento troppo precocemente riguardano il fatto che il lattante non ha ancora acquisito la facoltà di afferrare, gestire, masticare (anche senza avere i denti) e deglutire cibi cremosi, che col passar del tempo diventano più solidi. Il riflesso faringeo, con la crescita, retrocede dalla parte anteriore della bocca un po' più indietro e concede la possibilità al vitello di accettare sulla lingua il cibo senza provare il riflesso del vomito. La maturazione gastrointestinale viene raggiunta intorno ai 5-6 mesi e, infine, è proprio a quest'età che il vitello riesce a stare seduto mantenendo la schiena dritta, senza aiuto. Ricordiamo la necessità che in queste prime fasi della vita la nutrizione sia molto controllata anche a livello qualitativo.

Consigli per lo svezzamento

È importante non fissare fin dall'inizio schemi troppo rigidi per numero, quantità e orario dei pasti. La base per una corretta alimentazione post-svezzamento include una quota di carboidrati, come crema di riso o farina di mais e tapioca, da 1 a 3 cucchiai in totale. Non necessitano di cottura. Una quota di proteine può essere fornita da liofilizzati o omogeneizzati di carne o pesce (inizialmente mezza porzione, successivamente la porzione viene adattata alla crescita del vitello) oppure alimenti freschi. Una quota di grassi è altrettanto fondamentale. Dalle creme si passerà alla pastina e poi alla pasta vera e propria. Dagli omogeneizzati si potrà passare gradualmente alla carne (ad esempio polpette da proporre a piccoli pezzi) o al pesce (cotto al vapore o al forno). Quanto al pesce, è bene tener presente che le spine possono essere molto pericolose.

Naturalmente, la dieta dovrà essere corretta sotto tutti i punti di vista, qualitativo e quantitativo. È bene anche verificare che vi sia un apporto adeguato di calcio, zinco e di proteine di alta qualità, fondamentali in questa fase di crescita. Questa integrazione è necessaria perché il latte, a partire dai 6-8 mesi, incomincia a perdere gradualmente la sua completezza per alcune vitamine e sali minerali. Pertanto, non è opportuno iniziare lo svezzamento prima della fine del 6° mese, se non in alcune situazioni particolari e su indicazione del veterinario.

La Gestione della Rimonta Numerica e Sanitaria

Parlando di rimonta, il discorso non può che andare anche alla sua consistenza numerica nella stalla. Meno manze in stalla, ma massima attenzione. L'obiettivo è assolutamente quello di avere una rimonta non superiore al 30% ed uno stato sanitario e riproduttivo tale per cui entro i 24 mesi tutte le manze abbiano partorito. Pesare le manze, controllare costantemente il loro stato di salute e come procede il loro accrescimento ponderale non è più un'opzione ma bensì una necessità dalle notevoli ripercussioni economiche.

Le patologie del vitello sono, entro i primi 15 giorni, di carattere gastroenterico; poi si sviluppano malattie respiratorie dal secondo al quinto mese. Un monitoraggio costante e una gestione sanitaria proattiva sono essenziali per prevenire e trattare tempestivamente queste problematiche, riducendo le perdite e garantendo una crescita sana.

grafico che mostra la crescita ponderale ideale di una manza

La gestione della rimonta incide significativamente sui costi di produzione. Un'attenta pianificazione e un controllo rigoroso di ogni fase del processo, dall'alimentazione al benessere animale, dalla salute alla riproduzione, sono indispensabili per massimizzare la redditività dell'allevamento e assicurare un futuro solido alla mandria. L'obiettivo di far partorire tutte le manze entro i 24 mesi non è solo un traguardo riproduttivo, ma un indicatore di una gestione efficace che porta a una maggiore efficienza produttiva e a una migliore qualità del latte nel lungo termine.

tags: #preparazione #rimonte #da #latte #post #svezzamento